Montecarlo: Fognini si perde contro Tsonga. Seppi si inchina a Nadal

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Montecarlo: Fognini si perde contro Tsonga. Seppi si inchina a Nadal

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TENNIS MONTECARLO – Agli ottavi di finale del Masters 1000 di Montecarlo Tsonga batte in tre set Fognini che si spegne dopo aver conquistato il primo set. Andreas Seppi racimola solo 4 game contro Rafa Nadal che si impone 6-1, 6-3 in un’ora e 14 minuti di gioco, approdando così ai quarti (Foto di Felice Calabrò). Le foto di giovedì 17 da Montecarlo

Chiude il programma di giornata Djokovic-Carreno Busta. Sul Court des Princes tutti gli altri: Robredo-Raonic, Wawrinka-Almagro, Dimitrov-Ferrer e Berdych-Garcia Lopez.

Fognini: “Mi sono inc… col mio angolo”

 

Nadal: “Fognini è un bravo ragazzo”

Ascolta Tsonga dopo la vittoria su Fognini

La diretta twitter da Montecarlo di Ubaldo Scanagatta:

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Laver Cup: Tiafoe compie una miracolosa rimonta e regala la prima Laver Cup al Team World

Una partita che Tsitsipas più volte sembrava avere in mano alla fine è vinta dall’americano, che aggiorna la storia della competizione

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Frances Tiafoe - Laver Cup 2022 (foto via Twitter @LaverCup)

F. Tiafoe (Team World) b. S. Tsitsipas (Team Europe) 1-6 7-6(11) 10-8

Si tratterà pure di un’esibizione, per quanto evento ATP (dato che comunque non assegna punti), ma la gioia e l’emozione di Frances Tiafoe, dopo che il disperato passante di dritto di Stefanos Tsitsipas si è spento in rete sul match point, erano più che veritiere. Già, perché l’americano, proseguendo la sua gran seconda parte di 2022, dopo la prima semifinale Slam, va a regalare anche il primo successo al Resto del Mondo in Laver Cup, con una squadra bella, giovane, fatta da amici che volevano giocare un brutto scherzo alle leggende, i big, presenti dall’altra parte. E se Auger-Aliassime aveva preparato la pista, per come si erano messe le cose dopo il primo set devastante giocato dal greco, sembrava dovesse provarci Fritz a chiudere la pratica. Invece, la resilienza e la speranza di Tiafoe hanno avuto la meglio sull’esperienza di Tsitsipas, dopo quasi 2 ore di tennis andato via via sempre in crescendo, regalando una partita non solo emozionante per il risultato, ma soprattutto di gran qualità.

IL MATCH – proseguono i problemi di Tiafoe, sia alla battuta che nei colpi da metà campo (soprattutto, ma anche da fondo) che gli impediscono di tenere testa a un ottimo Tsitsipas, incisivo da fondo e con un atteggiamento molto propositivo. Già nel quarto game il greco riesce a strappare il servizio al suo avversario, che sembra avere troppi giri in meno nel proprio motore per sperare di tirare su un degno match. E infatti non ha poi lunga vita il primo set, che il membro del Team Europe va a chiudere con un pesante 6-1 (dopo ieri con Djokovic, ancora in singolare l’americano perde il primo parziale in sette game) in 21 minuti, giocando a braccio sciolto e trovando così giocate da highlights, anche con il rovescio, impedendo qualsivoglia reazione a un Tiafoe già di per sé spento.

Tiafoe entra in campo nel secondo set in maniera decisamente più tranquilla, e con un gioco più spigliato e propositivo, forte di qualche prima in più, ma soprattutto di una più generale incisività al servizio. Ciò, nonostante non ci siano cali da parte di Stefanos (praticamente perfetto al servizio), permette all’americano di veleggiare tranquillo nei suoi game e fare partita quantomeno pari. La serenità emerge nel quinto game, dove è costretto a risalire da 0-30, e prontamente riesce con maggiore reattività da fondo e stabilità in battuta. Il set prosegue su un generale equilibrio, senza che nessuno dei due riesca in uno strappo, ma un gioco molto più godibile, grazie alle variazioni e alle accelerazioni di Tiafoe, ora pienamente in partita e in ottima condizione anche, e alla qualità di Tsitispas. E alla fine, dopo un tie.break incredibile, emozionante, da più di 20 minuti, è l’americano a portare a casa il parziale, vincendo 12 punti a 10, con anche quattro match point annullati nella rotta. Certo, va segnalata una bella mano di Tsitsipas, ma gran merito a Tiafoe di cambiare approccio quando la palla pesa, rispondendo più aggressivo e allungando gli scambi, impedendo al greco di affondare il colpo, e imponendo il suo ritmo e il suo tipo di gioco, anche pizzicando l’avversario sul dritto.

Si va al secondo cambio di campo del match tie-break sull’8-4 a favore di Tiafoe, risalito più e più volte in questa partita, e di nuovo in questo frangente, dallo 0-2 e vincendo 8 punti dei successivi 10, un paio dei quali con scatti felini in avanti e passanti delicati in bilico tra pittore e centometrista, che instillano qualche dubbio in uno Tsitsipas ora più titubante nei colpi. E l’incertezza, la poca lucidità dovuta anche al rammarico delle occasioni sprecate, emerge negli ultimi punti, con la vittoria di Tiafoe per 10 punti a 8 in questo decisivo match tie-break, equamente divisa tra il dritto praticamente assente del greco e la voglia, l’estro dell’americano, che alla lunga hanno la meglio, regalando una vittoria che sembrava pura utopia dopo il primo set. Ma soprattutto, la vittoria di Frances regala il primo, storico successo al Team World nella Laver Cup, dopo quattro edizioni di fila appannaggio del Team Europe. Nell’edizione con la squadra probabilmente più forte di sempre per gli europei, con tutti i Fab 4 più il n.2 al mondo Ruud, nell’ultimo torneo di Roger Federer, è una banda di pestiferi americani, più un trottolino australiano e uno argentino, a portare a casa la posta massima.

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ATP San Diego: derby californiano in finale, Giron contro Nakashima

Marcos Giron supera Evans per centrare la sua prima finale ATP. Brandon Nakashima batte O’Connell e cercherà il primo acuto al terzo tentativo

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Marcos Giron - ATP Sofia 2021 (ph. Ivan Mrankov)

Il San Diego Open è stato per ben 35 anni un tradizionale ed immancabile appuntamento del circuito professionistico femminile: la prima edizione in assoluto si tenne nel 1971, e vide trionfare uno dei nomi più iconici della storia del tennis come Billie Jean King. Nel 2015 il torneo venne però rimosso dal calendario annuale della WTA, prima di fare ritorno ai piani alti della racchetta mondiale nella scorsa stagione tra gli eventi del Tour maschile. Il Barnes Tennis Center, infatti, ha ospitato nel 2021 l’ultima appendice della stagione sul cemento americano, a laurearsi campione fu quel Casper Ruud che proprio con la vittoria in terra californiana su Norrie mise in bacheca il suo primo alloro sul veloce. Un successo, che fu solo il prologo di quello che sarebbe accaduto dodici mesi più tardi; con la finale raggiunta al Masters 1000 di Miami e quella conquistata allo US Open che hanno lanciato il 23enne norvegese alla piazza n. 2 del ranking mondiale.

Gli organizzatori si augurano che la storia possa ripetersi, e che il ‘250’ di San Diego – California meridionale, si estende lungo la costa dell’Oceano Pacifico – rappresenti ancora una volta il trampolino di lancio verso mete e traguardi più prestigiosi. La speranza, in questo caso, è ancora più vigorosa perché non solo i due finalisti che si contenderanno il titolo sono statunitensi, ma addirittura entrambi californiani. Da un lato Marcos Giron, ventinovenne di Thousand Oaks – centro abitato della parte nord-ovest dell’area metropolitana di Los Angeles -, alla sua prima finale in assoluto nel circuito ATP; dall’altro un 21enne cresciuto proprio nel circolo in cui si svolge il torneo, poiché nativo della città di San Diego: Brandon Nakashima, alla sua quarta semifinale ATP ha ottenuto il pass per la terza finale nel circuito maggiore – lo scorso anno perse a Los Cabos e ad Atlanta da Norrie e Isner. Dunque un derby californiano, con un ragazzo di casa protagonista: finale migliore non poteva esserci per gli spettatori.

[3] M. Giron b. [1] D. Evans 6-3 7-5

 

Marcos, testa di serie numero tre del tabellone, è attualmente n. 58 del mondo ma è già sicuro – virtualmente – di salire alla posizione n. 52 indipendentemente dal risultato dell’atto conclusivo del torneo. In semifinale si è sbarazzato, mettendo a segno un discreto scalpo, del principale favorito alla vittoria finale Daniel Evans. Il britannico, quest’anno capace di spingersi sino al penultimo atto dell’Open del Canada, si è dovuto arrendere per 6-3 7-5 in quasi due ore di partita. Nel primo set decisivo il passaggio cruciale materializzatosi tra quinto e sesto game, dove il n. 9 degli Stati Uniti ha prima frantumato con coraggio tre palle break, risalendo indenne dall’insidia dei vantaggi, per poi operare l’allungo fondamentale ai fini del parziale, nel successivo gioco alla terza chance utile. Il break è stato conservato perfettamente da Giron fino alla fine, incamerando la frazione inaugurale dopo 57 minuti.

Il secondo set è stato invece nettamente più equilibrato, con i servizi a far la voce grossa: nessun break point avuto a disposizione da chi rispondeva sino all’undicesimo game, quando sul 5-5 lo statunitense ha piazzato l’accelerazione finale per andare a chiudere l’incontro dopo 1h47‘. Straordinaria prestazione alla battuta per il californiano, autore di 11 ace – doppia cifra – e di un ottimo 80% di conversione con la prima, senza dimenticare il comunque buon 66% di trasformazione con la seconda. La qualità e il livello del tennis espresso dal 29enne a stelle e strisce, si riescono a comprendere in tutta la loro eccezionalità grazie ad altre due statistiche: le freddezza nel cancellare al n. 25 ATP le sole tre palle break concesse, e il formidabile bilancio tra vincenti e non forzati che testimonia come il nordamericano abbia disputato un match di altissimo profilo spingendo, rischiando e prendendo in mano la partita, senza però commettere un numero importanti di errori. Il saldo infatti recita 40 winners e soltanto 13 gratuiti, dall’altra parte un più che dignitoso 25-9 per il tennista di Sua Maestà che tuttavia non basta contro il bottino da capogiro di Giron.

[5] B. Nakashima b. C. O’Connell 6-4 7-6(3)

Nella parte bassa del main-draw, a differenza del primo spicchio dove sono arrivati coloro che ci si aspettava all’inizio della settimana, si è venuto a creare un duello per certi versi sorprendente. In realtà la grande meraviglia deriva tutta dall’approdo a questo punto del torneo di Christopher O’Connell, tennista australiano n. 130 al mondo, che nei quarti ha eliminato la tds n. 2 Jenson Brooksby. Un successo decisamente significativo per il 28enne di Sydney dato che gli ha garantito la qualificazione per la sua prima semifinale nel Tour principale. La sua corsa però non è andata oltre, visto che Brandon si è imposto per 6-4 7-6(3) in oltre un’ora e cinquanta di gioco. Christopher pur uscendo di scena ha lottato mettendo in mostra tutte le armi a sua disposizione, e questo ha dato vita ad un incontro sicuramente superiore per il gioco ammirato da parte dei due protagonisti in campo, rispetto alla prima semifinale. Come Giron, anche Nakashima ha disputato una prestazione solidissima con il fondamentale d’inizio gioco: 7 ace, il 60% di prime in campo e l’83% di realizzazione. Anche lui ha salvato le due uniche chance di strappo offerte, infatti nel primo set l’unico momento da segnalare è stato l’avvio della partita. La quinta testa di serie ha breakkato subito portandosi sul 2-0. Tuttavia per confermare il vantaggio acquisito, il semifinalista delle Next Gen ATP Finals 2021 ha avuto bisogno della bellezza di 18 punti, riuscendo a consolidare il break solamente alla sesta possibilità e non prima di aver fronteggiato due palle per l’immediato ricambio di favore. Un game, dunque, che pareva il viaggio di Ulisse con una miriade di peripezie e che inevitabilmente ha segnato l’intero parziale: i servizi sono diventanti inaccessibili, non concedendo neanche le briciole, confezionando così il 6-4 in 50 minuti. Secondo set che ha seguito uno sviluppo similare, battute impenetrabili: l’unico che ha rischiato qualcosina in più è stato O’Connell, che ha salvato quattro break point nell’intero parziale due nel quinto gioco e altrettante nel nono -. Arrivati al tie-break, però, non ce ne stato più per nessuno: Nakashima è volato rapidamente sul 4-0, salvo distrarsi un attimo e far rientrare a contatto l’avversario, prima di dare l’ultima sgasata al match. L’ultima fuga verso la vittoria, che garantisce al giovane e solido americano di salire quantomeno – nel ranking virtuale – al n. 54 con una guadagno complessivo di ben 15 posizioni rispetto alla sua attuale classifica di n. 69.

IL TABELLONE DELL’ATP 250 DI SAN DIEGO

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ATP Metz: Bublik si perde dopo un set, Sonego vince il primo titolo del suo 2022

Prestazione impeccabile di Lorenzo, a fronte di un solo set realmente giocato dal kazako. Prima vittoria del complicato anno per il torinese

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Lorenzo Sonego - ATP Metz 2022 (Twitter - @atptour)

L. Sonego b. [7] A. Bublik 7-6(3) 6-2

Ancora una volta il cemento indoor potrebbe rivelarsi un crocevia importante per le sorti di Lorenzo Sonego. La finale a Vienna nel 2020, seppur persa, lanciò quel 2021 da sogno per il torinese, la sua miglior stagione in carriera. Oggi, a Metz, le cose sono andate ancora meglio, dato che la vittoria su Alexander Bublik (andando sul 4-0 negli scontri diretti) ha reso Lorenzo il primo italiano nella storia a vincere il Moselle Open, torneo indoor con nomi di un certo rilievo che hanno preceduto il nostro nell’albo d’oro. Dopo un pessimo 2022, dove questa è stata la prima settimana in cui Sonego ha vinto quattro partite di fila, finalmente può sorridere, con il primo titolo che può riscattare, e addolcire, il finale di un’annata per larghi tratti da dimenticare. Da dimenticare certamente anche la prestazione di Bublik, che dopo un ottimo primo set, in cui non ha però saputo strappare il ritmo a Sonego, si è arenato nel secondo set, preda delle proprie lune, senza riuscire più a far nulla se non crollare e regalare un po’ di esibizione. Sesta finale su sette persa (con l’unico titolo vinto a Montpellier battendo Zverev) per il kazako, che da domani sarà n.41 al mondo. Terza affermazione su cinque invece per Sonego, senza perdere neanche un set tra l’altro, e 20 posizioni scalate nel ranking, dove raggiungerà il n.45 (a meno che Marcos Giron non vinca il San Diego Open: in tal caso sarà n. 46).

Il match – la partita prosegue sul binario dei turni di battuta, con entrambi che stanno servendo benissimo, ma nessuno riesce a compiere il salto di qualità in risposta. Vi si avvicina Bublik per primo, giocando un quinto game in spinta e riuscendo a prendere in mano lo scambio accelerando e variando, la cosa che Sonego non deve concedergli; quest’ultimo, da parte sua, è impeccabile nel risalire dallo 0-40 e vincere 5 punti di fila, con molta lucidità e ancora chiamando a sé l’amato servizio. Il kazako veleggia senza problemi nei propri game di battuta, anche per qualche difficoltà del torinese in risposta, che non sempre riesce a trovare il suo proverbiale dritto come vorrebbe. Nel decimo game arriva la prima palla break per Sonego, nonché set point: finalmente Lorenzo incide da fondo, allargando qualche piccola crepa di Bublik e andando ad un passo dal primo parziale, ma il n.7 del seeding oggi sembra con la luna giusta, e la annulla con lo schema palla corta e passante da mano ben educata. Nonostante le buone cose finora mostrate da entrambi, nel tie-break è il piemontese ad alzare nettamente il proprio livello, rispondendo molto meglio e lottando come sa in difesa, oltre ad essere molto più propositivo in attacco, senza soffrire neanche le imponenti buttate del kazako, e andando così a vincere 7 punti a 3 con il set point proprio in risposta, giocato con aggressività e coraggio.

Inizia invece subito con il botto il secondo parziale, con un Sonego in piena fiducia che arriva ovunque e ha un atteggiamento non solo offensivo, ma anche decisamente positivo, approfittando invece di un Bublik un po’ nervoso e non impeccabile come negli altri game di battuta, per andare a mettere a segno un immediato break nel terzo gioco. Sembra ormai aver decisamente staccato la spina il kazako (anche a causa di una piccola polemica nel game del break con il giudice di sedia), che gioca un quinto game tra luci e ombre fino alla palla break…dove invece di chiudere colpisce con il manico, permettendo un facile punto a Sonego per andare avanti di due break, sempre rimanendo concentrato e gestendo bene le proprie energie, arrivando ovunque in difesa. I game finali sono una compilation, a tratti forse anche malinconica, dei demoni di Bublik, che alterna insensati errori e scelte a dir poco rivedibili a colpi da lasciar senza fiato, che sono però solo il contesto di una vittoria strameritata per Lorenzo, che ha giocato una grande settimana. “Ho migliorato il mio tennis giorno dopo giorno“, dice a caldo il torinese, “ora sono molto emozionato. Provo grande emozione dopo un anno complicato, e voglio solo godermi il momento adesso“. Parole semplici, felici, di un ragazzo che dopo un anno complicatissimo, in cui è continuamente scivolato verso il basso per carenza di risultati, può finalmente tornare a sorridere, con il terzo titolo sulla terza superficie diversa (erba ad Antalya, terra battuta a Cagliari).

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