Wta Madrid: Vinci comanda Wozniacki. Kuznetsova spreca, Jankovic fuori!

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Wta Madrid: Vinci comanda Wozniacki. Kuznetsova spreca, Jankovic fuori!

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TENNIS WTA MADRID: Nessun problema per la numero uno del mondo che si sbarazza in due rapidi set della cinese Peng. Si ritira la Kirilenko e avanza la Halep. Ottima prestazione della Vinci che non da speranze alla danese Wozniacki. Esce di scena Kuznetsova che spreca tre match point contro Radwanska.

Roberta Vinci b. Caroline Wozniacki 6-3 6-3 (Danilo Princiotto)

Incoraggiante prestazione  dell’italiana, che nella giornata odierna, ha mostrato notevoli segnali di miglioramento psicofisico. Il match, infatti, ha visto una Roberta sempre con il pallino del gioco in mano, concentrata e poco incline all’errore non forzato. In particolare, la chiave del match è stato il rovescio in back della Vinci, che innumerevoli problemi ha creato alla danese. Quest’ultima, dal canto suo, oltre ad accelerare (anche se sporadicamente) sulla riposta, ottenendo qualche vincente, non è riuscita a trovare le adeguate contromisure, mettendo in mostra tutti i suoi limiti di gioco, specie nei pressi della rete.

 

Il primo parziale ha vissuto il suo momento clou nel terzo gioco, durato all’incirca 20 minuti, alla fine del quale, la Vinci è riuscita a mantenere il break di vantaggio precedentemente conquistato. Sul 4-1 in suo favore, e doppio break di vantaggio, la bionda danese, fino ad allora abbastanza nervosa con l’arbitro, ha richiesto l’intervento del fisioterapista per un problema al ginocchio che, fino a quel momento, non sembrava averle creato grossi problemi (il tutto sotto lo sguardo angosciato del suo coach). Al rientro in campo, l’azzurra è parsa distratta per una manciata di minuti, tanto da far risalire la Wozniacki sul 3-4. In realtà il momento di appannamento non ha avuto ulteriori conseguenze, data la chiusura del set qualche minuto più tardi per 6-3.

L’equilibrio nel secondo parziale è durato non molto fino al 4-3 per la tarantina. Qui Roberta ha deciso di piazzare la zampata vincente, con il break decisivo che le avrebbe consegnato la vittoria, e l’accesso al turno successivo, un game più tardi. La prossima avversaria uscirà dal match tra Kuznetsova e Radwanska.

A. Radwanska b. S. Kuznetsova 6-3 4-6 7-6(6) (Marco Gatti)

La Radwanska ha vinto il sorteggio ed ha scelto di servire, conquista il primo game dell’incontro lasciando all’avversaria un solo 15. Problemi per Kuznetsova nel suo turno di servizio, vuole prendere subito il comando degli scambi per non consentire alla Radwanska di giocare il suo tennis ed inizia a spingere tutto nel palleggio, ma dopo 16 punti disputati è la polacca a far suo il game, 2-0.

La Radwanska torna al servizio e ripete la performance del primo game: conquista il suo servizio senza patemi lasciando ancora un solo 15 alla russa ex 2 del ranking, impeccabile questa prima parte del match della polacca che passa a condurre 3-0 nel primo set. Altro game ben giocato dalla polacca, molto abile a non far giocare da ferma la Kuznetsova, 4-0 per lei nel primo set.

Fatica la Kuznetsova ma si guadagna una palla break ed il game. Al servizio dimezza lo svantaggio la Kuznetsova, 2-4. Per 2 games viene rispettato il turno dei servizi e la Radwanska va a condurre 5-3 e servizio per il set, la Kuznetsova resta attaccata fino al 30 pari, finché la Radwanska non sfonda con un lungolinea di diritto; piazza poi una prima slice al centro e porta a casa il set.

La Kuznetsova inizia il secondo set al servizio ed è subito palla break per la polacca 30-40, che con una buona risposta conquista l’ennesimo break ed il primo gioco del secondo set, si aggiudica quindi il suo turno di servizio e passa condurre 2-0 nel secondo.

La Kuznetsova comprende che concedere il doppio break di vantaggio nel secondo set potrebbe essere significativo di una situazione difficilmente recuperabile contro la polacca, che sa difendersi senza concedere troppo campo e non offre una palla uguale all’altra, tutte palle difficili da spingere. La russa inizia a giocare più in controllo, a cercare meno rischi, si aggiudica il proprio servizio e nel game successivo riesce nell’impresa di fare suo il primo break dell’incontro, pareggiare i conti nel secondo set: 2-2.

Ottima reazione della polacca, che riesce nell’impresa del contro break: con un’ottima risposta di diritto sorprende la Kuznetsova in uscita dal servizio e con un grande diritto lungo linea su una palla un po’ corta torna a condurre, 3-2 nel secondo set. Non molla la Kuznetsova ed ottiene finalmente un break abbastanza comodo che riporta in equilibrio il set, mantiene il servizio e per la prima volta nel match passa a condurre 4-3.

La Kuznetsova ora è in fiducia, la polacca appare un po’ stanca, torna a giocare in pressione la russa sul servizio Radwanska e si porta sul 30-40: viene avanti la polacca, la Kuznetsova tira un passante lungolinea di rovescio che le vale break ed il game, 5-3. Serve per il set la Kuznetsova, la Radwanska vola sul 15-40; errore di diritto della Radwanska, che sulla seconda palla break la non perdona e chiude di diritto, portandosi sul 4-5.

Dopo il cambio di campo la Radwanska torna al servizio per restare nel match. Game equilibrato, entrambe le tenniste in controllo, si arriva al 30 pari: non entra la prima; una risposta non efficace della russa sulla seconda, ma sbaglia la polacca il diritto in avanzamento e concede nuovamente una palla break che la Kuznetsova spreca malamente. Nello scambio successivo la russa ricambia sbagliando un rovescio in avanzamento abbastanza facile, parità. Scambio durissimo con la russa che chiude con lo smash e si procura una nuova palla del set che trasforma sorprendendo la Radwanska che sbaglia il diritto in uscita dal servizio. Un set pari, si va al terzo.

Buon inizio di terzo set per la russa che tiene con sicurezza il servizio, piuttosto incerto il turno di della Radwanska, che concede il break alla russa, che passa a condurre 2-0. Buon game della polacca che non concede alla russa di spingere, si procura una palla break; scende per chiudere, alza un lob corto la russa, Radwanska piazza la volèe alta di rovescio che la Kuznetsova non riesce a rimettere: contro break 1-2. Sempre indietro nel punteggio la polacca nel successivo game di servizio concede 2 palle per il break: annullata la prima, sulla seconda non mette la prima di servizio in campo; la seconda non è granché, spinge di diritto la russa e si presenta a rete, ormai senza difese la Radwanska che alza un pallonetto corto e la Kuznetsova sfoga la sua rabbia con lo smash conquistando il break che le da il 3-1 servizio nel terzo.

Ottimo game di servizio ed è 4-1 per la Kuznetsova che pare comandare con autorità, La polacca non tiene un turno di servizio da circa un’ora. Reagisce la Radwanska e tiene il servizio a zero e si avvicina alla russa che conduce 4-2, ma sembra una reazione un po’ tardiva. Un dato statistico, si tratta del settimo incontro che termina al terzo set sui 14 precedenti tra le due tenniste ed il bilancio è sfavorevole alla Radwanska che una sola volta si è imposta al terzo set.

Vuole rimanere in partita la polacca che mette moltissima pressione alla russa, si procura una prima palla break annullata dalla Kuznetsova con un ottimo rovescio incrociato, ne arriva una seconda e stavolta la polacca mette in difficoltà la russa, prende il comando dello scambio e costringe la russa all’errore. Si porta sotto nuovamente, 4-3 Kuznetsova.

Servizio Radwanska, gioca bene, si procura 2 palle del 4 pari, chiude alla prima con un ace al centro, l’incontro sale ancora di livello.

Servizio Kuznetsova…parte bene la polacca che si porta 0-30, ritrova una buona prima la Kuznetsova e va a segno con il diritto la russa che si guadagna anche la palla del 5-4, buona risposta della polacca che porta il game ai vantaggi. Scende male a rete la Radwanska, ma brutto errore della russa col passante di rovescio. Palla break, doppio fallo Kuznetsova ed arriva il sorpasso: 5-4 e servizio Radwanska. Bene la russa e si porta sullo 0-30, recupera la polacca sul 15-30 con un buon diritto in uscita dal servizio, risposta vincente della russa e 15-40. Si torna in parità sul 5-5 nel terzo.

Mette 2 buone prime ed un ace al centro la Kuznetsova, c’è anche un 15 per la Radwanska, ma chiude la russa con un’altro ace al centro e torna in vantaggio sul 6-5, al cambio di campo Radwanska al servizio per restare nel match.

Sbaglia la Radwanska la volèe di rovescio, 0-15; errore della russa 15 pari; errore di diritto in recupero della Kuznetsova, 30-15; ace al centro, 40-15. E siamo 6-6, tiebreak!

Il tiebreak è emozionante..3 palle del match annullate dalla Radwanska che arriva a sua volta al match point  al 14° punto, arriva lo scambio più bello del match: servizio Radwanska e bordata della russa sulla risposta, da cui scaturisce uno scambio nel quale le due tenniste tirano sempre più forte. Alla fine prevale la polacca che sfonda la russa sul diritto. Doveva essere il match più importante della giornata, non ha tradito le attese!

La Radwanska ha vinto il sorteggio ed ha scelto di servire, conquista il primo game dell’incontro lasciando all’avversaria un solo 15. Problemi per Kuznetsova nel suo turno di servizio, vuole prendere subito il comando degli scambi per non consentire alla Radwanska di giocare il suo tennis ed inizia a spingere tutto nel palleggio, ma dopo 16 punti disputati è la polacca a far suo il game, 2-0.

La Radwanska torna al servizio e ripete la performance del primo game: conquista il suo servizio senza patemi lasciando ancora un solo 15 alla russa ex 2 del ranking, impeccabile questa prima parte del match della polacca che passa a condurre 3-0 nel primo set. Altro game ben giocato dalla polacca, molto abile a non far giocare da ferma la Kuznetsova, 4-0 per lei nel primo set.

Fatica la Kuznetsova ma si guadagna una palla break ed il game. Al servizio dimezza al servizio lo svantaggio la Kuznetsova, 2-4. Per 2 games si viene rispettato il turno dei servizi e la Radwanska va a condurre 5-3 e servizio per il set, la Kuznetsova attaccata fino al 30 pari, finché la Radwanska non sfonda con un lungolinea di diritto, piazza poi una prima slice al centro e porta a casa il set

La Kuznetsova inizia il secondo set al servizio ed è subito palla break per la polacca 30-40, che con una buona risposta conquista l’ennesimo break ed il primo gioco del secondo set, si aggiudica quindi il suo turno di servizio e passa condurre 2-0 nel secondo.

La Kuznetsova comprende che concedere il doppio break di vantaggio nel secondo set potrebbe essere significativo di una situazione difficilmente recuperabile contro la polacca, che sa difendersi senza concedere troppo campo e non offre una palla uguale all’altra, tutte palle difficili da spingere, la russa inizia a giocare più in controllo, a cercare meno rischi, si aggiudica il proprio servizio e nel game successivo riesce nell’impresa di fare il suo primo break dell’incontro, pareggiare i conti nel secondo set: 2-2 e nuovamente al servizio la Kuznetsova.

Ottima reazione della polacca, che riesce nell’impresa del contro break, un’ottima risposta di diritto sorprende la Kuznetsova in uscita dal servizio ed un grande diritto lungo linea su una palla un po’ corta e la Radwanska torna a condurre, 3-2 nel secondo set. Non molla la Kuznetsova ed ottiene finalmente un break abbastanza comodo che riporta in equilibrio, mantiene il servizio e per la prima volta nel match passa a condurre 4-3.

La Kuznetsova ora è in fiducia, la polacca appare un po’ stanca, torna a giocare in pressione la russa sul servizio Radwanska e si porta sul 30-40, viene avanti la polacca, la Kuznetsova tira un passante lungolinea di rovescio che le vale break ed il game, 5-3. Serve per il set la Kuznetsova, vola la Radwanska sul 15-40, errore di diritto della Radwanska 30-40, sulla seconda palla break la Radwanska non perdona e chiude di diritto, portandosi sul 4-5.

Dopo il cambio di campo la Radwanska torna al servizio per restare nel match, game equilibrato, entrambe le tenniste in controllo, si arriva al 30 pari, non entra la prima, una risposta non efficace della russa sulla seconda, sbaglia la polacca il diritto in avanzamento e concede nuovamente una palla break che la Kuznetsova spreca malamente. Nello scambio successivo la russa ricambia sbagliando un rovescio in avanzamento abbastanza facile, parità. Scambio durissimo con la russa che chiude con lo smash e si procura una nuova palla del set che trasforma sorprendendo la Radwanska che sbaglia il diritto in uscita dal servizio. Un set pari, si va al terzo.

Buon inizio di terzo set per la russa che tiene con sicurezza il servizio, piuttosto incerto il turno di della Radwanska, che concede il break alla russa, che passa a condurre 2-0. Buon game della polacca che non concede alla russa di spingere, si procura una palla break, scende per chiudere, alza un lob corto la russa, Radwanska piazza la volèe alta di rovescio che la Kuznetsova non riesce a rimettere, contro break 1-2. Sempre indietro nel punteggio la polacca nel successivo game di servizio e concede 2 palle per il break, annulla la prima,  non mette la prima di servizio, la seconda non è granché, spinge di diritto la russa e si presenta a rete, ormai senza difese la Radwanska che alza un pallonetto corto e la Kuznetsova sfoga la sua rabbia con lo smash conquistando il break che le da il 3-1 servizio nel terzo.

Ottimo game di servizio ed è 4-1 per la Kuznetsova che pare comandare con autorità, La polacca non tiene un turno di servizio da circa un’ora. Reagisce la Radwanska e tiene il servizio a zero e si avvicina alla russa che conduce 4-2, ma sembra una reazione un po’ tardiva Un dato statistico, si tratta del settimo incontro che termina al terzo set sui 14 precedenti tra le due tenniste ed il bilancio è sfavorevole alla Radwanska che una sola volta si è imposta al terzo set.

Vuole rimanere in partita la polacca che mette moltissima pressione alla russa, si procura una prima palla break annullata dalla Kuznetsova con un ottimo rovescio incrociato, ne arriva una seconda e stavolta la polacca mette in difficoltà la russa, prende il comando dello scambio e costringe la russa all’errore, si porta sotto nuovamente, 4-3 Kuznetsova.

Servizio Radwanska, gioca bene, si procura 2 palle del 4 pari, chiude alla prima con un ace al centro, l’incontro sale ancora di livello…

Servizio Kuznetsova..parte bene la polacca che si porta 0-30, ritrova una buona prima la Kuznetsova e va a segno con il diritto la russa che si guadagna anche la palla del 5-4, buona risposta della polacca che porta il game ai vantaggi. Scende a male a rete la Radwanska, ma brutto errore della russa col passante di rovescio, palla break, doppio fallo Kuznetsova ed arriva il sorpasso: 5-4 e servizio Radwanska.  Bene la russa e si porta sullo 0-30,recupera la polacca sul 15-30 con un buon diritto in uscita dal servizio, risposta vincente della russa e 15-40 che torna in parità sul 5-5 nel terzo.

Mette 2 buone prime ed un ace al centro la Kuznetsova, c’è anche un 15 per la Radwanska, ma chiude la russa con un’altro ace al centro e torna in vantaggio sul 6-5, al cambio di campo Radwanska al servizio per restare nel match.

Sbaglia la Radwanska la volèe di rovescio, 0-15, errore della Russa 15 pari, errore di diretto in recupero della Kuznetsova, 30-15, ace al centro, 45-15 e siamo 6-6, tiebreak!

Un tiebreak emozionante..3 palle del match annullate dalla Radwanska che arriva a sua volta al match point  al 14° punto, arriva lo scambio più bello del match: servizio Radwanska e bordata della russa sulla risposta, inizia uno scambio nel quale le due tenniste tirano sempre più forte, alla fine prevale la polacca che sfonda la russa sul diritto, doveva essere il match più importante della giornata, non ha tradito le attese!

Serena Williams b. Shuai Peng 6-2 6-3 (Danilo Princiotto)

Un match scontato dai primi 15, su cui poco c’è da raccontare, se non di una Serena Williams che è tornata con la seria intenzione di confermare il triplete che l’ha vista protagonista lo scorso anno (Madrid, Roma e Parigi). L’ora piena di partita, ha visto Serena servire 11 ace con un’alta percentuale di prime palle in campo (68%). Di contro, la cinese non è stata in grado di contrapporre un’adeguata offensiva alla straripante potenza dell’avversaria. Al prossimo round, la numero uno del mondo se la vedrà con Carla Suareza Navarro.

A. Pavlyuchenkova b. [6] J. Jankovic 6-2 5-7 7-6(7-3)

Esce a Madrid la testa di serie più alta finora, la numero 6 di Jelena Jankovic. La serba ha perso un match che stava per vincere, poi per perdere e alla fine ha ceduto al tie-break contro una Pavlyuchenkova mai doma, capace di mettere a segno 44 vincenti contro i 16 della rivale, e soprattutto di far fronte a ben 14 doppi falli. Jankovic è andata avanti di un break nel set decisivo dopo aver vinto al fotofinish il secondo e sembrava capace di mettere a segno la rimonta. Qui Pavlyuchenkova ha vinto 4 game di fila ed è andata a servire per il match ma ha perso nuovamente il servizio e il verdetto è stato rimandato al tie-break, dove la russa ha vinto senza patemi. Sfuma quindi la rivincita della semifinale di Stoccarda, cioè il derby con Ana Ivanovic.

Risultati secondo turno:
Anastasia Pavlyuchenkova (Russia) beat [6] Jelena Jankovic (Serbia) 6-2 5-7 7-6(3)
[15] Sabine Lisicki (Germany) beat Irina Begu (Romania) 6-3 6-4
[3] Agnieszka Radwanska (Poland) beat Svetlana Kuznetsova (Russia) 6-3 4-6 7-6(6)
Roberta Vinci (Italy) beat [13] Caroline Wozniacki (Denmark) 6-3 6-3
[14] Carla Suarez Navarro (Spain) beat Alison Riske (U.S.) 6-2 6-4
[1] Serena Williams (U.S.) beat Peng Shuai (China) 6-2 6-3
[4] Simona Halep (Romania) beat Lara Arruabarrena Vecino (Spain) 6-4 6-4
Caroline Garcia (France) beat Maria Kirilenko (Russia) walkover
A. Pavlyuchenkova beat [6] J. Jankovic 6-2 5-7 7-6(7-3)

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Original 9: Judy Dalton

Terzo dei nove approfondimenti dedicati alle donne che hanno cambiato la storia della WTA. Oggi tocca a Judy Tegart Dalton, che lavorava come contabile per poter giocare a tennis

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Judy Dalton (foto dal sito dello US Open)

Dopo l’articolo introduttivo sulle ‘Original 9’ e una breve carrellata sulle donne che rivoluzionarono il tennis femminile, vi proponiamo i relativi approfondimenti. La terza protagonista è Judy DaltonQui l’articolo originale pubblicato sul sito WTA


Nella prima puntata di una nuova serie sulle giocatrici che hanno fondato la WTA abbiamo incontrato Judy Dalton, membro delle “Original 9” che si è guadagnata l’affettuoso soprannome di “Old Fruit” e che ha lavorato come contabile per poter sostenere economicamente la sua carriera nei tornei di tennis.

Dotata di uno stile serve-and-volley degno della miglior tradizione australiana, Judy Tegart Dalton ha conquistato il career Grand Slam nel doppio femminile, conquistando cinque dei suoi otto major con Margaret Court, e ha vinto il doppio misto agli Australian Open 1996. Nel singolare ha raggiunto la finale a Wimbledon nel 1968, sconfiggendo Court e Nancy Richey prima di capitolare al cospetto di Billie Jean King. Ma se si dà uno sguardo alle foto di quella partita è difficile capire chi fu la vincitrice.

Nel settembre del 1970, all’età di 32 anni, Judy è stata finalista al Virginia Slims Invitational di Houston, perdendo contro Rosie Casals nel torneo nel quale le “Original 9” presero posizione a favore dell’equità dei sessi, e continuò a giocare sino agli Australian Open del 1977, quando si ritirò a 40 anni. Nel 2019 è stata nominata Membro dell’Ordine dell’Australia durante l’Australia Day per il suo significativo contributo a favore del tennis come giocatrice, a favore dell’equità dei sessi nello sport come donna, e a favore delle fondazioni sportive”.

Come hai iniziato a giocare a tennis?
Mio padre era un buon giocatore e ha iniziato a mettermi una racchetta in mano quando avevo cinque anni.

 

In quale momento hai capito che amavi il tennis tanto da sceglierlo come mestiere?
Amo il tennis da sempre. Giocavo già durante gli anni della scuola. Poi per un po’ sono passata al basket ma sono tornata al tennis dopo che mi chiesero di entrare a far parte della nazionale di basket australiana. Lì ho capito che la mia passione era il tennis, non la pallacanestro. Ovviamente, il percorso non è stato tutto rose e fiori sin dall’inizio, e prima di incassare un reddito regolare con il Virginia Slims Circuit ho lavorato come contabile, nei momenti in cui non ero in viaggio per i tornei.

Come descriveresti il tuo stile di gioco? Quali sono stati i tuoi punti di forza?
Ho uno stile di gioco aggressivo, mi piace il serve-and-volley. La mia forza è il servizio. Questo è stato determinante per i miei successi nel doppio.

Avevi qualche rito particolare, quando giocavi a tennis?
Preparavo il borsone sempre la sera prima per paura di dimenticare qualcosa.

Quale era il tuo torneo preferito da giocare?
Wimbledon, ovviamente, perché è la casa del tennis e si gioca sull’erba, la mia superficie preferita. C’è sempre un’atmosfera magica ed è un posto davvero speciale.

Descrivi un ostacolo che sei riuscita a superare durante la tua carriera nel tennis.
Come membro delle “Original 9”, ho sfidato lo status quo che sosteneva che le donne non fossero da valutare come tenniste professioniste e ho lavorato per migliorare l’equità tra i sessi. È stata una battaglia politica molto dura, ma quando insieme a Gladys Heldman abbiamo firmato il contratto da un dollaro abbiamo capito che era la strada giusta.

A chi ti ispiri, e perché?
A Suzanne Lenglen. Era una grande giocatrice ed è sempre rimasta fedele a se stessa. È stata una tennista ma anche una celebrità internazionale. Era capace di vincere tornei senza perdere un game. Se non sapete chi era, cercatela!

Che cosa hai fatto da quando ti sei ritirata?
Dopo aver costruito una famiglia con mio marito David – abbiamo avuto due figli, Samantha e David, e due nipoti, Sophie e Abby – ho fatto la coach sia di giocatrici del singolare che del doppio, incluso anche il team di Fed Cup dell’Australia, il che ha significato molto per me avendo fatto parte di due squadre campioni. Sono stata coinvolta nei progetti di sviluppo del tennis giovanile del Presidente dell’Australian Fed Cup Foundation per trent’anni e ho smesso di lavorare a questo solo di recente. Sono stata attiva anche sul fronte dei media, commentando tennis femminile in Australia e nel Regno Unito. Dopo che mio marito David è mancato nel 2009 ho lasciato la nostra azienda agricola nel Victoria e ora vivo a Melbourne.

Che consiglio daresti oggi a te stessa da giovane o a qualcuno che sta muovendo i primi passi da tennista?
Se vuoi fare del tennis il tuo mestiere devi essere pronta a lavorare duro e a fare sacrifici. La strada sarà lunga e sarà colma di momenti impegnativi, ma se non molli e credi in te stessa, riuscirai a ottenere quel che vuoi e ne sarà valsa la pena. Non perdere la tua passione per il gioco e non mollare mai.

Come è stata influenzata la tua vita dal tennis?
Mi ha dato l’opportunità di viaggiare in giro per il mondo e di conoscere persone interessanti. E mi ha anche regalato amicizie di una vita con le colleghe tenniste.


Traduzione a cura di Gianluca Sartori

  1. Original 9: Kristy Pigeon 
  2. Original 9: Julie Heldman

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WTA

Original 9: Julie Heldman

Secondo dei nove approfondimenti dedicati alle donne che hanno cambiato la storia della WTA. Oggi tocca a Julie Heldman, vincitrice degli Internazionali d’Italia nel 1969. “Un giornale mandò il reporter che si occupava di moda, anziché quello che scriveva di sport”

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Dopo l’articolo introduttivo sulle ‘Original 9’ e una breve carrellata sulle donne che rivoluzionarono il tennis femminile, vi proponiamo i relativi approfondimenti. La seconda protagonista è Julie Heldman, nata l’8 dicembre 1945. Qui l’articolo originale pubblicato sul sito WTA


In questa seconda puntata della nostra serie in onore delle Original 9, Julie Heldman ci riporta al settembre 1970, quando si ribellò contro la vecchia dirigenza tutta maschile dello sport e contribuì a costruire un audace, nuovo futuro per il tennis professionistico femminile.

Figlia del vulcanico magnate del tennis Gladys Heldman, Julie Heldman aveva 25 anni quando firmò un contratto da un dollaro per partecipare al pionieristico torneo organizzato da sua madre, il Virginia Slims Invitational di Houston. Nel corso della sua carriera, la laureata a Stanford aveva conquistato più di venti titoli in singolare, compreso l’Open d’Italia del 1969, e tre medaglie, una per ciascun colore, negli eventi di esibizione alle Olimpiadi di Città del Messico 1968 (il tennis non figurava come disciplina olimpica ufficiale, ndt). Tre volte semifinalista Slam in singolare, aveva raggiunto il numero 5 del mondo e fatto parte di due spedizioni vincenti in Fed Cup, rappresentando gli Stati Uniti.

Julie riflette: “Non penso che qualcuna di noi parlasse davvero di parità di diritti, quell’anno a Houston. Parlavamo solo del diritto di guadagnarci da vivere e del fatto che il primo anno o giù di lì ci dovesse servire per organizzarci e stabilizzarci nel nostro nuovo mondo. Non mi ci è voluto molto, comunque, per capirne gli effetti anche su un contesto più ampio, perché c’erano donne che venivano da tutte le parti per dimostrarci il loro supporto. Visitavamo le case di molte persone, le donne ci avvicinavano e ci dicevano: ‘Il mio matrimonio è a pezzi, voi siete un nuovo tipo di donne… possiamo parlarne?’ Tutto stava cambiando così rapidamente in quel periodo, era la fine degli anni 60, e la gente ci vedeva come pioniere di un mondo nuovo.

“All’inizio, la paura che potessimo essere escluse dai tornei del Grande Slam era reale. C’era tensione evidente, la vita di ciascuna di noi stava per essere profondamente scossa. I giocatori maschi erano tutti contro di noi, la dirigenza del tennis era tutta contro di noi – ricordate, non c’era alcuna dirigente donna a quei tempi. Stavamo facendo un salto nell’ignoto totale. Le giocatrici dovettero fare le loro scelte. Io scelsi in favore della solidarietà.

Questa è la mia memoria ricorrente di quel periodo: il senso di solidarietà e il passo avanti. Io non potevo giocare a Houston a causa di un infortunio al gomito. I miei genitori si erano appena trasferiti da New York e io passai la notte prima dell’inizio del torneo nella nuova casa, parlando al telefono. Le giocatrici chiamavano e dicevano che la USLTA stava minacciando di sospenderle tutte. La mattina in cui il torneo cominciò io non andai al circolo, perché non dovevo giocare, ma quando seppi che le altre giocatrici stavano prendendo posizione, decisi di fare lo stesso, anche se questo avesse significato subire io stessa una sospensione”.

“Nel nuovo circuito accadevano cose folli. Un giornale mandò il reporter che si occupava di moda, anziché quello che scriveva di sport. Dovemmo spiegargli come funzionava il punteggio e cosa fosse un rovescio. Ma io non vedevo le questioni extra campo come una distrazione, significava soltanto dedicare del tempo a qualcosa per cui tutte noi stavamo lavorando. Avevamo bisogno di farlo. Tutte noi dovevamo andare ai cocktail party, fare incontri, presenziare in TV e parlare con i giornalisti, perché quello era il modo per dare il via al nostro tour”.

Traduzione a cura di Filippo Ambrosi

 

Per conoscere meglio le nove protagoniste, il sito della WTA sta pubblicando anche delle brevi video-interviste in cui vengono rivolte a tutte le stesse domande. Di seguito le risposte di Julie Heldman.

Chi era il tuo idolo tennistico?
Mio padre! Era mancino e… molto gentile

I tuoi punti di forza da giocatrice?
 “Avevo un grande dritto ed ero molto combattiva

Torneo preferito?
Il mio torneo preferito era l’Italian Open: era ‘selvaggio’, pazzo e… soleggiato

Cosa serve per essere una campionessa?
La capacità di credere in se stessi e puntare un obiettivo senza lasciare niente di intentato

Momento clou della tua carriera nel tennis?
La vittoria dell’Italian Open!”

La partita che credevi fosse vinta?
Contro Virgina Wade a Los Angeles. Ho servito avanti 5-1 nel terzo set ma mi sono innervosita al punto da non riuscire a colpire la pallina per servire. E ho perso

Se potessi giocare un match di fantasia contro qualsiasi avversaria, quale sceglieresti?
Suzanne Lenglen, perché era straordinaria

La tua tennista preferita da veder giocare oggi?
Era Agnieszka Radwańska, adesso mi piace molto Naomi Osaka


  1. Original 9: Kristy Pigeon 

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WTA

Original 9: Kristy Pigeon

Primo dei nove approfondimenti dedicati alle donne che hanno cambiato la storia della WTA. Si comincia con la più giovane, la mancina Kristy Pigeon

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Dopo l’articolo introduttivo sulle ‘Original 9’ e una breve carrellata sulle donne che rivoluzionarono il tennis femminile, vi proponiamo i relativi approfondimenti. La prima protagonista è Kristy Pigeon. Qui l’articolo originale pubblicato sul sito WTA


Nella prima puntata di una nuova serie sulle giocatrici che hanno fondato la WTA, abbiamo incontrato Kristy Pigeon, il membro più giovane del pionieristico Original 9. Kristy Pigeon aveva solo 20 anni quando prese posizione come Original 9 ai Virginia Slims Invitational nel 1970. Vincitrice dei titoli junior US e Wimbledon, la mancina ha raggiunto gli ottavi all’All England nel 1968 e 1969 ed è stata Top 10 degli Stati Uniti. Pigeon ha lasciato il tour nel 1975 all’età di 25 anni e ha conseguito una laurea in Arte e Biologia presso la UC Berkeley. Dopo essere tornata brevemente a giocare nel World Team Tennis, si è trasferita in Idaho, dove ha gestito la Elkorn Tennis School per 11 anni. Nel 1991 ha fondato il Centro di addestramento equino Sagebrush per portatori di handicap, che è diventata una delle principali sedi di ippoterapia della nazione. Si è ritirata da direttore esecutivo di SETCH nel 2011, ed è un’ambientalista attiva.

Come hai iniziato a giocare a tennis?
All’età di sei anni mi sono unita a una squadra di nuoto competitiva nella mia città natale di Danville, in California. Durante l’estate del 1962 fu offerto un programma di tennis gratuito presso il centro ricreativo della comunità situato a pochi passi dalla piscina. Dopo l’allenamento di nuoto mi mettevo le mie Keds e mi dirigevo al campo con ancora il mio costume da bagno Speedo nero addosso. Alla fine dell’estate ho vinto il torneo cittadino e mi sono appassionata al tennis.

 

In quale momento hai capito che amavi giocare a tennis e volevi sceglierlo come carriera?
Dopo aver vinto il torneo in città, ho accettato un lavoro al Diablo Country Club per pulire il negozio pro in cambio di lezioni. All’età di 13 anni mia madre mi ha fatta entrare nei tornei junior della Northern California Tennis Association e sono rapidamente salita al top della mia fascia d’età. All’inizio del 1968 ho fissato un obiettivo impegnativo e ho deciso che il tennis era l’elemento più importante della mia vita.

Come è stata influenzata la tua vita dal tennis?
Il tennis mi ha offerto l’opportunità di sviluppare la fiducia e le abilità di vita che porto con me ancora oggi. I viaggi e il cameratismo internazionale mi hanno esposto ad un mondo grande in giovane età. La mia capacità di fissare obiettivi e rimanere concentrata si è sviluppata grazie alle mie esperienze di tennis.

Quale è stata la tua esperienza più memorabile mentre giocavi nel Tour WTA?
La mia esperienza più memorabile non è stata quella di giocare nel tour, ma di aver contribuito a creare le basi nel 1970 che hanno portato alla formazione della WTA nel 1973. Come una degli Original 9, ho combattuto per un premio in denaro uguale per donne e uomini.

Come descriveresti il tuo stile di gioco? Quali sono stati i tuoi punti di forza?
Dato che preferivo il serve-and-volley, le mie migliori performance sono state sull’erba. Penso di aver detenuto per un po’ di tempo il record per aver giocato la partita più breve agli Open di Francia! Nella mia prima partita su terra rossa ho perso con Ann Haydon Jones 6-0, 6-0 in 39 minuti. Ho imparato che il gioco serve-and-volley non funziona sulla terra lenta!

Che cosa hai fatto da quando ti sei ritirata?
Dopo essermi ritirata dal tennis e aver conseguito la laurea, mi sono trasferita a Sun Valley, nell’Idaho. Insegnavo a sciare in inverno e gestivo una scuola di tennis in estate. Nel 1991, ho fondato un programma di equitazione terapeutica senza scopo di lucro per essere utile ad adulti e bambini con problemi mentali e fisici nell’Idaho meridionale. Oggi il mio obiettivo è costruire paludi e ripristinare l’habitat per la fauna selvatica.

Descrivi un ostacolo che sei riuscita a superare durante la tua carriera nel tennis.
Mio padre non era favorevole al mio interesse per il tennis. Invece di esercitarmi in campo, pensava che avrei dovuto fare un provino per cheerleader del liceo. La sua idea della donna perfetta era quella che indossava maglioni d’angora stretti e sfoggiava tacchi altissimi! Ho superato questo ostacolo dissociandomi da mio padre, mantenendo il percorso scelto e accettando il sostegno di mia madre.

A chi guardi e perché?
Gladys Heldman (madre di Julie, ndr). Era una innovatrice, una donna d’affari di successo e una pensatrice creativa. Sono rimasto amica di Gladys molto tempo dopo che abbiamo formato il Virginia Slims Circuit. È diventata la mia mentore nell’arte di diventare una raccoglitrice di fondi di successo a beneficio delle organizzazioni no profit.

Descrivi la tua vittoria più memorabile e ciò che hai imparato.
Ho vinto il Welsh Open nel 1968 dopo aver quasi perso con una ragazza locale al primo turno. Stavo giocando orribilmente contro questa sconosciuta e ho perso la mia grinta. Dopo aver ottenuto la vittoria, ho scoperto che ogni punto può determinare il risultato di una partita e che bisogna rimanere equilibrati e concentrati su ogni punto. Un aggiustamento dell’atteggiamento mi ha aiutato a vincere il torneo.

Qual è stato il tuo torneo preferito da giocare?
Senza dubbio Wimbledon! Non c’è niente di più bello al mondo di un campo da tennis ben curato!

Qual è il tuo film preferito sullo sport?
‘La battaglia dei sessi’, ovviamente!

Traduzione a cura di Andrea Ferrero

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