ATP/WTA Roma: Dimitrov e Tsonga danno spettacolo; ok Stosur

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ATP/WTA Roma: Dimitrov e Tsonga danno spettacolo; ok Stosur

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TENNIS WTA ROMA: Entra nel vivo il torneo al Foro Italico. In attesa degli italiani ecco i primi match di rilievo del tabellone femminile. La Cornet ha vita facile sulla Flipkens mentre Dimitrov soffre contro Roger-Vasselin. Roger Federer si allena con Potito Starace. WTA Roma – Tutte le foto del day 3.

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G. Dimitrov b. E. Roger-Vasselin 4-6 6-3 6-4 (Giulio Fedele)
Due ore di gioco, due ore di spettacolo. Il primo match che inaugura il centrale nella giornata di lunedì 11 maggio è valso il biglietto. Un Dimitrov a tratti da cineteca, un Roger-Vasselin altrettanto godibile, per un risultato incerto fino alla fine. E poi le grida del foro per il “piccolo Federer” e qualche timido francese che urlava “Allez, Eduard!“. È il bulgaro a passare il turno, alla sua seconda partecipazione agli Internazionali, che ha trovato la spinta decisiva a partire dal secondo set, quando ha capito che non esiste solo il rovescio in top, un colpo che per lui non è solido quanto il dritto. È Roger-Vasselin che ha vinto il sorteggio e ha scelto di rispondere all’inizio del primo set. I primi game evidenziavano la tendenza del bulgaro di comandare il gioco, mentre il francese rispondeva diligentemente e cercava di contenerlo. Era così che Dimitrov come Penelope faceva e disfaceva la sua tela, infilando vincenti ma anche regalando errori. Nel suo primo game di servizio arrivava facilmente sul 40-15 salvo poi complicarsi la vita ai vantaggi. E tutt’al più nei game di risposta non faceva male al francese, che teneva i servizi senza complicazioni. I due si alternavano fino al 2-2 senza occasioni. È Roger-Vasselin ad avere il primo sussulto nel quinto game: il francese aveva capito che insistere sulla diagonale del rovescio lo avrebbe favorito. Non appena Dimitrov accorciava, perché non ha nel rovescio la solidità che ha sul dritto, Roger-Vasselin chiudeva nell’angolo opposto rimasto scoperto. È così che il francese si conquistava il break valevole il 3-2. Ma la reazione del bulgaro è stata immediata: sospinto dal pubblico del foro prima si portava 15-40, ma conquistava il break ai vantaggi, dove, raggiunta una terza palla break, ha giocato l’intero scambio solamente con il dritto, corrodendo la difesa del francese. Sulla scia dell’entusiasmo, Dimitrov si portava avanti 4-3 e otteneva altre due chance nel game successivo per andare a servire per il set. Ma un po’ per gli errori in risposta, un po’ per la ritrovata audacia del francese, che attaccava la rete con il serve and volley, il secondo break consecutivo non è riuscito. E proprio perché nel tennis vale la regola del contrappasso sulle chance sprecate, Roger-Vasellin con autorità pareggiava i conti sul 4-4 e poi puniva Dimitrov strappando il break valevole, di fatto, il primo set. Nel secondo set il francese avrebbe potuto continuare ad incrinare le certezze del bulgaro, ma non è riuscito a sfruttare il vantaggio costruitosi con lo 0-30. Il bulgaro acuiva il suo orgoglio, rimontando e conquistando il game iniziale. Le prime palle break tornavano a farsi vedere sul 3-2 per il bulgaro, che aveva ritrovato la convinzione nei colpi e la profondità di palla. A Dimitrov bastava la prima per balzare 4-2 e poi tenere il servizio valido il 5-2. Nel mezzo una stop volley magnifica, che sicuramente finirà negli highlights, spinta al di là della rete dal bulgaro con tutti le movenze del corpo che riusciva a produrre. Roger-Vasselin poteva solo rimanere attaccato 5-3, pur con difficoltà, prima di arrendersi, seppure con una palla break non trasformata, sul 6-3. Nel terzo set il francese, per l’unica volta, ha servito per primo. Ed in corrispondenza di ciò, Dimitrov ha trovato una inedita aggressività in risposta. Pur con difficoltà, da entrambe le parti, i giocatori riuscivano a tenere il servizio fino al 3-3. Il livello di spettacolo si era notevolmente alzato. Sia Grigor che Eduard giocavano con il braccio disinvolto, e con le loro smorzate, stop volley e i passanti provocavano le grida incessanti del pubblico raccoltosi; i game, in compenso si accorciavano, a causa dei vincenti immediati. Dimitrov allora rispolverava un arma in più: lo slice di rovescio, che mischiava le carte in tavola e sconfusionava il ritmo degli scambi. Nel settimo game il bulgaro aveva due palle break consecutive, ma il francese è riuscito a scamparla e a tenere il servizio. Il break era però rimandato di poco. Dimitrov tirava fuori una grinta mai vista nel match e, nel nono game, dopo aver annullato un game point, in uno scambio lunghissimo, condotto dall’inizio alla fine, conquistava il break per il 5-4, con relativo urlo liberatorio. Nel game di servizio successivo, nei boati del centrale, il bulgaro chiudeva la partita sul 6-4 e rilasciava le dichiarazioni di rito a bordo campo.

 

Gli altri incontri:
Nel derby tutto spagnolo tra Marcel Granollers e Feliciano Lopez la spunta il 28enne di Barcellona che elimina il connazionale per 7-5 6-1. Adesso per lui ci sarà Andy Murray.  Buona performance per il “veterano” Ivo Karlovic che disputa un incontro combattutissimo con il giovane spagnolo Pablo Carreno-Busta. Alla fine è il croato ad imporsi al tie-break del terzo set per 3-6 6-3 7-6(4); il suo prossimo avversario sarà Grigor Dimitrov.

Un altro croato passa il turno oggi: si tratta di Ivan Dodig che ha avuto la meglio sull’argentino Delbonis per 6-3 6-4. Dodig aspetta il vincente tra Fognini e Rosol.

Match sofferto anche per il francese Stéphane Robert che deve arrivare al terzo set per imporsi su Alejandro Gonzales. Il transalpino vince 1-6 6-4 6-1 e aspetta adesso colui che avrà la meglio tra Gulbis e Falla.

Va a Jo-Wilfried Tsonga, per 6-3 7-6(5), il match clou di giornata contro Alexander Dolgopolov, che nel secondo parziale, sciupati tre break point, è stato avanti 4-1 nel tiebreak senza però riuscire ad allungare la partita al terzo. Contro Anderson o Pospisil, Tsonga giocherà per tagliare il traguardo delle 300 vittorie in carriera.

Risultati primo turno:
[11] Jo-Wilfried Tsonga (France) beat Alexandr Dolgopolov (Ukraine) 6-3 7-6(5)
[14] Mikhail Youzhny (Russia) beat Nicolas Mahut (France) 6-4 6-4
Stephane Robert (France) beat Alejandro Gonzalez (Colombia) 1-6 6-4 6-1
Lukas Rosol (Czech Republic) beat [13] Fabio Fognini (Italy) 6-3 6-2
Gilles Simon (France) beat Filippo Volandri (Italy) 6-2 6-3
Pere Riba (Spain) beat Paolo Lorenzi (Italy) 7-6(3) 6-3
Simone Bolelli (Italy) beat Stefano Travaglia (Italy) 3-6 7-5 7-6(5)
Ivo Karlovic (Croatia) beat Pablo Carreno (Spain) 3-6 6-3 7-6(4)
[12] Grigor Dimitrov (Bulgaria) beat Edouard Roger-Vasselin (France) 4-6 6-3 6-4
Ivan Dodig (Croatia) beat Federico Delbonis (Argentina) 6-3 6-4
Marcel Granollers (Spain) beat Feliciano Lopez (Spain) 7-5 6-1

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Buon inizio di torneo per Alize Cornet che doveva affrontare un esordio non troppo soft contro la belga Flipkens. La francese però, regola abbastanza agevolmente la sua avversaria con un 6-3 6-2 in un’ora e venticinque minuti, giocando meglio soprattutto nei punti importanti, come dimostrano le 5 palle break salvate su 6 concesse alla sua avversaria.

Sorti simili sia per Madison Keys che per Elena Vesnina. La prima ha la meglio 6-2 6-2 su Alison Riske in un derby tutto a stelle e strisce, la seconda batte l’ucraina Svitolina 6-2 6-3. La Keys se la vedrà al secondo turno con Simona Halep, recente finalista a Madrid mentre la Vesnina attende la vincente dell’interessante sfida tra la Stosur e la Lisicki. Passa anche Svetlana Kuznetsova che si aggiudica il derby russo con Maria Kirilenko. Dopo un primo set combattuto e vinto per 7-5, Svetlana poi chiude l’incontro con un perentorio bagel. Adesso se la vedrà con Jelena Jankovic.

Vittoria schiacciante anche per Varvara Lepchenko che liquida la cinese Shuai Peng per 6-1 6-0. Per lei ora ci sarà la vincente tra Bojana Jovanovski e Sloane Stephens.

Vittoria agevole anche per Venus Williams su Annika Beck. L’americana intasca il match per 6-3 6-1; al prossimo turno incontrerà la vincente tra la Barthel e la Suarez Navarro.

Una solida Samantha Stosur liquida con un doppio 6-3 Sabine Lisicki. Gli interventi in campo di Martina Hingis non sembrano aiutare la tedesca che dimostra ancora parecchie difficoltà sul mattone tritato. La tennista Aussie affronterà al prossimo turno la russa Elena Vesnina.

Risultati primo turno:
[12] Flavia Pennetta (Italy) beat Yvonne Meusburger (Austria) 6-2 6-3
Andrea Petkovic (Germany) beat Romina Oprandi (Switzerland) 6-3 6-0
Samantha Stosur (Australia) beat [15] Sabine Lisicki (Germany) 6-3 6-3
[16] Sloane Stephens (U.S.) beat Bojana Jovanovski (Serbia) 3-6 6-3 6-3
Casey Dellacqua (Australia) beat Magdalena Rybarikova (Slovakia) 4-6 6-1 6-4
Venus Williams (U.S.) beat Annika Beck (Germany) 6-3 6-1
Francesca Schiavone (Italy) beat [17] Eugenie Bouchard (Canada) 6-4 6-2
Petra Cetkovska (Czech Republic) beat Tsvetana Pironkova (Bulgaria) 1-6 6-1 6-4
Paula Ormaechea (Argentina) beat Kurumi Nara (Japan) 6-4 6-3
Zhang Shuai (China) beat Lauren Davis (U.S.) 6-4 6-0
Svetlana Kuznetsova (Russia) beat Maria Kirilenko (Russia) 7-5 6-0
Varvara Lepchenko (U.S.) beat Peng Shuai (China) 6-1 6-0
[11] Ana Ivanovic (Serbia) beat Karin Knapp (Italy) 6-1 6-1
Elena Vesnina (Russia) beat Elina Svitolina (Ukraine) 6-2 6-3
Alize Cornet (France) beat Kirsten Flipkens (Belgium) 6-3 6-2
Madison Keys (U.S.) beat Alison Riske (U.S.) 6-2 6-2

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Tsitsipas vince una bella edizione delle Finals: è Maestro a soli 21 anni

LONDRA – La finale è la degna conclusione di uno splendido torneo. Thiem si fa rimontare ma esce dal campo con onore. Stefanos è il più giovane Maestro dal 2001

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Stefanos Tsitsipas - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)
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[6] S. Tsitsipas b. [5] D. Thiem 6-7(6) 6-2 7-6(4) (da Londra, il nostro inviato)

Stefanos Tsitsipas soffia la polvere dai libri di storia dell’ATP vincendo il torneo di fine stagione a soli 21 anni e tre mesi. Il greco è il ‘Maestro’ più giovane dallo Hewitt poco più che ventenne che si impose nel 2001, ed è soprattutto il vincitore all’esordio più giovane dai tempi del 19enne McEnroe nel 1978, praticamente una vita fa. Maestro a 21 anni come, nel recente passato, Zverev lo scorso anno (21 anni e sette mesi) e soprattutto Djokovic nel 2008 (21 anni e sei mesi).

 

Un torneo già di grande livello trova quindi nella finale una conclusione meravigliosa. Tsitsipas ha battuto con merito un grandissimo Thiem, capace di risorgere dopo aver vinto un primo set di livello eccelso ed equilibratissimo e perso nettamente il secondo. La maggiore propositività di Tsitsipas, molto solido anche in difesa, oggi avrebbe steso sin da subito molti giocatori. Non Thiem, che ha annullato un set point e poi ha sfruttato l’unico vero errore di Tsitsipas, un rovescio quasi steccato che Thiem ha trasformato nel 7-4 finale. Nel secondo set l’austriaco è però sparito dal campo, seppellito da una versione di Tsitsipas simile a un Federer ateniese. Non tanto per qualche colpo di pregio ma per la capacità di variare degna dello svizzero, come volare in campo per chiudere a rete, offrire dal fondo parabole di rovescio e dritti imprevedibili. Il terzo set è stato l’epilogo più alto di queste Finals, con Tsitsipas che salito 3-1 ha subito l’orgoglio e il grande gioco di Thiem, che ha subito contro-breakkato portando il match al tie-break. Stefanos è salito fino al 4-1 con due servizi a disposizione, ma ancora una volta in un’arena ormai tutta per Stefanos, Dominic ha impattato sul 4-4. Un altro errore di dritto però, il suo colpo più deficitario oggi, ha mandato Tsitsipas sull’Olimpo, Maestro a 21 anni.

PRIMA DELLA PARTITAStefan Edberg, Maestro nel 1989, segue da ospite d’onore nello Star Box B (quello dietro il giudice di sedia), in attesa di premiare il vincitore di questa edizione. Nell’altro box degli ospiti d’onore, lo Star Box A (esattamente di fronte al B, quasi perché i VIP si guardino negli occhi invidiando i privilegi altrui o vantandosi dei propri), ci sono Hugh Grant e Woody Harrelson. Entrambi sono grandi appassionati sportivi. nel calcio capita spesso di vedere il bellone di Notting Hill sugli spalti di Craven Cottage per i match del Fulham, mentre il capo della polizia Bill Willoughby di Tre Manifesti a Ebbing Missouri compare ogni tanto con maglie da calcio del tutto imprevedibili (un vecchio tweet lo immortalava addirittura con quella della Reggina). L’ultima immagine di Harrelson ‘sport addicted’ è però il magico show offerto a Wimbledon, quando con addosso un’evidente sbornia ha tentato di riguadagnare il suo posto sul Central Court, venendo invece respinto dallo steward. Nacque addirittura un account Twitter celebrativo, poi tornato alla normalità, ma chi non conosce la storia può rimediare cliccando qui. I precedenti dicono 4-2 Thiem, con Tsitsipas che ha vinto solo uno dei quattro incontri sul duro al 1000 (Toronto 2018).

UN ROVESCIO COSTA CARO A STEF – La finale parte molto bene, anche se notiamo qualche posto vuoto qua e là: è un peccato per l’ultimo grande match dell’anno (Davis by Cosmos a parte) ma i prezzi sono da grande evento londinese. L’intensità degli scambi è subito molto forte, i servizi ben oliati ma gli scambi superiori ai tre colpi sono parecchi. Sul 1-1 40-0 servizio Tsitsipas, Thiem indovina un gran rovescio lungolinea, uno dei colpi migliori e più dolorosi per l’avversario, ma è troppo presto per capire se lo potrà utilizzare spesso nella partita. Il finalista degli ultimi due Roland Garros annulla una palla break sul 2-1 e poi sul 4-3, mentre nel gioco prima, è il due volte giustiziere di Federer (qui ieri e all’Australian Open, non proprio due vittorie in tornei da poco) a salvare il servizio in un’occasione. Il tie-break viene deciso da un rovescio sbagliato da Stefanos nel momento peggiore e dopo aver annullato con uno smash a rete un set point. Poco più di un’ora di grande tennis, che si porta a casa il freddo viennese.

Dominic Thiem – ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

TUTTO DA RIFARE PER DOMINIC – Nel secondo set Zeus interviene subito e affianca a Tsitsipas Ade, Dio degli inferi, perché la ferocia con cui reagisce per rispondere al set perso sembra del tutto adatta a mandare l’amico Dominic negli inferi. Naturalmente Ermes dai piedi alati è con lui dal primo turno contro Medvedev. Due divinità dalla tua spiegano bene perché il semifinalista di Melbourne, Roma e Shanghai si porti sul 4-0, ma il campo lo fa certamente meglio. Giunto sul 5-2 40-15 e servizio, la seconda sopra i 200 km orari sul secondo set point rimanda tutto al terzo set, dove Dominic è chiamato a non pensare neanche per un attimo perché in un amen ha perso il set di vantaggio ottenuto dopo più di un’ora di battaglia. Sul 3-0 pesante per Stefanos, la pausa è buona per inquadrare sui maxi-schermi il succitato Woody Harrelson. Anche per quanto detto sopra, un attore così poliedrico e insieme un personaggio così bizzarro, è difficile da odiare e infatti il pubblico si esalta in un’espressione di entusiastica sorpresa cui Woody risponde con un saluto e un’espressione delle sue. Il set non ha storia, complice anche la rottura prolungata dell’austriaco (25 punti a 12, nessun punto portato a casa da Thiem con la seconda di servizio).

LOTTA SENZA QUARTIERE – Apre Thiem al servizio e sul 30 pari un punto da colpi di velocità siderale viene deciso da un vincente lungo linea del n.6 del mondo che manda in visibilio tutta l’O2 Arena. Thiem deve annullare una palla break, ma il servizio viene ceduto due giochi dopo. Dopo 1 ora e 49 minuti di partita, sull’1 pari del terzo, si rompe l’equilibrio. Serve l’austriaco, ma il greco sale 15-40; la prima viene annullata da una buona volèe di Dominic (nonostante l’indegno urletto di disturbo appena prima del colpo di un cretino, versione peggiore dei discendenti della grande civiltà greca), ma sulla seconda il compagno di Kiki Mladenovic manda in rete il dritto in uscita dal servizio. Tsitsipas sembra inarrestabile, conferma il break e sale 3-1. A impressionare di Tsitsipas è l’intelligenza tattica ben superiore ai suoi 21 anni. I colpi difensivi liftati del greco per recuperare il campo quando viene cacciato indietro sotto le bombarde dell’artigliera asburgica sono eloquenti a tal proposito, un’astuzia degna di Ulisse ma senza il suo opportunismo (lui non avrebbe mai lottato alla morte con Nadal, meno male che nel XI secolo abbiamo Stefanos!).

A questo punto il trofeo dei Maestri sembra prendere la strada di Atene, ma la fanteria austriaca ha già mostrato le sue capacità di ricorrere alla rete e di non mollare niente (se non come Nadal – come lui a rifiutare la sconfitta chi altri? – certamente come Michael Chung). Quando Stefanos serve per sul 3-2 15 pari, spedisce inopinatamente lungo uno schiaffo al volo a rete e lo paga a carissimo prezzo: Dominic recupera correndo come Bolt (copyright del collega Ferri) e alla seconda palla del contro-break si giova di un errore di rovescio del greco, che lo scaraventa dall’Olimpo alla terra, nel luogo dove i comuni mortali contano le ore, a Greenwich. Nel momento a lui più sfavorevole e con un pubblico tutto per il semidio ateniese, Thiem mette in campo due dritti anomali mostruosi, giocati girando attorno alla palla, mostruosi perché non indirizzati lungolinea ma strettissimi a lambire la rete.

EPILOGOSul 5 pari, il Colosseo contemporaneo trova la sua estasi. “Tsitsipas, Tsitsipas, Tsitsipas”. L’acustica è perfetta, la battaglia di più. Ma Dominic Thiem, che per il pubblico è ora il cattivo, non fa una piega e serve da Dio sotto gli occhi dell’Olimpo. Dopo quasi due ore e mezza di sublime battaglia, l’epilogo al tie-break è il più giusto, il più epico. Sul 2-1 per il greco, la perfezione di Tsitsipas costringe Thiem ai due errori meno gratuiti di sempre, ma sul 4-1 il roccioso Thiem prima fa due punti sul servizio avversari, agganciandolo sul 4 pari, ma a quel punto dimostra anche lui di essere umano e fragile, con un dritto in rete che pone fine alla contesa. Sul 6-4, Tsitsipas chiude al primo match point e si laurea Maestro 2019.

Stefanos Tsitsipas a terra – ATP Finals 2019 (via Twitter, @atptour)

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Thiem: “Ho un buon rapporto con Tsitsipas, ma sul campo è sempre battaglia”

LONDRA – Le ambizioni dell’austriaco crescono, alla vigilia della sua venticinquesima finale in carriera. Questa sarà la più importante

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Dominic Thiem - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)
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Dominic Thiem è forse l’unico giocatore, tra quelli nati negli anni ’90, che sinora è stato capace di inserirsi con una certa continuità all’inseguimento delle quattro leggende del tennis. Il suo salto di qualità è arrivato soprattutto negli ultimi due anni, un lasso di tempo in cui ha vinto otto tornei (metà dei quali sul veloce, dove a inizio carriera difettava parecchio), battuto nove volte giocatori compresi in top 5 – tra questi due volte Nadal, due volte Djokovic, tre volte Federer – e raggiunto due volte la finale al Roland Garros. Adesso l’austriaco sembra pronto per fare persino qualcosa in più, ovvero iniziare a togliere qualche titolo pesante ai mostri sacri, come ha già saputo fare quest’anno battendo Federer in finale a Indian Wells. Intanto giocherà da favorito contro Tsitsipas (inizio del match alle 19 italiane), che ha battuto in quattro confronti diretti su sei.

 

Domani affronterai Stefanos Tsitsipas che hai avuto modo di conoscere meglio alla Laver Cup. Ce ne puoi parlare un po’?
Ho sempre avuto un buon rapporto con lui ma sicuramente alla Laver Cup ci siamo conosciuti tutti meglio. C’era una bellissima chimica tra tutti noi. Ci siamo divertiti molto. Sono tutti ragazzi simpatici. E anche negli altri tornei passiamo dei bei momenti insieme. Ma quando siamo sul campo combattiamo una battaglia e per due o tre ore mettiamo da parte l’amicizia.

Quella di domani sarà una finale con due giocatori con il rovescio a una mano, cosa che non capitava da 13 anni. Ci sapresti dire cosa fa si che questo modo di giocare il rovescio renda lo spettacolo più interessante e gradevole?
È una bella cosa perché per un lungo periodo ci sono stati pochi giocatori con questa caratteristica. Ora grazie a me, Stefanos, Shapovalov avremo modo di vederlo per 10 o 15 anni e credo sia grandioso. Se lo si sa giocare bene come noi sulle superfici indoor offre grandi vantaggi perché offre molte opzioni.

Poco fa Zverev ha detto che secondo lui nel 2020 qualcuno vincerà un torneo dello Slam per la prima volta. Condividi?
Sì. Non al 100%, ma lo credo possibile anche io pur se i primi tre continueranno ad essere ancora i favoriti. Per quel che mi riguarda spero che nel 2020 riesca a proseguire nella mia crescita che mi pare vada nella giusta direzione. Perciò dopo questo torneo mi prenderò un po’ di riposo ma poi tornerò ad allenarmi per migliorare ancora. Sono molto motivato e credo che nel 2020 farò ancora meglio di quest’anno.

A fine anno sarai numero 4 al mondo. È meglio che essere il numero 3 per qualche settimana durante l’anno? Ci sono 5 anni di differenza tra te e Tsitsipas come tra Federer e Nadal. Ti fa pensare a nulla questo fatto?
In vista dell’Australian Open è certamente importante. Meglio arrivare allo Slam come quarta testa di serie che come quinta. Per quanto riguarda la differenza d’età è una curiosa coincidenza. Ho visto una foto in cui ci alleniamo insieme nel 2016. Credo che nessuno dei due potesse anche solo immaginare che tre anni dopo saremmo arrivati qui.

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Thiem completa la finale dei rovesci a una mano: fuori il campione Zverev

LONDRA – L’austriaco conferma il suo grande stato di forma e batte Sascha con pieno merito. Il titolo delle Finals sarà un affare tra ‘monomani’

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Dominic Thiem - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)
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[5] D. Thiem b. [7] A. Zverev 7-5 6-3 (da Londra, il nostro inviato)

Basta un Thiem furbo e regolare a eliminare la versione di Zverev più adatta al migliore dei mental coach in circolazione. Furbo perché capisce che la risposta bloccata è il modo migliore per contrastare il servizio monstre (76% di prime) dell’avversario, nonché l’unico per far partire lo scambio, dove è superiore. Nonostante questo accorgimento tattico, per l’assegnazione del primo set è decisivo un orrendo dodicesimo gioco di Zverev, che al secondo set-point si suicida con un doppio fallo. Quando poi nel secondo set la prima di servizio scende oltre il livello che il tedesco si può permettere, Sascha ricorre al serve&volley, ma alcuni errori lo portano a concedere troppe palle break, che sovente gioca bene. Peccato che dopo rovini tutto, mostrando quasi una schizofrenia che lo porta a giocare bene i punti vitali, ma malissimo quelli immediatamente successivi.

 

Dominic non gioca una gran partita, almeno rispetto al livello siderale contro Federer e Djokovic – come nei primi due match, oggi è tornato a incitarlo dal box coach Massu, assente contro Berrettini per seguire i primi allenamenti della nazionale cilena – ma è bravo nel variare i colpi e nell’andare a rete con grande efficacia (9 punti su 13 al net). Zverev abbandona la difesa del titolo troppo mestamente per come aveva cominciato il torneo, sotto gli occhi tristi di Becker presente nel suo box. La finale con Tsitsipas è la più giusta per quanto visto finora, e sarà anche la prima da Federer-Blake del 2006 nella quale si affronteranno due giocatori con il rovescio a una mano.

Dominic Thiem e Alexander Zverev – ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

SUICIDIO SASCHA – Thiem sa che è arrivato fin qui col vento in poppa e che mai come quest’anno ha l’occasione di diventare Maestro, forte anche del 5-2 nei precedenti con Sascha. Impossibile non risentirne, così la partenza migliore è di Zverev, che ha a disposizione le prime palle break, una nel terzo e una nel quinto gioco. Principalmente per merito del tedesco, che ha un rendimento al servizio molto alto (del resto se non si attesta sopra almeno il 75% di prime bomba sa di avere poche chance). Dominic però ci mette poco a scrollarsi di dosso la pressione (è pur sempre un asburgico) e il match offre un buon livello di gioco. Zverev sembra mostrare una piccola crepa quando sul 5-4 Thiem serve sul 40-30 e s’imbatte in un doppio fallo, ma rimedia subito. I servizi portano il match fino al 6-5 per l’austriaco, quando il campione in carica dimostra la sua tenuta mentale non proprio rocciosa. Una stecca e due colpi fuori lo condannano al 15-40, salva il primo set-point ma il doppio fallo sul secondo è imperdonabile e delittuoso. Come definire altrimenti un set perso con l’84% di prime in campo? Il vincitore di Ginevra lo sa bene, ma l’unica soluzione che trova, già accomodatosi al box, è scaraventare a terra la racchetta.

DOMINATOR CHIUDE – Nel secondo set il livello del servizio del n.5 ATP cala parecchio, ma il fatto che reagisca adottando sovente il serve&volley è lodevole sia per coraggio che per esecuzione. Sul 3-2 Thiem, il ventiduenne di Amburgo ribadisce la sua distanza siderale dal teutonico di ghiaccio e la sua analogia – sul piano squisitamente mentale – con il compatriota Jurgen Klinsmann, capace di grandi cose e grosse ingenuità. Un tranquillo 40-15 diventa un game di 14 scambi, dove alla terza palla break la perdita del servizio è inevitabile. Come l’ex bomber dell’Inter (altra entità sportiva mentalmente analoga, non a caso definita ‘pazza’), gioca benissimo i primi due break-point, giustamente caricandosi, ma i punti a seguire torna a sbagliare l’impossibile. Thiem difetta in particolare col dritto (12 gratuiti nel secondo set), concede sul 4-2 due palle del contro break, ma le annulla confermando la sua prestazione di buona sostanza. Più che sufficiente per battere questo Zverev, che deve lavorare molto sulla testa. Non una novità, ma lo sarebbe un’altra stagione così grigia.

Alexander Zverev sconsolato – ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

Thiem giocherà la 25esima finale della sua carriera (settima in stagione), nella quale andrà a caccia del titolo numero 17. Quest’anno di finali ne ha perso soltanto una, quella quasi proibitiva contro Rafa a Parigi; a conferirgli ulteriormente i favori del pronostico ci sono i sei precedenti con Tsitsipas, nei quali è uscito vincitore quattro volte.

PRECEDENTI THIEM-TSITSIPAS (4-2)

  • 2018 Doha (Qatar) Hard QF Dominic Thiem 7-5 6-4
  • 2018 ATP Masters 1000 Indian Wells (USA) Hard R64 Dominic Thiem 6-2 3-6 6-3
  • 2018 Barcelona (Spain) Clay QF Stefanos Tsitsipas 6-3 6-2
  • 2018 Roland Garros (France) Clay R64 Dominic Thiem 6-2 2-6 6-4 6-4
  • 2018 ATP Masters 1000 Toronto (Canada) Hard R32 Stefanos Tsitsipas 6-3 7-6(6)
  • 20019 Beijing (China) Hard F Dominic Thiem 3-6 6-4 6-1

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