A Norimberga Knapp elimina Garcia. Fuori la Giorgi da Strasburgo e Seppi da Düsseldorf

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A Norimberga Knapp elimina Garcia. Fuori la Giorgi da Strasburgo e Seppi da Düsseldorf

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WTA NORIMBERGA – Bella vittoria di Karin Knapp, che si qualifica per la semifinale di Norimberga battendo per la seconda volta in stagione la francese Caroline Garcia. Niente da fare invece per Camila Giorgi a Strasburgo; alla marchigiana non riesce fino in fondo la rimonta e cede al terzo contro Silvia Soler Espinosa. A Düsseldorf, Andreas Seppi, n. 3 del seeding, viene eliminato da Denis Istomin per 6-3 6-4.
WTA Norimberga

K. Knapp b. [7] C. Garcia 6-7(8) 6-4 6-4 (Daniele Vallotto)

Torna in semifinale Karin Knapp. L’azzurra ha battuto in un match molto duro la francese Caroline Garcia, testa di serie numero sette nel WTA di Norimberga, e pare essersi finalmente alle spalle il periodo nera. Karin veniva infatti da una serie lunghissima di sconfitte, ben nove comprese le qualificazioni. L’ultima vittoria in un tabellone principale di un torneo WTA risaliva a Doha, quando Karin sconfisse proprio Garcia. A Norimberga sono arrivate tre vittorie consecutive che fanno ben sperare per il Roland Garros.

 

Il primo set è molto combattuto e Garcia lo vince e lo perde più volte. È lei infatti a dare la prima spallata in apertura di set ed è lei che va a servire per il set sul 5-3. Knapp reagisce alla grande, però, e sul 30-30 trova due accelerazione che valgono il controbreak. Col rovescio Knapp sbaglia poco e vince molti scambi ma è il dritto a tradire nei momenti più delicati. L’altoatesina arriva comunque al tie-break. L’impressione è che sia Knapp a decidere le sorti del punto, e i primi punti confermano questa impressione. Peccato che nei turni di servizio di Garcia. Karin sbagli due colpi non impossibili e poco dopo ceda il mini-break che permette a Garcia di servire sul 6-4. Di qui in poi succede di tutto: Knapp annulla due set point e ne cancella un terzo sul 7-6, poi se ne vede annullare uno sull’8-7 ma alla fine deve capitolare quando manda fuori un dritto dopo che Garcia l’ha fatta correre per tutto il punto.

Nel secondo Knapp conferma quanto di buono mostrato nel primo set e ci aggiunge una solidità inedita col dritto. Il risultato sono quindi due break per l’azzurra che può gestire tranquillamente il vantaggio anche quando ne perde uno. Garcia comincia ad innservosirsi anche perché Knapp sbaglia molto meno da fondocampo e la costringe a giocare in difesa.

Vinto il secondo set per 6-4, pare che Knapp possa dare una svolta definitiva alla partita quando si prende subito un break di vantaggio. Ma è un fuoco di paglia: Garcia lo recupera subito e va a condurre 2-1. Il punto è che quando Garcia fa spostare Knapp allora emerge la maggiore solidità dell francese. Ma quando gioca centrale e permette a Knapp di impostare il punto, son dolori. È così che Knapp risale da 30-0 sul 2-2 e ritorna avanti di un break. Caroline entra in un vortice di errori e nervosismo e Knapp è bravissima ad approfittarne. Quando va a servire per il match, l’altoatesina non tradisce alcuna emozione. Si carica con le urla, tiene a zero dopo l’ennesimo dritto in corridoio e si qualifica per la semifinale. L’ultima l’ha giocata a Bad Gastein, perdendola da favorita con Meusburger. Questa volta troverà Shvedova o Bouchard.

WTA Strasburgo (Laura Guidobaldi)

S. Soler Espinosa b. C. Giorgi 3-6 6-4 7-5

Nell’incontro di quarti di finale del torneo Wta di Strasburgo, Camila Giorgi cede al terzo set alla spagnola Silvia Soler Espinosa, n. 118 del ranking, per 3-6 6-4 7-5 dopo 2 ore e 17 minuti e dopo due rimonte a metà che non fanno però una rimonta intera.

Dopo aver vinto alquanto agevolmente il primo set per 6-3, cominciano le difficoltà per Camila che si trova rapidamente in svantaggio 0-5 nel secondo parziale. Risce tuttavia a recuperare fino al 4-5 e servizio. Ma non basta: la tennista marchigiana perde nuovamente la battuta permettendo così alla spagnola di aggiudicarsi il set per 6-4.

Nella terza frazione Camila scivola nuovamente in svantaggio 2-5. Numerosi gli errori per lei nel secondo e terzo set, in particolare i doppi falli, in tutto 10, a fronte dei 4 dell’iberica. Tuttavia, dal 2-5, la Giorgi mette a segno 3 giochi di fila e raggiunge l’avversaria sul 5-5, dopo che la Soler Espinosa aveva avuto a disposizione due matchpoint sul 5-4 e un altro sul 5-6. Ma la rimonta non è sufficiente. Alla fine, la 26enne di Elche intasca il parziale per 7-5 e accede così alle semifinali dove ora l’aspetta la statunitense Christina McHale, vittoriosa su Zarina Diyas.

ATP Düsseldorf

D. Istomin b. [3]A. Seppi 6-3 6-4

Nei quarti di finale del torneo di Düsseldorf, il nostro Andreas Seppi non ce l’ha fatta contro Denis Istomin. L’uzbeko si aggiudica l’incontro per 6-3 6-4 e affronterà in semifinale il vincente tra Philipp Kohlschreiber e il qualificato Mate Delic.

L’altoatesino, n. 33 del ranking Atp e testa di serie n. 3, parte subito in svantaggio 0-4. Recupera fino al 2-4 ma non approfitta delle 2 palle break a disposizione per portarsi sul 3-4 e servizio. L’uzbeko, 27 anni e n. 57 del ranking, chiude poi 6-3 il primo set.

Nel secondo parziale, sul 4-3 a favore di Istomin, Andreas non sfrutta la possibilità di strappare il servizio all’avversario che, alla fine, conquista il match per 6-3 6-4.

 

 

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WTA Toronto, Halep: “Questa vittoria mi darà una spinta per credere che ci sarà altro in arrivo”

Simona Halep raggiante per il titolo e il ritorno in top10: “A volte devi accettare di non essere eccezionale in alcuni momenti e lottare per ritrovare fiducia”

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Simona Halep, conferenza post-vittoria - Toronto 2022

La 30enne Simona Halep si aggiudica il WTA 1000 di Toronto, centrando la tripletta in Canada battendo la brasiliana Beatriz Haddad Maia per 6-3 2-6 6-3. In conferenza stampa, la rumena ci ha tenuto a specificare quanto questo successo abbia importanza per lei, sia in termini di ranking che per la fiducia futura.

Il tabellone completo del WTA 1000 di Toronto

D. Ovviamente c’erano molti fan rumeni tra la folla e tu ne hai accennato. Ma quanta differenza fa per te e forse per il tuo avversario avere un tale supporto vocale, anche quando non sei in Romania?
SIMONA HALEP: Beh, per me è fantastico avere un supporto così grande perché ti spinge nei momenti difficili. E facevano il tifo per me ogni singolo punto, anche se durante la partita ero a terra. È molto importante perché senti di avere così tante persone accanto a te e ti senti un po’ più forte. Ma oggi è stata una bella atmosfera anche per lei. Quindi penso che la partita sia stata grandiosa perché anche noi siamo stati spinti così tanto dal pubblico.

 

D. Beatriz Haddad Maia ha battuto molte delle sue avversarie con il suo servizio feroce e con un dritto schiacciante. Quindi mi chiedo come hai fatto a contrastare quel ritmo in questa finale?
SIMONA HALEP: Sì, all’inizio è stata davvero dura. Ed è mancina, quindi la pallina stava arrivando diversamente, per la rotazione. È molto potente. È solida. E non è mai facile giocare contro di lei. Ci ho giocato sull’erba. Mi ha battuta qualche settimana fa, qualche mese fa. Quindi sapevo che sarebbe stata una bella sfida e una bella battaglia. Così è stato oggi, e sono davvero felice di essere stata davvero più forte nei momenti importanti.

D. Adesso sei di nuovo tra le prime 10. Credo che sia passato un anno da quando sei uscita dalla top 10. Quindi, quando guardi indietro a quest’anno, puoi forse descrivere cosa lo rende ancora più speciale ora che non stai solo vincendo ma sei tornata tra i primi 10 al numero 6 al mondo.
SIMONA HALEP: Sì, sono lì da molti anni. Ma ora mi sento come se fosse una cosa di grande rilevanza tornare tra le prime 10. Sono davvero felice di questa prestazione. Quando ho iniziato l’anno non ero molto fiduciosa e mi sono posta l’obiettivo di essere, a fine anno, in top10. Ed eccomi qui. Quindi è un momento molto speciale. Mi divertirò. Mi darò credito. Sto solo sognando di più.

D. Questo è il tuo terzo titolo in Canada. Come si paragona questa vittoria con le tue vittorie nel 2016 e nel 2018?
SIMONA HALEP: Oh, beh, è ​​difficile fare un confronto. Sono una persona diversa. Sono cambiata così tanto. Ma la felicità di vincere un titolo è la stessa. Questo torneo è un torneo piuttosto grande. È un grande torneo. Molti giocatori stanno giocando qui. Molti top player, in realtà. Quindi, sì, è una grande vittoria, secondo me. Lo prendo davvero con entrambe le mani. Darà a me stessa una spinta in più per credere che ci sarà altro in arrivo.

D. Ti è stato chiesto del momento più difficile della partita. Puoi parlare della tua mentalità nel tuo gioco di servizio in cui hai commesso quattro doppi falli?
SIMONA HALEP: Oh, sì, terribile. Sì, lo so, sono stata un po’ stressata. Non mi aspettavo di fare quattro doppi falli in un game. Non so se è successo prima. Ma a volte devi accettare di non essere eccezionale in alcuni momenti e di lottare ancora per calmarti e ritrovare la fiducia. Alla fine, è stato molto meglio servire.

Il tabellone completo del WTA 1000 di Toronto

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WTA Toronto: Simona Halep torna grande, firma il tris in Canada

Dopo quasi due anni la rumena torna a vincere un grande torneo battendo Haddad Maia in finale al terzo. Lunedì tornerà in Top 10 al numero 6

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[15] S. Halep b. B. Haddad Maia 6-3 2-6 6-3

La scorsa settimana si ritirava dal torneo di Washington in quello che era sembrato un altro brutto segno sulla sua competitività attuale. Dieci giorni dopo Simona Halep si rilancia nell’elite del tennis mondiale conquistando per la terza volta l’Open del Canada (ma la prima a Toronto) e sarà N.6 del mondo nella classifica WTA di Ferragosto.
La rumena batte in tre set la combattiva brasiliana Beatriz Haddad Maia una delle giocatrici più in forma di questa seconda parte di stagione e firma il 24° titolo della carriera, il primo WTA 1000 da Roma 2020 quasi due anni fa.

 

Un match altalenante che la brasiliana avrebbe potuto anche vincere se non avesse delapidato un vantaggio di 3-0 nel primo set cedendo 6 giochi consecutivi in stato confusionale totale.

Ma quando la partita riprende sembra essere ricominciata da zero: la mancina brasiliana stavolta sale fino a 4-0 e senza blackout particolari chiude 6-2 rimandando tutto al giusto epilogo: il terzo set.

Anche all’inizio del terzo Haddad ha le sue occasioni per partire a razzo ma Halep resiste inserendo la modalità “muro” dei bei tempi per tenere il servizio d’apertura ai vantaggi e piazzare il break alla prima chance in quello successivo. Un altro game fiume porta Beatriz al controbreak ma il prezzo da pagare in termini di energie fisiche è troppo alto sebbene sia lei ad essere 5 anni più giovane.

L’esperienza di Simona, guidata dal suo nuovo mentore Patrick Mouratoglou fa la differenza e una volta salita 4-1 difende il break senza patemi chiudendo al secondo match point.

Dolce ritorno in Top 10 per Halep che si rilancia in vista dei prossimi appuntamenti negli Stati Uniti a Cincinnati e soprattutto New York. Per Haddad Maia rimane un altro torneo eccezionale che la porta al N.16 del ranking mondiale. Al prossimo grande appuntamento!

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WTA Toronto, preview finale: sogno e realtà, Haddad Maia per volare, Halep per tornare su. E attenti agli scambi

La brasiliana vuole la ciliegina sulla torta, Simona tornare a vincere. I colpi da fondo e la resistenza il leit motiv

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Anche a Toronto, dopo lo stupore e l’incertezza della finale di Montreal, la situazione prende le pieghe della sorpresa, dell’occasione da non farsi scappare. Da una parte una giocatrice che ha iniziato l’anno al n.82 del mondo, che mai aveva raggiunto neanche un quarto di finale 1000, contro invece una che è stata al primo posto del ranking mondiale, campionessa Slam, vincitrice due volte a Montreal nel 2016 e nel 2018 (oltre ad una finale qui nel 2015). Apparentemente Simona Halep, per l’esperienza, la mentalità, il desiderio di rivincere un torneo importante che manca ormai dal 21 settembre 2020, quando alzò al cielo di Roma il trofeo degli Internazionali d’Italia più atipici di sempre, in autunno, contro Karolina Pliskova. Ma Beatriz Haddad Maia ha costruito il suo torneo da sfavorita, sta camminando in un sogno lucido, e non vorrà fermarsi proprio ora, a un passo dal terzo titolo, che sarebbe il più importante e storico, della carriera.

Non mi paragono, ha detto la brasiliana in conferenza stampa. Be’, umile e giusto da parte sua, ma sicuramente sta diventando l’orgoglio del tennis, e dello sport in generale, del suo Paese: è la prima brasiliana a battere la n.1 al mondo, prima a raggiungere una finale 1000, e prima da Gesteira nel ’69 a raggiungere tre o più finali nello stesso anno. Per arrivare fin qui ha battuto Trevisan, Fernandez, Swiatek, Bencic e Pliskova, cioè una semifinalista Slam, la padrona di casa, la n.1 al mondo, una ex campionessa e la finalista uscente (4 top 20 su 5 tra l’altro, buon presagio essendo Halep n.15), già questo basterebbe ad evincere lo stato di forma spaziale di quella che automaticamente, co le vittorie a Nottingham e Birmingham, può essere definita la giocatrice dell’estate. In realtà ha vinto 17 partite da giugno (3 meno della leader Garcia), ma il peso delle 5 di questa settimana colma ampiamente lo scarto, per palcoscenico e nome delle avversarie. Inoltre è colei ad aver giocato (e vinto) più partite da tre set nel 2022, con un invidiabile 15 su 19 e, come se non bastasse, da lunedì sarà almeno n.16 del mondo (14 se vincesse il titolo).

Dall’altra parte, le statistiche di Halep quasi svergognano quelle dell’avversaria: è la giocatrice più vincente nella storia dei Masters 1000, con 184 match portati a casa, e oggi gioca infatti la diciottesima finale (8 vittorie e 9 sconfitte) pareggiando il record di Serena Williams. Inoltre è già alla quarta finale qui, a due dalla primatista Seles, ed è la seconda giocatrice con più vittorie del tour quest’anno (37, 11 in meno di Swiatek). Dando retta ai dati e ai numeri ci sarebbe ben poco da discutere, la rumena è largamente favorita in tutto e per tutto, per esperienza, attitudine al cemento, ranking (da domani tornerà dopo un anno in top 10, da n.9 sicuramente, sesta in caso di vittoria), forse anche per precedenti: una vittoria a testa, quella di Halep all’Australian Open a gennaio, sempre sul cemento, mentre Haddad Maia ha vinto il confronto più recente in semifinale a Birmingham, torneo poi portato a casa dalla brasiliana.

 

Ma sarà il campo a dare il giudizio finale, e analizzando il gioco la situazione certamente si equilibra: Haddad Maia prima di tutto è mancina, dunque può servire curve da sinistra per tentare poi la chiusura con il dritto che possono mettere in difficoltà Halep, la quale si esalta nello scambio lungo, sul ritmo. La partita per buona parte passerà sicuramente per chi saprà meglio gestire da fondo, resistere e tenere una buona difesa, per quanto sia instillato in entrambe. Certamente tra le due la n.15 del tabellone è più avvezza alla lotta, vi ha costruito una carriera, e può andare in sofferenza se le mancano le certezze; e proprio qui dovrebbe insistere Haddad Maia, che essendo mancina e brava a variare, tagliare e attaccare la rete, può impedire ad Halep il suo gioco paziente, da tessitrice. Per quanto, di contrasto, proprio questa può essere la chiave (oltre al servizio, anche il suo è ben lavorato e porta buoni frutti) che sfrutterà la rumena per innervosire e far sbagliare l’avversaria, oltre a un gioco che vede proprio nella capacità di passare rapidamente da difensivo ad un attacco a spron battuto la sua forza. Tanti temi, stili diversi e a tratti simili, un obiettivo: la Rogers Cup 2022, per danzare con le aquile, o per tornare tra le stelle.

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