Federer, Raonic e Tsonga ok, Berdych non brilla

Roland Garros

Federer, Raonic e Tsonga ok, Berdych non brilla

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Roger Federer in azione al Roland Garros 2014 (foto by IKE LEUS)

TENNIS ROLAND GARROS – Buon esordio per il numero 4 del mondo Roger Federer che ha battuto tre set  Lacko, 6-2 6-4 6-2. Tre set, 6-3 7-6 6-3, sono sufficienti anche al canadese contro Kyrgios. Berdych accusa un piccolo passaggio a vuoto nel terzo, ma liquida Polansky 6-3 6-4 6-4.

 

 

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(seconda parte)

[4] R. Federer b. L. Lacko 6-2 6-4 6-2 (Da Parigi, Davide Zirone)

Primo grande esordio nel tabellone maschile del Roland Garros edizione 2014, con Roger Federer in campo subito contro Lacko. Gli organizzatori l’hanno voluto in campo già dal primo giorno, anche questo differenzia un torneo dello Slam dagli altri, dove i giocatori più forti beneficiano di un programma più adattato ai loro bisogni. Ma la diversa autorevolezza dei Major fa si che siano i giocatori a doversi adattare alle scelte degli organizzatori, dettate perlopiù da ragioni di sponsor, diritti tv e marketing.

Così poco prima delle 13 entra sul centrale l’elvetico. Con i neonati affidati alla nursery, è quasi al completo il box di Federer: presenti Luthi, Mirka, l’agente Tony Godsick e le gemelline vestite con abito bianco a pois blu e tanto di fiocchetto rosa in testa. Lacko resta in partita fino al 2-2 quando concede il primo break. Successivamente perde ancora il servizio sul 4-2 e in é4 minuti è già sotto di un set 6-2.

Il secondo set parte con lo svizzero deciso a restare poco in campo e dopo 2 game conquista il primo break salendo 2-1. Il tempo passa in fretta nonostante un leggero vento freddo soffi sul centrale. Federer ottiene tre palle break in ogni gioco di servizio di Lacko ma non riesce a convertirle. In particolare sulle ultime due, i meriti vanno allo slovacco che tira due buone prime di servizio. Ma la sentenza è solo rimandata perché sul proprio turno di servizio Federer chiude 6-4 in 34 minuti di gioco.

Il terzo set riprende fra i timidi “Allez Lukas” del pubblico, ma per lo slovacco i propri turni di servizio sono sempre molto travagliati. La prova: concede subito due palle break, sulla prima lo svizzero rischia e tira a lato il dritto, mentre sulla seconda non deve neanche sforzarsi perché arriva il doppio fallo che vale il primo break del set. Solo adesso il pubblico sembra svegliarsi per applaudire un dropshot prima, ed un serve-and-volley poi. Il resto è tutto nel punteggio, 6-2 in 26 minuti.

Si preannuncia altrettanto agevole il prossimo turno per Federer che affronterà uno dei due qualificati Elias o Schwartzman.

[8]M. Raonic b. N. Kyrgios 6-3 7-6(1) 6-3  (Alberto Prestileo)

Milos Raonic, in poco più di due ore, si sbarazza in tre set di Nick Kyrgios, giovane promessa del tennis australiano. 6-3 7-6 6-3 è il verdetto del Suzanne Lenglen al termine di un match che, malgrado tutti gli sforzi dell’australiano, è andato secondo pronostico.

Il primo set è sicuramente quello meno interessante di tutti: la testa di serie numero 8 del torneo si dimostra sicuro e decisamente superiore rispetto al suo ancor più giovane avversario. Il quarto game è quello decisivo, in cui Raonic strappa il servizio a Kyrgios dopo averci già provato nel turno di servizio precedente. Il set fila così più o meno liscio fino al 6-3, nonostante più d’un brivido per il favorito che concede due palle break prima di chiudere. Al termine del primo parziale, sono 6 gli aces per il 23enne canadese, al netto però di 4 doppi falli.

Il secondo parziale è invece tutt’altra storia: Kyrgios comincia a giocare con grande convinzione, crede nella possibile rimonta e prova sfruttare l’eccessivo nervosismo di Raonic, palesemente insoddisfatto del suo stesso gioco malgrado il vantaggio. Il 19enne riesce quindi a brekkare salvo poi farsi controbrekkare per un eccesso di sicurezza, oltre che ad un pizzico di sfortuna. Da qui in avanti i game vanno via abbastanza tranquillamente, sino ad arrivare al tie-break in cui la maggiore esperienza si fa sentire  e che si chiude con un agevole 7-1.

Nel terzo e decisivo set Kyrgios non riesce più a giocare sul rovescio avversario, mentalmente sembra uscito dalla partita e, malgrado riesca a non far scappare fin da subito Raonic, recuperando immediatamente il break di svantaggio sullo 0-2, al sesto gioco il canadese brekka definitivamente l’australiano. I giochi proseguono così fino al 5 a 3 quando Raonic chiude con un ace al terzo match point.  Ad attenderlo c’è il vincente della sfida tra Lukas Rosol e Jiri Vesely.

Soddisfatto il canadese in conferenza stampa: “Mi sono sentito bene per tutta la partita, sono contento di come ho giocato a tennis. Il primo turno di solito può essere molto insidioso perché puoi non essere concentrato al 100%. Non è andata così e sono felice di questo. C’è stato un momento al termine del secondo set in cui mi sono distratto, non ero più concentrato, ma sono stato capace di rimettermi in ritmo e riprendere a giocare come so”.

Leggermente meno entusiasta è invece Nick Kyrgios: “Sono molto dispiaciuto di come sia andata la partita. Non ho servito affatto bene, e questo mi ha influenzato tantissimo, soprattutto nel secondo set dove ho avuto delle chance. Avessi servito meglio, sarei anche riuscito a vincerlo. C’è però di buono che mi sono sentito a mio agio sulla terra, nonostante non sia la mia superficie preferita”.

[6]T. Berdych b. P. Polansky 6-3 6-4 6-4 (FM)

Tutto abbastanza facile anche per Tomas Berdych in questo giorno di esordi al Roland Garros. Il ceco ha disposto senza troppi patemi di Peter Polansky, manifestando un solo piccolo passaggio a vuoto nel terzo set, quando un pubblico decisamente annoiato per la piattezza del match, ha provato ad esortare il 25enne di North York; il risultato è stato l’unico break strappato dal canadese al ceco, che però ha pareggiato subito i conti nel game successivo.

I primi due set non sono quasi degni di note, Berdych, troppo superiore nei colpi per il proprio avversario, ha piazzato un primo break nel secondo gioco per poi involarsi 3-0 e sprecare la palla del 4-0. D’altra parte un game di vantaggio è stato più che sufficiente per chiudere il parziale. Nel secondo è stato Polansky a servire per primo e questa volta il ceco si è portato avanti nel punteggio nel terzo gioco; in pieno controllo del match e dei propri turni di servizio, con una percentuale di resa complessiva sulla prima intorno all’84%, Berdych non ha concesso nessuna palla break al proprio avversario sino al secondo gioco del terzo set: il game incriminato del passaggio a vuoto, rimediato però strappando a zero il servizio al malcapitato Polansky, per il quale il tiepido calore del pubblico parigino ha potuto fare ben poco.

Sul 2-1 Berdych (terzo set), il canadese ci ha riprovato, riuscendo a portare il game di servizio dell’avversario ai vantaggi, niente da fare però, dovrà attendere il sesto gioco per ritrovarsi servite tre palle break (0-40), tutte prontamente annullate dal ceco, che di nuovo rischiava di trovarsi sotto nel punteggio, anche se con due set di vantaggio a mettere un’ipoteca sul match. Sul 4-4 si ha il break decisivo, Polansky ha ceduto di nuovo il servizio e Berdych ha potuto chiudere il match a 15 sul proprio turno di battuta: 6-3 6-4 6-4.

Una prestazione non troppo brillante per ceco, che ha dominato, ma non incantato, piazzando un totale di 15 ace, con una resa totale sulla prima palla pari all’80%. Al prossimo turno se la vedrà con il kazako Aleksandr Nedovyesov, un match che non dovrebbe impensierirlo.

[13]J. Tsonga b. E. Roger-Vasselin 7-6(4) 7-5 6-2 (Stefano Gaudino)

Eccoci arrivati all’ultimo incontro della giornata sul Philippe chatrier, match che vede di fronte due francesi, cosa tutt’altro che insolita specialmente  nei primi giorni dello slam parigino.

Tsonga vince il sorteggio, e decide di servire. Scelta che si rileva azzeccata in quanto tiene il servizio in avvio e subito dopo alla prima palla break lo strappa al suo connazionale. 2-0 per il numero 14 al mondo. Dura poco però il vantaggio di Tsonga, poiché arriva immediato il controbreak. Da quel momento in poi per tutto il primo set si seguono i servizi senza che nessuno dei due conceda nessun tipo si occasione all’avversario, e si arriva, quasi per inerzia, al tiebreak.

Tsonga serve per primo e piazza un ace, sull’1-1 Roger-Vasselin invece commette un doppio fallo, che gli costerà il tiebreak, in quanto Tsonga rimane solido nei suoi servizi e con il minimo indispensabile si porta avanti di un set. Per Roger Vasselin da sottolineare un ottimo gioco di volo che gli vale un 9/9 a rete nel primo set, non una cosa così frequente ai giorni nostri, specialmente sulla terra, ma va sottolineata soprattuto perché le sue volée sono tutt’altro che semplici appoggi a punto praticamente fatto; non a caso il tennista francese in coppia con il suo connazionale Bennetau sono la coppia numero 11 al Mondo di doppio, e sono in piena lotta per un posto al Master di fine anno.

Il secondo set invece comincia con Roger-Vasselin al servizio, il match segue la falsariga della parte finale del primo set, ovvero i servizi la fanno da padrone, tutto questo fino al settimo gioco del set. Game in cui serve il francese meno titolato. Tsonga si porta rapidamente 15-40 grazie ad un paio di buone risposte e sfruttando due errori piuttosto gravi da parte del suo connazionale. Non è però semplice per lui completare l’operazione “break”, in quanto necessita di ben 5 palle break prima di riuscire a strappare nuovamente la battuta al suo avversario. Ora siamo 4-3 e servizio per Tsonga che ha vinto il primo, punteggio che farebbe presagire ad una facile vittoria di set prima e poi dell’incontro. Non è affatto così, infatti come successo in apertura di match Tsonga non riesce a confermare il break di vantaggio e di conseguenza non riesce a dare quella che poteva essere la spallata decisiva al match, o meglio non ancora. Contro-break immediato e 4-4. I due turni di servizi seguenti scorrono veloci e si arriva al gioco decisivo del set e forse della partita, l’undicesimo del secondo set. Gioco in cui Tsonga non fa altro che accetterà cortesemente 4 gratuiti del suo avversario, e si porta a servire per il set 6-5. Momento in cui finalmente non trema e porta a casa il secondo parziale con 4 buone trame di dritto.

Il terzo si apre come la fine del secondo, con Roger-Vasselin che soffre al servizio, va subito sotto 15-40, ma, anche grazie a Tsonga, si salva e si porta avanti 1-0. Tsonga invece non soffre nulla, è il classico giocatore che con il braccio libero è sciolto e pericoloso, e infatti per il break e solo questione di tempo, perché nel terzo gioco del set recupera da 30-0 piazzando 4 punti consecutivi e fa il  break che praticamente chiude  la partita. Roger-Vasselin a questo punto non è neanche troppo in forma  fisicamente entra il fisioterapista e, per il suddetto discorso, quello che si riferisce alla caccia al Master di doppio, sembra tenersi un po, senza rischiare nulla più del necessario. Dopo poco più di due ore Tsonga e avanti 4-1 e servizio e la contesa e ormai praticamente finita. Il terzo set termina  con il punteggio di 6-2 che ben rispecchia la differenza di energie psicofisiche rimaste ai due contendenti. Tsonga passa quindi al secondo turno, in un torneo in cui  ha da difendere una cambiale importante, risultato che se non alza il livello del gioco mostrato quest’oggi, anzi direi quest’anno intero, non sarà facile da eguagliare; ma Tsonga è Tsonga, forse il più imprevedibile giocatore del circuito, e quindi mai pronunciarsi prima che il suo torneo, in bene o in male, sia finito, soprattutto nel torneo di casa, dove l’esaltazione è sempre dietro l’angolo, e lui di queste cose, si nutre come nessun altro.

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Gli outfit del Roland Garros 2021

Dopo un Roland Garros 2020 decisamente avaro di sorprese ‘stilistiche’, quest’anno tanti brand hanno fatto centro. Nike vince con la semplicità, Head e Lacoste… la coppa!

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Novak Djokovic - Roland Garros 2021 (foto Twitter @RolandGarros)

L’anno scorso c’eravamo divertiti poco a commentare gli outfit di quello strano Roland Garros d’autunno, tra collezioni già viste e obbrobriosi scaldamuscoli per difendersi dalle rigide temperature. Quest’anno si è fortunatamente tornati alla normalità. Le stelle del tennis hanno potuto sfoggiare vestiti preparati appositamente per l’occasione dai grandi brand. E noi siamo ben lieti di poterveli commentare: tra mise degne della cornice parigina e rovinose cadute di stile.

Rafa Nadal – Nike

Rafa Nadal – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

A Parigi Rafa abbandona il pantaloncino bianco che su di lui sta sempre benissimo, per un lugubre nero che proprio fortuna non gli porta. Nike ha cercato di ravvivare l’outfit con la classica maglietta fluo, in questa occasione gialla, ma senza ottenere un risultato originale, anzi. Da salvare assolutamente però le scarpe che possono diventare le sneakers di tendenza del marchio americano per questa estate 2021. Su di esse fa bella mostra il numero 13, ovvero come tutti ben sapete gli slam parigini vinti fino a oggi da Nadal. Nota positiva quindi in questa sconfitta per Rafa, la possibilità di riutilizzare questo riuscitissimo modello anche per il Roland Garros 2022. In fin dei conti come le Loro Altezze Reali, Kate Middleton e Letizia di Spagna, insegnano non c’è niente di più chic di un capo riciclato in più occasioni. (Chiara Gheza)

 

Serena Williams – Nike

Serena Williams – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Finalmente una scelta vincente per Serena. A Parigi, quest’anno, la campionissima statunitense sfoggia un outfit decisamente azzeccato. Innanzitutto il colore: quel verde tra la menta, il pistacchio e leggermente fluo rispecchia il tennis di carattere ed esplosivo della 23 volte campionessa Slam. E poi spicca benissimo sull’ocra della terra, creando un mix di colori vivaci che annunciano il tempo dell’estate. La fascia nera in vita, decisamente elegante, ci sta a pennello, facendo da contrasto alle tinte luminose dell’abitino. Il gonnellino un po’ asimmetrico è grazioso e aggiunge un tocco di leggerezza ai pantacourt, molto più grintosi ed essenziali.

Per finire, le scarpe. Come accade sempre con Serena, nulla è lasciato al caso. Non solo le stringhe sono anch’esse di colore verde fluo ma, soprattutto, sono calzature che, in un certo senso, “raccontano” la storia e la personalità di “Queen” Serena, in particolare con la scritta in francese “Je ne m’arrêtrai jamais” (non mi fermerò mai). Insomma, nonostante la sconfitta (a Porte d’Auteuil ha perso contro Rybakina), Serena Williams continuerà a inseguire il 24° Major. Le avversarie sono avvisate. (Laura Guidobaldi)

Novak Djokovic e gli altri atleti Lacoste

Novak Djokovic – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Come abbiamo ripetuto più e più volte tra le pagine di questa rubrica il connubio Lacoste/Djokovic si dimostra a ogni torneo e soprattutto a ogni slam vincente. Sicuramente quello che ormai è diventato un classico abbinamento di pantaloncino bianco e maglia tinta unita, e viceversa, si rivela sempre elegante e di estrema classe. A Parigi il colore prescelto era un rosso aranciato. Certo, però, dopo tanti outfit simili potrebbe essere arrivato per Lacoste il momento di osare inserendo un tocco di originalità ai completi del numero 1 del mondo. Originalità che non abbiamo visto sul campo, ma che è spuntata in occasione delle foto di Nole con il trofeo del Roland Garros davanti alla Tour Eiffel. La polo bianca, infatti, riportava un coccodrillo un pochino più grande accanto a una riproduzione stilizzata dello stesso Nole. Promossa a pieni voti. (Chiara Gheza)

Daniil Medvedev – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Il resto degli atleti Lacoste, uomini e donne, si è invece presentato in campo con capi presi della collezione speciale riservata al Roland Garros. Che anche quest’anno si è contraddistinta per uno stile pulito ed elegante, in grange armonia con la passerella parigina. I colori scelti per quest’anno sono il navy e un giallo canarino che vorremmo vedere più spesso sui campi dei due circuiti, anche perché ben “stacca” con qualunque superficie. Per i maschietti c’era anche una polo in verde scuro, altra tonalità estremamente sottovalutata dai brand di abbigliamento di tennis.

Il meglio, forse, il brand del coccodrillo lo ha riservato per le donzelle. Il vestito di Anastasia Pavlyuchenkova era davvero apprezzabile, con quel lungo scollo a v sul seno e le pieghe in fondo. Peccato per le Nike nere che non c’entravano quasi nulla. Daniil Medvedev avrebbe dovuto risolvere questo problema di matching tra vestito e scarpe da qualche torneo, essendo diventato testimonial delle nuove scarpe performance di Lacoste. E invece il suo total blue si interrompe proprio con delle scarpe bianche. A questo punto cominciamo a pensare che il problema sia del russo e non del coordinamento tra le aziende che gli passano il materiale tecnico. (Valerio Vignoli)

Anastasia Pavlyuchenkova – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Roger Federer – Uniqlo

Roger Federer – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Non vedevamo Roger Federer in uno Slam praticamente da un anno e mezzo. E, in tutta onestà, la sua classe tanto nei gesti quanto nei vestiti, c’era mancata. Questo completo griffato Uniqlo però lascia un pochino perplessi. Non è una stecca, per carità. Ma nemmeno un vincente. Il rosso al Roland Garros sulla terra rossa si matcha male. Lo ribadiamo per la millesima volta. Qui si compensa con una tonalità viva ma non troppo, sportiva ma non troppo, elegante sicuramente. L’abbinamento con un grigio scuro è efficace oltreché, a memoria, già stato sperimentato con successo dal fuoriclasse di Basilea. Però boh. Niente di trascendentale. Ci si aspettava qualcosa di più forse.

Da notare come questa sia stata praticamente la prima volta di Federer in uno Slam senza scarpe firmate Nike. A Parigi, infatti ai suoi piedi c’erano delle scarpe fatte da “On”, un brand svizzero noto per le sue calzature da corsa, di cui Roger è uno dei principali azionisti. A contrario del modello di Federer “da passeggio”, queste scarpe tecniche non sono ancora in commercio e non è chiaro se e da quando lo potranno essere. Così come è particolarmente difficile acquistare anche i suoi completi Uniqlo, almeno in Italia, se non dal sito della azienda nipponica. Un paradosso considerato l’enorme potenziale di marketing del campione rossocrociato. (Valerio Vignoli)

Barbora Krejcikova – Head

Barbora Krejcikova – Roland Garros 2021 (foto via Twitter @rolandgarros)

Molto posata e discreta la neocampionessa del Roland Garros, Barbora Krejcikova. E lo conferma anche il suo outfit che è ben lontano da eccessi e vistosità. Si tratta di un completo alquanto tradizionale, con un gonnellino blu notte molto corto e stretto, associato ad una canotta molto semplice che, tuttavia, rivela un guizzo fantasioso, proprio come succede a volte nel gioco di ‘Bara’. Ricordiamo infatti che la ceca è anche una doppista provetta (tant’è che, oltre al singolare, a Parigi ha vinto anche il titolo in doppio) e quindi dotata di un tennis completo e spesso raffinato. Infatti quella striscia obliqua color azzurro ‘Tiffany’ viene a vivacizzare e rinfrescare quanto basta il top bianco e blu. Semplice ma di effetto. (Laura Guidobaldi)

Matteo Berrettini – Lotto

Matteo Berrettini – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Con Lotto e il nostro Matteo siamo alle solite: ok la pulizia, ok il minimalismo, ma si potrebbe osare un pò di più. In fondo, il completo indossato dal nostro n.1 in questa fortunata campagna sulla terra rossa, terminata agli Open di Francia, non è altro che la più semplice delle combo maglietta bianca-pantaloncino nero. A rendere per così dire originale l’outfit ci sono solamente i dettagli in lilla (colore che se usato con parsimonia come in questo caso ha un suo perché): sui fianchi della maglietta e a richiamo nei polsini. Per così dire per l’appunto. C’è chi azzarda troppo e chi lo fa troppo poco. Il brand di Trevignano (Treviso) rientra sicuramente in questo secondo schieramento, almeno quando si tratta di vestire Berrettini.

Aggiornamento sulla nostra battaglia per far togliere il cappellino all’indietro a Matteo: non è stata ancora vinta ma noi non molleremo. Mai. Intanto il cappello ce lo togliamo noi di fronte al grande match giocato dall’azzurro contro Nole. (Valerio VignolI)

Fabio Fognini – EA7

Fabio Fognini – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Armani è sempre sinonimo di classe ed eleganza in tutto il globo. A Parigi, però, secondo nostro modestissimo parere, il colore scelto per l’outfit di Fognini non sembra essere particolarmente riuscito. Fabio aveva inaugurato la stagione su terra rossa con un completo in total azzurro Tiffany, già molto impegnativo da portare, ma comunque originale. Sulla terra rossa del Roland Garros il modello resta lo stesso ma l’azzurro tiffany si trasforma in un fucsia/viola quasi fastidioso per l’occhio di chi guarda. Le scarpe rimangono però le stesse scelte per l’abbinamento di Montecarlo, ovvero azzurre e aggiungiamo menomale; il fucsia anche ai piedi sarebbe stato davvero troppo. (Chiara Gheza)

Collezione Nike

Lorenzo Musetti
Lorenzo Musetti – Roland Garros 2021 (foto Twitter @RolandGarros)

Il brand del baffo per una volta punta sulla sobrietà ed eleganza. Era ora, viene da dire. La collezione nike per questo Roland Garros è giocata sull’accostamento di tonalità scure e quindi di impatto sui campi in terra rossa parigini: blu (nelle sue varie tinte, dal navy al petrolio), grigio fumo, e un viola brillante ma non sgargiante (come quello che troppo spesso abbiamo visto nei circuiti negli ultimi anni e che hanno invece proposto gli arci-rivali di Adidas). A questo azzeccato match di colori è stato combinato un sapiente gioco di trame e texture, con l’inserimento di sottili pinstripes e inserti in trasparenza per le donne. Insomma, Nike ha fatto davvero centro quest’anno nella capitale della moda.

Il completo del nostro Lorenzo Musetti sembra uscito direttamente dalla collezione di Roger Federer, purtroppo dismessa con la dipartita del fenomeno elvetico a favore di Uniqlo. Polo viola con le righine, colletto a contrasto navy, pantaloncino grigio. Un outfit principesco per il principino del tennis italiano. Questo era il modello più riuscito della proposta maschile ma persino lo smanicato indossato di Carlos Alcaraz riusciva a mantenere una certa eleganza. Oltre che a mostrare la possente muscolatura di quello che molti etichettano già come il nuovo Nadal.

Sloane Stephens al Roland Garros 2021 (Credit: @WTA on Twitter)

La rediviva Sloane Stephens, che sui campi di Bois De Boulogne si è sempre trovata a suo agio, ci mostra una delle proposte della collezione femminile di Nike. In questa raffinata canottiera si notano bene tutte le variazioni di colore, motivi e tessuti. L’afroamericana ci aggiunge il suo tocco sporty con il capellino blu petrolio. Un outfit inappuntabile e appropriatissimo per lo Slam parigino. (Valerio Vignoli)

Collezione Adidas

Stefanos Tsitsipas
Stefanos Tsitsipas – Roland Garros 2021 (foto Twitter @RolandGarros)

Molo elegante Stefanos Tsitsipas nel suo completo Adidas. Semplice ma brillante, con shorts luminosi, con quel viola acceso dai riflessi un po’ ciclamino che compensa la grande semplicità della t-shirt bianca. Ciò che stona invece sono scarpe e calzini neri. Un tocco troppo “dark” a un completo la cui brillantezza si addice benissimo alla vivacità del tennista greco.

Alexander Zverev – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Non ci siamo invece per quanto riguarda il look di Zverev. Stessi shorts di Tsitipas, giusto un pò più lunghi, e va bene, ma la t-shirt smanicata nera proprio non va. Una canotta che manca di eleganza, troppo svolazzante e larga e, diciamolo, un po’ troppo da spiaggia. (Laura Guidobaldi)

Fila x MSGM

Sofia Kenin – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Dopo aver presentato una collezione un pò scialba agli Australian Open, Fila cambia decisamente passo per il Roland Garros. E lo fa grazie ad una Capsule Collection studiata insieme a MSGM, brand italiano fondato poco più di una decina di anni fa a Milano, che fonde la qualità del Made in Italy con una spiccata vocazione allo streetwear: la “moda di strada” ormai definitivamente sdoganata da tutte le grandi firme. Il risultato di questa collaborazione è stato la cosa più interessante vista in campo a questi Open di Francia in termini di vestiario. Il modello probabilmente che meglio rappresenta l’intera collezione è il vestito dell’americana Sofia Kenin. Salta all’occhio la trama multicolore e caleidoscopica, in cui si possono scorgere delle foglioline verdi, su uno sfondo che varia tra il blu, il viola e l’azzurro. Quel colletto nero e bianco a contrasto, molto stretto sul collo e di un tessuto diverso, dà esattamente quel tocco di contemporaneità. Le scarpe in pendant completano un outfit che più generazione z non si può.

Diego Schwartzman – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Ma è degna di nota anche la parte maschile della collezione. La t-shirt di Diego “El Peque” Schwartzman si contraddistingue per una vaporosissima stampa rosa porcellino, con cui contrastano ancora i bordini e il colletto a strisce bianche e nere, più sottili rispetto a quelle del vestito di Kenin. Il motivo è ripreso nei pantaloncini bianchi. Un completo eccentrico ma di grande impatto e richiamo streetwear. Fila ha decisamente portato una ventata di freschezza a Parigi insomma. (Valerio Vignoli)

Coco Gauff – New Balance

Coco Gauff al Roland Garros 2021 (Credit: @rolandgarros on Twitter)

Un outfit dalla trama futurista per Coco Gauff. Ed è una scelta azzeccata da New Balance, perché l’abitino rappresenta ad hoc la “rising star” americana, la campionessa del futuro. Si tratta di un capo ad effetto, estremamente grintoso, come la personalità della 17enne. Molto bello il top nero, aggraziato dalle spalline sottili ma comunque molto semplice ed essenziale. A spezzare l’uniformità e la semplicità del top ci pensa la gonna, dalla fantasia un po’ anarchica e geometrica, con le sfumature del grigio e del giallo. Insomma, un modello che esprime grande grinta e solidità con un tocco di luminosità al tempo stesso. Un’altra scelta felice è la fascia rossa per i capelli, che dona tantissimo a Coco. La fascia non solo vivacizza ulteriormente l’abito ma, con quella tinta, strizza l’occhiolino all’ocra parigina. Un modello molto adatto, insomma, a un’atleta giovane e spigliata, dal tennis sempre più esplosivo. (Laura Guidobaldi)

Alejandro Davidovich Fokina – Diadora

Alejandro Davidovich Fokina – Roland Garros 2021 (foto Twitter @RolandGarros)

Diadora è un marchio storico in Italia, non solo nel tennis. Ricordi carissimi sono legati a un campione di calcio del quale si è tornato a parlare moltissimo nell’ultimo mese grazie a una produzione Netflix: Roberto Baggio. A Parigi è Davidovich Fokina a indossare un completo Diadora che promuoviamo a pieni voti (e non solo a causa della nostalgia per Baggio). Il pantaloncino grigio scuro corredato da maglia grigia chiara con maniche arancioni è allo stesso tempo elegante e particolare. Forse i colori possono sembrare spenti a prima vista, ma rispetto ai tanti toni fluo che negli ultimi anni imperversano sui campi da tennis, è una scelta fuori dal coro che ci piace molto. (Chiara Gheza)

Con la collaborazione di Chiara Gheza

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Al femminile

Il Roland Garros di Krejcikova e dei ritiri

Lo Slam sulla terra rossa ha proposto quattro semifinaliste esordienti e una vincitrice a sorpresa. Ma anche tanti problemi fisici delle giocatrici di vertice

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Barbora Krejcikova - Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Il Roland Garros 2021 femminile si è concluso da alcuni giorni, la finale è stata disputata sabato scorso, eppure sono ancora intatte le mie perplessità sul torneo. Che Slam è stato? Come mettere in ordine di importanza gli eventi accaduti? Come ricorderemo la vittoria di Barbora Krejcikova? Come l’avvento di una giocatrice dalla maturazione tardiva, ma poi capace di mantenersi stabilmente ai piani del tennis? O invece come una impresa irripetibile, favorita da una serie di circostanze del tutto particolari?

Probabilmente solo i tempi della storia ci consentiranno di capire con certezza quali aspetti vadano considerati più rilevanti, e come inquadrarli. Ma credo che un discorso sulla qualità generale offerta dal torneo vada affrontato già oggi. Per questo tema rimando all’ultima pagina dell’articolo. Intanto cominciamo a parlare di chi ha vinto.

Barbora Krejcikova
E così, a Roland Garros terminato, gli albi d’oro ci dicono che Barbora Krejcikova non è solo la campionessa del singolare, ma anche la regina del torneo di doppio. Una impresa straordinaria: la accoppiata nei due tornei parigini non riusciva da 21 anni, dai tempi di Mary Pierce (edizione del 2000). E prima di lei, nell’era Open, ci sono riuscite solo Navratilova (1982, 1984), Ruzici (1978), Evert (1974, 1975), Court Smith (1973) e King (1972). E con il titolo di doppio, conquistato insieme alla storica compagna Siniakova, Barbora è tornata numero 1 delle classifiche di coppia.




 

In pratica nel giro di qualche mese Krejcikova si è trasformata da giocatrice specialista del doppio a protagonista assoluta, capace di risultati eccezionali in singolare. Come è stato possibile? Nata nel dicembre 1995, Barbora ha sviluppato una carriera inusuale, con una accelerazione di risultati in parte dovuta alla anomalia della stagione 2020, quella della pandemia.

Nella sua storia si possono identificare una serie di passaggi cruciali, che l’hanno portata fino alla situazione di oggi. Il primo momento chiave risale al 2013. Barbora, allora teenager, dopo essere stata una ottima junior (numero 3 del ranking), deve decidere se tuffarsi nel mare aperto del professionismo o se optare per soluzioni meno ambiziose ma più sicure, come per esempio l’attività nei tornei NCAA (il circuito delle università americane). Ne parla con i genitori, e d’accordo con la mamma prova a rivolgersi a Jana Novotna per avere un consiglio. Sia Krejcikova che Novotna sono nate e abitano a Brno, perché non approfittarne e sentire il parere di una campionessa così esperta?

Krejcikova si presenta a casa di Novotna con una lettera, e la risposta di Jana è sorprendente: non solo le consiglia di abbracciare senza tentennamenti l’attività professionistica, ma si offre di farle da coach per affrontare il complicato mondo dei tornei ITF, il passaggio obbligato che precede il ben più ricco Tour WTA.

Anche se non arrivano risultati immediati, le stagioni con Novotna la formano sul piano tecnico e mentale, e costituiscono la base della sua esperienza di giocatrice professionistica. Barbora in seguito dovrà per forza proseguire con altri coach quando Jana è costretta a smettere di allenarla per l’aggravarsi delle condizioni di salute.

Un secondo momento fondamentale nella carriera di Krejcikova va datato 2018, quando torna a formare un team stabile di doppio insieme a Katerina Siniakova. Barbora e Katerina sono quasi coetanee (Siniakova è più giovane di sei-sette mesi), e hanno giocato insieme già in diverse occasioni. Ma soprattutto la loro coppia ha conquistato tre junior Slam (Roland Garros, Wimbledon, US Open) nel 2013, prima che le loro strade si separassero alla fine della attività giovanile. Dal 2018 affrontano di nuovo insieme i tornei a livello WTA, e i risultati arrivano molto in fretta, risvegliando l’antica alchimia: semifinale a Doha, finale a Miami, vittoria al Roland Garros, vittoria a Wimbledon. La semifinale allo US Open e la finale al Masters valgono anche la posizione numero 1 delle classifiche di specialità.

I successi nel doppio significano non solo la tranquillità economica per proseguire la attività in singolare, ma permettono a Krejcikova di affrontare stadi e pubblici in occasioni importanti, che da singolarista non avrebbe la possibilità di sperimentare.

Un terzo momento fondamentale della carriera di Krejcikova arriva nel 2020, con la pandemia. Al contrario di quasi tutte le altre giocatrici, per lei lo stop del circuito internazionale si trasforma in una insperata fase di crescita. Lo ha raccontato lei stessa diverse volte. Qui mi rifaccio alla conferenza stampa di qualche giorno fa a Parigi, dopo la vittoria su Sloane Stephens. Domanda: “Durante il torneo di Strasburgo hai raccontato che per te sono stati fondamentali alcuni tornei giocati nel periodo della pandemia in Repubblica Ceca. Hai detto che ti hanno fatto sentire più pronta ad affrontare la sfida del singolare”.

Risposta: “Sì, penso siano stati davvero importanti. Ho avuto l’opportunità di giocare contro tutte le migliori ragazze della Repubblica Ceca, che ha tante buone giocatrici. Non ho avuto solo l’occasione di misurarmi con loro, ma anche di osservare come si allenano, come si preparano per le partite, etc. etc. Tutto questo mi ha davvero aiutato perché io ero fuori dalla top 100, ma in quei giorni mi sono resa conto di potermela giocare con tutte. Solo la mia classifica non era all’altezza, e non mi permetteva di partecipare ai loro stessi tornei. Ho capito che dovevo progredire nel ranking per dimostrarlo”.

Al primo impegno dopo lo stop per pandemia, Krejcikova partecipa al WTA di Praga grazie a una wild card (in quel momento è numero 118 del ranking) e perde al secondo turno da Simona Halep per 3-6, 7-5, 6-2. Ha di fronte una Halep in ottima condizione, che avrebbe vinto non solo quel torneo, ma anche i successivi Internazionali di Italia, eppure Barbora nei primi due set gioca benissimo, impegnando molto seriamente la numero 2 del mondo. Il salto di qualità è evidente, e mancano solo le occasioni per confermarlo.

Arriva il Roland Garros 2020, lo Slam autunnale. Grazie ai forfait di diverse giocatrici, Krejcikova entra per la prima volta direttamente nel tabellone principale di un Major. Di fatto è la sua terza volta in assoluto in uno Slam, visto che in precedenza, su 17 tentativi, 15 volte non aveva superato le qualificazioni: solo in due occasioni era riuscita entrare nel main draw (Roland Garros 2018 e Australian Open 2020) . Ma quella che scende in campo a Parigi è ormai una giocatrice matura, molto più sicura di sé e delle proprie possibilità. E infatti raggiunge il quarto turno (sconfitta da Podoroska in tre set) dopo avere battuto Strycova e Pironkova.

La crescita si consolida ulteriormente nel 2021, con altri due passaggi fondamentali: la finale a Doha, torneo WTA 1000, persa contro Muguruza; e infine il primo successo in carriera, nel WTA 250 di Strasburgo. La vittoria nella finale alsaziana contro Sorana Cirstea è l’ultimo gradino che le serve per scendere in campo a Parigi senza porsi limiti.

a pagina 2: Krejcikova al Roland Garros 2021

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Steve Flink: “Il terzo set di Djokovic-Nadal al Roland Garros è stato il più bello della loro rivalità”

Ultimo video con il Direttore Scanagatta: Djokovic può fare il Grande Slam? La doppietta di Krejcikova e i difetti caratteriali di Zverev

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Rafael Nadal e Novak Djokovic - Roland Garros 2021 (ph. ©Cédric Lecocq _ FFT)

Quella del 2021 è stata un’edizione del Roland Garros con tanti spunti e altrettanti momenti da ricordare, non c’è dubbio. Ubaldo Scanagatta e Steve Flink hanno provato a fare il punto, spaziando dalle grandi rimonte di Djokovic all’interruzione del regno di Rafa Nadal, con uno sguardo anche a Wimbledon già imminente. Di seguito il video:

LE PARTI SALIENTI DELL’INTERVISTA

1:14 – Su Djokovic-Nadal. Ubaldo: “Il terzo set è stato uno dei migliori set che abbia mai visto e anche Djokovic lo ha evidenziato come uno dei suoi migliori match giocati al Roland Garros”. Flink: “Nel primo set erano entrambi nervosi, non è stato un grande set, il secondo è stato giocato molto bene, il terzo è stato il miglior set che abbiano giocato l’uno contro l’altro, nel quarto Djokovic ha giocato benissimo mentre Nadal era esausto. È stata una grande performance da parte di Djokovic, una fantastica rimonta e un terzo set che tutti noi ricorderemo”. Ubaldo: “Nel terzo set ci sono stati sette game ai vantaggi, entrambi hanno avuto break point. Per quanto concerne le emozioni non potevamo chiedere di meglio, un ritmo e una intensità incredibili”.

 

4:40 – Flink: “Chiunque avesse vinto il terzo set avrebbe portato a casa il match”. Ubaldo: “Quando hanno iniziato il tie-break del terzo set la sensazione è stata la stessa. L’inizio del quarto set stava per smentirci, ma poi Djokovic ha vinto sei game di fila”. Flink: “Rafa sembrava una po’ scoraggiato, non sembrava avere la stessa fiducia in sé stesso che di solito lo contraddistingue”.

08:40 – Flink: “Djokovic ha fatto un gran lavoro sia agli Australian Open che a Parigi. L’anno scorso la sua priorità era il record di settimane da numero 1 e lo ha ottenuto, quest’anno il suo obiettivo era di vincere tutti e quattro gli Slam e ha conquistato i primi due dell’anno”.

09:40 – Sulla finale con Tsitsipas. Flink: “La partita è cambiata nel momento in cui ha fatto il break del 3-1 nel terzo set in quel game molto combattuto, da lì in avanti non hai più avuto problemi nei suoi turni di servizio”. Ubaldo: “A volte Tsitsipas gioca bene all’inizio e poi perde un po’ la concentrazione, ma da quel momento Djokovic non ha concesso più nulla”.

11:50 – Ubaldo: “Ci sono stati due Djokovic. Quello contro Nadal è stato molto emozionante, le urla, le grida, l’incoraggiarsi. In finale invece è stato un po’ piatto all’inizio, come se fosse stanco e volesse conservare le energie. Anche dopo la vittoria è stato molto calmo”.

17:00 – Flink: “Djokovic ricorderà questo torneo principalmente per il match contro Nadal, ma anche per aver trovato il modo di vincere questa finale dopo essersi trovato due set in svantaggio, anche se non era ispirato come lo era contro Nadal”.

18:50 – Ubaldo: “Djokovic è stato criticato per il suo modo di comportarsi contro Berrettini, quando ha urlato prima e dopo il match point. Nadal e Federer non si sarebbero mai comportati in quel modo”. Flink: “Aveva un sacco di emozioni represse nel match contro Berrettini. È una questione di personalità, esprime le sue emozioni ma è anche una persona cortese. Penso che i media e i fan lo prendano di mira. Non gli danno abbastanza credito per le sue qualità”.

24:45 – Su Tsitsipas-Zverev: Ubaldo: “Quando Zverev si avvicina alla rete e non sta troppo a fondocampo è il miglior atleta tra i giovani, insieme a Tsitsipas. È molto pericoloso sia con il dritto che con il rovescio”. Flink: “Concordo, e se Zverev avesse fatto il break nel primo game del quinto set avrebbe affrontato lui Djokovic in finale invece di Tsitsipas”.

26:00 – Sulla performance di Zverev: “Non puoi giocare in quel modo e poi lamentarti, non puoi permettere che uno come Tsitsipas vada due set sopra. Non credo lui abbia il giusto temperamento, perché si trova spesso in situazioni simili”.

28:20 – Sulle possibilità del Grande Slam. Ubaldo: “Adesso tutti parlano della possibilità di Djokovic di vincere tutti e quattro gli Slam, e per me è il favorito a Wimbledon, dove ha già vinto cinque volte, e probabilmente lo sarà anche allo US Open. Zverev forse è l’unico vero avversario di Novak a Wimbledon”. Flink: “Concordo con te, ma ricordiamoci del 2016, quando era nella stessa situazione di oggi e perse al terzo turno contro Querrey per eccesso di confidenza. Sarei molto sorpreso se una cosa del genere si ripetesse. Non sentirà la pressione a Wimbledon, mentre potrebbe avvertirla allo US Open”.

34:45 – Sul torneo femminile. Flink: “Speravo vincesse Sakkari, perché è dinamica sul campo, si muove bene ed è divertente da vedere in campo. Krejcikova e Pavlyuchekova hanno giocato una finale di buona qualità”. Ubaldo: “Principalmente il terzo set, perché nei primi due set non hanno mai giocato bene nello stesso momento”. Flink: “Krejcikova dovrebbe essere orgogliosa di quello che ha fatto, ha sconfitto Stephens, Gauff e salvato match point contro Sakkari”.

Transcript a cura di Giuseppe Di Paola

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