RG Day 8: Federer e Djokovic per convincere, Raonic per sognare ancora

Roland Garros

RG Day 8: Federer e Djokovic per convincere, Raonic per sognare ancora

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TENNIS ROLAND GARROS – Si disputano gli ottavi di finale della parte bassa del tabellone: sfida tecnica ed equilibrata tra Federer e Gulbis, Djokovic favorito su Tsonga, Raonic su Granollers e Berdych su Isner.

UOMINI

 

[2] NOVAK DJOKOVIC (SRB) VS [13] JO-WILFRIED TSONGA (FRA)

[4] ROGER FEDERER (SUI) VS [18] ERNESTS GULBIS (LAT)

[6] TOMAS BERDYCH (CZE) VS [10] JOHN ISNER (USA)

[8] MILOS RAONIC (CAN) VS MARCEL GRANOLLERS (ESP)

[2] NOVAK DJOKOVIC (SRB) VS [13] JO-WILFRIED TSONGA (FRA)

Head-to-head: Djokovic conduce 11-5

2008 Australian Open Hard (O) FR Djokovic 46 64 63 76(2)
2008 Bangkok Hard (I) FR Tsonga 76(4) 64
2008 AMS Paris Hard (I) R16 Tsonga 64 16 63
2008 Tennis Masters Cup Hard (I) RR Tsonga 16 75 61
2009 Marseille Hard (I) SF Tsonga 64 76(1)
2009 Miami-1000 Hard (O) QF Djokovic 63 64
2010 Australian Open Hard (O) QF Tsonga 76(8) 67(5) 16 63 61
2011 Wimbledon Grass (O) SF Djokovic 76(4) 62 67(9) 63
2011 Montreal-1000 Hard (O) SF Djokovic 64 3-0 ret. (right arm injury)
2011 Paris-1000 Hard (I) QF Tsonga w/o
2012 Rome-1000 Clay (O) QF Djokovic 75 61
2012 Roland Garros Clay (O) QF Djokovic 61 57 57 76(6) 61
2012 Olympic Games – London Grass (O) QF Djokovic 61 75
2012 Beijing Hard (O) FR Djokovic 76(4) 62
2012 ATP World Tour Finals Hard (I) RR Djokovic 76(4) 63
2013 Indian Wells-1000 Hard (O) QF Djokovic 63 61
2013 Shanghai-1000 Hard (O) SF Djokovic 62 75

La prima sfida fra il serbo e il francese risale alla finale degli Australian Open del 2008, la prima (e finora unica) finale Slam per Tsonga e il primo successo in un Major per Djokovic.
Solo due le sfide sulla terra, con Nole vincente in entrambe le occasioni, ma salvando quattro match point nel precedente dei quarti sempre qui a Parigi nel 2012.
Netti i miglioramenti sulla terra del colored transalpino negli anni, ma per superare Djokovic il francese dovrà esprimersi almeno ai livelli di quel match (l’ultimo nel quale ha vinto almeno un set contro il serbo) e potrebbe pure non bastare.
Il numero 2 ATP ha ceduto un set a Cilic nel terzo turno, ma è determinato a raggiungere i quarti di finale del Roland Garros per la quinta volta consecutiva, record personale per lui utile esclusivamente in funzione di arrivare in finale (sarebbe la seconda volta dopo la sconfitta contro Nadal del 2012) e sollevare finalmente la Coppa dei Moschettieri per la prima volta in carriera, completando così il
career Grand Slam, al pari di Andre Agassi, Don Budge, Roy Emerson, Fred Perry, Rod Laver, Rafael Nadal e Roger Federer.

Il pronostico sembra chiuso: sulla terra Nole è arrivato in semifinale a Montecarlo, perdendo da Federer con il polso destro dolorante, ha saltato per lo stesso motivo il Master 1000 di Madrid ma ha poi vinto convincendo il torneo di Roma.
Tsonga ha deluso sul rosso, non andando oltre i quarti a Montecarlo (battuto da Federer), il secondo turno a Madrid (sorpreso da Giraldo) e gli ottavi a Roma (sconfitto da un ottimo Raonic).
Chi vince affronta il vincente di Raonic-Granollers.

 [4] ROGER FEDERER (SUI) VS [18] ERNESTS GULBIS (LAT)

Head to head: Federer conduce 2-1

2010 Doha Hard (O) QF Federer 62 46 64
2010 Rome-1000 Clay (O) R32 Gulbis 26 61 75
2010 Madrid-1000 Clay (O) QF Federer 36 61 64

Sfida dall’alto tasso tecnico tra due talenti cristallini, il match tra Federer e Gulbis promette giocate pregevoli e tennis di grande qualità, continuità del lettone permettendo. I
l numero 18 del mondo si presenta davanti al primatista Slam dopo la solida prova contro Radek Stepanek, vinta in meno di due ore senza cedere un set, dunque ci sono tutti gli ingredienti per una sfida avvincente.
Federer dovrà offrire un rendimento decisamente migliore di quello mostrato contro Tursunov, superato solo alla distanza dopo l’equilibrio dei primi due set.
In caso contrario, il record di 10 quarti di finale consecutivi a Parigi (record da lui già centrato all’Australian Open e a Wimbledon) verrà seriamente messo in discussione dal talento del giocatore di Riga.
L’equilibrio è testimoniato anche dagli scontri diretti, che sulla terra vedono 1 vittoria per parte (nota la vittoria di Gulbis al Foro Italico del 2010, quando lo svizzero era numero 1 del mondo), sebbene risalgano a quattro anni fa.
Roger è alla ricerca anche del primato solitario in termini di quarti di finale raggiunti negli Slam, che attualmente condivide a quota 41 con Jimmy Connors.
Gulbis, dal canto suo, vuole eguagliare il suo miglior piazzamento nei Major, il quarto di finale sempre qui a Parigi nel 2008 (quando perse da Djokovic). Il lettone ha offerto le migliori performance nei tornei dello Slam a Wimbledon, con le vittorie su Berdych nel 2012 e Tsonga lo scorso anno, ma in 27 partecipazioni è solo la terza volta che raggiunge gli ottavi di finale.
Lo fa con in dote i recenti titoli di Marsiglia e Nizza (finora il suo unico titolo sulla terra). Il vincitore sfiderà ai quarti Isner o Berdych.

 

[6] TOMAS BERDYCH (CZE) VS [10] JOHN ISNER (USA)

Head-to-head: Berdych conduce 4-2

2009 Washington Hard (O) QF Isner 63 67(10) 62
2010 Dusseldorf Clay (O) R2 Berdych 16 61 76(4)
2010 Roland Garros Clay (O) R32 Berdych 62 62 61
2012 Winston-Salem Hard (O) FR Isner 36 64 76(9)
2013 Beijing Hard (O) QF Berdych 75 62
2014 Miami-1000 Hard (O) R16 Berdych 63 75

Settimo confronto tra il ceco e l’americano, il terzo sulla terra battuta, dove ha sempre vinto Berdych.
Il finalista di Wimbledon 2010 non ha sinora offerto prove entusiasmanti, lasciando per strada un set sia a
Nedovyesov che a Bautista-Agut.
La sua stagione sul rosso è stata caratterizzata dalla finale di Oeiras persa inopinatamente da Berlocq, dagli ottavi di Montecarlo e Roma (dove ha perso rispettivamente da Garcia-Lopez e Dimitrov) e dai quarti di Madrid, sconfitto da Nadal.
Isner ha finora disputato un brutto 2014, ma qui a Parigi ha ritrovato buoni risultati, approdando per la prima volta in carriera agli ottavi del Roland Garros, soprattutto in termini agonistici, lottando come un leone in tutti i match precedenti, contro Pierre-Hugues Herbert, Mikhail Kukushkin e soprattutto il numero 17 ATP Tommy Robredo, superato in quattro set tiratissimi.
Non sembra comunque sufficiente per battere Berdych, anche se lo statunitense è motivato dalla possibilità di diventare il primo americano a centrare i quarti a Parigi dopo Agassi nel 2003.
Non va inoltre dimenticato il primo turno del Roland Garros 2011, quando l’attuale n. 11 del mondo costrinse Rafa Nadal al quinto set (fu il primo a riuscirci, anticipando la semifinale dell’anno scorso in cui Djokovic perse da Rafa al quinto).

 

[8] MILOS RAONIC (CAN) VS MARCEL GRANOLLERS (ESP)

Head-to-head: nessun precedente

Sembra non ci debba essere storia tra il grande stato di forma di Milos Raonic, mai così bene sul rosso come quest’anno e il catalano Granollers, giunto a sorpresa fino qui dopo il ritiro di Dodig nel primo turno, la vittoria in cinque set su Dolgopolov al secondo e quella contro Klizan (giustiziere di Fognini nella finale di Monaco di Baviera) nel turno precedente.
Nonostante l’ottimo torneo del n.39 del ranking, solo un’improbabile prestazione sottotono del giovane talento canadese metterebbe in discussione il risultato.
Questo considerando la motivazione di Raonic in merito alla possibilità di centrare per la prima volta i quarti di finale di uno Slam (sarebbe il primo canadese uomo a farlo nell’Era Open) e i grandi progressi mostrati dal numero 9 ATP, reduce dai quarti di Montecarlo (battuto da Wawrinka) e dalle semifinali di Roma, quando ha messo in serissima difficoltà Djokovic dopo aver vinto il primo set.

 

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Roland Garros, un brutto Sinner vince a fatica

Prestazione negativa di Jannik Sinner che riesce comunque a vincere in quattro set contro lo spagnolo Carballes Baena e avanza al terzo turno dove affronterà Mcdonald

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Jannik Sinner - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Da Parigi, il nostro inviato

[11] J. Sinner b. R. Carballes Baena 3-6 6-4 6-4 6-3

Non tutte le partite sono uguali e non tutte le giornate negli Slam sono di luna buona, ma la versione odierna di Sinner è stata davvero troppo brutta per essere vera. Per sua fortuna di fronte c’era Roberto Carbelles Baena, un onesto pedalatore della racchetta numero 89 di un ranking costruito soprattutto nelle dure battaglie dei challenger e il nostro campioncino è riuscito a portare il risultato a casa, sebbene dopo tre ore e quarantaquattro di lotta.

 

Al terzo turno affronterà l’americano Mackenzie Mcdonald numero 60 del mondo, battuto da Jannik 7-5 al terzo nell’unico precedente, la finale di Washington dello scorso anno. Decisamente un tabellone abbordabile sin qui, ma servirà tutt’altra continuità e attitudine per sperare di andare avanti nel torneo. Oggi per lunghi tratti Jannik è apparso tatticamente confuso, incerto tra lo spingere come di consueto o giocare un tennis più ragionato con alcune varianti.

La partita

Per un’ora e dieci c’è una versione sconcertante di Sinner in campo. Fallosissimo, lento e stranamente anche poco esplosivo nei colpi.

Nonostante Carballes Baena non faccia nulla di particolarmente rilevante oltre a rimandare di là della rete ogni cosa e alzare la traiettoria il più possibile, Jannik riesce nella difficile impresa di perdere per ben tre volte il servizio nel primo set, nonostante provi a scuotersi invocando l’aiuto del pubblico del campo 14 (il match era stato programmato inizialmente sul 7), che è tutto dalla sua parte. Il primo parziale si chiude con numeri inquietanti ed eloquenti : 19 errori gratuiti  e 45% di prime in campo.

Le due pericolose palle break  salvate con coraggio  nel secondo gioco del secondo set danno respiro a Jannik che esulta quasi a volersi scuotere e riesce finalmente, sempre tra alti e bassi, ad essere più incisivo e a portarsi in vantaggio (4-2).

Jannik Sinner – Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell’Olivo)

Il pubblico fa la “Ola” trascinata da numerose bandiere spagnole sugli spalti e la nostra giovane stella al momento di chiudere il set sul 5-4 si caccia di nuovo nei pasticci con tre brutti errori. Una prima vincente, un vincente di diritto lungolinea e uno dei rarissimi errori dello spagnolo lo fanno risalire dalla buca. Dopo un’ora e 54 di patimenti, Jannik rivede la luce e lo urla al cielo plumbeo di Parigi.

Lo spagnolo, che la scorsa settimana vinceva il challenger di Tunisi, accusa il colpo e cede subito il servizio in avvio di terzo set. Jannik finalmente rinfrancato, inizia a sciogliere il braccio (con due ore di ritardo) ritrovando anche il servizio fin qui assente ingiustificato.

Come insegna il grande Rino Tommasi, non siamo qui a vendere tappeti e dunque ci tocca dire che il match è oggettivamente orribile.

Due ragazze tedesche che siedono un paio di file sotto di noi decidono che è ora che i rispettivi fidanzati vadano a comprare delle birre per ristorarle dello spettacolo non godibilissimo. Torneranno dopo un’oretta abbondante (le file agli stand sono allucinanti) e le troveranno addormentate, accasciate sugli spalti: non riusciamo a biasimarle.

Jannik prosegue nella sua giornata mediocre, alternando qualche buona accelerazione a troppi errori da fondo. Per fortuna sul finale di set si ricorda della palla corta e ne gioca un paio notevoli che trovano il gradimento di quel che resta del pubblico che lentamente ha preso coscienza che è ora di cena (beati loro): 6-4 e due set a uno avanti.

Le regole non scritte del tennis vorrebbero che ora il giocatore più forte prenda l’abbrivio per una rapida conclusione di partita e invece Jannik continua la sua galleria degli orrori e va subito sotto di un break (0-2). Reagisce subito, almeno il carattere e la tigna sono quelle di sempre, e riesce a ribaltare il parziale portarsi avanti 4-2, approfittando anche di un Carballes che appare in debito di ossigeno. Ma è un’illusione, perché lo spagnolo è un cagnaccio e nel turno di battuta successivo salva ben 5 palle del doppio break  che porterebbero l’azzurro a servire per il match, aggiudicandosi il game fiume da 22 punti e 13 minuti. La sofferenza dura ancora due game poi finalmente Sinner può esultare per lo scampato pericolo, anche se le quasi quattro ore di gioco rischiano di pesare sul prosieguo del torneo.

L’applauso finale del pubblico avrà svegliato anche le due ragazze tedesche: non se ne abbiano a male, ma il tennis è anche sudore e sofferenza.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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Roland Garros: Kolar fa vedere i fantasmi a Tsitsipas ma crolla sul più bello. Avanti anche Rublev

Il 25enne ceco ha set point in tre dei quattro set disputati, ma riesce a vincere solo il terzo. Il greco fa valere l’esperienza a questi livelli e approda al terzo turno

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Stefanos Tsitsipas - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

[4] S. Tsitsipas b. [Q] Z. Kolar 6-3 7-6 (8) 6-7 (3) 7-6 (7)

La partita del giorno è stata senza dubbio quella fra Stefanos Tsitsipas e Zdenek Kolar. Chi si aspettava una facile affermazione del greco dopo le fatiche di martedì contro Lorenzo Musetti sarà sicuramente rimasto deluso, sentimento questo che è probabilmente lo specchio dello stato d’animo anche della testa di serie numero quattro. Che ha vinto, certo, ma faticando molto più del dovuto. Grandi meriti vanno comunque riconosciuti al ceco, numero 134 del mondo (best ranking per lui) che, prima di questo torneo, non aveva mai vinto neppure un set a livello ATP. Nel circuito maggiore, infatti, Kolar aveva disputato solamente un incontro, quando a luglio 2018 venne sconfitto 6-2 7-5 da David Ferrer sulla terra di Båstad. Per il resto, tutte le sue recite sono state principalmente tra Challenger e circuito ITF (rispettivamente tre e quattro titoli in carriera, tutti sulla terra rossa). L’unica, grane differenza con il campione ellenico si è vista soltanto nei momenti importanti (comunque non giocati male da Kolar, anzi), nei tiebreak che hanno deciso il match. Il ceco ha avuto almeno tre set point in ogni set ad esclusione del primo, ma è riuscito a vincerne soltanto uno.

IL MATCH – A differenza della partenza a rilento contro Musetti, in questa occasione Tsitsipas parte anche bene. Con un break in avvio di match, infatti, il greco si porta rapidamente sul 4-1 e, sfruttando tanti vincenti e pochi gratuiti (13-6), oltre ad una buona percentuale di prime, chiude senza troppi problemi 6-3. Kolar si dimostra concentrato e con la testa ben salda dentro alla partita, aspetto assolutamente da non dare per scontato, crescendo punto dopo punto sia a livello tennistico che, soprattutto, mentale. Nel secondo set, infatti, si verifica la stessa situazione del primo parziale, ma a parti invertite: è il qualificato ceco a prendersi il break nel quarto game e ad allungare sul 4-1. La veemente reazione di Tsitsipas non si fa attendere, con la testa di serie numero quattro che infila a sua volta tre giochi di fila e impatta sul 4-4. Il set si prolunga e, sotto 5-6, il 23enne di Atene si ritrova costretto a salvare due set point, sventati entrambi con coraggio. Kolar non può nulla e, giunto al tiebreak, prima annulla a sua volta un set point e poi si porta nuovamente ad un punto da conquistare il secondo parziale. Qui però Tsitsipas è ancora fenomenale con il servizio e, dall’8-8, estrae dal cilindro due altri dritti impressionanti per chiudere 7-6 e portarsi in vantaggio di due set. Nel quinto game della terza frazione Kolar cancella una pericolosissima palla break in favore del suo avversario, riuscendo a mantenersi sempre avanti nel punteggio e a portare Tsitsipas nuovamente al tiebreak. Tutto il Suzanne Lenglen si schiera con il ceco, che questa volta riesce ad arginare l’esuberanza greca e a dimezzare lo svantaggio con un nuovo 7-6.

 

L’apoteosi del match arriva però in un quarto set carico di pathos. Le statistiche sono praticamente tutte alla pari, a dimostrazione di quanto l’incontro sia equilibrato e di come, diversamente da quello che si potrebbe credere, Tsitsipas sia effettivamente in partita. È evidente che la testa di serie numero 4 non sia al top della forma, ma non riconoscere gli enormi meriti di Kolar sarebbe un peccato capitale. Il numero 134 ATP dimostra di crederci fino in fondo, insistendo con le armi che lo hanno portato a giocarsi alla pari un match così importante: la smorzata e il rovescio incrociato. Tsitsipas, infatti, fa molta fatica sulla diagonale sinistra, andando quasi sempre fuori giri per primo. È forse per questo motivo che il vincitore di Montecarlo inizia, a partire dal quinto gioco, a chiamare a raccolta il pubblico quasi ad ogni punto vinto. Il tifo sugli spalti a quel punto si spacca, con la bilancia che pare però pendere un po’ di più dalla parte di Kolar. Che, per la prima volta da metà secondo set, subisce un break che dal sapore di resa. Invece lui, come se niente fosse e con la tranquillità che lo ha distinto fino a quel momento, in men che non si dica strappa subito il servizio a Tsitsipas, collocando nuovamente il match in parità. Nel settimo game cancella (sempre con grande coraggio) l’ennesima chance per il greco di tornare avanti, e la stessa situazione si ripete nell’undicesimo gioco. Si gioca ormai punto a punto, con il finalista della scorsa edizione che sembra piuttosto provato e, infatti, giunti al tiebreak è il primo a concedere. E concede tanto: sul 2-3 commette un grave errore di dritto e un doppio fallo, mandando Kolar a servire per il quinto sul 5-2. Il profumo del set decisivo si fa ancora più intenso sul 6-2, con il ceco che ha quattro possibilità consecutive rimandare ogni verdetto. Tsitsipas lascia andare il braccio e, con un po’ di fortuna, trova una riga esterna con cui salva il primo set point, poi con altri due dritti vincenti risale fino al 5-6. La fiamma di Kolar si spegne sul più bello, con il 25enne di Bystrice Nad Pernstejnem che accorcia troppo con il dritto e viene rimontato fino al 6-3 7-6 (8) 6-7 (3) 7-6 (7) finale, con il suo avversario che scaglia a terra la racchetta subito dopo aver concretizzato il secondo match point. Con ben più eleganza, Kolar esce dal campo comunque con il sorriso e tra gli applausi scroscianti del Lenglen.

Se ancora non fosse chiara la bontà della partita di Tsitsipas, forse i 67 vincenti (25 dei quali sono ace) a fronte di 43 gratuiti lo spiegano meglio, così come il 74% di punti vinti con la prima. 57 winners (9 dal servizio) e 44 non forzati invece per un Kolar davvero positivo, che se continua su questi livelli ben presto sfonderà il muro della top100, ottenendo qualche vittoria in più nel circuito maggiore. Il ceco ha poi ricevuto anche i particolari complimenti del finalista dello scorso torneo nell’intervista a fine partita, a cui è giunto particolarmente provato dal punto di vista fisico (già quasi otto ore in campo nei primi due match). Mi ha fatto impazzire, è stato un match molto frustrante perché lui arrivava su tutte le palle – ha dichiarato Tsitsipas – Voglio congratularmi con Mr. Kolar per la sua grande prestazione, ha messo ogni parte del suo corpo dietro ogni singola palla. Forse ho avuto un po’ di fortuna nel tiebreak del quarto, ma va bene così”.

VINCE IN QUATTRO ANCHE RUBLEV – Stessi set vinti e persi per Andrej Rublev, che però siamo abbastanza certi abbia faticato decisamente meno rispetto al greco contro Federico Delbonis. Il russo è stato estremamente cinico nel primo set, dove ha avuto la prima palla break nell’ottavo game e l’ha immediatamente sfruttata. Al servizio per il set, per la testa di serie numero sette è stata solo una formalità chiudere 6-3 il primo parziale, tenendo bene anche nel secondo. Nella fase finale del set, tuttavia, si è verificata la scena opposta, con l’argentino bravo a sfruttare il primo break point della partita in suo favore per salire 5-3 e servizio. Anche per lui nessun problema a restituire il 6-3, ma da quel momento Rublev perderà solo più cinque game. Un break in apertura nel terzo gli garantisce un comodo vantaggio, certificato in un lungo quinto game al servizio e sublimato con un secondo break nell’ottavo gioco. Anche nel quarto parziale è un solo allungo a fare la differenza, ancora di marchio russo, grazie al quale pochi minuti dopo chiuderà 6-3 3-6 6-2 6-3. Al prossimo turno per Rublev si presenta l’ostacolo Garin, vincitore anche lui in quattro set su Ivashka, in una partita che ci interessa molto da vicino. Chi trionferà in questo incontro, infatti, se la vedrà agli ottavi con il vincente di Sinner-McDonald, con l’italiano bravo a gestire le difficoltà e a superare Carballes Baena.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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Roland Garros: giornata di sorprese nel femminile, dopo Pliskova fuori anche Halep e Collins

Continuano a cadere, una dopo l’altra, le teste di serie nel tabellone femminile del Roland Garros. Prima di oggi erano nove, cui se ne aggiungono oggi altre quattro

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Paula Badosa - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Non si ferma l’ecatombe di teste di serie in questa edizione del Roland Garros femminile. Prima dell’inizio della giornata odierna, erano nove ad aver già salutato Parigi (Samsonova, 25; Jabeur, 6; Kontaveit, 5; Muguruza, 10; Krejcikova, 2; Kvitova, 32; Raducanu, 12; Sakkari, 4; Cirstea, 26), cui se ne aggiungono altre quattro: Pliskova (8), Alexandrova (30), Halep (19) e Collins (9).

Dopo i soli quattro game racimolati da Karolina Pliskova contro la numero 227 WTA Leolia Jeanjean, ben più combattuto è il match di Ekaterina Alexandrova, che dopo aver vinto al tiebreak il primo set si spegne perde il secondo parziale e si fa rimontare due volte nel terzo da Irina-Camelia Begu. La russa infatti, testa di serie numero 30, nel set decisivo va due volte avanti di un break: prima sul 2-0, poi sul 4-2, ma in entrambi i casi perde immediatamente il servizio. Saranno decisivi i soli sette punti vinti con la prima (su 18) nel terzo set, che consentiranno alla rumena di recuperare dallo svantaggio di 2-4 infilando quattro game consecutivi e chiudendo 6-7 (3) 6-3 6-4. Al terzo turno Begu troverà proprio Jeanjean, con la ghiotta chance di eguagliare il suo miglior risultato in uno slam, cioè gli ottavi di finale, ottenuti proprio qui a Parigi nel 2016 e all’Australian Open nel 2015).

La numero 63 del ranking rimane così l’unica rumena in tabellone, complice l’inaspettata sconfitta di Simona Halep. La testa di serie numero 19 cede alla giovane Zheng Qinwen (e ad una non perfetta condizione fisica), non sfruttando un set e un break di vantaggio. La campionessa del 2018 vince infatti facilmente il primo set – in cui commette solo quattro gratuiti contro i 13 della sua avversaria – e si porta avanti anche nel secondo, salendo 2-1 e servizio. Da quel momento, però, la partita cambia: dopo un game a tratti stellare da dieci minuti, la giovane cinese trova il controbreak immediato e vince cinque game di fila, strappando il servizio all’ex numero uno del mondo in altre due occasioni e portando il match al terzo. Il suo gioco molto aggressivo e un contemporaneo calo fisico di Halep, costretta a chiamare due volte il fisioterapista, chiudono precocemente la contesa in favore di Zheng, che si impone 2-6 6-2 6-1 sfruttando un immacolato 100% di punti vinti con la prima (13/13) e ben 27 vincenti.

 

L’ultima sorpresa di giornata vede l’uscita di scena della finalista dell’Australian Open Danielle Collins, sconfitta in due set da Shelby Rogers (non proprio una terraiola doc). Dopo essersi immediatamente ritrovata sotto 0-4 ad inizio match, la testa di serie numero nove riesce in qualche modo a risalire la china fino al 4-4, dove però perde nuovamente il servizio e, di fatto, consegna alla sua avversaria le chiavi del primo set. Con altri tre break (sei in totale) Rogers si porta a casa anche un secondo set mai in discussione, in un incontro in cui a fare la differenza sono senz’altro i tanti errori gratuiti di Collins (28).

SOPRAVVIVONO RYBAKINA, KEYS E SABALENKAAlla roboante vittoria di Iga Swiatek – in striscia aperta da 30 partite consecutive – si aggiungono anche i successi di Elena Rybakina, Madison Keys e Aryna Sabalenka. La kazaka fa un po’ più fatica soltanto nel primo set, dove comunque è sempre lei a fare la partita, conquistandolo al fotofinish. Da quel momento saranno otto i giochi consecutivi conquistati dalla testa di serie numero 16, che si impone 6-4 6-0 sfruttando ben 34 vincenti. Perde gli stessi game Aryna Sabalenka, in un incontro piuttosto simile a quello di Rybakina. La bielorussa vince 6-1 6-3 anche grazie a 37 winners, raggiungendo al terzo turno Camila Giorgi, che oggi si è imposta su Yulia Putinseva. Ben più laboriosa l’affermazione di Madison Keys, che estromette dal torneo Caroline Garcia. Match in cui la statunitense, numero 22 del seeding, è comunque sempre stata in vantaggio e in controllo. Nel primo set Keys rischia di sciupare sul più bello il break ottenuto nel sesto gioco, perdendolo quando va a servire per il set sul 5-3. Per sua fortuna, tuttavia, nel game successivo arriva un altro break, che le regala un primo set sublimato dal 93% di punti vinti con la prima. L’equilibrio regna anche nel secondo parziale, dove nessuna delle due giocatrici riesce mai a prendere il largo. Si arriva così al tiebreak, in cui Keys parte meglio e si porta sul 5-2 con due servizi a disposizione. Finisce 6-4 7-6 (3) in suo favore, con una prestazione particolarmente aggressiva che, con 33 vincenti, porta i risultati sperati.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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