Wta Ranking: pochi cambiamenti ma sale Ivanovic

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Wta Ranking: pochi cambiamenti ma sale Ivanovic

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TENNIS-Al termine di questa settimana la vincitrice del torneo di Birmingham sale di due posizioni a scapito di Pennetta e Bouchard. Anche la Stephens guadagna una posizione in top 20. Crolla Donna Vekic.

In attesa del torneo con più storia ed eleganza dell’anno tennistico, l’evento più atteso da ogni appassionato di tennis, Wimbledon, la classifica offre pochi spunti e qualche leggera variazione, in virtù dei punti messi in palio questa settimana in quel di Birmingham. Chiaramente la vincitrice del torneo, testa di serie numero uno del tabellone, Ana Ivanovic, in virtù del successo ottenuto sulla Zahlavova Strycova, riesce a portarsi a ridosso della top ten, a poco più di 100 punti dalla finalista degli Australian Open, Dominika Cibulkova. La serba raggiunge dunque la undicesima posizione a scapito di Flavia Pennetta che si assesta alla piazza numero 12, e di Genie Bouchard che invece è numero 13. Questa la classifica delle prime 20 giocatrici del mondo:

 
1 Serena Williams [MI] 9660 17 
2 Na Li [China] 7450 15 
3 Simona Halep [Romania] 6280 22 
4 Agnieszka Radwanska [Poland] 5990 22 
5 Maria Sharapova [Russia] 4741 16 
6 Petra Kvitova [Czech Republic] 4570 20 
7 Jelena Jankovic [Serbia] 3990 21 
8 Victoria Azarenka [Belarus] 3841 14 
9 Angelique Kerber [Germany] 3830 24 
10 Dominika Cibulkova [Slovakia] 3735 23 
11 Ana Ivanovic [Serbia] 3630 23 
12 Flavia Pennetta [Italy] 3324 22 
13 Eugenie Bouchard [Canada] 3320 24 
14 Sara Errani [Italy] 3120 22 
15 Carla Suarez Navarro [Spain] 2935 25 
16 Caroline Wozniacki [Denmark] 2700 18 
17 Samantha Stosur [Australia] 2565 24 
18 Sloane Stephens [FL] 2540 22 
19 Sabine Lisicki [Germany] 2397 18 
20 Andrea Petkovic [Bosnia] 2205 23 

Ranking Italia

Come suddetto, rimane Flavia Pennetta la nostra numero uno d’Italia, alla posizione numero 12, seguita da Sara Errani che invece si attesta alla quattordicesima piazza del ranking. Più giù Robertina Vinci che scala un gradino ed è ora numero 21, con la speranza che l’erba, superficie congeniale alle sue caratteristiche, possa regararle qualche soddisfazione in quest’anno con più ombre che luci per lei. Chiudono in top 100 Camila Giorgi (42), Karin Knapp (48) e Francesca Schiavone che scende però di 6 posizioni e si ferma alla posizione 77.

Pos.

Giocatrice

Class. WTA

Diff. fine 2013

Diff. dal 9/06/14

1

Pennetta, Flavia

12

20

-1

2

Errani, Sara

14

-7

0

3

Vinci, Roberta

21

-7

1

4

Giorgi, Camila

42

56

2

5

Knapp, Karin

48

-7

-1

6

Schiavone, Francesca

77

-38

-6

7

Burnett, Nastassja

163

4

-14

8

Brianti, Alberta

184

24

-1

9

Barbieri, Gioia

192

60

0

10

Camerin, Maria Elena

220

-28

4

11

Gatto-Monticone, Giulia

228

18

2

12

Grymalska, Anastasia

243

21

-19

13

Dentoni, Corinna

329

-62

-2

14

Sanesi, Gaia

346

90

-2

15

Balducci, Alice

371

77

5

16

Caregaro, Martina

420

47

0

17

Remondina, Anna

433

-53

6

18

Giovine, Claudia

438

164

42

19

Bruzzone, Giulia

456

122

0

20

Rosatello, Camilla

500

64

1

 

Teen Ranking

Il teen ranking si ottiene considerando le prime 10 giocatrici di classe ’94 o più giovani.

Come facilmente ipotizzabile, è la canadese Bouchard a comandare questa speciale classifica, con la sua tredicesima posizione. In discesa di 5 posizioni la Keys (47) e soprattutto la Vekic, in caduta libera di 26 posizioni, non essendo riuscita nemmeno ad avvicinarsi alla finale dello scorso anno a Birmingham.

Pos.

Giocatrice

Anno

Class. WTA

Diff. dal 9/06/14

1

Bouchard, Eugenie

1994

13

-1

2

Svitolina, Elina

1994

34

0

3

Keys, Madison

1995

47

-5

4

Beck, Annika

1994

55

-2

5

Schmiedlova, Anna

1994

56

-1

6

Bencic, Belinda

1997

72

5

7

Robson, Laura

1994

79

1

8

Vekic, Donna

1996

89

-26

9

Van Uytvanck, Alison

1994

93

-1

10

Kovinic, Danka

1994

106

1

 

Nation Ranking

Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione.

Tutto invariato nel Nation Ranking, con l’Italia che consolida la sua posizione al comando in solitaria.

Pos.

Nazione

Punteggio

Diff. dal 9/06/14

1

Italia

47

0

1

Germania

48

-1

3

Stati Uniti

49

1

4

Russia

53

1

5

Repubblica Ceca

60

0

6

Serbia

63

3

7

Slovacchia

84

-8

8

Spagna

95

-1

9

Cina

95

1

10

Romania

97

0

 

Top 50

E’ Barbara Zavahlova Strycova a far registrare il miglioramento più imponente di questa settimana, con la finale raggiunta sull’erba di Birmingham che le permette di entrare nella top 50.

[1] 1 WILLIAMS, SERENA UNITED STATES 26 SEP 1981 9660 17
 

[2]

2 LI, NA CHINA 26 FEB 1982 7450 15
 

[3]

3 HALEP, SIMONA ROMANIA 27 SEP 1991 6280 22
 

[4]

4 RADWANSKA, AGNIESZKA POLAND 06 MAR 1989 5990 22
 

[5]

5 SHARAPOVA, MARIA RUSSIA 19 APR 1987 4741 16
 

[6]

6 KVITOVA, PETRA CZECH REPUBLIC 08 MAR 1990 4570 20
 

[7]

7 JANKOVIC, JELENA SERBIA 28 FEB 1985 3990 21
 

[8]

8 AZARENKA, VICTORIA BELARUS 31 JUL 1989 3841 14
 

[9]

9 KERBER, ANGELIQUE GERMANY 18 JAN 1988 3830 24
 

[10]

10 CIBULKOVA, DOMINIKA SLOVAKIA 06 MAY 1989 3735 23
 

[13]

11 IVANOVIC, ANA SERBIA 06 NOV 1987 3630 23
 

[11]

12 PENNETTA, FLAVIA ITALY 25 FEB 1982 3324 22
 

[12]

13 BOUCHARD, EUGENIE CANADA 25 FEB 1994 3320 24
 

[14]

14 ERRANI, SARA ITALY 29 APR 1987 3120 22
 

[15]

15 SUAREZ NAVARRO, CARLA SPAIN 03 SEP 1988 2935 25
 

[16]

16 WOZNIACKI, CAROLINE DENMARK 11 JUL 1990 2700 18
 

[17]

17 STOSUR, SAMANTHA AUSTRALIA 30 MAR 1984 2565 24
 

[19]

18 STEPHENS, SLOANE UNITED STATES 20 MAR 1993 2540 22
 

[18]

19 LISICKI, SABINE GERMANY 22 SEP 1989 2397 18
 

[20]

20 PETKOVIC, ANDREA GERMANY 09 SEP 1987 2205 23
 

[22]

21 VINCI, ROBERTA ITALY 18 FEB 1983 2150 25
 

[23]

22 MAKAROVA, EKATERINA RUSSIA 07 JUN 1988 2130 18
 

[21]

23 SAFAROVA, LUCIE CZECH REPUBLIC 04 FEB 1987 2085 24
 

[25]

24 FLIPKENS, KIRSTEN BELGIUM 10 JAN 1986 2025 24
 

[24]

25 CORNET, ALIZE FRANCE 22 JAN 1990 1995 24
 

[26]

26 PAVLYUCHENKOVA, ANASTASIA RUSSIA 03 JUL 1991 1885 21
 

[27]

27 MUGURUZA, GARBINE SPAIN 08 OCT 1993 1705 15
 

[29]

28 KUZNETSOVA, SVETLANA RUSSIA 27 JUN 1985 1636 18
 

[28]

29 CIRSTEA, SORANA ROMANIA 07 APR 1990 1611 24
 

[30]

30 WILLIAMS, VENUS UNITED STATES 17 JUN 1980 1596 16
 

[33]

31 KOUKALOVA, KLARA CZECH REPUBLIC 24 FEB 1982 1525 29
 

[32]

32 VESNINA, ELENA RUSSIA 01 AUG 1986 1520 22
 

[36]

33 ZHANG, SHUAI CHINA 21 JAN 1989 1496 28
 

[34]

34 SVITOLINA, ELINA UKRAINE 12 SEP 1994 1385 26
 

[31]

35 HANTUCHOVA, DANIELA SLOVAKIA 23 APR 1983 1361 24
 

[43]

36 DELLACQUA, CASEY AUSTRALIA 11 FEB 1985 1360 14
 

[37]

37 PIRONKOVA, TSVETANA BULGARIA 13 SEP 1987 1328 22
 

[38]

38 MEUSBURGER, YVONNE AUSTRIA 03 OCT 1983 1317 26
 

[35]

39 RYBARIKOVA, MAGDALENA SLOVAKIA 04 OCT 1988 1290 26
 

[39]

40 NARA, KURUMI JAPAN 30 DEC 1991 1264 24
 

[41]

41 KANEPI, KAIA ESTONIA 10 JUN 1985 1222 18
 

[44]

42 GIORGI, CAMILA ITALY 31 DEC 1991 1214 16
 

[62]

43 ZAHLAVOVA STRYCOVA, BARBORA CZECH REPUBLIC 28 MAR 1986 1181 22
 

[40]

44 RISKE, ALISON UNITED STATES 03 JUL 1990 1171 24
 

[46]

45 JOVANOVSKI, BOJANA SERBIA 31 DEC 1991 1170 24
 

[45]

46 GARCIA, CAROLINE FRANCE 16 OCT 1993 1169 27
 

[42]

47 KEYS, MADISON UNITED STATES 17 FEB 1995 1165 21
 

[47]

48 KNAPP, KARIN ITALY 28 JUN 1987 1145 24
 

[49]

49 MCHALE, CHRISTINA UNITED STATES 11 MAY 1992 1123 23
 

[48]

50 PLISKOVA, KAROLINA CZECH REPUBLIC 21 MAR 1992 1100 29

Race

 

[1] 1 SHARAPOVA, MARIA RUSSIA 19 APR 1987 4640 9
 

[2]

2 LI, NA CHINA 26 FEB 1982 3840 8
 

[3]

3 HALEP, SIMONA ROMANIA 27 SEP 1991 3779 11
 

[4]

4 WILLIAMS, SERENA UNITED STATES 26 SEP 1981 3081 10
 

[5]

5 RADWANSKA, AGNIESZKA POLAND 06 MAR 1989 2917 11
 

[8]

6 IVANOVIC, ANA SERBIA 06 NOV 1987 2760 12
 

[6]

7 CIBULKOVA, DOMINIKA SLOVAKIA 06 MAY 1989 2608 11
 

[7]

8 BOUCHARD, EUGENIE CANADA 25 FEB 1994 2306 13
 

[9]

9 JANKOVIC, JELENA SERBIA 28 FEB 1985 2221 13
 

[10]

10 ERRANI, SARA ITALY 29 APR 1987 2186 13
 

[11]

11 SUAREZ NAVARRO, CARLA SPAIN 03 SEP 1988 1965 14
 

[12]

12 KERBER, ANGELIQUE GERMANY 18 JAN 1988 1868 13
 

[13]

13 PENNETTA, FLAVIA ITALY 25 FEB 1982 1862 10
 

[14]

14 PETKOVIC, ANDREA GERMANY 09 SEP 1987 1605 13
 

[15]

15 MUGURUZA, GARBINE SPAIN 08 OCT 1993 1465 12

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WTA Indian Wells: Azarenka trema, è Badosa che alza il trofeo

A due punti dal match, Victoria Azarenka smarrisce la vittoria e permette a Paula Badosa di conquistare il primo trionfo in un WTA 1000. Per la spagnola quasi sicura anche la qualificazione alle WTA Finals

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Paula Badosa - Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

[21] P. Badosa b. [27] V. Azarenka 7-6(5) 2-6 7-6(2)

È stata una splendida finale, come davvero non se ne vedevano da tanto tempo nei grandi tornei femminili. Due giocatrici con stili abbastanza simili, ma in fasi diverse delle rispettive carriere e con un’interpretazione differente del loro gioco. Victoria Azarenka aveva la possibilità di diventare la prima giocatrice a vincere il torneo per tre volte, dopo le affermazioni del 2012 e del 2016, ed è arrivata a due punti (forse uno e mezzo) da questo traguardo, ma i nervi l’hanno tradita ed ha rimesso in gara Paula Badosa che sembrava aver alzato bandiera bianca. Nel tie-break finale poi è stato quasi un monologo della spagnola fino al diritto vincente conclusivo seguito dalla caduta a terra “stile Nadal”.

Badosa è stata sicuramente nel corso del match la migliore colpitrice, ha espresso un tennis decisamente più potente rispetto ad Azarenka, ma anche più monocorde. La campionessa bielorussa almeno per tutto il primo set, ha giocato con grande attenzione colpi a parabola arcuata per mettere in difficoltà i fondamentali di spinta di Badosa, e così come è poi successo nel finale di partita, era arrivata molto vicina a trovare la chiave del match.

 

Nel combattutissimo primo set ci sono state due coppie di break, quasi omologhe: prima nel settimo e ottavo game (in entrambi i casi a “15”) e poi nell’undicesimo e dodicesimo game, quando due straordinari punti in difesa di Azarenka hanno rimediato il patatrac compiuto nel game precedente (tre errori gratuiti negli ultimi quattro punti) trascinando il set al tie-break. Qui, dopo una partenza sprint di Badosa (4-0), Azarenka ha ancora una volta rimontato fino all’aggancio sul 5-5, ma sul set point per l’avversaria si è inspiegabilmente messa a fare a pallate, dopo averlo evitato per quasi un’ora e venti minuti, prendendosi un rovescio vincente in faccia e ritrovandosi sotto di un set.

Victoria Azarenka – Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

L’approccio mentale al secondo set di Azarenka, dopo aver perso un primo set così combattuto, è stato di quelli che si devono insegnare nelle scuole tennis: totalmente positiva, carica al punto giusto, tanto da entrare in campo e travolgere una Badosa che sicuramente aveva fatto calare la tensione. Vika è andata 3-0 pesante in un attimo, ha rintuzzato il tentativo di rimonta di Badosa per tornare sul 4-1, mettendo poi il sigillo al terzo set in soli 33 minuti.

Il set decisivo è stato uno dei migliori dell’anno: 72 minuti di grandi scambi ed emozioni a non finire, con Badosa che è arrivata vicinissima a perdere il bandolo della matassa facendosi rimontare sue volte un game da 40-15 e salvandone un terzo per il rotto della cuffia. Era stata la spagnola a sprintare subito 2-0, ripresa però immediatamente dalla sua avversaria sul 2-2. Sul rettilineo finale è successo di tutto: nel nono game Badosa dal 40-15 ha infilato un doppio fallo e tre errori gratuiti mandando Azarenka a servire per il match. La bielorussa, però, una volta issatasi 30-0 ha mancato un diritto piuttosto comodo per andare a tre match point inanellando una serie di quattro errori gratuiti che hanno riaperto completamente la finale.

Il tie-break finale, come detto, non ha avuto storia: Badosa era troppo più sicura nei suoi colpi da fondo campo ed è andata subito 3-0, poi 5-1 e infine 7-2.

Con questa vittoria Paula Badosa conquista il suo primo titolo WTA 1000 e sale all’11° posto della classifica WTA, ma soprattutto si qualifica (quasi) matematicamente alle WTA Finals di Guadalajara, che ora vedono il proprio campo di partecipazione già completato (Sabalenka, Krejcikova, Pliskova, Swiatek, Sakkari, Muguruza, Badosa e Jabeur, dando per scontato il forfait di Barty, già tornata in Australia).

Per Victoria Azarenka come detto sfuma la possibilità del terzo titolo a Indian Wells, deve registrare una sconfitta in un match in cui ha vinto nove punti in più dell’avversaria, un match che durando 3 ore e 4 minuti è diventato la finale del BNP Paribas Open più lunga della storia (superando di un minuto la finale 2017 tra Vesnina e Kuznetsova), ma può celebrare il ritorno tra le prime 30 approdando al n. 26.

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WTA Indian Wells: Azarenka ferma Ostapenko, in finale trova Badosa

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Victoria Azarenka - Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

[27] V. Azarenka b. [24] J. Ostapenko 3-6 6-3 7-5

Grandi emozioni, se non proprio grande spettacolo, nella prima semifinale femminile del BNP Paribas Open di Indian Wells che ha visto di fronte Victoria Azarenka e Jelena Ostapenko. Due ore e 20 minuti che per buona parte sono stati caratterizzati da una giocatrice (Ostapenko) che sparava a tutto braccio senza troppo discernimento tattico e un’altra (Azarenka) che invece cercava di resistere al bombardamente cercando di far perdere il ritmo dei colpi all’avversaria.

Per i primi 40 minuti di gioco non c’è stata molta partita: Ostapenko sembrava aver trovato il tennis dei giorni migliori e i vincenti piovevano da tutte le parti. “Ero la migliore giocatrice in campo oggi – ha detto Ostapenko dopo il match – i miei colpi erano troppo veloci per lei. Giocavo solo contro me stessa”. Poi, come spesso accade, come troppo spesso accade, l’incantesimo si è spezzato e i colpi della lettone hanno iniziato a finire fuori dalle righe. Dal 6-3 2-0 Azarenka è riuscita a rientrare in partita ribaltando il risultato nel secondo set e trascinando la partita al terzo.

 

Lì la giocatrice bielorussa ha forse commesso l’errore di non aver insistito abbastanza sul diritto di Ostapenko, che era molto in difficoltà, permettendo alla sua avversaria di ritrovare il suo gioco quanto bastava per tornare in parità sul 3-3 e giocare il match fino alla fine.

Jelena Ostapenko – Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

Sul 5-5 per Azarenka è stato sufficiente aspettare gli errori di Ostapenko, che puntualmente sono arrivati: quattro gratuiti consecutivi completamente senza senso dal 30-0 hanno concesso il break ad Azarenka, che ha chiuso il match al servizio non senza aver annullato tre palle del sei pari, una delle quali con uno splendido schema di palla corta seguita a rete con volée vincente. “Mi ero promessa di fare una sola palla corta, e l’ho fatta su quel punto” ha scherzato Azarenka con chi le ha chiesto di come avesse pensato a una soluzione simile.

Credo che la cosa più importante di oggi, ciò di cui sono più orgogliosa, è stato il mio spirito combattivo. Ci sono alcune cose che avrei potuto fare meglio, ma lei nel primo set ha giocato davvero bene, per cui ho cercato di trovare occasioni per rientrare nel match, combattendo su ogni palla,” ha dichiarato Azarenka alla fine.

[21] P. Badosa b. [12] O. Jabeur 6-3 6-3

L’avversaria di Vika in finale sarà Paula Badosa, alla sua prima apparizione nella finale di Indian Wells (Azarenka ne ha già disputate due, nel 2012 e nel 2016, vincendo il titolo in entrambe le occasioni) e alla sua prima esperienza nel match decisivo di un WTA 1000. In semifinale ha battuti in un match a senso unico la tunisina Ons Jabeur che con la vittoria nei quarti di finale aveva celebrato l’ingresso nella Top 10 WTA, traguardo storico per un’atleta proveniente dal mondo arabo.

Paula Badosa (sinistra) abbraccia Ons Jabeur (destra) – Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

Evidentemente le emozioni di questa settimana hanno giocato un brutto scherzo a Jabeur, che ha disputato un incontro estremamente sconclusionato, senza alcun filo tattico e pieno zeppo di errori gratuiti.  Solo sul 6-3, 5-2 per l’avversaria Jabeur è riuscita ad annullare tre match point facendo infiammare per un attimo il pubblico sulle tribune che era rimasto a sostenere le protagoniste fino alla fine. Ci sono voluti altri tre match point nel game successivo perché Badosa potesse sdraiarsi a terra, mani sul viso, per festeggiare incredula questo grande risultato.

Il tabellone femminile di Indian Wells con i risultati aggiornati

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WTA Indian Wells: Jabeur realizza il sogno della Top 10

Battendo Kontaveit nei quarti di finale, Ons Jabeur irrompe nella Top 10. Affronterà Paula Badosa in semifinale

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Ons Jabeur - Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

[12] O. Jabeur b. [18] A. Kontaveit 7-5 6-3

Dopo la falsa partenza di mercoledì, quando la WTA aveva precipitosamente anticipato i tempi e aveva inviato le sue congratulazioni prima del dovuto, ora è ufficiale: da lunedì prossimo Ons Jabeur sarà nella Top 10 della classifica WTA, sarà la prima giocatrice proveniente da un Paese arabo a raggiungere questo prestigioso obiettivo.

La vittoria che ha sancito il risultato è stata quella arrivata nei quarti di finale del BNP Paribas Open contro una delle giocatrici più in forma del momento, Anett Kontaveit. Il match è stato controllato da Jabeur dall’inizio alla fine, se si eccettua quel momento nel primo set nel quale la giocatrice tunisina si è fatta riprendere dal 5-1 al 5-5. “Onestamente ho giocato una grande partita – ha detto Jabeur – è sempre difficile giocare contro Anett, mi conosce molto bene, è stato difficile eseguire le palle corte. Sono molto contenta di essere rimasta calma quando ne avevo bisogno. Alla fine è stato complicato chiudere, ma ora perché fermarsi alla semifinale? Perché non andare fino in fondo?

 

Arrivare nelle prime 10 del ranking è una di quelle tappe che tutti i giocatori professionistici sognano quando iniziano a fare questo mestiere: il primo punto, l’ingresso nei primi 100, il primo titolo, sono tutti passaggi di una carriera che rimangono indelebili nella mente di chi gira il mondo inseguendo una pallina gialla: “Non guardavo tanto il ranking prima dell’inizio del torneo, guardavo più alla race. È quasi come un sogno che si avvera, qualcosa che aspettavo da quando avevo 16 anni. Ma la Top 10 è solo l’inizio, il traguardo finale è la prima posizione mondiale. So di meritarmi la Top 10, è un po’ che gioco a questo livello, ma voglio dimostrare di meritarmi questa posizione”.

Per Ons è stato certamente più difficile che per altre giocatrici: chi cresce in Tunisia non ha il supporto di una federazione ricca, deve arrangiarsi con i propri mezzi e lavorare ancora più duro per superare quei piccoli ostacoli che gli altri giocatori magari non conoscono neppure. Viaggiare con il passaporto tunisino vuol dire dover richiedere visti su visti per qualunque posto si debba raggiungere per il prossimo torneo. E quando si è soltanto una giovane armata di racchetta e speranze non è facile ottenere quei visti. “ Chi è americano, francese o australiano ha tanti esempi di altri giocatori da seguire, tanti tennis club, tanti tornei. Sono stata messa da parte da potenziali sponsor per il Paese da cui provengo, e non è giusto. L’ho accettato, l’ho superato, e sono orgogliosa della persona che sono diventata oggi.”

Tutti, in un modo o nell’altro, hanno dovuto superare delle difficoltà nella propria carriera, non voglio dire che le mie sono state superiori a quelle di altri. Volevo farcela, volevo realizzare il mio sogno senza dipendere da uno sponsor o da qualcuno a cui magari il tennis non interessa nemmeno”.

Dopo uno US Open abbastanza deludente, terminato con la sconfitta al terzo turno per mano di Elise Mertens, Jabeur e il suo team hanno fatto una scelta coraggiosa: sono rimasti negli Stati Uniti ad allenarsi e hanno fatto una mini pre-season per preparare la fine della stagione. “Siamo lontani da casa dal torneo di Montreal – ha spiegato la tunisina – ma sono molto contenta della decisione che abbiamo preso, evitando di tornare in Europa. Fortunatamente il mio fisio è mio marito, il mio coach Issam è una persona che conosco da tantissimi anni, ci capiamo a meraviglia. Siamo tutti una sola famiglia e ci vogliamo bene. E soprattutto mi capiscono, e questa per me è la cosa più importante”.

Nel corso della stagione aveva ricevuto diverse critiche per questa sua scelta autarchica nella composizione del suo entourage. “Sono dovuta intervenire per difendere il mio team dagli attacchi, arrivati principalmente in Tunisia. Lavoriamo duro, è davvero duro essere attaccati da chi non sa tutto il lavoro e i sacrifici che ci sono dietro. Non è giusto nei loro confronti, prima ancora che nei miei. E quando qualcuno attacca la mia famiglia divento molto aggressiva”.

In semifinale Jabeur affonterà Paula Badosa, che nella sessione serale ha disposto in due set di Angelique Kerber con il punteggio di 6-4, 7-5.Paula gioca davvero bene, è una giocatrice molto aggressiva. Ha raccolto vittorie molto prestigiose contro Gauff, Pliskova, è incredibile quello che ha fatto. Sarà un match molto complicato”.

Il tabellone femminile di Indian Wells con i risultati aggiornati

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