ATP/WTA Eastbourne: Giorgi, quarti col brivido; si arrende Pennetta

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ATP/WTA Eastbourne: Giorgi, quarti col brivido; si arrende Pennetta

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TENNIS – La maceratese perso il primo set 6-1, rimonta la britannica Johanna Konta aggiudicandosi i successivi due parziale per 7-5. Sul 5-4 del terzo set ha dovuto annullare un match point. Ai quarti trova Caroline Wozniacki. Prima vittoria in carriera su una top 20 per Heather Watson che piega 6-7 6-4 6-2 Flavia Pennetta. Da Eastbourne, Giulio Gasparin

WTA EASTBOURNE

Una brutta prestazione segna la fine della corsa in singolare di Flavia Pennetta al WTA premier di Eastbourne.

 

La brindisina, dopo un incoraggiante primo turno pieno di ottimi spunti contro la cinese di Taipei Su-Wei Hsieh, ha mostrato una versione timida ed insicura di se stessa che ha finito per mettere in palla l’idolo di casa Heather Watson.

Flavia era scesa in campo molto positiva e con le idee chiare su come mettere in pratica il suo gioco, che, seppure non naturalmente tipico per l’erba, ben si adatta.

In un attimo si è trovata avanti 2-0, salvo poi subire un parziale di 10 punti a 1 da parte della giovane britannica.

La Watson, che dopo una stagione difficile a causa della mononucleosi sta ora tornando al meglio del proprio gioco, ha subito mostrato carattere, determinazione e un ottimo feeling con i campi in erba, grazie ad una prima di servizio molto pesante e un gioco solido, vario e spesso potente da fondo campo.

Ciononostante, la numero uno d’Italia si è dimostrata abile a reagire immediatamente e, dopo aver fermato l’emorragia di game, ha trovato un break insperato sul 4-4 grazie ad un atteggiamento aggressivo sin dalla risposta.

Purtroppo però non sono bastate tre palle set nel decimo gioco e per la seconda volta nel set, Flavia ha ceduto il servizio, cosa che sarebbe riaccaduta da lì a breve quando per la seconda volta ha ritentato di servire per il set sul 6-5.

Come spesso le accade quando le cose cominciano ad andare male, la Pennetta ha cominciato ad arretrare e sull’erba questo lo si paga a caro prezzo.

Sotto 4-2 nel tiebreak, è riuscita a trovare una buona reazione di orgoglio e seppure anche il quarto set point è finito sprecato, con un eccellente rovescio lungo linea ha chiuso il primo parziale per otto punti a sei.

Con un set recuperato all’ultimo e chiuso in grande stile, ci si sarebbe aspettati una Pennetta più sicura nel secondo parziale, ma così non è stato.

Con quattro gratuiti nel primo game, Flavia ha ceduto immediatamente il servizio, fatto che si è poi rivelato decisivo nell’economia del set e del match.

La numero 12 al mondo ha infatti finito per perdere il secondo parziale per 6-4 dove l’unico break è arrivato proprio in quel primo game.

Un vero peccato per la brindisina che per la maggior parte del secondo set è sembrata la giocatrice dominante, lasciando solo due punti nei propri game dopo il break.

La Watson però non si è fatta prendere dall’agitazione e, anzi, forte del supporto di un centrale quasi pieno, ha finito per chiudere agilmente il secondo parziale e poi, sulle ali del momento di grazia, ha demolito ogni resistenza dell’azzurra nei primi quattro giochi del secondo set.

Flavia ha infatti vinto solamente due punti (un ace e un errore della britannica), prima di ritrovare finalmente un po’ del tennis perduto e conquistare un game nel quinto gioco.

Una reazione troppo timida e troppo tardiva, ormai la britannica era lanciata verso il più importante successo della sua giovane carriera: la prima vittoria contro una top 20 era lì a portata e non se l’è fatta scappare, non davanti al pubblico di casa, concludendo il match con un secco 6-2.

Camila Giorgi, ormai lo sappiamo tutti, è un cavallo di razza, una giocatrice da grandi palcoscenici, una che quest’anno non ha mai perso contro una top 10 prendendo gli scalpi di Azarenka, Cibulkova e Sharapova su tre superfici diverse.

Confermarsi però non è facile e non è facile quando per farlo ti scontri contro la beniamina di casa, sul piccolo campo 2 dove la folla è a pochi metri da te ed è tutta per l’altra.

Non è facile e questa volta non è stato nemmeno un bello spettacolo. Complici la tensione e la giornata non fantastica, Camila non ha brillato, affatto, mentre Johanna Konta ha mostrato il meglio del suo repertorio, che però si dimostra tutt’altro che spettacolare.

L’inglese gioca un tennis solido e molto quadrato, gioca bene un po’ tutto, ma non eccelle in nulla, se non per un servizio che oggi tante volte l’ha tirata fuori dai guai. È una giocatrice che ti sfinisce di ritmo, una palla che arriva sempre uguale, sempre profonda, sempre piatta e discretamente forte.

La Giorgi inizia bene al primo gioco, due vincenti, un ace e una prima vincente. Sembra che tutto possa andare per il meglio, invece la Konta risponde con un game a zero e poi si mette a macinare punti su punti, anche complici gli errori dell’azzurra.

Il primo set scivola in un attimo. La britannica sembra in pieno controllo e il pubblico sente che è una grande chance per la giocatrice di casa e la supporta decisamente in quella che da lì a poco sarebbe diventato un braccio di ferro serrato.

Camila infatti, dopo la debacle del primo set, riparte dalle basi, comincia a servire meglio e a pretendere un po’ meno dai propri colpi, sicché gli scambi non si concludano più dopo il secondo colpo perché steccato.

La Konta piano piano comincia a sentire la pressione del ritorno di Camila, ma grazie ad un servizio sempre ottimo nei momenti che contano si toglie sempre da situazioni intrigate.

Nell’ottavo gioco, l’azzurra riesce finalmente a strappare il servizio all’avversaria, guadagnandosi una chance di chiudere il set, purtroppo subito vanificata da una serie di errori gratuiti.

Konta però si dimostra tutt’altro che fredda, tant’è che immediatamente riconsegna il break alla Giorgi, che questa volta non si fa pregare e chiude il set 7-5.

Grazie anche al calore del pubblico sempre più gremito attorno al piccolo campo 2, la Konta ritrova la lucidità mentale per iniziare una nuova battaglia di nervi.

Per 10 giochi consecutivi, nessuna delle due giocatrici riesce a strappare il servizio all’altra, la Giorgi ha più chance, ma il servizio salva sempre la britannica.

Sul 5-4 la Maceratese si complica un gioco che sembra portato a casa e da 40-15 è costretta a fronteggiare una palla match, che sa annullare con un impressionante rovescio incrociato.

La palla match sprecata sembra pesare come un macigno sulle spalle della beniamina di casa che immediatamente subisce forse il game migliore della Giorgi che grazie a tre vincenti le strappa il servizio.

Dopo quasi due ore e mezza di gioco, l’azzurra chiude grazie ad un servizio ritrovato, qualificandosi per i quarti di finale, dove troverà una rediviva Caroline Wozniacki, che come è risaputo, ha già battuto agli US Open.

Camila Giorgi non è stata l’unica a dove fronteggiare palle match prima di prevalere sulla sua avversaria: anche Angelique Kerber, quinta favorita del seeding, si è trovata con le spalle al muro contro una sorprendente Alize Cornet, che ha avuto tre match point sul proprio servizio sul 5-4 nel terzo set.

La tedesca, che in passato ha già raggiunto le semifinali a Wimbledon, si è dimostrata ancora una volta una grande lottatrice, soprattutto perché oggi la Cornet ha giocato ad un livello molto alto, specialmente nel secondo set.

Una volta annullati i match point e recuperato il break, la Cornet ha subito il contraccolpo soprattutto mentale, finendo per cedere il match 7-5 1-6 7-6(3).

Per la Kerber ci sarà un rematch della sfida che l’ha vista perdente l’anno passato con Ekaterina Makarova, dato che quest’ultima ha superato con un doppio 6-3 la connazionale Pavlyuchenkova, fautrice dell’eliminazione di Agnieszka Radwanska.

L’avversaria della Watson invece sarà Petra Kvitova, che per la sesta volta in altrettanti match si è liberata in due set di un’altra mancina, Varvara Lepchenko.

Tutto facile per la ceca dopo lo spavento al primo turno, anche se un’evidente fasciatura è stata applicata sulla coscia sinistra.

L’avversaria della Giorgi invece sarà Caroline Wozniacki, che dopo i problemi fisici e quelli di cuore sembra essere tornata ad una forma accettabile vincendo due match consecutivi per la prima volta da aprile.

Per la Wozniacki si è trattata della quinta vittoria di fila su Sloane Stephens, che non ha mai vinto un set contro la ex numero uno del mondo.

L’ultimo quarto si è completato con le vittorie di Lauren Davis e Madison Keys, che si affronteranno in un match tutto a stelle e strisce.

La Davis, dopo aver passato le qualificazioni ed aver eliminato Sara Errani al primo turno, ha portato a caso lo scalpo di Daniela Hantuchova, mentre la Keys ha eliminato la campionessa uscente, Elena Vesnina, in due set tiratissimi e di altissimo livello 7-5 7-6(9).

Tutti i risultati del secondo turno:
[2] Petra Kvitova (Czech Republic) beat Varvara Lepchenko (U.S.) 6-1 6-4
Madison Keys (U.S.) beat Elena Vesnina (Russia) 7-5 7-6(9)
Heather Watson (Britain) beat [6] Flavia Pennetta (Italy) 6-7(6) 6-4 6-2
Ekaterina Makarova (Russia) beat Anastasia Pavlyuchenkova (Russia) 6-3 6-3
[8] Caroline Wozniacki (Denmark) beat Sloane Stephens (U.S.) 6-3 6-3
[5] Angelique Kerber (Germany) beat Alize Cornet (France) 7-5 1-6 7-6(3)
Camila Giorgi (Italy) beat Johanna Konta (Britain) 1-6 7-5 7-5
Lauren Davis (U.S.) beat Daniela Hantuchova (Slovakia) 6-3 6-3

ATP EASTBOURNE

Non ci sono state grandi sorprese in questa terza giornata dell’ATP 250 di Eastbourne, dove tutti i favoriti del pronostico hanno passato più o meno agevolmente il secondo turno.

L’unica eccezione è stata la sesta testa di serie, Gilles Simon, che si è arreso in due set al connazionale Julien Benneteau. Nella nona sfida fra i due, il più esperto dei due francesi ha confermato il risultato dell’ultimo scontro diretto, in cui si era imposto in due set sul veloce di Rotterdam.

Seppur il seeding la definisca una sorpresa, è difficile pensare come tale il successo di Denis Istomin su Guillermo Garcia-Lopez. L’uzbeko infatti è sempre giocatore temibile sulle superfici veloci e la vittoria di oggi lo ha confermato.

Ci sono voluti tre set invece alla testa di serie numero uno, Richard Gasquet, per vincere il primo match del suo torneo contro Bernard Tomic.

L’australiano, che aveva ben impressionato nel match di primo turno contro Andrey Golubev, ha confermato l’ottimo stato di forma, costringendo il numero 14 al mondo a giocare il suo miglior tennis per poter accedere ai quarti.

In una battaglia serratissima, il campione uscente e fresco finalista al Queen’s, Feliciano Lopez, ha trovato un’importante vittoria su Tobias Kamke 7-6(10) 7-5. Per lo spagnolo ci sarà un altro impegno difficoltoso ai quarti dove affronterà Jeremy Chardy, che ha piegato in due set Berlocq.

Tutto facile infine per Roger-Vasselin, in due set su Jarkko Nieminen, e per Sam Querrey che ha approfittato del ritiro di Estrella Burgos, che già aveva rimpiazzato l’infortunato Dolgopolov.

Tutti i risultati del secondo turno:
[3] Feliciano Lopez (Spain) beat Tobias Kamke (Germany) 7-6(10) 7-5
Jeremy Chardy (France) beat Carlos Berlocq (Argentina) 6-4 7-5
Julien Benneteau (France) beat [6] Gilles Simon (France) 6-3 6-4
Sam Querrey (U.S.) beat Victor Estrella (Dominican Republic) 7-5 (Estrella retired)
Denis Istomin (Uzbekistan) beat [4] Guillermo Garcia-Lopez (Spain) 6-2 7-5
Martin Klizan (Slovakia) beat Donald Young (U.S.) 7-6(4) 6-4
Edouard Roger-Vasselin (France) beat Jarkko Nieminen (Finland) 6-2 7-6(4)
[1] Richard Gasquet (France) beat Bernard Tomic (Australia) 6-4 3-6 6-3

Da Eastbourne, Giulio Gasparin

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Ranking

WTA Ranking: Barty chiude da regina. Conferme e delusioni del 2019, Italia nel baratro

L’australiana termina la stagione in vetta. Un anno fa era n.15. Barty non è l’unica ad aver migliorato la propria classifica: in top 20 ci sono 8 nuove atlete rispetto alla fine del 2018. Giorgi conclude l’anno al n.98

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Ashleigh Barty (via Twitter, @WTA)

Con la vittoria alle Finals di Shenzhen Ashleigh Barty chiude la stagione al n.1 del ranking per la prima volta in carriera. Primato meritatissimo in virtù dei titoli conquistati durante il 2019. Oltre alle Finals, ricordiamo il titolo a Parigi, quelli di Miami e di Birmingham. Esattamente dodici mesi si laureava campionessa a Zhuhai e si assestava al n.15 della classifica. Un balzo di 14 posti che l’ha portata non solo in top ten ma addirittura al n.1, con un vantaggio di 1911 punti sulla seconda, Karolina Pliskova.

TOP 10 E TOP 20 – Rispetto al 2018, ci sono molte novità. Abbiamo 8 nuovi ingressi in top 20, di cui 2 direttamente in top 10. Si tratta di Bianca Andreescu (n.5), che un anno fa era addirittura n.178, e Belinda Bencic (n.8), che registra un bel +29 posti. Rientra nelle venti Johanna Konta (n.12, +27) accanto a cinque esordienti: Sofia Kenin (n.14 e ben 38 posti in più), Petra Martic (n.15, +17), Marketa Vondrousova (n.16, +51), Alison Riske (n.18, +45) e Donna Vekic (n.19, +15).

Chi sono invece quelle che mancano all’appello? Salutano il gruppo delle migliori Sloane Stephens, che precipita dal n.6 al n.25, Anastasija Sevastova, che passa dal n.12 al n.27,  Julia Goerges (n.28, -14), Qiang Wang (n.29, -9) e Garbiñe Muguruza (n.36, -18). Quelle però in maggiori difficoltà sono Caroline Wozniacki, un anno fa n.3 mentre quest’anno è in discesa di 35 posti (n.38),  Caroline Garcia (n.45, -26) e Daria Kasatkina, dal n.10 al n.69 nell’arco di un anno.

 

Mantengono la posizione di un anno fa Kvitova (n.7), Bertens (n.9) e Sabalenka (n.11). Rispetto al finale di stagione 2018, migliorano la propria classifica Pliskova, che sale dal n.8 al n.2, Osaka (n.3, +2) e Serena (+6, n.10). Simona Halep, che ha chiuso per due stagioni al n.1, quest’anno si deve accontentare di terminare al n.4, ma con uno Slam in più nel palmares. Retrocede leggermente Svitolina (n.6, -2) mentre crolla Kerber, precipitando dal n.2 al n.20.

Le giocatrici comprese in top 25 capaci di chiudere la stagione al loro best ranking sono, oltre ovviamente a Barty,
Martic (14), Riske (18), Vekic (19), Muchova (21) e Yastremska (22).

IL DETTAGLIO DELLA TOP 50

Variazione Nazionalità Giocatrice Anni Punti Tornei
0 [AUS] Ashleigh Barty 23 7851 15
0 [CZE] Karolina Pliskova 27 5940 19
0 [JPN] Naomi Osaka 22 5496 17
1 [ROU] Simona Halep 28 5462 17
-1 [CAN] Bianca Andreescu 19 5192 15
2 [UKR] Elina Svitolina 25 5075 22
-1 [CZE] Petra Kvitova 29 4776 17
-1 [SUI] Belinda Bencic 22 4745 25
1 [NED] Kiki Bertens 27 4245 27
-1 [USA] Serena Williams 38 3935 10
3 [BLR] Aryna Sabalenka 21 3120 24
-1 [GBR] Johanna Konta 28 2879 17
0 [USA] Madison Keys 24 2767 15
-2 [USA] Sofia Kenin 20 2740 24
0 [CRO] Petra Martic 28 2617 18
0 [CZE] Marketa Vondrousova 20 2390 12
1 [BEL] Elise Mertens 23 2290 26
1 [USA] Alison Riske 29 2210 24
1 [CRO] Donna Vekic 23 2205 23
-3 [GER] Angelique Kerber 31 2175 22
5 [CZE] Karolina Muchova 23 1864 15
2 [UKR] Dayana Yastremska 19 1825 24
-1 [GRE] Maria Sakkari 24 1820 23
-3 [USA] Amanda Anisimova 18 1793 17
-2 [USA] Sloane Stephens 26 1737 20
-1 [EST] Anett Kontaveit 23 1645 19
0 [LAT] Anastasija Sevastova 29 1617 23
0 [GER] Julia Goerges 31 1610 21
0 [CHN] Qiang Wang 27 1563 20
0 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 28 1560 22
0 [USA] Danielle Collins 25 1558 18
0 [TPE] Su-Wei Hsieh 33 1505 24
0 [CZE] Barbora Strycova 33 1491 21
0 [KAZ] Yulia Putintseva 24 1460 25
0 [RUS] Ekaterina Alexandrova 24 1425 28
0 [ESP] Garbiñe Muguruza 26 1412 16
0 [KAZ] Elena Rybakina 20 1401 27
0 [DEN] Caroline Wozniacki 29 1383 16
1 [CHN] Saisai Zheng 25 1375 25
-1 [FRA] Kristina Mladenovic 26 1360 27
0 [RUS] Veronika Kudermetova 22 1351 27
0 [POL] Magda Linette 27 1320 27
0 [SWE] Rebecca Peterson 24 1275 23
0 [LAT] Jelena Ostapenko 22 1250 27
0 [FRA] Caroline Garcia 26 1235 25
0 [CHN] Shuai Zhang 30 1216 25
1 [BEL] Alison Van Uytvanck 25 1175 24
-1 [CHN] Yafan Wang 25 1165 25
0 [SLO] Polona Hercog 28 1145 24
0 [BLR] Victoria Azarenka 30 1115 18

CASA ITALIA

La nota dolente è che Camila Giorgi perde ancora 4 posizioni e chiude quest’annata da dimenticare al n.98. L’Italia rischia di non avere giocatrici in top 100 a inizio 2020, quando a Camila scadranno i punti ottenuti in Australia. Un anno fa Giorgi concludeva la stagione migliore della sa carriera al 26esimo posto. Questa invece sarà la stagione peggiore dal 2011, quando si fermò per la pausa invernale al n.149. Segnaliamo, tra le altre, i 39 posti in più di Sara Errani che torna al n.200 dopo aver raggiunto la finale all’ITF di Asuncion, dove ha perso da un’altra italiana, Elisabetta Cocciaretto (+60, n.215).

Camila Giorgi
Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
98 -4 Camila Giorgi 680 17
117 2 Jasmine Paolini 571 29
153 8 Martina Trevisan 393 25
175 5 Giulia Gatto-Monticone 350 24
199 2 Martina Di Giuseppe 297 28
200 39 Sara Errani 297 20
215 60 Elisabetta Cocciaretto 281 15
311 29 Martina Caregaro 177 16
315 -5 Stefania Rubini 173 20
343 -5 Jessica Pieri 149 24
356 -4 Lucia Bronzetti 140 25
364 0 Cristiana Ferrando 134 20
371 -4 Bianca Turati 128 14
397 -11 Deborah Chiesa 112 22
411 1 Camilla Scala 106 16
429 -25 Federica Di Sarra 100 15
430 -5 Lucrezia Stefanini 99 20
447 -9 Claudia Giovine 93 15
454 -13 Gaia Sanesi 92 18
463 9 Camilla Rosatello 89 14

NEXT GEN RANKING

Dayana Yastremska supera Amanda Anisimova al n.3 nel ranking Next Gen. Entra per la prima volta in classifica Katarina Zavatska, nella posizione più bassa, il n.10. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1999).

Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 0 Bianca Andreescu 2000 5
2 0 Marketa Vondrousova 1999 16
3 1 Dayana Yastremska 2000 22
4 -1 Amanda Anisimova 2001 24
5 0 Elena Rybakina 2000 37
6 0 Iga Swiatek 2001 61
7 0 Cori Gauff 2004 68
8 0 Anastasia Potapova 2001 93
9 0 Varvara Gracheva 2000 105
10 Katarina Zavatska 2000 110

NATION RANKING

L’unica novità della classifica di fine anno per compagini nazionali è l’ingresso del Kazakistan al n.10. Esce dalla top 10 la Svizzera. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Posizione Variazione Nazione Punteggio
1 0 Repubblica Ceca 25
2 0 Stati Uniti 37
3 0 Ucraina 98
4 0 Russia 106
5 0 Cina 114
6 0 Germania 121
7 0 Bielorussia 128
8 0 Francia 145
9 0 Australia 148
10 Kazakistan 149

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WTA

Per Barty è un trionfo da N.1: sue le Finals di Shenzhen

Grande prova dell’australiana che supera in due set Svitolina e si porta a casa l’assegno più ricco della Storia del tennis, 4,4 milioni di dollari

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Ashleigh Barty - WTA Finals Shenzhen 2019 (foto via Twitter, @WTAFinals)

[1] A. Barty b. [8] E. Svitolina 6-4 6-3

La più classica delle ciliegine sulle torte. Coronando la stagione che l’ha vista conquistare la prima posizione mondiale e il primo titolo Slam in carriera a Parigi, Ashleigh Barty ha vinto le WTA Finals, di scena per la prima volta a Shenzhen, in Cina. Per riuscire in quest’ennesima impresa del suo meraviglioso 2019, la tennista australiana ha dovuto spezzare un incantesimo chiamato Elina Svitolina, che l’aveva ipnotizzata in tutti i cinque precedenti scontri diretti. Nell’occasione più importante a prevalere è stata però Barty, in due set, con il punteggio di 6-4 6-3, facendo valere il suo tennis, composto di continue variazioni di angoli e ritmo. La regolarità e solidità da fondocampo di Svitolina non si è rivelata sufficiente per contrastare il suo talento.

Grazie a questo successo la 23enne di Ipswich consolida ulteriormente la sua leadership, portandosi a 1900 punti di distanza da Karolina Pliskova. Nella prima parte di 2020 potrebbe addirittura incrementare il vantaggio. E dire che qualcuno dopo il Roland Garros la riteneva una numero uno pro tempore.

 

Il MATCH – Inizio di match segnato dal dominio del servizio. Le due tenniste danno il loro meglio con questo fondamentale, lasciando le briciole a chi sta in ribattuta. Quando si entra nello scambio comincia ad emergere però il tanto prevedibile quanto tutto sommato gradevole tema tattico della partita. È Barty a costruire gioco, con il suo ampissimo arsenale di colpi: rovesci in slice, dritti a sventaglio e colpi al volo. Svitolina pure fa la Svitolina, ovvero si getta su ogni palla, cerca di limitare al massimo gli errori, e di tenere alto il ritmo.

Nel nono gioco, guadagnarsi la prima palla break, grazie ad un recupero straordinario, è proprio la tennista ucraina. Barty però riesce a salvarsi e ad andare avanti per 5 a 4, mettendo così pressione alla battuta alla propria avversaria. E Svitolina, che fino a quel momento era stata impeccabile nei suoi turni di battuta, si squaglia, mette poche prime e regala diversi set point. Il terzo è quello buono per la giocatrice aussie che chiude con una risposta vincente su una seconda molto morbida il primo set in suo favore, dopo tre quarti d’ora di gioco.

Di marca molto diversa il secondo parziale. Seguendo il suggerimento del suo allenatore Andrew Bettles, Svitolina tenta di essere meno remissiva e più propositiva. La tattica paga ed è lei ad ottenere un primo allungo, andando 2 a 1 e servizio. Purtroppo per Svitolina, dall’altra parte della rete c’è un’avversaria alquanto ispirata. Da sotto 0-30, Barty mette in fila una serie di punti magistrali, alternando diverse soluzioni tecniche. Con uno smash vincente, l’australiana realizza l’immediato controbreak. Non paga, Barty strappa il servizio nuovamente alla sua avversaria nel sesto gioco, salendo 4 a 2.

Svitolina è però nota per essere un osso duro ed è determinata a confermare il titolo conquistato dodici mesi fa. La 25enne di Odessa rimane mentalmente in partita e accorcia le distanze, sfruttando un passaggio a vuoto di Barty. La partita è ora più che piacevole e i break si susseguono. Quello decisivo giunge nell’ottavo di gioco. Svitolina fa fatica a contenere sulla seconda e soprattutto non appena Barty la mette sul tocco va completamente in palla. L’australiana va così a servire per il match e senza alcuna esitazione porta a casa l’incontro e le WTA Finals dopo poco meno di un’ora e mezza di gioco. Più che le percentuali di prime in campo o i punti vinti con la seconda, a raccontare l’esito di questo match è la differenza notevole nella mole di vincenti ed errori tra le due tenniste. Ovviamente a favore di Barty. A conferma di una tennista che spesso impone il suo gioco sulle avversarie. E questa è una qualità da n.1.

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WTA Finals: Pliskova spegne la luce, Barty ne approfitta e vola in finale

L’australiana perde il primo set contro un’ottima Pliskova, poi dilaga. In finale sfiderà Elina Svitolina

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Ashleigh Barty - WTA Finals Shenzhen 2019 (foto via Twitter, @WTAFinals)

[1] A. Barty b. [2] Ka. Pliskova 4-6 6-2 6-3

Sarà Ashleigh Barty la seconda finalista delle WTA Finals 2019. L’australiana se l’è vista brutta contro Karolina Pliskova, praticamente perfetta per un set e mezzo, ma, dopo aver ottenuto il break nel secondo parziale, è stata in grado di cambiare marcia e di portare a casa il match. Barty torna dunque avanti nei precedenti contro la ceca (3-2), ma soprattutto domenica potrà tentare di coronare la propria stagione da sogno contro Elina Svitolina, che l’ha sconfitta in tutti i cinque precedenti incroci

IL MATCH – La partita si prospetta combattuta fin dagli esordi. In particolare il servizio di Barty è quello che scricchiola di più anche perché Pliskova entra in campo con coraggio su ogni seconda, trovando anche soluzioni vincenti. L’australiana salva, con due rovesci vincenti e un ace, tre palle break già nel primo gioco, poi altre due nel terzo. Successivamente è lei ad avere la chance di strappare il servizio all’avversaria, ma non riesce a sfruttarla e sul 2-2 è infine costretta a capitolare all’ottava occasione concessa. Dopo questi primi cinque game di grande lotta, seguono improvvisamente quattro turni di servizi rapidi e indolori che conducono Pliskova a servire per chiudere il primo set. Un po’ di tensione della ceca regala a Barty l’occasione di rientrare. Pliskova però si riscuote e, supportata da servizio e dritto, archivia il primo set col punteggio di 6-4.

 

Il secondo set si apre sulla falsariga del primo con Pliskova molto arrembante e una Barty invece un po’ in difficoltà, soprattutto col dritto. L’australiana sbaglia troppo e subisce l’aggressività della ceca, ritrovandosi sotto 0-40 nel terzo gioco. Con l’ausilio dell’avversaria, riesce però a risalire la china e a tenere il servizio, non prima di aver annullato anche una quarta palla break. Nel gioco successivo, quasi dal nulla, Pliskova incappa in qualche errore di troppo e regala il break a Barty. Da questo momento la partita cambia volto. L’australiana infatti allunga sul 4-1 e comincia a prendere il comando degli scambi. Al servizio non soffre quasi per niente, contrariamente al difficile primo set, il dritto in manovra ora funziona a meraviglia e lo slice fa ammattire Pliskova. Costretta a colpire spesso in posizione scomoda o fuori equilibrio, la ceca cede nuovamente la battuta e il set col punteggio di 6-2.

Nel parziale decisivo i servizi tornano ad essere dominanti da entrambe le parti: nei primi cinque game si vedono solo tre punti vinti dalla giocatrice in risposta. Nel sesto però, Pliskova combina un pasticcio, come nel secondo parziale, e spedisce Barty avanti 4-2. La ceca palesa tutto il suo nervosismo quando, dopo l’ennesimo dritto in rete, scaglia con violenza la propria racchetta sul campo di gioco. Le chance per lei sono infatti pochissime perché Barty sta servendo benissimo adesso. Un piccolo momento di difficoltà arriva sul 5-3, al momento di chiudere, quando Barty che fino ad allora aveva concesso appena due punti in tutto il set con la battuta a disposizione, viene costretta ai vantaggi da una orgogliosa Pliskova. La ceca annulla infatti con coraggio due match point, ma deve poi arrendersi al terzo.

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