Wimbledon, dura solo 4 game il sogno di Bolelli

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Wimbledon, dura solo 4 game il sogno di Bolelli

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TENNIS WIMBLEDON CHAMPIONSHIP-Non ce l’ha fatta Simone Bolelli a completare l’opera iniziata sabato. Peccato, perché anche oggi ha avuto le sue possibilità.Alla fine a giocare contro Raonic un non impossibile ottavo di finale ci va Kei Nishikori. Ma davvero c’è da mangiarsi le mani per le occasioni sciupate tra sabato e oggi da Simone Bolelli, al quale comunque deve andare solo un grazie per il bel torneo disputato sui prati di Church Road.

Quando entrano in campo Bolelli e Nishikori il campo numero 5 è stracolmo, con i giapponesi che hanno occupato praticamente tutti i posti a sedere. I cronisti italiani si adattano in qualche modo restando un po’ basiti dal vedere alcuni spettatori che dopo il riscaldamento lasciano il loro posto per andare chissà dove. Meglio così, perché almeno abbiamo visto qualcos’altro oltre che la schiena del giudice di sedia. Si cerca di comprendere dall’espressione come hanno passato il week-end i due protagonisti della vicenda e di trarre auspici dal riscaldamento. Nishikori sbaglia di più, che sia un buon viatico?

In effetti il giapponese parte male, si trova subito sotto 15/40 ma a questo punto comincia a vincere la partita perché semplicemente cerca il rovescio di Bolelli. Una volta lungo, una volta corto, l’altra in rete il giapponese risale e tiene il complicato turno di servizio. Quando nel game successivo Simone tiene a zero la battuta sembra che il match possa essere ancora lungo. Ci sbagliavamo, purtroppo, perché nel game successivo a Nishikori basta servire appunto sul rovescio per portarsi sul 5 a 4. Sul cambio di campo arrivano i primi fantasmi: come reggerà Simone la pressione di servire sempre per salavare il match? Male, molto male. Dopo un buon S&V Nishikori trova due punti facili ancora sul rovescio di Bolelli, ma a due punti dal match, il giapponese gioca molto male due seconde di Simone. La terza volta non va bene, la seconda è troppo lunga e Nishikori va sul 40 pari. Il giapponese gioca con grande attenzione il punto successivo, Bolelli mette in rete il rovescio e deve subire il primo match point. Sarà anche l’ultimo perché nel punto successivo ancora il rovescio tradisce l’italiano e regala ad un felicissimo Kei, l’ottavo di finale.

 

 

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Taylor Fritz: “Mi sto muovendo nella giusta direzione”. Sulla sfida con Nadal: “Devo essere aggressivo come a Indian Wells”

Le parole dell’americano: “Sto giocando a un livello di tennis molto, molto solido e costante”

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Taylor Fritz- Wimbledon 2022 (foto: twitter @wimbledon)

C’è sempre una prima volta. Per Taylor Fritz il 2022 è tutta una prima volta: primo titolo 1000 ad Indian Wells, prima volta in Top20, e adesso primo quarto di finale slam. All’australiano Kubler ha concesso solo 8 game, giocando un tennis molto solido, specie al servizio dove sta facendo la differenza. Ecco le sue parole in conferenza stampa dopo la vittoria in ottavi.

IL MODERATORE: Taylor, dacci la tua opinione sul raggiungimento dei quarti di finale.

TAYLOR FRITZ: È incredibile. La prima volta è ovviamente fantastico. È stata, direi, una partita piuttosto dura. Ho giocato bene. È stata dura alla fine del terzo. Sono stato davvero felice di chiuderlo, e di farlo in tre set.

 

D. Prima volta in un quarto di finale. Ripensi alle finali di Indian Wells? A cosa attingi per cercare di prepararti per un palcoscenico come questo?

TAYLOR FRITZ: Sì, voglio dire, non lo so. Sono già stato in questi momenti prima, la semifinale di Indian Wells, la finale di Indian Wells. Direi che probabilmente sembra più o meno lo stesso di un quarto di finale slam. Ovviamente qui si gioca tre set su cinque. Penso che renda l’occasione più speciale se gioco contro Nadal. Ma cerco di affrontarla come l’ultima volta, trattandola come qualsiasi altra partita perché ho giocato bene. Si tratta di replicare semplicemente il modo in cui ho giocato e confidare che sarà sufficiente.

D. Cosa hai provato e pensato alla fine della partita quando hai capito di essere in questa fase per la prima volta?

TAYLOR FRITZ: Una volta che è finita?

D. Sì.

TAYLOR FRITZ: La sensazione è, sentire che tutto il duro lavoro che ho svolto, tutte le cose che ho fatto, stanno dando i frutti. È fantastico. Non sembra nemmeno reale. Sono ai quarti di finale di Wimbledon. Per cose del genere ho lavorato per tutta la vita. È fantastico immergersi e sentire che tutto è in un certo senso: il lavoro sta dando i suoi frutti e mi sto muovendo nella giusta direzione.

D. Quanto tempo hai impiegato per riflettere sul momento più basso per te, quando i dubbi erano più forti rispetto al tuo feeling di adesso?

TAYLOR FRITZ: È così interessante perché tre settimane fa era un punto basso per me. Continuavo a ripetermi che troverò il mio tennis. Dovevo semplicemente continuare a essere positivo. Mi sono infortunato, tornando da un infortunio, non ho giocato alla grande. In un certo senso sono rimasto positivo, mi sono attenuto al processo di lavorare sodo, fare le cose giuste. Nella settimana di Eastbourne le cose hanno iniziato a fare clic per me. Ora è pazzesco arrivare da dove ero forse mentalmente dopo il Queen’s, come se mi sentissi infortunato, ho appena perso tre partite di fila, ad ora sono nel mio primo quarto di finale slam. È un grande salto. È così interessante. È un po’ come è il tennis. Una, due buone settimane, cinque o sei buone partite di fila, possono cambiare tutto.

D. Se è Rafa nei quarti di finale, cosa puoi prendere da Indian Wells tatticamente e mentalmente?

TAYLOR FRITZ: Sono stato molto aggressivo in quella partita. Ho colto le mie possibilità. Contro uno come Rafa, è più o meno così. Sento che prendere decisioni è facile. Non è come se giocassi contro qualcuno che dovrei battere. Potrei pensare tipo, dovrei andare per questo, dovrei giocare sul sicuro? Contro qualcuno come Rafa, è facile prendere sempre la decisione aggressiva e, tipo, giocare più libero. Ho giocato per tutto questo torneo giocando contro persone che sulla carta credevo di dover battere. Onestamente è sempre dura perché è più difficile giocare quelle partite che giocare quelle in cui forse non sei il favorito. Puoi essere molto più libero. So che dovrò portare un certo livello. Solo sapendo che dovrò giocare a un certo livello, so che giocherò meglio. Ovviamente sarà una partita molto diversa. Indian Wells è stato un po’ folle, entrambi eravamo provati molto prima della finale. Questa volta ci saranno migliori versioni di entrambi, vedremo. Ma penso che il più grande risultato sia stato che ero molto aggressivo, stavo sfruttando le mie possibilità e ho giocato molto bene i punti più importanti in quella partita.

D. Ovviamente provieni da una bella famiglia di tennisti. Hai dei primi ricordi di quando hai guardato o imparato a conoscere Wimbledon? Tua madre, tuo padre e tuo zio hanno condiviso con te alcune storie di Wimbledon?

TAYLOR FRITZ: Un po’. Ovviamente crescendo in una tale famiglia di tennisti, essendo in giro così tanto per il tennis, Wimbledon immagino sia come “il” torneo. Probabilmente è lo slam più famoso, quello con più storia. L’unica cosa che ricordo è che qualcuno è riuscito a ottenere un video di mia madre che affronta Billie Jean King qui. Non so come siano riusciti a portarlo dal nastro a una copia su CD. Penso che mia madre avesse 17 o 18 anni quando ha giocato la partita. È stata battuta 1-1. È stato divertente da guardare, credo.

D. Che pensieri hai su come sarà l’atmosfera, come sarà l’opportunità, cosa ci vorrà per batterlo?

TAYLOR FRITZ: Voglio dire, sarà una partita davvero divertente. Voglio interpretarla bene. Penso che probabilmente voglia davvero battermi dopo Indian Wells (sorridendo). Penso che sarà davvero emozionante. Penso che probabilmente tirerà fuori il suo miglior gioco. Come ho detto, vuole assolutamente battermi, gioca contro di me, credo che questa volta sia sano al 100%. Dovrò solo essere molto aggressivo, giocare bene i punti importanti, servire bene, fare molto di quello che ho fatto a Indian Wells se voglio batterlo.

D. Quanto pensi che sia stato un grosso problema essere arrivato così lontano senza perdere un set, quindi, forse, avendo avuto meno tempo e speso meno energia?

TAYLOR FRITZ: È sempre bello superare i primi round, anche fino a questo punto, senza perdere un set. Indipendentemente dal tempo trascorso in campo, è come se il tuo corpo fosse ancora un po’ maltrattato dopo così tanto tennis. Ho delle piccole cose qua e là, ma nel complesso, per essere nei quarti di finale, direi che il fisico si sente abbastanza bene. Sicuramente ho del lavoro da fare domani per assicurarmi di sentirmi al meglio per la partita dei quarti di finale. Ma è decisamente enorme arrivare così lontano senza perdere un set. Penso che parli anche del fatto che sto giocando a un livello di tennis molto solido e coerente. Non sto giocando troppe brutte partite, non troppe, suppongo, qualche singhiozzo nelle partite in cui esco. Sto giocando a un livello di tennis molto, molto solido e costante.

D. Stai emergendo come leader del tennis americano. È il 4 luglio. Hai sentito qualche luminare del gioco americano, Roddick, Sampras? Come ti sostiene lo spogliatoio americano?

TAYLOR FRITZ: Voglio dire, tutti i ragazzi in tour, come i ragazzi americani, sono tutti i miei amici più cari. Ci sosteniamo tutti molto. Per quanto riguarda gli altri giocatori, sento sempre Mardy. È il nostro capitano. Di solito mi scrive dopo ogni partita. Sì, voglio dire, solo che tutti noi nello spogliatoio siamo molto vicini l’uno all’altro. Facevo molto il tifo per Tommy nella sua partita di ieri. Difficile perché Cam è anche una mia cara amica. Sì, voglio dire, siamo tutti molto legati.

D. Sull’erba contro il cemento. Qualcosa che l’erba mette in risalto nel tuo gioco che i campi in cemento non lo fanno?

TAYLOR FRITZ: Ci sono alcune cose. Penso che il mio rovescio sull’erba sia molto migliore, sta un po’ di più in campo. La palla rimane più bassa per il rovescio. Penso che sul cemento il mio diritto sia un po’ più forte perché le palle si alzano un po’ di più. Quando mi sento bene sul servizio, amo giocare sull’erba perché sembra che sia più difficile breakkarmi. Il mio slider serve molto di più fuori dal campo. Mi piace servirli un bel po’. Immagino che sull’erba guadagnerò molti più punti. Funziona per me perché rimane basso sull’erba. Sul cemento di solito non lo faccio. Ci sono aspetti positivi e negativi, direi. La cosa più importante per l’erba è che sto servendo bene, e nelle ultime due settimane è stato davvero un successo, quindi è stato grande.

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Wimbledon, quote 5 luglio: un altro capolavoro di Sinner è dato a 6,50

Norrie favorito su Goffin. Fra le donne si va verso una semifinale Jabeur-Niemeier?

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Jannik Sinner – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @atptour)

Al via i quarti di finale nel secondo martedì di Wimbledon 2022, con in campo quelli della parte alta del tabellone maschile e quelli della parte bassa femminile. Riflettori puntati su Jannik Sinner che proverà a detronizzare Novak Djokovic, oltre che su quella che è ora la favorita ad alzare il trofeo fra le donne, ossia Ons Jabeur. 

Se dovessimo fermarci a guardare il palmares e i numeri in carriera su erba, il match fra Novak Djokovic e Jannik Sinner sarebbe chiuso in partenza. I 6 titoli ai Championships e le 25 vittorie di fila (ultima sconfitta da Sam Querrey nel 2016) fanno oggettivamente paura; a questo va aggiunta la voglia di riscatto di Nole, che in questo 2022 ha prima dovuto saltare l’Open d’Australia per le note vicende legate alla pandemia e poi si è dovuto arrendere, in una partita in cui partiva favorito, a Rafa Nadal nei quarti di finale del Roland Garros. Quindi è “in astinenza” da Slam da un anno, cioè dalla finale della scorsa edizione vinta su Matteo Berrettini, considerando anche la cocente sconfitta patita nella finale di Flushing Meadows dello scorso settembre, quando Daniil Medvedev ha bruscamente interrotto il suo sogno di Grande Slam.  

Dall’altra parte troverà un tennista, il nostro Jannik, che arrivava a questo Wimbledon senza mai aver vinto una partita su erba; ne sono arrivate invece quattro, in un crescendo di familiarità e sicurezza, culminato con una prestazione maestosa contro Carlos Alcaraz. Già con John Isner c’erano stati segnali positivissimi, con un Sinner mai in difficoltà, ma con il talento murciano si è visto un tennista maturo, implacabile in risposta, quasi sempre in controllo, degli scambi e dei ritmi (bravissimo nel prendersi sempre i suoi tempi fra un punto e l’altro, per contrastare “la furia” dello spagnolo), e bravissimo a reggere mentalmente dopo il tie break del terzo set perso e i due match point sprecati. Sicuramente contro Novak servirà una percentuale di prime palle ben più alta di quella vista contro Alcaraz, avendo di fronte il miglior ribattitore del circuito, e forse della storia. E un pizzico di incoscienza, considerando che Jannik scenderà in campo con veramente poco da perdere. 

 

Un unico precedente fra i due, quello dello scorso anno a Montecarlo, con affermazione del serbo in due set. Bookmakers che ovviamente propendono nettamente per Djokovic, quotato in media a 1,11, con un suo secco 3-0 dato ad appena 1,66 da Bet365. Un’impresa di Jannik paga 6,50, con la quale fermerebbe anche l’altra striscia aperta di Nole, cioè le 37 (!) vittorie di fila sul Centrale dell’All England Club (ultima sconfitta nella finale 2013 da Andy Murray). Qualche giorno fa si è fermata a 37 Iga Swiatek, che possa essere un buon presagio? 

Nell’altro quarto di finale Cameron Norrie (1,43) parte con i favori del pronostico nei confronti di un ritrovato David Goffin. Il belga, di nuovo a questo livello in un Major dopo tre anni, potrebbe pagare le quattro ore e mezza di battaglia necessarie ad avere la meglio su Frances Tiafoe, mentre nei turni precedenti aveva lasciato un set solo a Ugo Humbert. Per il britannico si tratta del primo quarto di finale in carriera a livello Slam, e in caso di vittoria riporterebbe un giocatore di casa in semifinale dopo sei anni (cioè dall’ultimo trofeo di Andy Murray); solido successo su Tommy Paul in ottavi per Cameron, in un percorso che finora ha presentato difficoltà solo nel secondo turno con Jaume Munar. Appannaggio del nativo di Johannesburg l’unico scontro diretto, giocatosi a Barcellona un anno fa e conclusosi con il ritiro di Goffin durante il secondo set, dopo un secco 6-0 Norrie nel primo. 

Sembra non volersi fermare Ons Jabeur, imbattuta quest’anno sull’erba, dove è arrivata a 9 successi di fila, partendo da Berlino e arrivando a Londra: in questi incontri, fra l’altro, ha perso un solo set contro Aliaksandra Sasnovich nella capitale tedesca. Le ha dato però filo da torcere Elise Mertens in ottavi, con la belga incapace di convertire ben cinque set point nel primo parziale. Terzo quarto di finale Major in carriera per la tunisina, secondo consecutivo ai Championships, mentre per la sua avversaria Marie Bouzkova è una prima volta assoluta a questi livelli. La ventitreenne ceca, numero 66 WTA, ha estromesso una Caroline Garcia in formissima, e prima ancora aveva eliminato un terzetto di americane, partendo con la finalista dell’ultimo Australian Open Danielle Collins. Nessun precedente tra le due, in un match che vede favoritissima Jabeur a 1,27 su Better (a 1,67 un suo 2-0), mentre un upset targato Bouzkova è dato a 3,70. 

Nel derby delle sorprese parte avanti Jule Niemeier (1,52 su Betclic) su Tatjana Maria. Le due tedesche, rispettivamente numero 97 e 103 delle classifiche, non si sono mai incontrate finora e sembrano trovarsi particolarmente bene su questa superficie, che ne esalta le caratteristiche (la pesantezza dei colpi di Jule, le variazioni di Tatjana). La ventiduenne Niemeier ha perso finora solo un set contro Lesia Tsurenko, maltrattando prima Anett Kontaveit e poi dando una delusione al pubblico di casa eliminando Heather Watson sul Centrale. La trentaquattrenne Maria ha invece estromesso, partendo nettamente sfavorita, prima Maria Sakkari e poi, in rimonta, Jelena Ostapenko. Pagherebbe 2,54 un incontro che si risolva al terzo set. 

         BET365  BETTER BETCLIC 
         
J. SINNER  N. DJOKOVIC    6,50 – 1,11  6,40 – 1,11  6,55 – 1,11  
C. NORRIE D. GOFFIN    1,44 – 2,75  1,42 – 2,80  1,43 – 2,84  
               
O. JABEUR  M. BOUZKOVA    1,28 – 3,75  1,27 – 3,70  1,28 – 3,75  
J. NIEMEIER  T. MARIA     1,53 – 2,50  1,51 – 2,55  1,52 – 2,56  

***Le quote sono aggiornate alle 16 di lunedì 4 luglio e sono soggette a variazione 

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Wimbledon, Simone Vagnozzi: “Jannik contro Djokovic non deve stravolgere il suo gioco” [ESCLUSIVA]

“Contro Alcaraz ha giocato un grande match facendo tutto quel che doveva. Due ragazzi che sono due fenomeni. E’ stato bravo tatticamente, ma non solo. Ha sorpreso Alcaraz”. I miglioramenti al servizio. “Soprattutto la seconda non è più attaccabile”  

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Jannik Sinner e Simone Vagnozzi – ATP Dubai 2022 (foto Aldo De Florio)

Incontro Simone Vagnozzi, per parlargli di Sinner, del suo exploit con Alcaraz, delle sue prospettive con Djokovic, nel giardino che sta sopra alla sala stampa, dopo che Lawrence Frankopan, il manager di Sinner, mi permette di parlargli, una volta che il media manager dell’ATP Nicola Arzani aveva invece cercato di impedirmelo.

Un giorno scriverò con dovizia di particolari perché Arzani arriva – anzi continua – a comportarsi in un modo inaccettabile, inventandosi addirittura – come ieri – che era stato il management di Sinner a programmare una tavola rotonda con Vagnozzi alla quale non ero benvenuto.

Mister Frankopan, da me per l’appunto incontrato casualmente 5 minuti dopo, non solo non ne sapeva nulla, ma mi ha risposto esattamente quel che mi aspettavo: “Mi è stato chiesto un incontro con la stampa italiana e ho detto sì, why not. Ma a me che ci fossero 4 o 5 o più giornalisti italiani, uno o un altro, ovviamente non cambiava assolutamente nulla”.

 

Infatti, molto cortesemente ed elegantemente, Frankopan subito dopo questo breve colloquio ha dato l’ok a Vagnozzi perché parlasse anche con me. No comment sulla bugia del media manager.

Frankopan, che con me è sempre stato gentilissimo, un vero signore, non aveva nessun motivo per escludermi da una chiacchierata con Simone, altro personaggio cortesissimo.

Purtroppo non è il primo episodio. Lo scorso anno, quando io ero stato il solo giornalista italiano presente per tutta la seconda settimana dei Championships coronati dalla finale raggiunta da Matteo Berrettini, lo stesso Arzani organizzò all’indomani della finale perduta una tavola rotonda via Zoom con 4 colleghi (due dei quali nemmeno erano venuti a seguire il torneo a Wimbledon) lasciando anche quella volta fuori dal gruppo il sottoscritto sebbene Ubitennis avesse dato straordinaria copertura di Wimbledon con oltre 15 articoli al giorno, video, etcetera.

Nei confronti del media p.r. in questione ho il torto originale di averlo rimproverato vivacemente nel lontano 2008 al Foro Italico per aver condotto malissimo la conferenza stampa di Djokovic, che aveva appena vinto gli Internazionali d’Italia.

Non me l’ha mai perdonato. E sì che quando era un ragazzino e voleva fare l’assistente di Telepiù gli avevo dato mano come nessuno. Vabbè, l’erba della riconoscenza non alberga in certe persone.

Novak aveva detto in tv, a Sky, cinque minuti prima di venire alla conferenza stampa, che c’era stato più di un momento nel quale aveva pensato di chiedere il passaporto italiano quando, diciottenne, faceva parte della scuderia di Riccardo Piatti e a quei tempi la federtennis serba non aveva i mezzi né troppa intenzione, con la guerra dei Balcani da poco conclusa, di curare da vicino la crescita agonistica di Nole.

Chiaro che avrei voluto approfondire l’interessantissima questione. E non solo io.

Ma dopo solo sei domande ovviamente collegate alla finale appena vinta e al torneo romano, invece dell’abituale dozzina di domande che vengono normalmente chieste al vincitore di un torneo, Arzani decretò chiusa la conferenza stampa e quindi non fu possibile a nessuno dei presenti di chiedere al tennista serbo campione al Foro Italico quel che avrebbe fatto davvero notizia se Nole avesse confermato appieno la rivelazione fatta poc’anzi in tv.

Tornando all’incontro con Vagnozzi, tutti, e non solo Nole Djokovic che ha visto la partita vinta da Sinner contro Alcaraz prima di scendere sul centre court contro l’olandese Van Rijthoven poi battuto in 4 set (“Jannik was dominant  for the first two sets, ha dominato per i primi due set… ma anche quando il match si è fatto più equilibrato Jannik è sempre stato in controllo” mi ha detto sabato sera Nole), sono rimasti super impressionati dalla sua performance e non solo Nole che ha anche detto: “Il gioco di Jannik è forse quello che assomiglia più al mio, mi ci rivedo un po’”.

Lo dico anche a Simone e lui: ”Ieri è stata una bellissima partita. Una partita fra due ragazzi già maturi con un comportamento esemplare da parte di tutti e due (ogni riferimento al match Kyrgios-Tsitsipas viene in mente a e di farlo e non a Simone, desidero precisare visto che in questi giorni non si è parlato d’altro), sono davvero due fenomeni, sono molto contento di come Jannik ha gestito la partita, sia sul piano tecnico, che come attitudine mentale. Ma sappiamo che domani sarà una partita durissima, giochiamo contro chi ha vinto gli ultimi 3 Wimbledon e sicuramente sarà lui il favorito, ma noi siamo contenti perché noi siamo venuti qui per imparare, lui lo sta facendo in fretta e quindi…”

-Ti aspettavi che lui riuscisse a giocare due partite per sette set complessivi senza mai perdere il servizio?

Naturalmente con Isner poteva anche essere un’opzione perché sapevamo che lui risponde meno bene, ma con Alcaraz sarebbe stata più dura. Ma Jannik ha servito benissimo il primo set, poi è calato un po’, però si vedono i suoi miglioramenti soprattutto sulla seconda di servizio. E’ una seconda di servizio molto meno attaccabile, anzi non lo è proprio perché fa male anche con la seconda perché è più varia, più veloce e sull’erba gli dà la possibilità di perdere meno il servizio

-Pensi che poi abbia forse anche più coraggio? O lo ha sempre avuto…?

No, credo che il coraggio lo abbia sempre avuto. E’ solo una questione di lavoro. Piano piano le cose su cui stiamo lavorando stanno venendo fuori”.

-E’ evidente che dovete lavorare un po’ su tutto… ce ne saranno tante, ma in particolare quali sono?

Sicuramente il servizio, anche dal alto tecnico, ci sono stati più passaggi, anche con Darren Cahill che ci ha aiutato in qualche cosa, videoanalisi, anche con i telefonini si segue tutto, non ci dobbiamo fermare, è work in progress, deve continuare a lavorare, migliorare ancora di più il suo gioco, per arrivare a essere un giocatore ancora più completo…”

-Che cosa ti ha detto, vi siete detti a fine partita?

Mi ha detto che era stato proprio un match di livello veramente alto, anche come atmosfera, una partita bella…”

Mi permetti di dire che Alcaraz, soprattutto nel primo set, non era il miglior Alcaraz…

Io penso che sia rimasto anche un po’ sorpreso per come Jannik giocava. Gli ha tolto un po’ di certezze… la verità sta un po’ a metà. Diciamo che il terzo set, ma anche il secondo poteva finire un po’ più facilmente, perché le occasioni le ha avute Jannik. E’ stato 0-40, diverse volte 0-30, poi alla fine poteva girare anche in un’altra maniera, poi Jannik è stato bravo a tenersi a galla su  due servizi difficili nel quarto, ma poteva anche venir fuori un risultato più netto e vincere in tre set”.

-Gli altri aspetti dei suoi progressi? Servizio a parte ieri ha giocato dei dritti straordinari con movimenti corti, fantastici…-

Sicuramente si sta adattando all’erba, gioca un po’ più piatto rispetto al solito, palle più penetranti, questa era un po’ la tattica, togliere il tempo ad Alcaraz per evitare che si potesse girare di dritto, potendo poi sparare botte di dritto o smorzate, può farti l’inside out, l’inside in…Ha fatto bene tutto il piano partita, come era stato deciso”.

-L’ultima cosa… che cosa si pensa di fare contro Djokovic. Quale è il tipo di approccio diverso nell’affrontare Alcaraz o Djokovic?

Non penso che ci sia tantissima differenza nel modo di affrontarli. Djokovic ha più esperienza su questa superficie, la conosce meglio, di rovescio ha più varietà di Alcaraz, può giocare più spesso e meglio il lungolinea, può fare la smorzata, però non penso che sia un match nel quale Jannik debba stravolgere il suo gioco”.

Vero è che Djokovic forse gioca meglio sull’erba che da qualunque altra parte, perfino meglio che sul cemento australiano dove ha trionfato tante volte. Lo aiuta il suo fisico naturalmente elastico, la capacità di stare giù ben piegato sulle gambe nonché i rimbalzi del tennis su erba che sono bassi, perfetti per lui.

Vedremo martedì alle 14,30 in Italia come finirà. Senza troppe illusioni, magari, ma nemmeno con eccessivo pessimismo. Le prove di Jannik sono state troppo confortanti per non sperare nell’exploit. Ma sarebbe già una gran bella cosa se ci fosse lotta e suspense.

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