Vaidisova, Kvitova, Stephens e la passione per il tennis

Al femminile

Vaidisova, Kvitova, Stephens e la passione per il tennis

Pubblicato

il

 
 

TENNIS AL FEMMINILE  –  Giocare a tennis professionalmente ad alti livelli è considerato un privilegio: successo, vittorie, ricchezza. Le vicende di Nicole Vaidisova, Petra Kvitova e Sloane Stephens dimostrano però che momenti di crisi o di rifiuto per il gioco possono ugualmente accadere durante la carriera.

Dopo Wimbledon il grande tennis si è fermato, ma ugualmente non sono mancate alcune notizie interessanti. Tre di queste mi hanno colpito perché, pur sembrando a prima vista del tutto autonome e separate, secondo me hanno un sottile ma significativo legame.

La prima notizia riguarda Nicole Vaidisova.
Da questo breve filmato apprendiamo che Vaidisova sembra sia tornata ad allenarsi. Dopo un passato di interventi chirurgici e riabilitazioni fallite, dichiara: “These last couple weeks I’m finally able to serve with less pain then I have in over 3 years, it makes me hopeful and happy to see progress after struggling the last couple years with repeated surgeries, rehabs and setbacks. It’s one step at a time but finally getting a step closer.
Il fatto che dica di servire con “meno dolore” e non senza dolore, mi rende pessimista, ma naturalmente le auguro di smentirmi.

 

Forse a chi segue il tennis da poco tempo il nome Vaidisova non dice molto. Ma Nicole non è stata una giocatrice qualsiasi, e la sua storia merita di essere brevemente ripercorsa perché è davvero eccezionale. Vaidisova è del 1989: quindi è nata nello stesso anno di Radwanska, Azarenka, Lisicki. Rispetto a loro, però, è stata molto più precoce. Ha vinto il primo torneo del circuito WTA a quindici anni, e a diciassette era già top ten. Sappiamo che nel tennis contemporaneo sfondare da giovanissime è diventato molto più difficile, tanto che negli ultimi dieci anni forse solo Sharapova (come lei proveniente dalla Academy di Bollettieri) era stata capace di affacciarsi ai vertici altrettanto rapidamente. Quando le sue coetanee ancora disputavano il torneo junior, Vaidisova raggiungeva quarti e semifinali Slam tra le adulte, sconfiggendo giocatrici come Venus e Mauresmo (allora numero uno del mondo).
Alle conquiste sportive si affiancavano quelle economiche: rappresentata dalla IMG, e messa sotto contratto da diverse grandi aziende tra cui la Yonex. Cito la Yonex perché forse a qualcuno sarà sfuggita la politica commerciale che attua. Ma se faccio qualche nome di giocatrici che utilizzano (o hanno utilizzato) la racchetta in questione, credo si possa capire che per suscitare l’interesse dei produttori giapponesi non basta solo il valore tecnico, ma occorre anche un potenziale da testimonial “glamour”: Sharapova, Hantuchova, Ivanovic, Kirilenko, Wozniacki, Lisicki…

Questo significa che Vaidisova era considerata una giocatrice in grado di diventare di prima fascia non solo per la sua bravura; aveva quindi prospettive di grandi successi e di guadagni ancora maggiori. Ma invece, così come rapidamente aveva scalato le classifiche (2004-2007), rapidamente è arrivato il declino. Numero 7 nel maggio 2007; numero 187 a fine 2009.
Fidanzata nel 2007 con Radek Stepanek, nel 2010 la sua carriera si conclude ufficialmente con l’annuncio del ritiro e il matrimonio. Fine di una giocatrice professionista ad appena vent’anni; la spiegazione data: “mancanza di motivazioni”.

Come dicevo, la storia di Vaidisova è eccezionale; ma non tanto per la trama, quanto per i tempi, perché tutto in lei è rapidissimo: straordinariamente veloce nell’affermarsi e altrettanto nel ritirarsi.
Senza arrivare agli estremi di Nicole, a molte giocatrici è però accaduto di arrivare presto ai piani alti della classifica e poi faticare a mantenerli. Accade che il periodo successivo al passaggio da junior al circuito maggiore diventi sorprendentemente favorevole: vittorie ottenute di slancio, senza troppe preoccupazioni mentali. Grande voglia di lavorare: l’entusiasmo ottenuto grazie ai primi successi alimenta l’applicazione negli allenamenti, stimolando la conquista di ulteriori traguardi. Un circolo virtuoso.

E’ quello che è accaduto, ad esempio, a Ivanovic o Wozniacki. Ma questo schema si può applicare anche a chi ha raggiunto posizioni di minor prestigio; magari numero 20 o 30 del mondo: picco ottenuto da giovane, e poi crisi.
Arrivano alcune sconfitte impreviste, le avversarie che prendono le misure, a volte qualche infortunio; o i dissapori con l’allenatore, e la fatica di vivere la routine del circuito: ben ricompensata, ma comunque non facile da affrontare, sempre lontane da casa viaggiando insieme a colleghe che hanno come obiettivo quello di sconfiggerti.
Il circolo virtuoso si interrompe e comincia la fase opposta. C’è chi riesce a contenere il calo, e si assesta comunque su livelli alti; c’è chi perde più posizioni e mantiene una classifica accettabile, ma non più di vertice. E c’è chi crolla; Vaidisova era crollata.

Kvitova no, ma anche a lei era accaduto qualcosa di simile: dopo un 2011 straordinario (vittoria a Wimbledon, Masters, altri tornei e primato nel ranking sfiorato) si era come ripiegata su se stessa e i due anni successivi erano stati buoni ma non paragonabili a quanto ottenuto da ventunenne.
E qui arriviamo alla seconda notizia. Che secondo me la collega a Vaidisova, anche se non riguarda Stepanek (con cui Petra ha avuto un breve legame nei mesi passati). Come sempre accade per la vincitrice di Wimbledon, Kvitova ha rilasciato molte interviste, e in alcune ha rivelato un interessante retroscena.
Normalmente prima delle partite non è particolarmente nervosa, ma lo era però prima del match di terzo turno contro Venus; più che comprensibile, visto l’importanza dell’avversaria. E fin qui niente di sorprendente. La cosa interessante che però ha detto Kvitova, è che dopo quel successo la sua tensione non è calata, ma aumentata. Ha raccontato che nella seconda settimana del torneo ha fatto moltissima fatica a dormire: riusciva a prendere sonno solo più tardi del solito, e alle 5 di mattina era già sveglia, e si ritrovava a pensare alle partite.

Devo dire che questo ritratto (o meglio autoritratto, visto che lo ha dichiarato lei stessa) di una giocatrice quasi ossessionata dal tennis mi ha sorpreso. Una Petra “spiritata” che non riesce a pensare ad altro che al torneo, tanto da non essere quasi in grado di staccare, nemmeno di notte: non assomiglia alla giocatrice piuttosto tranquilla e misurata che abbiamo imparato a conoscere.
Eppure è stata proprio questa Kvitova, che ha dormito molto meno di quello che servirebbe ad un’atleta per essere al meglio, la giocatrice capace di esprimere un tennis di livello altissimo, vincendo tutti i match della seconda settimana senza concedere set. Chissà, forse sapeva di aver lavorato meglio degli anni passati in fase di preparazione e non si sarebbe perdonata (più o meno consapevolmente) un’altra occasione persa dopo quella del 2013, quando fu sconfitta da Flipkens.

Le storie di Vaidisova e Kvitova mi fanno pensare una volta di più che per eccellere in uno sport così competitivo e mentalmente tanto esigente come il tennis occorre un fuoco interiore che non sempre, e non tutte, riescono a tenere acceso. Voglio usare una parola un po’ superata e “ottocentesca”: forse occorre davvero la passione. Senza la passione diventa difficile stare ai vertici per lungo tempo.

Non basta il denaro, non bastano i primi successi, non basta la popolarità Se non si trovano dentro di sé motivazioni straordinarie, ci sarà qualcun’altra capace di fare meglio.
Riuscirà Kvitova a mantenersi sui livelli di Wimbledon con continuità? Da quanto ha raccontato, per raggiungerli ha chiesto a se stessa qualcosa di eccezionale, fisiologicamente impossibile da reggere per più di qualche giorno. Se per giocare così bene Petra ha bisogno di una tale intensità e applicazione dubito che la si possa rivedere così molte volte in futuro. Ma intanto ha dimostrato che opporsi al declino di una carriera è possibile. C’è chi riesce a riaccendere il fuoco: Kvitova ce l’ha fatta, Vaidisova ci prova.

Ed ecco la terza notizia, o meglio coppia di notizie.

Sloane Stephens ha “divorziato” da Paul Annacone (prima parte di notizia) e ha iniziato una collaborazione con Thomas Högstedt (seconda parte di notizia).
Credo che ormai abbiate capito cosa voglio dire. Temo che per la giovane Stephens, dopo i grandi progressi, forse sia essere arrivata la fase in cui il tennis professionistico può cominciare a diventare indigesto.

Non voglio entrare nel merito del divorzio da Annacone, addossando responsabilità o colpe ad una delle parti, perché da fuori è sempre molto difficile sapere le autentiche ragioni per cui il legame tra coach e giocatore si interrompe.
In ogni caso la mia impressione è che Sloane stia vivendo il momento in cui si conosce il rovescio della medaglia del circuito WTA. La parte sgradevole e difficile da sopportare. Il circolo vizioso dopo quello virtuoso. L’ho scritto più volte e non ho cambiato idea: per me sul piano fisico-tecnico Stephens è la più interessante giocatrice tra quelle che hanno poco più di vent’anni. Lo dico adesso che è in difficoltà e so quindi che mi prenderò molte critiche: secondo me i suoi picchi di gioco sono superiori a quelli di Halep, Bouchard e Muguruza.
Ha un fisico reattivo ed elastico, e una completezza tecnica che altre non hanno. Colpi da fondo e, a differenza di quasi tutte le coetanee, anche di volo. Ha un ottimo servizio e nel dritto un’arma con cui fare la differenza. Sa giocare in attacco come in difesa.
Ma stanno emergendo tutte le difficoltà che, secondo me, derivano da una applicazione al tennis che mi pare inferiore a quella che stanno mettendo le giocatrici che ho appena citato. A sprazzi Stephens continua a far vedere grandi cose, ma la consistenza non c’è.

Ecco un esempio recente: non si tratta tanto di vincere uno scambio spettacolare; il fatto è che molte giocatrici non hanno proprio nel loro repertorio i colpi che qui utilizza Sloane. Il mio rammarico deriva dal timore che diventi un’altra promessa che non ha dentro di sé la forza di volontà necessaria per esprimere completamente il suo talento.
Mi lascia perplesso l’atteggiamento con cui prende le sconfitte; a volte sembra che le viva come una liberazione da una attività che le pesa: nella conferenza stampa dopo l’eliminazione al primo turno di WImbledon (che pareva bruciante per come è avvenuta) ha dichiarato che finalmente poteva prendersi una bella vacanza. E che l’aver interrotto la striscia di risultati positivi negli Slam era più un problema per i giornalisti che per lei. In questi giorni ha avuto la possibilità di incontrarsi con Michelle Obama: la sconfitta non le ha per il momento fatto perdere i privilegi sociali che si è conquistata con i risultati del passato. Forse a lei basta quanto sta avendo dal tennis, e non ha motivazioni sufficienti per aumentare l’impegno, visto che le gratificazioni della popolarità sembrano poter arrivare lo stesso.

Cosa aspettarsi per il futuro? Declino oppure ritorno immediato ad alti livelli?
Al momento temo che la fase di crisi potrebbe diventare un passaggio obbligato della sua carriera. Dovesse accadere, spero che possa essere una crisi reversibile e che sappia ritrovare la necessaria voglia di applicarsi.
E visto che il nuovo allenatore di Stephens è Thomas Högstedt, l’ex coach di Sharapova, c’è da augurarsi che sappia trasmettere a Sloane anche solo una piccola parte della speciale forza di carattere di Maria. Sul piano del “fuoco interiore” Sharapova rimane un esempio straordinario, e per come ha vinto il Roland Garros anche quest’anno, ha mostrato a tutti a quali successi può portare la passione e la costante voglia di dare il massimo su un campo da tennis.

Continua a leggere
Commenti

Al femminile

Wimbledon, le lacrime di Katie Boulter e il segreto rivelato a fine partita

Boulter ha confidato che sua nonna è venuta a mancare martedì, il giorno della sua vittoria al primo turno. Ora punta alla seconda settimana

Pubblicato

il

Katie Boulter (GBR), Wimbledon. Credit: AELTC/Ian Walton

La 25enne Katie Boulter sta vivendo in assoluto il suo miglior Wimbledon, dove alla sua sesta partecipazione (qualificazioni incluse) ha raggiunto il terzo turno per la prima volta. Tuttavia per certi versi questo non si può definire il suo torneo più felice. Ieri infatti, dopo la vittoria in rimonta su Karolina Pliskova per 3-6 7-6(4) 6-4, la tennista britannica visibilmente commossa ha spiegato, nell’intervista rilasciata in campo davanti al pubblico del Campo Centrale, la situazione di lutto familiare che l’ha toccata. Il successo su Pliskova, finalista della passata edizione infatti, è stato dedicato da Boulter a sua nonna venuta a mancare martedì, proprio il giorno in cui lei ha disputato il primo turno (vinto in due set con Burel). La madre della tennista ha deciso di non informarla della cosa fino al termine del match, per assicurarsi che la sua prestazione non venisse influenzata emotivamente. “Non sapevo nulla fino a dopo il mio primo incontro in cui mia madre mi ha praticamente preso da parte e me lo ha detto” ha spiegato Boulter.

Come si legge su The Thelegraph, anche suo nonno in lutto Brian Gartshore, visibilmente commosso, ha viaggiato da Leicestershire per essere nel box giocatori sugli spalti ed esultare per il match della nipote vinto ieri. L’impatto della famiglia, e soprattutto dei nonni, è stato fortissimo nella formazione di Boutler. Basti pensare che sua nonna era una campionessa regionale di tennis, e viveva vicino al club di tennis dove Katie ha colpito le sue prime palline da bambina; mentre il nonno – un inventore che ha inventato il cartellino dei negozi antifurto – è un punto di riferimento per lei. “È letteralmente il mio idolo, qualcuno che ammiro” ha spiegato poi Boutler. “Ha installato le luci degli aeroporti di Gatwick e Heathrow, è un tipo dannatamente intelligente. E abbiamo delle conversazioni davvero fantastiche su cose che non hanno nulla a che fare col tennis. È una piccola opportunità di distrazione”.

A contribuire a rendere serena l’atmosfera attorno alla n.118 del mondo c’è anche il suo fidanzato Alex de Minaur, anche lui tennista che ieri ha battuto sul campo 1 il britannico Jack Draper dopo un match palpitante. Tutta questa serenità sta spingendo la 25enne Katie Boulter avanti nel torneo, e anche le imprese di certe sue connazionali fungono da sprone. “Quello che ha fatto [Raducanu] è stato sorprendente. È scesa in campo, ha sorpreso tutti e ha giocato a tennis senza paura. Questa è la cosa così impressionante. Spero di poter andare là fuori e fare lo stesso. Mi piacerebbe fare quello che ha fatto lei. Non si sa mai, un giorno potrebbe succedere”. Il prossimo avversario di Boulter sabato sarà Harmony Tan, la francese che ha sconfitto la sette volte campionessa Serena Williams al primo turno.

 

Continua a leggere

Al femminile

La coppia Monfils-Svitolina aspetta una bambina. Anche Konta incinta

I due tennisti Gael Monfils e Elina Svitolina annunciano via social la lieta notizia. La settimana scorsa era stato il turno di Johanna Konta

Pubblicato

il

Gael Monfils e Elina Svitolina (foto Twitter @Gael_Monfils)

Mentre gli Internazionali BNL d’Italia giungono all’appuntamento conclusivo di questa edizione con due finali non troppo incerte, il mondo del tennis extra-campo si ravviva con la notizia divulgata via social dalla coppia composta da Elina Svitolina e Gael Monfils. I due infatti hanno annunciato di aspettare una bambina, il cui parto è previsto per ottobre. “Con il cuore pieno di amore e felicità, siamo lieti di annunciare che aspettiamo una bambina ad ottobre” queste le parole con le quali si sono espressi sia l’ucraina sia il francese, il quale è alle prese con un anno ricco di novità anche per quanto riguarda il piano professionale, visto il passaggio ad Artengo, il brand di Decathlon, per quanto riguarda la racchetta.

L’ultimo match disputato da Svitolina è il primo turno di Miami del 24 marzo perso al tiebreak del terzo set da Heather Watson, mentre la sua ultima vittoria risale al 4 marzo a Monterrey contro la bulgara Tomova. Attualmente n.27 del mondo, non rivedremo la 27enne Elina in campo per un po’.

Risale alla settimana scorsa invece – per la precisione al 9 maggio – la notizia simile diffusa da Johanna Konta. “Sono impegnata a cuocere il mio piccolo muffin in questo momento”, aveva scherzato la britannica sui social, sposatasi a dicembre 2021 poco dopo il ritiro dal tennis professionistico a 30 anni.

Continua a leggere

Al femminile

Come Barty solo Henin: le reazioni dei colleghi. E n.1 chi diventa?

Barty seconda regina del tennis femminile ad abdicare. Chiude con lo Slam di casa come Sampras, si ritira ad un anno da Borg

Pubblicato

il

Ashleigh Barty - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)

Stamani, 23 marzo 2022, il tennis si è svegliato con un colpo al cuore. Un fulmine a ciel sereno che si è abbattuto contro il mondo della racchetta, una data che sicuramente non dimenticheremo. La numero 1 del mondo, nonché campionessa Slam per tre volte, Ashleigh Barty ha annunciato ufficialmente il suo ritiro dal tennis professionistico; affermando di aver dato tutto e di essere pronta ad inseguire nuovi sogni. Una notizia shock, Ash infatti è solo la seconda regina del tennis femminile su 27 che, sedendo sul trono WTA, annuncia la propria decisione di porre fine all’attività agonistica a stagione in corso.

COME LEI SOLO HENIN – L’unico precedente si è avuto nel maggio 2008, quando l’allora n.1 del mondo Justine Henin annunciò la fine della propria carriera – salvo poi cambiare idea e comunicare il 22 settembre 2009 il ritorno alle competizioni a 27 anni – e seppur anche in quel caso lo scalpore fu tanto, Justine aveva avuto un pessimo avvio di stagione perdendo malamente all’Open d’Australia con Maria Sharapova. Dunque il ritiro della belga arrivò a termine di un periodo difficile, differentemente dalla tennista australiana che ha iniziato invece la nuova stagione con una striscia di 11 vittorie e 0 sconfitte mettendo in bacheca tre titoli, (trionfo in singolare e in doppio al torneo di Adelaide) compreso il primo Major dell’anno. Effettivamente, però la belga non riuscì più a rientrare nel circuito ad alti livelli a causa di un infortunio al gomito, annunciando il suo ritiro definitivo nel gennaio 2011. Ricordiamo, inoltre che Barty aveva deciso di non prendere parte al Sunshine Double; motivando tale scelta con il fatto di non aver recuperato pienamente dalle fatiche di Melbourne, che gli erano valse il suo terzo titolo Slam.

IL PRIMO RITIRO, COME JORDAN – Probabilmente, invece questo periodo di pausa tra Melbourne e Indian Wells è stato propedeutico per maturare la decisione finale di appendere la racchetta al chiodo. In realtà però se analizziamo nel dettaglio la carriera della 25enne di Ipswich ci si accorge che questa presa di coscienza fulminea e ai più inimmaginabile fino a qualche ora fa, non è proprio discostante dal personaggio, anzi; l’australiana si era già presa una pausa dall’attività agonistica nel settembre del 2014 quando si ritirò una prima volta per cercare d’intraprendere la carriera professionistica come giocatrice di cricket. Ma due anni più tardi ritornò sui suoi passi, riallacciando i legami con il suo primo grande amore sportivo. In un certo senso ci sono molte similitudini con quello che accadde al leggendario Michael Jordan, il quale dopo il primo three-peat (tre titoli NBA consecutivi: 1991, 1992, 1993) con i Chicago Bulls, annunciò il ritiro nel 1993 per cercare fortuna nella Major League baseball; per poi successivamente rientrare in NBA nel 1995.

 

AL SUO POSTO? – Il 2021 e l’inizio del 2022 erano stati a tratti dominati dalla talentuosa tennista australiana, e la sua permanenza in cima al ranking – escluse le settimane di congelamento della classifica a causa della pandemia – si è esteso a 112 settimane consecutive che la portano al quinto posto della striscia più lunga della storia dopo Steffi Graf e Serena Williams a 186 settimane, Martina Navratilova a 156, e Chris Evert a 113. Nel conteggio totale invece è al settimo posto con 119. Nel precedente datato 2008, Henin chiese di rimuovere il suo nome dal ranking e se Barty dovesse fare altrettanto ci sarà gran battaglia alle sue spalle per accaparrarsi la prima posizione mondiale. Al momento in testa a questa corsa c’è Iga Swiatek, circa 700 punti davanti alla ceca Krajcikova, e con l’andare avanti della stagione potranno trovare spazio anche Badosa, Sabalenka e Kontaveit. Tutte tenniste che non hanno mai ricoperto questo ruolo. In ogni caso si potrebbe avere una nuova leader già dopo Miami.

PRECEDENTI ILLUSTRI – A livello di gioco invece quello della 25enne sarà una perdita di proporzioni incolmabili. Il suo tennis sopraffino, paragonabile per tecnica a quello di Ons Jabeur incantava gli occhi degli appassionati, e abbinare al suo tocco delicato un servizio e un gioco da fondo così potente ed efficace la rendeva unica e speciale. Sfumano dunque tutti i sogni di possibili rivalità con tenniste dallo stile complementare al suo come Osaka e soprattutto Swiatek. Barty chiude la carriera trionfando nello Slam di casa come accadde a Pete Sampras nel 2002, ma per trovare un altro ritiro altrettanto sconvolgente si deve tornare indietro a quello di Bjorn Borg che lasciò il tennis un anno più anziano di Barty. Ovviamente lo svedese all’epoca era un’icona mondiale molto di più di quanto non lo sia ora Barty, ma il vuoto a livello tennistico che hanno lasciato entrambi è paragonabile.

LE REAZIONI DEI COLLEGHI – Ovviamente, questa notizia ha scosso i cuori di tutti gli appassionati e gli addetti aI lavori del mondo del tennis. Numerose sono state le reazioni al ritiro di Barty, soprattutto tra le giocatrici ma non solo.  Fra le testimonianze che hanno pullulato Twitter dall’alba, ci sono state quelle di altre campionesse dei Major; come Simona Halep che ha ricordato il rapporto speciale che la lega ad Ash: “ Ash, cosa posso dire, sai che ho le lacrime giusto? Amica mia, mi mancherai in tour. Eri diversa e speciale, abbiamo condiviso alcuni momenti incredibili. Qual è il tuo prossimo passo? Campione del Grande Slam nel golf? Sii felice e goditi la vita al massimo, tua Simona.”– o come Petra Kvitova, che invece è sembrata non aver ancora realizzato; ma ciò nonostante ha sottolineato le incredibili peculiarità di un personaggio unico nel tennis: “Ash, non ho parole… in realtà stai mostrando la tua vera classe lasciando il tennis in questo modo bellissimo. Sono così felice di aver potuto condividere il campo con te .. il tennis non sarà mai più lo stesso senza di te! Ti ammiro come giocatrice e come persona.. ti auguro solo il meglio!”. Come detto non solo tennisti, ma anche dirigenti; dalle dichiarazioni del CEO della WTA Steve Simon: “Auguriamo ad Ash solo il meglio e sappiamo che continuerà a essere una straordinaria ambasciatrice per il tennis, mentre inizierà un nuovo capitolo della sua vita. Ci mancherà”– fino alle parole del CEO di Tennis Australia e direttore degli Australian Open; Craig Tiley: “Congratulazioni Ash per la tua brillante carriera. Sei stata un modello incredibile, sia in campo che fuori e la comunità del tennis, specialmente in Australia sentirà molto la tua mancanza. Goditi il tuo ritiro dal professionismo ed il prossimo capitolo della tua vita. Non vediamo l’ora di supportarti in qualsiasi cosa tu scelga di fare”.

Nonostante il periodo complicato che sta vivendo, non ha voluto far mancare la sua voce anche Elina Svitolina: “Nient’altro che RISPETTO per te!!! Ti auguro il meglio per quello che verrà dopo e congratulazioni per la tua illustre carriera”. Infine concludiamo con il commento di Andy Murray, molto più laconico, ma altrettanto pieno di significato: “Felice per Ash Barty, distrutto per il tennis, che giocatrice”. Lo scozzese ci è già passato; con la differenza che il suo ritiro non è stata una scelta consenziente ma forzata dai problemi all’anca, tanto è vero che grazie alla sue tenacia è riuscito a rientrare nel tour.

Ma Ashleigh sembra aver preso questa decisione, con molta consapevolezza e serenità d’animo. Si vede che questa scelta la rende felice. E allora noi non possiamo solo che augurarle il meglio per i prossimi sogni che ha intenzione di raggiungere. Poi chissà, se mai dovesse ripensarci noi saremmo pronti a riaccoglierla a braccia aperte, e intanto ci gustiamo a ripetizione il suo ultimo punto giocato.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement