Da Roma, il nostro inviato
Matteo Donati è stato una grande promessa del tennis italiano. Ha giocato una sola volta al Foro Italico nel tabellone principale. Era il 2015, batté Giraldo prima di arrendersi con onore a Tomas Berdych. Tanto tennis, ma troppa fragilità che ha decretato una fine anticipata della sua carriera da professionista. Che non lo ha però frenato dal reinventarsi come allenatore di successo. Prima ha portato Yulia Putintseva, con tutte le sue contraddizioni, in top 20. E Donati ora punta in alto con Tyra Caterina Grant, la nuova promessa del tennis italiano.
Ha approfondito l’argomento in esclusiva ad Ubitennis, tra osservazioni e sorrisi, durante la charity night di I Tennis Foundation presso il Circolo Tennis Montecitorio. Una serata all’insegna dello sport e soprattutto della sportività, per celebrare la fondazione che ogni anno aiuta tanti ragazzi ad inseguire il sogno di diventare tennista professionista.
Donati: “Grant non mi ha sorpreso a Madrid”
D: Come stanno andando questi ultimi mesi? Sei sorpreso dalla settimana di Madrid, ti aspettavi un risultato del genere?
Donati: “L’inizio di anno per Tyra [Grant, ndr] è stato un po’ difficile, soprattutto a livello fisico. Eravamo partiti bene, con una buonissima preparazione e un buon primo torneo. Da lì sono iniziati i problemini fisici, qualche infortunio che bisogna mettere in conto su una ragazza giovane. Abbiamo quindi dovuto cambiare i programmi, però devo dire che lei è stata brava a riadattarsi e rimettersi subito in gioco. Siamo ripartiti da un livello più basso, quindi la sua reazione è stata ancora migliore perché non è mai facile andare a giocare un pochino più giù, avendo lei sempre giocato a livelli superiori. Si è messa però in gioco, ha giocato in Sardegna il primo torneo, con un po’ di fatica. Ma poi abbiamo fatto un’ottima settimana di allenamento.
Da lì devo dire che sono cambiate un po’ di cose. In quei giorni lì abbiamo parlato tanto, siamo riusciti a capire ancor di più su cosa volevamo lavorare. E su Madrid…posso dire che me lo aspettavo. Perché in Tyra sin dal primo giorno ho sempre visto un grandissimo potenziale, una ragazza con tanta voglia di lavorare e migliorarsi. Per me lei il livello ce l’ha, gioca molto bene. Sicuramente ci sono tante cose da fare, però sono contento di quello che sta facendo“.
D: Dove avete lavorato di più, e dove credi ci sia bisogno di lavorare di più? E, soprattutto, se c’è qualcosa in lei che ti stupisce faccia molto bene nonostante la giovane età? Che sia un colpo, che sia un aspetto mentale…
Donati: “Abbiamo lavorato su tutto, perché è molto giovane. Ci siamo concentrati in particolare sulla parte fisica, sugli spostamenti, e sui colpi di inizio gioco. Specie il servizio. Poi dopo il problema alla spalla di inizio anno abbiamo dovuto rallentare il lavoro, ma devo dire che queste sono le cose dove ci siamo concentrati di più. E ovviamente anche sui colpi di base, dritto e rovescio. Quello che a me stupisce di lei è la voglia che ha ogni giorno di mettersi in gioco, di migliorarsi, di ascoltare e la facilità con cui mette in pratica quello che noi le chiediamo“.
D: Al primo turno affronterà Pigato, con cui l’anno scorso ha giocato in doppio. Che rapporto c’è tra le due? Tyra ha avuto qualche reazione particolare, essendo un’italiana che conosce?
Donati: “Loro sono amiche, hanno giocato insieme a Roma e stavano pensando anche di fare le pre qualificazioni qua, non ci sono riuscite per impegni singoli. Hanno un buon rapporto fuori dal campo, sicuramente è una partita particolare da italiana qui, è sempre un torneo speciale che aspettavamo da tanto. Lo stiamo preparando con le dovute attenzioni, lei sta giocando bene, sta bene. Siamo pronti alla battaglia“.
D: Tu sei stato una grande promessa, molto sfortunato dal punto di vista fisico. Questa tua esperienza passata ti aiuta anche a gestire le pressioni che semmai ci sono su Tyra, anche lei una promessa?
Donati: “Sicuramente quello che io ho passato può aiutarmi, specie a livello di esperienza fatta, soprattutto su cose di cui che dopo le hai fatte puoi accorgerti. Metto in gioco anche questa parte qua, perché da giovane ho passato tante cose“.
D: Più facile allenare Grant o Putintseva?
Donati: “Son giocatrici diverse, anche perché hanno età diverse, oltre che il gioco. Difficile paragonarle. Però quella con Yulia è stata una bellissima esperienza, mi ha aiutato tanto, e adesso con Tyra sono pronto a mettere in gioco tutto quello che ho imparato in campo come giocatore e poi come allenatore con Putintseva“.
