Dopo Serena Willams, chi serve meglio nella WTA?

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Dopo Serena Willams, chi serve meglio nella WTA?

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TENNIS AL FEMMINILE – Il record di velocità in battuta stabilito recentemente da Sabine Lisicki a Stanford è lo spunto per allargare il discorso sul servizio nel circuito femminile. Dopo l’inarrivabile Serena Williams chi serve meglio tra le donne? E chi ha la migliore seconda palla? Voti e valutazioni sulle prime del mondo, e non solo

Qualche giorno fa con questo servizio Sabine Lisicki ha ritoccato il primato di velocità nel circuito femminile. E visto che il record ha accesi i riflettori sulla battuta, mi pare l’occasione buona per allargare il discorso ai migliori servizi del circuito.

 

LE MIGLIORI 32

Ho pensato che il modo più comprensibile e diretto per esprimere un giudizio su molte giocatrici fosse quello di dare dei voti. Ho valutato le attuali prime 32 del ranking, possibili teste di serie negli Slam.

Due premesse:
1) Ho deciso di considerare il rendimento delle ultime due stagioni, da inizio 2013 in poi.
Significa che non si tratta di un voto di carriera, ma nemmeno di un giudizio istantaneo: se qualcuna viene da mesi recenti particolarmente buoni o cattivi il periodo quasi biennale consente di rendere la valutazione meno contingente.

2) Ci sono tre numeri per ogni giocatrice: il primo è il voto riferito alla prima di servizio, il secondo alla seconda palla. Il terzo è la sintesi ottenuta con la somma tra i due voti.
Se una tennista dispone di una seconda palla particolarmente efficace può accadere che abbia il secondo voto più alto del primo. Mi spiego: se per ipotesi una giocatrice servisse prima e seconda palla perfettamente uguali, la seconda palla risulterebbe premiata con un voto molto più alto. Questo perché non ho considerato la qualità del colpo in assoluto, ma il fatto che la seconda è eseguita in condizioni oggettivamente più difficili, visto che l’errore comporta la perdita del punto.

Tab 1 servizio Valutazioni WTA 2014

Si possono trovare siti con statistiche** (vedi nota) specificamente orientate al servizio, che aiutano a stabilire il rendimento delle giocatrici.
Però nei giudizi ho cercato anche di tenere presente che un conto è servire un ace sul 40-0, un conto sulla palla break. E lo stesso vale per il doppio fallo.
Ho espresso le valutazioni con scatti di mezzo punto, per poter poi sommare facilmente i due voti, ottenendone un terzo, di sintesi.
Questa scelta ha finito per favorire alcune e penalizzare altre. Ad esempio a Petkovic avrei dato 7- mentre a Makarova 7+. Ma con il criterio adottato risultano due giudizi uguali.

PRIMA DI SERVIZIO

Voto 10 per la prima di servizio di Serena.
Da quando seguo il tennis femminile non mi pare ci sia stato un colpo più dominante, in grado di spostare così tanto gli equilibri di un match. Forse perfino più del dritto di Steffi Graf.
Serena può giocare una prima tesa e potente, oppure lavorata in ogni modo. Non è solo una palla sempre estremamente precisa, ma secondo me è anche di lettura particolarmente difficile. Credo non ci siano altre giocatrici in grado di avvicinarla.
C’è chi serve molto veloce: non solo Lisicki (come testimonia il record, ancora non omologato), ma nessuna ha la costanza di rendimento e la varietà di Serena.
E’ abbastanza interessante notare come nella classifica relativa al 2014 ci sia una prevalenza di giovani. In fondo è una legge dello sport, a cui nemmeno il tennis si sottrae: ci possono anche essere momentanei “riflussi”, ma sul lungo termine le nuove generazioni migliorano le prestazioni, compresa la velocità in battuta.
Alcune mancine (Kvitova, Safarova e anche Makarova) accrescono la loro efficacia perché essendo una minoranza propongono alle avversarie difficoltà inusuali, a partire dagli spin “rovesciati”. Gli slice di Petra e Lucie sono soluzioni insidiose, per via della classica combinazione delle traiettorie mancine che finiscono sul rovescio delle avversarie destre, e ne mettono alla prova le capacità in allungo.
Ultima nota: saper fare tanti ace è importante, ma bisogna vedere a che prezzo si ottengono. Se si tira sempre “a tutta” è più facile ottenere punti diretti, ma in compenso è probabile che i grandi rischi diminuiscano la percentuale, a volte sotto il 50%. Ho cercato di tenerne conto, abbassando la valutazione di chi spesso ha scarse percentuali di prime. E’ quello che penalizza, ad esempio, Pavlyuchenkova o Pennetta.

SECONDA DI SERVIZIO
Se Serena è inavvicinabile sulla prima palla, penso che sia meno superiore sulla seconda; Sharapova e Stosur non credo siano lontanissime da lei. Stosur ha un servizio in kick eccezionale, su cui ha praticamente costruito la carriera; e Sharapova (tre le prime) ha la seconda palla più veloce del circuito; magari non tanto lavorata, ma sempre molto ben indirizzata.
Nel tennis femminile la seconda palla è spesso un handicap. Sono pochissime le giocatrici in grado di vincere oltre il 50% di punti sulla seconda di servizio. Non devono quindi sorprendere le insufficienze.

Tra le primissime è forse Radwanska quella che soffre di più sulla seconda e che avrebbe bisogno di irrobustirla.
Poi c’è chi va a giornate. Azarenka ad esempio passa da periodi di servizio efficace ad altri in cui il colpo può diventare un problema; in particolare è penalizzata dai doppi falli, spesso riuniti a grappoli in alcuni game, che possono significare break.
Altre giocatrici, al contrario, sono piuttosto solide e molto raramente scendono sotto un discreto standard. E’ il caso della seconda di Wozniacki (quella su cui ho letto i giudizi a mio avviso più ingiustamente severi); ha una seconda sufficiente a cui aggiunge anche una particolarità: se serve la prima a uscire e questa non entra, può capitare che tenti a sorpresa l’ace di seconda al centro. E abbastanza spesso le riesce (con conseguente miglioramento del mio voto).
Ci sono giocatrici con seconde mediamente piuttosto buone che però soffrono nei momenti importanti: Safarova ad esempio avrebbe un volto più alto se non tendesse a compiere i doppi falli su punti cruciali del match.
Impossibile parlare di tutte; passo alle giocatrici fuori dalle prime 32 che hanno un servizio di alta qualità, degno di essere almeno citato.

GLI ALTRI MIGLIORI SERVIZI
“Sei una giocatrice terribile. Solo servizio. Ho vinto io tutti gli scambi.”
Brutale e diretta, al termine di una partita del 2013, Yulia Putintseva sembrerebbe aver così fornito la sua opinione sul gioco di Coco Vandeweghe.
Nel tennis i numeri qualcosa di vero possono dire, ma non proprio tutto; a mio avviso Serena rimane la migliore battitrice del circuito, ma nel 2014 sono di Vandeweghe i massimi valori sulla prima di servizio (dati calcolati fino al 28 luglio): miglior percentuale di game vinti in battuta (81,9 contro 81,3 di Serena) e miglior percentuale di ace per partita (8,78 contro i 7,35 di Serena).
Insomma Vandeweghe al servizio ci sa fare, anche se forse più sulla prima che sulla seconda. E quest’anno migliorando i colpi da fondo è riuscita anche vincere il suo primo torneo (su una superficie veloce come l’erba, naturalmente) a s’Hertogenbosch.

Rimanendo all’interno delle attuali prime 100 in classifica, oltre a Vandeweghe citerei alcune giovani comunque dotate di prime davvero veloci: Giorgi, Pliskova (un po’ meglio Karolina), Garcia, Mladenovic, Smitkova.
Non tutte hanno sviluppato a pieno le potenzialità del colpo (seconda palla, differenti spin etc), ma sul piano della velocità pura sono già a livelli di eccellenza.
Tra chi gioca da qualche anno in più segnalerei Kanepi, Shvedova e Goerges.
Molto efficace è anche Polona Hercog, che ha la caratteristica di saper eseguire un kick particolarmente insidioso. Sotto questo aspetto direi che Hercog, Keys, Stosur e Serena sono le quattro giocatrici che dispongono del kick più efficace del circuito: palla potente e contemporaneamente con rimbalzo alto, davvero di difficile controllo. Ma ho l’impressione che anche Stephens e Garcia abbiano le capacità per entrare presto nel “club” dei migliori kick.

In conclusione vorrei dire che, anche se con l’aiuto delle statistiche, rimane sempre un ampio margine di discrezionalità nelle formulazione dei voti; per questo mi aspetto che in diversi casi ci possano essere opinioni differenti.

**Nota

http://www.tennistop10.com/articles/WTATop100-Season2013_English.pdf
http://www.wtatennis.com/SEWTATour-Archive/Rankings_Stats/match_stats_2014.pdf
http://2013.usopen.org/en_US/scores/extrastats/speed_ws.html
http://www.ausopen.com/en_AU/scores/extrastats/speed_ws.html
http://www.rolandgarros.com/en_FR/scores/extrastats/index.html
http://www.wimbledon.com/en_GB/scores/extrastats/speed_ws.html

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Wimbledon, le lacrime di Katie Boulter e il segreto rivelato a fine partita

Boulter ha confidato che sua nonna è venuta a mancare martedì, il giorno della sua vittoria al primo turno. Ora punta alla seconda settimana

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Katie Boulter (GBR), Wimbledon. Credit: AELTC/Ian Walton

La 25enne Katie Boulter sta vivendo in assoluto il suo miglior Wimbledon, dove alla sua sesta partecipazione (qualificazioni incluse) ha raggiunto il terzo turno per la prima volta. Tuttavia per certi versi questo non si può definire il suo torneo più felice. Ieri infatti, dopo la vittoria in rimonta su Karolina Pliskova per 3-6 7-6(4) 6-4, la tennista britannica visibilmente commossa ha spiegato, nell’intervista rilasciata in campo davanti al pubblico del Campo Centrale, la situazione di lutto familiare che l’ha toccata. Il successo su Pliskova, finalista della passata edizione infatti, è stato dedicato da Boulter a sua nonna venuta a mancare martedì, proprio il giorno in cui lei ha disputato il primo turno (vinto in due set con Burel). La madre della tennista ha deciso di non informarla della cosa fino al termine del match, per assicurarsi che la sua prestazione non venisse influenzata emotivamente. “Non sapevo nulla fino a dopo il mio primo incontro in cui mia madre mi ha praticamente preso da parte e me lo ha detto” ha spiegato Boulter.

Come si legge su The Thelegraph, anche suo nonno in lutto Brian Gartshore, visibilmente commosso, ha viaggiato da Leicestershire per essere nel box giocatori sugli spalti ed esultare per il match della nipote vinto ieri. L’impatto della famiglia, e soprattutto dei nonni, è stato fortissimo nella formazione di Boutler. Basti pensare che sua nonna era una campionessa regionale di tennis, e viveva vicino al club di tennis dove Katie ha colpito le sue prime palline da bambina; mentre il nonno – un inventore che ha inventato il cartellino dei negozi antifurto – è un punto di riferimento per lei. “È letteralmente il mio idolo, qualcuno che ammiro” ha spiegato poi Boutler. “Ha installato le luci degli aeroporti di Gatwick e Heathrow, è un tipo dannatamente intelligente. E abbiamo delle conversazioni davvero fantastiche su cose che non hanno nulla a che fare col tennis. È una piccola opportunità di distrazione”.

A contribuire a rendere serena l’atmosfera attorno alla n.118 del mondo c’è anche il suo fidanzato Alex de Minaur, anche lui tennista che ieri ha battuto sul campo 1 il britannico Jack Draper dopo un match palpitante. Tutta questa serenità sta spingendo la 25enne Katie Boulter avanti nel torneo, e anche le imprese di certe sue connazionali fungono da sprone. “Quello che ha fatto [Raducanu] è stato sorprendente. È scesa in campo, ha sorpreso tutti e ha giocato a tennis senza paura. Questa è la cosa così impressionante. Spero di poter andare là fuori e fare lo stesso. Mi piacerebbe fare quello che ha fatto lei. Non si sa mai, un giorno potrebbe succedere”. Il prossimo avversario di Boulter sabato sarà Harmony Tan, la francese che ha sconfitto la sette volte campionessa Serena Williams al primo turno.

 

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La coppia Monfils-Svitolina aspetta una bambina. Anche Konta incinta

I due tennisti Gael Monfils e Elina Svitolina annunciano via social la lieta notizia. La settimana scorsa era stato il turno di Johanna Konta

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Gael Monfils e Elina Svitolina (foto Twitter @Gael_Monfils)

Mentre gli Internazionali BNL d’Italia giungono all’appuntamento conclusivo di questa edizione con due finali non troppo incerte, il mondo del tennis extra-campo si ravviva con la notizia divulgata via social dalla coppia composta da Elina Svitolina e Gael Monfils. I due infatti hanno annunciato di aspettare una bambina, il cui parto è previsto per ottobre. “Con il cuore pieno di amore e felicità, siamo lieti di annunciare che aspettiamo una bambina ad ottobre” queste le parole con le quali si sono espressi sia l’ucraina sia il francese, il quale è alle prese con un anno ricco di novità anche per quanto riguarda il piano professionale, visto il passaggio ad Artengo, il brand di Decathlon, per quanto riguarda la racchetta.

L’ultimo match disputato da Svitolina è il primo turno di Miami del 24 marzo perso al tiebreak del terzo set da Heather Watson, mentre la sua ultima vittoria risale al 4 marzo a Monterrey contro la bulgara Tomova. Attualmente n.27 del mondo, non rivedremo la 27enne Elina in campo per un po’.

Risale alla settimana scorsa invece – per la precisione al 9 maggio – la notizia simile diffusa da Johanna Konta. “Sono impegnata a cuocere il mio piccolo muffin in questo momento”, aveva scherzato la britannica sui social, sposatasi a dicembre 2021 poco dopo il ritiro dal tennis professionistico a 30 anni.

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Come Barty solo Henin: le reazioni dei colleghi. E n.1 chi diventa?

Barty seconda regina del tennis femminile ad abdicare. Chiude con lo Slam di casa come Sampras, si ritira ad un anno da Borg

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Ashleigh Barty - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)

Stamani, 23 marzo 2022, il tennis si è svegliato con un colpo al cuore. Un fulmine a ciel sereno che si è abbattuto contro il mondo della racchetta, una data che sicuramente non dimenticheremo. La numero 1 del mondo, nonché campionessa Slam per tre volte, Ashleigh Barty ha annunciato ufficialmente il suo ritiro dal tennis professionistico; affermando di aver dato tutto e di essere pronta ad inseguire nuovi sogni. Una notizia shock, Ash infatti è solo la seconda regina del tennis femminile su 27 che, sedendo sul trono WTA, annuncia la propria decisione di porre fine all’attività agonistica a stagione in corso.

COME LEI SOLO HENIN – L’unico precedente si è avuto nel maggio 2008, quando l’allora n.1 del mondo Justine Henin annunciò la fine della propria carriera – salvo poi cambiare idea e comunicare il 22 settembre 2009 il ritorno alle competizioni a 27 anni – e seppur anche in quel caso lo scalpore fu tanto, Justine aveva avuto un pessimo avvio di stagione perdendo malamente all’Open d’Australia con Maria Sharapova. Dunque il ritiro della belga arrivò a termine di un periodo difficile, differentemente dalla tennista australiana che ha iniziato invece la nuova stagione con una striscia di 11 vittorie e 0 sconfitte mettendo in bacheca tre titoli, (trionfo in singolare e in doppio al torneo di Adelaide) compreso il primo Major dell’anno. Effettivamente, però la belga non riuscì più a rientrare nel circuito ad alti livelli a causa di un infortunio al gomito, annunciando il suo ritiro definitivo nel gennaio 2011. Ricordiamo, inoltre che Barty aveva deciso di non prendere parte al Sunshine Double; motivando tale scelta con il fatto di non aver recuperato pienamente dalle fatiche di Melbourne, che gli erano valse il suo terzo titolo Slam.

IL PRIMO RITIRO, COME JORDAN – Probabilmente, invece questo periodo di pausa tra Melbourne e Indian Wells è stato propedeutico per maturare la decisione finale di appendere la racchetta al chiodo. In realtà però se analizziamo nel dettaglio la carriera della 25enne di Ipswich ci si accorge che questa presa di coscienza fulminea e ai più inimmaginabile fino a qualche ora fa, non è proprio discostante dal personaggio, anzi; l’australiana si era già presa una pausa dall’attività agonistica nel settembre del 2014 quando si ritirò una prima volta per cercare d’intraprendere la carriera professionistica come giocatrice di cricket. Ma due anni più tardi ritornò sui suoi passi, riallacciando i legami con il suo primo grande amore sportivo. In un certo senso ci sono molte similitudini con quello che accadde al leggendario Michael Jordan, il quale dopo il primo three-peat (tre titoli NBA consecutivi: 1991, 1992, 1993) con i Chicago Bulls, annunciò il ritiro nel 1993 per cercare fortuna nella Major League baseball; per poi successivamente rientrare in NBA nel 1995.

 

AL SUO POSTO? – Il 2021 e l’inizio del 2022 erano stati a tratti dominati dalla talentuosa tennista australiana, e la sua permanenza in cima al ranking – escluse le settimane di congelamento della classifica a causa della pandemia – si è esteso a 112 settimane consecutive che la portano al quinto posto della striscia più lunga della storia dopo Steffi Graf e Serena Williams a 186 settimane, Martina Navratilova a 156, e Chris Evert a 113. Nel conteggio totale invece è al settimo posto con 119. Nel precedente datato 2008, Henin chiese di rimuovere il suo nome dal ranking e se Barty dovesse fare altrettanto ci sarà gran battaglia alle sue spalle per accaparrarsi la prima posizione mondiale. Al momento in testa a questa corsa c’è Iga Swiatek, circa 700 punti davanti alla ceca Krajcikova, e con l’andare avanti della stagione potranno trovare spazio anche Badosa, Sabalenka e Kontaveit. Tutte tenniste che non hanno mai ricoperto questo ruolo. In ogni caso si potrebbe avere una nuova leader già dopo Miami.

PRECEDENTI ILLUSTRI – A livello di gioco invece quello della 25enne sarà una perdita di proporzioni incolmabili. Il suo tennis sopraffino, paragonabile per tecnica a quello di Ons Jabeur incantava gli occhi degli appassionati, e abbinare al suo tocco delicato un servizio e un gioco da fondo così potente ed efficace la rendeva unica e speciale. Sfumano dunque tutti i sogni di possibili rivalità con tenniste dallo stile complementare al suo come Osaka e soprattutto Swiatek. Barty chiude la carriera trionfando nello Slam di casa come accadde a Pete Sampras nel 2002, ma per trovare un altro ritiro altrettanto sconvolgente si deve tornare indietro a quello di Bjorn Borg che lasciò il tennis un anno più anziano di Barty. Ovviamente lo svedese all’epoca era un’icona mondiale molto di più di quanto non lo sia ora Barty, ma il vuoto a livello tennistico che hanno lasciato entrambi è paragonabile.

LE REAZIONI DEI COLLEGHI – Ovviamente, questa notizia ha scosso i cuori di tutti gli appassionati e gli addetti aI lavori del mondo del tennis. Numerose sono state le reazioni al ritiro di Barty, soprattutto tra le giocatrici ma non solo.  Fra le testimonianze che hanno pullulato Twitter dall’alba, ci sono state quelle di altre campionesse dei Major; come Simona Halep che ha ricordato il rapporto speciale che la lega ad Ash: “ Ash, cosa posso dire, sai che ho le lacrime giusto? Amica mia, mi mancherai in tour. Eri diversa e speciale, abbiamo condiviso alcuni momenti incredibili. Qual è il tuo prossimo passo? Campione del Grande Slam nel golf? Sii felice e goditi la vita al massimo, tua Simona.”– o come Petra Kvitova, che invece è sembrata non aver ancora realizzato; ma ciò nonostante ha sottolineato le incredibili peculiarità di un personaggio unico nel tennis: “Ash, non ho parole… in realtà stai mostrando la tua vera classe lasciando il tennis in questo modo bellissimo. Sono così felice di aver potuto condividere il campo con te .. il tennis non sarà mai più lo stesso senza di te! Ti ammiro come giocatrice e come persona.. ti auguro solo il meglio!”. Come detto non solo tennisti, ma anche dirigenti; dalle dichiarazioni del CEO della WTA Steve Simon: “Auguriamo ad Ash solo il meglio e sappiamo che continuerà a essere una straordinaria ambasciatrice per il tennis, mentre inizierà un nuovo capitolo della sua vita. Ci mancherà”– fino alle parole del CEO di Tennis Australia e direttore degli Australian Open; Craig Tiley: “Congratulazioni Ash per la tua brillante carriera. Sei stata un modello incredibile, sia in campo che fuori e la comunità del tennis, specialmente in Australia sentirà molto la tua mancanza. Goditi il tuo ritiro dal professionismo ed il prossimo capitolo della tua vita. Non vediamo l’ora di supportarti in qualsiasi cosa tu scelga di fare”.

Nonostante il periodo complicato che sta vivendo, non ha voluto far mancare la sua voce anche Elina Svitolina: “Nient’altro che RISPETTO per te!!! Ti auguro il meglio per quello che verrà dopo e congratulazioni per la tua illustre carriera”. Infine concludiamo con il commento di Andy Murray, molto più laconico, ma altrettanto pieno di significato: “Felice per Ash Barty, distrutto per il tennis, che giocatrice”. Lo scozzese ci è già passato; con la differenza che il suo ritiro non è stata una scelta consenziente ma forzata dai problemi all’anca, tanto è vero che grazie alla sue tenacia è riuscito a rientrare nel tour.

Ma Ashleigh sembra aver preso questa decisione, con molta consapevolezza e serenità d’animo. Si vede che questa scelta la rende felice. E allora noi non possiamo solo che augurarle il meglio per i prossimi sogni che ha intenzione di raggiungere. Poi chissà, se mai dovesse ripensarci noi saremmo pronti a riaccoglierla a braccia aperte, e intanto ci gustiamo a ripetizione il suo ultimo punto giocato.

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