Mondo Challenger: Montanes batte Starace a Cordenons, Kovalik vince in Germania

ATP

Mondo Challenger: Montanes batte Starace a Cordenons, Kovalik vince in Germania

Pubblicato

il

TENNIS – Potito Starace raggiunge la finale sia in singolare che in doppio ma Albert Montanes gli nega la doppia gioia. A Meerbusch trionfa la wild-card Kovalik, che compie un balzo di più di cento posizioni nel ranking.

 

Internazionali di Tennis del Friuli Venezia Giulia

 

Cordenons, Italia

11-17 August 2014 – Red Clay $42,500

Doppia finale per Potito Starace all’undicesima edizione del “FriulAdria Credit Agricole Tennis Cup”, ma purtroppo per lui, soddisfazione solo a metà: se infatti, in coppia con Adrian Ungur, è riuscito a conquistare il torneo di doppio battendo in finale la coppia n.1 del main draw, formata dai cechi Cermak e Dlouhy, nella finale del singolare si è dovuto arrendere ad Albert Montanes, quinta testa di serie, all’ottavo acuto challenger in carriera.

Lo spagnolo, ex n.22 del ranking Atp, ha battuto con un secco 6-2 6-4 il tennista campano, che può comunque ritenersi soddisfatto per l’ottima settimana in quel di Cordenons, dal momento che proprio nella località friulana ha centrato il risultato più importante della sua stagione, riuscendo ad avere la meglio anche su avversari piuttosto quotati, come Filippo Volandri e Paolo Lorenzi: il n.1 del seeding, infatti, è stato battuto da Starace in semifinale al termine di un match molto intenso, che ha visto il tennista toscano avanti anche di un set e di un break.

Albert Montanes, terzo spagnolo a trionfare a Cordenons in quattro anni dopo i successi di Daniel Munoz-de la Nava nel 2011 e di Pablo Carreno Busta lo scorso anno, ha altresì incrociato diversi ostacoli difficili sul suo cammino verso la vittoria: oltre ad aver eliminato Filippo Baldi (wc) e il qualificato croato Franko Skugor, il 33enne di Sant Carles de la Rapita ha eliminato il sempre ostico Antonio Veic, finalista la scorsa settimana in quel di San Marino, ed in semifinale la testa di serie n.2, il connazionale Gimeno-Traver, sconfitto in tre set.

Continua ad essere priva di risultati esaltanti la stagione dell’ex n.1 d’Italia Filippo Volandri, che quest’anno è riuscito in una sola occasione (al Challengher di Roma) a centrare le semifinali in un torneo: in Friuli è stato battuto nei quarti da Starace, ritirandosi però sul 6-4 4-2 ad incontro oramai compromesso; sia lui che Paolo Lorenzi potranno però consolarsi per aver raggiunto il terzo gradino del podio nella graduatoria riservata ai tennisti più vincenti di sempre a livello challenger: i nostri azzurri sono appaiati a 283 vittorie, dietro solo a Yen-Hsun Lu (295 vittorie) e all’inarrivabile Ruben Ramirez-Hidalgo, a quota 357 partite vinte. In questa speciale graduatoria, è stato superato proprio questa settimana Alessio di Mauro, che ha annunciato il suo ritiro ufficiale dopo aver disputato il challenger di San Marino,  quinto con 282 centri.

Grazie ai quarti raggiunti in Friuli, il croato Franko Skugor recupera ben 246 posti nel ranking, riavvicinandosi ai Top600, mentre il nostro Adelchi Virgili, essendosi qualificato, recupera altri 83 posizioni in classifica (n.843). Best ranking per lo svedese Elias Ymer (classe ’96) , che sale sino al n.244 del ranking Atp.

 QFs

(1)P.LORENZI (Ita) d. E.YMER (Swe) 6-2 7-5

(7)P.STARACE (Ita) d. (4) F.VOLANDRI (Ita) 6-4 4-2 ret’d

(5)A.MONTANES (Esp) d. (Q) F.SKUGOR (Cro) 7-5 6-2

(2)D.GIMENO-TRAVER (Esp) d. G.RUFIN (Fra) 6-1 2-6 7-5

SFs

(7)P.STARACE (Ita) d.  (1) P.LORENZI (Ita) 5-7 7-5 6-4

(5)A.MONTANES (Esp) d. (2)D.GIMENO-TRAVER (Esp) 6-7(4) 7-5 6-2

Final

(5)A.MONTANES (Esp) d. (7)P.STARACE (Ita) 6-2 6-4

 

 

Maserati Challengher by Landsknecht 2014 

Meerbusch, Germany

11-17 August 2014 – Red Clay $35,000

In Germania accade ciò che non ti aspetti, e cioè che una wild card, con una classifica da n.340 del mondo, che in carriera ha raggiunto a malapena una semifinale su 23 partecipazioni nel circuito, vinca tra lo stupore generale un challenger a cui hanno preso parte diversi tennisti tra i Top150 del mondo.

È la favola di Jozef Kovalik, classe ’92, che gioca la miglior settimana della sua carriera aggiudicandosi il Maserati Challenger di Meerbusch;  lo slovacco, che grazie a questa affermazione ha guadagnato 105 posizioni nel ranking (oggi è n.235) arrivando molto vicino ad eguagliare il suo best ranking di n.230 del mondo, ha sconfitto in finale la testa di serie n.2 del main draw, Andrey Kuznetsov, con il punteggio di 6-1 6-4 in meno di un’ora di partita, diventando il secondo tennista quest’anno a vincere una prova challenger pur non essendo testa di serie, proprio pochi mesi dopo l’incredibile affermazione di Alexander Zverev in quel di Braunschweig.

“Voglio ringraziare il direttore del torneo Marc Raffel e Detlef Irmler per avermi concesso una wild card per questo torneo- ha commentato a caldo KovalicÈ stato un match duro per me, ho avuto un grande avversario: sembra facile, ma non lo è stato. Il prossimo anno voglio tornare a Meerbusch”.

Un solo set è quanto lasciato durante il percorso da Kovalic, che ha rischiato grosso nel match di secondo turno contro la testa di serie n.7 del torneo, Radu Albot, prima di battere senza particolari patemi Bachinger, Lamasine e, per l’appunto, Kuznetsov.

Il main draw di Meerbusch era guidato dall’ex Top40 Albert Ramos-Vinolas, battuto all’esordio da Matthias Bachinger, e dal finalista Kuznetsov, che nel match di primo turno ha eliminato il detentore del titolo, Jan Hajek (che perde questa settimana ben 115 posti nel ranking, scendendo al n.356), per poi superare il qualificato francese Lokoli, il belga De Greef e, in semifinale, il tedesco Peter Torebko.

Male anche il n.4 del seeding, l’olandese Jesse Huta Galung , che in virtù della finale non confermata del 2013, perde 41 posti nel ranking, uscendo così dalla Top200.

Ottima semifinale per il giovane francese Tristan Lamasine, che questa settimana agguanta il best ranking (n.259) scalando ben 30 posizioni, mentre sale a ridosso dei Top200 anche il cileno Hans Podlipnik-Castillo( 8), battuto ai quarti da Torebko.

QFs

(WC)J.KOVALIK (Svk) d. M.BACHINGER (Ger) 6-3 6-1

T.LAMASINE (Fra) d. (3) A.HAIDER-MAURER (Aut) 5-7 7-6(5) 7-6(9)

P.TOREBKO (Ger) d. (8) H.PODLIPNIK- CASTILLO (Chi) 6-3 6-4

(2) A.KUZNETSOV (Rus) d. A. DE GREEF (Bel) 7-6(4) 4-6 6-2

SFs

(WC)J.KOVALIK (Svk) d. T.LAMASINE (Fra) 7-5 6-2

(2)A.KUZNETSOV (Rus) d. P.TOREBKO (Ger) 6-4 6-3

Final

(WC)J.KOVALIK (Svk) d. (2)A.KUZNETSOV (Rus) 6-1 6-4

Continua a leggere
Commenti

ATP

ATP Vienna: Berrettini avanza, le Finals sono una certezza

Ordinaria giornata di lavoro all’Erste Open per Matteo: Popyrin dà battaglia per un set

Pubblicato

il

Matteo Berrettini - Vienna 2021 (Foto Felice Calabro’)
[3]M. Berrettini b [Q]A. Popyrin 7-6(3) 6-3

Se Sinner dovrebbe offrire una cena di pesce a Hurkacz, certo Berrettini almeno un caffettino lo potrebbe proporre allo scozzese, visto che oggi Matteo si è guadagnato la matematica certezza di staccare il biglietto per le Nitto ATP Finals, unico italiano della storia a fare il bis. Ma lasciando da parte la matematica che tanto ci appassionerà nelle prossime due/tre settimane andiamo a vedere cos’è successo in campo. Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, l’uomo con la pistola è un uomo morto. Una massima che in pratica si applica in tutti quei casi in cui due giocatori molto simili si incontrano allora 9 volte su 10 quello un po’ migliore tende a vincere. Certo, nei casi in cui coincidono la giornata ottima e la giornata mediocre, ma non è stato questo il caso e Berrettini ha portato a casa il match. 

Popyrin nel 2019 agli US Open aveva dato filo da torcere all’italiano prima di cedere in quarto set. Stasera, facendo le dovute proporzioni è successa un po’ la stessa cosa; il primo set si è mantenuto sui binari dell’equilibrio con Berrettini che ha fatto ampiamente il suo dovere sia sulla prima che sulla seconda, mentre l’Australiano, pur concedendo qualcosina in più della seconda, ha sbarrato la strada egregiamente con la prima. Insomma in una partita dominata dai servizi (come si vede anche dai dati) ha portato inevitabilmente il primo set al tie break. 

Un tie break nel quale entrambi i giocatori hanno accusato segni di nervosismo, con ben 4 minibreak nei primi 7 punti. Poi però Matteo ha ripreso il comando delle operazioni con l’uso intelligente di alcune palle sui piedi di Popyrin (molto intelligente l’uso dello slice lungolinea da parte del romano in alcune occasioni). In generale proprio la capacità di manovrare quando lo scambio si avviava e le combinazioni servizio e dritto non riuscivano a uccidere lo scambio è emersa con chiarezza la superiorità di Berrettini, come emerge dalle statistiche.

 

Il secondo set comincia così sulla falsariga del primo, con un Popyrin che perde un po’ di intensità al servizio, con Berrettini che arrivava più minacciosamente a palla break nel quarto game, nel quale però l’australiano riusciva in qualche modo a salvarsi. La sentenza era però nell’aria e veniva rimandata solo di un turno di servizio, chiuso da Matteo con sicurezza. Emblematico il punto che ha concesso il break a Berrettini, che grazie ad una velenosa risposta bloccata che finiva bassa sui piedi di Popyrin portava quest’ultimo all’errore e a consegnarsi ad una sconfitta in due set; sconfitta onorevole ma tutto sommato netta se consideriamo che l’avversario di Matteo non è riuscito in tutta la partita ad arrivare nemmeno a palla break. Nell’intervista post partita il tennista romano ha poi parlato ad ampio raggio, soprattutto in chiave Finals: 

Sono ovviamente contento e molto orgoglioso di essere il primo italiano ad arrivare per due volte alle Finals e a raggiungere questo risultato… Rispetto al 2019 ho un livello di consapevolezza diverso: allora era stata un risultato completamente inatteso ed è stata un’esperienza fantastica poter aver preso parte a quell’evento; oggi la situazione è diversa: ho raggiunto maggior maturità e consapevolezza dei miei mezzi e sono convinto di poter far parte dell’elite del tennis…Rispetto a quello che erano i miei obiettivi e le mie aspettative, devo dire che anche in considerazione di quanto si stato complicato il 2020 – sia sotto il profilo agonistico che sotto il profilo personale – non mi aspettavo di riuscire a tagliare il traguardo delle Finals con tanto anticipo e con questo margine: pensavo fosse un obiettivo raggiungibile ma il come è andato oltre le aspettative…Essere a Torino sarà una grande festa, con le Finals organizzate in Italia e un italiano a rappresentare il nostro paese nella crema del tennis mondiale…rispetto alle mie condizioni fisiche al momento mi sento bene; giocare indoor è sempre una cosa particolare, giocare aiuta a trovare il feeling giusto, per cui ascolterò il mio corpo e se non ci saranno problemi confermerò la mia schedule per la fine anno che prevede appunto Vienna, Bercy, le Finals e la Davis”.

Continua a leggere

ATP

ATP San Pietroburgo, passano Bublik e Korda

Giornata di riscaldamento in Russia, in attesa di Rublev, Shapovalov, RBA e Aslan

Pubblicato

il

Sebastian Korda – ATP 250 Delray Beach 2020 (foto via Twitter @DelrayBeachOpen)

Un classico lunedì tranquillo al St. Petersburg Open, con tre soli incontri di singolare del tabellone principale. Sebastian Korda viene impegnato più del previsto da Nino Serdarusic, wild card croata che cede in due set molto tirati, con un solo break in tutto il match. Il primo parziale si decide al tie-break, con Korda che prende subito il largo aiutato dall’imprecisione del n. 248 ATP e mette a referto il 7-2. Nel secondo set, sul 5 pari, un paio di ottime risposte su altrettante seconde di Serdarusic e due gratuiti consentono a Korda di chiudere con la battuta. “Penso che lui abbia assolutamente giocato a un livello molto superiore alla sua classifica” spiega il classe 2000 di Bradenton. “Entrambi abbiamo servito molto bene, con tante prime in campo”. Tre su quattro, infatti, con percentuali di trasformazione più alte per Sebi, ma di tutto rispetto anche quelle di Nino che ha annullato 6 palle break delle 7 concesse. Non è invece mai riuscito a rendersi pericoloso in risposta e avrebbe forse dovuto provare a cambiare la posizione in ribattuta, sempre molto vicina al campo sulla prima statunitense e raramente aggressiva sulla seconda, contrariamente a quanto proposto da Korda, che ora affronterà il vincente fra van de Zandschulp e Nishioka, un duello tra qualificati.

Prima di loro, Jan-Lennard Struff ha fatto suo in due set il confronto inedito con James Duckworth, il ventinovenne di Sydney tormentato da mille infortuni che ha iniziato la stagione fuori dai primi 100 e ora è un solo passo dal varcare per la prima volta la soglia della top 50. Nell’occasione, ha faticato eccessivamente sulla propria seconda e non è riuscito a prendersi il primo parziale pur servendo sul 5-3 anche per merito della reazione tedesca. Struff si scatena anche nel tie-break per poi incamerare 6-3 la seconda partita in virtù dello strappo in un quarto gioco da ventisei punti. Al secondo turno troverà Alexander Bublik che senza alcun problema apparente supera Evgenii Tiurnev con un break per set in poco più di un’ora. Il numero 304, wild card alla seconda apparizione nel Tour, è in realtà coetaneo e concittadino del naturalizzato kazako nativo però di Gatchina, in Russia, e il bell’abbraccio sorridente fra i due a fine match fa intuire che qualcosa li lega: “Non ci volevo giocare” dirà infatti Bublik. “Siamo cresciuti insieme, è stato un incontro difficile e molto emotivo”.

Risultati:

 

J-L. Struff b. J. Duckworth 7-6(3) 6-3
[8] S. Korda b. [WC] N. Serdarusic 7-6(2) 7-5
[7] A. Bublik b. [WC] E. Tiurnev 6-3 6-4

Continua a leggere

ATP

Jannik Sinner vince ad Anversa il quarto titolo dell’anno: best ranking e Torino più vicina

Ancora una prestazione impeccabile dell’azzurro che regola Schwartzman con un doppio 6-2

Pubblicato

il

Jannik Sinner - Anversa 2021 BELGA PHOTO KRISTOF VAN ACCOM

[1] J. Sinner b. [2] D. Schwartzman 6-2 6-2

Con un’altra prestazione maiuscola, Jannik Sinner mette le mani sul trofeo di Anversa regolando Diego Schwartzman con lo stesso doppio 6-2 con cui si era imposto sabato contro Harris. Nell’ora e un quarto di gioco, il pur rapidissimo e solido argentino è stato travolto dal ritmo imposto agli scambi da un Sinner dominante su entrambe le diagonali e incontenibile nelle accelerazioni in parallelo; molto bene anche al servizio nonostante l’usuale non altissima percentuale di prime, ma dalle quali ha ricavato 21 punti su 23, piantando anche otto ace.

L’occhio va subito alla classifica, con quel numero 11, a soli 55 punti dalla top ten, che è anche best ranking. E, altrettanto importante, è il passo avanti nella Race, con il sorpasso su Norrie che vale il nono posto (non contando Nadal, fermo per il resto della stagione), a 110 punti Hurkacz. Dopo il bis a Sofia, avevamo accennato alla possibilità ancora aperta di diventare il primo azzurro a vantare quattro titoli in una stagione. Non sappiamo se Jannik si sia distrattamente soffermato a pensare “possibilità?” con la giusta e necessaria dose di presunzione, ma di sicuro il nostro non se l’è fatta sfuggire.

 

IL MATCH – Entrambi arrivano in finale senza aver ceduto alcun set, con el Peque che in semifinale ha fatto valere il peso dell’esperienza su un Brooksby peraltro al sesto incontro della settimana, mentre Sinner ha impressionato tenendo a bada il servizio di Lloyd Harris. Avversario ovviamente ben diverso da Harris, Schwartzman inizia tenendo la battuta, subito imitato da Sinner. Diagonale sinistra proposta dall’uno e volentieri accettata dall’altro, entrambi vogliono mettere in campo il loro miglior ritmo prendendosi l’opportuno margine di sicurezza per valutare se sia sufficiente a prevalere. L’azzurro tira più forte e sta più vicino al campo, quindi il ventinovenne di Buenos Aires può solo confidare negli errori del nostro – errori gratuiti, perché, costretto troppo lontano, ha poche chance di forzarli. Hanno invece il passaporto argentino i due brutti dritti che, seguiti da un paio di gran punti in accelerazione di Sinner, valgono il sorpasso già al terzo game, subito consolidato da un turno di servizio autoritario contro quello in vetta alla classifica dei migliori ribattitori delle ultime 52 settimane.

L’angolo della telecamera principale non rende giustizia alle traiettorie dell’azzurro che mette in mostra anche esiziali dritti stretti che aprono in campo quanto e più del rovescio sull’altro lato. Dopo un altro break che vale il 4-1, sembra esserci esserci un attimo di rilassamento, ma Jannik non ha intenzione di concedere nulla e da sinistra salva le due opportunità argentine di accorciare. Diego rimane aggrappato ai punti come un mastino, annulla due set point al settimo gioco e tenta di opporsi al 40-0 di quello successivo prima di capitolare alla quinta opportunità.

Sinner non si siede sugli allori del quarto 6-2 consecutivo inflitto agli avversari e parte fortissimo anche nel secondo parziale scatenando il rovescio lungolinea che, insieme al dritto micidiale, spiana la strada all’immediato vantaggio. Schwartzman può solo cercare di rimanere in scia, non perdere troppo campo e tenere la testa fuori dall’acqua in attesa di un calo dell’avversario che, viceversa, non accenna a lasciare la presa. Anzi, prosegue sullo stesso ritmo forsennato e ogni piccolo errore di Diego diventa pesante come un macigno nell’economia del punteggio. Inevitabile un altro break e un altro 6-2 per il nostro giovanissimo alfiere che alza il quinto trofeo ATP in carriera su sei finali disputate. Per quanto riguarda invece i rimpianti per quella persa a Miami, in attesa della conclusione della Corsa a Torino, di certo si affievoliranno sempre più fino a svanire di fronte a questo livello di tennis.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement