Coppa Davis: Tsonga porta la Francia sul 2-0, Gasquet batte Berdych

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Coppa Davis: Tsonga porta la Francia sul 2-0, Gasquet batte Berdych

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TENNIS COPPA DAVIS – A Parigi, nella sfida fra Francia e Repubblica Ceca, Richard Gasquet batte in tre set Tomas Berdych e porta i transalpini sull’uno a zero. Tsonga porta la Francia sul 2-0 con la vittoria in tre set su Lukas Rosol

Dal nostro inviato a Parigi, Davide Zirone

Richard Gasquet, preferito a Monfils ha sconfitto un opaco Berdych in tre set 6-3 6-2 6-3. Ora tocca a Tsonga contro Rosol. La seconda semifinale di Coppa Davis vede impegnate Francia e Repubblica Ceca. I francesi, che non alzano l’insalatiera dal 2001 (vittoria contro l’Australia 3-2) hanno il duro compito di superare i campioni in carica, rappresentati dai soliti Berdych, Rosol e i “doppisti” Stepanek/Vesely, ma giocano in casa, sullo Chatrier, campo che non ha mai portato troppa fortuna ai giocatori di casa durante il French Open. Riuscirà il pubblico (di parte) a invertire la tendenza?! Oltralpe ha fatto molto discutere la scelta del capitano Arnaud Clément di schierare Gasguet nel singolare, al posto di Gaël Monfils, che giocherà il doppio con Benneteau.

Si inizia quindi con Richard contro il numero 6 del mondo, Tomas Berdych. Ho avuto la fortuna di assistere alle ultime 5 edizioni del Roland Garros ed un centrale così non l’avevo mai visto. Tante cose sono diverse, dagli sponsor ai lati, allo staff, ai giornalisti – decisamente meno numerosi rispetto al French Open e quasi tutti francesi – ma una su tutte colpisce: il tifo da stadio! Sono poco più di un centinaio i tifosi cechi in trasferta, peraltro tutti seduti vicino alla tribuna stampa ma con trombe, tamburi e bandiere riescono quasi, e dico quasi, a farsi sentire più di tutto il resto dello stadio. Anche il colpo d’occhio entrando sullo Chatrier è impressionante: tutte le tribune blu e bianche – anche perché le due bandiere hanno gli stessi colori – e persino il presidente della FFT, Gachassin, indossa una sciarpa tricolore. Fra gli “Allez les Bleus!” inizia una promettentissima semifinale di Davis.

 

Non è facile stabilire dove cominciano i meriti di Gasquet e dove finiscono i demeriti di Berdych nella prima frazione di gioco, ma il francese riesce a strappare il servizio presto, sul 2-1. Il ceco si è salvato più di una volta grazie al servizio, ma i falli commessi soprattuto con il rovescio, gli hanno fatto perdere la prima manche sul punteggio di 6-3. Nel secondo set Berdych tarda ancora ad entrare in partita e Gasquet ne approfitta conquistando subito due break che valgono il 3-0. Il ceco reagisce poco dopo strappando per la prima volta il servizio avversario ma finisce per perdere anche il secondo set 6-2, con l’ennesimo diritto che finisce a rete. Nel terzo parziale Il ceco cerca la concentrazione necessaria andando al bagno prima di iniziare al servizio. Ma la pausa non sortisce gli effetti sperati: infatti al terzo gioco Richard prende l’ennesimo break e lo tiene fino al 5-3, quando il ceco regala ancora una volta il servizio, con un doppio fallo, e al secondo matchpoint consegna il primo punto alla Francia. Lo stadio esplode, e anche i cechi applaudono, mentre Gasquet si inchina sulla terra rossa del centrale. Forse adesso è il caso che qualcun’altro si inchini dinanzi a lui?! Intanto, aspettando Tsonga, dagli spalti intonano la Marseillaise…

Mentre la maggior parte degli spettatori andava a pranzare, Tsonga e Rosol facevano il loro ingresso in campo. Dopo il primo game vinto al servizio dal francese, la partita viene interrotta per qualche secondo a causa di un problema – più o meno involontario – con l’impianto audio del centrale: mentre Rosol è pronto a servire, dalle casse viene diffusa musica house e solo al terzo richiamo dell’arbitro ritorna il silenzio in campo. In effetti raramente lo Chatrier ha diritto alla musica, avviene solo durante il Kids Day al Roland Garros, quando l’habitué Dj Bob Sinclar mixa dagli spalti, mentre alcuni tennisti si esibiscono.

Gli spettatori tornano giusto in tempo per assistere alle prime tre palle break dell’incontro, in favore di Lukas Rosol. Con l’aiuto del pubblico e… del servizio, Tsonga si salva e da 0-40 vince il game, salendo 3-2. Il break arriva qualche istante dopo, in favore della Francia con un dritto lungo di Rosol sulla seconda palla break. Tsonga conferma e sale 5-2. Mentre il pubblico balla al ritmo del tormentone “Summer” di Calvin Harris che ancora una volta sfora nonostante il “time” annunciato dall’arbitro. Dopo la pausa, Rosol perde nuovamente il servizio concedendo il primo set 6-2. Lo Chatrier è stato spogliato di tutti i simboli che rimandano allo Slam parigino, sono solo un paio gli sponsor comuni con la Davis. Fra i tabelloni vicino all’ingresso del campo, compare addirittura quello dell’associazione Jérôme Golmard, impegnata nella lotta contro la SLA. Strano vedere questo tipo di sponsor accanto a così tante multinazionali e grandi istituzioni.

Dopo un paio di ore di gioco, questa semifinale di Davis sembra aver già preso una piega ben precisa, la pensano probabilmente così anche gli ultrà francesi che ormai non srotolano più la maxi bandiera giù dagli spalti, perché la France ne souffre point. Rosol tiene finalmente servizio, non senza fatica, dopo aver perso consecutivamente i 5 giochi precedenti. Il ceco si salva con la prima di servizio, mentre Tsonga tiene in battuta senza problemi e si arriva così al 3-2. Dopo la solita trafila post-match, doccia, interviste ecc. Gasquet prende posto in tribuna fra gli “Allez Richard!” del pubblico. E poco dopo Jo conquista due break, il primo con una grande risposta sul servizio e il secondo sull’ennesimo errore dell’avversario, conquistando il set 6-2. Con la partita ormai in pugno, si improvvisa una ola mentre la bandiera francese passa di mano in mano sugli spalti. Per la Marseillaise c’è ancora tempo, intanto si adattano anche le note dll’inno del Paris Saint-Germain per scandire il nome di Tsonga: il Parco dei Principi non è mai stato così vicino al Chatrier come oggi.

Solo sull’1-1 Tomas Berdych raggiunge il suo team in tribuna, sperando che porti la stessa fortuna di Gasquet. Ma nonostante un game tirato, è Tsonga ad imporsi. Al quarto gioco arriva il break in favore del francese con un potente lungolinea e parte il “Qui ne saute pas n’est pas français!”. Con il pubblico in piedi Tsonga chiude 6-3 il terzo set e regala il secondo pesantissimo punto alla Francia. E mentre i cechi lasciano in silenzio le tribune, partono i cori dei francesi. Basta uno sguardo e gli applausi di Tsonga per far scattare l’inno nazionale fra il silenzio generale. Giusto un assaggio di quello che ci aspetta ad Euro 2016…

Per quanto riguarda i campioni in carica, anche Rosol è apparso poco lucido. Curioso, come il ceco quest’anno abbia perso qui al Roland Garros proprio contro il compagno Vesely, che domani dovrebbe giocare il doppio con Stepanek. Tuttavia, vista li situazione, è probabile che il capitano Navratil, scelga la più affidabile coppia Stepanek-Berdych, molto dipenderà dallo stato di forma del numero 6 mondiale che oggi è parso poco lucido, anche per colpa del fuso orario newyorkese, come ammesso da lui stesso. Ormai serve un’impresa perché l’insalatiera sta ormai scivolando dalle mani dei cechi e il tris sembra davvero molto molto distante. Mentre la Francia spera finalmente di poter gioire in questo ostile stadio. Basterà intonare almeno un’altra volta “Allons enfants de la patrie…”.

Gasquet-BerdychTsonga-Rosol

 

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Coppa Davis 2020, il sorteggio: Italia con USA e Colombia

Gli azzurri nel Girone E con gli Stati Uniti e la Colombia. Serbia con Germania e Austria, Spagna con Russia ed Ecuador

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Madrid, Finali Coppa Davis 2019 (foto via Twitter, @DavisCupFinals)

Si è tenuta come da programma presso gli uffici ITF di Londra la cerimonia per il sorteggio dei gironi delle Finals di Madrid della Coppa Davis giunte alla loro seconda edizione dopo il cambio di format della manifestazione. La cerimonia, come ovvio che fosse, si è svolta in tono molto dimesso per la minaccia Coronavirus che oltre a destare preoccupazione per la salute di tutti noi a causato lo stop praticamente di tutto lo sport nel mondo (o quasi). Il presidente Haggerty ha infatti subito preso la parola e parlato del rinvio delle Finals di Fed Cup (che avrebbero dovuto svolgersi a Budapest la settimana dopo Pasqua) e dei relativi play-off. Mentre ha poi dichiarato (e probabilmente si è augurato) che per le Finals di Madrid non ci dovrebbero essere problemi (e ce lo auguriamo tutti).

La cerimonia ha visto come madrina e moderatrice Anabel Croft, ex tennista e giornalista di Eurosport che proprio in collaborazione con il presidente Haggerty ha poi avviato la cerimonia del sorteggio. Buone notizie per l’Italia, finita nel girone E in compagnia degli Stati Uniti, come l’anno scorso, e la Colombia, che rispetto al Canada dell’edizione 2019 rappresenta un avversario sicuramente più abbordabile seppur con un doppio di primissimo livello (Cabal/Farah, numeri 1 della speciale graduatoria).

Ma andiamo per ordine. La Spagna campione in carica e inserita nel gruppo A avrà come avversarie di nuovo la Russia e la grande sorpresa dell’Ecuador, autore di una qualificazione davvero storica e inaspettata. È chiaro che qui la lotta per il primato nel girone ci sarà tra i padroni di casa e la Russia come l’anno scorso. Nel gruppo B i vice campioni del Canada sono stati accoppiati con Kazakistan e Svezia. Se al completo i canadesi partono con i favori del pronostico, occhio però al solito Kazakistan dei miracoli in Davis con la stellina Bublik. La Svezia dei fratelli Ymer pare la vittima sacrificale.

Nel gruppo C la Francia, testa di serie nr.3 se la vedrà con la Gran Bretagna e la Repubblica Ceca. Sicuramente la Francia parte favorita ma occhio ai britannici che hanno un doppio di primo livello che nelle sfide 2 su 3 ha un peso specifico non indifferente. La Repubblica Ceca non è più lo squadrone di qualche anno fa, Vesely e Rosol sembrano non poter impensierire francesi e Gran Bretagna. Nel gruppo D la Croazia, campione 2018 e vera delusione della passata edizione, affronterà Australia e Ungheria. Testa a testa interessante tra croati e “aussie” con questi ultimi leggermente favoriti. Anche in questo caso la squadra di terza fascia pare avere poche possibilità di dire la sua.

Passiamo quindi al nostro raggruppamento. Gli Stati Uniti ci hanno battuto l’anno scorso 2-1 con il famoso doppio finito alle 4.05 di notte. Fish come capitano sta puntando sulle nuove leve, in primis Opelka, Fritz e Paul. I Bryan hanno giocato contro l’Uzbekistan e dovrebbe essere stato il loro addio alla manifestazione, cambieranno idea a novembre? Occhio anche a Jack Sock che sembra in ripresa e che potrebbe tornare tra i convocati. La Colombia come detto non dovrebbe rappresentare un ostacolo insormontabile, Galan e Giraldo sul veloce sono ampiamente (ad oggi)) alla portata dei nostri. Il doppio invece è davvero superlativo. Cabal e Farah hanno vinto a Wimbledon nel 2019 e sono davvero ostici. Insomma, dovremmo giocarci il passaggio del turno con gli USA, speriamo stavolta di riuscire a passare ai quarti, da questo punto di vista il sorteggio una piccola mano ce l’ha data.

Interessantissimo il girone F, come si dice in questi casi il veleno è nella coda. La Serbia di Novak Djokovic sfiderà la Germania (senza Zverev?) e l’Austria (con Thiem?). Ipotizzando le tre squadre al completo è tecnicamente il girone più valido, vedremo chi aderirà alla manifestazione. Certo la Serbia pare favorita, ma occhio anche alle altre due squadre.

Sorteggiato già anche il tabellone dai quarti in poi dove passano le vincenti di ogni girone più le due migliori seconde. La vincente del girone A e la vincente del girone B situate all’estremità del tabellone saranno sorteggiate con le due migliori seconde. La vincente del girone C affronterà invece quella del girone F e quella del girone D la vincente del girone E. Quindi ipotizzando di passare il turno l’avversario potrebbe essere o l’Australia o la Croazia (sulla carta). Ecco il dettaglio dei gironi e del tabellone.

Gruppo A
Spagna
Russia
Ecuador

Gruppo B
Canada
Kazakistan
Svezia

Gruppo C
Francia
Gran Bretagna
Repubblica Ceca

Gruppo D
Croazia
Australia
Ungheria

Gruppo E
USA
Italia
Colombia

 

Gruppo F
Serbia
Germania
Austria

Tabellone fase finale
W Gruppo A vs Migliore seconda 1 o 2
W Gruppo C vs W Gruppo F

W Gruppo E vs W Gruppo D
Migliore seconda 1 o 2 vs W Gruppo B

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Coppa Davis

Coppa Davis: l’Italia fa il suo, sorpresa Ecuador. Il ritorno di Austria e Svezia

Fognini & Co. superano la Corea del Sud. Passano secondo pronostico USA, Croazia, Germania e Australia. Si confermano Colombia e Kazakistan. Gran rimonta Ungheria, la Repubblica Ceca vince il derby con la Slovacchia

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Lorenzo Sonego, Fabio Fognini e Simone Bolelli - Italia-Corea del Sud, Coppa Davis 2020 (foto Felice Calabrò)

Il weekend di Coppa Davis che oramai secondo il nuovo format va in scena su due giorni (venerdì e sabato) ci ha lasciato in dote come al solito molte emozioni ma soprattutto le 12 squadre qualificate per le Finals di Londra che si vanno ad aggiungere alle 4 semifinaliste dell’anno scorso (Spagna, Canada, Gran Bretagna e Russia) e alle due nazionali omaggiate di wild card (Francia e Serbia). Eccovi di seguito la lista delle nazionali vincenti in questo week-end: Italia, Ungheria, Croazia, Australia, USA, Repubblica Ceca, Austria, Kazakistan, Germania, Colombia, Ecuador e Svezia. Per Ungheria, Repubblica Ceca, Austria e Svezia sarà la prima volta alle Finals, solo Germania e Australia tra le 12 qualificate avevano superato l’anno scorso la fase a gironi, venendo poi eliminate entrambe ai quarti.

Il sorteggio per la composizione dei 6 gruppi a 3 squadre che troveremo alle Finals di Madrid (23-29 novembre) avverrà nella sede dell’ITF a Londra giovedì 12 marzo alle ore 17 italiane. La Spagna, campione in carica, verrà automaticamente inserita come testa di serie nel gruppo A, il Canada vicecampione invece sarà inserito nel gruppo B. Le altre squadre verranno dotate di testa di serie seguendo il ranking per squadre nazionali che verrà pubblicato lunedì 9 marzo dall’ITF. Va da sé che le squadre classificate tra le prime quattto oltre Canada e Spagna saranno inserite con sorteggio nei gironi dal C al F, le seguenti sei saranno sorteggiate casualmente ognuna in uno dei singoli gironi e così via per le restanti sei con teste di serie più basse. Le perdenti di questo weekend saranno invece sorteggiate venerdì 13 marzo con le vincenti dei vari raggruppamenti zonali del World Group I per aggiudicarsi la possibilità di giocarsi le Qualificazioni alle Finals 2021.

Quale il bilancio di questo weekend di Coppa Davis? Come al solito tante emozioni, spettacolo e anche una buona partecipazione di pubblico, soprattutto nella seconda giornata ed è ovvio essendo il sabato festivo per la maggior parte del pubblico potenziale.

 

Come detto in precedenza ci stiamo abituando a questo nuovo format su due giorni e con le gare al meglio dei 3 set. Cosa possiamo dire dopo due anni della nuova formula? Da un punto di vista pratico i vantaggi ci sono. In due giorni le sfide finiscono, operativamente per gli addetti ai lavori è tutto più facile e meno estenuante, le emozioni (e lo vedremo di seguito) comunque non mancano. Certo, il 3 su 5 è un altro sport, i risultati epici di una volta un po’ ci mancano, forse si potrebbe lasciare i doppi al meglio dei 5 set, il problema però starebbe poi nel far giocare eventualmente uno dei doppisti subito in uno dei singolari seguenti dell’ultima giornata e ipotizzando una durata lunga la cosa non sarebbe fattibile. Insomma, un minimo di nostalgia della vecchia formula c’è, ma forse a conti fatti i vantaggi del nuovo format superano i difetti.

Cosa ci rimane da un punto di vista agonistico della due giorni appena conclusa? Innanzitutto la prova onesta e autoritaria dei nostri ragazzi, che chiamati ad affrontare la modesta Corea, oltretutto priva di due buoni giocatori (Chung e Kwon), hanno assolto il loro compitino. Un 4-0 rotondo, senza il minimo tentennamento, senza lasciare un set, per confermare che comunque come dice il nostro capitano, “siamo una squadra forte e a Madrid vogliamo giocarci le nostre carte”. Nulla da dire sulla prova corale dei nostri tennisti. Bene Fognini, benissimo Mager chiamato ad un esordio che qualche insidia l’ha nascosta ma dalla quale ha saputo venire fuori con orgoglio e cuore, bene Bolelli in doppio, pedina importantissima anche in ottica Finals, in scioltezza Travaglia nell’ultimo singolare ininfluente. Certo, non è che la vittoria sulla Corea ci metta di conseguenza tra le nazionali favorite per la vittoria finale, ma cosa avremmo detto se avessimo perso un solo set oppure un incontro? E ricordiamoci che mancavano Berrettini e Sinner (non senza qualche velata polemica dei presenti), due elementi che in condizioni normali si giocheranno un posto tra i titolari, quindi nessuna esaltazione ma complimenti ai ragazzi. Esistono i match facili sulla carta che poi bisogna però vincere sul campo.

Negli altri match segnaliamo le vittorie altrettanto agevoli della Croazia sull’India (dove Paes e Bopanna hanno ancora dato lezioni in doppio), degli USA sull’Uzbekistan nella splendida cornice di Honolulu (con l’addio naturalmente vittorioso dei Bryan alla manifestazione), dell’Australia non senza patemi su un ostico Brasile. Da rimarcare la vittoria del doppio brasiliano Demoliner/Meligeni e le buone prove di Seyboth Wild e Thiago Monteiro che solo un Millman concentratissimo e tenace poteva battere. Le assenze di Kyrgios e De Minaur potevano essere un macigno pesantissimo per l’australiano, che però ne è venuto fuori con grandissima maturità aiutato non poco dal suo capitano Hewitt.

Vittorie autoritarie anche per Germania e Repubblica Ceca. I tedeschi hanno superato la Bielorussia di Gerasimov, troppo solo per portare il suo team alla vittoria. I cechi invece hanno vinto un match duro in Slovacchia. Molto bene Jiri Vesely che nel circuito è sparito da un po’ ma che nel weekend di Davis ha messo l’anima in campo in entrambi i singolari poi vinti. Chiaramente fondamentale l’ultimo, quello in cui ha recuperato un set ed un break di svantaggio allo slovacco Martin prima di vincere con tanto di match point annullato. Kazakistan e Colombia sono invece le piacevoli conferme del weekend. Le imprese kazake oramai non fanno più notizia, certo con un Bublik in più nel motore e con un ritrovato Golubev in doppio il Kazakistan qualche grattacapo lo potrà creare alle Finals, occhio a sottovalutarlo. Molto bene anche la Colombia che ha battuto nel derby sudamericano l’Argentina. Ambiente caldissimo a Bogotà sugli spalti, Galan e il doppio Cabal/Farah eroi della “due giorni”, gli argentini sono arrivati alla sfida senza un vero leader.

Ungheria e Austria sulla carta erano favorite contro Belgio e Uruguay, ma le loro vittorie fanno piacere ai vecchi appassionati della Davis. Perché seppur in epoche diverse i due movimenti tennistici hanno brillato in passato e ritrovare queste due nazionali alle Finals fa piacere. Era dai tempi di Muster e Skoff che l’Austria non raccoglieva un risultato di prestigio e l’assenza di Thiem rende la vittoria conseguita a Graz ancor più importante. Bravissimo Denis Novak, vincitore di entrambi i fratelli Cuevas, ma fondamentale il doppio costituito dai veterani Marach e Melzer che dando per scontata le presenza di Thiem a Madrid costituiranno sicuramente un fattore importante e renderanno gli austriaci la mina vagante dei sorteggi.

L’Ungheria invece la ricordiamo ai tempi dell’ottimo Balasz Taroczy, autore contro l’Italia di una delle vittorie più importanti della storia ungherese in Davis nel 1978. L’assenza di Goffin ha sicuramente facilitato il compito agli ungheresi, ma poi ci vuole anche la forza di ribaltare l’1-2 dopo il doppio a favore degli avversari. Bravissimi Balasz e Fucsovics a vincere i due singolari finali per la storica rimonta ungherese. Le sorprese più belle sono però state date probabilmente da Ecuador e Svezia.

Era dai tempi di Andres Gomez e i fratelli Lapentti che l’Ecuador non saliva alla ribalta della cronaca in Coppa Davis. Inoltre la trasferta in Giappone pareva proibitiva, anche dopo il fofait del numero 1 locale Kei Nishikori. E invece Emilio Gomez (figlio di Andres, campione Roland Garros nel 1990) e il cugino Roberto Quiroz (a sua volte nipote di Andres Gomez), frequentatori di challenger e niente più, hanno giocato due singolari stupendi battendo Soeda e Uchiyama, sicuramente più esperti e tecnicamente superiori. L’impresa davvero storica è stata completata dal doppio Escobar/Hidalgo (alzi la mano chi li ha mai sentiti nominare) per il 3-0 definitivo. L’Ecuador sarà una cenerentola a Madrid ma il solo fatto di essere lì sarà per i suoi componenti un risultato eccezionale.

Fa invece tanto piacere ritrovare nel tennis che conta la Svezia, sprofondata nel 2017 nella serie C della manifestazione. Sono ancora lontani i tempi dei vari Wilander, Edberg, Jarryd e così via, ma qualcosina si inizia a intravedere. E guarda caso la qualificazione alle Finals arriva con Robin Soderling in panchina. Uno dei pochi a potersi vantare di aver battuto Rafa Nadal e Roger Federer al Roland Garros. Terminata la carriera per colpa della mononucleosi, Soderling in panchina ha guidato Mikael Ymer al fondamentale successo contro Alejandro Tabilo nel match decisivo della sfida contro il Cile. Sul 2-1 per gli svedesi, grazie al doppio Eriksson/Lindstedt (43 anni), Ymer ha saputo ribaltare con coraggio e un po’ di fortuna un match incredibile. Sotto un set e 4-5 match point contro, lo svedese ha poi vinto al terzo portando la Svezia alle Finals. Sarà tutta esperienza a Madrid per i fratelli Ymer, in attesa che arrivi qualcun altro alle loro spalle per riportare il movimento svedese ai fasti di un tempo.

I match Ymer-Tabilo e quello Martin-Vesely vanno sicuramente rimarcati tra i più emozionati del weekend, ma i due singolari di Millman in Australia-Brasile e il doppio della stessa sfida e quello di Croazia-India sicuramente a livello di spettacolo e agonismo non sono stati da meno. Appuntamento a giovedì per il sorteggio dei gironi, speriamo che l’urna sia benevola con i nostri ragazzi che hanno voglia a Madrid di regalarci e regalarsi un’impresa.

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Coppa Davis: i Bryan mandano gli USA a Madrid

I gemelli, all’ultima (teorica) presenza, regalano il terzo punto al loro Paese, eliminando l’Uzbekistan

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Bob Bryan e Mike Bryan - Coppa Davis 2020 (via Twitter, @DavisCup)

Coppa Davis, qualificazioni Finals: USA b. Uzbekistan 4-0
B. Bryan/M. Bryan b. S. Fayziev/D. Istomin 6-3 6-4
T. Paul b. D. Istomin 6-3 6-0

Come da pronostico, la nazionale americana, capitanata da Mardy Fish, batte l’Uzbekistan per 4-0 diventando la diciottesima e ultima squadra a qualificarsi per le finali di Davis in programma a novembre alla Caja Magica. Dopo i successi di Fritz e Opelka di venerdì, sono stati i gemelli Bryan a dare il terzo punto a Team USA, battendo Istomin e Fayziev per 6-3 6-4 in 67 minuti.

Particolarmente significativo questo successo per gli statisti del doppio, che non giocavano insieme in Davis dal 2016 (sconfitta con la Croazia), e che, ricordiamo, hanno deciso di lasciare dopo lo US Open. Questo significa che al momento non dovrebbero giocare le finali a squadre, anche se hanno detto scherzosamente al sito della competizione che potrebbero riciclarsi come massaggiatori, e che questa è stata la loro ultima partita con la nazionale – ma il colpo di teatro è sempre dietro l’angolo, quindi mai dire mai.

Venticinquesima vittoria su 30 doppi disputati in Coppa Davis per loro (Mike è anche primatista all-time per match disputati con gli Stati Uniti), e mai in discussione: fuga iniziale sul 5-0 prima di una mini-rimonta degli uzbeki che hanno sfruttato l’unica palla break avuta, ma troppo tardi per salvare il set. I gemelli hanno poi breakkato subito nel secondo senza più concedere niente, regalando anche un momento vintage.

Pessimo weekend infine per Denis Istomin, che dopo aver perso un singolare e il doppio è dovuto scendere in campo per un’esibizione competitiva contro un talento in ascesa come Tommy Paul, alla prima partita in Davis e vincitore per 6-3 6-0 in 55 minuti.

 

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