WTA Tokyo: Sarà Wozniacki-Ivanovic la finale

WTA

WTA Tokyo: Sarà Wozniacki-Ivanovic la finale

Pubblicato

il

 
 

TENNIS WTA TOKYO – La danese supera in tre set una ottima Muguruza (6-4 2-6 6-2), la serba batte la Kerber (7-5 6-3). I precedenti vedono avanti la Ivanovic per 4-2.

WTA Tokyo, Semifinali

Sarà tra Ana Ivanovic e Caroline Wozniacki la finale del torneo Premier Wta di Tokyo.
La tennista serba testa di serie nr.3 del tabellone ha battuto in due set la tedesca Kerber, avanti 5-3 nel primo set prima di dissipare il vantaggio e soccombere di fronte ai vincenti di una Ivanovic progressivamente salita di tono nel corso del match.
La Wozniacki invece ha dovuto sudare le fatidiche sette camicie per venire a capo di una bravissima Garbine Muguruza, la cui unica colpa è stata quella di non capitalizzare le numerose occasioni avute, soprattutto nel primo set (9 palle break non sfruttate).
Le due finaliste si sono già incontrate 6 volte in passato, la Ivanovic conduce 4-2 (ultima sfida quest’anno a Monterrey vinta dalla serba in due set)

 

C. Wozniacki (2) b. G.Muguruza 6-4 2-6 6-2

Prima semifinale combattuta e tecnicamente valida quella vista al Wta Premier di Tokyo.
L’ha spuntata alla fine Caroline Wozniacki, più esperta e più avvezza a battaglie similari, ma esce sconfitta a testa alta la spagnola Garbine Muguruza, che dopo aver giocato due set ai limiti della perfezione cede prima fisicamente e poi di testa nel set decisivo dopo essere stata anche avanti di un break.
La tennista iberica ha comunque confermato di essere una delle giovani promesse del circuito e se dimostrerà una certa continuità non tarderà ad arrivare nella parte alta della classifica Wta.

Due i precedenti tra Caroline Wozniacki e Garbine Muguruza, entrambi vinti dalla spagnola, a Miami 2013 e quest’anno agli Australian Open.
La nr. 26 del mondo qui ha giocato un turno in più visto che la Wozniacki ha avuto un bye al primo turno.

Sin dai primi game pare evidente il leit-motiv del match.

La Muguruza quando può attacca e viene avanti, perché se lo scambio si allunga è la danese che ha la meglio.

La spagnola ha più volte l’occasione per allungare e gioca un primo set quasi al limite della perfezione, ma la Wozniacki dell’ultimo periodo è in versione “de luxe”.

La danese riesce sempre a salvarsi, gioca anche lei ai limiti delle sue possibilità, rintuzza la giovane avversaria e i suoi vincenti (19 nel primo set) ed alla fine riesce a spuntarla con l’esperienza.

Accade infatti che la Muguruza si procuri ben 9 palle break ma la Wozniacki riesca sempre in un modo o nell’altro ad annullarle

La spagnola ne ha subito 3 nel game d’apertura, 1 sull’1-1, 2 sul 2-2 e ben 3 nel nono game che sarà anche quello più lungo del parziale (16 punti giocati).

La Wozniacki come detto si salva sempre e centra al primo tentativo il break che decide il set sul 5-4.

La Muguruza commette due gratuiti di fila nel decimo gioco sul 5-4 15-30 e cede dopo 50 minuti un primo set durissimo ed anche eccellente da un punto di vista tecnico.

Anche le statistiche lo confermano, la spagnola come detto chiude con 19 vincenti ma anche 20 gratuiti, la Wozniacki replica con 12 vincenti e appena (come del resto nelle sue caratteristiche) 6 gratuiti.

La tennista spagnola chiama il suo coach per parlarci su e viene rincuorata:”Stai giocando in maniera incredibile, stai tranquilla”.

Per quanto non facile la Muguruza dimostra grandissima tenuta mentale e riparte convinta dei propri mezzi, riuscendo nel primo game del secondo set in ciò che non le era riuscito in tutto il prima parziale, centrare il break.

Il secondo set però dimostra un andamento ben diverso dal primo parziale, i break si susseguono numerosi, ce ne sono 3 consecutivi all’inizio, la prima che riesce a tenere la battuta è la Muguruza che nel quarto game opera il suo primo allungo sul 3-1.

La Wozniacki cerca comunque di rimanere attaccata all’avversaria che però adesso alterna le sue potenti accelerazioni con qualche cambio di ritmo.

La tattica sortisce i frutti sperati, il set si decide probabilmente nel sesto game.

La Muguruza offre infatti la bellezze di 6 palle break (una sorta di nemesi di ciò che era avvenuto nel primo set), ma con grandissima abilità le annulla tutte, allunga 4-2 e poi con un grandissimo rovescio lungolinea centra un nuovo break nel game successivo.

Sul 5-2 la spagnola chiude senza problemi tenendo a 30 la battuta, si va al terzo per decidere chi giocherà la finale del torneo Pan Pacific di Tokyo.

Inizia meglio la Muguruza
che continua a tirare vincenti da ogni parte del campo mentre la Wozniacki pare essere tornata quello di un po’ di mesi fa, aspetta troppo l’errore dell’avversaria e soprattutto la muove poco, facilitando per l’appunto i colpi della spagnola.
La Muguruza si procura subito 3 palle break consecutive nel game d’apertura sullo 0-40, non riesce a sfruttarle, ma quando arriva la quarta risponde con un diritto aggressivo e centra il break.
La Wozniacki pare alle corde, va sotto 2-0 e nel primo punto del terzo game un nastro fortunato della spagnola la fa innervosire non poco (doppia racchettata furente proprio sul nastro).
Ma proprio quello sfogo probabilmente carica la danese, che mette 4 punti di fila ma soprattutto gira la partita.
Sul 2-1 in suo favore la Muguruza ha 2 palle del 3-1 ma non le sfrutta. Poi commette 3 gratuiti di fila tra cui un doppio fallo e rimette in corsa la Wozniacki che opera il controbreak del 2-2.
Anche il game seguente finisce ai vantaggi, la Muguruza ha 2 palle per tornare avanti di un break ma ancora una volta non le trasforma, la Wozniacki alla fine sale 3-2, ora è tutto un altro match.
La danese fa valere le sue doti da fondista, da maratoneta (a proposito, correrà la maratona di New York), la spagnola invece inizia a perdere lucidità, i suoi gratuiti salgono a dismisura.
Ancora un game ai vantaggi, il sesto, ancora un break della Wozniacki (ben 4 i gratuiti della sua avversaria).
La partita nella sostanza si chiude qui, ora è un monologo della nr.2 del seeding che vince 6-4 2-6 6-2 è conquista la 37° finale della sua carriera (22 i successi sin qui) dopo oltre 2 ore e 30 di gran battaglia.

 

A. Ivanovic(3)- A. Kerber(1) 7-5 6-3

Nella seconda semifinale del torneo Wta di Tokyo si affrontano Angelique Kerber e Ana Ivanovic, alla settima sfida tra di loro.
I precedenti vedono la Ivanovic avanti 4-2, la serba ha vinto l’ultima sfida quest’anno a Dubai in 3 set molto combattuti.


Nei primi game il servizio si dimostra un optional per entrambe le tenniste
, ci sono 3 break di fila, la Kerber è la prima che tiene la battuta e allunga sul 3-1 (non prima di aver annullato altre due palle break sul 15-40).
La tedesca gioca molto profondo, sbaglia poco e impone un gran ritmo negli scambi. La Ivanovic non riesce a tenere gli scambi ed incorre in numerosi gratuiti.
Cade una leggera pioggerellina che già aveva disturbato la prima semifinale, stavolta però si decide di chiudere il tetto della Ariake Coliseum e quindi il match viene sospeso per una trentina di minuti.
Al rientro in campo la musica non pare cambiare, la Ivanovic annulla una pericolosa palla del 2-5 che manderebbe la Kerber a servire per il set ma a sua volta spreca una palla del controbreak nell’ottavo game (ottimo servizio mancino della tedesca ad uscire).
La Kerber arriva a due punti dal set sul 5-3 e poi va a servire per chiudere il parziale sul 5-4.
La Ivanovic si procura altre due palle del controbreak ma la Kerber ancora una volta le annulla.
La nr.1 del seeding però sbaglia un comodo rovescio a campo aperto e sulla terza palla break serba commette un nuovo gratuito di diritto.
Centrato il controbreak, la Ivanovic rischia di complicarsi di nuovo la vita nel game successivo, ma annulla a sua volta due palle break.
La serba ora ha ritrovato le sue accelerazioni e lascia il più delle volte sul posto l’ avversaria che capitola nel 12° gioco e cede il primo set alla Ivanovic che chiude con un insperato (visto l’andamento del match sin qui) 7-5.
Nella sostanza la Kerber ha dominato, ma 7 vincenti sono troppo pochi a fronte dei 14 gratuiti.
Ha vinto chi ha cercato di fare più, la serba infatti ha commesso sì 21 gratuiti ma ha anche fatto 19 vincenti.
Ma soprattutto la mancina tedesca paga uno scarso 40% di punti con la prima, davvero insufficiente.

Si riparte con la Ivanovic al servizio e ci sono subito 5 palle break per la Kerber, di cui 3 consecutive sullo 0-40.
La serba però mette sempre delle ottime prime e le annulla tutte.
La partita si decide nel quarto game.
La Kerber chiama sul 1-2 al cambio di campo il proprio allenatore che le suggerisce di giocare punto su punto e le strappa anche un sorriso provando a sdrammatizzare un attimo la situazione, ma la tedesca torna in campo, apre il turno di battuta con un doppio fallo e poi cede il servizio subendo un bel passante incrociato della sua avversaria.
Ci sarebbero due palle del controbreak nel game successivo, ma ancora una volta la Ivanovic si salva con il servizio ed allunga sul 4-1.
La nr.2 del tabellone oramai è padrona del match, inizia a tirare i colpi a tutto braccio e non corre più pericoli.
Anzi è lei a non sfruttare ben 6 palle del 5-2, ma alla fine chiude nel nono gioco senza particolari problemi e si guadagna così la 6° finale della stagione e la 22° in carriera.

 

 

Continua a leggere
Commenti

Flash

WTA Toronto: Andreescu non ne ha più e cede al terzo set con Zheng

Non basta una buona versione di Bianca Andreescu per superare la cinese Zheng, decisamente più brillante nel parziale decisivo

Pubblicato

il

Bianca Andreescu - Toronto 2022 (foto Twitter @NBOtoronto)

Qinwen Zheng batte Canada 2-0. La 19enne cinese ha infatti eliminato in tre set e altrettante ore di gioco la beniamina di casa Bianca Andreescu negli ottavi di finale del WTA 1000 di Toronto, dopo aver sconfitto al primo turno l’altra canadese Rebecca Marino. È stato un match che ha vissuto di alti e bassi per quanto riguarda gli standard di gioco e in cui alla fine ha fatto la differenza la maggiore brillantezza fisica della numero 51 del mondo (da lunedì sarà come minimo alla 40esima posizione). Nei due turni precedenti Zheng, che ieri ha sfruttato il ritiro di Jabeur a inizio secondo set, aveva infatti speso molte meno energie rispetto ad Andreescu, rimasta in campo cinque ore per avere la meglio di Kasatkina e Cornet. Nei quarti di finale, la cinese affronterà Pliskova che ha dovuto ricorrere anche lei al terzo set (e a sei match point) per superare Sakkari.

Q. Zheng b. B. Andreescu 7-5 5-7 6-2

Sul centrale del National Bank Open by Rogers di Toronto si affrontano le numero 51 e 53 del mondo. La padrona di casa Andreescu (#53) riesce subito a brekkare Zheng approfittando delle difficoltà della cinese con la prima di servizio. Il match è comunque molto equilibrato, con scambi intensi e pochi errori gratuiti. Sul 2-1 in favore di Andreescu, la cinese ha la prima opportunità per recuperare lo svantaggio ma il rovescio la tradisce. Bianca va in affanno anche sul 3-2, dove è il suo di rovescio ad essere croce e delizia: con lo stesso colpo, infatti, realizza prima due splendidi vincenti che atterranno entrambi negli ultimi centimetri di campo alla destra dell’avversaria e poi due gratuiti che permettono alla cinese di agganciare l’avversaria sul 3-3.

 

Ma la beniamina del pubblico non si scompone: nel gioco successivo decide di aggredire Zheng con il dritto sin dalla risposta e si riporta avanti nel punteggio. Ancora una volta, però, Andreescu non trova continuità e in un amen regala quattro punti e quindi il controbreak alla 19enne cinese. Il livello del match è sicuramente inferiore rispetto ai primi game e infatti in questa fase i giochi scorrono molto più rapidamente. Nessun cambiamento, invece, sul fronte della rumorosità degli spettatori, più volte richiamati dalla giudice di sedia. Il pubblico canadese viene però gelato quando Zheng infila tre punti straordinari (tutti ottenuti comandando lo scambio ma concludendolo sempre in modo diverso) che le permettono di chiudere il set dopo più di un’ora di gioco senza ricorrere al tie-break che sembrava ormai inevitabile.

In avvio di secondo parziale, Andreescu prova a ritrovare l’energia mostrata nelle battute iniziali del match e forse anche grazie alla spinta dei suoi tifosi riesce a non subire un break che avrebbe potuto rappresentare una mazzata più dal punto di vista piscologico che a livello di punteggio. In realtà, oltre all’aiuto del pubblico, risultano decisivi, su due palle break in favore di Zheng, soprattutto quello del net che rende imprendibile un colpo difensivo della canadese e quello della stessa cinese che commette un gratuito nello scambio. Nel quinto gioco è Bianca ad avere un’occasione per strappare il servizio all’avversaria: la canadese se la guadagna con una grande difesa e prova a replicare nel punto successivo ma Zheng è brava a non andare fuori giri. Entrambe, comunque, concedono molto poco nei loro turni di battuta a differenza di quanto successo nel primo set.

La giovane cinese sale così sul 5-4 e Andreescu deve servire per restare nel match. Qui la campionessa dello US Open 2019 gioca uno dei migliori game della sua partita: è il trampolino di lancio ideale per provare poi a brekkare l’avversaria. E infatti il break arriva puntuale con Zheng che, mostrando di sentire la tensione del momento, mette in campo solo una prima ed è imprecisa da fondo campo. Nel gioco successivo, invece, Bianca serve bene ed è attenta a non forzare. Per la gioia del pubblico si va quindi al terzo set dopo oltre due ore di grande lotta.

L’inerzia del match sembrerebbe dalla parte della giocatrice di casa, ma la cinese rientra subito mentalmente nel match e anzi è la prima ad andare vicina ad operare un allungo nel terzo set. Nel secondo game si guadagna infatti un break point con uno splendido rovescio lungo linea quasi in controbalzo, ma poi non regge la spinta dell’avversaria sulla diagonale di dritto. Zheng sembra comunque averne di più e infatti nel quarto gioco vince il punto più lungo (e bello) del match spingendo con il dritto sul rovescio della canadese: ritorna quindi ad avere palla break e questa volta la concretizza, ancora facendo male con il dritto.

Sembra la svolta dell’incontro: per qualche minuto, infatti, la cinese è ingiocabile ma basta un doppio fallo per interrompere il magic moment e far tornare in partita Andreescu che controbrekka. L’impressione che le sorti del match siano però nella racchetta della classe 2002 è confermata dal gioco successivo in cui è Zheng a fare tutto, tra errori e vincenti. Sono questi ultimi a prevalere – sempre più nettamente con il passare dei minuti – tanto che la numero 51 del mondo vince 10 degli ultimi 12 punti della partita aggiudicandosi l’incontro dopo 3 ore esatte. Per la cinese è il secondo quarto di finale a livello WTA, il primo in un WTA 1000.

Il tabellone completo del WTA 1000 di Toronto

Continua a leggere

Flash

WTA Toronto: anche Swiatek è umana, Haddad Maia lotta e vince con merito

Prestazione eccessivamente fallosa col dritto per la n.1 Iga Swiatek. La brasiliana Beatriz Haddad Maia caparbia e aggressiva fin dall’inizio la spunta in tre set

Pubblicato

il

Iga Swiatek - Adelaide 2022 (Twitter - @AdelaideTennis)

B. Haddad Maia b. [1] I. Swiatek 6-4 3-6 7-5

Finisce con l’ennesimo dritto sbagliato della sua partita il torneo di Iga Swiatek al National Bank Open di Toronto. La n.1 del mondo è stata sconfitta 6-4 3-6 7-5 in tre ore di gioco da Beatriz Haddad Maia, che diventa la prima brasiliana a raggiungere i quarti di finale in un torneo WTA 1000. Per la n.24 si tratta del primo successo su una numero 1, mentre per Swiatek è la sesta sconfitta in stagione, una delle peggiori forse in termini di livello di tennis ma non di carattere.

Il tabellone completo del WTA 1000 di Toronto

 

IL MATCH – La mancina brasiliana ha saputo resistere alla grande alle accelerazioni di dritto di Iga, rispondendo sempre colpo su colpo. Anzi ben presto è Haddad Maia ha prendere il controllo degli scambi, mettendo a segno il break che decide il primo set nel quinto game, subito confermato a ‘0’. Senza concedere neanche palle break, Haddad Maia si invola verso un 6-4 meritatissimo, nel quale entrambe le tenniste hanno giocato in maniera aggressiva e lineare cercando spesso la rete, e la maggior brillantezza della n.24 del mondo ha fatto la differenza. Bilanciata da troppi errori di Swiatek.

Uno dei momenti chiave del secondo set si verifica già nel primo, interminabile, game dove Swiatek annulla 5 palle break alla brasiliana. Le due tenniste, vittime della pressione, iniziano a sbagliare con più frequenza nel momento di chiudere il game, e quella che pian piano inizia a ritrovare il ritmo è la n.1 del mondo. Questa maggior fiducia si manifesta in due palle break consecutive in favore della polacca sul 2-1 ma, nel momento di lasciare il segno, i colpi di Iga tornano a sfarfallare causando errori gratuiti. Il match prosegue sui binari dell’equilibrio e dell’incertezza, con svariate occasioni da ambo i lati, e con gli scambi che assumono sempre di più la forma di un braccio di ferro. L’opaca prestazione di Swiatek – oggi troppo fallosa per i suoi standard – è certificata anche da questo dato: il primo break in suo favore arriva dopo un’ora e 38 minuti di match. Di positivo è che si rivelerà decisivo nell’economia del secondo set, apportando benefici anche nel resto del suo gioco.

Con dritto e servizio sulla via della guarigione, la 21enne polacca ritorna in parità chiudendo il secondo set 6-3. Purtroppo per lei però, Beatriz è un osso dure e il suo black out dura poco; ad inizio terzo set la brasiliana con una buona dose di grinta (anche vocale) resta aggrappata al match, mentre Iga costantemente alla ricerca del suo gioco, appare a tratti persino scoraggiata. Anche questo sentimento però è passeggero, e con l’avvicinarsi del traguardo le due tenniste vogliono assicurarsi di lasciare tutto in campo. Inutile a questo punto fare il conto delle occasioni (sfruttate e mancate a bizzeffe) con Swiatek avanti anche 4-2 e servizio ma subito riacciuffata. 

L’impressione tuttavia, anche nei rari scambi in cui la n.1 prende il sopravvento, è che sia Beatriz Haddad Maia la più convinta di poter agguantare la vittoria, e alla fine così sarà. La suspense però rende intrigante anche il finale di questo match dove a più riprese la polacca concede match point in risposta. Il primo sul 5-4 viene annullato con un ace centrale, ma un paio di game più tardi, sul 6-5, la resistenza di Swiatek finisce per cedere e un dritto largo regala a Haddad Maia la gioia più grande della sua carriea.

Il tabellone completo del WTA 1000 di Toronto

Continua a leggere

Flash

WTA Toronto: a Giorgi non basta un match point, troppo solida Pegula. Fuori la campionessa in carica

Match colmo di rimpianti per l’azzurra Camila Giorgi, rimontata da Jessica Pegula. Vincitrice del torneo nel 2021, questa sconfitta al 3° turno le costerà l’uscita dalla top 60

Pubblicato

il

Camila Giorgi - Montreal 2021 (foto Instagram WTA)

[7] J. Pegula b. C. Giorgi 3-6 6-0 7-5

Paganini non ripete, si diceva, e a quanto pare anche Camila Giorgi è di quest’avviso. Ma nel suo caso, la mancanza di ripetizione nel vincere l’Open del Canada, o quantomeno arrivare in fondo, è una tragedia, sportivamente parlando. La meritata vittoria di Jessica Pegula, brava a crederci e a fare sempre il suo compito senza permettere alla maceratese di prendere troppo in mano la bussola, arriva per 3-6 6-0 7-5, ma soprattutto porta l’impossibilità di difendere i 900 punti in scadenza, e automatica discesa fino al n.65 del ranking per Giorgi. Restano i rimpianti di un set di vantaggio, un break nel terzo set, e anche un match point, tutti infrantisi sul muro della costanza dell’americana (oltre che su un servizio troppo assente), che si dimostra n.7 al mondo non per caso. Trova il terzo quarto di finale 1000 dell’anno Pegula, dopo Miami e Madrid (dove si arrese solo in finale a Jabeur) e si mette in prima fila per un posto tra le protagoniste dell’estate. Per quanto riguarda Camila, la speranza è che riparta con la giusta testa per scalare la classifica e tornare dove merita.

Il tabellone completo del WTA 1000 Toronto

 

IL MATCH – Stessa partenza del match contro Raducanu: orrendo game al servizio di Giorgi, 7 seconde su 10, e chiaramente possibilità per Pegula di spingere con consistenza e portare a casa il break. Ma appunto, ciclicamente, il game in risposta che segue si snoda tra buoni cambi e spinte col rovescio di Camila e qualche gratuito dell’americana, che rimettono subito in parità la partita. In risposta, anche sfruttando il lato del campo a favore di vento (violento oggi a Toronto) la n.2 d’Italia continua a tenere un livello impressionante, ingestibile sul lato del rovescio, che riesce a giocare per quanto Pegula provi ad evitarlo cercando il dritto. E così, altro break, che stavolta vale il vantaggio a Giorgi. Col proseguire del set le cose si mettono ancora meglio per l’azzurra, imponente da fondo anche con il dritto, e pochi errori a referto in proporzione ai rischi corsi. Camila riesce ad alzare il livello anche al servizio, più regolare e incisivo, impedendo dunque da un lato di trovare ritmo a Pegula, dall’altro rendendolo impossibile anche rispondere come sa e allungare un po’ lo scambio. Una partenza un po’ a rilento, e un finale in crescendo, regalano dunque il primo set per 6-3, meritatamente, a Giorgi, a segno in tre degli ultimi 4 giochi in risposta.

Il secondo set segue in avvio le orme del primo, ma in maniera drasticamente peggiore, vedendo un doppio break a favore di Pegula. L’americana, complice una Giorgi ora un po’ più evanescente, sembra più decisa e in ritmo, come se avesse trovato le adatte contromisure alle accelerazioni dell’azzurra, e può essere la vera chiave della partita. Troppo lungo il blackout di Giorgi, , che appare scollegata e in 24 minuti perde rovinosamente 6-0 un parziale da dimenticare, mai realmente iniziato (terzo bagel dell’anno per Camila). Ma, per quanto le sue colpe siano alte, vanno comunque celebrati i meriti della sua avversaria, ora decisamente in palla e solida, brava a tenere su ogni punto e accelerare quando può, neutralizzando i vincenti di Giorgi, che chiude con un saldo di meno 11 tra colpi definitivi e non forzati.

Il terzo set si apre sull’equilibrio, grazie a una Giorgi che riesce a restare a galla e trova a tratti qualche sprazzo di ciò mostrato inizialmente in risposta, ma con poca soluzione di continuità; idem però la Pegula, solida al servizio, regolare da fondo, ma incapace dello strappo. Nel sesto gioco ecco però il graffio di Camila, complici due doppi falli in apertura di game dell’americana, che danno coraggio all’azzurra, propositiva e pronta anche ad avanzare all’occorrenza, così da andarsi a prendere di prepotenza un pesante break proprio nel momento in cui l’avversaria sembrava aver trovato la quadratura. Brava però a non scomporsi Pegula nel gioco successivo, in cui continua ad andare a segno da dietro, mettendo pressione a Giorgi, che sciorina errori in serie regalando un immediato contro-break. Spreca un match point l’azzurra, buttando via la risposta nel decimo game, un’altalena di doppi falli e prime vincenti da parte di Pegula. Purtroppo l’occasione pesa in Camila, che gioca il primo brutto game al servizio del set, chiudendolo con un doppio fallo e mandando l’americana a servire per il match senza che abbia dovuto chissà quanto impegnarsi. E l’impegno è minimo anche al momento di chiudere per la n.7 del seeding, che non trema, sale sul carro degli errori di Giorgi con l’ennesima prova di regolarità e porta a casa un set in cui ha avuto più coraggio e più serenità, strappando per il secondo anno consecutivo il pass per i quarti di finale dell’Open del Canada, dove partirà da chiara favorita contro una tra Riske e Putintseva.

Il tabellone completo del WTA 1000 Toronto

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement