WTA Tokyo: Sarà Wozniacki-Ivanovic la finale

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WTA Tokyo: Sarà Wozniacki-Ivanovic la finale

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TENNIS WTA TOKYO – La danese supera in tre set una ottima Muguruza (6-4 2-6 6-2), la serba batte la Kerber (7-5 6-3). I precedenti vedono avanti la Ivanovic per 4-2.

WTA Tokyo, Semifinali

Sarà tra Ana Ivanovic e Caroline Wozniacki la finale del torneo Premier Wta di Tokyo.
La tennista serba testa di serie nr.3 del tabellone ha battuto in due set la tedesca Kerber, avanti 5-3 nel primo set prima di dissipare il vantaggio e soccombere di fronte ai vincenti di una Ivanovic progressivamente salita di tono nel corso del match.
La Wozniacki invece ha dovuto sudare le fatidiche sette camicie per venire a capo di una bravissima Garbine Muguruza, la cui unica colpa è stata quella di non capitalizzare le numerose occasioni avute, soprattutto nel primo set (9 palle break non sfruttate).
Le due finaliste si sono già incontrate 6 volte in passato, la Ivanovic conduce 4-2 (ultima sfida quest’anno a Monterrey vinta dalla serba in due set)

 

C. Wozniacki (2) b. G.Muguruza 6-4 2-6 6-2

Prima semifinale combattuta e tecnicamente valida quella vista al Wta Premier di Tokyo.
L’ha spuntata alla fine Caroline Wozniacki, più esperta e più avvezza a battaglie similari, ma esce sconfitta a testa alta la spagnola Garbine Muguruza, che dopo aver giocato due set ai limiti della perfezione cede prima fisicamente e poi di testa nel set decisivo dopo essere stata anche avanti di un break.
La tennista iberica ha comunque confermato di essere una delle giovani promesse del circuito e se dimostrerà una certa continuità non tarderà ad arrivare nella parte alta della classifica Wta.

Due i precedenti tra Caroline Wozniacki e Garbine Muguruza, entrambi vinti dalla spagnola, a Miami 2013 e quest’anno agli Australian Open.
La nr. 26 del mondo qui ha giocato un turno in più visto che la Wozniacki ha avuto un bye al primo turno.

Sin dai primi game pare evidente il leit-motiv del match.

La Muguruza quando può attacca e viene avanti, perché se lo scambio si allunga è la danese che ha la meglio.

La spagnola ha più volte l’occasione per allungare e gioca un primo set quasi al limite della perfezione, ma la Wozniacki dell’ultimo periodo è in versione “de luxe”.

La danese riesce sempre a salvarsi, gioca anche lei ai limiti delle sue possibilità, rintuzza la giovane avversaria e i suoi vincenti (19 nel primo set) ed alla fine riesce a spuntarla con l’esperienza.

Accade infatti che la Muguruza si procuri ben 9 palle break ma la Wozniacki riesca sempre in un modo o nell’altro ad annullarle

La spagnola ne ha subito 3 nel game d’apertura, 1 sull’1-1, 2 sul 2-2 e ben 3 nel nono game che sarà anche quello più lungo del parziale (16 punti giocati).

La Wozniacki come detto si salva sempre e centra al primo tentativo il break che decide il set sul 5-4.

La Muguruza commette due gratuiti di fila nel decimo gioco sul 5-4 15-30 e cede dopo 50 minuti un primo set durissimo ed anche eccellente da un punto di vista tecnico.

Anche le statistiche lo confermano, la spagnola come detto chiude con 19 vincenti ma anche 20 gratuiti, la Wozniacki replica con 12 vincenti e appena (come del resto nelle sue caratteristiche) 6 gratuiti.

La tennista spagnola chiama il suo coach per parlarci su e viene rincuorata:”Stai giocando in maniera incredibile, stai tranquilla”.

Per quanto non facile la Muguruza dimostra grandissima tenuta mentale e riparte convinta dei propri mezzi, riuscendo nel primo game del secondo set in ciò che non le era riuscito in tutto il prima parziale, centrare il break.

Il secondo set però dimostra un andamento ben diverso dal primo parziale, i break si susseguono numerosi, ce ne sono 3 consecutivi all’inizio, la prima che riesce a tenere la battuta è la Muguruza che nel quarto game opera il suo primo allungo sul 3-1.

La Wozniacki cerca comunque di rimanere attaccata all’avversaria che però adesso alterna le sue potenti accelerazioni con qualche cambio di ritmo.

La tattica sortisce i frutti sperati, il set si decide probabilmente nel sesto game.

La Muguruza offre infatti la bellezze di 6 palle break (una sorta di nemesi di ciò che era avvenuto nel primo set), ma con grandissima abilità le annulla tutte, allunga 4-2 e poi con un grandissimo rovescio lungolinea centra un nuovo break nel game successivo.

Sul 5-2 la spagnola chiude senza problemi tenendo a 30 la battuta, si va al terzo per decidere chi giocherà la finale del torneo Pan Pacific di Tokyo.

Inizia meglio la Muguruza
che continua a tirare vincenti da ogni parte del campo mentre la Wozniacki pare essere tornata quello di un po’ di mesi fa, aspetta troppo l’errore dell’avversaria e soprattutto la muove poco, facilitando per l’appunto i colpi della spagnola.
La Muguruza si procura subito 3 palle break consecutive nel game d’apertura sullo 0-40, non riesce a sfruttarle, ma quando arriva la quarta risponde con un diritto aggressivo e centra il break.
La Wozniacki pare alle corde, va sotto 2-0 e nel primo punto del terzo game un nastro fortunato della spagnola la fa innervosire non poco (doppia racchettata furente proprio sul nastro).
Ma proprio quello sfogo probabilmente carica la danese, che mette 4 punti di fila ma soprattutto gira la partita.
Sul 2-1 in suo favore la Muguruza ha 2 palle del 3-1 ma non le sfrutta. Poi commette 3 gratuiti di fila tra cui un doppio fallo e rimette in corsa la Wozniacki che opera il controbreak del 2-2.
Anche il game seguente finisce ai vantaggi, la Muguruza ha 2 palle per tornare avanti di un break ma ancora una volta non le trasforma, la Wozniacki alla fine sale 3-2, ora è tutto un altro match.
La danese fa valere le sue doti da fondista, da maratoneta (a proposito, correrà la maratona di New York), la spagnola invece inizia a perdere lucidità, i suoi gratuiti salgono a dismisura.
Ancora un game ai vantaggi, il sesto, ancora un break della Wozniacki (ben 4 i gratuiti della sua avversaria).
La partita nella sostanza si chiude qui, ora è un monologo della nr.2 del seeding che vince 6-4 2-6 6-2 è conquista la 37° finale della sua carriera (22 i successi sin qui) dopo oltre 2 ore e 30 di gran battaglia.

 

A. Ivanovic(3)- A. Kerber(1) 7-5 6-3

Nella seconda semifinale del torneo Wta di Tokyo si affrontano Angelique Kerber e Ana Ivanovic, alla settima sfida tra di loro.
I precedenti vedono la Ivanovic avanti 4-2, la serba ha vinto l’ultima sfida quest’anno a Dubai in 3 set molto combattuti.


Nei primi game il servizio si dimostra un optional per entrambe le tenniste
, ci sono 3 break di fila, la Kerber è la prima che tiene la battuta e allunga sul 3-1 (non prima di aver annullato altre due palle break sul 15-40).
La tedesca gioca molto profondo, sbaglia poco e impone un gran ritmo negli scambi. La Ivanovic non riesce a tenere gli scambi ed incorre in numerosi gratuiti.
Cade una leggera pioggerellina che già aveva disturbato la prima semifinale, stavolta però si decide di chiudere il tetto della Ariake Coliseum e quindi il match viene sospeso per una trentina di minuti.
Al rientro in campo la musica non pare cambiare, la Ivanovic annulla una pericolosa palla del 2-5 che manderebbe la Kerber a servire per il set ma a sua volta spreca una palla del controbreak nell’ottavo game (ottimo servizio mancino della tedesca ad uscire).
La Kerber arriva a due punti dal set sul 5-3 e poi va a servire per chiudere il parziale sul 5-4.
La Ivanovic si procura altre due palle del controbreak ma la Kerber ancora una volta le annulla.
La nr.1 del seeding però sbaglia un comodo rovescio a campo aperto e sulla terza palla break serba commette un nuovo gratuito di diritto.
Centrato il controbreak, la Ivanovic rischia di complicarsi di nuovo la vita nel game successivo, ma annulla a sua volta due palle break.
La serba ora ha ritrovato le sue accelerazioni e lascia il più delle volte sul posto l’ avversaria che capitola nel 12° gioco e cede il primo set alla Ivanovic che chiude con un insperato (visto l’andamento del match sin qui) 7-5.
Nella sostanza la Kerber ha dominato, ma 7 vincenti sono troppo pochi a fronte dei 14 gratuiti.
Ha vinto chi ha cercato di fare più, la serba infatti ha commesso sì 21 gratuiti ma ha anche fatto 19 vincenti.
Ma soprattutto la mancina tedesca paga uno scarso 40% di punti con la prima, davvero insufficiente.

Si riparte con la Ivanovic al servizio e ci sono subito 5 palle break per la Kerber, di cui 3 consecutive sullo 0-40.
La serba però mette sempre delle ottime prime e le annulla tutte.
La partita si decide nel quarto game.
La Kerber chiama sul 1-2 al cambio di campo il proprio allenatore che le suggerisce di giocare punto su punto e le strappa anche un sorriso provando a sdrammatizzare un attimo la situazione, ma la tedesca torna in campo, apre il turno di battuta con un doppio fallo e poi cede il servizio subendo un bel passante incrociato della sua avversaria.
Ci sarebbero due palle del controbreak nel game successivo, ma ancora una volta la Ivanovic si salva con il servizio ed allunga sul 4-1.
La nr.2 del tabellone oramai è padrona del match, inizia a tirare i colpi a tutto braccio e non corre più pericoli.
Anzi è lei a non sfruttare ben 6 palle del 5-2, ma alla fine chiude nel nono gioco senza particolari problemi e si guadagna così la 6° finale della stagione e la 22° in carriera.

 

 

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Osaka e le sorelle Williams sono le sportive più pagate del 2021

Cinque tenniste fra le prime otto nella classifica di Forbes. Muguruza e Barty le altre, ma Naomi e Serena restano inavvicinabili

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Naomi Osaka - 2021 US Open (Garrett Ellwood/USTA)

Come da tradizione, le tenniste dominano la classifica delle atlete più pagate al mondo nel 2021 stilata da Forbes, monopolizzando il podio e piazzando cinque esponenti fra le prime otto (nel 2020 il dominio era stato ancora più netto, visto che ben nove delle prime dieci erano tenniste). Vediamo di seguito chi sono.

PRIMO POSTO: NAOMI OSAKA, 57,3 MILIONI DI DOLLARI

Non è esattamente un segreto che la campionessa uscente dell’Australian Open sia una calamita per gli sponsor anche in un anno dove ha avuto problemi che vanno ben al di là del rettangolo di gioco. Ben 55 dei suoi 57,3 milioni di guadagni provengono da accordi commerciali, con oltre dieci nuovi contratti siglati negli ultimi 18 mesi con brand quali Tag Heuer, Sweetgreen e Louis Vuitton.

Forbes sottolinea anche la fiorente attività imprenditoriale della classe 1997, la quale negli ultimi mesi ha puntato su una start-up che lavora nell’ambito della realtà virtuale (StatusPRO), su una compagnia alimentare di nome Daring Foods e su un business in esplosione come quello dei Non-Fungible Tokens.

 

Da sottolineare come Forbes riporti erroneamente che Osaka non sarà in grado di difendere il suo titolo a Melbourne per via dell’infortunio addominale occorsole durante il WTA 250 disputato sempre nella capitale del Victoria: stessa città, può capitare di fare confusione.

SECONDO POSTO: SERENA WILLIAMS, 45,9 MILIONI DI DOLLARI

Per Serena è addirittura bulgara la percentuale guadagnata off-court: per via degli infortuni, infatti, “solo” 900.000 le sono fruttati dal tennis giocato. Da sempre al top di queste speciali graduatorie, la 23 volte campionessa Slam è scesa al N.59 WTA (e la mancata difesa della semi dello scorso anno la spingerà ben al di fuori della Top 100), ma continua a mostrare uno straordinario acume affaristico: ha investito in oltre 60 start-up (e ha creato un fondo per gli imprenditori usciti dalle università riservate a studenti afro-americani) ed è fra i produttori esecutivi di “King Richard“, film che sta facendo il pieno di pubblico e critica. Oltre a queste più recenti fonti di guadagno, Williams rimane legata a grandi brand come Gatorade e Nike.

TERZO POSTO: VENUS WILLIAMS, 11,3 MILIONI DI DOLLARI

Teoricamente vicina alla sorella minore, in realtà Venus ha guadagnato meno di un quarto di lei! Anche nel suo caso i guadagni sul campo si sono limitati a circa 300.000 dollari; la parte rimanente degli ingenti incassi deriva anche nel suo caso da “King Richard” e dal suo brand d’abbigliamento, EleVen. Forbes sottolinea però come Williams sia stata bravissima a sfruttare la sua celebrità negli ultimi anni, intascando grosse somme con comparsate pubbliche e discorsi.

QUINTO POSTO: GARBINE MUGURUZA, 8,8 MILIONI DI DOLLARI

Alla rinascita tennistica, che l’ha vista conquistare le WTA Finals e il 1000 di Dubai oltre al corollario del terzo posto in classifica, se n’è accompagnata una finanziaria altrettanto fiorente. Certo, nel caso di Muguruza oltre il 30% dei suoi incassi (2,8 milioni) è arrivato grazie ai risultati ottenuti, mentre le sponsorizzazioni sono considerevolmente più contenute; detto questo, l’iberica ha stretto accordi con Nivea e Jaguar.

OTTAVO POSTO: ASHLEIGH BARTY, 6,9 MILIONI DI DOLLARI

Non poteva mancare, seppure in chiave minore, la miglior giocatrice del mondo e vincitrice di Wimbledon Ashleigh Barty, che però continua ad essere refrattaria ad accordi di grande portata: solo 3 milioni sono scaturiti dalle sponsorizzazioni – Ash ha dunque guadagnato di più in campo che fuori. L’unico accordo recente di una certa importanza è stato quello con Marriott Bonvoy.

IL RESTO DELLA TOP 10

Di seguito le altre atlete più pagate del 2021 (possiamo notare che un po’ di tennis non manca nemmeno qui):

4. Simone Biles, ginnastica, 10,1 milioni
6. Jin Young Ko, golf, 7,5 milioni
7. P.V. Sindhu, badminton, 7,2 milioni
9. Nelly Korda, golf, 5,9 milioni
10. Candace Parker, basket, 5,7 milioni

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ATP

Dal 2022 Netflix produrrà una docuserie sul tennis professionistico

Le telecamere di Netlfix saranno sui principali tornei del circuito ATP e WTA a partire da questa stagione

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Netflix, ATP e WTA hanno annunciato un nuovo prodotto che verrà lanciato sulla piattaforma di streaming più conosciuta al mondo a partire dalla stagione 2022. Il tennis sarà al centro di una docuserie che racconterà i tratti salienti dei tornei dell’anno, sia del circuito maschile che quello femminile (Grandi Slam compresi). Dopo alcuni primi documentari di successo, come Untold: Federer-Fish, sempre su Netflix, e Andy Murray: Resurfacing su Amazon Prime Video, sarà la prima volta che il tennis professionistico verrà raccontato in tutte le sue tappe stagionali (con l’aggiunta di contenuti esclusivi anche extra-campo) su una piattaforma di streaming.

La prima stagione della serie partirà sicuramente da un argomento piuttosto succulento, come il caso Djokovic versus Australia che sta tenendo banco da oltre dieci giorni ormai: sarà un inizio col botto. Le telecamere sono già sui campi di Melbourne Park però per dare spazio al tennis giocato, come ha mostrato Stefanos Tsitsipas (assieme a Matteo Berrettini) con un post Instagram.

Il progetto rientra perfettamente nel piano del presidente dell’ATP Andrea Gaudenzi, che in una recente intervista parlò di un interesse verso l’espansione su piattaforme come Netflix, per raccontare agli appassionati “anche ciò che fanno i giocatori fuori dal campo, raccontare storie”. Ricalca ciò che è stato fatto negli anni scorsi con la docuserie sulla Formula 1 Drive to Survive (giunta alla sua quarta stagione) e quella da poco annunciata sul PGA Tour di golf. Il vicepresidente Netflix di Unscripted and Documentary Series ha detto di essere entusiasta “di continuare a rafforzare la nostra gamma di programmi sportivi con questa serie di documentari dietro le quinte. Il tennis è amato in tutto il mondo, con tornei molto seguiti su tutti i continenti e atleti provenienti da innumerevoli paesi. Grazie a questa storica partnership con i quattro tornei del Grande Slam, l’ATP Tour, il WTA Tour e l’ATP Media, la serie sarà ricca di contenuti rari e storie personali che attireranno sicuramente i fan di lunga data e un nuovo pubblico”.

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WTA Adelaide 2, il titolo a Keys: batte Riske in una finale senza storia

Nel derby americano, l’ex finalista US Open vince nettamente in due set e ritrova il successo di un titolo a due anni e mezzo di distanza dall’ultimo

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Madison Keys - WTA Adelaide 2 2022 (Twitter - @Madison_Keys)
Madison Keys - WTA Adelaide 2 2022 (Twitter - @Madison_Keys)

M. Keys b. A. Riske 6-1 6-2

Madison Keys può tornare a sorridere. L’attuale N. 87 del ranking WTA (ma sarà in top-60 dalla prossima settimana) ha interrotto un digiuno di vittorie di un torneo durato tanto tempo, forse troppo. L’ultimo successo risaliva infatti, sempre sul veloce, a Cincinnati nell’agosto del 2019. L’ex N.7 del mondo e finalista US Open 2017 trova al WTA 250 di Adelaide 2 il sesto titolo in carriera.

Vittima del ritorno al successo di Keys è stata la connazionale Alison Riske, a cui Madison ha concesso solamente tre game in tutta la finale. Un match a senso unico, durato 66 minuti e dominato dall’inizio alla fine, come dimostra lo zero nella casella delle palle break concesse da Keys. 6-1 6-2 il risultato finale, con la ventiseienne che è stata assolutamente dominante. Emblematico il fatto che Madison abbia vinto sette game consecutivi, dall’1-1 del primo set al 2-0 del secondo. Dall’altra parte della rete, Riske non è riuscita ad incidere in nessun momento dell’incontro. In particolare il suo servizio non l’ha aiutata praticamente mai, con la N. 57 che ha chiuso la partita con il 55% di punti vinti con la prima e addirittura il 27% con la seconda, contro i 69% e 73% dell’avversaria. Keys ha confermato la bella vittoria in rimonta contro la N.3 del seeding Coco Gauff in semifinale, mentre i ritiri di Zidansek e Brengle di cui aveva beneficiato Riske nei turni precedenti le hanno fatto forse perdere il ritmo partita invece che concederle un riposo extra rispetto all’avversaria.

 

Con il sesto successo consecutivo nei testa a testa tra le due giocatrici (su sette totali), Keys si prepara ad arrivare al meglio verso il primo grande appuntamento dell’anno, al via nella notte italiana di lunedì: l’Australian Open (qui il tabellone femminile). Il miglior successo nell’Happy Slam della tennista di Rock Island risale al 2015, quando appena ventenne perse in semifinale dalla futura campionessa Serena Williams. Negli ultimi anni, Keys non ha più trovato la continuità di risultati che avevano caratterizzato l’inizio della sua carriera, vedendo scivolare il suo ranking dalla top-10 alla soglia delle prime 90 giocatrici. Chissà che questo trionfo ad Adelaide non sia soltanto il primo passo di un nuovo inizio per Madison.

IL TABELLONE COMPLETO DEL WTA 250 ADELAIDE 2

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