Mondo Challenger: a Izmir vince Borna Coric, il predestinato

ATP

Mondo Challenger: a Izmir vince Borna Coric, il predestinato

Pubblicato

il

TENNIS – Izmir è teatro del primo successo del 17enne croato, astro nascente del tennis mondiale. Un’altra giovane promessa, Kimmer Coppejans, si impone sul rosso di Meknes.
Izmir Cup
Izmir, Turkey
15-21 September 2014
Hard € 106,500

La prima volta di Borna Coric, in grado di alzare un trofeo del circuito Challenger già all’età di 17 anni. È accaduto al termine della bellissima finale del torneo di Izmir, dove il fenomenale croato ha piegato la resistenza del primo favorito del torneo, il tunisino Malek Jaziri (80), capace di annullare ben cinque matchpoint e allungare la contesa al terzo set. Mostrando una freddezza da veterano, Coric ha messo in un angolo le occasioni sprecate e ha capitalizzato il break messo a segno nel quinto game. È il secondo 17 enne della stagione ad imporsi in questo circuito, dopo il trionfo del tedesco Alexander Zverev in quel di Braunschweig. Una stagione “verde”, quella a cui stiamo assistendo, che ha visto laurearsi vincitori anche i 18 enni Hyeon Chung (180), Yoshihito Nishioka (167) e il 19enne Nick Kyrgios (51). Il croato, tennista completo e già messosi brillantemente in luce sia sulla terra rossa di Umago, sia agli scorsi Us Open, in cui superò le qualificazioni e Lukas Rosol al primo turno, si issa al numero 140 del ranking. È solo il punto di partenza di una carriera che si annuncia scintillante.
QFs

[1] Malek JAZIRI (TUN) d. [7] Illya MARCHENKO (UKR) 5-7 6-2 7-6(0)
[Q] Mikhail LEDOVSKIKH (RUS) d. Mirza BASIC (BIH) 7-6(3) 6-4
Borna CORIC (CRO) d. Egor GERASIMOV (BLR) 6-2 6-4
[6] Marsel ILHAN (TUR) d. Tomislav BRKIC (BIH) 6-2 7-6(3)
SFs

 

[1] Malek JAZIRI (TUN) d. [Q] Mikhail LEDOVSKIKH (RUS) 6-4 3-6 6-2
Borna CORIC (CRO) d. [6] Marsel ILHAN (TUR) 6-2 3-6 6-2
FINAL

Borna CORIC (CRO) d. [1] Malek JAZIRI (TUN) 6-1 6-7(7) 6-4

 

Morocco Tennis Tour
Meknes, Morocco
15-20 September 2014
Red Clay € 42,500

Finale tra giovani promesse quella andata in scena a Meknes. L’ha spuntata il campione della prova Junior del Roland Garros 2012, il belga Kimmer Coppejans, firmando così il primo successo nel mondo Challenger e negandolo allo stesso tempo al francese Lucas Pouille. Entrambi nati nel Febbraio 1994, i due finalisti beneficiano dell’exploit marocchino entrando prepotentemente fra i primi 200 giocatori mondiali. 196 il ranking del belga, 170 quello del francese, autore dell’eliminazione del favoritissimo della vigilia Pablo Carreno Busta (63), vero e proprio mattatore di questi tornei. Nel 2015 li vedremo misurarsi con maggior continuità nel circuito maggiore. Ha confermato la sua bella condizione il nostro Matteo Viola (168), che dopo aver incamerato il titolo a Biella, ha ottenuto una buona semifinale.

QFs

[8] Lucas POUILLE (FRA) d. [1] Pablo CARRENO BUSTA (ESP) 6-3 6-0
[5] Roberto CARBALLES BAENA (ESP) d. [Q] Julien OBRY (FRA) 6-1 6-1
Kimmer COPPEJANS (BEL) d. Mohamed SAFWAT (EGY) 6-2 6-7(5) 7-5
Matteo VIOLA (ITA) d. Yannik REUTER (BEL) 6-1 6-2
SFs

[8] Lucas POUILLE (FRA) d. [5] Roberto CARBALLES BAENA (ESP) 6-2 3-6 6-1
Kimmer COPPEJANS (BEL) d. Matteo VIOLA (ITA) 0-6 6-2 6-4
FINAL

Kimmer COPPEJANS (BEL) d. [8] Lucas POUILLE (FRA) 4-6 6-2 6-2

 

Arimex Challenger Trophy Trnava, Slovakia
15-21 September 2014
Red Clay € 42,500

Andreas Haider-Maurer in grande spolvero. Nel mese di settembre, il 27enne austriaco ha messo a segno una semifinale e due vittorie, compiendo così il suo rientro fra i primi 100 giocatori mondiali (92). Dopo la sorprendente finale a San Marino, altro acuto dello specialista croato Antonio Veic (204), giunto all’ultimo atto dopo aver eliminato il quotato sloveno Blaz Rola (87) e il giovane ungherese Marton Fucsovics (139), che sta finalmente traducendo in buoni risultati il suo indiscutibile talento. Altro piazzamento per il nostro Marco Cecchinato, che rosicchia altri quattro gradini nel ranking (147).

QFs

Radu ALBOT (MDA) d. Marco CECCHINATO (ITA) 6-2 6-7(1) 6-4
[5] Andreas HAIDER-MAURER (AUT) d. [WC] Jan HAJEK (CZE) 7-5 7-6(5)
[7] Marton FUCSOVICS (HUN) d. [3] Pere RIBA (ESP) 7-5 6-3
Antonio VEIC (CRO) d. [2] Blaz ROLA (SLO) 7-5 6-3
SFs

[5] Andreas HAIDER-MAURER (AUT) d. Radu ALBOT (MDA) 6-3 3-6 6-2
Antonio VEIC (CRO) d. [7] Marton FUCSOVICS (HUN) 6-2 6-3
FINAL

[5] Andreas HAIDER-MAURER (AUT) d. Antonio VEIC (CRO) 2-6 6-3 7-6(4)

 

Campeonato Internacional de Tenis de Campinas Campinas, Brazil
15-21 September 2014
Red Clay $40,000

Terzo titolo stagionale per Diego Schwartzman, il secondo consecutivo dopo quello vinto a Praga. Il 22enne di Buenos Aires, la più concreta speranza del movimento argentino, sembra finalmente pronto a spiccare il volo. Costretto a disputare semifinale e finale nella giornata di domenica, Schwartzman è rimasto in campo per più di sette ore, costringendo in fine ad alzare bandiera bianca il veterano brasiliano Andre Ghem (171). Il suo 2014 riparte dal numero 88 del ranking. Ha colto una buona semifinale il 22 enne francese Gianni Mina (279), che pare si stia lentamente ritrovando dopo essere incappato in una lunga crisi di risultati.
QFs

[1] Diego SCHWARTZMAN (ARG) d. [7] Guilherme CLEZAR (BRA) 6-3 7-6(4)
[5] Guido ANDREOZZI (ARG) d. Jose PEREIRA (BRA) 6-3 6-4
[8] Andre GHEM (BRA) d. Ivo KLEC (SVK) 7-6(4) 6-3
Gianni MINA (FRA) d. Richard BECKER (GER) 7-6(2) 5-7 6-3
SFs

[1] Diego SCHWARTZMAN (ARG) d. [5] Guido ANDREOZZI (ARG) 5-7 6-4 7-6(5)
[8] Andre GHEM (BRA) d. Gianni MINA (FRA) 6-2 7-5
FINAL

[1] Diego SCHWARTZMAN (ARG) d. [8] Andre GHEM (BRA) 4-6 6-4 7-5

 

XX Challenger ATP Trofeo Ciudad de Quito ‘Diario El Comercio’ Quito, Ecuador
15-21 September 2014
Red Clay $40,000

Horacio Zeballos fa tredici. Sono tanti, infatti, gli allori conseguiti a livello Challenger dal mancino argentino, che si riappropria così dello status di top 100 (96), smarrito dallo scorso febbraio. Il 29 enne di Mar Del Plata riscatta così un deludente Us Open e la finale perduta da favorito nella finale del torneo di Liberec a fine Luglio. È andato vicino alla grande impresa il 18enne cileno Nicolas Jarry, fermatosi solo in finale al termine di una sorprendente cavalcata, che lo ha visto prevalere su clienti ostici come Agustin Velotti, Guido Pella, Juan Ignacio Londero e Joao Souza. Non gli è riuscito di bissare il successo del connazionale Gonzalo Lama (197) a Cali, ma il piazzamento lo fa volare al numero 244 delle classifiche.

QFs

Andres MOLTENI (ARG) d. [WC] Gonzalo ESCOBAR (ECU) 6-4 6-0
[3] Horacio ZEBALLOS (ARG) d. Hugo DELLIEN (BOL) 7-5 7-6(5)
Nicolas JARRY (CHI) d. [7] Juan Ignacio LONDERO (ARG) 6-2 7-5
[2] Joao SOUZA (BRA) d. [6,WC] Chase BUCHANAN (USA) 7-6(1) 6-3
SFs

[3] Horacio ZEBALLOS (ARG) d. Andres MOLTENI (ARG) 5-7 6-3 7-5
Nicolas JARRY (CHI) d. [2] Joao SOUZA (BRA) 6-7(4) 6-3 6-3
FINAL

[3] Horacio ZEBALLOS (ARG) d. Nicolas JARRY (CHI) 6-4 7-6(9)

 

 

 

 

 

Continua a leggere
Commenti

ATP

Presentate le Nitto ATP Finals 2021, le prime a Torino: previsto indotto di 600 milioni

40.000 biglietti già venduti su 180.000 disponibili. Il Governo ha versato i primi 18 milioni. Le parole del presidente FIT Angelo Binaghi, la sindaca Chiara Appendino, il presidente di Banca Intesa Gian Maria Gros-Pietro e Marco Lavazza

Pubblicato

il

(foto Sposito)

A dieci mesi esatti dal via, è stata presentata la prima edizione delle ATP Finals che si terrà a Torino. Il capoluogo piemontese sarà la sede dell’evento fino al 2025, succedendo a Londra, dove il torneo si è svolto dal 2009 al 2020. La conferenza stampa si è tenuta nel grattacielo di Intesa San Paolo a Torino, presentata da Angelo Mangiante di Sky Sport.

La più grande banca italiana, come ha fatto per la conferenza di presentazione odierna, sarà Host Partner (ossia padrone di casa) dell’evento di Torino. Confermando il ruolo che ricopre dal 2017, il colosso giapponese Nitto Denko Corporation sarà Title Partner e continuerà a dare il nome all’evento; tra i Platinum Sponsor figureranno Lavazza, FedEx ed Emirates, accompagnati dai Gold Partner EA7 Emporio Armani, Rolex e Acqua Valmora e dai Silver Partner Dunlop, Italgas e Iren luce gas e servizi.

LE VOCI DA TORINO

Il primo a intervenire è stato il presidente della Federazione Italiana Tennis, Angelo Binaghi, che ha ripercorso le tappe che hanno portato le Finals in Italia: “Per noi riuscire ad avere le Finals a Torino è stato come scalare l’Everest. In questi ultimi anni ci siamo prefissi di scalare vette via via più alte. Gli Internazionali d’Italia in questo senso hanno rappresentato il Monte Bianco, da lì abbiamo capito che fosse giunto il momento per porci obiettivi ancora più ambiziosi. Al momento in cui è partita la gara per avere le Finals, il nostro Everest, ci siamo detti che al massimo saremmo potuti arrivare al campo base. Da lì siamo cresciuti, assieme anche a una giovane donna (Chiara Appendino), che non voleva fermarsi al campo base, ma voleva arrivare in cima. Allora ci abbiamo provato. Abbiamo trovato la guida di Giancarlo (Giorgetti, ex sottosegretario nel precedente Governo Conte, ndr), di grande esperienza e capacità. Arrivati quasi in cima senza nemmeno accorgercene, abbiamo dovuto metterci del nostro. Dopo sei mesi, siamo arrivati in cima all’Everest da alpinisti per caso, senza nemmeno volerlo fare all’inizio“.

 

Anche Andrea Gaudenzi, presidente dell’ATP, è intervenuto a Torino per congratularsi con tutti coloro che hanno messo grande dedizione per raggiungere questo trionfo targato Italia: “I fattori principali per questo successo sono stati passione ed entusiasmo, per questo vanno i miei complimenti a tutti. È stata una combinazione di tante cose arrivare a questo risultato, frutto anche della credibilità. Lo standard fissato da Londra è molto alto con oltre tre milioni di spettatori, ma sono sicuro che Torino, la regione Piemonte e l’Italia potranno fare un ottimo lavoro. Da ex giocatore, il mio sogno oltre a vincere un Grande Slam è stato partecipare alle Finali ATP. Almeno potrò farlo da presidente e sono orgoglioso di farlo da italiano, per mostrare al mondo il nostro Paese e la nostra città. Inizieremo in un anno di Covid, ma siamo battaglieri e supereremo questa crisi“.

Si spera che nei prossimi cinque anni le ricadute sul movimento azzurro siano al di là di ogni più rosea aspettativa (ci sono già ottime premesse). Ma secondo Binaghi gli obiettivi sono anche altri: “Sui giocatori italiani potrà avere un impatto straordinario. Ci ha posto obiettivi totalmente differenti. Abbiamo una squadra straordinaria per organizzare una grande edizione 2021 delle ATP Finals, questo è il primo obiettivo. Grandi sponsor ci hanno affiancato per darci supporto, grande risposta è arrivata dalla prevendita dei biglietti. Un altro obiettivo è trasformare le oltre quindicimila persone che verranno ogni giorno a vedere i match da spettatori a tifosi.

Sul sogno di veder giocare un italiano a Torino: “Ambiamo a rendere i giocatori italiani i protagonisti della manifestazione: credo che nei cinque anni vedremo degli italiani giocare il Masters. Il terzo obiettivo è essere riconoscenti alle istituzioni locali per quello che hanno fatto: attraverso i comitati di gestione creati dobbiamo far sì che ci sia un ritorno economico per il territorio. Il quarto è dimostrare al governo che tra tutte le manifestazioni sportive di livello internazionale che saranno organizzate in Italia, quella con la maggiore redditività saranno le ATP Finals. Speriamo anche che il governo ci possa mettere in gara con tutte le altre manifestazioni, per metterci in concorrenza e fare il meglio per il Paese”.

Senza i nostri partner e i nostri sponsor questo evento non sarebbe possibile” ha concluso Gaudenzi. “Anche quelli del Tour, Nitto, Emirates, FedEx, Rolex, Dunlop, che continueranno a seguirci. Questo è l’evento più importante per l’ATP, spesso alle Finals si incorona il numero uno a fine anno. Attraverso i cinque continenti abbiamo un miliardo di appassionati su tutti e cinque i Continenti e vogliamo dare loro uno spettacolo di livello altissimo. Abbiamo lavorato sulla campagna marketing This is Tennis, per concentrarsi sugli aspetti peculiari del nostro sport“.

Riprendendo la parola, Binaghi ha presentato un pilastro dell’evento torinese, ovvero Intesa San Paolo: “L’istituzione finanziaria più alta del nostro Paese. Grazie a loro sentiamo di avere tutto il Paese con noi e siamo sicuri di organizzare una grande edizione delle ATP Finals” ha detto il presidente FIT.

Gian Maria Gros-Pietro, presidente Intesa Sanpaolo, ha parlato così del torneo dei Maestri: “Noi crediamo che lo sport sia molto importante. Forma il carattere, il comportamento, fa aderire a principi di lealtà, di trasparenza ed impegno, che noi vogliamo far trionfare. Lo abbiamo fatto nel 2006 con le Olimpiadi Invernali. E di nuovo ora ci troviamo ad essere co-protagonisti di queste ATP Finals. Ma in Italia per due anni avremo ancora i NextGen. Ci troviamo a nostro agio nel sostenere qualcosa in cui crediamo profondamente e nel sostenere la città di Torino. Siamo la banca più grande d’Italia e qui in Piemonte promuoviamo le nuove iniziative. Abbiamo il grattacielo, ma in Piazza San Carlo apriremo una delle nuove sedi delle Gallerie d’Italia. Abbiamo in via San Francesco d’Assisi uno dei musei del risparmio più grandi del mondo, dove ora c’è anche la nostra sede. Continueremo a promuovere le iniziative con Tim e Google a Torino, Moncalieri e Settimo. Vogliamo continuare a essere legame con la crescita del territorio e la grande visione internazionale di cui lo sport è un elemento fondamentale“.

Gian Maria Gros-Pietro – Banca Intesa

Come già sottolineato da Binaghi, Chiara Appendino ha avuto un ruolo fondante nella corsa all’assegnazione dell’evento, per la quale Torino ha battuto Manchester, Singapore, Tokyo e Londra: “Sono un po’ emozionata, perché raccontiamo una bella storia nata in un modo incredibile. Ricordo una telefonata con un dirigente sportivo, che mi rispose che avessimo l’1% di possibilità di vittoria. Non abbiamo avuto paura di perdere e con grande lavoro di squadra siamo andati avanti tutti assieme. Non ci sono stati solo gli enti pubblici, ma tante aziende del territorio che hanno creduto in questa opportunità. Senza di loro non ce l’avremmo fatta. Sarà occasione di affrontare tutte le sfide del mondo moderno, accogliendo i migliori tennisti al mondo. Lo faremo facendo conoscere Torino e il nostro territorio al mondo. Vogliamo organizzare un evento che sia perfetto“.

Anche Marco Lavazza, vice presidente della storica azienda italiana che comparirà tra gli sponsor del torneo, è intervenuto nella conferenza stampa, confermando l’apporto che Lavazza ha intenzione di dare alla manifestazione: “Lavazza ha 125 anni di storia e di percorsi lunghi e difficili ne è consapevole. Abbiamo iniziato ad approcciarci al mondo del tennis legandoci al torneo più importante del mondo, Wimbledon. Non il modo più semplice. Lo abbiamo fatto non da vincenti, perché gli italiani quando vanno all’estero non partono mai con i migliori auspici. Quest’anno festeggiamo i dieci anni nel mondo del tennis e siamo pronti a portare anche in questo evento la nostra esperienza. Abbiamo cercato di portare il cuore e la competenza italiana e questo è stato riconosciuto e apprezzato, anche nei quattro tornei del Grande Slam. Speriamo, come dicevamo due anni fa a Wimbledon, che questo evento abbia ricedute positive su tutto il tessuto torinese e anche sul mondo del tennis. L’augurio più grande è che ci sia il pubblico presente per godere della manifestazione sportiva”.

PREVENDITA (da Supertennis.tv) – Le Nitto ATP Finals 2021 si disputeranno in 15 sessioni di gioco, di cui 8 pomeridiane e 7 serali. Dallo scorso 30 novembre è possibile acquistare biglietti per le singole sessioni e abbonamenti per l’intera manifestazione sul web. Sono stati già venduti oltre 40.000 dei potenziali 180.000 biglietti disponibili.

Continua a leggere

ATP

ATP Delray Beach: Korda non ne ha più, secondo titolo per Hurkacz

Hubert Hurkacz vince il titolo a Delray Beach senza perdere un set. Sebastian Korda, seppur sconfitto, bussa alla Top100

Pubblicato

il

Hubert Hurkacz con il trofeo di Delray Beach 2021 (foto Twitter @DelrayBeachOpen)

(4) H. Hurkacz b. S. Korda 6-3 6-3

Il futuro può attendere ancora un po’ per il figlio d’arte Sebastian Korda (ATP n. 119), ma non ci sono dubbi che la strada intrapresa sia quella giusta. Dopo una settimana quasi trionfale, durante la quale quattro giocatori classificati più in alto di lui (Kwon, Paul, Isner e Norrie), l’ex campione juniores dell’Australian Open 2018 ha dovuto cedere il passo in finale alla maggiore esperienza e alla maggiore freschezza atletica del polacco Hubert Hurkacz, n. 35 ATP e testa di serie n. 4 del tabellone.

Entrato in campo con grande spavalderia, Korda ha subito ottenuto il break a zero aggredendo l’avversario con la risposta. Hurkacz tuttavia non si è fatto impressionare dalla partenza a razzo del suo avversario, e dall’1-3 del primo set ha infilato cinque giochi consecutivi per chiudere il primo parziale 6-3 in 34 minuti. Decisivo l’ottavo gioco, nel quale Korda ha ceduto la battuta da 30-0, iniziando ad avvertire il fastidio alla gamba sinistra che lo ha costretto poco dopo a chiedere un medical time-out. “Ho giocato diverse partite piuttosto lunghe questa settimana, ho cominciato a sentire un dolore all’adduttore che si propagava fino all’inguine ogni volta che atterravo dal servizio – ha spiegato Sebastian dopo la partita – In ogni modo non si tratta di una scusa, dal 2-1 del primo set è stato lui il giocatore migliore”.

 

L’intervento del fisioterapista sull’1-2 del secondo set non ha potuto far molto per migliorare la situazione della gamba di Korda, che ha continuato a fare esercizi di allungamento tra un punto e l’altro ed ha subito il break decisivo subito dopo, siglato da un doppio fallo e due errori gratuiti da fondocampo.

Secondo sigillo in carriera per Hurkacz, dopo il successo di Winston-Salem nel 2019, che gli vale l’ingresso nei Top 30 e nelle teste di serie per il prossimo Australian Open. Per il diciannovenne Korda, invece, un po’ di riposo a casa con la sua famiglia, che era in tribuna a Delray Beach per sostenerlo durante la finale: oltre a papà Petr (camipione dell’Australian Open 1998) e a mamma Regina (ex n. 26 WTA) c’erano anche le sorelle Jessica e Nelly, entrambe golfiste professioniste. Korda si è infatti cancellato dal Challenger di Istanbul della settimana prossima e raggiungerà il suo preparatore atletico in Repubblica Ceca per una sessione di rafforzamento fisico. “Anche se mi piacerebbe giocare quanti più tornei possibile, il mio corpo ha bisogno di riposo e di rinforzarsi – ha spiegato Korda – Sono fortunato che il mio preparatore è un ottimo comunicatore e dopo essermi riposato qui in Florida andrò da lui”.

Nel frattempo con questo risultato Korda si è avvicinato alla Top 100: a partire da lunedì prossimo salirà fino al n. 103, suo miglior ranking in carriera.

Continua a leggere

ATP

Il battesimo del figlio d’arte: Sebastian Korda giocherà la prima finale a Delray Beach

Bella vittoria in due set su Cameron Norrie: il figlio di Petr Korda sfiderà Hurkacz per vincere il primo titolo in carriera ed entrare in top 100

Pubblicato

il

A quasi ventitré anni – era il 1° febbraio 1998 – dal primo, unico e contestatissimo successo Slam di papà Petr sui campi di Melbourne, il mondo del tennis deve volgere lo sguardo a Sebastian Korda, 20 anni, che raggiunge la prima finale della sua giovane carriera all’ATP 250 di Delray Beach.

Sui campi che guardano la costa della Florida opposta alle rive su cui è nato Sebastian – gli ha dato i natali Bradenton, ‘terra di tennis’ per via dell’accademia di Nick Bollettieri – Sebastian ha battuto in due set e con insospettabile saggezza Cameron Norrie, mancino dal tennis assai interessante. “Sono veramente gasato, non potrei essere più felice” ha detto Korda dopo il successo, tradendo tutta l’eccitazione dei vent’anni. “Mi sono allenato con il mio coach (Dean Goldfine, è nel team assieme a papà Petr – e chissà che non si aggiunga Agassi a breve, come da rumors), lui colpisce molto piatto. Ha funzionato. Norrie ha un gioco super estroso, il rovescio incrociato è di livello mondiale e il dritto è difficile da difendere. Sono contento del modo in cui ho giocato l’intera partita, per come sono rimasto aggressivo“.

Dicevamo dell’insospettabile saggezza perché dopo aver corsa di testa praticamente per tutto il match, sul 6-3 5-4 e servizio a disposizione il giovane Sebastian ha sentito un po’ la pressione e ha mancato due match point. “Sul primo è stato bravo lui, ma sul secondo ho fatto doppio fallo“. In realtà Korda ha buttato via entrambi i punti (il primo con un dritto abbastanza comodo in corridoio), ma ha ricevuto un piccolo aiuto dal suo avversario che nel game successivo gli ha reso il favore del doppio fallo; ottenuto così un altro break di vantaggio, lo statunitense ha rimesso in moto il suo tennis di pressione da fondocampo, sempre guidato dal dritto, e si è guadagnato la sua prima finale tra i grandi.

 

Non partirà favorito nel match contro Hubert Hurkacz, che da un lato ha fatto percorso netto – nessun set ceduto e due soli turni di servizio non difesi in tre partite – ma dall’altro non ha dovuto affrontare alcun top 100; tra quarti e semifinale, ha addirittura superato un giocatore che occupa la top 300 per un soffio (Quiroz) e un altro (Christian Harrison) che ha iniziato il torneo da numero 789 del mondo. Non certo un campo minato per il polacco, che ringrazia e oltre ai favori del pronostico in finale si prende anche la certezza di una testa di serie all’Australian Open (al momento la 29°); non a scapito di Lorenzo Sonego, per fortuna dell’italiano, poiché i forfait di Isner e Garin consentono al torinese di mantenere la 31° piazza nel seeding. Con Sinner che attende alla finestra: un altro forfait e ci sarà spazio anche per lui tra le teste di serie.

Il tabellone completo di Delray Beach

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement