Murray vince la guerra di logoramento, Robredo rivive l'incubo Shenzhen

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Murray vince la guerra di logoramento, Robredo rivive l’incubo Shenzhen

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TENNIS ATP500 – Tommy Robredo rivive l’incubo della finale di Shenzhen,, dove perse contro Andy Murray pur avendo avuto 5 match point. Lo scozzese vince il trofeo a Valencia nella finale più lunga del 2014, con 3 ore e 23 minuti ed un punteggio di 6-3 6(7)-7 6(8)-7. E’ il match dell’anno?

 

“I popoli non combattono le guerre per fare dello sport” scriveva lo scrittore statunitense John Steinbeck; ma al contrario si può dire che gli uomini fanno dello sport per simulare delle guerre? C’è chi compara un match di tennis ad una partita di scacchi, chi ad un nesso di geometrie, chi ancora ad una danza con l’avversario. E poi c’è chi vedendo la finale del torneo ATP500 tra Andy Murray e Tommy Robredo avrà pensato soltanto ad una cosa: guerra. Guerra di logoramento. Di quelle di cui senti parlare solo nei libri di storia. Di quelle dove l’importante non è sferrare l’attacco decisivo, ma lavorare ai fianchi l’avversario, fino al punto in cui il suo crollo sarà solo la naturale conseguenza di una tattica meticolosa. Quella che è andata in scena oggi non è stata una finale a senso unico e virtualmente già decisa, come può essere ricordata quella di Basilea, ma al contrario una battaglia di nervi, di resistenza, di tenuta mentale e fisica, uno scontro senza esclusioni di colpi, un match incerto dall’inizio alla fine. Una finale che è valsa il prezzo del biglietto.

 

I Sergenti Murray e Robredo s’erano già incontrati quest’anno. Allora era la finale dell’ATP250 di Shenzen, e l’esito fu inquietantemente molto simile a quello odierno: 2 ore e 30 minuti (oggi ampiamente superate) di pura battaglia (3 ore e 23 minuti), per un totale di 5-7 7-6(9) 6-1 in favore dello scozzese, che annullò 5 match point. Per entrambi questa di Valencia era la terza finale in stagione, con Murray che aveva ed ha mantenuto una percentuale del 100% di vittorie (Shenzhen e Vienna) e Robredo (Umag e Shenzhen) un 100% di sconfitte.

I due si sono dati battaglia dall’inizio alla fine. Un durata media dei game che rasentava i 6 minuti e 30, un numero di colpi che ad ogni scambio superava la doppia cifra. Mai un colpo definitivo, come si i due non puntassero a fare il punto nel breve periodo, ma ragionassero alla lunga distanza, come a sfinire l’avversario prima di terminare le forze. Un match che pareva combattuto su terra rossa e non su cemento. Murray aveva iniziato il set cercando di prendere il pallino del gioco, Robredo si limitava a tenere lo scambio, a tenerlo a lungo ed in maniera solida. Lo scozzese aveva impostato il match sulla diagonale di rovescio, dove suo fondamentale bimane gli garantiva maggiore solidità di quello di Robredo, ma questo non gli garantiva un vantaggio così cospicuo, data la tenacia dello spagnolo. Fino al 3-3 è valsa la regola dei servizi. Ma già sul 3-2 si iniziavano a vedere i primi sprazzi di disequilibrio: dopo 26 minuti si intravedeva le prima palle break a favore di Murray. Ma il primo strappo lo attuava Robredo: alla prima occasione nel game successivo volava 4-3 e servizio. Lo scozzese nel frattempo aveva corso diversi chilometri a stare dietro al ritmo degli scambi dello spagnolo. Murray ha avuto altre 4 chance di riprendersi il break, ma un cinico Robredo le ha annullate e poi ha sfruttato un’altra unica occasione per togliere il servizio all’avversario. 6-3 si chiudeva il primo parziale dopo appena 58 minuti.

Nel secondo si poteva pensare ad un calo dei due atleti, o quanto meno di Robredo, ed infatti Murray aveva abbozzato una reazione immediata e si era portato 2-0. Ma come in tutte le guerre, era solo un periodo di tregua momentanea, ed era un attimo che Tommy tornava a martellare l’esercito scozzese, facendolo correre a destra ed a sinistra. Robredo riacciuffava Murray sul 4-4, dopo aver salvato un possibile doppiobreak, e sotto la spinta del pubblico di casa si sospingeva al tiebreak. I fantasmi di Shenzhen (dove lo spagnolo mancò 5 matchpoint al tiebreak) sono però di nuovo affiorati: Robredo ha mancato due occasioni di chiudere il match, sul 6-5 e sul 7-6, e poi con un dritto a sventaglio fuori di un piede ha regalato il tiebreak e il set allo scozzese per 9-7 …proprio come a Shenzhen!

Ma a differenza di quel match, lo spagnolo nel terzo set ha saputo reagire e mantenere il controllo e l’equilibrio del match. Murray, anche lui esausto, ha tirato il fiato; i due giocatori, fisicamente e psicologicamente provati, si sono trascinati avanti con il servizio, e si alternavano fino al 3-3, senza concedere palle break, come successo nel primo set. Fin quando Murray non sembrava mollare definitivamente: 0-40 sul suo servizio e con un doppio fallo regalava a Robredo il break di vantaggio che sembrava decisivo. Sembrava, per l’appunto. Appellandosi a non si sa quali risorse psico-fisiche lo scozzese trascinava lo spagnolo ai vantaggi del game successivo, e colmava subito il gap. Con le stesse forze, Robredo trovava la grinta di annullare un matchpoint sotto 4-5 e 30-40. I due viaggiavano insieme verso la fine più scontata e forse più degna per decretare il vincitore di quest’infinita partita: il tiebreak.

E quando si dice che il tiebreak altro non è che lo specchio dell’andamento di un match, probabilmente si ha ragione. A furia di alternarsi nel punteggio i due hanno confermato l’equilibrio imperante per tutto il tempo. 1-1, 2-2, 3-3. Cambio campo. 4-4, 5-5. Allora Robredo con uno smash si portava sul 3° match point, 6-5. Murray lo annullava con un recupero mostruoso, 6-6. Robredo indomito strattonava l’avversario a destra e a sinistra per portarsi sul 4° matchpoint, 7-6. Un Murray epico lo annullava con un cross stretto di dritto, 7-7. Robredo tentava ancora l’affondo, e si guadagnava il 5° matchpoint, 8-7. Murray lo annullava con un ottimo servizio ed uno smash a seguire, 8-8. 5 matchpoint annullati, esattamente come a Shenzhen. E se tre indizi fanno una prova, quando Murray trovava lo spunto per volare sul 9-8, l’intero stadio, e forse anche Robredo, sapeva come sarebbe andata a finire. Nell’ultimo ennesimo scambio maratona, era un rovescio lungolinea di Murray a terminare il match, con lo spagnolo che senza più forze lo guardava attraversare il campo.

Murray cade a terra, lo stesso fa Robredo, i due si vengono ad abbracciare a rete, quasi più per trovare un appoggio, esausti, che per un reale gesto d’affetto. Robredo scherzosamente alza i due diti medi a Murray, scatenando i sorrisi generali. Quasi tre ore e mezza di gioco, di gran tennis, per un match che è la finale più lunga del 2014 (superata quella di Delray Beach) e sicuramente uno dei candidati a match dell’anno.

Il “saluto” di Tommy Robredo ad Andy Murray a fine match:

La Race ATP aggiornata ai risultati odierni (si qualificano i primi 9 vista l’assenza di Rafael Nadal):

5. Murray 4.295
6. Nishikori 4.265
7. Cilic 4.150
8. Berdych 4.105
9. Ferrer 3.865
10. Raonic 3.840
11. Dimitrov 3.555‏

 

 

 

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ATP Montreal: Evans di rimonta sfianca Paul, Draper dura solo un set con Carreno Busta

Seconda volta negli ultimi quattro di un Masters 1000 per Daniel Evans, al contrario Tommy Paul conferma una tradizione negativa perdendo il 7°quarto di finale sugli otto disputati nel 2022

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Daniel Evans - ATP Cup 2022 Sydney (foto Facebook ATP Cup)

D. Evans b. T. Paul 1-6 6-3 6-4

Dopo aver messo in fila gli scalpi di Hurkacz, Djokovic e Goffin nell’aprile 2021 a Montecarlo, Daniel Evans si ripete al Canada Open centrando la seconda semifinale della carriera in un Masters 1000. Un risultato ottenuto grazie alle vittorie sulle tds n. 5 e 10 di Montreal, Rublev e Fritz, e sigillato con il successo in rimonta – e in notturna – per 1-6 6-3 6-4 in quasi due ore e venti di gioco ai danni di Tommy Paul. Il tennista britannico dà così continuità al quarto di finale raggiunto settimana scorsa a Washington – due tornei nei quali ha battuto agli ottavi sempre lo stesso avversario – migliorando ulteriormente il suo piazzamento e soprattutto invertendo la rotta della propria stagione.

Infatti il 32enne della West Midlands sembrerebbe essere rinato in questa prima tranche dello swing estivo nordamericano, successivamente ad un primo semestre avaro di soddisfazioni e di risultati di rilievo. Basti pensare che il quarto conquistato nella capitale degli States, è stato il primo stagionale per il 39 ATP; mentre a proposito di quarti di finale, si conferma una tradizione alquanto infausta per l’americano. Il 25enne del New Jersey ha avuto infatti un rendimento molto costante nel 2022, senza tuttavia picchi di rendimento: degli otto quarti in stagione ne ha vinto soltanto uno, a Delray Beach, con un record che se allargato all’intera carriera parla di un bilancio negativo di 4 vittorie e 12 sconfitte.

 

Da lunedì potrà comunque consolarsi con il nuovo best ranking al n. 31 del ranking, l’americano era stato al massimo n. 32 meno di tre mesi fa. Migliore posizione di sempre che invece non toccherà ad Evans, dalla prossima settimana almeno n. 23, ma che non è escluso arrivi considerando lo squarcio basso del tabellone: un’occasione più unica che rara per Dan, con il sogno sempre più reale di rinverdire quella piazza di n. 22 raggiunta nel settembre dello scorso anno. Intanto si porta a più due nel differenziale del bottino stagionale: 19 partite vinte e 17 perse.

IL MATCH – Ad aprire il programma della sessione serale all’Omnium Banque Nationale Presente by Rogers, nella giornata dedicata ai quarti di finale, è il secondo accoppiamento della parte bassa del tabellone: il derby tra “cugini” anglo-statunitensi Daniel Evans e Tommy Paul. Si affrontano per la seconda volta: il primo scontro risale al 2018 e curiosamente andò scena proprio in Canada al Challenger di Vancouver, fra l’altro al via la prossima settimana. Una partita che prometteva grande spettacolo, e che soprattutto forniva alla vigilia diversi spunti d’interesse. Si affrontano infatti due giocatori dallo stile completamente opposto, da una parte la solidità del 25enne del New Jersey che rappresenta il classico prototipo del tennista di formazione Usa – anche se cresciuto sui campi in terra della Carolina del Nord – dotato di un portentoso dritto con il quale può comandare a piacimento gli scambi da fondo; dall’altra invece un’esponente del tennis anni ’80 con la sua spigliata capacità di variare costantemente il proprio gioco e di appoggiarsi sul peso della palla avversaria affinché possa avere il tempo necessario per scendere a rete.

Il primo momento di difficoltà per chi serve arriva nel quarto game, con il 32enne di Birmingham in battuta: fino a quel momento aveva tenuto il campo perfettamente il n. 39 ATP, riuscendo abilmente a rimandare dall’altro lato soluzioni sempre diverse e sfruttando in questo senso la varietà in suo possesso nel rovescio, alternando con cambi sistematici il proprio magistrale back al suo comunque ottimo ed elegante rovescio monomane; ma appena la prima di servizio è andata leggermente in affanno il tennista inglese ha cominciato a perdere parecchi metri e a dover remare come un forsennato sulle geometrie di Tommy. L’americano difatti avendo più tempo per preparare, inizia a spostarsi con più continuità dalla parte sinistra per poter smistare il palleggio attraverso lo sventaglio.

Il colpo anomalo di dritto, specie in lungolinea, fa veramente molto male e Daniel non può far altro che entrare in una spirale di problemi, senza soluzione di continuità, dinanzi alla regolarità delle aperture del giocatore statunitense. Questo perché, qualora il match dovesse dispiegarsi sul ritmo, semplicemente Evans sarebbe inerme e privo di qualsiasi possibilità di poter fare partita pari. Ma ciò che sta, sicuramente, prendendo la scena nella prima frazione dell’incontro è l’imperiale livello in risposta di Paul: le ribattute del n. 34 al mondo sono incredibilmente infuocate ed in grado di mettere costantemente pressione all’avversario. Dan ha certamente un atteggiamento invidiabile, non molla neanche un quindici, e regala agli spettatori perle al volo con autentici capolavori – una copertura della rete da volleatore di prima classe, con esecuzioni plananti.

Tuttavia la consistenza e la velocità del tennis dell’ex n. 3 junior è troppo superiore: centra un primo break sul 2-1 alla terza opportunità, per poi addirittura salire sul 5-1 breakkando ancora. In realtà la parte centrale del set vede tre giochi consecutivi risolversi ai vantaggi, i quali però vengono tutti vinti da Paul. Il campione del Roland Garros junior 2015, infatti, porta a casa due giochi in risposta, che gli valgono altrettanti strappi, ed uno al servizio – consolidando il primo break in rimonta dal 15-30 – ad oltranza. Quindi, nonostante un 6-1 in 39 minuti c’è stata comunque lotta ma ciò non toglie gli enormi meriti del tennista a stelle e strisce, che ha assolutamente mostrato un tennis degno di questo punteggio.

Un altro aspetto che il match sta fornendo in maniera chiara, sono i numerosi progressi compiuti da Paul dalla parte del rovescio. Miglioramenti che si sono rivelati fondamentali per mostrare il livello espresso nei suoi primi sei mesi di stagione. Sul campo questa nuova solidità del bimane americano si osserva molto bene, da un punto di vista tattico, quando il giocatore di Sua Maestà nel prendere la rete in controtempo, va ad attaccare sempre sul rovescio di Tommy – suo colpo storicamente meno sicuro – subendo però soltanto chirurgici e filanti passanti. Il nativo di Birmingham sa però, che questa canadese, è una ghiottissima occasione; perciò parte super carico in avvio di seconda frazione: dopo aver cancellato una pericolosissima palla break in apertura – che sapeva di match ball – ha avuto lui la chance per scappar via, ma un concreto 25enne di Voorhees l’ha frantumata con gran spavalderia. I come on di Evans di susseguono ma non sembrano incrinare in alcun modo le sicurezze acquisite dal n. 34, in questa settimana, così come non pare infastidire l’approccio in slice: su queste palle molto basse si disimpegna alla grande.

Adesso comunque Paul è visibilmente calato, in termini di visione periferica, essendo più impreciso nelle sue geometrie e nella costruzione del punto: ora fa estrema fatica a trovare l’angolo del campo sguarnito, propedeutico a muovere l’avversario. Dan è invece scatenato, e infilando Tom a rete con un bel passante in corsa di dritto, sfrutta il secondo break point del set in suo favore. Allungo giunto nel sesto game e prontamente confermato, per il 5-2 Evans. L’americano sì è incartato all’improvviso, inoltre anche sul piano fisico le cose si sono invertite, Daniel corre come un indiavolato al contrario del classe ’97 cresciuto in Carolina del Nord che è diventato lento a livello di reattività dei piedi, uno dei punti di forza del suo tennis e che venendo meno lo portano ad arrivare sulla palla con quella decisiva frazione di ritardo. Il britannico ha ritrovato brillantezza e quando un tennista del suo talento acquisisce anche questa dote è veramente un bel vedere oltre che difficilmente si può essere in grado di tenergli testa: così nel momento della verità, non trema e suggella il 6-3 in 43 minuti.

Il parziale finale si apre nel segno dell’equilibrio, previsto dalle anticipazioni della gara ma effettivamente mai pervenuto finora, dovuto ad un innalzamento generale del livello dell’incontro: si assiste infatti, in questo frangente di partita, ai punti più belli dell’intero match, con i due giocatori che si sfidano a colpi di fioretto e di reni tra pallonetti volanti, tocchi sopraffini e passanti girati di schiena. L’inerzia è però cambiata rispetto all’inizio: la rapidità di Evans crea il vuoto, insieme anche ad una crescita sostanziale del servizio british.

Puntuale il break di Dan sul 2-1, che sale ancora grazie ad un’isperata pesantezza del dritto. Il 32enne di Birmingham vede il traguardo avvicinarsi sempre di più, ma deve ancora soffrire nell’ottavo game: si complica maledettamente la vita a causa di un doppio fallo e va sotto 15-40. Sul secondo break point è bravissimo Evans, la cancella con un complicatissimo smash, tuttavia i rimpianti di Paul sono sulla prima dove un nastro beffardo gli porta via un dritto che sarebbe stato vincente. Tommy annulla un match point, nell’ennesimo quindici spettacolare del set, e ci prova fino alla fine; ma Dan è un treno che non si ferma più: chiude al secondo tentativo, 6-4 in 57 minuti.

A livello statistico, i numeri ci dicono che il match è stato comunque condotto complessivamente da Paul, autore di 40 winners mitigati da 30 unforced, nettamente più conservatrice la performance del nativo di Birmingham: -1 (15/16). Ciò nonostante il match, al di là dei numeri che a volte possono essere fuorvianti, è stato certamente molto godibile, con entrambi sempre pronti a verticalizzare e che si sono esibiti in grandi prodezze a rete o in scambi estremamente entusiasmanti. In sintesi, non ci si è per nulla annoiati.

P. Carreno Busta b. [Q] J. Draper 7-6(4) 6-1 (dal nostro inviato a Montreal, Vanni Gibertini)

È durato un set o poco più il sogno di Jack Draper di raggiungere la sua prima semifinale di un Masters 1000. Dopo un primo set molto combattuto e giocato con grande profusione di energie da entrambe i protagonisti, l’esperienza di Pablo Carreno Busta è venuta fuori e non ha lasciato scampo al suo giovane avversario, che comunque ha fatto vedere di non essere troppo lontano dai livelli di vertice.

Draper ha messo in mostra grande esuberanza fisica, la capacità di iniettare velocità nella pallina con grande efficacia e la capacità di utilizzare il vantaggio di essere mancino. Il tennis ha sicuramente trovato un altro protagonista che farà divertire.

IL MATCH – Dopo la varietà di schemi e le ripetute discese a rete di Evans-Paul, il pubblico serale dell’IGA Stadium ha dovuto tornare ad apprezzare un tipo di gioco più abituale nel tennis moderno fatto di potenti scambi da fondo e ritmo sui palleggi. Si tratta di un terreno di battaglia sul quale Carreno Busta ha sicuramente molta più esperienza di Draper, e infatti all’inizio del match sembrava che lo spagnolo potesse staccarsi agevolmente. Tuttavia, annullando ben sei palle break nei primi due turni di battuta, Draper è comunque riuscito a tenere egregiamente il campo contro il suo più esperto avversario facendo leva un po’ sulla battuta ma soprattutto sul suo rovescio mancino “alla Sock”, con una rotazione molto accentuata e una traiettoria simile a quella prodotta da Norrie ma con molta più velocità.

Ci è voluta più di mezz’ora per completare i primi quattro game, poi però Draper ha cominciato un po’ a pagare la desuetudine a giocare partite di questa intensità concedendo il break per primo al settimo gioco. Tutto sembrava seguire il copione, fino a quando, nel momento di servire per il set sul 5-4, Carreno Busta prima incassava un paio di bei colpi da parte di Draper, poi sulla prima palla break concessa nel match e nel torneo ha commesso doppio fallo regalando il 5-5.

Nel tie-break successivi ci sono stati quattro minibreak nei primi sei punti, poi sul 4-4 Carreno Busta si aggiudicava uno scambio di 31 colpi concluso con un recupero in corridoio su una palla corta, e dopo un’ora e 15 minuti poteva incamerare il primo set.

Su quello scambio lunghissimo probabilmente Draper ha lasciato parecchio di ciò che aveva nel serbatoio, più mentalmente che fisicamente. Carreno Busta iniziava il secondo set come se nulla fosse martellando sulla diagonale sinistra e volando subito sul 3-0, dando così il via alla fuga verso il parcheggio o verso la metropolitana di buona parte degli spettatori, dato che si erano ormai fatte le 23 di venerdì sera.

Il resto della partita è stata quasi una formalità: Draper ha fatto vedere qualche altro lampo di quello che probabilmente di mostrerà negli anni a venire, ma il presente è Carreno Busta, che ha chiuso il match raggiungendo in semifinale Daniel Evans per dar vita a una sfida che non ha precedenti ufficiali a livello ATP.

IL TABELLONE DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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ATP

ATP Cincinnati, il tabellone maschile: difficile esordio per Berrettini con Tiafoe

Tabellone equilibrato a Cincinnati. Alcaraz dalla parte di Nadal. Sinner esordisce contro un qualificato, ci potrebbe essere di nuovo Carreno Busta

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Alexander Zverev (sinistra) e Andrey Rublev (destra) - Cincinnati 2021 (foto Twitter @cincytennis)

Sorteggiato a Mason, Ohio il tabellone principale del singolare maschile per il Western&Southern Open. Medvedev, Tsitsipas e Hurkacz nella parte alta; Nadal, Alcaraz e Ruud nella parte bassa in un tabellone tutto sommato piuttosto bilanciato.

In n. 1 del mondo Medvedev avrà al secondo turno (dopo il bye) il vincente tra Botic Van de Zandschulp e Maxime Cressy, poi dovrebbe incontrare chi esce da una zona piuttosto affollata con Dimitrov, Shapovalov, Paul e Brooksby. La testa di serie n. 2 Nadal esordirà contro il vincente tra Borna Coric e un qualificato, poi probabilmente Roberto Bautista Agut.

Matteo Berrettini ha un inizio complicato con Frances Tiafoe al primo turno e poi il vincente tra Khachanov e Korda. Sinner troverà invece un qualificato nel suo primo incontro (ricordiamo che ci sono tre italiani nelle qualificazioni: Musetti, Sonego e Fognini) e poi eventualmente Kecmanovic o la rivincita con Carreno Busta.

 

Il link al tabellone (aggiornato quotidianamente)

Il tabellone – parte alta

Il tabellone – parte bassa

OTTAVI TEORICI

[1] D. Medvedev vs [16] G. Dimitrov
[11] T. Fritz vs [6] A. Rublev
[4] S. Ttsitsipas vs [13] D. Schwartzman
[12] M. Berrettini vs [8] H. Hurkacz
[5] C. Ruud vs [9] C. Norrie
[14] M. Cilic vs [3] C. Alcaraz
[7] F. Auger-Aliassime vs [10] J. Sinner
[15] R. Bautista-Agut vs [2] R. Nadal

IL SORTEGGIO DEGLI ITALIANI

[10] J. Sinner vs Q
[12] M. Berrettini vs F. Tiafoe

INFORMAZIONI SUL TORNEO

  • tabellone a 56 giocatori (16 teste di serie, 16 bye)
  • 44 giocatori entrati per accettazione diretta
  • 7 qualificati
  • 4 wild card

Copertura televisiva

Il torneo di Cincinnati, come tutti quelli di categoria Masters 1000, sarà trasmesso in diretta da SKY Sport. Le immagini in diretta saranno visibili anche sottoscrivendo l’abbonamento a NOW, la piattaforma streaming di SKY utilizzabili da ogni tipologia di dispositivo (notebook, tablet, smartphone e smart TV). Il pass Sport per un mese costa 9,99 euro.

Calendario di gioco

Sabato 13 agosto: primo turno qualificazioni (dalle 16 italiane)
Domenica 14: turno finale qualificazioni

Domenica 14: primo turno sessione serale
Lunedì 15: primo turno (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Martedì 16: primo e secondo turno (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Mercoledì 17: secondo turno (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Giovedì 18: ottavi di finale (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Venerdì 19: quarti di finale (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Sabato 20: semifinali (sessione diurna dalle 17, sessione notturna da mezzanotte)
Domenica21 : finali maschile e femminile (sessione diurna, le due finali a partire dalle 18)

Prize money dell’ATP Cincinnati 2022

  • R1: 25.110$
  • R2: 45.315$
  • R3: 84.510$
  • QF: 157.995$
  • SF: 289.655$
  • F: 529.710$
  • V: 970.020$

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ATP

ATP Montreal: Ruud rovina la festa canadese, Auger-Aliassime fa solo tre giochi

Brutta battuta d’arresto per Felix Auger Aliassime nel torneo di casa. Casper Ruud ragginge agevolmente la semifinale dell’Omnium Banque Nationale di Montreal dove trova Hurkacz

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Casper Ruud - Montreal 2022 (foto Twitter @OBNmontreal)

[4] C. Ruud b. [6] F. Auger-Aliassime 6-1 6-2 (da Montreal il nostro inviato)

Non c’è nemmeno stato il tempo di sognare per Felix Auger-Aliassime e il pubblico di Montreal: il match di quarti di finale tra l’idolo di casa e il norvegese Casper Ruud è stato totalmente a senso unico, se si eccettua il game iniziale. Dieci giochi consecutivi vinti da Ruud che ha sfoderato una prestazione di grande solidità, martellando senza pietà il lato sinistro di Felix sia con il diritto sia con il rovescio, approfittando dei parecchi errori del canadese senza la minima esitazione fino alla fine.

IL MATCH – Nel pomeriggio insolitamente freddino di Montreal l’inizio di partita è stato davvero balbettante per entrambi. Felix Auger-Aliassime, sostenuto da uno stadio quasi pieno nonostante il pomeriggio lavorativo, è partito di gran lena strappando subito il servizio a Ruud alimentando l’entusiasmo dei quasi 12.000 in tribuna. Sembrava quasi che fosse una gara a chi chiudeva il punto più in fretta, tanto sembravano entrambi alla ricerca del vincente a tutti i costi. Nessuno dei due tuttavia pareva essere sufficientemente centrato da poter eseguire un disegno così ambizioso, e i colpi scentrati sono iniziati ad arrivare in quantità.

 

Il primo a riprendere il controllo del proprio tennis è stato Ruud, che rimediata la falsa partenza iniziale ha messo il cruise control per incassare i numerosi errori di Auger-Aliassime negli scambi da fondo e mettere in fila sei giochi consecutivi per incamerare il primo set 6-1 in 36 minuti.

Con un silenzio incredulo in tribuna che si poteva quasi toccare con mano (e con una serie di personaggi in tribuna stampa che non si erano mai visti tutta la settimana ma chissà come mai sono comparsi per la parita di Auger-Aliassime…) il secondo parziale non si apriva meglio per il giocatore di casa: due disastri al volo messi in fondo alla rete più un diritto in corridoio hanno concesso il break in apertura a Ruud, impeccabile nella sua conduzione del match e il cui diritto lungolinea era un castigo divino. Un doppio fallo sul 30-40 due game più tardi faceva spalancare la voragine di una bruttissima sconfitta sotto i piedi di Auger-Aliassime, totalmente incapace di trovare una situazione di gioco per mettere in difficoltà l’avversario.

L’enorme applauso per il turno di battuta tenuto sullo 0-4 era quasi un calcio allo stomaco per Auger Aliassime, che nonostante volesse credere di poter rimanere attaccato al match doveva arrendersi all’evidenza dei fatti dopo soli 74 minuti di gioco e rimandare a un’altra occasione il sogno di trionfare nel torneo di casa.

Ruud ha così vinto il suo settimo incontro consecutivo, cogliendo la vittoria contro il giocatore meglio classificato tra quelli battuti quest’anno e avanzando alla semifinale contro Hubert Hurkacz, contro il quale ha vinto l’unico confronto diretto, anche se sulla terra di Parigi la primavera scorsa.

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