Coppa Davis, verso la finale: Tutti i numeri della Francia

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Coppa Davis, verso la finale: Tutti i numeri della Francia

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TENNIS COPPA DAVIS – Per i francesi si tratta della 17° finale di Davis. Ne hanno vinte 9, l’ultima nel 2001. Mentre hanno giocato l’ultima finale nel 2010 (sconfitti dalla Serbia 3-2) In caso di vittoria sarebbe la 10°volta che una nazione conquista la coppa giocando sempre in casa

La Francia ha la grande occasione, ospitando la Svizzera a Lille nello stadio Pierre Mauroy, di conquistare la 10° Coppa Davis della sua storia, issandosi così da sola al 3° posto nella classifica dei detentori della mitica insalatiera alle spalle di Usa (32 titoli) e Australia (28) staccando la Gran Bretagna (attualmente per l’appunto a quota 9).
Ricordiamo che la prima partecipazione della Francia in Coppa Davis risale al 1904, in tutto le sfide giocate sono 244 con un bilancio di 159 vittorie ed 85 sconfitte.
Da quando esiste il World Group (1981) la Francia vi è sempre stata presente eccetto due edizioni, seconda in questa speciale classifica solo a R.Ceca e Usa che invece sono mancati una volta sola nella massima serie.

I francesi giocheranno la 17° finale di Coppa Davis e anche in questo caso solo Usa (61) e Australia (47) ne hanno giocate di più. Delle 16 finali sin qui disputate i francesi ne hanno vinte 9. La prima nel 1927, a Philadelphia contro gli Usa (allora si giocava con la formula del challenge Round, i campioni in carica giocavano solo la finale contro la nazione proveniente dalle eliminatorie), l’ultima nel 2001, in Australia.
Delle 16 finali ben 10 sono state giocate in casa, con 6 vittorie. L’ultimo successo tra le mura amiche fu quello di Lione del 1991, quando Forget e Leconte sconfissero gli Usa di un acerbo Sampras.

 

Ecco nel dettaglio tutte le finali giocate dai francesi in Davis

TUTTE LE FINALI DELLA FRANCIA IN COPPA DAVIS

La Francia ha giocato 9 finali consecutive tra il 1925 ed il 1933. Era l’epoca dei 4 moschettieri, quelli per i quali fu costruito il Roland Garros (aviatore della 1° guerra mondiale), adibito ad ospitare le loro gesta.
Jean Borotra, Jacques Brugnon, Henry Cochet e René Lacoste fecero sognare con le loro gesta i tifosi francesi e portarono il tennis transalpino sulla vetta del mondo.
Il passaggio del testimone contro gli Usa di Tilden e Johnston avvenne nel 1927, quando i francesi vinsero a Philadelphia rimontando dall’1-2 contro i padroni di casa.
Decisiva la vittoria di Cochet su Johnston.
La formula del challenge Round facilitò le difese del titolo ai francesi sulla terra del Roland Garros, dove lo squadrone transalpino battè 3 volte consecutive gli Usa, poi la Gran Bretagna, ancora gli Usa, prima di cedere lo scettro alla Gran Bretagna nel 1933.
Autori dello smacco in terra parigina furono Fred Perry e Banny Austin, che superarono 3-2 i padroni di casa.

Da quel momento in poi per rivedere la Francia in finale passarono ben 49 anni, prima che nel 1982 una nuova generazione di fenomeni riconquistasse l’atto conclusivo per i “bleu”.
In prima battuta autore di quell’impresa fu Yannick Noah, che poi l’anno dopo avrebbe vinto proprio lo Slam parigino.
Al suo fianco un giovanissimo Henry Leconte, passato poi al secolo con il soprannome di “Ritton”, tanto braccio e genio condito da altrettanta incostanza.
Ma nella finale di Grenoble gli Usa capeggiati da John McEnroe (a proposito di genio e talento) si dimostrarono più forti e chiusero la contesa già dopo il doppio.
Proprio McEnroe batté nel singolare d’apertura Yannick Noah al termine di un match tiratissimo, chiuso solo al quinto set.
Nulla poté Leconte contro Gene Mayer, troppo forti McEnroe e Fleming in doppio per Leconte e Noah.

Nove anni dopo si presentò per i francesi la più succulenta delle rivincite.
In quel di Lione ancora una volta gli Usa avversari per il titolo, Noah stavolta in panchina come capitano, in campo Leconte oramai diventato vecchio volpone affiancato dall’elegante Guy Forget.
Gli americani ancora una volta rivestivano il ruolo di favoriti, non fosse altro per il fatto di schierare il “Kid” Agassi, il nuovo fenomeno Sampras e l’affiatata coppia Flach/Seguso per il doppio.
Agassi non lascio scampò a Forget nel primo singolare, ma Leconte realizzò il miracolo battendo un Sampras frastornato dai colpi di classe del francese e superato in soli 3 set.
Nel doppio Leconte e Forget superarono a sorpresa Flach e Seguso (che avevano perso una sola volta in 12 incontri in Davis). Sul 2-1 toccò a Guy Forget riportare la Coppa in Francia dopo 59 anni, battendo in 4 set Pete Sampras nel tripudio generale. Ancora nitido il ricordo di un quasi tremebondo Forget che piazza il colpo finale prima di gettarsi per terra dopo aver recuperato da 15-40 nel game decisivo.

Ancora Noah in panchina nel 1996, altra impresa, questa volta realizzata in trasferta, a Malmoe.
Già in semifinale i francesi avevano recuperato una sfida già persa, rimontando dallo 0-2 l’Italia di Gaudenzi e Furlan a Nantes.
I padroni di casa svedesi avevano i favori del pronostico, anche perché sarebbe stata l’ultima Davis di Stefan Edberg, ormai prossimo al ritiro.
Invece proprio lo svedese si infortunò nel primo singolare contro Cedric Pioline , lasciando via libera al francese.
Enqvist batté in tre set Boetsch, Forget e Raoux sconfissero Bjorkman e Kulti.
L’ultima giornata ne vide di tutti i colori. Pioline andò avanti 2 set a zero contro Enqvist ma finì per perdere 9-7 al quinto.
A quel punto scesero in campo sul 2-2 Arnaud Boetsch e Niklas Kulti, mandato in campo al posto dell’infortunato Edberg.
I due non si risparmiarono e finirono al quinto set. Kulti ebbe tre match point sul 7-6 0-40 servizio Boetsch ma li sprecò malamente. Ci pensò allora Boetsch a chiudere la contesa al 18° game per il 10-8 finale.

Andò male invece ai francesi nel 1999, convinti sulla terra di Nizza do poter fare un solo boccone dell’Australia.
Ma i canguri realizzarono il colpaccio grazie ai Woodies (Woodfrode e Woodbridge) e ad un Philippoussis in stato di grazia.
Il singolarista australiano sconfisse prima Grosjean nel match d’apertura e poi Pioline sul 2-1 dando il punto decisivo agli Aussie, che il sabato avevano vinto il doppio con la coppia Woodforde/Woodbridge che aveva superato in 4 set Delaitre e Santoro.
Era stato Pioline nella prima giornata a portare l’unico punto ai padroni di casa battendo agevolmente Lleyton Hewitt.

Anche qui però il destino riservò ai francesi la più dolce delle rivincite.
Nel 2001 furono gli australiani ad ospitare in occasione della finale la Francia e optarono, sulla carta a ragion veduta, per l’amata erba.
Successe l’incredibile, Escudé (che aveva annullato un match point nei quarti allo svizzero Bastl sul 2 pari) superò in 5 set Lleyton Hewitt, Pat Rafter pareggiò i conti battendo agevolmente Grosjean.
Pioline e Santoro superarono però a sorpresa Rafter e Hewitt nel doppio, l’indomani Hewitt superò Grosjean per il 2 pari e toccò quindi a Escudé e Wayne Arthurs, chiamato a sostituire l’infortunato Rafter, giocarsi la coppa.
Altra partita della vita di Escudé che superò l’australiano in 4 set e portò la nona Davis ai francesi.

Da allora in poi altre 2 finali per la Francia, sempre però sconfitta, sempre per 3-2, sempre al singolare decisivo e sempre dopo essere stata in vantaggio 2-1 dopo il doppio.
In entrambi i casi Forget, diventato nel frattempo capitano del team francese, non azzeccò proprio tutte le mosse.
Clamoroso ciò che avvenne a Bercy nel 2002, quando i francesi ospitarono la Russia di Safin e Kafelnikov.
Forget decise di schierare in singolare l’esordiente Mathieu, puntualmente superato da Safin, toccò quindi a Grosjean riportare la situazione in parità.
Il doppio fu durissimo, alla fine Escudé e Santoro recuperarono uno svantaggio di due set a uno e batterono Kafelnikov e Safin.
Proprio Safin portò la situazione sul 2 pari vincendo su Grosjean.
A quel punto Forget ritenne opportuno insistere su Mathieu, mentre Tarpischev scelse l’esordiente Youzhny al posto di un esausto Kafelnikov.
Mathieu sembrò poter vincere facilmente il match andando avanti due set a zero ma la paura e la tensione gli giocarono un brutto scherzo. Youzhny divenne allora l’eroe del week-end russo, per la prima volta nella storia della Davis nell’ultimo singolare sul 2-2 un tennista recuperò uno svantaggio di 2 set per dare la Coppa al proprio paese. Fu la prima Coppa Davis della Russia.

Altrettanto sfortunata fu l’ultima finale giocata dalla Francia nel 2010, stavolta in trasferta a Belgrado contro la Serbia.
Ancora opinabile la scelta di Forget che lasciò a casa il talentuoso Gasquet.
Mofils diede un insperato vantaggio ai francesi battendo un frastornato Tipsarevic, fu allora Djokovic a siglare l’1-1 superando agevolmente Simon.
Nel doppio Zimonjic e Troicki vinsero i primi due set ma si fecero poi rimontare da Clement e Llodra che la spuntarono al quinto.
La formazione ospite affrontò quindi l’ultima giornata sul 2-1, ma Djokovic iniziò la rimonta superando Monfils e Troicki (impiegato al posto del deludente Tipsarevic) consegnò la prima storica Davis ai serbi surclassando uno spento Llodra schierato in sostituzione di Simon.
La Francia ci riprova adesso e spera di interrompere il digiuno che dura da 13 anni.
Piccola curiosità, Arnaud Clement, attuale capitano dei francesi, fu convocato in prima battuta sia nel 2001 che nel 2002, ma fu poi sostituito nelle convocazioni ufficiali da Pioline nel primo caso e da Mathieu nel secondo.
Giocò invece come detto al finale del 2010, vincendo il doppio in coppia con Llodra.

1925 Philadelphia [USA, grass]
United States def. France, 5-0

Tilden (USA) def. Borotra (FRA) 4-6 6-0 2-6 9-7 6-4
Johnston (USA) def. Lacoste (FRA) 6-1 6-1 6-8 6-3
Richards / Williams (USA) def. Borotra / Lacoste (FRA) 6-4 6-4 6-3
Tilden (USA) def. Lacoste (FRA) 3-6 10-12 8-6 7-5 6-2
Johnston (USA) def. Borotra (FRA) 6-1 6-4 6-0

 

1926 Philadelphia [USA, grass]
United States def. France, 4-1

Johnston (USA) def. Lacoste (FRA) 6-0 6-4 0-6 6-0
Tilden (USA) def. Borotra (FRA) 6-2 6-3 6-3
Richards / Williams (USA) def. Brugnon / Cochet (FRA) 6-4 6-4 6-2 Johnston (USA) def. Borotra (FRA) 8-6 6-4 9-7
Lacoste (FRA) def. Tilden (USA) 4-6 6-4 8-6 8-6

 

1927 Philadelphia [USA, grass]
France def. United States, 3-2

Lacoste (FRA) def. Johnston (USA) 6-3 6-2 6-2
Tilden (USA) def. Cochet (FRA) 6-4 2-6 6-2 8-6
Hunter / Tilden (USA) def. Borotra / Brugnon (FRA) 3-6 6-3 6-3 4-6 6-0
Lacoste (FRA) def. Tilden (USA) 6-3 4-6 6-3 6-2

Cochet (FRA) def. Johnston (USA) 6-4 4-6 6-2 6-4

 

1928 Roland Garros (Paris) [FRA, clay]
France def. United States, 4-1

Tilden (USA) def. Lacoste (FRA) 1-6 6-4 6-4 2-6 6-3
Cochet (FRA) def. Hennessey (USA) 5-7 9-7 6-3 6-0
Borotra / Cochet (FRA) def. Hunter / Tilden (USA) 6-4 6-8 7-5 4-6 6-2
Cochet (FRA) def. Tilden (USA) 9-7 8-6 6-4
Lacoste (FRA) def. Hennessey (USA) 4-6 6-1 7-5 6-3

 

1929 Roland Garros (Paris) [FRA, clay]
France def. United States, 3-2

Cochet (FRA) def. Tilden (USA) 6-3 6-1 6-2
Borotra (FRA) def. Lott (USA) 6-1 3-6 6-4 7-5
Allison / Van Ryn (USA) def. Borotra / Cochet (FRA) 6-1 8-6 6-4
Tilden (USA) def. Borotra (FRA) 4-6 6-1 6-4 7-5
Cochet (FRA) def. Lott (USA) 6-1 3-6 6-0 6-3

 

1930 Roland Garros (Paris) [FRA, clay]
France def. United States, 4-1

Tilden (USA) def. Borotra (FRA) 2-6 7-5 6-4 7-5
Cochet (FRA) def. Lott (USA) 6-4 6-2 6-2
Brugnon / Cochet (FRA) def. Allison / Van Ryn (USA) 6-3 7-5 1-6 6-2
Borotra (FRA) def. Lott (USA) 5-7 6-3 2-6 6-2 8-6
Cochet (FRA) def. Tilden (USA) 4-6 6-3 6-1 7-5

1931 Roland Garros (Paris) [FRA, clay]
France def. Great Britain, 3-2

Cochet (FRA) def. Austin (GBR) 3-6 11-9 6-2 6-4
Perry (GBR) def. Borotra (FRA) 4-6 10-8 6-0 4-6 6-4
Brugnon / Cochet (FRA) def. Hughes / Kingsley (GBR) 6-1 5-7 6-3 8-6
Austin (GBR) def. Borotra (FRA) 7-5 6-3 3-6 7-5
Cochet (FRA) def. Perry (GBR) 6-4 1-6 9-7 6-3

 

1932 Roland Garros (Paris) [FRA, clay]
France def. United States, 3-2

Borotra (FRA) def. Vines (USA) 6-4 6-2 2-6 3-6 6-4
Cochet (FRA) def. Allison (USA) 5-7 7-5 7-5 6-2
Allison / Van Ryn (USA) def. Brugnon / Cochet (FRA) 6-3 11-13 7-5 4-6 6-4
Borotra (FRA) def. Allison (USA) 1-6 3-6 6-4 6-2 7-5
Vines (USA) def. Cochet (FRA) 4-6 0-6 7-5 8-6 6-2

1933 Roland Garros (Paris) [FRA, clay]
Great Britain def. France, 3-2

Austin (GBR) def. Merlin (FRA) 6-3 6-4 6-0
Perry (GBR) def. Cochet (FRA) 8-10 6-4 8-6 3-6 6-1
Borotra / Brugnon (FRA) def. Hughes / Lee (GBR) 6-3 8-6 6-2
Cochet (FRA) def. Austin (GBR) 5-7 6-4 4-6 6-4 6-4
Perry (GBR) def. Merlin (FRA) 4-6 8-6 6-2 7-5

 

1982 Grenoble [FRA, indoor clay]
United States def. France, 4-1

J. McEnroe (USA) def. Noah (FRA) 12-10 1-6 3-6 6-2 6-3
G. Mayer (USA) def. Leconte (FRA) 6-2 6-2 7-9 6-4
Fleming / J. McEnroe (USA) def. Noah / Leconte (FRA) 6-3 6-4 9-7
Noah (FRA) def. G. Mayer (USA) 6-1 6-0
J. McEnroe (USA) def. Leconte (FRA) 6-2 6-3

 

1991 Lyon [FRA, indoor carpet]
France def. United States, 3-1

Agassi (USA) def. Forget (FRA) 6-7(7) 6-2 6-1 6-2
Leconte (FRA) def. Sampras (USA) 6-4 7-5 6-4
Leconte / Forget (FRA) def. Flach / Seguso (USA) 6-1 6-4 4-6 6-2
Forget (FRA) def. Sampras (USA) 7-6(6) 3-6 6-3 6-4
Leconte (FRA) – Agassi (USA) Not played

 

1996 Malmo [SWE, indoor carpet]
France def. Sweden, 3-2

Pioline (FRA) def. Edberg (SWE) 6-3 6-4 6-3
Enqvist (SWE) def. Boetsch (FRA) 6-4 6-3 7-6(2)
Forget / Raoux (FRA) def. Bjorkman / Kulti (SWE) 6-3 1-6 6-3 6-3
Enqvist (SWE) def. Pioline (FRA) 3-6 6-7(8) 6-4 6-4 9-7
Boetsch (FRA) def. Kulti (SWE) 7-6(2) 2-6 4-6 7-6(5) 10-8

 

1999 Nice [FRA, indoor clay]
Australia def. France, 3-2

Philippoussis (AUS) def. Grosjean (FRA) 6-4 6-2 6-4
Pioline (FRA) def. Hewitt (AUS) 7-6(7) 7-6(6) 7-5
Woodbridge / Woodforde (AUS) def. Delaitre / Santoro (FRA) 2-6 7-5 6-2 6-2
Philippoussis (AUS) def. Pioline (FRA) 6-3 5-7 6-1 6-2
Grosjean (FRA) def. Hewitt (AUS) 6-4 6-3

 

2001 Melbourne [AUS, Grass]
France def. Australia, 3-2

Escudé (FRA) def. Hewitt (AUS) 4-6 6-3 3-6 6-3 6-4
Rafter (AUS) def. Grosjean (FRA) 6-3 7-6(6) 7-5
Pioline / Santoro (FRA) def. Hewitt / Rafter (AUS) 2-6 6-3 7-6(5) 6-1
Hewitt (AUS) def. Grosjean (FRA) 6-3 6-2 6-3
Escudé (FRA) def. Arthurs (AUS) 7-6(3) 6-7(5) 6-3 6-3

2002 Paris (Bercy) [FRA, indoor clay]
Russia def. France, 3-2

Safin (RUS) def. P -H. Mathieu (FRA) 6-4 3-6 6-1 6-4
Grosjean (FRA) def. Kafelnikov (RUS) 7-6(3) 6-3 6-0
Escudé / Santoro (FRA) def. Kafelnikov / Safin (RUS) 6-3 3-6 5-7 6-3 6-4
Safin (RUS) def. Grosjean (FRA) 6-3 6-2 7-6(11)
Youzhny (RUS) def. P -H. Mathieu (FRA) 3-6 2-6 6-3 7-5 6-4

 

2010 Belgrade [SRB, indoor hard court]
Serbia def. France, 3-2

Monfils (FRA) def. Tipsarevic (SRB) 6-1 7-6(4) 6-0
Djokovic (SRB) def. Simon (FRA) 6-3 6-1 7-5
Clément / Llodra (FRA) def. Troicki / Zimonjic (SRB) 3-6 6-7(3) 6-4 7-5 6-4
Djokovic (SRB) def. Monfils (FRA) 6-2 6-2 6-4
Troicki (SRB) def. Llodra (FRA) 6-2 6-2 6-3

 

IL CAMMINO DELLA FRANCIA NEL 2014

Come detto la Francia ha giocato e vinto in casa tutti e 3 i turni precedenti la finale di Lille.
Agevoli le vittorie contro Australia negli ottavi e R.Ceca bi-campione in carica in semifinale, sorprendentemente complicata ed incredibile la sfida di quarti di finale contro la Germania.
I tedeschi giunti a Nancy con la seconda squadra si erano venuti a trovare sul 2-0 dopo la prima giornata, grazie alle vittorie di Kamke su Benneteau e di Gojowczik su Tsonga (in 5 set tiratissimi).
Bravissimi però i francesi a recuperare lo svantaggio, Benneteau e Llodra diedero il via alla rimonta nel doppio battendo Begemann e Kamke, rimonta conclusa poi da Monfils e Tsonga vincitori rispettivamente di Gojowczik e Kamke.
L’ultima volta che la Francia aveva recuperato uno svantaggio di 0-2 aveva poi vinto la Coppa.
Come visto in precedenza era accaduto a Nantes nel 1998 contro l’Italia in semifinale, i francesi poi vinsero la finale di Malmoe contro la Svezia.
Nel ranking per nazioni la Francia occupa la posizione nr.2, che rimarrà tale anche in caso di vittoria. In caso invece di sconfitta i transalpini scivoleranno alla posizione nr.3.
La Francia è stata nr.1 dal febbraio 2002 al dicembre 2003 e dall’aprile al settembre 2004.

 

First round, Mouilleron-le-Captif [FRA, indoor clay]
FRANCE def. AUSTRALIA, 5-0

Richard GASQUET (FRA) d. Nick KYRGIOS (AUS) 7-6(3) 6-2 6-2
Jo-Wilfried TSONGA (FRA) d. Lleyton HEWITT (AUS) 6-3 6-2 7-6(2)
R. GASQUET / J -W. TSONGA(FRA)d.C. GUCCIONE/ L. HEWITT (AUS) 5-7 7-6(4) 6-2 7-5
Julien BENNETEAU (FRA)d.Thanasi KOKKINAKIS (AUS) 6-4 6-1
Gaël MONFILS (FRA) d. Nick KYRGIOS (AUS)7-6(5) 6-4

 

Quarter-final, Nancy [FRA, GreenSet]
FRANCE def. GERMANY, 3-2

Tobias KAMKE (GER) b. Julien BENNETEAU (FRA) 7-6(8) 6-3 6-2
Peter GOJOWCZYK (GER) b. Jo-Wilfried TSONGA (FRA) 5-7 7-6(3) 3-6 7-6(8) 8-6
J. BENNETEAU / M. LLODRA(FRA)b. A. BEGEMANN / T. KAMKE (GER)6-1 7-6(5) 4-6 7-5
Jo-Wilfried TSONGA (FRA) b. Tobias KAMKE (GER) 6-3 6-2 6-4
Gaël MONFILS (FRA) b. Peter GOJOWCZYK (GER) 6-1 7-6(0) 6-2

 

Semi-final, at Roland Garros (Paris) [FRA, clay]
FRANCE def. CZECH REPUBLIC, 4-1

Richard GASQUET (FRA) def. Tomas BERDYCH (CZE) 6-3 6-2 6-3
Jo-Wilfried TSONGA (FRA) def. Lukas ROSOL (CZE) 6-2 6-2 6-3
R. GASQUET / J -W. TSONGA(FRA)def.T. BERDYCH / R. STEPANEK (CZE) 6-7(4) 6-4 7-6(5) 6-1
Jiri VESELY (CZE) def. Julien BENNETEAU (FRA) 6-4 6-3
Gaël MONFILS (FRA) def. Lukas ROSOL (CZE) 5-7 6-4 7-5

 

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Coppa Davis

Quanto vale davvero la World Cup of Tennis (alias Coppa Davis)?

Un’analisi di business del nuovo formato. Al momento siamo allineati a un ATP 500 top, ma il trend è in crescita

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Dopo un weekend di intense emozioni a seguito del commovente saluto di Federer che non dimenticheremo facilmente, comincia una nuova settimana abbastanza soft, con soltanto tornei ATP 250. Ne approfittiamo allora per guardare avanti e parlare un po’ di questa nuova Davis Cup, che speriamo possa regalarci nel prossimo futuro belle soddisfazioni.

Riavvolgiamo allora il nastro;

ANNO 2018: Il board ITF votò l’OK alla nuova formula della Davis sulla base di una proposta che parlava di un total financial commitment iperbolico di 3 miliardi di euro in 25 anni, ovvero 125 milioni all’anno (col senno di poi sarebbe interessante leggere il report di Deloitte che all’epoca redasse la due diligence per ITF sulla “soundness” della proposta di Kosmos; purtroppo il documento è riservato). Tuttavia già all’epoca la quota “reale” di prize money destinata ai giocatori era ben diversa, nell’ordine dei 15 milioni di euro totali.

 

ANNO 2019: la grande discontinuità comincia nel 2019, con la prima edizione che si tiene a Madrid nella Caja Magica. Tutte le fasi finali con le migliori 16 squadre tutte assieme appassionatamente, nei round robin che hanno determinato poi il quadro a eliminazione diretta dai quarti in poi. Due cose sono rimaste di quell’edizione: un nuovo capitolo della leggenda di Nadal che si caricò lettaralmente sulle spalle la Spagna per portarla alla vittoria finale; e il delirio organizzativo con un numero folle di match compressi in una settimana, col risultato di sessioni mattutine dagli spalti vuoti e session serali che si prolungavano fino a notte fonda.

ANNO 2020: niente da segnalare, le finali di Davis non hanno luogo causa Covid, e causa deficit registrato a seguito della prima edizione del nuovo corso, con gli organizzatori che colgono la palla balzo per evitare guai ulteriori

ANNO 2021: primo aggiustamento della formula, con la distribuzione della fase a gironi presso 4 sedi staccate per ampliare la partecipazione di pubblico e snellire le finals ai match più significativi di semifinali e finali. Esperimento parzialmente riuscito in quanto l’idea delle sedi staccate appare azzeccata per avere in una di quelle sedi un home team che traina la partecipazione di pubblico (meglio se però in città affamate di tennis). Il tallone d’achille fu però una programmazione che rendeva di fatto irrealistico per i fan organizzarsi per andare a seguire alle finali la propria squadra e rendere l’atmosfera speciale, visto che fra quarti e semifinali/finali il lag temporale era di circa 10 giorni.

ANNO 2022: qua siamo arrivati al nadir della storia della Davis con l’opzione di Abu Dhabi che sembrava emergere prepotentemente come sede favorita delle Finals, sull’onda di chissà quanti petrodollari; una decisione che è stata schivata per sollevazione popolare, visto che una fetta consistente degli addetti ai lavori, in modo più o meno rumoroso, espresse la propria disapprovazione per l’ipotesi che avrebbe definitivamente ucciso ogni rimando al vecchio formato. L’altra innovazione al formato introdotta infine è stata quella di spostare i quarti nello stesso slot temporale e nella stessa sede della fase finale, grazie ad un’estensione dello slot a calendario dedicato alla manifestazione.

Nell’attesa insomma di vedere gli sviluppi del braccio di ferro Kosmos – Tennis Australia che dovrebbe portare all’unione fra ATP Cup e Davis Cup, con ogni evidenza la soluzione di maggior buon senso sotto tutti i punti di vista, con l’attuale formula Kosmos e ITF sembrano aver trovato un minimo di equilibrio. Ma è davvero così?

Andiamo allora a vedere come si colloca su queste basi la Davis rispetto ad altri tornei ATP e se i fondamentali economici e sportivi siano sballati o meno. L’analisi che faremo verterà su tre dimensioni:

  • Appeal sportivo
  • Ritorno economico per i giocatori
  • Ritorno economico per gli organizzatori

Su queste 3 dimensioni cercheremo per quanto possibile di fare una comparazione con diverse categorie di tornei ATP e a squadra, come la Laver Cup e l’ATP Cup.

APPEAL SPORTIVO: misure fisiche oggettive ovviamente non ce ne sono, ma proviamo comunque a porci la seguente domanda: quanto è attraente la Davis per un tennista? Lasciamo da parte le nostalgie della vecchia formula, per cui la Davis era sì un traguardo ambito da raggiungere, ma non in maniera seriale. Se da un lato un grande campione nei decenni in genere ha sempre cercato di mettere in bacheca una Davis oltre ai trofei del grande Slam, è anche vero che lo sforzo che veniva richiesto per l’insalatiera era tale che ci si considerava liberati dopo aver iscritto anche solo una volta il proprio nome nell’albo d’oro (come ci confermava anche Albert Costa in una chiacchierata al torneo di Barcelona). A un Roland Garros in più in bacheca invece non si dice mai di no…vero Rafa?

Ma scherzi a parte un modo per vedere se l’interesse dei giocatori è reale o meno possiamo considerare che questi hanno sempre la possibilità di “votare con i piedi”, ovvero di non rispondere alle convocazioni; pertanto andare a vedere ad esempio quale sia il ranking dei migliori 8 giocatori che partecipano alle varie competizioni è un modo per avere un’idea di quanto siano più o meno considerate

Il caso dell’ATP CUP poi evidenzia come ulteriori fattori quali la collocazione in calendario e la disponibilità di punti ATP siano un fattore non irrilevante nel considerare le scelte.

*(classifiche al 26/09/22).

Fra parentesi per ogni torneo almeno le prime 8 teste di serie, se rientranti nei primi 20 del ranking ATP all’atto del torneo.

Il caso dell’ATP CUP poi evidenzia come ulteriori fattori quali la collocazione in calendario e la disponibilità di punti ATP siano un fattore non irrilevante nel considerare le scelte. Inoltre, la formula inclusiva che ai nastri partenza un numero di nazioni ben superiore a quello di fasi finali della Davis rende più facile la presenza di tutti i migliori. Questo era un po’ il ragionamento che era stato adottato anche per l’edizione 2019 della Davis, ma che poi è stato scartato causa calendario troppo compresso. Anche in questo senso, il vantaggio di calendario dell’ATP cup è evidente.

RITORNO ECONOMICO PER I GIOCATORI: Qua le comparazioni son un po’ più complicate in quanto gli schemi sono differenti fra un torneo e l’altro e inoltre un valore assoluto come il prize money non è comparabile fra tornei a squadre e tornei individuali, in quanto gli schemi di remunerazione sono differenti e meno sbilanciati verso un singolo individuo vincitore del torneo.

Per i tornei ATP il dato è di facile lettura. Per i tornei a squadre invece la lettura è un po’ più articolata:

  • Per la Laver Cup è previsto uno schema semplificato per cui ognuno dei 6 membri di ogni team riceve 250k $ in caso di vittoria, e 125k in caso di sconfitta. A queste somme vengono aggiunte delle participation fees variabili in funzione del ranking. Non sono distribuiti punti ATP.
  • Nel caso della Davis Cup nel 2021 il prize money era distribuito fra 16 team composti da 5 membri ognuno, che a partire dai round robin si sono scontrati fino alla fase a eliminazione diretta, dai quarti di finale in poi. Non ci sono differenze di remunerazione in funzione del ranking e di singoli match vinti, conta soltanto il risultato di squadra. Non sono distribuiti punti ATP. Sono inoltre previsti altri 5 milioni da ripartire fra le federazioni
  • Lo schema di remunerazione dell’ATP CUP infine è quello più complessa di tutti, basata su participation fees che variano in funzione del ranking, vittorie individuali e vittorie di squadra. Inoltre, oltre ad una discreta sommetta, i giocatori ricevono fino ad un massimo di 750 punti ATP per il singolare e 250 per il doppio. Le participation fees sono un bel richiamo per attirare i top player, che garantiscano ai top ten un cachet di ingresso di oltre 150k, indipendentemente dalle prestazioni di team o individuali. I team partecipanti sono 24, contro i 16 della Davis.

RITORNO ECONOMICO PER GLI ORGANIZZATORI: Il ritorno economico per gli organizzatori ovviamente dipende da variabili che prescindono dal semplice “sbigliettato”. Tuttavia se un torneo “tira” a livello di pubblico sugli spalti, è ragionevole pensare che l’evento abbia un certo appeal e che questa possa essere una proxy anche dell’appeal televisivo. 

Andando anche in questo caso ad analizzare per i vari tornei l’affluenza di pubblico registrata e i prezzi dei biglietti messi in vendita per diverse tipologie di settore ci possiamo farci un’idea a livello comparativo.

** Dato stimato per il 2022: la fase a gironi di settembre nelle 4 sedi di Valencia, Bologna, Glasgow e Amburgo ha fatto registrare ottimi risultati di pubblico con oltre 110.000 presenza complessive. A metà settembre 2022 inoltre oltre il 20% dei biglietti per le Finals di Malaga risulta già venduto e pertanto, stante una capienza dell’impianto pari a 11.000 spettatori un target di 160.000 biglietti venduti appare raggiungibile

CONCLUSIONI: che la Davis sia ancora in una fase di assestamento è indubbio. Al momento sulla base della nostra analisi diremmo che sotto vari aspetti la manifestazione è un appeal che come minimo è pari a quello di un 500 top come Vienna o Barcellona. Che questo sia sufficiente a far quadrare gli “economics” (come dicono quelli bravi…i conti della serva per chi non ha vezzi da consulente) è tutto da vedere anche perché il dettaglio della proposta fatta da Kosmos ad ITF non è stato reso pubblico. Sicuramente la strada intrapresa è quella giusta, in quanto la formula delle 4 città per i round robin per avere l’effetto traino di una nazione che gioca in casa funziona. e una collocazione in calendario a fine anno che veda quarti semifinali e finali nella stessa settimana e nella stessa location è utile sia ai fan per organizzarsi che per far crescere il pathos dell’evento. Staremo a vedere come andrà a finire, noi ovviamente saremo in prima fila a tifare azzurri contro il team USA.

BONUS TRACK: Abbiamo scelto di non fare comparazioni con Roma e Madrid in quanto combined event, mentre Bercy ha solo il tabellone ATP. In ogni caso nelle nostre ricerche abbiamo dato un occhiata anche ad altri tornei di nostro interesse come Roma e Madrid e ci siamo accorti che il torneo capitolino non ha ancora pubblicato il programma delle partite per l’edizione 2023, a differenza della Villa spagnola: fate attenzione se state pensando di acquistare in anticipo i biglietti per Roma, visto che potrebbe essere adottato lo schema di Madrid, e magari il sabato, anziché le semifinali maschili potrebbe aver luogo la finale femminile, scelta fatta da Madrid e già resa pubblica.

A Roma invece, per quanto riguarda il torneo femminile (categoria WTA 1000), sono ancora in corso colloqui con la WTA per adeguarlo alla lunghezza e alla dimensione di quello maschile, in maniera analoga ai tornei dello stesso livello. Insomma i biglietti sono già in vendita, ma su come verranno i definiti i contenuti delle singole giornate ancora non v’è certezza. Insomma, occhio!

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Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

La rivoluzione della Coppa Davis andata in scena negli ultimi anni ha proposto una competizione sicuramente molto diversa rispetto a quella che eravamo abituati a conoscere. E ovviamente non sono mancate le critiche, sia per la formula a gironi, sia per la diminuzione dei match (da cinque a tre per ogni incontro), sia per il fatto che spesso i match finiscono a tarda ora (l’ultimo a lamentarsene è stato Andy Murray). La ITF, al fianco del partner Kosmos, ha respinto tutte le critiche – vedi anche l’intervista rilasciata al direttore Ubaldo Scanagatta dal presidente David Haggerty – e sta cercando tuttora di far evolvere in senso positivo la competizione. Ad esempio, quest’anno la fase a gironi è stata anticipata da novembre a settembre, in modo da staccarla da quella a eliminazione diretta, per rendere meno impegnativo il calendario dei giocatori coinvolti.

Da notare c’è che stando ai dati diramati oggi dalla ITF e da Kosmos, la Coppa Davis non ha perso il suo fascino da massima competizione mondiale del tennis per nazioni, e nemmeno il pubblico all’interno dei palazzetti di gara (nella scorsa settimana si è giocato a Casalecchio di Reno, Glasgow, Valencia e Amburgo). Infatti, viene comunicato che un totale di 113.268 persone hanno acquistato un biglietto per la fase appena chiusa, con 26.445 persone presenti nella sola domenica di gare. Un dato che grossomodo equivale a quello fatto registrare nel 2021, per la fase finale che si è giocata tra Torino e Madrid. Insomma, considerando che si deve giocare la fase più calda della competizione (a Malaga dal 21 al 27 novembre), l’affluenza di quest’anno finirà per essere maggiore rispetto a quella della passata edizione.

“I numeri di oggi sono molto simili a quelli visti nelle intere edizioni del 2019 e del 2021 – ha affermato Enric Rojas, il Ceo di Kosmos -. Ci aspettiamo tra le 50mila e le 60mila persone a Malaga. Il miglioramento in termini di affluenza, percentuale di riempimento degli stadi e fan engagement sarà, a nostro giudizio, enorme”. Per ora a Malaga sono stati venduti 20mila biglietti circa e verosimilmente, ora che si sanno le squadre protagoniste, tra cui c’è anche l’Italia, inizia il periodo più caldo per le vendite dei biglietti.

 

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