Finali A1, day 2: scudetto donne al TC Genoa! 1-1 con l'Aniene (uomini)

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Finali A1, day 2: scudetto donne al TC Genoa! 1-1 con l’Aniene (uomini)

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TENNIS – Il TC Genoa vince lo scudetto femminile dopo 16 anni battendo il TC Prato con un punteggio di 3-2. Decisivo l’ultimo doppio, dove Knapp-Balducci, ma soprattutto la prestazione maiuscola della altoatesina, hanno battuto Camerin-Dentoni con il punteggio di 6-3 6-2.

Ieri, presso il 105 Stadium di Genova, hanno preso il via le finali scudetto di tennis 2014. L’evento, organizzato dalla MCA Events,  vede opposti, tra le squadre maschili, il TC Genova 1893 e il Circolo Canottieri Aniene mentre, tra quelle femminili, ancora il TC Genova 1893 al TC Prato.

 

Protagonisti del sabato genovese sono stati i match tra le ragazze che, alla fine della giornata, si sono conclusi sull1-1. La squadra toscana, formata da Maria Elena Camerin, Corinna Dentoni, Zuzana Kukova e Martina Trevisan, conquista il primo punto grazie alla Kukova, vittoriosa su Alice Balducci in un match combattuto per più di due ore e conclusosi al terzo con lo score 1-6 6-4 6-4.

Il team genovese, composto da Karin Knapp, Alberta Brianti, Reka Luca Jani e Alice Balducci, pareggia i conti grazie alla Knapp. La tennista altoatesina, attuale n.54 Wta, nonostante un problema allo stomaco, alla fine è riuscita a far valere in campo la classifica e l’esperienza, imponendosi sulla Camerin per 7-5 6-3.

E’ stato poi il turno di Corinna Dentoni contro Alberta Brianti. Dopo un’ora e mezza di gioco, finisce 6-2 7-5 per la ragazza di capitan Lubrano. Primo set equilibrato inizialmente (2-2), poi è la trentaquattrenne biancorossa a strappare il servizio all’avversaria nel quinto e nel settimo gioco. Due palle set sprecate, poi un’efficace chiusura. Nel secondo set, è Corinna Dentoni a conquistare un break al settimo gioco (4-3), vincendo poi anche l’ottavo (5-3) ma subendo poi il prepotente ritorno di Alberta Brianti, da quel momento in avanti praticamente perfetta. Dopo la rimonta, la gioia per il rovescio vincente con gli applausi scroscianti della tifoseria del TC Genova. “E’ stato un punto pesante, sono davvero contenta perché non era facile – spiega la Brianti – Pubblico fantastico, mi ha aiutato sin dall’inizio quando ero un po’ in difficoltà: sono cresciuta nel corso del match, vincere era fondamentale e adesso siamo pronti a giocarci questo doppio”

La Brianti ferma il punteggio momentaneamente sul 2-1 per il TC Genova.

Per quanto riguarda le finali dei match maschili, è partita subito con il piede giusto l’avventura del Tennis Club Genova nel primo singolare della finale scudetto maschile in corso di svolgimento al 105 Stadium di Genova. Andrea Basso ha battuto con un doppio 6-3 in poco più di un’ora Vincenzo Santopadre, giocatore dell’Aniene. Un’ottima prestazione da parte di Basso che ha concretizzato nei momenti chiave del match. “Sono davvero contento – spiega il giocatore del Tennis Club Genova al termine del match – non era facile ma sono soddisfatto per l’approccio che ho avuto alla partita. Ci portiamo a casa questo punto ma la strada e ‘ ancora. Voglio ringraziare i nostri tifosi che sono straordinari”. Soddisfatto anche il capitano Mauro Balestra: “Punto importante che potrebbe essere pesantissimo nel corso di questa due giorni, adesso siamo pronti per la sfida tra Starace e Bolelli”

Il Tennis Club Genova ha poi perso il doppio femminile contro TC Prato. Karin Knapp ed Alice Balducci che hanno ceduto per 57 64 10-8 a Maria Elena Camerin e Corinna Dentoni, apparse decisamente più affiatate. Le padrone di casa, dopo aver vinto il primo set, hanno recuperato un break di svantaggio nel secondo parziale, perso poi al decimo gioco, e più volte hanno sprecato un mini-break di vantaggio nel super tie-break decisivo dove, sull’otto pari, sono anche arrivate a due punti per chiudere i giochi vincere lo scudetto. “Peccato – spiega Lubrano, capitano del Tennis Club Genova – abbiamo avuto anche l’occasione per chiudere ma ora ci prepariamo per il doppio di spareggio. sapevamo benissimo che la sfida con Prato sarebbe stata giocata fino all’ultima palla”. Di nuovo in campo ora Knapp e Balducci contro Camerin e Dentoni.

Nulla da fare per Potito Starace nel secondo singolare maschile. Il tennista del TC Genova perde 6-2/7-5 contro Simone Bolelli dell’Aniene. Bravo a portare casa senza faticare il primo set, nel secondo Starace si porta avanti ma Bolelli riesce ad essere più freddo nei momenti decisivi del match. “Siamo in parità – spiega Mauro Balestra – capitano del Tennis Club Genova – chiudiamo questa prima giornata cinque soddisfatti e pronti per giocarci le nostre carte domani.”

Ma il punto decisivo per lo scudetto femminile è stato firmato a favore del TC Genoa, che vince il suo secondo tricolore nella storia del circolo, 16 anni dopo il primo successo. Knapp-Balducci hanno completamente smorzato l’entusiasmo del TC Prato, che si era illuso, con Camerin-Dentoni, di poter completare la rimonta cominciata proprio con la vittoria sotto 2-1 nel precedente doppio. Ma l’altoatesina ha dimostrato di aver subito cancellato la delusione della precedente sconfitta per tirare fuori una prestazione maiuscola e condurre la squadra alla vittoria. Il punteggio è secco, 6-3 6-2, in completo controllo dall’inizio alla fine.

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Serie A1, Manuel Gasbarri: “Vi racconto il mio Rungg vice-campione d’Italia”

Costretto dagli infortuni ad interrompere una promettente carriera, Gasbarri ha trasformato il piccolo circolo altoatesino portandolo ai vertici del campionato maschile e femminile

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Manuel Gasbarri (Photo Courtesy of Manuel Gasbarri)

Link utili: http://www.rungg.info

A margine della finalissima scudetto raggiunta dal suo Rungg contro Parioli, scontro poi vinto dalla compagine capitolina, abbiamo intervistato Manuel Gasbarri, ex-giocatore professionista ed oggi Direttore Tecnico del circolo altoatesino, nonché uno degli allenatori di punta del club assieme a suo fratello Valerio.

Buonasera Manuel, innanzitutto grazie per il suo tempo! Ci spiega come dalla periferia di Roma è arrivato, ormai vent’anni fa, a stabilirsi a Bolzano?

 

Sono due ambienti molto differenti, in effetti [ride, ndr]. Negli ultimi anni di carriera ho giocato il campionato a squadre per il TC Bolzano, quindi mi sono preso carico del settore agonistico del circolo. Dopo qualche anno però, ho capito che non era l’ambiente ideale per me, ed ho accettato di buon grado la proposta del Rungg nel 1999, portando con me i miei ragazzi, tra i quali Mara Santangelo (ex-Top 30 WTA) e Farrukh Dustov (tra i primi 100 al mondo nel 2015).

Di lì è nata una collaborazione proficua con il Rungg...

Sì, nonostante siamo in un paesino ed abbiamo un bilancio non paragonabile a quello degli altri circoli partecipanti alla Serie A, siamo l’unica squadra italiana ad avere una formazione che compete nei campionati di A1 e B1 sia nel maschile che nel femminile. Un risultato incredibile per noi, anche per merito dell’imposizione della regola dei vivai nei campionati a squadre, che ci permette di mettere in mostra tutta la qualità del nostro vivaio, un fiore all’occhiello del nostro circolo.

Abbiamo avuto l’opportunità di vederli all’opera anche nella recente finale-scudetto contro Parioli.

Devo dire che se avessimo potuto giocare con il nostro vivaio in condizioni perfette saremmo stati i favoriti per la vittoria finale, però purtroppo abbiamo avuto qualche piccolo problema di infortuni; detto questo, siamo contenti di aver dato spazio ai nostri giovani più interessanti come Lara Pfeifer e Maximilian Figl, che era uno dei nostri obiettivi nella stagione.

E giocatori più affermati come Gaio e Vilella Martinez come li avete convinti ad unirsi a voi?

Con Mario Vilella (attuale N.177 ATP) ci siamo conosciuti anni fa nel circuito Futures, spesso ci allenavamo insieme e ci siamo trovati da subito bene; quest’anno si è poi aggiunto anche Federico Gaio (N.153 ATP), da me voluto fortemente, che da queste parti aveva vinto un 25.000 qualche anno fa ed aveva lasciato buon ricordo di sé. È un bravissimo ragazzo ed ha risposto alla grande perché ha vinto tutti i singoli e i doppi cui ha preso parte; non dimenticherei anche Marco Bortolotti, che sta diventando un doppista di livello mondiale e da un po’ gestisce la nostra squadra di Serie B. Spero possa restare al Rungg anche una volta chiusa la sua carriera.

Ma parliamo un po’ della sua carriera adesso: come mai il ritiro a soli 24 anni?

La stagione ’95 è stata l’ultima vera stagione che ho disputato, dopodiché ho soltanto fatto qualche apparizione qua e là. La causa principale è stato un infortunio fastidioso alla schiena che mi tormentava già da qualche anno e mi impediva di rendere al massimo. Per cui ad un certo punto ho dovuto prendere una decisione sofferta: peccato, perché ero un atleta promettente.

Era arrivato alla soglia dei primi 200 al mondo a soli 19 anni se non sbaglio...

Cominciavo già a pensare in grande, in effetti. Davide Sanguinetti, per fare un esempio, un mio coetaneo che ha avuto una carriera di tutto rispetto, non mi ha mai battuto fino al ’92. A 19 anni, poi, ho battuto Paolo Canè al Challenger di Salerno, in un periodo dove perdeva molto di rado. Persi poi al turno successivo da Martin Strelba in un incontro molto combattuto, ma consideri che Strelba qualche settimana prima aveva battuto Stefan Edberg che era il numero due al mondo. Sulla terra rossa avevo raggiunto un livello molto interessante, che lasciava presagire tutt’altra carriera per me: come dico sempre, per il tennis professionistico ero pronto su tutti i piani, tranne quello fisico. Paragono la mia traiettoria a quella di tanti ragazzi italiani ancora in attività: giocatori di qualità, che però hanno problemi di infortuni già in giovane età, perché magari hanno giocato troppo a livello giovanile.

Il paragone non fa una piega.

Io dico sempre che Quinzi, Baldi e compagnia hanno salvato la vita a Matteo Berrettini [ride, ndr]: ha avuto modo di fare le cose con più calma, è arrivato dalle retrovie ed ora i risultati sono sotto gli occhi di tutti!

Tornando al suo ruolo al Rungg, vedo che si circonda di uno staff di altissimo livello, come suo fratello Valerio o Marco Panichi, il preparatore atletico di Novak Djokovic.

Sì, a cui si aggiungono il bravo Daniele Ceraudo che si concentra in particolar modo sulla squadra femminile e Georg Winkler che ci dà un grosso aiuto. Per quanto riguarda mio fratello Valerio, mi ha raggiunto a Bolzano circa 15 anni fa per un anno di prova, in quanto avevo bisogno di una mano. Ha capito in fretta che era un percorso che gli piaceva molto e sono fortunato che abbia deciso di continuare con me, perché è bravo in tutto! Lo invidio! Marco Panichi è per me come un fratello, perché sono stato il suo primo giocatore quando eravamo ancora ad Ostia; mi ha sempre aiutato e, quando il calendario glielo permette, viene qui al Rungg ed aiuta ad impostare il lavoro atletico.

C’è anche lui dunque dietro la magnifica stagione del Rungg. A proposito del campionato di Serie A1, ha qualche idea in merito a come accrescere l’interesse nei confronti di questa competizione?

Io credo che la chiave di tutto sia economica: i giocatori come Fognini, Musetti sono portati a snobbare la competizione perché giocare tornei ATP è più redditizio. Gli sponsor presenti attualmente in Serie A sono aziende medio-piccole ad estrazione locale: bisognerebbe trovare il modo di far avvicinare al tennis delle aziende di caratura maggiore, e per far sì che ciò avvenga si potrebbe cominciare dal trasmettere in TV tutte le partite. È importante avvicinare le persone al tennis, pensi a quante persone in più verrebbero ad assistere alle partite se Sinner, altoatesino, tornasse a disputare una partita nel nostro circolo. Il margine per migliorare il campionato c’è, e la base non è così malvagia se prendiamo come esempio Pedro Martinez Portero (N.60 ATP), che dopo aver disputato la Davis ha deciso di venire a giocare le finali-scudetto invece di andare in vacanza.

Su una regola mi pare di capire che vi troviate particolarmente d’accordo: il vivaio.

Quella è una regola che secondo me è fondamentale ed è stata la svolta del tennis italiano, perché ha costretto tutte le realtà ad investire su loro stesse. Per un ragazzino di 17 anni è importante allenarsi e fare qualche scambio con un Fognini, o giocare qualche doppio con lui. Poi qui al Rungg abbiamo adottato questa filosofia da ancora prima che la rendessero una regola [ride, ndr].

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Circoli in vista

Serie A1 femminile: Parioli si laurea campione battendo di un soffio Rungg

Le capitoline devono ricorrere al doppio di spareggio per conquistare l’agognato tricolore: decisive Beatrice Lombardo e Camilla Rosatello

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Non poteva finire diversamente la finale di Serie A1 femminile tra Parioli e Rungg, ossia al doppio di spareggio che avrebbe deciso in che direzione sarebbe andato lo scudetto; ancora una volta la sfida tra queste due formazioni è stata in perfetto equilibrio, come già avvenuto nel doppio scontro durante la fase a gironi (in entrambi i casi il punteggio finale era stato 2-2). Dal Carisport di Cesena doveva pur uscire una vincitrice, e quindi l’ennesimo pareggio tra le due squadre non è stato definitivo: a spuntarla al fotofinish è stata la coppia capitolina formata da Beatrice Lombardo e Camilla Rosatello, che si impongono sul duo altoatesino Bandecchi/Meliss in due set. Parioli nella giornata di sabato prova subito a mettere le cose in chiaro con Nastassja Burnett, che nella sfida “vivaio” contro Verena Meliss domina lasciandole due soli giochi; è Susan Bandecchi (n.175 WTA, suo miglior ranking) a togliere le castagne dal fuoco per Rungg, come più volte capitato durante la stagione. La ragazza ticinese di origini toscane supera abbastanza agilmente la croata Tena Lukas (n.331 WTA) e chiude la giornata di sabato sull’1 pari. Il leitmotiv non cambia nella giornata di domenica, quando Martina Di Giuseppe (n.282 WTA) rimonta di carattere (ed anche grazie ad un servizio molto solido) l’oriunda Paula Ormaechea (n.209 WTA, ma in passato tra le migliori 60 al mondo) e consegna il primo match-point a Parioli; è la stessa Ormaechea però, in coppia con Verena Meliss a riportare la situazione in parità, dopo un match di doppio altamente emozionante, con frequenti cambi di inerzia e che lascia in lacrime Camilla Rosatello. La piemontese, che in passato ha anche difeso i colori azzurri in Fed Cup, come abbiamo già avuto modo di raccontare saprà riscattarsi a dovere nel doppio di spareggio conclusivo, riportando per la decima volta lo scudetto nella bacheca del Tc Parioli, tornato a festeggiare una vittoria finale a dieci anni esatti di distanza dall’ultima volta. Molto emozionata alla premiazione Beatrice Lombardo, che ricorda “c’ero anche dieci anni fa, ma con un ruolo diverso.. allora portavo l’acqua. Vincere il titolo da protagonista in campo ha un sapore davvero speciale”. Dieci anni fa c’era anche Nastassja Burnett, quando ancora era una promessa del tennis e non poteva certo immaginare che la sua carriera sarebbe stata condizionata dagli infortuni, tanto da costringerla a prendere una sofferta decisione riguardo il tennis ad alti livelli; nonostante tutto però, la ritroviamo sorridente festeggiare il tricolore e chissà che non ci ripensi. Un vero peccato per Rungg, che ha visto sfumare la vittoria finale all’ultimo, al termine di una cavalcata comunque memorabile e che dà grosse speranze alla matricola altoatesina in vista della prossima stagione.

Risultati in dettaglio:

Tc Parioli Roma – Tc Rungg Appiano 3-2

 

Sabato:

Nastassja Burnett (P) b. Verena Meliss (R) 61 61

Susan Bandecchi (R) b. Tena Lukas (P) 62 63;

Domenica:

Martina Di Giuseppe (P) b. Paula Ormaechea (R) 46 61 62

doppio:

Paula Ormaechea/Verena Meliss (R) b. Beatrice Lombardo/Camilla Rosatello (P) 76(5) 36 10-8

doppio di spareggio

Beatrice Lombardo/Camilla Rosatello (P) b. Susan Bandecchi/Verena Meliss (R) 61 76(5)

Si chiude così il campionato femminile, che l’anno prossimo vedrà protagonista anche il Bal Lumezzane, che rientra in massima serie alla prima occasione disponibile, e l’AT Verona, autore di una grande rimonta in trasferta a Ceriano, dove riesce a ribaltare il risultato dell’andata e conquistare la promozione.

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Circoli in vista

Serie A1 maschile: Torre del Greco festeggia il primo tricolore della sua storia

Il giovane circolo campano trionfa nella finalissima-scudetto contro Messina, trascinato dallo spagnolo Pedro Martinez

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Pedro Martinez - ATP Challenger Marbella 2020 (foto via Twitter, @ATPChallenger)

Al Carisport di Cesena è andata in scena la finalissima che assegnava il tricolore dell’edizione 2021 del campionato di Serie A1 maschile: a succedere al Park Tennis Genova è la compagine del New Tennis Torre del Greco, che riporta lo scudetto in Campania dopo 12 anni (ricordiamo nel 2009 il trionfo finale della Capri Sports Academy). Grande emozione per il circolo campano, a partire dal presidente del club nonché giocatore di doppio, Filippo Palumbo, che ci tiene a precisare che “siamo un gruppo di amici, prima che compagni di squadra”. La stella della squadra è senz’altro lo spagnolo Pedro Martinez Portero (n.60 ATP), che anche nella finalissima traccia la strada da seguire per i compagni con due vittorie, prima in singolare contro il connazionale Bernabe Zapata Miralles (n.124 ATP), regolato con un netto 6-0 6-4 (il punteggio avrebbe anche potuto essere più severo per Zapata, se Martinez non si fosse un po’ distratto prima di chiudere sul 5-2) e dominato sotto ogni punto di vista, quindi nel doppio decisivo in coppia con Andrea Pellegrino (n.215 ATP) contro il duo composto da Salvatore Caruso e Julian Ocleppo. E dire che era stato il Vela Messina a partire meglio nella giornata di sabato, conquistando da subito il primo punto, che si rivelerà in seguito l’unico, grazie all’affermazione di Fausto Tabacco su Giovanni Cozzolino per 6-2 6-0 in meno di 50 minuti. Giorgio Tabacco, di un anno più giovane del fratello (classe 2003), non riesce a ripetersi nel secondo match di giornata che lo vedeva opposto al più quotato Raul Brancaccio (n.301 ATP), e depone le armi dopo poco più di un’ora. A chiudere i match di sabato è stata la sfida tra numeri 2, Andrea Pellegrino e Salvatore Caruso (n.158 ATP): risultato un po’ a sorpresa, visto che il portacolori di Torre del Greco regola con un doppio 6-4 il siciliano, con una grande prestazione al servizio che non concede mai a Caruso la possibilità di un break.

Domenica è stata invece la giornata di Pedro Martinez Portero, che, come già anticipato, vince entrambi i suoi match e regala alla sua squadra la vittoria finale per 4-1, per la gioia del trio di allenatori Giancarlo Petrazzuolo, Ciro Cardone ed Alessio Concilio e degli oltre cento tifosi campani che hanno seguito con entusiasmo la squadra nella trasferta romagnola, sfidando le condizioni climatiche avverse. Tutta la delusione del team siciliano si riflette nelle parole di patron Antonio Barbera a margine della premiazione, dove pone l’accento sulla seconda sconfitta in finale negli ultimi tre anni, ma allo stesso tempo riconosce la superiorità degli avversari.

Alle due squadre adesso non resta far altro che attrezzarsi al meglio per la prossima stagione, magari rafforzando i roster con nuovi innesti, con l’auspicio che il campionato possa riscuotere un maggiore successo, come gli sforzi dei circoli che vi partecipano meriterebbero. Una soluzione potrebbe essere quella di ritardare l’inizio della stagione regolare di qualche settimana, in modo da consentire alle squadre di avere una scelta maggiore tra i giocatori a disposizione, altrimenti impegnati in quel periodo in giro per il mondo a disputare i più redditizi incontri del circuito ATP (i primi due nomi che saltano all’occhio scorrendo le rose sono Fabio Fognini e Lorenzo Musetti, praticamente mai schierati dal Park Tennis Genova perché impossibilitati a partecipare). Ma non siamo certo noi a dover prendere le decisioni.

 

Risultati in dettaglio:

New Tennis Torre del Greco – Ct Vela Messina 4-1

Sabato:

Fausto Tabacco (M) b. Giovanni Cozzolino (T) 62 60

Raul Brancaccio (T) b. Giorgio Tabacco (M) 63 61

Andrea Pellegrino (T) b. Salvatore Caruso (M) 64 64;

Domenica

Pedro Martinez Portero (T) b. Bernabè Zapata Miralles (M) 60 64

doppio

Pedro Martinez Portero/Andrea Pellegrino (T) b. Salvatore Caruso/Julian Ocleppo

(M) 63 62

Cala il sipario sul campionato dunque, e nel darci appuntamento alla prossima stagione, ricordiamo i nomi delle squadre che si sono guadagnate la promozione in serie A1 tramite i play-off appena trascorsi di A2: in primis, il Tc Prato, autore di una stagione impressionante fatta di sole vittorie, ultima delle quali il 3-0 sul CT Mario Stasi Lecce, già sconfitto all’andata per 5-1, a coronamento di un’annata che non poteva non concludersi con il meritato salto di categoria. Soddisfazione importante per il capitano Antonio Cotugno, che mostra anche una certa ambizione, dichiarando che “il nostro è un team che può pensare in grande, e se riusciremo a trovare un innesto giusto possiamo davvero pensare allo scudetto”. A far compagnia al Tc Prato ci saranno il Tc Sinalunga, che dopo un solo anno di purgatorio ritorna nella massima serie, il Ct Palermo e la Sc Casale, tutti vincitori dei rispettivi match di play-off.

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