Il bel giorno di Seppi e il brutto di Federer. Peccato Errani. Camila Giorgi con Venus

Editoriali del Direttore

Il bel giorno di Seppi e il brutto di Federer. Peccato Errani. Camila Giorgi con Venus

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Ubaldo Scanagatta racconta l’impresa di Andreas Seppi contro Roger Federer e gli altri fatti di rilievo della quinta giornata dell’Australian Open.

Un giorno indimenticabile per Andreas Seppi, per Roger Federer e i suoi tifosi sparsi nel mondo, e per noi sempre più sparuti giornalisti italiani al seguito delle racchette italiane, perchè onestamente dopo 10 batoste consecutive – e come volevate chiamarle se nei precedenti duelli Andreas aveva strappato un solo set e ne aveva persi 21? Non erano state sempre nettissime, ma il dato era ugualmente impressionante ed inequivocabile. Nemmeno chi aveva invocato un intervento della Madonna di Lourdes per Bolelli, poteva credere che Andreas potesse battere lo svizzero che aveva chiuso alla grande il 2014 (ad un passo dal ritorno sul trono del tennis e al primo trionfo in Coppa Davis) e cominciato altrettanto bene il 2015 (la vittoria n.1000 e il torneo n.83 della carriera a Brisbane).

C’era molta più fiducia nelle possibilità di Sara Errani contro Yanina Wickmayer, n.81 del mondo, una semifinale e tre ottavi di finale in 4 Slam ma l’ultimo ottavo si perdeva nel tempo. Risaliva a Wimbledon 2011, quattro anni fa. Sara ha avuto la sua grande occasione quando è stata avanti 6-4 2-0 con tre pallebreak per il 3-0. Vi rimando alla mia cronaca, più dettagliata e con diverse annotazioni sulla Wickmayer che forse possono interessarvi.

 

Su Seppi, che è il secondo italiano a battere Federer dopo Filippo Volandri al Foro Italico nel 2007, abbiamo scritto di tutto e di più, comprese le sue altre vittorie sui top-10, da Nadal a Rotterdam 2008, a Canas, Gasquet, Ancic, Hewitt fino a Isner a Roma.

Io ribadisco di non averlo mai visto giocare così aggressivo e così bene di dritto. 50 vincenti di Seppi non si vedono tutti i giorni! Altre volte ho visto giocare bene Seppi, ma non per tre ore di fila, reggendo sempre la tensione. Lui stesso se n’è quasi meravigliato.

Tutto ciò anche se non si può negare che Federer ha avuto giornate migliori, senza nulla voler togliere all’exploit di Andreas. “L’ho capito fin da stamattina, dall’allenamento, che oggi non sarebbe stata una gran giornata…- ha detto Roger – però Andreas ha giocato davvero bene. Non avrei dovuto perdere il secondo set dopo aver recuperato due volte un break ed essere stato avanti nel tiebreak…”. Di Federer abbiamo registrato audio in inglese e francese, vi consiglio di sentirli, non ha detto sempre le stesse cose.

Massimo Sartori, l’allenatore di Andreas fin da bambino, aveva stimolato Andreas a giocare più aggressivo che poteva. Ma sono cose che gli avrà detto mille volte. Solo che questa volta Andreas è riuscito a mettere in atto le istruzioni. Sartori ha raccontato dell’allenamento che avevano fatto insieme venerdì scorso qui a Melbourne Seppi e Federer: “Giocarono un set e l’aveva vinto Andreas al tiebreak”.

Forse un segno del destino perché oggi Andreas ha vinto due set, il secondo e il quarto, proprio al tiebreak.

Seppi: “Ti ho dato una gioia che nessuna donna ti ha mai dato…” ha sussurrato all’orecchio del suo allenatore Andreas, mentre lo abbracciava. E Sartori: “E’ vero!”.

Più tardi Seppi, rispondendo ad una mia domanda, ha ricordato i momenti migliori della sua carriera: “La vittoria su Nadal a Rotterdam che arrivò proprio nel giorno del mio compleanno, questa perché battere Federer in uno Slam beh…non c’è bisogno che lo dica, la vittoria su Ward contro la Gran Bretagna sul 2 pari perché ci ha dato la semifinale di Coppa Davis, ma ci sono stati altri momenti, la vittoria su Wawrinka al Foro Italico, quella su Juan Carlos Ferrero in Davis a Torre del Greco… e di Ferrero mi piaceva moltissimo il suo modo di giocare…, i tre tornei vinti anche sono stati momenti di grande soddisfazione”.

A 30 anni e da una dozzina sul circuito, in effetti Seppi ha avuto una carriera di tutto rispetto, al di là del n.18 best ranking Atp, e ha vinto anche 6 milioni e mezzo di dollari di soli premi ufficiali, senza contare sponsors, gettoni di presenza, ingaggi, esibizioni. Non male per un ragazzo di un piccolo paese, Caldaro, e figlio di un camionista e di una commessa di un negozio.

Beh ricordo una buffa frase che una volta a Parigi ha detto il papà di Goffin a dei giornalisti belgi: “Tanti credono di conoscere il tennis perchè sanno chi è Federer e Nadal, ma chi non sa chi è Seppi in realtà non conosce il tennis!” Chissà perché papà Goffin avesse scelto proprio Seppi a mo’ di esempio di un giocatore che da anni fa una più che onesta carriera di globe-trotter con racchetta, ma non ha mai vinto uno Slam.

Anzi non ha mai nemmeno giocato un quarto di uno Slam. L’occasione migliore l’aveva avuta proprio qui, quando negli ottavi aveva incontrato due anni fa Chardy. Ma perse. E stavolta?

Ha l’australiano Nikki Kyrgios al prossimo turno: ci ha perso all’ultimo US Open. Ma in questo torneo Seppi ha sconfitto un sacco di tabù dopo Istomin, Chardy e soprattutto Federer.

Beh, ora qualcuno in più lo conoscerà e papà Goffin dovrà trovarsi un altro esempio per far riferimento ad un tennista più anonimo, meno conosciuto ai non addetti ai lavori. Uno che ha battuto Federer in uno Slam nel quale lo svizzero era arrivato 11 volte di fila almeno in semifinale…non può più essere l’emblema di un giocatore anonimo.

Battesse anche Kyrgios – quasi certamente sul centrale anche se Pat Rafter finora si è opposto vivacemente a che i giovani australiani giocassero sul centrale (“Troppa pressione, a loro non fa bene, è prematuro”) – Seppi si troverebbe poi però il vincente di Murray-Dimitrov. Insomma, anche stavolta il traguardo dei quarti pare molto difficile da raggiungere per lui che prima di oggi aveva centrato tre volte gli ottavi, una per ciascuno Slam salvo che all’US Open, torneo che lui non ha mai digerito.

Gli australiani, che hanno visto oggi i veterani Lleyton Hewitt e Kimiko Date perdere anche in doppio e non sanno se li rivedranno il prossimo anno, si saranno confortati con il successo di Kyrgios sulla rivelazione tunisina Jaziri e pregustano anche un Tomic-Berdych al prossimo turno, dopo che Tomic – qui assai poco amato per le sue intemperanze e le sue multe per eccesso di velocità e di parolacce, al volante di bolidi sfreccianti anche nei confronti dei poliziotti che regolarmente lo fermano – ha vinto il derby 64 76 63 con il gigante Groth, quello che una volta avrebbe sparato una prima di servizio a 260 km l’ora.

Kyrgios ha detto a proposito dell’exploit di Seppi: “Non sono poi così sorpreso che Seppi abbia battuto Federer! Non mi pare che Federer abbia giocato così male. So che Seppi è capace di battere anche i giocatori più forti. Ovviamente preferisco giocare contro Seppi che contro Federer. Sarà dura tra un paio di giorni, però. Farò tutto il possibile per prepararmi al meglio. Ci ho giocato contro all’US open ed è stato davvero un match durissimo. Ho forse giocato lì il miglior tennis della mia vita”.

Detto da uno che ha battuto Nadal a Wimbledon fa uno strano effetto sentirselo dire.

Se non ci fosse stato, almeno per me, tanto tennis da vedere sull’ Hisense per Wickmayer-Errani e per Seppi-Federer, avrei voluto vedere qualche scambio di più di Dimitrov-Baghdatis. Il bulgaro ha vinto in 5 set sul cipriota che qui gioca in casa e si esalta, ma perdeva due set a uno.

Dopo i rischi corsi due giorni fa sono ripartiti come niente fosse invece Maria Sharapova, 61 61 in 61 minuti (tre 61 in pratica…) alla kazaka Dyas e Rafa Nadal con il piccolo israeliano Dudi Sela, dominato nei primi due set ma orgoglioso nel terzo.

Chissà che, dopo la nausea dell’altro giorno e la febbre (quanti gradi esattamente non si sa), la sconfitta di Federer non abbia tirato su di morale Rafa e tutto il resto della compagnia. Un pretendente al successo finale non c’è più, è normale che gli altri candidati se ne rallegrino, al di là delle dichiarazioni “politically correct”.

I tennisti italiani che hanno battuto i n.2 del mondo nell’ultimo quarto di secolo sono:

Claudio Pistolesi b.Mats Wilander 2-6, 7-6, 6-2 a Montecarlo nel 1988
Francesco Cancellotti b. Mats Wilander 6-1 6-3 a Forest Hills nel 1989
Cristiano Caratti b. Michael Stich 4-6 7-6 7-6 a Basilea nel 1994
Andrea Gaudenzi b. Thomas Muster 6-3 6-4 a Milano nel 1996
Gianluca Pozzi b. Marcelo Rios 3.6 6-4 6-0 a Nottingham nel 1998
Andreas Seppi b. Rafael Nadal 3-6 6-3 6-4 a Rotterdam nel 2008
Andreas Seppi b. Roger Federer 6-4 7-6 4-6 7-6 agli Australian Open 2015

E quelli che hanno battuto i n.1 sono solo questi:

1974 – Monaco (terra, quarti) BARAZZUTTI (66) b. Nastase (Rom) 3-6, 7-6, 6-1
1975 – Stoccolma (cemento, finale) PANATTA (16) b. Connors (Usa) 4-6, 6-3, 7-5
1977 – Houston* (cemento, 2° turno) PANATTA (12) b. Connors (Usa) 6-1, 7-5
2000 – Queen’s (erba, 3° turno) POZZI (76) b. Agassi (Usa) 4-6, 3-2 ritiro
2007 – Roma (terra, 3° turno) VOLANDRI (53) b. Federer (Svi) 6-2 6-4

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Editoriali del Direttore

Non credo che Serena Williams possa vincere il suo quarto Roland Garros, ma…

La caccia al 24° Slam di Court nella sua testa continua. Anche se fa freddo “e io lo odio! Mai vista la neve per metà della mia vita” e le palle sono pesanti. Ma se il maltempo l’aiutasse facendole disputare le sue partite sotto il tetto?

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Serena Williams - Roland Garros 2020 (da Twitter, @rolandgarros)

Tanti auguri Serena, buon compleanno davvero alla giocatrice più forte del terzo millennio e forse di sempre (anche se Gianni Clerici direbbe che lo è stata invece Suzanne Lenglen, La Divina).

Ieri Serena Williams ha compiuto 39 anni e ha detto, non per la prima volta: “Non avrei mai creduto di ritrovarmi a giocare ancora a 39 anni. E ora non so quando mi fermerò. Mi diverto ancora e finché mi diverto…”. Pareva di sentire riecheggiare le parole tante volte pronunciate da un suo coetaneo, tal Roger Federer.

Di certo, è la prima volta che Serena li festeggia a Parigi. E di certo è anche la prima volta dopo tantissimi anni che all’avvio di uno Slam non viene considerata fra le primissime favorite, nonostante all’appello manchi la campionessa in carica Barty, e le ultime due vincitrici dell’US Open Osaka e Andreescu (peraltro non fortissime sulla terra rossa).

 

Vero che la terra battuta non è mai stata la superficie prediletta – le spunta in buona parte l’altrimenti micidiale arma del servizio – tuttavia il suo non è un caso… Sampras! Sweet Pete non è mai andato oltre una semifinale a Parigi (1996). Serena ha vinto il Roland Garros tre volte (2002-2013-2015) ed è stata finalista nel 2016, semifinalista nel 2003, nei quarti altre cinque volte. Ai tre trionfi nel torneo di Port Auteuil si devono aggiungere altri 10 titoli conquistati sui campi rossi. Non sono così pochi.

Ma, oltre a dover sottolineare che sono comunque cinque anni che Serena non vince più al Roland Garros – nel 2015 è diventata la più anziana vincitrice del torneo con i suoi 33 anni e mezzo – quest’anno sembra esserci una favorita che sembra stagliarsi su tutte, Simona Halep, e varie altre, come Svitolina e Azarenka nel suo quarto (Vika l’ha battuta a New York), Muguruza e Kenin nell’altra metà, che sembrano avere le stesse chance di Serena se non di più, dopo aver visto che Serena si è fatta trascinare al terzo set da tutte le sue avversarie nel Kentucky e all’US Open prima di soccombere.

Potete, se ne avete voglia, ascoltare i motivi per cui Steve Flink e il sottoscritto ci siamo sbilanciati in sede di presentazione video del sorteggio a sostenere che ci sembra fortemente improbabile che Serena, certo appesantita dagli anni con l’handicap di una superficie ultra-pesante per via dell’umidità incalzante e di palle Wilson che perfino Nadal fa fatica a spingere, riesca a conquistare il suo quarto Roland Garros e il famoso 24° Slam. Cioè quello che le consentirebbe di eguagliare il record di Margaret Court e cancellare l’incubo che la perseguita ormai da nove tentativi falliti, incluse le quattro finali Slam perdute dopo la nascita della sua bambina e tutte perdute senza aver vinto un set.

Serena si è allenata in Francia da lunedì, alla tennis Academy del suo coach Patrick Mouratoglou nei pressi di Nizza, ma sulla terra rossa non gioca da un anno e mezzo, dal terzo turno del Roland Garros del maggio 2019, quando perse da Sofia Kenin (la sconfitta per lei più… prematura in uno Slam dal 2014).

Serena Williams – Roland Garros 2020 (da Twitter, @rolandgarros)

Per una qualsiasi altra giocatrice l’aver centrato quattro finali di Slam e perso soltanto in semifinale all’ultimo US Open avrebbe rappresentato un sogno. Per lei no. Ha vinto 23 Slam su 75 ai quali era iscritta, mica uno solo.

Una semifinale dovrebbe essere un buon risultato per me? Assolutamente no! Mi ritrovo in una posizione nella mia carriera nella quale non posso essere soddisfatta! Non voglio star seduta qui e dire: “Oh, sono felice! No, perché non lo sono!”.

Serena dovrà affrontare al primo turno Kristie Ahn, l’americana che si è distinta particolarmente in questo 2020 per la sua abilità nel movimentare i social, soprattutto Tik Tok, durante i mesi difficili del lockdown. “Non ho giocato alcun torneo di preparazione a questo, il che è inconsueto per me – ha detto ieri Serena a Parigi. Questo è stato un anno davvero inconsueto, raro. Ho cercato di fare tutta la riabilitazione possibile da Patrick, dopo il problema avuto alla caviglia a New York. Sono al 100 per 100 della condizione fisica ora? No, ma abbastanza per provarci. Non giocherei se non pensassi di essere competitiva e non conosco atleti che non competano se non sono al 100%. Se gioco bene posso ancora battere chiunque e più gioco e meglio dovrei riuscire a giocare”.

Insomma la caccia di Serena continua, anche se con questo freddo parigino lei non ha mai giocato. “Fra California e Florida, e nei vari tornei, non mi è mai capitato. Odio il freddo e per metà della mia vita…non ho mai visto la neve!”. Di certo il tempo, che prevede piogge ripetute, non sarà suo alleato… a meno che dovendosi lei esibire quasi sempre sotto il tetto dello Chatrier (sia pure un tetto con delle perdite…), non finisca per avvantaggiarsene.

P.S. A proposito di tetti “bucati”, qualcuno ricorda quello di Napoli per il match di Fed Cup Italia-Spagna?

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Editoriali del Direttore

Jannik Sinner è il favorito con il mancato sposo Goffin? Il belga: ”In allenamento mi batte sempre e a Rotterdam…”

“Vedo Sinner capace di vincere uno Slam, prima o poi…”. Il belga si è allenato con Berrettini. E Djokovic con Thiem

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Il programma del Day 1 a Parigi

C’era stato un risultato, fra i tanti a sorpresa registrati a Roma durante gli Internazionali d’Italia e dovuti a tante concause (transizione dal cemento made in USA, desuetudine agonistica, effetti Covid) che da noi in Italia era passato sotto silenzio pur essendomi apparso impronosticabile: il netto 6-2 6-2 inflitto a David Goffin da Marin Cilic.

Soltanto oggi sono in grado di interpretarlo meglio, alla luce di una notizia fornitami dall’amico e collega belga Yves Simon: il 19 settembre, cioè nel weekend del torneo di Roma, Goffin avrebbe dovuto sposarsi!

Soltanto una decina di giorni prima ha deciso, causa Covid-19 e l’impossibilità di fare il ricevimento che avrebbe voluto, di rinviare il matrimonio.

 

“A quel punto ho deciso di giocare a Roma…ma è stato un errore! Non ero preparato, né tennisticamente né mentalmente. Non ho voluto ripetere l’errore andando anche a Amburgo. Ho preferito allenarmi intensamente a Montecarlo…”.

-E l’hai fatto?

“Sì, ho giocato per cinque giorni con grande intensità, sulla terra rossa naturalmente, e mi sento adesso in forma e ottimamente preparato”.

-Temi Sinner?

“Lo conosco bene, ci siamo allenati diverse volte, sia a Monaco sia a Bordighera. E’ molto forte e sono convinto che sia un giocatore che prima o poi potrà vincere uno Slam. In allenamento mi batteva sempre, e lo ha fatto anche a Rotterdam in gara (76,75, 9 p. a 7p. il punteggio del tiebreak; si è giocato a febbraio 2020), però uno Slam è diverso: si gioca tre set su cinque, e vincere tre set per un giovane non è come vincerne due. Avete visto cosa è successo a Jannik all’US Open con Khachanov? E’ anche una questione di esperienza…”

Tutto vero, come vero che le condizioni climatiche, il freddo che ha costretto in questi giorni tutti i giocatori a indossare leggings – beh, in Francia li chiamano fuseaux, la traduzione italiana calzamaglia, ghette non mi persuade – le palle Wilson assai pesanti di cui si è lamentato Rafa Nadal, sembrerebbero poter favorire il tennis di Sinner al cospetto del “peso leggero” belga.

Questo sabato, alla vigilia del suo match delle 11 sul Chatrier, Goffin si è allenato sul campo Simonne Mathieu con Matteo Berrettini. Per carpirgli qualche segreto su Sinner? Sullo Chatrier hanno invece giocato insieme, curiosamente, Djokovic e Thiem. Vero che l’austriaco è capitato nella metà del tabellone di Nadal, ma fra 15 giorni Nole e Dominic potrebbero trovarsi contro in finale.

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Editoriali del Direttore

Roland Garros, avvio con il botto: Wawrinka-Murray, ma anche Thiem-Cilic e Sinner-Goffin

Per Thiem, nella metà di Nadal, un percorso di guerra. Rispetto a Rafa, dopo l’inizio in discesa, sta meglio Djokovic

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Dominic Thiem - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

IL TABELLONE MASCHILE
IL TABELLONE FEMMINILE


Tengo a precisare, a scanso di equivoci, di avere scritto questo articolo di commento al tabellone entro l’ora successiva al sorteggio. Si è deciso di ritardarne la pubblicazione per la mattina presto di venerdì per dare modo ai lettori di commentarlo senza che Ubitennis con il mio editoriale avesse già dato una sua impronta. Ora potrete verificare se alcuni dei commenti postati dai lettori coincidano più o meno, o addirittura per niente con quanto potete leggere in questo articolo. E sono curioso anch’io di vedere se il mio pensiero sarà stato condiviso o meno. Buona lettura (spero…).

Un sorteggio con il botto: Wawrinka-Murray al primo turno! Un ex campione del Roland Garros contro un ex finalista, lo svizzero ex n.3 contro lo scozzese ex n.1! Ma anche Thiem-Cilic, due che sono o sono stati n.3 del mondo, fra il finalista degli ultimi due anni e il croato quartofinalista nel 2017 e 2018, non è davvero da buttar via, anche se Cilic, 32 anni questo 28 settembre, non è più quello che ha vinto un US Open sei anni fa (2014).

E l’altro aspetto più significativo è che Thiem e Nadal, finalisti degli ultimi due anni si trovano nella stessa metà tabellone. Non solo: per Thiem al di là dell’ostacolo forse non così duro in Cilic, c’è un probabile Ruud al terzo turno e in ottavi teoricamente Wawrinka (più che Murray, ma non si sa mai: il Wawrinka visto con Musetti non è apparso irresistibile) per trovare poi magari Schwartzman più che Monfils. Insomma un vero percorso minato per l’austriaco, per arrivare a Nadal! Non mi pare si possa dire che abbia avuto fortuna.

E anche Nadal, che non si può davvero lamentare del suo tabellone fino ai quarti, poi però non sarà contento neppure lui di avere Thiem dalla sua parte, mentre non credo che tema un’eventuale quarto contro Zverev- Corre meno rischi di lui Djokovic, perché, a parte quel Bautista Agut che lui un po’ soffre (ma più sul cemento che sulla terra rossa, direi) e potrebbe trovare nei quarti se lo spagnolo esce dalla zona presidiata da Berrettini che rischierà a sua volta con Carreno Busta, secondo me difficilmente può perdere da Khachanov o Garin, e nemmeno dal n.4 Medvedev, dal n.13 Rublev, dal 9 Shapovalov

Semmai è Tsitsipas in buona giornata quello che gli può dare più noia, perché gli altri tre succitati sulla terra rossa sono troppo incostanti per metterlo in difficoltà sulla distanza dei tre su cinque. Vedrei il miglior Shapovalov capace di stappargli un set o forse due, ma non tre, almeno oggi. Tsitsipas farà bene però a stare attento a Krajinovic, così come Shapovalov non ha il match in tasca con Dimitrov al terzo turno. Da Medvedev-Fucsovics potrebbe scappar fuori la prima sorpresa, nel senso di un top-5 estromesso dal torneo anzitempo.

Per quanto riguarda gli italiani, beh è un peccato che Fognini non sia (probabilmente) nelle migliori condizioni, perché un tabellone migliore di questo non poteva capitargli. Kukushkin, poi un qualificato, poi un quartetto da cui potrebbe uscire Isner che sulla terra rossa a 34 anni non è troppo temibile, insomma arrivare a Nadal negli ottavi sarebbe un traguardo raggiungibilissimo. Di Berrettini ho accennato: al terzo turno dovrebbe arrivare senza problemi, poi troverebbe o Carreno Busta o Bautista Agut in ottavi e lì probabile disco rosso con Djokovic, contro il quale Matteo sarebbe più temibile sul cemento nonostante che anche Djokovic sui campi duri abbia dimostrato di essere un n.1.

Un primo turno durissimo, e uno dei match di cartello anche per chi non è italiano né belga, è Goffin-Sinner. Entrambi non possono dirsi fortunati. Goffin è certamente favorito, ma c’è partita. Anche in questo caso forse il “nostro” aveva più chances di fargli male sul “veloce” dove il suo dritto soffre meno. I due si conoscono benissimo, si sono allenati tante volte insieme sia a Montecarlo sia al Centro Piatti di Bordighera. Curiosamente più volte su campi in cemento che sulla terra rossa. L’amico giornalista Yves Simon mi ha detto che Goffin gli ha raccontato: “In allenamento con Jannik credo di non aver vinto quasi mai!”.

 

Chi viene fuori da quel duello può far parecchia strada. La testa di serie che presidia la zona è Paire… e più in là a livello di ottavi Zverev che sui campi rossi, anche se ha vinto Roma, non mi convince del tutto. Il tedesco però ha un buon tabellone, fino a Goffin (o Sinner?) non vedo proprio da chi possa perdere. Però Sascha non è ancora un tennista solidissimo, di nervi e prestazioni.

Dagli altri azzurri, più che al massimo un secondo o un terzo turno, non credo ci si possa attendere, perché al primo o al secondo si imbattono in teste di serie, anche se non fortissime. Per ora mi fermo qui. Un commento al tabellone femminile lo farò in un secondo momento, ma se dovessi scommettere su una finale dopo aver visto il tabellone punterei su Halep-Muguruza.

OTTAVI TEORICI

[1] N. Djokovic vs [15] K. Khachanov
[10] R. Bautista Agut vs [7] M. Berrettini
[4] D. Medvedev vs [13] A. Rublev
[9] D. Shapovalov vs [5] S. Tsitsipas

[8] G. Monfils vs [12] D. Schwartzman
[16] S. Wawrinka vs [3] Thiem
[6] A. Zverev vs [11] D. Goffin
[14] F. Fognini vs [2] R. Nadal

PRIMO TURNO PER GLI ITALIANI

[7] M. Berrettini vs V. Pospisil
[14] F. Fognini vs M. Kukushkin
L. Sonego vs qualificato
J. Sinner vs [11] D. Goffin
G. Mager vs [22] D. Lajovic
S. Travaglia vs P. Andujar
A. Seppi vs qualificato
S. Caruso vs G. Pella

Il tabellone maschile del Roland Garros con tutti i risultati aggiornati

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