Coppa Davis: Italia favorita ma kazaki temibili in casa

Coppa Davis

Coppa Davis: Italia favorita ma kazaki temibili in casa

Pubblicato

il

Team italiano di Coppa Davis, Ginevra 2014
 
 

Nel prossimo week-end la nostra nazionale maschile sarà impegnata ad Astana nel 1° turno della Coppa Davis contro il Kazakistan. Sulla carta non dovremmo avere problemi, ma i nostri avversari nella competizione si trasformano. Kukushkin mina vagante, Golubev pare fuori forma. Bolelli e Seppi in singolare?

Dopo la semifinale raggiunta nel 2014 (poi persa contro i futuri campioni svizzeri) la nostra nazionale maschile di tennis prova a ripetersi nel tabellone del World Group 2015 della Coppa Davis.
Il tabellone ci propone nel prossimo week-end l’insidiosa trasferta in terra kazaka. Ricordiamo che il fattore campo è stata deciso dal sorteggio in quanto non esistono precedenti tra le due nazionali.
La trasferta si profila ostica non tanto per il singolo valore dei nostri avversari (Mikhail Kukushkin è il tennista kazako con miglior classifica, nr. 58, ma comunque è indietro ai nostri primi 3 singolaristi, tutti nel ranking posizionati meglio di lui), quanto più per il fattore campo e per la capacità che i nostri avversari hanno mostrato nelle precedenti edizioni della Davis di sapersi trasformare nella competizione e soprattutto davanti al pubblico amico.
Ricordiamo infatti che il Kazakistan è dal 2011 nel tabellone principale della Davis (sonoro 5-0 alla Svizzera nei play-off del 2010 con gli elvetici che non avevano nell’occasione Federer ma solo Wawrinka) e che per ben 3 volte è riuscito a raggiungere i quarti, sfiorando in maniera clamorosa la semifinale proprio lo scorso anno, quando a Ginevra dopo il doppio si trovarono avanti 2-1 proprio contro quella Svizzera che poi avrebbe prima battuto l’Italia e poi vinto l’insalatiera a Lille.

Ad onor del vero ricordiamo anche in che modo il “miracolo” Kazakistan si sia realizzato negli ultimi anni. Il paese caucasico non ha alcuna tradizione tennistica, ma il suo presidente ha letteralmente “comprato” dalla Federazione tennistica russa tutti quei tennisti che per un motivo o per l’alto non avrebbero avuto alcuna possibilità di emergere in patria. Ecco spiegato come i vari Kukushkin, Golubev, ma anche Korolev e Schukin abbiano così abbracciato la bandiera kazaka, formando un team di tutto rispetto che si è tolto non poche soddisfazioni in Davis.
Se l’obiettivo del presidente della federazione kazaka era quello di attirare l’interesse sul tennis, possiamo dire che lo stesso è stato ampiamente raggiunto.

 

Ma, tornando alla sfida del prossimo week-end, l’avvio della stagione dei nostri tennisti ci rincuora. Bolelli sta giocando di nuovo il suo miglior tennis, Seppi sembra aver trovato una maturità ed una costanza invidiabile, Fognini alterna come al solito brillanti prestazioni a clamorosi scivoloni, ma comunque in doppio con Bolelli è una garanzia visto anche lo Slam conquistato in Australia. Inoltre ci facilita anche la superficie, perché seppur velocissima non dispiacerà sicuramente né a Seppi, né a Bolelli, che in partenza crediamo parta favorito come singolarista al posto di Fognini.

Ma vediamo con calma convocati e stato di forma dei protagonisti della sfida

 

KAZAKISTAN

Il capitano Doskarayev ha convocato per il match contro l’Italia 3 reduci dai quarti di finale persi lo scorso anno a Ginevra dai kazaki e cioè: Mikhail Kukushkin, Andrey Golubev e Aleksandr Nedovyesov. Al loro fianco è stato convocato per la prima volta il giovane Dmitry Popko, classe ’96 e nr. 605 del ranking Atp.

Il più in forma dei kazaki è Mikhail Kukushkin, come detto nr. 58 Atp e con una finale già disputata in questo inizio di stagione.
Il tennista nativo di Volgograd ma naturalizzato kazako è infatti approdato in finale a Sydney, sconfitto poi da Viktor Troicki, approdando in tabellone direttamente dalle qualificazioni, insomma un cammino di tutto rispetto. C’è però da dire che dopo quell’exploit Kukushkin ha inanellato ben 4 sconfitte consecutive al 1° turno, chissà che non sia stato un fuoco di paglia.
Kukushkin ha disputato in carriera 3 finali nel circuito, vincendo quella di S.Pietroburgo nel 2010 e perdendo oltre quella di Sydney di quest’anno anche quella di Mosca nel 2013 ed ha raggiunto come best ranking la posizione nr.48.
Il suo bilancio in Davis parla di 13 vittorie e 10 sconfitte (13-9 in singolare e 0-1 in doppio). Resta comunque il nostro avversario da tenere d’occhio anche perché come vedremo ha bilanci positivi nei precedenti contro i nostri tennisti. Atleta duttile che dà il meglio sul veloce, dove se in giornata può rendere la vita difficile a chiunque.

Andrey Golubev pare lontano dalla forma migliore, attualmente nr. 107 del ranking (ma 33 nel lontano 2010), quest’anno nel circuito ha raccolto appena una vittoria nelle qualificazioni di Sydney mentre nei tabelloni principali ha vinto il primo match proprio questa settimana nel torneo di Dubai battendo il qualificato francese Martin per poi essere facilmente liquidato al 2° turno da Novak Djokovic.
Anche per lui 3 finali giocate in carriera ed una sola vittoria, nel 2010 ad Amburgo, mentre è stato sconfitto a S.Pietroburgo nel 2008 ed a Kuala Lumpur nel 2010.
In Davis vanta un bilancio di tutto rispetto, 22 vittorie ed appena 8 sconfitte (16 vittorie e 6 sconfitte in singolare, 6-2 in doppio, dove si fa rispettare anche nel circuito Atp). Vanta scalpi di primo livello, come Jurgen Melzer, Tomas Berdych, Stan Wawrinka e David Goffin, in Davis è un guerriero, non molla mai e solo per questo va comunque rispettato.
Ricordiamo che Golubev di solito si allena in Italia, a Bra, quindi conosce benissimo il nostro paese e la nostra lingua.

Poco da dire sugli altri due convocati. Aleksandr Nedovyesov è nr.131 nel ranking, l’abbiamo conosciuto l’anno scorso nel doppio vinto a Ginevra in coppia con Golubev contro Federer e Wawrinka. Discreta la sua prova allora, sappiamo che il doppio kazako può essere temibile, se chiudessimo la prima giornata sul 2-0 in nostro favore non sarebbe male.
All’esordio assoluto il giovanissimo Popko, nr. 605.

Ricordiamo che fino ad un paio di anni fa al fianco di Kukushkin e Golubev, completavano una rosa di un certo rispetto Evgeny Korolev, dal braccio potentissimo ma la cui carriera è stata travagliata da numerosi incidenti che lo hanno costretto poi al ritiro da appena 28 anni, e Yuri Schukin, buon doppista.
Sicuramente oggi il Kazakistan fa meno paura di allora, starà poi alla nostra squadra disinnescare con autorità le insidie di questa trasferta

 

ITALIA

Barazzutti ha scelto secondo regola, intoccabile al momento il quartetto convocato: Fabio Fognini, Andreas Seppi, Simone Bolelli e Paolo Lorenzi. Premio per le ultime prestazioni a Luca Vanni, convocato come 5° uomo ad Astana.

Bolelli e Seppi ci hanno davvero impressionato in questo inizio 2015 e crediamo che partano favoriti per scendere in campo nei singolari.
Andreas ha giocato alla grande, l’exploit contro Federer agli Australian Open è la ciliegina sulla torta di due mesi dove l’atleta altoatesino ha anche raggiungo la semifinale a Doha e la finale a Zagabria. Dopo essere scivolato oltre la 50° posizione nel ranking, Andreas ora occupa la nr. 36 e se continuasse a giocare così avrebbe grandi margini di miglioramento, visto anche che il 2014 per lui è stato un anno avaro di soddisfazioni.

Simone Bolelli, attualmente nr. 52, sta coronando quel ritorno nelle alte sfere del ranking che lui stesso si era posto come obiettivo dopo l’operazione al polso di qualche anno fa che ne aveva interrotto una prima rincorsa ai piani alti della classifica.
Simone ha raggiunto i quarti a Sydney e a Marsiglia, dove per la prima volta ha battuto in carriera un Top10 (Milos Raonic), ma ha fatto piacere soprattutto rivedere con costanza ed autorità quelle accelerazioni che tanto avevano impressionato agli inizi della sua carriera e ne avevano fatto pronosticare un futuro roseo.

Fabio Fognini fa fatica a ritrovare i fasti e gli splendori di un paio di anni fa, troppo alterne ed incostanti le sue prove (vedi la finale a Rio de Janeiro e poi la brutta scoppola rimediata a Buenos Aires la settimana dopo contro Carlos Berlocq), ancora troppo incontrollabile da un punto di vista nervoso durante i suoi match.
Che poi sia capace di qualsiasi impresa, questo ormai lo sappiamo.
Certo, per quanto visto sin qui, il suo impiego ci appare sicuro solo in doppio, dove con Bolelli forma una coppia affiatata e di tutto rispetto, capace come ben sappiamo di vincere uno Slam in Australia a gennaio.

Per i singolari ci appaiono più affidabili al momento Bolelli e Seppi, vediamo cosa deciderà Barazzutti.

 

PRECEDENTI TRA I GIOCATORI

Come abbiamo scritto in apertura di questo pezzo non ci sono precedenti tra le due nazionali, mentre quelli tra i giocatori ci confermano che il nostro avversario da tenere d’occhio e Mikhail Kukushkin, in vantaggio negli scontri diretti contro Fognini ed in parità con Seppi.
In netto svantaggio invece il nr.1 kazako contro Bolelli, ma questo ci pare anche ovvio. Se Simone è in giornata, le sue accelerazioni si rivelano letali per uno come Kukushkin che si difende bene sul veloce, ma non ha il ritmo per tenere a bada i colpi del bolognese.

Non sembra invece un problema Golubev, sia per i precedenti sia per quanto ci ha fatto vedere ultimamente nel circuito.

 

Kukushkin-Fognini 2-1

2009 Roland Garros, Qual., clay, Fognini 63 76(4)
2009 Mosca, R32, hard, Kukushkin 64 57 64
2014 Mosca, R16, hard, Kukushkin 64 62

Kukushkin-Seppi 1-1

2012 Roland Garros, R64, clay, Seppi 67(5) 62 26 61 62
2013 Mosca, S, hard, Kukushkin 61 16 64

Kukushkin-Bolelli 0-3

2010 Napoli, R32, clay, Bolelli 64 62
2010 Barcellona, Qual., clay, Bolelli 63 36 75
2011 Montecarlo, Qual., clay, Bolelli 63 63

Non ci sono precedenti tra Kukushkin e Lorenzi

Golubev-Fognini 0-4

2009 Australian Open, R128, hard, Fognini 36 76(7) 64 62
2010 Cincinnati, Qual., hard, Fognini 63 31rit
2014 Stoccarda, R16, clay, Fognini 64 64
2014 US Open, R128, hard, Fognini 64 64 62

Golubev-Lorenzi 1-1

2007 Cordenons, R32, clay, Lorenzi 63 67(5) 64
2009 Recanati, Q, hard, Golubev 64 60

Non ci sono precedenti né tra Golubev e Seppi né tra Golubev e Bolelli

 

PRONOSTICO

Sulla carta non ci dovrebbero essere problemi, abbiamo una squadra più forte per potenzialità, valori tecnici e per quanto ci dice il ranking ATP.
Bisognerà solo vedere quanto saremo capaci di superare le insidie derivanti dal fattore campo e dalla superficie che ci aspettiamo velocissima, ma non è detto che ciò sia poi così negativo (soprattutto se Bolelli dovesse scendere in campo in singolare).
Se i nostri tennisti giocheranno come sanno i quarti saranno ampiamente alla nostra portata, sperando di non dover recarci poi a luglio in Australia, ma questo è un altro discorso, speriamo di poterne parlare da lunedì 9 marzo.

Kazakhstan 30% – Italia 70%

Continua a leggere
Commenti

Coppa Davis

Finals Coppa Davis 2022: i calendari dei gruppi

L’Italia esordirà contro la Croazia il 14 nel girone di Bologna. Il 16 la sfida con l’Argentina, il 18 quella con la Svezia. Tutti i calendari degli altri gironi

Pubblicato

il

Sono stati compilati stamani, 12 maggio, i calendari dei Gruppi delle Finals della Coppa Davis che si svolgeranno a settembre dal 14 al 18 settembre nelle quattro sedi designate e cioé Bologna, Valencia, Amburgo e Glasgow.

Vediamo innanzitutto il sorteggio del gruppo A, quello dove è inserita l’Italia e che si giocherà per l’appunto a Bologna alla Unipol Domus Arena, località Casalecchio di Reno.

Il calendario prevede subito per l’Italia un esordio in salita con l’ostacolo più duro, la Croazia vice campione in carica. La sfida si disputerà il 14 settembre, mentre il 16 l’Italia incontrerà l’Argentina e il 18 la Svezia, sempre alle ore 16 (che è l’orario unico per tutti i match del gruppo).

 

Quindi nella sostanza avversari di livello decrescente per i nostri tennisti (lo schema è lo stesso per tutti i gironi, le squadre delle prime due fasce all’atto del sorteggio si affrontano subito). Guardando il bicchiere mezzo pieno e ricordando che passano le prime due di ogni girone alle Finals di Malaga in programma a novembre, per l’Italia sarà fondamentale iniziare subito alla grande di modo da poter affrontare senza patemi l’ultima sfida con gli svedesi, sulla carta gli avversari più morbidi.

Questo il calendario del Gruppo A:

13 settembre Argentina-Svezia

14 settembre Croazia-Italia

15 settembre Croazia-Svezia

16 settembre Italia-Argentina

17 settembre Croazia-Argentina

18 settembre Italia-Svezia

Questi invece i calendari degli altri gruppi. Iniziamo dal gruppo B, quello di Valencia (tutte le sfide inizieranno alle ore 16):

13 settembre Canada-Corea

14 settembre Spagna-Serbia

15 settembre Serbia-Corea

16 settembre Spagna-Canada

17 settembre Canada-Serbia

18 settembre Spagna-Corea

Big match il secondo giorno con la sfida tra Spagna e Serbia.

Calendario gruppo C (quello di Amburgo, inizio sfide ore 14)

13 settembre Belgio-Australia

14 settembre Francia-Germania

15 settembre Francia-Australia

16 settembre Germania-Belgio

17 settembre Francia-Belgio

18 settembre Germania-Australia

Calendario gruppo D (quello di Glasgow, inizio sfide ore 14 locali, 15 in Italia)

13 settembre Kazakistan-Olanda

14 settembre USA-Gran Bretagna

15 settembre USA-Kazakistan

16 settembre Gran Bretagna-Olanda

17 settembre USA-Olanda

18 settembre Gran Bretagna-Kazakistan

Continua a leggere

Coppa Davis

“Una squadra” di Domenico Procacci: a Roma si rivive la Coppa Davis del 1976

Stamattina alla Casa del Cinema a Villa Borghese, un’anteprima della docuserie sulla squadra di Davis italiana più grande di sempre

Pubblicato

il

Le grandi squadre, nel calcio, hanno spesso una “filastrocca” che racchiude i nomi dei più importanti giocatori, che ne incarnano la fama e lo splendore (Gre-No-Li del Milan, Didì-Vavà-Pelè per il Brasile e via dicendo), ma anche in uno sport individuale come il tennis c’è stato uno schieramento che ha fatto storia, e non solo nella nostra Italia. Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci, Tonino Zugarelli, i quattro tenori che nei secondi anni ’70 fecero grande l’Italia della racchetta, con 4 finali di Coppa Davis in 5 anni. Raramente si è vista una squadra di Coppa Davis con 2 top 10, un top 15 che avrebbe potuto fare anche meglio, e il giocatore “meno forte” che è stato n.24 al mondo, capitananti da un ex campione e grande personaggio come Nicola Pietrangeli. Gli azzurri di quei tempi avevano questa formazione di livello assoluto, eppure mai (per vicende politiche, di gran meschinità) sono stati celebrati abbastanza dopo la Coppa Davis vinta a Santiago, in casa di Pinochet, nel 1976. La dittatura che c’era in Cile creò discussioni ben oltre il tennis e rese una storia che doveva essere leggenda quasi una vergogna, senza mai farne parlare abbastanza.

Eppure, negli ultimi anni, qualcosa si è mosso: il riconoscimento (per quanto quasi un contentino, inserito tra le finali di doppio maschile e singolare femminile) a Panatta e alla squadra agli Internazionali d’Italia del 2016, il quarantennale della sua vittoria lì e al Roland Garros, varie conferenze, una delle storie di Federico Buffa dedicate su Sky…fino ad oggi, alla proiezione di un’anteprima di Una squadra” di Domenico Procacci, tenutasi alla Casa del Cinema a Villa Borghese, a cui è seguita una conferenza di presentazione con i protagonisti nel campo e coloro che hanno reso possibile quest’opera con il proprio lavoro (mancava il solo Pietrangeli per motivi personali). Un docufilm appassionante, intenso, al cinema il 2,3,4 maggio sempre come anteprima e sui canali di Sky dal 14 maggio, oltre a un succoso libro con le interviste ai cinque protagonisti da parte del regista Procacci.

Una squadra“, come già emerse dalla prima presentazione in occasione delle ATP Finals a Torino, è una serie che va ben oltre il semplice campo e le racchette. Una storia di uomini e dei loro destini, delle loro vite, anche dei loro contrasti che chiaramente tra campioni così giovani non mancano di certo. Come ha egregiamente riassunto Adriano Panatta in una delle sue risposte mai banali nella conferenza post proiezione: “Eravamo quattro ragazzi che giocavano benino a tennis, e avevano vinto qualche trofeo, con i nostri contrasti e le nostre personalità. Questa serie ci ha restituito la voglia di viverci e di raccontarci insieme, dopo tanti anni“.

 

Come si è potuto vedere dalla proiezione odierna, non è un semplice copia e incolla di interviste e domande scontate, che lasciano il tempo che trovano, ma va ben oltre, montando espressioni stupite e commenti anche coloriti di seguito a una determinata affermazione. Un certosino lavoro di montaggio e volute contrapposizioni, di malinconia e riavvolgimenti di un nastro da troppo sopito, come ha spiegato Procacci, lui che è un vero e proprio dipendente dal tennis: “Questa è una bella storia da raccontare, all’inizio si trattava solo della vittoria in Cile e di quello che le girava intorno, che volevo approfondire di più. C’erano tante cose che meritavano attenzione, loro hanno vinto tanto anche singolarmente, e mi ha divertito raccontare i rapporti interpersonali, quelli con Nicola. Ho giocato a creare contrasti per suscitare interesse, come quello tra Corrado e Adriano, uno dei più noti. Ma parlando con loro trovavo sì voglia di marcare la differenza, ma anche amicizia e stima reciproca. Si sono rivisti tutti e 4 insieme a Torino per la prima volta dal 1979, e la distanza rimaneva comunque vicinanza“.

Al regista va il merito di aver riunito questi campioni e di aver loro restituito l’entusiasmo di ragazzini entusiasti e sorpresi di andare a fare una bighellonata in Cile (e a proposito della famosa maglietta rossa indossata nel doppio: “Nessuno sapeva nulla, è stata un’iniziativa mia, e Paolo mi ha seguito. La squadra non se ne accorse, neanche Nicola; la stampa o fece finta di niente o anche loro non se ne accorsero, e sarebbe ancora più grave” commenta Panatta sull’ipotetico messaggio contro il regime di Pinochet delle due magliette): ” Alla prima telefonata non sapevo se crederci o no che fosse Procacci, poi ho chiamato Adriano e me lo ha confermato, e mi ha fatto piacere. Per un motivo o per l’altro, le nostre vite si sono divise, e così siamo potuti stare di nuovo tutti insieme a rievocare un’altra vita”, dice Bertolucci, a cui fa ruota, seppur con un po’ più di malinconia, Barazzutti: “Inizialmente ho detto di no, poi ci ho pensato: pur avendo vissuto una bella vita, diversa da quella di molte altre persone, tornare indietro mi rende più triste che contento. Con Adriano è sempre stato un rapporto un po’ così, e questo docufilm lo ha ricucito, dando giustizia a un trionfo di cui non si è mai parlato molto“.

Già, l’unico trionfo del nostro Paese in Coppa Davis, eppure ancora oggi dopo 46 anni molti neanche sanno di questo avvenimento. Questo a causa di un’intromissione politica, come detto in apertura, nello sport, che non ha mai portato adeguata celebrazione a questi grandi campioni (“al Foro Italico non veniamo riconosciuti come succede ai campioni negli altri Paesi. Sarebbe bella una lettera di invito, uno spazio dove vedere foto e video che onorino il passato e lo ricordino ai giovani“, l’opinione di Barazzutti). Una questione politica che mai come oggi, alla luce della recente esclusione dei tennisti russi da Wimbledon e della discussione di non farli competere neanche a Roma e Madrid, trova attualità, e dove una volta tanto tutti si sono trovati in accordo, con particolare ira Bertolucci: “Sarebbe ridicolo non calcolare i punti per il ranking e far giocare questi ragazzi come per un’esibizione quando non hanno colpe. Il problema è stato creato in Inghilterra, e ora il CIO deve decidersi; ma Madrid è la settimana prossima, e siamo già oltre con i tempi“.

Ovviamente l’ultimo, piccante intervento, non poteva che essere del solito Adriano, anche lui particolarmente coinvolto nella questione russi e bielorussi: “Avrei più potuto concepire un’esclusione in Davis, dove si rappresenta direttamente la nazione, ma questi ragazzi giocano nei tornei come singoli cittadini russi, non sono loro ad aver ordinato l’invasione. Una cosa ridicola e ingiusta; il problema sarebbe che ad un’eventuale premiazione la famiglia reale sarebbe imbarazzata? Be’, facessero consegnare il trofeo ad un ex campione, anche meglio. Se giocassi gli Internazionali, lo farei con una maglietta gialla e azzurra, quello sarebbe un segnale per l’Ucraina“. Tra i quattro, a parlare di meno come sempre è stato Tonino Zugarelli, che sorrideva e ringraziava, con quel suo solito dolce imbarazzo che aveva anche nel suo gioco leggero. Eppure, senza di lui, quella Davis del ’76 non l’avremmo mai vinta. Perché “Una squadra” racconta proprio questo: una storia di ragazzi come tanti, con un sogno in comune, che per anni scrissero la storia uno per tutti e tutti per uno, dal campione da prima pagina alla sua fida spalla destra, dal secondo sempre in ombra e quasi ai suoi livelli a quello che “ah se avessi…”. Quella storia che vuole ingiustamente relegarli tra le ombre, e l’obiettivo della docuserie è proprio restituire ad Adriano, Paolo, Corrado e Tonino, quella gloria che, quasi mezzo secolo fa, gli venne tolta, e che ora rivogliono, in un’epoca felice per il tennis nostrano, com’è giusto che sia.

Continua a leggere

Coppa Davis

Coppa Davis 2022: gruppo B di ferro, Australia e Germania favorite nel gruppo C, Usa e Gran Bretagna in quello D

A Malaga sarà bagarre tra Spagna, Serbia e Canada con la Corea vaso di coccio. Ad Amburgo Belgio e Francia sembrano fuori dai giochi, a Glasgow Kazakistan e Olanda proveranno a rovesciare i pronostici

Pubblicato

il

La Coppa Davis 2019 è della Spagna (photo by Manuel Queimadelos / Kosmos Tennis)

Dopo aver approfondito con dovizia di particolari il gruppo A delle Finals di Coppa Davis che riguarda l’Italia e che sarà disputato a Bologna (per la precisione a Casalecchio di Reno, sede del palasport dove si disputeranno le sfide dal 14 al 18 settembre) sorteggiato a Malaga (sede del concentramento finale della manifestazione per quest’anno e per il prossimo), vediamo quali sono gli altri gironi sorteggiati e quali sono le favorite per l’approdo al concentramento finale, ricordando che per ogni raggruppamento passeranno le prime due squadre in classifica.

Qui l’approfondimento sulla Croazia

Qui l’approfondimento sulla Svezia

 

Qui l’approfondimento sull’Argentina

GRUPPO B (VALENCIA)

È il gruppo che si giocherà a Valencia dove ci saranno i padroni di casa spagnoli (Alcaraz, Carreno-Busta, Nadal?), la Serbia di Nole Djokovic (figuriamoci se l’attuale numero 1 del mondo in buone condizioni non disputerà la competizione a squadre), il Canada dei terribili Auger-Aliassime e Shapovalov e la Corea del Sud, vera cenerentola del girone che ha in Soonwoo Kwon, n.71, il suo giocatore più rappresentativo.

Ipotizzando, come giusto che sia, le squadre al completo con tutti i migliori, appare abbastanza chiaro che la Spagna parte favorita in quanto anche squadra ospitante e quindi supportata in campo dal proprio pubblico. A ruota segue il Canada (ripescata al posto della squalificata Russia) che nei favori del pronostico precede di poco la Serbia, che è vero ha in squadra il numero 1 del mondo, ma proprio l’anno scorso abbiamo notato come il solo Nole non basti ai serbi per fare strada nella manifestazione. Come si dice in questi casi due posti per tre pretendenti, chi avrà la meglio

SPAGNA 40% – CANADA 35% – SERBIA 25%

GRUPPO C (AMBURGO)

Si giocherà ad Amburgo dove ci sarà la Germania padrona di casa, l’Australia, il Belgio e la Francia.

Francia e Belgio sembrano essere un po’ fuori dai giochi. Il Belgio schiererà l’ormai maturo Goffin, al quale affiancherà un secondo singolarista (Bergs?) e il doppio più che affiatato Gille/Vliegen. La Francia è in pieno ricambio generazionale. Oramai out Tsonga e Simon, Gasquet potrebbe essere il jolly da affiancare a Rinderknecht e Mannarino. La vera certezza transalpina è il doppio, Herbert/Mahut che rende la Francia una mina vagante.

Sembrano favorite per il passaggio ai quarti Germania e Australia. I tedeschi, soprattutto se schiereranno Zverev, avranno poi un doppio di tutto rispetto (Krawietz o con Mies o con Puetz) e un buon secondo singolarista (Struff, Otte, o Koepfer?) senza sottovalutare il fatto che giocheranno in casa. Mentre invece gli australiani innanzitutto avranno Hewitt in panchina (aspetto da non sottovalutare) e poi in campo De Minaur, “cavallo pazzo” Kyrgios, John Peers (doppista di ottimo livello), Kokkinakis che potrebbe essere preferito a Duckworth o a Millman. Grande equilibrio comunque.

AUSTRALIA 40% – GERMANIA 30% – FRANCIA 20% – BELGIO 10%

GRUPPO D (GLASGOW)

Si giocherà a Glasgow per la felicita di Andy Murray che insieme al fratello Jamie saranno con molta probabilità convocati dal capitano Leon Smith. Non si dovrebbe discutere la presenza di Cameron Norrie e Daniel Evans.

I favoriti del raggruppamento saranno però gli Stati Uniti, che potranno schierare John Isner affiancato nei singolari da uno dei nuovi esponenti della “new generation” americana, Tommy Paul, Taylor Fritz, Sebastian Korda e di sicuro anche un buon doppio, senza dimenticare l’altro bombardiere Reilly Opelka. Passaggio del gruppo per Usa e Gran Bretagna?

Sulla carta è così, ma occhio a sottovalutare Olanda e Kazakistan che sembrano fuori dai giochi. L’Olanda proverà ad emergere con l’apporto di Tallon Griekspoor e Botic van de Zandschulp mentre in doppio la presenza di Jan Julien Rojer dovrebbe dare qualche certezza in più rispetto alle avversarie. Il Kazakistan invece farà leva sull’imprevedibilità e la classe di Alexander Bublik e al gruppo dei soliti che oramai da anni difende i colori kazaki. Primo tra tutti Mikhail Kukushkin, senza dimenticare Nedovyesov e Golubev affiatati in doppio. Ma la qualificazione di una delle due sarebbe una gran sorpresa visto il valore dei team qualificati.

USA 40% – Gran Bretagna 35% – Kazakistan 15% – Olanda 10%

Ricordiamo che le sfide dei gironi sono in programma dal 14 al 18 settembre nelle rispettive sedi mentre il tabellone dai quarti di finale in poi si svolgerà in quel di Malaga dal 21 al 27 novembre.

Sorteggiati anche gli accoppiamenti dei quarti, dove chiaramente non si potranno sfidare squadre provenienti dallo stesso girone. Ecco di seguito il tabellone dai quarti di finale in poi:

VINCENTE GRUPPO A – SECONDA GRUPPO D

VINCENTE GRUPPO C – SECONDA GRUPPO B

SECONDA GRUPPO C – VINCENTE GRUPPO D

SECONDA GRUPPO A – VINCENTE GRUPPO B

Ciò significa ipotizzando che la nostra nazionale si qualifichi per i quarti che o ci toccherà la seconda del gruppo D se arriviamo primi (Gran Bretagna o Usa?) o la prima del gruppo B (il girone di ferro come abbiamo scritto in precedenza) cioè una tra Spagna, Serbia e Canada. Sulla carta fattibile il primo accoppiamento, ben più improbo il secondo.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement