Coppa Davis: Bolelli e Fognini ci portano sul 2-1, ma che battaglia! (Audio e Photogallery)

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Coppa Davis: Bolelli e Fognini ci portano sul 2-1, ma che battaglia! (Audio e Photogallery)

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La coppia azzurra batte in 4 set Golubev e Nedovyesov, ma è successo di tutto. Nel terzo set abbiamo sprecato 6 match point e subito chiamate molto casalinghe da parte dei giudici di linea. Ma Simone e Fabio sono stati più forti di tutto e tutti, centrando il break decisivo nel 10° game del quarto set. Punteggio finale 7-6(4) 6-3 6-7(13) 6-4 dopo 3 ore e 18 minuti. Domani si riprende alle 9 con Kukushkin-Seppi

Coppa Davis, World Group, 1/8 di finale

KAZAKHSTAN-ITALIA 1-2
Fognini Bolelli – Golubev Nedovyesov 76(4) 63 67(13) 64

 

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C’era un pubblico più numeroso di ieri, anche con un piccolo gruppo di sostenitori italiani per il match di doppio di oggi. L’Italia ha conquistato un punto importante, forse decisivo, in una partita che avrebbe potuto complicarsi non poco quando gli azzurri non hanno sfruttato sei match point nel tie break del terzo set e si sono fatti trascinare al quarto.
Si può dire che Golubev (“Oggi siamo stati alterni, quando giocava bene uno giocava male l’altro e viceversa”) oggi è stato il meno continuo in campo, sbagliando a volte di svariati metri, sua la voleè pasticcio che ha dato il primo set agli italiani, ad esempio. E si può dire che Bolelli è stato nettamente il migliore in campo (come sportivamente dichiarato da Nedovyesov a fine match, “Bolelli è stato il migliore degli italiani) tenendo tutti i suoi turni di battuta, di cui ben sei a zero (nessun punto ceduto nel quarto set, 20 concessi in tutto alla risposta, il migliore dei quattro al servizio). Sono stati bravi gli azzurri a non distrarsi all’inizio del quarto set quando hanno sciupato quattro palle break nel secondo game. Alla fine i nostri hanno chiuso in tre ore e diciotto minuti ed adesso manca un punto da conquistare domani per approdare ai quarti di finale dove con ogni probabilità ci sarà l’Australia (nel caso in trasferta).

In apertura di primo set Nedovyesov appare chiaramente il più solido della coppia Kazaka con Golubev che alterna giocate brillanti ad errori banali, sparando dritti fuori di diversi metri. La coppia italiana prende il break di vantaggio nel quinto gioco e potrebbe chiudere agevolmente il set quando sul servizio di Golubev gli azzurri hanno una palla break sul servizio del kazako di Bra per portarsi 5-2. Sciupata l’occasione Fognini riapre i giochi commettendo un paio di errori banali di dritto e cedendo il servizio da 30-0. Nedovyesov infila un paio di ace nel game seguente e manda Bolelli a servire per restare nel set. Dal possibile 5-2 per gli azzurri si arriva così al set point per i kazaki sul 5-4 e servizio Bolelli. Simone lo salva con un buon servizio e poco dopo si arriva al tie break. Golubev a tratti sembra giocare per l’Italia, sbagliando dritti di cinque metri, cede i due turni di servizio mandando gli azzurri avanti 4-1, i kazaki recuperano i due minibreak sul servizio di Fognini ed il set si decide un momento dopo quando Golubev sbaglia una voleè grossolana dopo un solido servizio del compagno mandando Bolelli a servire sul 6-4. Basta il primo set point ed uno smash del ligure porta l’Italia avanti un set dopo quasi un’ora di gioco

Ad inizio secondo set entrambe le coppie preferiscono lasciare servire per primo il miglior battitore, Bolelli e Nedovyesov, anche se questo comporta che dovranno servire dal lato opposto. Nel terzo gioco arriva il primo fallo di piede chiamato a Fognini che però non si lascia distrarre. Gli azzurri salgono di tono nel finale di set, Fabio tiene la battuta a zero nel settimo gioco, nell’ottavo gli azzurri si procurano tre palle break consecutive e Bolelli trasforma la terza con una voleè vincente. Nel game seguente Simone, il migliore in campo oggi, chiude il set tenendo per la seconda volta il servizio a zero. Dopo un’ora e trentun minuti di gioco l’Italia è avanti due set a zero.

Nel terzo set si seguono i servizi con solo Golubev nel terzo game e Fognini nel dodicesimo che cedono due punti sulla battuta. Si arriva così al secondo tie break dopo due ore e undici minuti di gioco. Nel corso del set la qualità dei giudici di linea (finora decisamente buona) era calata, con clamorosi errori di giudizio a favore del team locale. All’inizio del tie break due chiamate sbagliate di seguito sul primo punto scatenano le ire di Barazzutti che si guadagna anche un warning. Fognini interviene in difesa del capitano, il pubblico rumoreggia, si perde tempo e la coppia azzurra si innervosisce fino al doppio fallo di Bolelli (su cui l’arbitro, manifestando un certo inconscio senso di colpa, effettua uno sbagliatissimo over rule) nel terzo punto. I primi quattro punti hanno richiesto otto minuti ed è solo l’inizio. Si arriva al 6-3 Kazakistan e tre set point consecutivi che però i kazaki non sfruttano. Il terzo set point annullato avvia una serie di sette punti consecutivi contro il servizio, Gli italiani si procurano un match point, annullano un quarto set point prima di avere altri cinque match point (saranno sei in totale) non sfruttati. In particolare nel sesto in uno scambio sotto rete Bolelli si fa sfuggire una facile occasione di chiudere la partita. Dopo 26 minuti di tie break i kazaki si procurano il quinto set point, facendo due minibreak a Bolelli, su servizio di Golubev ed allungano il match al quarto. Sono passate due ore e 36 minuti.

Nel quarto set sono gli azzurri ad avere le prime occasioni portandosi 0-40 e conquistando anche una quarta palla break sul servizio di Nedovyesov ma i Kazaki recuperano. Il momento più delicato del set arriva nel settimo game quando Fognini si fa recuperare da 40-0 e concede una palla break che potrebbe significare quinto set. Invece un solidissimo Bolelli ci consente di tenere il servizio del 5-4 e poi con una risposta nei piedi di Nedovyesov sul match point regala il punto all’Italia. Ora tocca a Seppi contro Kukushkin per portare l’Italia ai quarti.

Ecco a fine match le dichiarazioni (alquanto diplomatiche, n.d.r.) del capitano kazako Doskarayev sui numerosi errori dei giudici di linea, soprattutto nel terzo set:”Gli errori capitano. Capitano nell’ATP e WTA e a maggior ragione in coppa davis dove con tante emozioni in gioco si possono fare errori. Oggi ce ne sono stati più del solito forse (13-5 a favore dei kazaki) ma nessuno sbaglio è stato fatto intenzionalmente. Oggi è stato un gran match, due gran team con una grande battaglia. Gli errori capitano ma la qualità e l’intensità del match sono stati altissimi”.

Queste invece le dichiarazioni del nostro team.
Nella conferenza stampa dopo partita Bolelli analizza la partita: “Il match era difficilissimo, abbiamo lottato dalla prima all’ultima palla. A un certo punto Golubev stragiocava, nel tie break è successo di tutto, non solo gli errori, per fortuna siamo riusciti a rimanere calmi. I doppi di Davis sono così e noi abbiamo dimostrato di essere una grande coppia.”
Fognini: ”Tredici chiamate sbagliate contro è una cosa pazzesca, mai vista. Per fortuna siamo riusciti a portarla a casa.” Poi scherza ironicamente sulla formazione: “Non capisco perchè il capitano ha cambiato la formazione. Sì noi abbiamo vinto uno slam ma io mi aspettavo di giocare con Lorenzi.” Poi Fabio :“Su chi dovesse giocare su un eventuale due pari non so. Subentrano molti fattori di cui chi gioca meglio a tennis è solo uno. Io mi tengo pronto.”
Conferma Bolelli: “Intanto speriamo di andare tre a uno, poi sul due pari chi gioca gioca, nessuno si tira indietro.”
Barazzutti: “Il terzo set ha messo a dura prova il carattere di questi giocatori che nel quarto hanno confermato di saper gestire molto bene le situazioni difficili. Ci sono stati errori in momenti molto delicati, ci sono state situazioni difficili, come lo 0-40 all’inizio del quarto. Al di là degli episodi quello che conta è una coppia che sta bene insieme e gioca ad un livello molto alto.”

(In aggiornamento)

Doppio Kaz-Ita

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Finals Coppa Davis 2022: i calendari dei gruppi

L’Italia esordirà contro la Croazia il 14 nel girone di Bologna. Il 16 la sfida con l’Argentina, il 18 quella con la Svezia. Tutti i calendari degli altri gironi

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Sono stati compilati stamani, 12 maggio, i calendari dei Gruppi delle Finals della Coppa Davis che si svolgeranno a settembre dal 14 al 18 settembre nelle quattro sedi designate e cioé Bologna, Valencia, Amburgo e Glasgow.

Vediamo innanzitutto il sorteggio del gruppo A, quello dove è inserita l’Italia e che si giocherà per l’appunto a Bologna alla Unipol Domus Arena, località Casalecchio di Reno.

Il calendario prevede subito per l’Italia un esordio in salita con l’ostacolo più duro, la Croazia vice campione in carica. La sfida si disputerà il 14 settembre, mentre il 16 l’Italia incontrerà l’Argentina e il 18 la Svezia, sempre alle ore 16 (che è l’orario unico per tutti i match del gruppo).

 

Quindi nella sostanza avversari di livello decrescente per i nostri tennisti (lo schema è lo stesso per tutti i gironi, le squadre delle prime due fasce all’atto del sorteggio si affrontano subito). Guardando il bicchiere mezzo pieno e ricordando che passano le prime due di ogni girone alle Finals di Malaga in programma a novembre, per l’Italia sarà fondamentale iniziare subito alla grande di modo da poter affrontare senza patemi l’ultima sfida con gli svedesi, sulla carta gli avversari più morbidi.

Questo il calendario del Gruppo A:

13 settembre Argentina-Svezia

14 settembre Croazia-Italia

15 settembre Croazia-Svezia

16 settembre Italia-Argentina

17 settembre Croazia-Argentina

18 settembre Italia-Svezia

Questi invece i calendari degli altri gruppi. Iniziamo dal gruppo B, quello di Valencia (tutte le sfide inizieranno alle ore 16):

13 settembre Canada-Corea

14 settembre Spagna-Serbia

15 settembre Serbia-Corea

16 settembre Spagna-Canada

17 settembre Canada-Serbia

18 settembre Spagna-Corea

Big match il secondo giorno con la sfida tra Spagna e Serbia.

Calendario gruppo C (quello di Amburgo, inizio sfide ore 14)

13 settembre Belgio-Australia

14 settembre Francia-Germania

15 settembre Francia-Australia

16 settembre Germania-Belgio

17 settembre Francia-Belgio

18 settembre Germania-Australia

Calendario gruppo D (quello di Glasgow, inizio sfide ore 14 locali, 15 in Italia)

13 settembre Kazakistan-Olanda

14 settembre USA-Gran Bretagna

15 settembre USA-Kazakistan

16 settembre Gran Bretagna-Olanda

17 settembre USA-Olanda

18 settembre Gran Bretagna-Kazakistan

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“Una squadra” di Domenico Procacci: a Roma si rivive la Coppa Davis del 1976

Stamattina alla Casa del Cinema a Villa Borghese, un’anteprima della docuserie sulla squadra di Davis italiana più grande di sempre

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Le grandi squadre, nel calcio, hanno spesso una “filastrocca” che racchiude i nomi dei più importanti giocatori, che ne incarnano la fama e lo splendore (Gre-No-Li del Milan, Didì-Vavà-Pelè per il Brasile e via dicendo), ma anche in uno sport individuale come il tennis c’è stato uno schieramento che ha fatto storia, e non solo nella nostra Italia. Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci, Tonino Zugarelli, i quattro tenori che nei secondi anni ’70 fecero grande l’Italia della racchetta, con 4 finali di Coppa Davis in 5 anni. Raramente si è vista una squadra di Coppa Davis con 2 top 10, un top 15 che avrebbe potuto fare anche meglio, e il giocatore “meno forte” che è stato n.24 al mondo, capitananti da un ex campione e grande personaggio come Nicola Pietrangeli. Gli azzurri di quei tempi avevano questa formazione di livello assoluto, eppure mai (per vicende politiche, di gran meschinità) sono stati celebrati abbastanza dopo la Coppa Davis vinta a Santiago, in casa di Pinochet, nel 1976. La dittatura che c’era in Cile creò discussioni ben oltre il tennis e rese una storia che doveva essere leggenda quasi una vergogna, senza mai farne parlare abbastanza.

Eppure, negli ultimi anni, qualcosa si è mosso: il riconoscimento (per quanto quasi un contentino, inserito tra le finali di doppio maschile e singolare femminile) a Panatta e alla squadra agli Internazionali d’Italia del 2016, il quarantennale della sua vittoria lì e al Roland Garros, varie conferenze, una delle storie di Federico Buffa dedicate su Sky…fino ad oggi, alla proiezione di un’anteprima di Una squadra” di Domenico Procacci, tenutasi alla Casa del Cinema a Villa Borghese, a cui è seguita una conferenza di presentazione con i protagonisti nel campo e coloro che hanno reso possibile quest’opera con il proprio lavoro (mancava il solo Pietrangeli per motivi personali). Un docufilm appassionante, intenso, al cinema il 2,3,4 maggio sempre come anteprima e sui canali di Sky dal 14 maggio, oltre a un succoso libro con le interviste ai cinque protagonisti da parte del regista Procacci.

Una squadra“, come già emerse dalla prima presentazione in occasione delle ATP Finals a Torino, è una serie che va ben oltre il semplice campo e le racchette. Una storia di uomini e dei loro destini, delle loro vite, anche dei loro contrasti che chiaramente tra campioni così giovani non mancano di certo. Come ha egregiamente riassunto Adriano Panatta in una delle sue risposte mai banali nella conferenza post proiezione: “Eravamo quattro ragazzi che giocavano benino a tennis, e avevano vinto qualche trofeo, con i nostri contrasti e le nostre personalità. Questa serie ci ha restituito la voglia di viverci e di raccontarci insieme, dopo tanti anni“.

 

Come si è potuto vedere dalla proiezione odierna, non è un semplice copia e incolla di interviste e domande scontate, che lasciano il tempo che trovano, ma va ben oltre, montando espressioni stupite e commenti anche coloriti di seguito a una determinata affermazione. Un certosino lavoro di montaggio e volute contrapposizioni, di malinconia e riavvolgimenti di un nastro da troppo sopito, come ha spiegato Procacci, lui che è un vero e proprio dipendente dal tennis: “Questa è una bella storia da raccontare, all’inizio si trattava solo della vittoria in Cile e di quello che le girava intorno, che volevo approfondire di più. C’erano tante cose che meritavano attenzione, loro hanno vinto tanto anche singolarmente, e mi ha divertito raccontare i rapporti interpersonali, quelli con Nicola. Ho giocato a creare contrasti per suscitare interesse, come quello tra Corrado e Adriano, uno dei più noti. Ma parlando con loro trovavo sì voglia di marcare la differenza, ma anche amicizia e stima reciproca. Si sono rivisti tutti e 4 insieme a Torino per la prima volta dal 1979, e la distanza rimaneva comunque vicinanza“.

Al regista va il merito di aver riunito questi campioni e di aver loro restituito l’entusiasmo di ragazzini entusiasti e sorpresi di andare a fare una bighellonata in Cile (e a proposito della famosa maglietta rossa indossata nel doppio: “Nessuno sapeva nulla, è stata un’iniziativa mia, e Paolo mi ha seguito. La squadra non se ne accorse, neanche Nicola; la stampa o fece finta di niente o anche loro non se ne accorsero, e sarebbe ancora più grave” commenta Panatta sull’ipotetico messaggio contro il regime di Pinochet delle due magliette): ” Alla prima telefonata non sapevo se crederci o no che fosse Procacci, poi ho chiamato Adriano e me lo ha confermato, e mi ha fatto piacere. Per un motivo o per l’altro, le nostre vite si sono divise, e così siamo potuti stare di nuovo tutti insieme a rievocare un’altra vita”, dice Bertolucci, a cui fa ruota, seppur con un po’ più di malinconia, Barazzutti: “Inizialmente ho detto di no, poi ci ho pensato: pur avendo vissuto una bella vita, diversa da quella di molte altre persone, tornare indietro mi rende più triste che contento. Con Adriano è sempre stato un rapporto un po’ così, e questo docufilm lo ha ricucito, dando giustizia a un trionfo di cui non si è mai parlato molto“.

Già, l’unico trionfo del nostro Paese in Coppa Davis, eppure ancora oggi dopo 46 anni molti neanche sanno di questo avvenimento. Questo a causa di un’intromissione politica, come detto in apertura, nello sport, che non ha mai portato adeguata celebrazione a questi grandi campioni (“al Foro Italico non veniamo riconosciuti come succede ai campioni negli altri Paesi. Sarebbe bella una lettera di invito, uno spazio dove vedere foto e video che onorino il passato e lo ricordino ai giovani“, l’opinione di Barazzutti). Una questione politica che mai come oggi, alla luce della recente esclusione dei tennisti russi da Wimbledon e della discussione di non farli competere neanche a Roma e Madrid, trova attualità, e dove una volta tanto tutti si sono trovati in accordo, con particolare ira Bertolucci: “Sarebbe ridicolo non calcolare i punti per il ranking e far giocare questi ragazzi come per un’esibizione quando non hanno colpe. Il problema è stato creato in Inghilterra, e ora il CIO deve decidersi; ma Madrid è la settimana prossima, e siamo già oltre con i tempi“.

Ovviamente l’ultimo, piccante intervento, non poteva che essere del solito Adriano, anche lui particolarmente coinvolto nella questione russi e bielorussi: “Avrei più potuto concepire un’esclusione in Davis, dove si rappresenta direttamente la nazione, ma questi ragazzi giocano nei tornei come singoli cittadini russi, non sono loro ad aver ordinato l’invasione. Una cosa ridicola e ingiusta; il problema sarebbe che ad un’eventuale premiazione la famiglia reale sarebbe imbarazzata? Be’, facessero consegnare il trofeo ad un ex campione, anche meglio. Se giocassi gli Internazionali, lo farei con una maglietta gialla e azzurra, quello sarebbe un segnale per l’Ucraina“. Tra i quattro, a parlare di meno come sempre è stato Tonino Zugarelli, che sorrideva e ringraziava, con quel suo solito dolce imbarazzo che aveva anche nel suo gioco leggero. Eppure, senza di lui, quella Davis del ’76 non l’avremmo mai vinta. Perché “Una squadra” racconta proprio questo: una storia di ragazzi come tanti, con un sogno in comune, che per anni scrissero la storia uno per tutti e tutti per uno, dal campione da prima pagina alla sua fida spalla destra, dal secondo sempre in ombra e quasi ai suoi livelli a quello che “ah se avessi…”. Quella storia che vuole ingiustamente relegarli tra le ombre, e l’obiettivo della docuserie è proprio restituire ad Adriano, Paolo, Corrado e Tonino, quella gloria che, quasi mezzo secolo fa, gli venne tolta, e che ora rivogliono, in un’epoca felice per il tennis nostrano, com’è giusto che sia.

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Coppa Davis 2022: gruppo B di ferro, Australia e Germania favorite nel gruppo C, Usa e Gran Bretagna in quello D

A Malaga sarà bagarre tra Spagna, Serbia e Canada con la Corea vaso di coccio. Ad Amburgo Belgio e Francia sembrano fuori dai giochi, a Glasgow Kazakistan e Olanda proveranno a rovesciare i pronostici

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La Coppa Davis 2019 è della Spagna (photo by Manuel Queimadelos / Kosmos Tennis)

Dopo aver approfondito con dovizia di particolari il gruppo A delle Finals di Coppa Davis che riguarda l’Italia e che sarà disputato a Bologna (per la precisione a Casalecchio di Reno, sede del palasport dove si disputeranno le sfide dal 14 al 18 settembre) sorteggiato a Malaga (sede del concentramento finale della manifestazione per quest’anno e per il prossimo), vediamo quali sono gli altri gironi sorteggiati e quali sono le favorite per l’approdo al concentramento finale, ricordando che per ogni raggruppamento passeranno le prime due squadre in classifica.

Qui l’approfondimento sulla Croazia

Qui l’approfondimento sulla Svezia

 

Qui l’approfondimento sull’Argentina

GRUPPO B (VALENCIA)

È il gruppo che si giocherà a Valencia dove ci saranno i padroni di casa spagnoli (Alcaraz, Carreno-Busta, Nadal?), la Serbia di Nole Djokovic (figuriamoci se l’attuale numero 1 del mondo in buone condizioni non disputerà la competizione a squadre), il Canada dei terribili Auger-Aliassime e Shapovalov e la Corea del Sud, vera cenerentola del girone che ha in Soonwoo Kwon, n.71, il suo giocatore più rappresentativo.

Ipotizzando, come giusto che sia, le squadre al completo con tutti i migliori, appare abbastanza chiaro che la Spagna parte favorita in quanto anche squadra ospitante e quindi supportata in campo dal proprio pubblico. A ruota segue il Canada (ripescata al posto della squalificata Russia) che nei favori del pronostico precede di poco la Serbia, che è vero ha in squadra il numero 1 del mondo, ma proprio l’anno scorso abbiamo notato come il solo Nole non basti ai serbi per fare strada nella manifestazione. Come si dice in questi casi due posti per tre pretendenti, chi avrà la meglio

SPAGNA 40% – CANADA 35% – SERBIA 25%

GRUPPO C (AMBURGO)

Si giocherà ad Amburgo dove ci sarà la Germania padrona di casa, l’Australia, il Belgio e la Francia.

Francia e Belgio sembrano essere un po’ fuori dai giochi. Il Belgio schiererà l’ormai maturo Goffin, al quale affiancherà un secondo singolarista (Bergs?) e il doppio più che affiatato Gille/Vliegen. La Francia è in pieno ricambio generazionale. Oramai out Tsonga e Simon, Gasquet potrebbe essere il jolly da affiancare a Rinderknecht e Mannarino. La vera certezza transalpina è il doppio, Herbert/Mahut che rende la Francia una mina vagante.

Sembrano favorite per il passaggio ai quarti Germania e Australia. I tedeschi, soprattutto se schiereranno Zverev, avranno poi un doppio di tutto rispetto (Krawietz o con Mies o con Puetz) e un buon secondo singolarista (Struff, Otte, o Koepfer?) senza sottovalutare il fatto che giocheranno in casa. Mentre invece gli australiani innanzitutto avranno Hewitt in panchina (aspetto da non sottovalutare) e poi in campo De Minaur, “cavallo pazzo” Kyrgios, John Peers (doppista di ottimo livello), Kokkinakis che potrebbe essere preferito a Duckworth o a Millman. Grande equilibrio comunque.

AUSTRALIA 40% – GERMANIA 30% – FRANCIA 20% – BELGIO 10%

GRUPPO D (GLASGOW)

Si giocherà a Glasgow per la felicita di Andy Murray che insieme al fratello Jamie saranno con molta probabilità convocati dal capitano Leon Smith. Non si dovrebbe discutere la presenza di Cameron Norrie e Daniel Evans.

I favoriti del raggruppamento saranno però gli Stati Uniti, che potranno schierare John Isner affiancato nei singolari da uno dei nuovi esponenti della “new generation” americana, Tommy Paul, Taylor Fritz, Sebastian Korda e di sicuro anche un buon doppio, senza dimenticare l’altro bombardiere Reilly Opelka. Passaggio del gruppo per Usa e Gran Bretagna?

Sulla carta è così, ma occhio a sottovalutare Olanda e Kazakistan che sembrano fuori dai giochi. L’Olanda proverà ad emergere con l’apporto di Tallon Griekspoor e Botic van de Zandschulp mentre in doppio la presenza di Jan Julien Rojer dovrebbe dare qualche certezza in più rispetto alle avversarie. Il Kazakistan invece farà leva sull’imprevedibilità e la classe di Alexander Bublik e al gruppo dei soliti che oramai da anni difende i colori kazaki. Primo tra tutti Mikhail Kukushkin, senza dimenticare Nedovyesov e Golubev affiatati in doppio. Ma la qualificazione di una delle due sarebbe una gran sorpresa visto il valore dei team qualificati.

USA 40% – Gran Bretagna 35% – Kazakistan 15% – Olanda 10%

Ricordiamo che le sfide dei gironi sono in programma dal 14 al 18 settembre nelle rispettive sedi mentre il tabellone dai quarti di finale in poi si svolgerà in quel di Malaga dal 21 al 27 novembre.

Sorteggiati anche gli accoppiamenti dei quarti, dove chiaramente non si potranno sfidare squadre provenienti dallo stesso girone. Ecco di seguito il tabellone dai quarti di finale in poi:

VINCENTE GRUPPO A – SECONDA GRUPPO D

VINCENTE GRUPPO C – SECONDA GRUPPO B

SECONDA GRUPPO C – VINCENTE GRUPPO D

SECONDA GRUPPO A – VINCENTE GRUPPO B

Ciò significa ipotizzando che la nostra nazionale si qualifichi per i quarti che o ci toccherà la seconda del gruppo D se arriviamo primi (Gran Bretagna o Usa?) o la prima del gruppo B (il girone di ferro come abbiamo scritto in precedenza) cioè una tra Spagna, Serbia e Canada. Sulla carta fattibile il primo accoppiamento, ben più improbo il secondo.

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