Coppa Davis: GB e Australia ai quarti. Goffin salva il Belgio, Pospisil chiude per il Canada

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Coppa Davis: GB e Australia ai quarti. Goffin salva il Belgio, Pospisil chiude per il Canada

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Il tennista scozzese nella sua Glasgow batte John Isner in tre set e per il secondo anno consecutivo manda gli Usa ai Play-off ed il suo team ai quarti (in casa contro la Francia, a Wimbledon?). L’australiano supera con due tie break Rosol e porta per la prima volta dal 2006 la sua squadra ai quarti, dove in casa affronterà il Kazakhstan dei miracoli. Laaksonen fa un altro miracolo a Liegi, ma Goffin vince il singolare decisivo. Non bastano le due vittorie di Nishikori al Giappone, che deve inchinarsi al Canada nonostante la vittoria del suo n.1 su Raonic

REP. CECA- AUSTRALIA 1-3 (Cesare Novazzi)

L’Australia torna ai quarti di finale per la prima volta dal 2006 e lo fa con due ottime prestazioni di Tomic ed una splendida rimonta di Kokkinakis. La Repubblica Ceca esce al primo turno da testa di serie numero 1 (come era successo alla Spagna nel 2013). Troppo pesanti le defezioni di Berdych e Stepanek.

 

B. Tomic b. L. Rosol 7-6(4) 6-3 7-6(5)

Lukas Rosol cerca di riscattarsi dopo la prestazione con Kokkinakis, mentre Bernard Tomic vuole confermare il buon stato di forma mostrato con Vesely. Nessun precedente tra i due.

Si inizia con Tomic al servizio, Rosol è molto concentrato ed aggressivo da fondo, in spinta continua. Manca solo un po’ di profondità. Tomic sembra sorpreso da questo atteggiamento, ma rimane saldamente in partita. Al quinto gioco però Tomic non trova la prima e Rosol ne approfitta portandosi 0-40. L’australiano annulla tutte le palle break con coraggio e con un pizzico di fortuna sulla terza, chiudendo poi il game a rete. Rosol tira sempre molto forte e attacca con il diritto, mentre Tomic riesce finalmente a trovare il suo ritmo tenendo il settimo gioco a zero. Si seguono i servizi fino al tie break. Qualche errore di troppo per Rosol con il rovescio porta Tomic a tre set point. L’australiano ci prova subito, ma la sua risposta finisce sul nastro. Ci pensa però Rosol sbagliando un rovescio che vale il 7 a 4 del tie break. Bravo Tomic ad attendere l’errore del suo avversario che perde un po’ di lucidità. L’impressione è che il ceco stia giocando al suo massimo livello, mentre Tomic abbia ancora un ampio margine di crescita.
Nel secondo set l’impressione diventa realtà perché sebbene i giocatori si scambino favori con break e controbreak al terzo e quarto gioco, causa errori di impostazione, al quinto gioco l’australiano inizia a mettere pressione al ceco. Tomic recupera una discreta palla corta di Rosol e con una contro smorzata si procura una palla break. Un doppio fallo del ceco regala il turno di battuta all’australiano che sale 3-2. Tomic conferma il break e al turno successivo Rosol è ancora in apnea, ma tiene il servizio con un po’ di fatica (ottimo il passante di rovescio di Tomic ad una mano per il 30 pari). Nel nono gioco Rosol manca di profondità e Tomic si procura una palla set, chiudendo poi anche il secondo parziale in suo favore con una risposta aggressiva.
Il terzo set si apre con Tomic alla battuta. I tennisti non concedono palle break, rimangono concentrati sui propri turni di servizio, anche se Rosol scende significativamente in aggressività. Al quarto gioco il ceco fatica per trovare il 2 a 2 dopo buona difesa di Tomic, ma chiude comunque con servizio e diritto. Tocca a Tomic soffrire il gioco avversario al nono game dove Rosol trova la parità, ma Tomic sistema tutto con il servizio. Sul 6 a 5 Tomic e servizio Rosol, il ceco con due errori si ritrova 0-30. Tomic cerca il punto a rete ma sbaglia la volée. Poi l’australiano ancora con un errore di diritto da metà campo regala il punto che vale il tie break all’avversario. I giocatori difendono bene i propri servizi man mano che la tensione sale. Il tifo supporta il padrone di casa che però non conferma un minibreak e cede la sua battuta due volte in due turni (la seconda volta con un errore forzato da un diritto australiano). Tomic ringrazia e dopo servizio e diritto chiude con lo smash consegnando alla sua squadra il punto che vale l’accesso ai quarti di finale con il Kazakhstan, in casa.

 

GBR-USA 3-1 (Giorgio Laurenti)

Dopo ottant’anni la Gran Bretagna torna a vincere in casa contro gli Stati Uniti e si qualifica ai quarti di finale di Coppa Davis contro la Francia. A tredici mesi di distanza da San Diego un’altra sconfitta per il tennis a stelle e strisce contro la Gran Bretagna ed è di nuovo costretta ai play-off per rimanere nel World Group. Il punto decisivo lo porta Andy Murray vittorioso contro John Isner in tre set davanti a un pubblico straordinario che ha fatto da cornice perfetta in questi tre giorni di bel tennis.

A. Murray b. J. Isner 7-6(4) 6-3 7-6(4)

Un Murray formato chirurgo quello che si è trovato di fronte Isner all’Emirates Arena di Glasgow: nessun break concesso e appena un punto sul suo servizio nei due tiebreak giocati.
Sul 5-4 nel primo set lo statunitense, reduce dalla maratona di venerdì contro James Ward, non sfrutta ben tre palle set (due delle quali consecutive). Al tiebreak il primo, e unico, doppio fallo di Isner del match, gli costa carissimo perché Murray non concede altre opportunità e chiude 7-4.
Abbattuto per il primo parziale perso, Isner perde lucidità e al sesto gioco concede una palla break a Murray, il quale la trasforma con un lob su cui Isner non può nulla. Al servizio sul 5-3 in suo favore lo scozzese tiene il servizio a zero.
Nel primo gioco del terzo set Murray ha tre palle break ma Isner grazie alla prima di servizio riesce a portarsi sull’1-0. Come nel primo set si arriva al tiebreak: Murray strappa un mini break e si porta sul 3-2, tiene i due successivi servizi e strappa un altro mini break allo statunitense. Sul 6-3 si concede un singolo passaggio a vuoto nel primo turno di battuta, per poi chiudere con un ace esterno ancora 7-4.

 

BELGIO-SVIZZERA 3-2 (Giovanni Vianello)

Alzi la mano chi avrebbe mai creduto che la Svizzera orfana di Federer e Wawrinka sarebbe arrivata a giocarsi l’accesso ai quarti di finale con il Belgio al quinto singolare. Onore al merito soprattutto ad Henri Laaksonen, che firma la seconda vittoria in 5 set (ed in rimonta) in due giorni. Ma purtroppo tutto ciò non basta ai campioni in carica. Il Belgio schiera Goffin nell’ultimo singolare che si impone facilmente su Bossel

H. Laaksonen b. S .Darcis 6-3 3-6 3-6 7-6(5) 6-1

Una rimonta insperata regala alla Svizzera la possibilità di giocarsi la qualificazione ai quarti fino all’ultimo match.
Il giovane Henri Laaksonen, tennista di sponda elvetica, ha infatti vinto al quinto set su Steve Darcis, partendo da uno svantaggio di due set a uno. La partita è stata molto equilibrata fino alla fine del quarto set.
Nel primo set entrambi i giocatori sono spesso andati in difficoltà al servizio ed è stato infine Laaksonen a spuntarla per 6-3 con due break di vantaggio.
Nel secondo set stesso risultato, questa volta a favore di Darcis.
Il belga si è aggiudicato con un break di vantaggio anche il terzo set e si è portato 3-1 nel quarto, ma da lì è partita la reazione di Laaksonen, che ha recuperato il divario ed è riuscito poi a portare il set al tie-break, che si è aggiudicato.
Nel quinto set Darcis, che fino al tie-break del quarto aveva mostrato un tennis spumeggiante fatto di un apprezzabile alternarsi di accelerazioni e palle corte, è calato mentalmente ed ha cominciato a commettere molti errori ed ha perso 6-1.


Goffin b. Bossel 6-4 6-0 6-4

Si infrange sullo scoglio di Goffin il sogno elvetico di raggiungere i quarti dell’edizione 2015 di Coppa Davis, ma va reso onore agli svizzeri, soprattutto a Laaksonen, che hanno avuto il merito di rendere appassionante un tie che sembrava scontato nell’esito.
La quinta partita ha visto la decisione del capitano belga di giocare la carta Goffin, che era stato risparmiato nella prima giornata. Per la Svizzera invece in campo Bossel.
Il primo set ha subito preso la via belga, il numero 21 al mondo Goffin, netto favorito della vigilia, ha immediatamente strappato la battuta a Bossel e ha mantenuto il vantaggio per tutto il parziale, vincendo per 6-4.
Il secondo set è stato poco più di un allenamento per il belga, che non ha concesso nemmeno un game all’avversario aggiudicandosi la frazione per 6-0.
Nel terzo ed ultimo set c’è stato più equilibrio e si è arrivati al 4 pari, ma nel nono gioco dopo alcuni tentativi Goffin è infine riuscito a brekkare Bossel, dotato peraltro di un ottimo servizio, ed ha poi portato a casa set e partita 6-4.

CANADA – GIAPPONE 3-2 (Fabio Gibertini)

Kei Nishikori svolge in pieno il suo dovere superando il n.1 canadese Raonic (che era imbattuto in 11 precedenti singolari di Davis disputati in casa) in una partita molto equilibrata finita 6-4 al quinto e decisa da pochi punti. Ma Go Soeda, scelto all’ultimo al posto di Tatsuma Ito per il match decisivo, rimane in gara solo tre quarti d’ora contro un concentratissimo Vasek Pospisil, ed il Canada può festeggiare dopo due anni il raggiungimento dei quarti di Davis, ove affronterà il Belgio.

K. Nishikori b. M. Raonic 3-6 6-3 6-4 2-6 6-4
Nel primo set i giochi si decidono nei 3 game a partire dall’1-1 servizio Raonic quando il giapponese non approfitta del 15-30 e commette un errore da fondo che consente poi a Raonic di tenere la battuta senza rischi. Pochi punti più tardi un “challenge” azzardato e ancora due errori di dritto consegnano il break a 30 che si rivelerà decisivo nel set, visto che il canadese non concederà più nulla al servizio fino al 6-3 finale in 33′.

Seconda partita quasi soporifera fino al 3-4 servizio Raonic quando il giapponese inizia a entrare in ritmo sulla risposta e costringe l’avversario ai vantaggi in cui si procura, in successione, 3 palle break. Se le prime due scompaiono sotto i colpi della sempre consistente prima di servizio del canadese, sulla terza la risposta lungolinea vincente regala il 5-3 a Nishikori che poi un perfetto game a 0 trasformerà in 6-3 per la parità momentanea. Se in questo set il nipponico è via via andato in crescendo Raonic al contrario non lo ha mai impensierito conquistando solo 3 miseri punti in risposta.

Nel terzo set, dopo un game iniziale a zero di Raonic iniziano i problemi per chi è al servizio: Nishikori deve annullare con merito 3 palle break (1 sull’1-0 e 2 sul 2-1) prima di andare in parità sul 2-2 quando con un game quasi perfetto strappa il servizio al canadese (nonostante due ace) mettendo in campo un paio di prodezze che qualcuno riterrebbe da circoletto rosso. Il combattuto parziale si chiude 6-4 in 44′ con due chance per il 6-3 sciupate malamente dal giapponese che poi chiude il game successivo senza problemi un set dal notevole livello di gioco.

La quarta partita fila via come un lampo e il calo che aveva iniziato ad affiorare in Nishikori a fine terzo set si concretizza nel quarto game quando, aiutato dalle risposte aggressive del canadese, commette due errori per lui insoliti e, sul 30-40, regala il break con il quarto doppio fallo. Nel game successivo, Raonic concede una palla del controbreak ma la annulla bene e si invola verso la conquista del set che otterrà con un secondo break sul 5-2, che, oltre a garantirgli il 6-2 definitivo in 30′, gli permetterà di cominciare al servizio il parziale decisivo. Il canadese ormai con le spalle al muro ha sfoderato un set da 75% di prime palle e 100% di punti sulla prima, numeri che combinati non hanno lasciato che le briciole al suo avversario nei sui game di servizio.

Nel quinto e decisivo set le prime emozioni arrivano sull’1-1 quando Nishikori costringe Raonic al break con una gran risposta di rovescio e un successivo scambio ben condotto da fondo. Il vantaggio così ottenuto che visti i set precedenti aveva l’aria di poter risultare decisivo, viene invece smarrito sul 3-2 quando il nipponico dal 40-15 si fa riprendere e concede il break incoraggiato dai sorprendenti recuperi di Raonic, che, tuttavia, è sembrato, in questa fase, incautamente sollecitato troppo sul dritto con cui ha ribaltato un paio di scambi decisivi. L’inerzia cambia così di mano e prende ancor più vigore quando Raonic tiene a 0 il game del 4-3. Ma il giapponese non si perde d’animo, tiene bene per il 4-4 e gela il padrone di casa con un break (regalato dal sesto doppio fallo) ottenuto grazie a un’ottima presenza in risposta e da fondo. Nishikori concentratissimo chiude alla grande il game successivo con 3 colpi vincenti per il 6-4 finale che gli consegna la partita in 3 ore e 4 minuti.

Nel complesso match piacevole dall’alto livello di gioco che, come nei precedenti incontri, si è deciso su una manciata di punti. Davvero notevole la prestazione del giapponese capace in diverse occasioni di disinnescare la devastante battuta di Raonic per iniziare lo scambio, cosa che ha consentito di avere una impronosticabile partita senza tiebreak giocati. Certamente, se sapranno proseguire per questa strada, ritroveremo presto questi protagonisti sui campi del grande tennis.

V. Pospisil b. G. Soeda 7-5 6-3 6-4

Un po’ un “anticlimax” il match decisivo tra Pospisil e Soeda, soprattutto se confrontato al pathos regalato da altri incontri disputatisi in questo weekend di Davis. Dopo un avvio incatenato alla regola dei servizi (una sola palla break nei primi 18 games, quella sfruttata da Pospisil sul 6-5 del primo parziale, che gli è valsa il set), il tennista di Vancouver ha lentamente ma inesorabilmente preso il sopravvento a partire dal 4-3 in suo favore nel secondo parziale, quando un doppio fallo di Soeda gli ha regalato il break decisivo per portarsi a condurre per 2 set a zero.
Da quel momento in poi tanta fatica per il nipponico, che deve affrontare palle break ad ogni turno di battuta o quasi, mentre sui game di servizio di Pospisil raccoglie solamente le briciole (costantemente sotto il 20% in questa statistica durante tutta la partita). Dal 3-3 nel secondo set, il canadese infila una serie di 6 giochi a uno (e nell’unico game vinto Soeda ha dovuto cancellare una palla break) che scava un solco incolmabile tra lui e l’avversario. Dopo 1 ora e 49 minuti l’ace numero 14 di Pospisil manda il Canada nei quarti di finale, dove il prossimo luglio dovrà affrontare una insidiosa ma non impossibile trasferta contro il Belgio.

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Coppa Davis: Fognini e Sinner, niente impresa. Mektic e Pavic portano la Croazia a Madrid

Troppo forte la coppia croata per gli azzurri. L’Italia esce ai quarti di finale e deve rinviare i sogni di gloria. La Croazia va in semifinale e attende la Serbia di Djokovic o il Kazakistan

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da Torino il nostro inviato

N. Metkic/M. Pavic (CRO) – J. Sinner/F. Fognini (ITA) 6-3 6-4

L’orchestra croata suona all’impazzata e i sostenitori biancorossi esultano. Ne hanno ben d’onde perché i campioni del 2018 hanno espugnato il Pala-Alpitour staccando il biglietto per Madrid e per la semifinale contro la vincente di Serbia-Kazakistan.

 


Per l’Italia è una cocente delusione, ma dopo il clamoroso ko di Sonego contro il numero 276 del mondo Borna Gojo e la grande rimonta di Jannik Sinner contro Marin  Cilic, battere il doppio croato Mektic-Pavic, coppia più forte al mondo, era un’impresa ai limiti dell’impossibile per Fognini e Jannik, preferito a Bolelli.

La squadra di capitan Volandri, non dimentichiamolo, orfana del suo numero uno Matteo Berrettini infortunatosi durante le Atp Finals (ma anche i croati hanno dovuto rinunciare al lungodegente Borna Coric), ha pagato forse lo scotto dell’inesperienza di Lorenzo Sonego, esordiente  in Davis e la necessità di improvvisare la composizione del doppio. E così il sogno di eguagliare la mitica formazione del 1976 si è infranto sullo scoglio croato. Ma è una squadra giovane e sicuramente nei prossimi anni avrà la chance di arrivare fino in fondo a questa manifestazione.

La partita
Loro sono il numero 1 e il numero 2 del mondo nelle classifiche di doppio e quest’anno hanno vinto nove tornei tra cui Wimbledon, le Olimpiadi di Tokyo, Roma, Montecarlo e Miami.
Per trovare Fabio Fognini e Jannik Sinner in classifica dobbiamo andare oltre la pagina dei primi 100 e inoltre i due hanno giocato insieme per la prima volta l’altra notte (hanno finito alle 02.30) contro i colombiani, perdendo di misura.
Ma quanto contano le classifiche in un doppio decisivo in Coppa Davis?
In ogni caso Fabio uno slam in doppio lo ha vinto con Bolelli qualche anno fa e Jannik…beh è Jannik! Come ha detto Capitan Volandri, può giocare singolo, doppio e triplo.

Alla prova del campo però la coppia croata si dimostra subito di livello superiore alla nostra, purtroppo  improvvisata. I game con Fognini al servizio sono quelli critici per i nostri, non solo perché Fabio è poco incisivo con quel colpo ma anche perché Jannik a rete ha ancora difficoltà nella scelta della posizione e del tempo di inserimento. Il break infatti arriva con Fabio in battuta (3-1) e sul 5-2 gli azzurri sono bravi ad annullare con coraggio e qualche numero ben 5 set point. Pavic con il suo servizio mancino  è però implacabile e in 37 minuti la Croazia si aggiudica il primo set.

Fabio e Jannik parlano molto, cercando un’intesa che per i nostri avversari ha vecchia data. Fognini appare un po’ spento emotivamente, difatti è sempre e solo Sinner ad invocare l’aiuto del pubblico con ampi gesti.

I nostri si salvano dal break nel terzo gioco del secondo parziale, sempre sul sevizio Fogna, grazie ad una prodezza con il rovescio del ligure ma non hanno chance nei turni di battuta croati.


Pavic per fortuna concede qualcosina a rete ma è ancora e sempre nel turno di battuta di Fognini che andiamo in difficoltà e finiamo per concedere nuovamente il vantaggio ai croati (4-3) con un doppio fallo dell’ex numero 1 azzurro che si trattiene a stento fallo svegliare la racchetta al suolo.
Il pubblico prova a scaldare gli azzurri con un mogio popopopopo ma Pavic è inscalfibile e chiude i giochi con un ace dopo un ‘ora e diciannove minuti di dominio croato.

 
 
 
 
 
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Coppa Davis, che rimonta di Sinner! Italia-Croazia 1-1, decide il doppio

Grande rimonta di Sinner che porta l’Italia sul 1-1. Cilic ha servito per il match nel secondo set. Sarà il doppio a decidere chi tra Italia e Croazia volerà a Madrid per giocare la semifinale della Coppa Davis 2021

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J. Sinner (ITA) – M. Cilic (CRO) 3-6 7-6(4) 6-3

da Torino il nostro inviato

L’Italia è ancora viva. Grande, grandissima vittoria di Jannik Sinner che ribalta un match che sembrava  già perso. Cilic era avanti 6-3 5-4 ed ha servito per il match e per portare la Croazia in semifinale, ma Jannik è riuscito a trascinare  il secondo set al tiebreak e a vincerlo, completando  l’opera nel terzo set.
E così l’Italia che era sul bordo del precipizio, può giocarsi l’accesso alle semifinali di Coppa Davis nel decisivo doppio.

 

La partita
L’inopinata sconfitta di Lorenzo Sonego contro Borna Gojo, pone Jannik Sinner di fronte ad un match senza ritorno.
Sulle spalle del nostro giovane campione ci sono tutta la responsabilità e la tensione di mantenere in vita le speranze di semifinale dell’Italia.
Marin Cilic non è più il giocatore che ha vinto uno slam e giocato altre due finali spingendosi fino al numero 3 del mondo, ma è pur sempre un grande giocatore che ha vinto questa coppa (o meglio la vera Davis…)  da protagonista nel 2018 e che in questa stagione ha portato a casa due trofei dopo 3 anni di astinenza, rientrando in top30.
Marin fa valere tutta la sua esperienza in avvio, mentre Jannik appare contratto e falloso.
Il break arriva già nel quarto gioco dopo una mirabile accelerazione di diritto di Cilic ed un brutto errore di rovescio dell’altoatesino (3-1).
Il croato spinge lontano dal campo il numero 10 del mondo ed è efficace al servizio (6 ace nel primo set), per l’entusiasmo della banda croata  che ci sogneremo tutta la notte.
Jannik prova a reagire ma l’unica piccola chance la ha quando Cilic va a servire sul 5-3  per chiudere il parziale e si ritrova 0-30 sotto la spinta dell’azzurro. Cilic si salva con il servizio e resiste al tentativo di rimonta di Sinner che annulla tre set point prima di capitolare con una brutta risposta di rovescio su una seconda del croato. Dopo 45 minuti la Croazia si ritrova ad un set dalla semifinale della Coppa Davis.

La musica (non solo della banda) non cambia in avvio di secondo set. Anzi, Cilic sfonda subito con il diritto e si assicura il break in apertura  che gli infonde tranquillità nonostante lo stadio provi a sostenere a gran voce il suo beniamino.

Ma Cilic è famoso anche per i suoi improvvisi black-out. E così sul 2-1 40-0 in un game apparentemente in controllo, Jannik indovina due grandi soluzioni, poi il croato ci mette tre errori di rovescio che riannettono Sinner alla partita (2-2) e con un parziale di 9 punti a 1 lo portano per la prima volta davanti (3-2).
Al cambio di campo il croato avanti 30-0  combina altri tre disastri a campo aperto e concede a Jannik la palla per un nuovo break, ma servizio&diritto alla vecchia maniera lo tirano fuori dai guai. Sul 3-3 è però Jannik a dover fronteggiare una palla break che potrebbe risultare fatale: con gran classe e tre prime vincenti va a condurre 4-3.
La situazione si ripete però sul 4-4 e stavolta il diritto di Jannik vola via mandando Cilic a servire per il match e per portare la Croazia a Madrid.
Finita? Non quando c’è Marin in campo che ancora non ha fatto pace con i demoni del tennis. Diritto steccato, doppio fallo, rovescio largo mandano Jannik a tripla palla break, subito capitalizzata dal nuovo errore del croato, stavolta su spinta dell’azzurro: 5-5.
Sinner si salva da 0-30 con grande coraggio e mette Cilic – che pochi minuti prima vedeva la vittoria ad un passo – nella scomoda sensazione di servire per salvare il set: stavolta i nervi non tradiscono il croato ed è il tiebreak a decidere.
Jannik lo gioca da campione consumato. In diritto largo di Cilic gli dà un mini break di vantaggio (4-2), che però restituisce con un errore di rovescio (4-4). Sinner però è sempre in spinta e costringe il croato al l’errore che lo manda al doppio set-point (6-4). Il passante di diritto in cross che pone fine al parziale è un capolavoro che fa impazzire Torino. Dopo due ore siamo ancora vivi!

All’inizio del terzo set l’inerzia sembra tutta per l’Italia tanto che Cilic si fa breckare subito a zero. Tuttavia il croato ha una reazione d’orgoglio , riprendendo subito il break e portandosi avanti 2-1.
Nel settimo game sul 3-3 arriva la svolta: Jannik ha sempre più i piedi dentro al campo e picchia a più non posso sulla diagonale sinistra costringendo Cilic alla resa : è il break decisivo e il Pala-Alpitour adesso è una bolgia. Sinner ora è un treno in piena corsa, inarrestabile e competa l’opera facendo esplodere di gioia la panchina azzurra e con essa l’intero palazzetto.
L’orchestrina croata non suona più, magari riprenderà a cantare per il doppio balcanico fortissimo.
Ma c’è un ragazzo giovane, biondo e italiano. Fortissimo. E che vuole l’ultima parola.

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Coppa Davis, Italia-Croazia 0-1. Un brutto Sonego cede a Gojo, ora serve un’impresa

Clamorosa sconfitta di Lorenzo Sonego contro Borna Gojo, 249 posizioni dietro l’azzurro nel ranking. Ora Sinner dovrà vincere contro Cilic per consentirci di giocarci tutto contro il fortissimo doppio croato

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Lorenzo Sonego alla 2021 Davis Cup by Rakuten (Credit: Jose Manuel Alvarez/Quality Sport Images/Kosmos Tennis)

da Torino il nostro inviato

B. Gojo (CRO) – L. Sonego 7-6(2) 2-6 6-2

Una brutta versione di Lorenzo Sonego cede al numero 276 del mondo Borna Gojo e la Croazia si porta in vantaggio nel quarto di finale a Torino. I rimpianti dell’azzurro sono tutti per il primo set nel quale era avanti 4-1 con palla del 5-1 ed invece il croato è riuscito a recuperare e a dominare il tie-break. La reazione nel secondo set sembrava aprire la possibilità ad una rimonta come accaduto con Mejia sabato, invece Lorenzo trovava grandissime difficoltà nei game di risposta e finiva con l’arrendersi dopo 2 ore e 19 minuti. Tocca adesso a Jannik Sinner che dovrà battere l’ex numero 3 del mondo Marin Cilic per portare l’Italia al doppio decisivo contro la fortissima coppia croata. Resta la grande amarezza per una sconfitta clamorosa patita da Sonego dinanzi al suo pubblico, contro un avversario che dista da lui ben 249 posizioni in classifica.

 

La partita

Come di consueto oramai, Lorenzo Sonego è chiamato ad aprire le danze per l’Italia in questa Coppa Davis 2021. Dopo il minuto di raccoglimento per il grande Prof. Parra, scomparso nella notte, e gli inni nazionali, il PalaAlpitour è tutto per il torinese e sugli spalti fa capolino qualche bandiera granata, in onore della fede calcistica del numero due azzurro che ha anche un passato come ala destra nella squadra del cuore.

Il capitano croato Verdan Matric conferma Borna Gojo, numero276 del mondo, ventitre anni che nella giornata di esordio aveva sorpreso il più quotato australiano Popyrin, preferendolo a Nino Serdarusic che ieri aveva dato il punto decisivo per la qualificazione contro l’Ungheria.

La claque croata si presenta con un’orchestrina che accompagna con una melodia balcanica ogni punto dei propri eroi, deliziando tutti i presenti.

Gojo capisce presto che non è il caso di stare a scambiare da fondo e si getta in avanti tre volte nei primi quattro punti, ma il nostro alfiere è troppo solido per essere sorpreso nei primi giochi.

Nel quarto game arrivano tre palle break tutte insieme sotto la spinta di Lorenzo e un tifoso in maglia granata urla “ Brekalo!”: non sappiamo se si riferisca al centrocampista del Toro o se sia un’invocazione a Sonego, fatto sta che ci pensa Gojo ad affossare il diritto in rete e a regalare il vantaggio all’Italia, concretizzato nel successivo game di servizio di Lorenzo (4-1).

Lorenzo ha anche una palla del doppio break nel sesto gioco che lo manderebbe a servire per il set, ma il croato si salva con la prima. Nel gioco successivo arriva il primo momento di difficoltà dell’azzurro che scivola subito 0-30 con due errori di diritto, recupera con un ace ed una prima vincente, ma finisce per perdere il servizio sulla prima chance croata, mettendo lungo il lob dopo un lunghissimo scambio (4-3).

Qui però vengono fuori le doti da “polpo” di Lorenzo che raccatta l’impossibile per procurarsi una nuova chance di break, annullata da un diritto tirato alla cieca da Gojo che colpisce un pezzetto di riga: niente da fare, dopo 39 minuti, svanita la chance del 5-1 siamo invece in perfetta parità: 4-4.

Si arriva così al tiebreak senza particolari sussulti e Lorenzo parte subito male con un banale rovescio in palleggio in rete. Gojo sale in cattedra dimostrando di non valere la sua attuale classifica, anzi denotando una gran lucidità tattica ed un bel tocco venendo a prendersi i punti a rete ( anche con il serve&volley) con Sonego lontanissimo dalla riga di fondo. Il tiebreak è un monologo croato (7-2) ed il nastro vincente sul setpoint non toglie nulla ai meriti di Gojo. Come successo nel match con Mejia, Sonego parte male e con una pessima resa con la prima di servizio ( solo 55% di punti con la prima in campo), ma i rimpianti sono soprattutto per la palla del 5-1 sprecata malamente dall’azzurro.

Il break ottenuto in avvio di secondo set, con la decisiva complicità del croato, dà un po’ di fiato a Sonego che però si mette subito di nuovo nei guai con un tris da paura, doppio fallo, errore di diritto a campo aperto, errore di rovescio: finalmente però arriva san servizio in suo aiuto e Lorenzo sventa l’immediato controbreak, cominciando anche a stanare il suo avversario con precisi drop shot. Lo smash che gli procura il 2-0 fa esplodere il pubblico e l’urlo da gladiatore dell’azzurro ammette anche il fattore folla alla partita. Gojo accusa il colpo e stavolta Sonego è bravo a spingere da fondocampo e a concretizzare subito la chance del 3-0 pesante con doppio break che indirizza irrimediabilmente il set. Finalmente partono gli “ Italia! Italia!” dalla tribune del PalaAlpitour e Lorenzo, come di consueto, trae dal pubblico l’energia necessaria per rimettere il punteggio in parità (6-2), grazie anche ad una ritrovata consistenza con il servizio (73% di prime in campo, con 15 punti su 16 portati a casa), colpo chiave che gli permette di aprirsi il campo per chiudere con il diritto a sventaglio.

Il problema dell’azzurro restano però i game di risposta, poiché dal 4-0 del secondo set, Sonny fa una fatica terribile quando il croato è al servizio: un solo punto in quattro game consecutivi di risposta è troppo poco, considerando che Gojo non ha propriamente le caratteristiche di Ivanisevic.

La banda croata riprende il suo concertino con rinnovata vigoria, virando anche verso melodie più anglosassoni (“When the saints go marching in”) e Sonego nel quarto gioco è di nuovo nei guai: va sotto 15-40 con due errori in impostazione e completa il disastro con un orribile schiaffo a volo di diritto (1-3). Un altro game di servizio a zero di Gojo ( imbarazzante parziale di 16 punti a 1 sul servizio croato) porta il ventitreenne di Spalato a due passi dall’impresa.

Quando l’orlo del precipizio è vicino, 4-1 15-30, una volee smorzata di rovescio e due diritti in spinta rimettono Lorenzo in scia (4-2). Serve una mano croata per rientrare in lotta e un facile diritto,  un comodo smash ed un rovescio affossati in rete rendono lo stadio una bolgia offrendo all’Italia due palle del contro break: Gojo si aggrappa al servizio e sventa la minaccia. Un diritto lunghissimo del croato, dà la terza chance a Sonego, ma la risposta del torinese è lunga di un crine di cavallo. E’ l’ultima occasione, perché  il croato riesce a tenere il servizio ed al cambio di campo chiude la partita.

L’applauso del suo pubblico non può consolare Lorenzo. Adesso all’Italia serve l’impresa.

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