ATP Miami: Verdasco si ripete, Nadal fuori! Anche Wawrinka eliminato, Murray ok

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ATP Miami: Verdasco si ripete, Nadal fuori! Anche Wawrinka eliminato, Murray ok

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Fernando Verdasco batte per la seconda volta consecutiva, dopo Madrid 2012, un Rafael Nadal che sembrava avere la partita in pugno nel terzo set e che perderà così la terza posizione del ranking. Murray sonnecchia ma batte Giraldo mentre Wawrinka perde in due set con Mannarino (prima vittoria contro un top-10). A Monfils il derby contro Tsonga

[29] F. Verdasco b. [2] R. Nadal 6-4 2-6 6-3 (Raffaello Esposito)

 

Gran sorpresa nel derby spagnolo del terzo turno, con precedenti senza bisogno di commento, 13 a 1 Rafa. Però l’ultimo confronto a Madrid 2012 se l’è aggiudicato Verdasco e, parafrasando il grande Vitas Gerulaitis, si potrebbe dire “nessuno batte Verdasco quattordici volte di fila”. Da ricordare fra i due la semifinale-fiume agli Australian Open 2009, quando il miglior Nadal di sempre riuscì a prevalere solo per sei quattro al quinto dopo quattro ore e mezza di rissa con le racchette.
Serve Verdasco e per i primi tre games mette solo prime palle. Rafa non è meno efficace e il punteggio segue fedelmente la battuta. Nel corso del settimo game Verdasco serve per la prima volta una seconda palla e concede un’occasione break che è bravo ad annullare prima di conquistare il quattro tre. Nel gioco seguente tocca a Nadal soffrire, sbaglia la palla del quattro pari con un dritto out di un metro e perde il servizio con un doppio fallo. Fernando serve per il set ma cede improvvisamente, gioca di fretta commettendo tre gratuiti e restituisce il break. Verdasco però è in un buon momento e lo dimostra subito strappando ancora il servizio a Rafa, che sul set point stecca e spedisce la palla in tribuna. 6-4 in un primo parziale nel quale però, ad onor del vero, Rafa ha sbagliato molto e giocato cortissimo.
In apertura di secondo set Fernando va sotto 0/40 ma annulla tutte le occasioni, una con una volée bassa incrociata magistrale. Nadal sembra avere qualche problema negli spostamenti laterali ma lotta al solito come un leone. Concede una palla break nel quarto game, la annulla e subito dopo sfrutta un black out di Verdasco al servizio, a seguito di un nastro beffardo, per portarsi avanti e andare quattro due. Un secondo break dà a Rafa la certezza del set che si chiude infatti 6-2 in suo favore. Verdasco ha giocato meglio per un’ora e un quarto, Nadal per dieci minuti e il punteggio è un set pari. Il colpo psicologico per Fernando potrebbe essere devastante.
Il parziale decisivo si apre con Verdasco al servizio. Va 30-0, commette due doppi falli, concede due palle break che saprebbero di sentenza ma riesce a tenere la battuta buttandosi a rete con coraggio e interrompendo così una serie di cinque giochi consecutivi per Rafa. Lo scampato pericolo sveglia Fernando che dal quarto game inizia a giocare un tennis splendido e con un vincente dopo l’altro strappa il servizio all’avversario tenendo poi d’autorità la sua battuta per portarsi sul quattro uno. Nadal appare frastornato dall’impetuoso ritorno di Verdasco, prova ne sia un goffo tentativo di volée nel sesto game con la palla che gli rimbalza sugli stinchi. Nel terzo set Fernando è spietato alla battuta, sta ottenendo il 100% di punti con la prima palla e vola cinque due con un game immacolato. Rafa è all’angolo e solo lo smisurato orgoglio gli consente di tenere il suo turno di servizio annullando un match point sul 30/40. Verdasco ha qualche attimo di incertezza, va trenta pari ma un grande vincente di dritto a sventaglio lo porta al match point decisivo.
Nadal non sembra trovare il suo gioco migliore e come ammette lo stesso Rafa il problema è di natura psicologica. “Il problema non è il livello di gioco, il problema è non essere abbastanza rilassato per giocare bene. Il mio livello è migliorato rispetto a un mese fa, ma continuo ad essere troppo nervoso in campo, una cosa che non mi era quasi mai successa in carriera. Ma è un problema che risolverò, non so se in una settimana, in sei mesi o in un anno, ma ce la farò”. Questa sconfitta lo priverà sicuramente del terzo posto nella classifica ATP e se Nishikori e Raonic dovessero andare molto avanti nel torneo, potrebbe addirittura scendere al sesto posto. Per Verdasco invece si apre il tabellone, negli ottavi avrà il vincente fra Monaco e Garcia Lopez e in caso di vittoria affronterebbe nei quarti uno fra Monfils, Berdych o Tomic.

[8] T. Berdych b. [25] B. Tomic 6-7(4) 7-6(3) 6-1 (Giorgio Laurenti)

Tomas Berdych vince in rimonta contro Bernard Tomic e si qualifica per gli ottavi di finale di Miami, dove affronterà Gael Monfils. Il giovane australiano deve mangiarsi le mani per aver sprecato quattro match point nel secondo set, una volta perso il tiebreak, l’inerzia della partita è stata tutta a vantaggio del ceco che ha così potuto battere per la quarta volta su quattro il suo avversario. Berdych sin da subito fatica con il servizio, tanto che al terzo gioco commette due doppi falli e cede il servizio. Nel gioco successivo potrebbe subito pareggiare i conti ma l’australiano numero 29 del mondo annulla la palla break e confermare il vantaggio. Nulla può però all’ottavo gioco quando alla seconda palla break del game, Berdych pareggia i conti. Seppur faticando sui suoi turni di battuta, il ceco riesce a portare il set al tiebreak, dove però Tomic sul 4-3 in suo favore strappa i due minibreak che gli consentono di chiudere 7-4.

Forte del set conquistato, Tomic nel secondo parziale parte fortissimo e complice ancora due doppi falli del numero 9 del mondo si porta subito avanti 2-0. Nel gioco successivo tiene il servizio a zero, poi il quinto doppio fallo del match di Berdych lo portano addirittura sul 4-0. La convinzione di avere la partita in pugno fa perdere un po’ di concentrazione a Tomic che perde subito uno dei due break di vantaggio. Nonostante questo arriva a condurre per 5-2 e ad avere due match point sul servizio di Berdych. Perse le due occasioni, la seconda annullata con uno dei dieci aces di Berdych, Tomic sul suo servizio, prima di cedere per la seconda volta nel set il servizio, non sfrutta la terza occasione di vincere la partita. Berdych serve sul 5-4 in suo sfavore e regala la quarta palla del match all’avversario, il quale però non la sfrutta. Dopo tanta grazia il ceco capisce che non tutto è perduto e fa suo il tiebreak per 7-3. Nel terzo set Berdych pur continuando a non mettere molte prime in campo si porta subito avanti per 3-0 con un break di vantaggio e rischia qualcosa soltanto sul 3-1 quando è costretto per un paio di volte ai vantaggi da Tomic. Perso il game, l’australiano si arrende definitivamente e Berdych vince il set 6-1.

[28] A. Mannarino b. [7] S. Wawrinka 7-6(4) 7-6(5) (Ciro Battifarano)

L’altra grande sorpresa a Miami è ancora Wawrinka a provocarla, anche se il Mannarino di questi ultimi tempi è un avversario particolarmente ostico. Il francese supera in due tie-break un discontinuo Stan ed ottiene così la prima vittoria contro un top ten. Si inizia con lo svizzero al servizio: un doppio fallo in apertura ed un altro in chiusura del primo gioco regalano il break in apertura a Mannarino e sono già indicativi di quella che sarà la prestazione al servizio oggi di Wawrinka. Mannarino anticipa bene col rovescio sui colpi ancora leggeri dello svizzero che, con altri 4 doppi falli ed una percentuale di prime palle fino a quel momento inferiore al 30%, deve salvare altre palle break nel terzo e nel quinto gioco. Dal settimo game Wawrinka inizia a giocare più profondo, finalmente tiene il servizio in tranquillità e nel decimo gioco, con Mannarino che serviva per il set, riesce strappare il servizio all’avversario. Si arriva al tie-break, Mannarino risponde aggressivo sulla seconda di Wawrinka e conquista il mini-break in apertura, sbaglia poi sul suo servizio e si cambia campo sul 3-3. Ancora due errori di Wawrinka sul suo servizio portano Mannarino a servire per il set sul 6-3: sul primo commette il suo primo doppio fallo, sul secondo sorprende Wawrinka con una prima lavorata e conquista il primo set.

Come nel match contro Berlocq, Wawrinka si inorgoglisce e conquista il break in apertura nel secondo set ma anche questa volta lo restituisce nel quarto gioco, ancora con una percentuale di prime palle bassissima; riconquista però subito il break nel gioco successivo, il più lungo del match di circa 11 minuti, alla terza occasione utile. Mannarino è diventato meno aggressivo e cerca di tenere lo scambio da fondo, ma da lì Wawrinka è di gran lunga superiore. Quando lo svizzero va a servire per il set nel decimo gioco, Mannarino torna a spingere e a venire in avanti e conquista a zero il contro-break con un pizzico di complicità dell’avversario (sullo 0-15 viene chiamato lungo un dritto, buono, di Wawrinka, che però non chiede challenge mentre nel punto successivo Stan si ferma pensando che il suo dritto fosse fuori agevolando il successivo vincente di Mannarino). Si arriva di nuovo al tie-break dove un Mannarino aggressivo strappa due mini break a Wawrinka e va a servire per il match sul 6-2; il braccio del francese trema e spreca le prime tre occasioni ma alla quarta, con un servizio vincente chiude l’incontro.

Ottimo momento di forma per Mannarino che dopo Indian Wells arriva negli ottavi anche a Miami dove si giocherà la possibilità di arrivare per la prima volta ai quarti di un Master 1000 con un altro neofita, Dominic Thiem.

[3] A. Murray b. [27] S. Giraldo 6-3 6-4 (Alberto Prestileo)

In poco meno di un’oretta e mezza, Andy Murray batte Santiago Giraldo e approda al quarto turno dell’ATP 1000 di Miami. Una partita abbastanza solida da parte dello scozzese, malgrado una percentuale di prime palle molto al di sotto della sufficienza: appena il 50% in dieci turni di battuta. Troppo bassa per pensare seriamente di vincere il torneo, bastevole comunque per far suo il match odierno. Nel primo set l’allievo della Mauresmo si limita al compitino: non concede alcuna palla balla break al colombiano che, invece, cede il servizio nel sesto gioco, dopo aver comunque annullato due break point. È il momento chiave del primo parziale, perché Murray chiude poi agevolmente 6-3.
Il secondo parziale segue la stessa linea del primo: il britannico non cambia particolarmente il proprio gioco, mentre il sudamericano cala parecchio, cedendo i primi due turni di servizio e facendo andare l’avversario sul 4-0. Da lì in poi le cose filano via abbastanza lisce e Murray vola sul 5-1. Lo scozzese va dunque a servire per il match sale 40-15 ma ma improvvisamente cala di concentrazione, cede il servizio per la prima volta nel match ed è costretto a servire nuovamente per di chiudere la partita sul 6-4, al quinto match point. L’ex vincitore di Wimbledon e US Open approda al quarto turno dopo un’ora e 24 minuti. Prossimo avversario Kevin Anderson, vincitore del match odierno contro Mayer.

[17]G. Monfils b. [11] J. W. Tsonga 6-4 7-6 (4) (Francesco Gizzi)

Era uno dei match più attesi della giornata il derby francese tra Tsonga e Monfils. La partita che vedeva scontrarsi i due francesi forse più estrosi del circuito ma in un momento di forma delicato, non è stata però spettacolare, anzi è stata di qualità decisamente bassa. Del resto c’era poco da pretendere dal povero Tsonga, al rientro dopo mesi per il fastidioso infortunio in Coppa Cavis all’avambraccio. Oggi ha fatto vedere tutti i comprensibili limiti, già intravisti nel secondo turno, che si porta dietro dalla lunga assenza dai campi. In tutto il match ha fatto tremenda fatica negli spostamenti laterali e mostrato un’evidente difficoltà negli appoggi e nel timing sulla palla soprattutto dalla parte del rovescio. Gael, anche lui fermo quasi un mese, ha dalla parte sua il servizio e dei colpi sicuramente più centrati rispetto all’avversario. Così il primo set è deciso dal quarto game nel quale Jo commette prima un gratuito lungolinea, poi affossa una volèè comoda in rete e infine concede il servizio con uno scellerato doppio fallo. Sarà un break prezioso come l’oro, perché da lì in poi succede davvero poco. Si vedono tanti errori da una parte e dall’altra, ma Monfils tiene il vantaggio fino al 6-4 agevolmente. Tsonga viaggia con appena il 44 % di prime in campo e troppi , troppi gratuiti.
Nel secondo parziale Monfils trova subito il break nel terzo game. Sembra essere l’epilogo della partita, ma Gael butta subito via il vantaggio con un game costellato da errori di una superficialità inverosimile. La qualità del match cresce visibilmente, merito soprattutto di Tsonga, che inizia a trovare angoli e a muoversi con maggiore facilità. L’equilibrio dura così fino al tie-break, con un unico brivido sul 6-5 in cui Monfils concede due set point che però Tsonga getta al vento con due errori grossolani. Nel tie-break si vedono finalmente due/tre scambi degni della spettacolarità di questi due tennisti. Tsonga ci mette tutto, gioca senza paura cercando la profondità e la rete, ma Monfils è un muro in difesa e alla fine piazza quella zampata decisiva che lo porta dritto agli ottavi di finale, dove attende il vincitore tra Berdych e Tomic.

Risultati:

[3] A. Murray b. [27] S. Giraldo 6-3 6-4
[29] F. Verdasco b. [2] R. Nadal 6-4 2-6 6-3
J. Monaco b. [23] G. Garcia-Lopez  7-5,6-4
[28] A. Mannarino b. [7] S. Wawrinka 7-6(4) 7-6(5)
[17] G. Monfils b. [11] J.W. Tsonga 6-4 7-6(4)
[8] T. Berdych b. [25] B. Tomic 6-7(4) 7-6(3) 6-1
[15] K. Anderson b. [24] L. Mayer 6-4 6-4
D. Thiem b. J. Sock 6-4 6-3

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Gestaccio di Elias Ymer a Salisburgo: con una pallata rompe la telecamera

Ancora episodio di intemperanza nel circuito ATP, con protagonista il maggiore dei fratelli svedesi

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Elias Ymer - Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

Abbiamo tutti ancora negli occhi la partita di sabato tra Nick Kyrgios e Stefanos Tsitsipas, uno spettacolo dal punto di vista del gioco, una vergogna per quello che hanno combinato entrambi. Se ormai le multe e le intemperanze di Kyrgios sono all’ordine del giorno (già due multe in questo Wimbledon, la prima per lo sputo verso uno spettatore dopo il match con Jubb) aveva sorpreso l’improvvisa perdita della ragione di Tsitsipas. Il greco infatti, dopo aver perso il secondo set, ha scagliato una pallina in tribuna, e ciò gli è valso 10.000 dollari di multa.

Senza entrare nei meriti di chi abbia ragione tra i due, anche perché hanno più probabilmente entrambi torto, ieri c’è stato un altro episodio che con lo sport ha poco a che fare. Elias Ymer, il più grande dei due fratelli svedesi, ha avuto un accesso d’ira dopo un errore non forzato a fine primo set nella sua partita (poi persa 2-0), al Challenger di Salisburgo contro Corentin Moutet. Ancora una volta, preso dalla rabbia, si vede il giocatore scagliare violentemente la pallina verso le tribune… solo che in questo caso la corsa si è fermata prima. Ymer infatti riesce a colpire, e chiaramente anche a rompere, la videocamera di Challenger TV posta in alto, spargendo vetri sul campo e causando l’interruzione del match da parte dell’arbitro, per verificare la praticabilità.

Ora, chiaramente si può sindacare sulla volontà o meno di centrare proprio la telecamera da parte di Ymer, ma resta il gesto di scagliare una pallina con tanta forza e veemenza verso l’alto, alla cieca, e spesso anche verso il pubblico: celebre tra questi episodi poco edificanti per professionisti come questi, quello di Djokovic allo US Open 2020, che colpendo una giudice di linea con una violenta pallata, fu anche costretto a subire la squalifica dal torneo. Dunque, al di là del livello o del nome del giocatore, sempre meno raramente accade che gesti di rabbia per un errore o un punto perso generino reazioni di questo genere, che alla lunga possono essere pericolose. E, più che procedere con delle multe, il modo migliore per iniziare ad eliminare questo fastidioso vizio sarebbe passare direttamente alle squalifiche.

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Wimbledon, Goffin vince una maratona di 4h30′ contro Tiafoe e va ai quarti: troverà Norrie, la speranza Brit

Il belga torna nei quarti a Wimbledon dopo averli raggiunti anche nel 2019. Sfiderà Cameron, il primo suddito della Regina nei quarti da Murray 2017

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Cameron Norrie - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)
Cameron Norrie - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)

D. Goffin b. [23] F. Tiafoe 7-6 5-7 5-7 6-4 7-5

David Goffin eguaglia il suo miglior risultato a Wimbledon (e negli Slam). Il belga ha superato al quinto set (7-6 5-7 5-7 6-4 7-5) dopo una maratona di oltre 4 ore e mezza Frances Tiafoe ed è così tra gli ultimi 8 giocatori in gara ai Championships 2022: aveva raggiunto questo traguardo a Londra anche nel 2019 e altre due volte (una a Parigi e una a Melbourne). È stato un match a tratti entusiasmante, con continui colpi di scena. David è stato nel complesso più continuo e spesso anche più propositivo rispetto all’avversario che ha comunque mostrato un livello di attenzione costante, a dimostrazione della maturità ormai raggiunta dall’americano. Goffin si conferma però un raffinato interprete dell’erba. Contro Norrie avrà una grande occasione per conquistare la prima semifinale Slam della carriera.

IL MATCH – Dopo il break in apertura di Goffin, nel quarto game gli standard di gioco si alzano decisamente: Goffin cerca spesso la rete, Tiafoe fa il tergicristallo anche da molto lontano rispetto alla linea di fondo campo ma riesce a trovare un paio di guizzi che gli permettono di effettuare il contro break alla seconda opportunità. Dopo aver chiuso il punto che vale il 2-2 con una volée colpita in risposta a un passante di ovescio quasi a botta sicura di Goffin, l’americano dà un primo assaggio delle sue doti di showman avvicinandosi e stringendo le mani ad alcuni spettatori che si complimentano con lui. Nei giochi successi non mancano le occasioni di break da entrambe le parti, ma nessuno riesce a concretizzarle più per meriti dell’avversario che per demeriti propri. Dopo oltre un’ora di set molto equilibrato si arriva così al tie-break, da cui esce vincitore il più propositivo dei due: Goffin.

 

Tiafoe non ha però intenzione di arrendersi dopo solo un set. Sull’1-1 Goffin non sfrutta ben sei occasioni per tenere il servizio in un gioco in cui era avanti 40-0 e l’americano, più propenso a prendere in mano le redini dello scambio, brekka. Pochi minuti dopo ha anche diverse occasioni per operare il doppio break e andare in fuga. Il belga, però, non regala nulla e dopo essersi salvato ha la forza e il cinismo per riagganciare l’avversario sul 3-3. In ogni game è battaglia: Tiafoe dà l’impressione di avere il potenziale per accelerare ma sbaglia spesso sul più bello. Non, però, all’ennesima palla break del set sul 5-5: Frances entra bene in campo e chiude con una volée a campo aperto. È lo strappo decisivo per vincere un parziale che poteva finire con più di venti minuti di anticipo. Invece, dopo 2 ore e 15 inizia una partita al meglio dei tre set.

Il match rimane equilibrato anche nel terzo. L’unica novità è che i giochi scorrono molto più rapidamente (soprattutto quelli in cui batte il belga) e le palle break sono meno frequenti. Fino al 5-5 le uniche, nel sesto game, sono appannaggio di Goffin che però non sfrutta una percentuale bassissima di prime in campo dell’avversario. Nell’undicesimo gioco, però, Tiafoe cambia passo e trasforma la prima opportunità di break in suo favore del set. Sul 6-5 Frances si conferma solido e aggressivo e porta a casa il parziale.

Inaspettatamente Tiafoe ha bisogno di un medical time out nella pausa tra terzo e quarto, pur non mostrando particolari problemi fisici. In ogni caso, l’avvio del nuovo parziale è a tinte belghe: David vince 12 dei primi 15 punti e si porta rapidamente sul 3-0 in virtù di una ritrovata spinta che così mancava dal primo set (e di un calo d’attenzione dell’americano). Goffin va anche vicino a mettere un’ipoteca sul parziale quando ha l’occasione per portarsi sul 4-0, ma un dritto lungo linea che sarebbe stato vincente finisce per pochi centimetri in corridoio. La fuga del belga arriva pochi minuti dopo, ma sul 5-1, quando anche Tiafoe era probabilmente già con la testa al quinto set, inizia il black-out di David. Frances non può credere ai suoi occhi e così ne approfitta per recuperare i due break di svantaggio e servire per agganciare l’avversario sul 5-5. Ma qui arriva un altro colpo di scena: Tiafoe sente il momento, commette due doppi falli, sbaglia una chiamata con il falco e non riesce a completare la rimonta. Goffin, senza essersi ripreso più di tanto dal passaggio a vuoto, riesce quindi a chiudere sul 6-4 e a portare la partita al quinto.

Nonostante le quattro ore di match nelle gambe, nel set decisivo il livello di gioco torna ad alzarsi dopo un quarto set piuttosto negativo per entrambi. Le occasioni di break, però, latitano: la stanchezza si fa comunque sentire e i giocatori, dopo essersi concentrati sui rispettivi turni di servizio, si lasciano un po’ andare in risposta. Il punto che porta l’americano sul 5-5, con un botta e risposta di colpi difensivi che diventano offensivi, è uno dei più belli del match. Frances si carica e capisce che deve cogliere l’attimo, ma Goffin tira fuori non uno ma tre jolly (ovvero altrettanti servizi vincenti) per annullare due palle break e salire sul 6-5. L’americano accusa il colpo, mentre il belga è un muro e sul match point ha il coraggio di attaccare. Quando il timer sul campo segna 4 ore e 37, David taglia il traguardo di questa divertente maratona.

[9] C. Norrie b. [30] T. Paul 6-4 7-5 6-4

La prima volta in un quarto Slam non potrebbe essere più dolce per Cameron Norrie: l’inglese centra questo traguardo proprio a Wimbledon, dimostrando la sua solidità con una vittoria in tre set su Tommy Paul. In due ore e 21 minuti Cameron, che non aveva mai oltrepassato il terzo turno in uno Slam prima di questo torneo, è il primo britannico a finire nei Last 8 da Andy Murray nel 2017 ed il quinto suddito della Regina ad avercela mai fatta. Per farcela, nella sua quinta apparizione all’All England Club, ha superato Munar in una battaglia di cinque set, ma poi non ha concesso nulla a Pablo Andujar e a Steve Johnson così come a Paul. Tommy abbandona così quello che è stato per lui un ottimo torneo: agli USA, vista anche l’eliminazione di Frances Tiafoe, restano le carte Brandon Nakashima e Taylor Fritz. Norrie, invece, ha l’occasione della vita: David Goffin è un avversario decisamente ostico, ma in quarti di finale a Wimbledon si può trovare di peggio.

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John Isner nuovo primatista mondiale di aces: superato Ivo Karlovic

L’americano ha commentato così il suo record: “Continuando a giocare il numero totale salirà ancora: potrei restare lassù molto a lungo”

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John Isner - Roma 2022 (foto Twitter @ATPTour_ES)

L’ace con cui è salito 30-30 nel terzo gioco della partita contro Jannik Sinner poteva sembrare un ace qualunque, per John Isner. Ma non lo era: con quella bordata centrale l’americano ha battuto il record mondiale per il numero totale di aces messi a segno in carriera, salendo a quota 13.729. Il primato precedente del dato, che l’ATP registra dal 1991, apparteneva al croato Ivo Karlovic. Isner, che contro Sinner ha tirato in tutto 24 aces, ha dichiarato in merito: “È davvero fantastico. È una cosa di cui sono molto orgoglioso. Sarò il leader di tutti i tempi. Continuerò a giocare, continuerò ad aumentare il mio totale… E non so se la cifra finale sarà battuta. Potrei restare in vetta davvero per molto tempo”.

Il 37enne originario della North Carolina, diventato professionista nel 2007, ha ottenuto risultati notevoli nell’arco della sua carriera (tra cui una semifinale a Wimbledon nel 2018, due quarti agli US Open nel 2011 e nel 2018, con il quarto turno raggiunto in tutte le prove dello Slam) sfruttando il servizio come arma principale. Oltre al record messo a segno contro Sinner a Wimbledon, l’americano è anche in testa alla classifica degli ace del 2022 con 629 in 28 partite. Isner si è classificato al primo posto dell’ATP Tour per numero di ace in sette stagioni e ha superato la soglia dei 1000 ace per sette volte, compreso il record di carriera di 1260 del 2015.

Se è vero che i record sono fatti per essere battuti, sarà di certo difficile trovare un servizio migliore di quello di John: è evidente che Isner sia aiutato dalla sua altezza (è uno spilungone di 208 cm e alzando la racchetta scaglia la pallina a terra da quasi 4 metri), ma è altrettanto chiaro che ciò non basta per tirare fuori dal servizio ciò che ha saputo ottenere lui, che in carriera ha vinto il 92% dei suoi game di servizio, compreso il 79% dei punti con la prima palla. Subentrano infatti altre qualità tecniche e mentali. E lo ha confermato anche un altro grande battitore come Andy Roddick. “Isner, sempre Isner. Ci sono stati grandi servitori che sono stati giocatori più forti, ma il suo servizio è il migliore di sempre”. Come dargli torto.

 

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