WTA Katowice: vince Camila Giorgi, eliminata Karin Knapp

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WTA Katowice: vince Camila Giorgi, eliminata Karin Knapp

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Il torneo di Katowice disputa la prima giornata con la sola Camila che approda al secondo turno, eliminata anche la Rybarikova, tds n.4

Il programma odierno del torneo polacco prevede le partite delle due italiane iscritte: Camila Giorgi e Karin Knapp, rispettivamente teste di serie n. 3 e 6. Gli incontri hanno un peso diverso per le nostre giocatrici: la Giorgi affronta la 22enne ceca Allertova che, n.89 della classifica, ad oggi non ha conseguito risultati di rilievo mentre la Knapp è di fronte alla Zvonareva la quale, nonostante il posto n.145 in classifica, conduce 2-0 nei confronti diretti.

Il match della Knapp è inizialmente segnato dall’equilibrio: dopo un break e controbreak al secondo e terzo gioco, la Knapp sembra in grado di piazzare l’affondo decisivo quando strappa il servizio all’avversaria trasformando la seconda delle tre palle break consecutive concesse dalla Zvonareva e si porta a servire sul 5-4. In quel gioco tuttavia Karin è poco efficace col servizio -soprattutto i punti ottenuti con la seconda sono uno scarso 35% nel set- e la Zvonareva ristabilisce la parità e si porta 6-5 dopo il proprio turno di servizio. Le difficoltà al servizio dell’azzurra tuttavia continuano ancora e, senza che questa abbia opportunità di portare il set al tie-break, la tennista russa chiude il parziale 7-5. Nel secondo set, la reazione dell’azzurra la porta s condurre 3-1 dando l’impressione di una direzione diversa impressa alla partita. La Zvonareva tuttavia riesce a tenere alto il livello del proprio gioco e con la solidità del proprio servizio (77% col 57% di punti vinti sulla seconda) completa la rimonta ed aggiudicandosi 6-4 anche il secondo parziale.

 

Il match della Giorgi è stato sicuramente più combattuto anche se di livello modesto. Gli incontri di Camila si segnalano non solo per la qualità dei contendenti ma soprattutto per il costante conflitto che accompagna l’azzurra tra un talento fatto di potenzialità inespresse e limiti tattici e caratteriali che ne pregiudicano le prestazioni.

Anche il match odierno non sfugge agli alti e bassi cui ci ha abituato Camila. Il primo set mostra la fiera del tie-break: sul 5-5, dopo 6 break complessivi, Camila piazza l’affondo decisivo tenendo il proprio turno a 0 e facendo il break alla slovacca nel gioco successivo: 7-5 per l’italiana.
Una sostanziale debolezza del servizio – con percentuali per entrambe intorno al 65%- riproduce la situazione del set precedente, ma in questa occasione l’Allertova riesce ad annullare due palle break e chiudere 6-4.

Nel terzo set, la tennista slovacca si porta subito in vantaggio di un break al terzo tentativo ma Camila ristabilisce la parità sul 2-2. Da quel momento i giochi seguono il servizio fino al 4-3 quando Camila strappa il servizio andando a servire per il match: alla seconda palla break cede tuttavia il servizio. Sul 5-4, Camila, è brava a sfruttare le occasioni e a chiudere 6-4 al secondo match point.

Negli altri incontri del programma pomeridiano spicca la vittoria della Van Uytvanck che elimina la tds n.4 Rybarikova; mentre la slovacca Hercog chiude solo al terzo von la giapponese Doi.

Nessuna sorpresa riserva l’incontro serale tra Cornet e Bertens. La francese, tds n.2, tiene costantemente un livello alto con ottime percentuali di servizio soprattutto nel primo set quando si porta perentoriamente sul 5-0 per poi chiudere 6-1 concedendo solo 2 punti nei propri turni di servizio. Il secondo set si sviluppa all’insegna di un maggiore equilibrio fino al 3-3 (con break e controbreak) quando la Cornet piazza la stoccata decisiva e, in virtù di due ulteriori break, chiude 6-3.

Risultati
V. Zvonareva b. [6] K. Knapp 7-5 6-4
[3] C. Giorgi b. D. Allertova 7-5 4-6 6-4
A. Van Uytvanck b. [4] M. Rybarikova 6-2 6-3
P. Hercog b. M. Doi 6-0 3-6 6-2
[2] A. Cornet b. K. Bertens 6-1 6-3

 

Pierluigi Maienza

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WTA Toronto: una nervosa e discontinua Halep rimonta Pegula, in finale andrà a caccia del 24°titolo

Simona Halep torna in finale al Canada Open dopo quattro anni, cercherà il primo titolo a Toronto nella sua 18esima finale ‘1000’

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Simona Halep – WTA Toronto 2022 (foto Gyles Dias via Twitter @NBOtoronto

[15] S. Halep b. [7] J. Pegula 2-6 6-3 6-4

Nella psicologia sportiva si utilizza spesso l’espressione nikefobia, termine di origine greca composto dalle parole nike e phobos, che significano rispettivamente vittoria e paura. Quindi unendo i due sostantivi in un unico concetto, ecco venire fuori quella sindrome che comunemente affligge gli atleti: ‘la paura di vincere’. Ebbene questo principio legato alla mentalità nello sport, è stato il vero leitmotiv della prima semifinale di scena a Toronto del National Bank Open presented by Rogers. Un match che ha visto prevalere la tds n. 15 Simona Halep sulla n. 7 del tabellone Jessica Pegula, in rimonta per 2-6 6-3 6-4 dopo 2h14, nel quale ci sono stati ben 11 game decisi ai vantaggi, di cui 5 nel terzo set (4 nei primi quattro giochi).

Ma soprattutto, ogni qualvolta si aveva la sensazione che una delle due protagoniste avesse sferrato il colpo decisivo, puntualmente l’altra riusciva a trovare energie inattese e a ribaltare l’inerzia. Basti pensare che l’americana ha avuto l’opportunità per salire sul 3-1 e servizio nella frazione finale, ritrovandosi invece sotto 4-2, o ancora non ha sfruttato due palle break in apertura di secondo parziale. Questa costante instabilità, che ha condizionato l’intero match, ha reso nervose le due giocatrici: specialmente Halep, quasi mai vista così su di giri, chiedere per credere alla sua povera racchetta. Alla fine l’esperienza ha fornito quello spunto in più alla rumena, complice una Pegula spentasi dopo una prima parte di gara dominata, con una performance in risposta e di dritto così opposta al resto della sfida difficilmente riverificabile. Tuttavia per Simona in ottica finale, c’è da registrare la seconda si servizio: 10 doppi falli, molti nei momenti più caldi, e solo il 44% di punti vinti.

 

L’ex n. 1 contro la vincente di Pliskova/Haddad Maia, andrà a caccia del 24°titolo in carriera, il nono a livello di categoria ‘1000’, nei quali quella di domani sarà la diciottesima finale in assoluto. Ritorna invece nell’ultimo atto del Canada Open dopo quattro anni, vittoria nel 2018 a Montreal su Stephens, e cercherà il terzo titolo – trionfò sempre nel Quebec e sempre contro un’americana, Keys, nel 2016 -. A Toronto vanta come miglior risultato, l’atto conclusivo del 2015 dove perse da Bencic; per la rumena è la seconda finale stagionale dopo il successo ad inizio anno a Melbourne su Kudermetova.

IL MATCH – Inizio da incubo per Halep, che nel primo game della partita commette due doppi falli da destra e più in generale vede la propria prima di servizio latitare parecchio: in un gioco da 8 punti per cinque volte la rumena è costretta a dover ripiegare sulla seconda. Dal canto suo ha invece tutt’altra partenza Pegula, che facendo leva sull’evidenti difficoltà dell’avversaria con il fondamentale d’inizio gioco ha un approccio alla sfida dirompente, attraverso una sistematica pressione imposta alla n. 7 del mondo mediante una favolosa risposta di dritto.

Jessica oltre a prendere immediatamente il controllo del punto, con queste ribattute eseguite in grande anticipo, dimostra fin da subito l’intenzione di variare maggiormente il gioco per evitare d’infilarsi negli scambi di resistenza e solidità da fondo, dove chiaramente l’ex n. 1 del ranking avrebbe vita sin troppo facile: così la statunitense modifica costantemente altezza e traiettoria delle proprie esecuzioni, alternando rovesci in top spin molto carici, con parabole abbastanza spinte, a quelli tagliati per fornire palle più basse e insidiose a Simo. Le straordinarie capacità difensive della tds n. 15 del tabellone, le permettono di salvarsi nel primo gioco del match annullando una palla break, che fa capire appieno la prospettiva del duello: una battaglia su ogni singolo quindici.

Anche se, nel terzo game ritornano i problemi in battuta per la due volte campionessa Slam: questa volta la prima opportunità è fatale all’allieva di Mouratoglou, con la 28enne di Buffalo che ancora supportata da una stratosferica abilità nell’anticipare la risposta di dritto – straordinaria da vedere quando riesce a mettere i piedi in campo – breakka e sale 2-1. Jes è brillantissima, nonostante ciò nel game successivo perde un po’ le misure del campo dalla parte del dritto, fino a quel momento scintillante, e Halep non si fa pregare arrampicandosi sul 15-40. A questo punto, tuttavia, i ruoli si scambiano ed è Pegula ad entrare in versione muro di gomma: la giocatrice a stelle e strisce risale la china frantumando anche una terza opportunità di contro-break ai vantaggi.

La 30enne di Costanza è stranamente nervosa, ed inevitabilmente i suoi nervi cedono all’intemperie dell’adrenalina e della rabbia dopo aver visto le chance per rimettersi in scia, sfumare via inesorabilmente. Inoltre continuano a materializzarsi enormi grattacapi per la due volte campionessa del torneo, a causa di un servizio totalmente fragile, soprattutto sulla seconda Simona è veramente in perenne agonia. Non è un caso infatti che la n. 15 WTA sia autrice di doppi falli a ripetizione, che mandano Pegula addirittura avanti sul 4-1 pesante con il secondo break sigillato a 0.

Con il set ormai compromesso, Halep perde pienamente le staffe scaraventando ripetutamente la racchetta sul campo. La n. 1 del tennis femminile d’oltreoceano sta semplicemente fornendo una prestazione perfetta, condita anche da una strabiliante verticalizzazione del gioco che la porta a mostrare tutte le sue eccezionali doti al volo nei pressi della rete. E così dopo 35 minuti, nei quali la regina di Wimbledon 2019 riesce appena in tempo a conquistare il suo secondo turno di servizio, l’americana vince 6-2 il parziale inaugurale.

L’inizio del secondo set sembrerebbe ripercorrere le stesse orme dell’avvio di gara, con l’attuale top 10 in campo a guadagnarsi immediatamente due possibilità per l’allungo, anche nella seconda frazione. Ma come accaduto in precedenza – ad inizio partita – Halep rimonta dal 15-40 e va sul 1-0 con un ace, perché il cuore di una campionessa non muore mai. Ecco che però arriva puntuale il momento di rottura rispetto all’andamento del set d’apertura, in questa circostanza la rumena fa subito sentire sulle spalle di Jes il peso delle occasioni mancate: la 30enne di Costanza trova finalmente profondità nei colpi, ma anche maggiore penetrazione a livello di timing, e può perciò centrare il primo break della sua partita.

Questo strappo, in verità, da inizio ad un frangente della sfida dove la qualità della contesa cala vistosamente: si susseguono infatti altri due break consecutivi con Simona che prima restituisce e poi si riprende il vantaggio. Tanti errori la fanno da padrona in questo momento, ma in particolar modo crescono e non poco quelli di Pegula, la quale gioca due turni di fila in battuta completamente disastrosi. Ebbene, dopo 31 minuti di secondo set, l’inerzia si è totalmente invertita ed è bastato un attimo per far sì che Halep volasse sul 4-1. Simo ora dovrebbe piazzare l’accelerata decisiva facendo fruttare i gratuiti della newyorkese, prima che l’americana si riprenda dal torpore nel quale si è imbrigliata dopo aver dominato il primo set; la rumena arriverebbe pure a due punti dal doppio break – in termini di punteggio sarebbe valso il 5-1 – ma manca di killer instinct.

Perciò è costretta a fronteggiare quattro break point nel settimo game, che avrebbero rimesso nuovamente tutto in discussione, ma per sua fortuna dopo 14 punti un po’ per demeriti della n. 7, un po’ per la propria forza di volontà di non mollare mai; la 30enne di Costanza mantiene la testa del set. Si giunge dunque al momento della verità, e pur tormentata dal 5 doppio errore della sua partita, Halep non si scompone e rimanda il verdetto al terzo (6-3 in 45 minuti).

I colpi della n. 15 adesso sono incisivi, ha ritrovato quella sua consueta forza nel palleggio prolungato da fondo: ora Pegula non riesce più a sfondare, a differenza del primo parziale dove era la rumena a dover fare gli straordinari per vincere un punto. E difatti la rottura della 28enne di Buffalo prosegue anche in apertura del set decisivo, l’ex n. 1 è in assoluto controllo gestendo alla perfezione ogni singolo quindici tra soluzioni piatte e colpi più lavorati.

Jessica capisce allora che deve provare a compiere il forcing finale, altrimenti l’avversaria non sarebbe più raggiungibile, e ritorna così a scompaginare i piani rumeni attraverso la smorzata. Ma il problema di Simona continua a riscontrare le proprie radici nella seconda di servizio, altri due doppi falli forniscono sul piatto d’argento, alla settima forza del seeding, il contro-break. Addirittura potrebbe verificarsi il terzo strappo in altrettanti game nel set, ma la possibilità di nuovo allungo rumeno si frantuma, così come rischia di fare la stessa fine la racchetta di Simona. Oramai siamo entrati nella fase ‘psicodramma’, la costanza negativa torna a far visita – 8 doppio fallo – ad Halep, che è vittima di un passaggio a vuoto: va sotto 0-40, ma Pegula spreca le tre occasioni più anche una quarta ai vantaggi, per via di un dritto sopito dalla sindrome della paura di vincere.

Potevamo essere 3-1 per l’americana, ed invece Jessica dopo le chance gettate al vento per la prima volta vede i propri nervi perdere di lucidità: parziale di 10 punti a 1 per la n. 15, con l’ennesimo ribaltamento del match che certifica il 4-2 in favore di Halep. Jessica ormai ha smarrito completamente l’impatto con palla e concede il doppio break, ma se pensate che siamo vicini alla conclusione vi sbagliate di grosso; Simona non ha il giusto cinismo e si fa recuperare uno dei due break. Tuttavia si procura due match point nel nono game, ma la racchetta dell’ex n. 1 percossa svariate volte sul terreno fa capire come ambedue non vengano sfruttati. L’ultima risorsa per Halep è rifugiarsi sotto l’asciugamano, estraniamento dalla realtà che porta i suoi frutti: il secondo tentativo di servire per il match è quello buono, il terzo match ball pone fine ad un terzo set a dir poco thriller.

IL TABELLONE DEL WTA 1000 DI TORONTO

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Eugenie Bouchard stavolta torna davvero: è in tabellone al WTA 125 di Vancouver

La tennista canadese riparte grazie a una wild card: sfiderà Hartono dopo un lungo periodo di assenza dai campi

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Eugenie Bouchard torna in campo. Stavolta per davvero, a meno di sorprese mai da escludere. La canadese, 28 anni, è nel tabellone del WTA 125 in programma a Vancouver, Canada, a partire dal 15 agosto.

Sarà l’olandese Arianne Hartono l’avversaria di Genie nel suo primo match dal 17 marzo 2021, quando a Monterrey perse contro Lin Zhu; nel giugno seguente, la ventottenne canadese ha subìto un intervento alla spalla destra e poi c’è stata una riabilitazione andata per le lunghe più del previsto. Il rientro ai tornei era in un primo momento previsto per Wimbledon, ma l’assenza di punti in palio ha convinto Bouchard a rinunciarvi. 

Bouchard, che al top della forma – era il 2014 – raggiunse semifinale ad Australian Open e Roland Garros e finale a Wimbledon, tenta ora una lunga risalita. A 28 anni Genie ha ancora il tempo per ricominciare da capo. Servirà una grande costanza nel lavoro perché il percorso è di quelli durissimi: vedremo se la star canadese riuscirà nel suo intento. 

 

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WTA Toronto, Simona Halep: “Prima di Mouratoglou avevo perso motivazione, lui mi ha ridato il fuoco”

“Sono una persona migliore rispetto a quattro anni fa”. Le parole della rumena Halep dopo la vittoria su Gauff: “Coco è migliorata, non regala niente”

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Halep

Continua a macinare buoni risultati Simona Halep quest’anno, la si vede spesso in fondo ai tornei (questa è la settima semifinale dell’anno, seconda in un 1000), eppure rimane con una sola vittoria conquistata, quella a Melbourne ad inizio anno. Ieri ha però fornito un’ottima prestazione contro Coco Gauff, che ben aveva figurato agli ottavi, riuscendo a batterla in due set. Alla luce di ciò, e considerando che la rumena già ha vinto in Canada quattro anni fa (a Montreal, ma l’anno prima anche a Toronto), con l’attuale tabellone si può sognare, e non a caso in conferenza stampa appare non solo cordiale come al solito, ma anche fiduciosa, ben rilassata, spaziando da domande su quanto sia maturata all’importanza di Mouratoglou.

D: “Hai un eccellente record contro Coco, che oggi è continuato. Parlaci del durante la partita

Halep :”Ho sentito che era un po’ più difficile oggi, ha servito molto forte, e in realtà è sempre stata dura contro di lei. Ma sono davvero contenta di come sono rimasta lì forte mentalmente e ho lottato per ogni punto, che era davvero importante perché lei stava facendo la stessa cosa

 

D: “Hai vinto l’ultima volta in Canada quattro anni fa. Sono curioso di sapere come è cambiato o si è evoluto il tuo gioco in questi quattro anni?

Halep: “Ci sono molti anni, quattro, sono cambiata molto, anche come persona. Da giocatrice, non so esattamente cosa ho fatto, ma sento di essere migliorata in molti aspetti. La pandemia è arrivata, quindi penso che sia stata un po’ una lotta per tutti. Ma sono una persona e una giocatrice migliore, quindi questo mi aiuta e mi dà fiducia per lavorare sodo e guardare avanti per il prossimo torneo. E solo per combattere per ogni partita che gioco. Penso che questa sia la cosa migliore da fare dopo così tanti anni in tour

D: “Penso che questo sia il primo giorno in cui Patrick [Mouratoglou] si è seduto nel tuo box questa settimana. Ovviamente è stata davvero una grande novità quando hai deciso di lavorare con lui. Allora, cosa ha portato nel tuo gioco quest’anno? E perché è stato così importante per te lavorare con lui in questa fase della tua carriera mentre stai cercando di portare il tuo gioco al livello successivo?

Halep: “Bene, per prima cosa direi che, prima di incontrarlo, ero super giù con la mia motivazione, come se non potessi continuare a lavorare. E avevo quasi finito con il tennis. Lui ha riportato indietro questo fuoco e la motivazione, confidava nel fatto che posso ancora giocare un buon tennis. E me lo ha trasferito. Stiamo facendo una buona squadra, secondo me. Mi fido di lui e di quello che stiamo facendo. E posso dimostrarlo con i risultati perché sono di nuovo in semifinale. Quindi sto migliorando. Sto lavorando duramente. Spero di poter fare molto meglio in futuro

D: “Finora questa è stata la più serrata delle tue quattro partite con Coco. Come è migliorata dal vostro primo incontro a Wimbledon negli ottavi di finale e cosa hai notato di lei oggi?

Halep: “È un po’ più forte, colpisce più forte. E il servizio è stato molto più forte oggi. Il rovescio è sempre difficile. Quindi, sì, penso che sia migliorata molto dall’ultima volta che abbiamo giocato. Ma, come ho detto all’inizio, è sempre difficile giocare contro di lei. E non si sa mai, perché sta combattendo fino alla fine, e in realtà non ti dà un punto. Quindi devi restare lì e combattere

D: “Vorrei i tuoi pensieri sulla tua prossima avversaria in semifinale, Jessica Pegula

Halep: “Non credo che abbiamo giocato una contro l’altra, quindi sarà una grande sfida affrontare un nuovo avversario. È sempre così. Ma sarà la semifinale, quindi di sicuro giocherà un buon tennis. È solida, lei è già al top, e ha avuto un anno davvero buono. E anche l’anno scorso. Ma come dico sempre, mi concentrerò su me stessa e combatterò per la partita come ho sempre fatto qui

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