Mondo Challenger: Marco Cecchinato vince a Torino. Vince anche Groth

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Mondo Challenger: Marco Cecchinato vince a Torino. Vince anche Groth

Marco Cecchinato batte il belga Kimmer Coppejans e vince il torneo di Torino. Sam Groth vince in Taiwan, Guido Pella a San Paolo, Inigo Cervantes ad Ostrava e Franko Skugor in Cina. Facundo Arguello invece sconfigge il giovane Francis Tiafoe sulla terra verde di Tallahassee

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TORINO, ITALIA
Ace Tennis
Terra battuta
€42.500 + H

E’ Marco Cecchinato il trionfatore del challenger di Torino. L’azzurro, ottava testa di serie del tabellone, si è aggiudicato il torneo piemontese battendo in finale il belga Kimmer Coppejans (tds quattro) in due set in poco più di un’ora di gioco. Affermazione netta da parte del siciliano che con questo successo si aggiudica il secondo titolo challenger in carriera, il primo a San Marino nell’ormai lontano 2013. Cecchinato grazie a questo importante successo ottiene anche il nuovo best ranking alla posizione numero 124 della classifica ATP. L’azzurro per raggiungere la finale ha messo in riga nell’ordine lo spagnolo Oriol Roca Batalla, Stefano Napolitano, l’olandese Jesse Huta Galung ed in semifinale il francese Maxime Hamou. Semifinale anche per il rumeno Adrian Ungur sconfitto solo al tiebreak decisivo dal finalista. Buon torneo anche per Gianluca Naso che, dopo aver superato le qualificazioni, ha sconfitto il bosniaco Mirza Basic ed il naturalizzato britannico Aljaz Bedene (tds due) prima di cedere ad Ungur. Bravo anche Lorenzo Sonego, entrato nel main draw grazie ad una wild card, che ha ceduto non senza lottare al finalista dopo aver battuto all’esordio lo svizzero Henri Laaksonen. Subito fuori Filippo Volandri, recente finalista al torneo di Vercelli, costretto al ritiro sotto di un set e di un break contro il tunisino Malek Jaziri (tds uno). Stop all’esordio anche per i due giovani azzurri Matteo Donati e Gianluigi Quinzi che hanno ceduto rispettivamente ad Huta Galung ed al serbo Pejda Krstin entrambi in due set. Semaforo rosso all’esordio anche per Matteo Viola, Andrea Arnaboldi ed Edoardo Eremin. Torneo sfortunato anche per la stellina svedese Elias Ymer battuto in rimonta al primo turno anche lui da Coppejans. Prosegue nel peggiore dei modi il 2015 di Igor Sijsling (tds sei) eliminato al primo round dal bosniaco Tomislav Brkic. Quarti di finale per il britannico Kyle Edmund (tds sette) mentre fuori all’esordio il francese Edouard Roger Vasselin (tds cinque).

Quarti di finale

 

(8) M. Cecchinato b. J. Huta Galung 63 64
M. Hamou b. A. Karatsev 63 76
(4) K. Coppejans b. (7) K. Edmund 67 63 60
A. Ungur b. G. Naso 63 63

Semifinali

(8) M. Cecchinato b. M. Hamou 62 61
(4) K. Coppejans b. A. Ungur 63 26 76

Finale

(8) M. Cecchinato b. (4) K. Coppejans 62 63

TAIPEI, TAIWAN
2015 Santaizi Atp Challenger
Carpet
$75.000 + H

Primo titolo stagionale per Sam Groth. Il tennista australiano, accreditato della seconda testa di serie del seeding, ha sconfitto in finale il russo Konstantin Kravchuk al termine di un match davvero molto duro ed equilibrato conclusosi solo al tiebreak decisivo. Il primo set della finale è stato l’unico perso da Groth nell’arco dell’intera settimana. Tra le vittime del “buon” Sam anche il giapponese Tatsuma Ito (tds cinque) nei quarti e l’indiano Yuki Bhambri in semifinale. Ottimo torneo anche per il finalista che, dopo aver approfittato negli ottavi del ritiro dopo appena un game di Ryan Harrison (tds sei), ha sconfitto nei quarti il favorito del tabellone Yen-Hsun Lu (tds uno) ed in semifinale l’australiano Matthew Ebden. Quet’ultimo aveva fermato nei quarti di finale la corsa dell’ucraino Illya Marchenko (tds sette). Stop nei quarti anche per il giapponese Go Soeda battuto da Bhambri. Fuori al secondo turno invece lo slovacco Lukas Lacko eliminato anche lui da Ebden.

Quarti di finale

K. Kravchuk b. (1) Y. Lu 76 46 75
M. Ebden b. (7) I. Marchenko 63 64
Y. Bhambri b. (3) G. Soeda 64 36 63
(2) S. Groth b. (5) T. Ito 62 76

Semifinali

K. Kravchuk b. M. Ebden 67 76 76
(2) S. Groth b. Y. Bhambri 64 75

Finale

(2) S. Groth b. K. Kravchuk 67 64 76

TALLAHASSEE, FL, USA
Tallahassee Challenger
Terra verde
$50.000

In Florida sulla terra verde di Tallahassee vince Facundo Arguello. L’argentino, quinta testa di serie del seeding, ha sconfitto in finale il giovanissimo talento americano Francis Tiafoe. Vittoria in rimonta per il 22enne di Cordoba che nel corso del secondo set si è trova ripetutamente ad un passo dal sconfitta. Torneo non semplice con vittorie in rimonta anche il giovane americano Tommy Paul negli ottavi e Mitchell Krueger nei quarti, vittorie più agevoli all’esordio su Stefan Kozlov ed in semifinale su Jared Donaldson. Per Arguello si tratta del primo successo stagionale e terzo della carriera. Prosegue alla grande il 2015 di Tiafoe che dopo aver fatto parecchi punti nei primi future americani sta mostrando tutto il suo potenziale anche nei tornei challenger. Così dopo i quarti a Sarasota e la semi della scorsa settimana a Savannah è arrivata anche la prima finale. Sicuramente la vittoria di maggior prestigio è stata all’esordio sul tosto mancino argentino Facundo Bagnis (tds uno). Successi di spessore però anche sulla wild card di casa Jean-Yves Aubone, sull’ecuadoregno Emilio Gomez ed in semifinale sul rientrante Tennys Sandgren. Grazie a questa finale, Tiafoe raggiunge il suo best ranking alla posizione numero 381. Grande delusione per il mancino americano Austin Krajicek (tds due) sconfitto all’esordio da Krueger. Semaforo rosso al primo turno anche per il canadese Frank Dancevic (tds tre) battuto da Sandgren. Ottavi di finale fatali invece per l’australiano Jason Kubler (tds quattro), per l’indiano Somdev Devvarman (tds sette) e per l’irlandese James McGee (tds otto).

Quarti di finale

F. Tiafoe b. E. Gomez 61 76
T. Sandgren b. (6) B. Fratangelo 62 62
J. Donaldson b. V. Millot 64 76
(5) F. Arguello b. M. Krueger 46 63 64

Semifinali

F. Tiafoe b. T. Sandgren 16 64 76
(5) F. Arguello b. J. Donaldson 63 62

Finale

(5) F. Arguello b. F. Tiafoe 26 76 64

SAN PAOLO, BRASILE
Sào Paulo Challenger de Tenis
Terra battuta
$50.000

Sulla terra rossa di San Paolo si impone Guido Pella. Il mancino argentino ha battuto in finale in due set lo svedese Christian Lindell. Discreto torneo per Pella (tds cinque) che per raggiungere la finale ha sconfitto nell’ordine il connazionale Andres Molteni, il cileno Christian Garin, il giovane brasiliano Orlando Luz ed in semifinale il dominicano Jose Hernandez-Fernandez. Prosegue la risalita in classifica del 24enne di Bahia Blanca. Per Pella si tratta del secondo titolo stagionale dopo il successo a San Luis Potosi di qualche settimana fa. Ottima finale anche per Lindell vincitore sullo statunitense Chase Buchanan (tds quattro), sul qualificato argentino Tomas Lipovsek Puches, sul cileno Gonzalo Lama ed in semifinale su un altro argentino, Guido Andreozzi (tds otto). Fuori all’esordio il primo favorito del seeding Maximo Gonzalez battuto dal belga German Gigounon, reduce dalla finale della scorsa settimana a Santos, al termine di un match molto duro. Male lo sloveno Blaz Rola (tds due), vincitore a Santos sette giorni fa, battuto negli ottavi dal redivivo brasiliano Rogerio Dutra Silva. Ottavi fatali anche al brasiliano Guilherme Clezar (tds sei) ed il cileno Nicolas Jarry (tds sette) sconfitti rispettivamente da Hernandez-Fernandez e Lama. Fuori all’esordio invece l’idolo di casa Andre Ghem (tds tre) battuto molto nettamente dal francese Alexis Musialek.

Quarti di finale

(8) G. Andreozzi b. G. Gigounon 75 ritiro
C. Lindell b. G. Lama 61 63
(5) G. Pella b. O. Luz 64 67 75
J. Hernandez-Fernandez b. R. Dutra Silva 75 75

Semifinali

C. Lindell b. (8) G. Andreozzi 36 64 61
(5) G. Pella b. J. Hernandez-Fernandez 63 63

Finale

(5) G. Pella b. C. Lindell 75 76

OSTRAVA, REP.CECA
Prosperita Open 2015
Terra battuta
€42.500

Dopo ben quattro anni torna a vincere un torneo challenger Inigo Cervantes. Il tennista spagnolo ha sconfitto in finale in due set abbastanza lottati l’idolo di casa Adam Pavlasek. Il tennista di Irun, fuori dal lotto delle teste di serie, ha dominato il torneo cedendo appena un set in semifinale al sempreverde connazionale Ruben Ramirez Hidalgo (tds otto). Negli altri turni facili vittorie sulla wild card di casa Dominic Kellovsky, sul britannico James Ward (tds due) e sullo slovacco Andrej Martin (tds sei). Per Cervantes si tratta del terzo titolo della carriera ed una buona iniezione di fiducia per il prosieguo della stagione. Bravissimo anche il finalista capace di issarsi fino alla finale battendo giocatori tosti come il belga Maxime Authom (tds cinque) negli ottavi, il francese Lucas Pouille (tds uno) nei quarti e lo spagnolo Daniel Munoz-De La Nava (tds tre) in semifinale. Ottavi di finale per il croato Mate Delic (tds quattro) battuto dallo slovacco Jozef Kovalik. Proprio quest’ultimo aveva fermato all’esordio la corsa di Thomas Fabbiano.

Quarti di finale

A. Pavlasek b. (1) L. Pouille 64 76
(7) D. Munoz-De La Nava b. H. Podlipnik-Castillo 75 61
(8) R. Ramirez Hidalgo b. J. Kovalik 75 64
I. Cervantes b. (6) A. Martin 64 64

Semifinali

A. Pavlasek b. (7) D. Munoz-De La Nava 64 57 75
I. Cervantes b. (8) R. Ramirez Hidalgo 63 36 75

Finale

I. Cervantes b. A. Pavlasek 76 64

AN-NING, CINA
China International 2015, Anning
Terra battuta
$50.000 + H

A sorpresa è Franko Skugor a vincere il ricco challenger cinese sulla terra rossa di An-Ning. Il tennista croato ha superato in finale l’australiano Gavin Van Peperzeel in due set. Grande torneo per il giocatore di Sibenik che torni così al successo nei circuito challenger dopo ben cinque anni. Per raggiungere l’atto conclusivo del torneo, Skugor ha messo in riga nell’ordine l’olandese Boy Westerhof (tds quattro), il sudafricano Ruan Roelofse, il koreano Duckhee Lee ed in semifinale il giocatore di Taipei Tsung-Hua Yang (tds cinque). Ottima finale anche per Van Peperzeel vincitore sul giapponese Takashi Saito, sul croato Toni Androic (tds sette), sul cinese Di Wu ed in semifinale sul redivivo sloveno Grega Zemlja. Quest’ultimo aveva fermato nei quarti di finale la corsa dell’australiano primo favorito del seeding James Duckworth. Malissimo il giovane Luke Saville (tds due) sconfitto all’esordio dal cinese Yan Bai in due set. Ottavi di finale invece per Jordan Thompson (tds tre) battuto da Wu al termine di un match davvero combattutissimo e conclusosi solo al tiebreak decisivo. Semaforo rosso all’esordio per lo spagnolo David Perez Sanz (tds otto) eliminato dall’indiano Karanuday Singh.

Quarti di finale

G. Zemlja b. (1) J. Duckworth 76 75
G. Van Peperzeel b. D. Wu 76 63
F. Skugor b. D. Lee 62 61
(5) T. Yang b. Y. Bai 64 64

Semifinali

G. Van Peperzeel b. G. Zemlja 67 62 62
F. Skugor b. (5) T. Yang 75 36 75

Finale

F. Skugor b. G. Van Peperzeel 75 62

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Al Challenger di Bari, la Germania batte l’Italia

Dei sei italiani arrivati ai quarti nessuno riesce a guadagnarsi la finale che ha visto protagonisti i tedeschi Otte e Masur

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Oscar Otte - US Open 2021 (Kathryn Riley/USTA)

Oscar Otte si aggiudica 7-5 7-5 il derby con Daniel Masur e vince il Challenger 80 di Bari (cemento outdoor). Un torneo che era alla sua prima edizione e che è stato, tutto sommato, un bel successo organizzativo. Se non fosse per il fatto che giocare all’aperto a fine novembre rappresentava un bel rischio, come purtroppo ha confermato la pioggia che non si è fatta attendere, ergendosi a sgradita protagonista della manifestazione. Comunque sia la finale, pur priva di giocatori italiani, è stata divertente e molto incerta. Nel primo set, break e contro-break fino a che Masur non va a servire sul 5-6 e perde il servizio a zero. Identico lo svolgimento del secondo parziale: tentativo di fuga di Otte ma immediato contro-break di Masur che serve di nuovo sul 5-6 per salvare la partita. Purtroppo per lui il risultato è identico a quello del set precedente e un altro break a zero regala al 28enne tedesco di Colonia il quinto trofeo in carriera, il terzo di questo suo mese da ricordare (Ismaning e Ortisei i precedenti).

Per Otte c’è anche il nuovo best ranking al n.103 ATP, con vista sul tabellone principale degli Australian Open. E se non bastasse può sempre sperare di ritoccare la classifica al Challenger di Forlì in cui partirà con la testa di serie n.1. Nuovo best anche per Masur che entra per la prima volta in top 200, precisamente alla posizione n.184. Anche per lui appuntamento a Forlì sui campi del Circolo Tennis Villa Carpena.

In semifinale Oscar Otte e Daniel Masur non avevano avuto nessun riguardo per i padroni di casa Fabbiano e Vavassori e, unici due intrusi in un tabellone che ai quarti vedeva ben sei azzurri, sono riusciti a monopolizzare la finale. Esemplare il percorso di Masur che, fino all’atto finale, ha incontrato solo italiani, eliminando in sequenza Andaloro, Forti, Nardi e Vavassori. Ad onor del vero il tedesco ha fatto fatica con quasi tutti loro, ma è sempre riuscito a rimanere più freddo nei momenti decisivi, soprattutto in semifinale contro un bravissimo Andrea Vavassori che lo ha portato al tie-break del set decisivo. Per l’azzurro è comunque l’ennesimo buon torneo (semifinale come nel Challenger settembrino di Como) che gli consente di migliorare ulteriormente il proprio best alla posizione n.262, da cui comincia a guardare con fiducia alle prossime qualificazioni degli Australian Open. Tra l’altro il torinese ha giocato anche la finale di doppio in cui, in coppia con lo spagnolo Vega Hernandez, ha perso 6-3 6-0 contro gli anglo-finnici Glasspool/Heliovaara.

Molto bravo anche Thomas Fabbiano che, pur perdendo in modo netto (6-4 6-4) la semifinale contro Otte, ottiene comunque il miglior risultato stagionale, regalandosi una bella iniezione di fiducia per il 2022. Best ranking anche per Luca Nardi che sale al n.419 e per Flavio Cobolli che col suo n.208 ATP può già cominciare a preparare le valigie per l’Australia.

Al Challenger 80 di Brasilia (terra battuta) Luciano Darderi, in coppia con Genaro Olivieri, si arrende per la seconda volta consecutiva 6-3 6-3 nella finale del torneo di doppio. Questa volta a fermarlo sono i padroni di casa Mateus Alves e Gustavo Heide, mentre a Montevideo erano stati Rafael Matos e Meligeni Rodrigues ad infrangere i sogni del 19enne italo-argentino. La doppia finale gli consente comunque di migliorare il proprio best ranking di doppio al n.286 ATP.

In singolare la finale è tutta di Federico Coria che onora la sua prima testa di serie e chiude il torneo senza lasciare per strada un solo set. Lo spagnolo Jaume Munar oppone una gagliarda resistenza ma, stanco per le dure battaglie che nel suo caso hanno preceduto questa finale (ha sempre vinto in tre set, contrariamente al suo avversario), dopo due ore di gioco deve cedere 7-5 6-3 e rassegnarsi alla sua quarta sconfitta su cinque finali in questo suo non entusiasmante 2021 (unica eccezione il Challenger di Antalya in gennaio quando batté in finale proprio il nostro Musetti). Per il vincitore è il secondo successo stagionale (Prostejov in giugno il precedente) che gli consente di risalire al n.63 ATP, a due sole posizioni dal suo best ranking.

Al Challenger 80 del Bahrain (cemento outdoor) Ramkumar Ramanathan (n.222 ATP) vince il torneo superando 6-1 6-4 il russo Evgeny Karlovskiy (n.302 ATP) in una finale molto più semplice del previsto e conclusasi in appena un’ora di gioco. Per il 27enne indiano è la prima vittoria Challenger dopo ben sei finali perse.

 

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Challenger

Il Challenger di Bari parla italiano: bene Nardi, Vavassori e Cobolli

Ben sei azzurri raggiungono i quarti di finale nel capoluogo pugliese. Eliminati Matteo Viola in Bahrain e Luciano Darderi a Brasilia

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Andrea Vavassori – ATP Stoccolma 2021 (foto via Twitter @sthlm_open)

Al Challenger 80 di Bari (cemento outdoor) erano ben 14 gli italiani presenti in tabellone e sei di loro sono arrivati ai quarti di finale. A cominciare da Thomas Fabbiano che mai quest’anno aveva superato più di un turno. Qui a Bari, sarà forse l’aria di casa, ha prima battuto Roberto Marcora in un derby molto combattuto 7-6(8) 6-3 e poi con un netto 6-4 6-3 la diciannovenne promessa inglese Jack Draper (N.258 ATP, semifinalista a Ortisei e nei quarti all’ATP 500 del Queen’s). Che sia l’inizio di un’inversione di tendenza, dopo un anno da incubo, per il tennista pugliese? Il quarto di finale contro Brancaccio ci darà una prima risposta.

E proprio Raul Brancaccio è stato autore della sorpresa di giornata, eliminando Carlos Taberner (N.101 ATP e prima testa di serie) in un match durato due giorni, sospeso per pioggia nel tie-break del primo set sul 6-4 per l’italiano. Alla ripresa Raul accusa la partenza a freddo e commette un doppio fallo che potrebbe costargli caro. Per sua fortuna non è che lo spagnolo sia molto più caldo e restituisce il favore con la stessa moneta. Vinto il tie-break, per l’azzurro il resto della partita è una passeggiata di salute fino al 7-6(6) 6-3 che lo promuove al turno successivo.

Anche un bravissimo Flavio Cobolli si guadagna i quarti al termine di un incontro molto tirato contro Tobias Kamke (N.250 ATP). Drammatico poi il primo set che il romano si aggiudica al tie-break 12-10, nonostante la maggiore esperienza del trentacinquenne veterano tedesco. Dopo aver rifiatato nel secondo parziale, l’azzurro domina il set decisivo, ottenendo il break decisivo nel quarto gioco. Il confronto che lo attende nei quarti contro l’altro tedesco Oscar Otte (N.112 ATP e recente vincitore di Ortisei e Ismaning) è di quelli impegnativi.

 

Un altro tedesco aspetta nei quarti il nostro Luca Nardi, quel Daniel Masur (N.204 ATP) che ha eliminato nei turni precedenti due italiani (Fabrizio Andaloro e Francesco Forti), ma siamo certi che il giovane marchigiano, incurante di ogni scaramanzia, saprà farsi valere. Del resto le due vittorie contro Maxime Cressy (N.122 ATP e recente finalista a Ortisei ed Eckental) e Julian Lenz sono di quelle importanti, soprattutto per il modo autoritario in cui sono state ottenute.

Nel derby tra Andrea Vavassori e Andrea Pellegrino, il pugliese parte meglio e nel terzo gioco ottiene il break che gli consente di portare a casa il primo parziale e quasi il risultato pieno: il tie-break del secondo set sembra più volte prendere la strada di Pellegrino, che però non riesce a sfruttare ben quattro match point. Bravissimo infatti Vavassori a resistere e a vincere 12-10, portando l’incontro a un terzo set che dominerà. Il piemontese, con il punteggio di 4-6 7-6(10) 6-2, vince così il quarto dei sette scontri diretti con Pellegrino e guadagna il pass per i quarti. Dove dovrà affrontare un altro derby contro Filippo Baldi che ha eliminato Andrea Arnaboldi 6-4 3-6 6-3, complice anche un problema alla spalla sinistra accusato dal mancino milanese nel terzo set. Peccato perché all’esordio Arnaboldi aveva battuto addirittura Holger Rune, ritiratosi per un problema al gomito quando era sotto 6-4 1-0.

Al Challenger 80 del Bahrain (cemento outdoor) era presente il solo Matteo Viola che, dopo aver superato 6-4 7-5 il cinese di Taipei Yu Hsiou Hsu (N.358 ATP), è andato letteralmente a sbattere contro il britannico Jay Clarke che gli ha inflitto un severo 6-2 6-1.

Al Challenger 80 di Brasilia (terra battuta), Luciano Darderi era l’unico italiano in gara e si è molto ben comportato, superando due turni di qualificazioni non banali. Poi sfortuna ha voluto che si trovasse accoppiato con la testa di serie N.1 Federico Coria. Il diciannovenne italo-argentino si è difeso con coraggio ma alla fine ha dovuto cedere 6-3 7-6(7).

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Challenger

Holger Rune sorpreso in semifinale al Challenger di Pau

Il teenager danese perde dal 20enne Jiri Lehecka ma avvicina la top 100. A trionfare è il moldavo Radu Albot mentre in Brasile Baez ottiene la sua sesta vittoria

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Holger Rune - Metz 2021 (via Twitter, @MoselleOpen)

Al Challenger 100 di Pau (cemento indoor) clamorosa, ma non del tutto inaspettata, eliminazione in semifinale di Holger Rune che perde 3-6 6-3 6-4 da Jiri Lehecka (n.159 ATP, 20 anni e già due titoli in stagione a Tampere e Bucarest). La sconfitta gli impedisce di entrare in top 100, ma dal n.102 ATP appena conquistato, il traguardo non appare molto lontano, così come l’accesso al tabellone principale degli Australian Open. In vena di autocitazioni potremmo ricordare che avevamo scritto che per il giovane danese il percorso verso il successo non sarebbe stato facile, proprio perché conoscevamo il grande talento del ragazzo ceco.

Un talento purtroppo ancora discontinuo come ha confermato l’esito della finale che l’ha visto soccombere 6-2 7-6(5) contro l’esperto Radu Albot che, con una strategia puramente difensiva, lo ha mandato spesso in confusione. Esemplare il tie-break del secondo set in cui Lehecka è l’unico che prova a fare gioco ma è troppo falloso, con l’involontaria complicità dell’arbitro che sul 5-4 gli nega un punto che lo avrebbe portato al doppio set point. Per il 32enne moldavo, già n.39 nel 2019, è l’ottavo titolo Challenger in carriera, il primo di una stagione che finora gli aveva riservato ben poche soddisfazioni. Per il giovane talento ceco una piccola battuta d’arresto su una strada che siamo convinti sarà piena di soddisfazioni. Intanto dal suo nuovo best ranking (n.138 ATP) vede più da vicino le posizioni che contano.

Al Challenger 80 di Helsinki (cemento indoor) lo slovacco Alex Molcan (n.103 ATP) spazza via 6-3 6-2, in una finale a senso unico, il portoghese Joao Sousa (n.147 ATP) che riesce a resistere poco più di un’ora. Molto bravo il 23enne Molcan che mette in bacheca il suo secondo Challenger (in agosto a Liberec il precedente) e completa una stagione molto brillante che comprende anche la finale dell’ATP 250 di Belgrado (sconfitto da Djokovic) e del Challenger di Prostejov (battuto da Federico Coria), nonché le semifinali Challenger di Barcellona, Bratislava e Bergamo. Tutto ciò gli vale l’ingresso in top 100 al n.87, che ovviamente è anche il suo nuovo best ranking. Per il 32enne Joao Sousa, già n.28 ATP nel 2016, rimandato ancora l’appuntamento con la vittoria, che nel circuito cadetto gli manca dal lontano 2013 (Guimaraes Open).

Al Challenger 80 (terra battuta) di Campinas, città nello stato di San Paolo, è andato in scena un torneo di altissimo livello, come certifica la classifica media delle prime quattro teste di serie (n.83 ATP), evento quasi unico nel circuito Challenger. Ha vinto Sebastian Baez battendo nettamente il brasiliano Thiago Monteiro col punteggio di 6-1 6-4. Una finale sorprendentemente piatta al termine di un torneo molto avvincente, ma quest’anno l’argentino è davvero intrattabile: sei Challenger in bacheca alla pari col francese Bonzi e dietro solo al cannibale Griekspoor. Per Sebastian ingresso in top 100, precisamente alla posizione n.97, e il sospetto che la prossima stagione lo vedremo recitare su ben altri palcoscenici.

 

In Illinois, nella cittadina di Champaign, il locale Challenger 80 (cemento indoor) ha messo curiosamente in scena l’immediata rivincita tra il 25enne australiano Alexandar Vukic e Stefan Kozlov (23enne statunitense di origini macedoni) che proprio due settimane fa lo aveva battuto a Charlottesville. Vukic, dopo aver vinto il primo set, sembrava sulla buona strada per pareggiare i conti, ma nel prosieguo dell’incontro ha dimostrato ancora una volta di soffrire il gioco dell’avversario, finendo per cedere 5-7 6-3- 6-4, dopo oltre due ore di gioco. Per Kozlov è il terzo titolo in stagione (Charlottesville appunto e Columbus) e il quinto in carriera. Vukic proverà a consolarsi col nuovo best alla posizione n.156 ATP.

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