Federer non inciampa, Wawrinka fa sei game: è finale con Djokovic

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Federer non inciampa, Wawrinka fa sei game: è finale con Djokovic

Nel peggior campo possibile, Roma ha la migliore finale possibile. Roger Federer lascia sei giochi a uno Stan Wawrinka incolore e sfiderà per il titolo Novak Djokovic, mai in difficoltà contro David Ferrer. Domani quarta finale per Roger al Foro, dove non ha mai vinto, e su Djokovic dice: “Sul rosso non è di certo come Nadal”

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[2] R.Federer b. [8] S.Wawrinka 6-4 6-2 (da Roma, Claudio Giuliani)

Ignazio Marino dovrebbe dare la cittadinanza oronaria a Nick Kyrgios, vincitore su Roger Federer nel primo turno del torneo di Madrid. È solamente grazie all’australiano se domani il torneo di Roma avrà di fronte il numero uno e il numero due del mondo, Djokovic contro Federer, nel loro incontro numero 39.

Quando sono le otto in punto Stan entra in campo e partono gli applausi del centrale che va popolandosi alla spicciolata. Entra Roger, e gli applausi diventano un’ovazione. È così anche a Roma perché già nel pomeriggio chiunque avesse al collo un pass veniva bombardato di richieste di accesso al campo 5, dove Federer si stava allenando indisturbato. E al suggerimento “però potreste vedere Wawrinka sul campo 7 (accessibile a tutti ndR)”, si aveva in risposta: “Eh ho capito ma lui è Federer“.

 

Arbitra Lahyani: uno spettacolo nello spettacolo. Si parte con Wawrinka centratissimo, e dal diritto pesante: è 3-0 per lui in 7 minuti, 14 punti a 4. Roger però comincia a servire bene e fa giocare qualche palla difficile a Stan. Aggancia l’amico sul 3 a 3: il pubblico torna a respirare. Ora c’è partita, ma servirebbe un campo decente visto che Federer sembra non voler rischiare torsioni del piede inseguendo i contropiede, specie dopo le parole di Djokovic di oggi. Stan sbaglia qualcosa e Federer non sbaglia più nulla. Conquista quindi il break sul 4 a 4, approfittando di alcuni errori banali di Stan e suggellando l’ultimo punto del game con una risposta vincente di rovescio che fa fare “ohhhh” al pubblico. Il servizio funziona benissimo (due punti ceduti in tre turni al servizio fin qui dopo il primo break) e Roger chiude 6-4 in 34 minuti.

Roger Federer riparte nel secondo set sullo stesso livello degli primo. Strappa il servizio a zero sull’1 a 1. Stan sbaglia di tutto e Federer concede ancora di più allo spettacolo. Roger strappa ancora una volta il servizio a zero a Stan e in dieci minuti sale 4 a 1, 16 punti a 6. Stan è nervoso, cerca la sagoma di Federer su un recupero sotto rete (e manco la trova: cicca anche questa).Dalle tribune arriva qualche fischio sul 5 a 1 Federer: i biglietti sono cari e di spettacolo ce n’è stato poco. Federer chiude 6-2 in 54 minuti.

Federer centra quindi la sua quarta finale a Roma, dove non ha mai vinto, mentre Djokovic è alla sesta finale e cerca la quarta vittoria qui a Roma. Lo svizzero guida gli scontri diretti con Djokovic per 20 a 18. Quest’anno il serbo ha battuto Federer a Indian Wells, mentre Federer ha vinto la gara di Dubai. L’ultimo match sulla terra battuta risale a Montecarlo 2014, dove Federer si impose in due set.

Dirà poi Federer in conferenza stampa: “Di sicuro ho le mie chance di vittoria. Con Novak e Rafael sono situazioni differenti sulla terra. Con Nole poi ho già giocato due volte qui a Roma, credo sempre in semifinale, una di giorno e una di notte (2012 e 2009: vinse sempre Djokovic ndR). Lui sulla terra non è come Nadal.
Sul fatto che mi manca il torneo di Roma? Mi piace vincere titoli, non faccio molto caso al fatto che a Roma non ho mai vinto. Quanto è messo male il campo? Il problema è che abbiamo paura di muoverci , spero che faranno tutto per renderlo un buon campo, per la finale di domani, anche perché sanno quali sono le zone più usate, come si evidenzia anche sull’erba. Spero sia sistemato per domani ma anche se non ce la facessero faremo in modo di superare questo problema
.
Sono stato molto felice di come ho giocato perché sono riuscito a imporre il mio gioco”.

Wawrinka invece: “Ho iniziato bene poi sono calato e contro Roger non puoi permettertelo. Non posso paragonare Djokovic e Federer. Vedremo alla fine dell’anno chi avrà vinto più titoli“.

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[1] N. Djokovic b [7] D. Ferrer 6-4 6-4 (da Roma, Carlo Carnevale)

Prestazione concreta di Novak Djokovic, che senza perdere mai il servizio (“Incoraggiante quando annulli tutte le palle break che concedi” dirà in conferenza stampa) supera con un doppio 6-4 David Ferrer.

E’ giusto che fiocchino gli elogi, per la tenacia, la grinta e la dedizione che Ferrer notoriamente profonde in ogni secondo di permanenza sul terreno di gioco, che sia allenamento o partita: è giusto che ci si stupisca quando non viene annunciata una sua conferenza stampa se non al sabato, così come quando nessuno richiede sue interviste in privato.  Una volta di più però, la sua resa al cospetto di un buon Djokovic certifica come oltre un certo livello lo spagnolo non può arrivare: basta un break in ciascun set a Nole, per aggiudicarsi un posto nella sua trentatreesima finale in un Masters 1000 in carriera.

Cielo minaccioso a dir poco sul Centrale, Djokovic toglie il pigiama solo nel terzo game, ma tanto basta per strappare il servizio: un doppio fallo di Ferrer si aggiunge ad un gratuito di dritto causato da una splendida difesa in back del serbo, che con il dritto mantiene saldamente tra le mani le redini della contesa. Ferrer combatte come suo solito, fa il suo dovere da impiegato ma può solo scuotere la testa di fronte alla varietà dei colpi di Djokovic, che strappa applausi al nutritissimo pubblico capitolino con più ripetizioni dello schema dropshot-lob (“A Montecarlo qualcuno mi disse che il dropshot funziona solo il 23% delle volte, ma quando serve lo gioco sempre con fiducia”); sul 5-3 Nole serve per il primo parziale, trema inaspettatamente e concede una palla break ad un volenteroso Ferrer, che era andato a raccogliere al volo i frutti di un bellissimo attacco di dritto a uscire: il valenciano, con lo stesso colpo, manda lungo con i piedi in mezzo al campo nel punto successivo, poi subisce la furia al servizio di Djokovic che inordine sparso firma due ace e due servizi vincenti per chiudere 6-4 il primo set, dopo tre quarti d’ora.

Nel box del serbo si scorge un assonnato Marko, fratello più giovane di Novak, oltre ai soliti Vajda e Becker, che applaudono sommessamente dopo ogni quindici; sugli spalti anche Francesco Ricci Bitti, presidente della ITF, due file dietro a Christian Vieri. Djokovic prenota la possibilità di aggiungere il quarto trofeo romano alla sua già copiosa cristalleria (ha vinto nel 2008 contro Wawrinka e nel 2011 e 2014 su Nadal, mentre sempre contro lo spagnolo ha perso le finali del  2009 e 2012).

Senz’altro il mio miglior match dall’inizio del torneo, penso di poter giocare ancora meglio domani“, conferma il serbo nel postpartita, “oggi sono stato costante e concentrato, e non mi sono mai innervosito”.

Nel secondo set Ferrer aumenta i decibel e i giri delle gambe, tiene meglio da fondo campo seppur limitandosi ad un mero gioco di rimesso con il rovescio, ma si guadagna una palla break per salire 4-2, sulla quale Djokovic inchioda un dritto vincente per sedare le velleità dello spagnolo; il serbo cambia scarpe e mangia frutta ai cambi di campo, si lamenta delle condizioni del terreno (“L’anno scorso era molto meglio, oggi c’erano delle vere e proprie buche”), trovando la soluzione del rebus nel finale di set. Aggressivo in risposta sul 4-4, Djokovic forza Ferrer fino ad un gratuito di dritto in rete per una palla break, convertita quando lo spagnolo in scivolata non riesce a ricamare una controsmorzata, che termina in corridoio. A 15 il gioco  successivo, per mettere in ghiaccio l’incontro, manifestando peraltro un’esultanza quanto mai contenuta; nono successo consecutivo di Djokovic su Ferrer (dodicesimo contando anche le ricche esibizioni di Abu Dhabi) e diciottesimo complessivo, con l’ultima vittoria dell’iberico giunta al round robin del Masters di Londra del 2011, quando Nole era però già ampiamente qualificato.

Senz’altro svizzero l’avversario che in finale affronterà il serbo, che è in vantaggio per 17-3 contro Wawrinka (il quale ha però vinto il celebre quarto di finale agli Australian Open 2014, poi vinti dall’elvetico) ed è invece sotto per 18-20 contro Federer, che quest’anno lo ha già sconfitto in finale a Dubai, perdendo invece a Indian Wells.

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Risultati:
[1] N. Djokovic b [7] D. Ferrer 6-4 6-4
[2] R. Federer b [8] S. Wawrinka 6-4 6-2

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Ora è ufficiale: Madrid cancellato. Possibile spostamento di Kitzbuhel

Con una nota sul sito il Mutua Madrid Open ha gettato la spugna: appuntamento al 2021. Si lavora per riempire la settimana disponibile

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Novak Djokovic - Madrid 2019 (foto via Twitter, @MutuaMadridOpen)

Come era già stato ampiamente anticipato nella giornata di lunedì, gli organizzatori del Mutua Madrid Open hanno ufficializzato la cancellazione dell’edizione 2020 del torneo a seguito delle richieste delle autorità locali.

Come atto di responsabilità alla luce della situazione attuale causata dal COVID-19 e dopo un’attenta valutazione delle circostanze the la pandemia continua a presentare – recita il comunicato diffuso attraverso il sito ufficiale del torneo – di comune accordo con le autorità competenti è stato deciso che l’edizione 2020 del Mutua Madrid open non avrà luogo, dopo essere stata precedentemente spostata [dal 1-10 maggio] al 12-20 settembre”.

Durante questo periodo il Mutua Madrid Open aveva creato vari protocolli per garantire la sicurezza di tutte le persone coinvolte nel torneo, ricevendo l’approvazione dell’organizzazione nazionale per la sanità in relazione alle misure messe in atto per impedire e limitare il rischio di contagio nella bolla del torneo (Caja Magica e gli hotel designati)”, continua il comunicato.

 

A seguito delle raccomandazioni delle autorità sanitarie locali, e dopo aver monitorato la situazione per mesi, gli organizzatori del Mutua Madrid Open non hanno avuto altra scelta se non quella di cancellare il torneo per la complessa situazione generata dal COVID-19”.

Abbiamo fatto tutto il possibile per far disputare il torneo – ha dichiarato Feliciano Lopez, il direttore del torneo – dopo la prima cancellazione in maggio ci siamo messi al lavoro per preparare la data di settembre nella speranza di poter vedere tennis di prima qualità alla Caja Magica nel corso di quest’anno che è stato così duro per tutti. Tuttavia, l’attuale instabilità è ancora troppo elevata per tenere un torneo di questo tipo in totale sicurezza. Ancora una volta ci tengo a ringraziare il Consiglio della Città di Madrid e tutti i nostri sponsor e fornitori per averci supportato durante tutto questo processo”.

A questo punto sembra che l’ATP stia considerando la possibilità di spostare il torneo di Kitzbuhel, attualmente programmato durante la seconda settimana dello US Open, per occupare la settimana lasciata libera dal Mutua Madrid Open, ovvero quella immediatamente precedente gli Internazionali BNL d’Italia a Roma.

Ciò renderebbe (il condizionale è sempre d’obbligo) molto più importante il raggiungimento di un accordo tra ATP/USTA e il Governo austriaco per garantire l’esenzione dalla quarantena a tutti i tennisti provenienti da Flushing Meadows dopo lo US Open. Secondo il quotidiano iberico Marca, questo accordo era stato raggiunto con il Governo spagnolo, ma non è dato sapere in questo momento ci siano disposizioni di questo tipo anche per chi dovesse arrivare in Austria o direttamente a Roma per il torneo al Foro Italico.

Con la cancellazione di Madrid il circuito WTA perde anche l’ultimo dei Premier Mandatory che dovevano disputarsi in questo 2020, dopo che Indian Wells, Miami e Pechino sono già stati annullati. Ora è presumibile che i vertici del tennis femminile si attiveranno per cercare di riempire la settimana lasciata libera dall’evento madrileno in modo da offrire alle proprie giocatrici qualche possibilità di raccogliere punti e montepremi in questo scampolo di stagione che pare possa offrire qualche chance di gioco.

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Il Mutua Madrid Open non si giocherà nel 2020. E adesso?

L’annuncio sarebbe stato dato da Novak Djokovic nella chat dei rappresentanti dei giocatori

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Dopo mesi di speranze e tanto lavoro per salvare il salvabile, tutto sembra essere crollato nel breve volgere di pochi giorni per il Mutua Madrid Open. Dopo che alla fine della settimana scorsa il Governo della Comunidad de Madrid aveva chiesto agli organizzatori del combined spagnolo di non disputare il proprio evento a causa del recente aumento di casi di coronavirus in Spagna e nella regione della Capitale iberica, sembra che sia imminente l’annuncio ufficiale della cancellazione del torneo da parte della Super Slam LTD, la società di management di Ion Tiriac che detiene i diritti dell’evento.

Secondo le testate spagnole Marca e ABC, il presidente del Consiglio dei Giocatori dell’ATP, Novak Djokovic, avrebbe comunicato ai suoi colleghi membri sul loro gruppo WhatsApp che il torneo non si disputerà e che la conferma ufficiale arriverà nelle prossime ore.

Il torneo, inizialmente previsto nella prima settimana di maggio, era stato spostato immediatamente dopo la conclusione dello US Open dal 12 al 20 settembre.

 

Già nelle ultime ore il CEO dell’ATP Andrea Gaudenzi, ai microfoni di Supertennis, aveva confermato le difficoltà che si presentavano per la tappa madrilena dei Masters 1000: “Abbiamo ricevuto la notifica dal ministero della Salute della Comunità di Madrid e in questi giorni valuteremo con il board dell’ATP il da farsi, non abbiamo alternative che seguire le indicazioni dei governi. Sarà importante ricevere le esenzioni per consentire ai giocatori di viaggiare dagli Stati Uniti in Europa per giocare i tornei sulla terra”.

Le indicazioni del governo di Madrid erano abbastanza chiare: non veniva chiesto di rivedere i protocolli o di diminuire o eliminare il numero di spettatori da far entrare (che già erano previsti intorno al 30% della capienza consueta), ma si chiedeva direttamente di non disputare l’evento, segno che non ci fosse grande margine di trattativa. Naturalmente le autorità avrebbero il potere di cancellare d’imperio qualunque torneo, di conseguenza il fatto che la prima comunicazione fosse solamente una richiesta aveva lasciato qualche speranza.

Secondo il quotidiano Marca, ATP e WTA avevano raggiunto con il governo spagnolo un accordo che avrebbe consentito ai giocatori e alle giocatrici provenienti da Flushing Meadows di entrare in Spagna senza dover osservare alcuna quarantena, fatto che non è stato ufficialmente non è stato confermato da altre fonti. Nella prima comunicazione “logistica” ai giocatori, la USTA aveva comunicato che era stato ottenuto il permesso dai governi spagnolo e francese per far sì che tutti i tennisti inseriti nelle liste fornite da USTA, ATP e WTA potessero entrare in quei due Paesi UE indipendentemente dalla loro provenienza e nazionalità, ma non erano state date alcune spiegazioni su possibili quarantene.

La questione al momento diventa tutto sommato irrilevante, almeno per quanto concerne l’ingesso in Spagna, ma rimane cruciale per quel che riguarda l’ingresso in Italia, dove è in programma l’IBI di Roma, e in Francia, dove si giocherà il Roland Garros.

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Madrid: il Governo della capitale spagnola chiede la cancellazione del torneo

L’aumento di casi di COVID-19 alla base dell’iniziativa della Comunidad de Madrid. La decisione degli organizzatori sarà presa “il più presto possibile”

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David Ferrer - Madrid 2019 (foto via Twitter, @MutuaMadridOpen)

Nubi cariche di oscuri presagi si addensano sopra il Mutua Madrid Open, il torneo combined in programma nella capitale spagnola dal 13 al 20 settembre dopo essere stato spostato dal suo tradizionale slot di inizio maggio. Secondo quanto rivelato dal giornale online El Confidencial e ripreso dal giornalista del New York Times Christopher Clarey, l’amministrazione della città di Madrid ha mandato una lettera alla dirigenza del Mutua Madrid Open chiedendo di rinunciare al torneo a causa della situazione di incertezza e del recente aumento di casi di Coronavirus a Madrid.

Durante i sette giorni dal 21 al 27 luglio nella penisola iberica il Ministero della Salute ha riportato 13.116 nuovi casi di COVID-19, un aumento del 66% rispetto alla settimana precedente. Nello stesso periodo a Madrid si sono registrati 1381 casi contro i 579 che erano stati confermati nei sette giorni precedenti. Questo repentino aumento di casi in Spagna ha portato il Foreign and Commonwealth Office britannico a sconsigliare tutti i viaggi non necessari verso la Spagna, gettando nello scompiglio le centinaia di migliaia di britannici che stavano trascorrendo le vacanze sulle spiagge iberiche o si preparavano a partire.

 

La Super Slam LTD, società controllata da Ion Tiriac che possiede i diritti del Mutua Madrid Open, ha scritto una lettera al governo della città di Madrid ribadendo che “la salute e la sicurezza di giocatori, spettatori e di tutto lo staff sono la preoccupazione numero uno della Super Slam LTD così come di WTA e ATP, e verranno quindi osservate tutte le norme sanitarie imposte dalle autorità locali”.

La lettera tuttavia sottolinea anche che “si lavorerà fianco a fianco con il Ministero della Salute della “Comunidad de Madrid” per valutare la maniera più sicura per organizzare l’evento e, con l’avvicinarsi della data limite per prendere una decisione, includeremo nella nostra valutazione l’impatto di queste nuove norme di sicurezza”.

Nel calendario provvisorio di ATP e WTA, il Mutua Madrid Open è stato inserito immediatamente dopo la fine dello US Open e subito prima degli Internazionali BNL d’Italia. Al momento si tratta dell’unico WTA Premier Mandatory in programma nel 2020, dopo che il BNP Paribas Open e il Miami Open sono stati cancellati lo scorso marzo e il Beijing Open è stato annullato dal Governo cinese la settimana scorsa.

Un eventuale annullamento dell’appuntamento madrileno renderebbe gli spostamenti dei giocatori un po’ più semplici anche nel caso in cui gli sforzi di USTA, ATP e WTA non riuscissero a dispensare gli atleti dalla quarantena di 14 giorni di ritorno dagli Stati Uniti.

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