WTA Norimberga: Karin Knapp supera la Vinci in tre set e vince il suo secondo titolo

WTA

WTA Norimberga: Karin Knapp supera la Vinci in tre set e vince il suo secondo titolo

La tennista altoatesina firma il 66° successo azzurro nel circuito femminile. Grande equilibrio nei primi due set, poi nel terzo la Knapp dilaga e vince con il punteggio di 7-5 4-6 6-1. La Vinci nel primo set era avanti 5-2 e non ha sfruttato due set point. Da lunedì la vincitrice sarà nr.42, la Vinci invece nr. 37

Pubblicato

il

 
 

WTA Norimberga
Finale

[6] K. Knapp b. [4] R. Vinci 7-6(5) 4-6 6-1

É andato in scena l’epilogo del torneo bavarese di Norimberga, un epilogo felice per il nostro tennis dato che vedeva opposte due italiane, la veterana Roberta Vinci, testa di serie 4, e Karin Knapp, testa di serie numero 6. I precedenti tra le nostre due connazionali vedevano la Knapp avanti 3-2, con un più netto 3-1 su terra battuta, la superficie odierna, tuttavia la classifica vedeva ancora la Vinci avanti sull’altoatesina, quindi il pronostico era piuttosto difficile. Le due giocatrici si sono affrontate una volta anche quest’anno, ed in quest’occasione, a Marrakech, su terra, è stata la Knapp ad avere la meglio per 6-2 al terzo. La Vinci era alla ricerca del decimo trofeo in carriera, la Knapp inseguiva invece la seconda affermazione sul circuito maggiore, in una stagione che l’ha vista risalire le classifiche dopo numerosi infortuni negli anni passati. La partita è stata combattuta fino al 1-1 nel terzo set, poi la Vinci ha commesso tre gratuiti di dritto ed è lentamente uscito dal campo, finendo per perdere il parziale decisivo per 6-1. Ma la tennista tarantina deve rammaricarsi per aver letteralmente buttato alle ortiche il primo set nel quale è stata avanti due volte di due break ed ha servito due volte per il set, sul 5-2 e sul 5-4 (sprecando oltretutto due set point) prima di perderlo poi in volata al tie break. Avanti un set, chissà se la Knapp sarebbe stata capace di ribaltare le sorti del match. Bravissima invece Karin, che non ha mai mollato la presa nel primo parziale ed è apparsa più lucida e tonica dal punto di vista fisico nel set decisivo.
Il match inizialmente ha visto un dominio della Vinci su una Knapp piuttosto contratta che ha perso due break in apertura e si è ritrovata sotto 3-0 nel primo set. Bassa percentuale di prime ed errori nei primi colpi dello scambio della Knapp hanno agevolato il compito della pugliese. A questo punto la prima reazione della Knapp, che alla seconda palla break accorcia le distanze a 1-3 con una buona risposta di dritto. La Knapp tiene anche il successivo game di servizio ai vantaggi. La Vinci tuttavia non subisce eccessivamente il colpo e, grazie anche ad alcuni gratuiti della Knapp, va 4-2 tenendo il seguente servizio. A questo punto la tensione si fa di nuovo sentire per la Knapp, che cede la battuta e concede un vantaggio di 5-2 e servizio alla tarantina. Ora l’altoatesina chiama il coach e grazie ai consigli di quest’ultimo riesce dapprima a breakkare la Vinci, poi a tenere un servizio complicato in cui deve anche salvare due set-point e poi trova un altro break a discapito della Vinci, portando il punteggio sul 5-5. Il set trova la sua naturale conclusione nel tie-break, in cui ci sono state diversi minibreak e ha visto prevalere sul filo di lana la Knapp per 7-5.
Nel secondo set la Vinci va nuovamente avanti 3-0, questa volta con un solo break di vantaggio. Il punteggio diventa poi di 4-1, a questo punto la Vinci, che ha salvato due palle break in entrambi i game precedenti di servizio, perde il servizio e la Knapp la riagguanta sul 4-4. E’ la Vinci tuttavia a vincere il secondo set, Vinci che tiene il turno di battuta che la porta sul 5-4 e poi sfrutta l’ennesimo calo di tensione della Knapp.
Similmente a quanto avvenuto quest’anno a Marrakech, nel terzo set c’è poca partita. La Vinci tiene agilmente il turno di battuta iniziale, ma poi comincia a perdere fiducia nel dritto, e subisce un parziale di sei giochi a zero che consentono alla Knapp di aggiudicarsi set ed incontro.
Prestazione nel complesso piena di alti e bassi per entrambe le giocatrici che dovranno trovare maggiore continuità se vogliono fare bene al Roland Garros; in particolare, la Vinci deve cercare di abbreviare gli scambi, mentre la Knapp deve trovare una maggiore solidità mentale, per evitare di partire sempre sotto di uno o due break in tutti i set. La Vinci ha quindi mancato l’appuntamento con il decimo titolo, mentre la Knapp raggiunge il suo secondo alloro nel circuito maggiore, dopo quello di Tashkent dell’anno scorso. Buoni progressi in classifica per entrambe le giocatrici, con la Vinci che diventa 37 da 42 e la Knapp che passa dalla n.48 alla n. 42 posizione della classifica WTA.

 

Giovanni Vianello

Continua a leggere
Commenti

WTA

WTA Toronto: Simona Halep torna grande, firma il tris in Canada

Dopo quasi due anni la rumena torna a vincere un grande torneo battendo Haddad Maia in finale al terzo. Lunedì tornerà in Top 10 al numero 6

Pubblicato

il

[15] S. Halep b. B. Haddad Maia 6-3 2-6 6-3

La scorsa settimana si ritirava dal torneo di Washington in quello che era sembrato un altro brutto segno sulla sua competitività attuale. Dieci giorni dopo Simona Halep si rilancia nell’elite del tennis mondiale conquistando per la terza volta l’Open del Canada (ma la prima a Toronto) e sarà N.6 del mondo nella classifica WTA di Ferragosto.
La rumena batte in tre set la combattiva brasiliana Beatriz Haddad Maia una delle giocatrici più in forma di questa seconda parte di stagione e firma il 24° titolo della carriera, il primo WTA 1000 da Roma 2020 quasi due anni fa.

 

Un match altalenante che la brasiliana avrebbe potuto anche vincere se non avesse delapidato un vantaggio di 3-0 nel primo set cedendo 6 giochi consecutivi in stato confusionale totale.

Ma quando la partita riprende sembra essere ricominciata da zero: la mancina brasiliana stavolta sale fino a 4-0 e senza blackout particolari chiude 6-2 rimandando tutto al giusto epilogo: il terzo set.

Anche all’inizio del terzo Haddad ha le sue occasioni per partire a razzo ma Halep resiste inserendo la modalità “muro” dei bei tempi per tenere il servizio d’apertura ai vantaggi e piazzare il break alla prima chance in quello successivo. Un altro game fiume porta Beatriz al controbreak ma il prezzo da pagare in termini di energie fisiche è troppo alto sebbene sia lei ad essere 5 anni più giovane.

L’esperienza di Simona, guidata dal suo nuovo mentore Patrick Mouratoglou fa la differenza e una volta salita 4-1 difende il break senza patemi chiudendo al secondo match point.

Dolce ritorno in Top 10 per Halep che si rilancia in vista dei prossimi appuntamenti negli Stati Uniti a Cincinnati e soprattutto New York. Per Haddad Maia rimane un altro torneo eccezionale che la porta al N.16 del ranking mondiale. Al prossimo grande appuntamento!

Continua a leggere

Flash

WTA Toronto, preview finale: sogno e realtà, Haddad Maia per volare, Halep per tornare su. E attenti agli scambi

La brasiliana vuole la ciliegina sulla torta, Simona tornare a vincere. I colpi da fondo e la resistenza il leit motiv

Pubblicato

il

Anche a Toronto, dopo lo stupore e l’incertezza della finale di Montreal, la situazione prende le pieghe della sorpresa, dell’occasione da non farsi scappare. Da una parte una giocatrice che ha iniziato l’anno al n.82 del mondo, che mai aveva raggiunto neanche un quarto di finale 1000, contro invece una che è stata al primo posto del ranking mondiale, campionessa Slam, vincitrice due volte a Montreal nel 2016 e nel 2018 (oltre ad una finale qui nel 2015). Apparentemente Simona Halep, per l’esperienza, la mentalità, il desiderio di rivincere un torneo importante che manca ormai dal 21 settembre 2020, quando alzò al cielo di Roma il trofeo degli Internazionali d’Italia più atipici di sempre, in autunno, contro Karolina Pliskova. Ma Beatriz Haddad Maia ha costruito il suo torneo da sfavorita, sta camminando in un sogno lucido, e non vorrà fermarsi proprio ora, a un passo dal terzo titolo, che sarebbe il più importante e storico, della carriera.

Non mi paragono, ha detto la brasiliana in conferenza stampa. Be’, umile e giusto da parte sua, ma sicuramente sta diventando l’orgoglio del tennis, e dello sport in generale, del suo Paese: è la prima brasiliana a battere la n.1 al mondo, prima a raggiungere una finale 1000, e prima da Gesteira nel ’69 a raggiungere tre o più finali nello stesso anno. Per arrivare fin qui ha battuto Trevisan, Fernandez, Swiatek, Bencic e Pliskova, cioè una semifinalista Slam, la padrona di casa, la n.1 al mondo, una ex campionessa e la finalista uscente (4 top 20 su 5 tra l’altro, buon presagio essendo Halep n.15), già questo basterebbe ad evincere lo stato di forma spaziale di quella che automaticamente, co le vittorie a Nottingham e Birmingham, può essere definita la giocatrice dell’estate. In realtà ha vinto 17 partite da giugno (3 meno della leader Garcia), ma il peso delle 5 di questa settimana colma ampiamente lo scarto, per palcoscenico e nome delle avversarie. Inoltre è colei ad aver giocato (e vinto) più partite da tre set nel 2022, con un invidiabile 15 su 19 e, come se non bastasse, da lunedì sarà almeno n.16 del mondo (14 se vincesse il titolo).

Dall’altra parte, le statistiche di Halep quasi svergognano quelle dell’avversaria: è la giocatrice più vincente nella storia dei Masters 1000, con 184 match portati a casa, e oggi gioca infatti la diciottesima finale (8 vittorie e 9 sconfitte) pareggiando il record di Serena Williams. Inoltre è già alla quarta finale qui, a due dalla primatista Seles, ed è la seconda giocatrice con più vittorie del tour quest’anno (37, 11 in meno di Swiatek). Dando retta ai dati e ai numeri ci sarebbe ben poco da discutere, la rumena è largamente favorita in tutto e per tutto, per esperienza, attitudine al cemento, ranking (da domani tornerà dopo un anno in top 10, da n.9 sicuramente, sesta in caso di vittoria), forse anche per precedenti: una vittoria a testa, quella di Halep all’Australian Open a gennaio, sempre sul cemento, mentre Haddad Maia ha vinto il confronto più recente in semifinale a Birmingham, torneo poi portato a casa dalla brasiliana.

 

Ma sarà il campo a dare il giudizio finale, e analizzando il gioco la situazione certamente si equilibra: Haddad Maia prima di tutto è mancina, dunque può servire curve da sinistra per tentare poi la chiusura con il dritto che possono mettere in difficoltà Halep, la quale si esalta nello scambio lungo, sul ritmo. La partita per buona parte passerà sicuramente per chi saprà meglio gestire da fondo, resistere e tenere una buona difesa, per quanto sia instillato in entrambe. Certamente tra le due la n.15 del tabellone è più avvezza alla lotta, vi ha costruito una carriera, e può andare in sofferenza se le mancano le certezze; e proprio qui dovrebbe insistere Haddad Maia, che essendo mancina e brava a variare, tagliare e attaccare la rete, può impedire ad Halep il suo gioco paziente, da tessitrice. Per quanto, di contrasto, proprio questa può essere la chiave (oltre al servizio, anche il suo è ben lavorato e porta buoni frutti) che sfrutterà la rumena per innervosire e far sbagliare l’avversaria, oltre a un gioco che vede proprio nella capacità di passare rapidamente da difensivo ad un attacco a spron battuto la sua forza. Tanti temi, stili diversi e a tratti simili, un obiettivo: la Rogers Cup 2022, per danzare con le aquile, o per tornare tra le stelle.

Continua a leggere

Flash

WTA Toronto, Halep in finale grazie al tifo rumeno e… alle racchette rotte: “È un buon segno, voglio ancora lottare”

Simona ribadisce nuovamente l’importanza di Mouratoglou: “Lui e l’energia della sua accademia hanno riacceso la mia passione per la competizione”

Pubblicato

il

Il Canada sta diventando casa per Simona Halep. Lo dicono i risultati (quella di oggi sarà la quarta finale della sua carriera tra Montreal e Toronto) e lo dice lei stessa nella conferenza stampa seguita alla vittoria in tre set su Jessica Pegula. Grazie, infatti, alla massiccia presenza sugli spalti di suoi connazionali “sembrava di essere in Romania e ciò, a sua detta, le ha dato un boost di energia su cui spera di poter contare anche nella finale con Haddad Maia. Non che le stia mancando quell’elettricità necessaria per venire a capo di match duri come quello di ieri. Proprio l’energia, la passione, il fuoco sacro sono stati infatti indicati dalla rumena come i principali responsabili della vittoria e più in generale della sua seconda giovinezza tennistica.

La partita contro Pegula non sarà stata certo la migliore della carriera di Simona e la frustrazione mostrata in alcune fasi è stata certo conseguenza di errori evitabili. Tuttavia, proprio il fatto di aver più volte scaraventato a terra la racchetta – gesto piuttosto inusuale per lei, di solito mai oltre le righe – è stato derubricato dalla stessa Halep in “segnale positivo, dimostrazione di voler lottare. “Significa che dentro di me il fuoco si è riacceso. So che [rompere la racchetta, ndr] non è una bella cosa, ma in alcuni momenti mi può aiutare”.

IL TABELLONE DEL WTA 1000 DI TORONTO

 

D: Simona, qual è il tuo giudizio su questo match?

Halep: È stata una partita molto complicata. Lei è una top 10 ed è molto solida. Non avevamo mai giocato contro e quindi non sapevo bene cosa aspettarmi. È stata una grande lotta.

D: Che sensazioni ti dà essere di nuovo in finale in Canada? Hai già vinto due volte a Montreal, ci sono differenze rispetto qui a Toronto?

Halep: È fantastico, mi piace molto giocare in Canada. Sono soddisfatta per come ho lottato oggi e per come ho giocato durante questa settimana. Tra Montreal e Toronto non ci sono differenze notevoli: l’atmosfera è simile, così come i campi e il club. La gente è sempre molto carina in entrambi i tornei. Forse qui ci sono più tifosi rumeni.

D: Tornando indietro al 2015… finale con Bencic qui a Toronto: è stata una delle finali più dure a cui hai preso parte? Avevi un problema al ginocchio e c’era molto caldo.

Halep: Se ricordo bene non riuscii a terminare l’incontro. Non mi sentivo bene, faceva caldissimo. Non mi piace ritirarmi a partita in corso, a maggior ragione in finale. In quel caso non avevo altra scelta, quindi sì: è stata la finale più dura in assoluto. Ma ho anche ricordi positivi qui a Toronto e cerco di trarre energia solo da quelli.

D: Qualche giorno fa ho letto su una rivista un articolo su di te: eri molto timida quando eri più piccola, tanto che non ti piaceva nemmeno parlare al telefono. Mi chiedevo come tu riesca a sopravvivere nel mondo del tennis professionistico in cui devi scendere in campo di fronte a grandi pubblici?

Haelp: Sì, ho dovuto lavorare molto con me stessa per migliorare e il tennis stesso mi ha aiutato. Mi ha spinto ed insegnato ad affrontare momenti difficili. Penso di essere sempre stata aperta ad imparare e questo mi ha aiutato a migliorare ogni giorno: ho accettato il fatto di essere timida e ho iniziato a buttarmi in situazioni fuori dalla mia confort zone. E ora sono contenta di ciò che sono.

D: Prima hai parlato del fuoco che hai ritrovato. Cosa è stato a farlo tornare?

Halep: La persona accanto a noi. Patrick [Mouratoglou, ndr]. E anche l’atmosfera della sua accademia mi ha dato grande energia: vedere tutti quei bambini che si allenano ogni giorno per realizzare i loro sogni è fantastico.

D: Nel secondo set mi è sembrato che tu abbia fatto delle piccole modifiche al servizio, quali e perché?

Halep: Spesso è semplicemente una questione di rilassare la mano e di colpire bene la palla. In alcuni momenti sono troppo tesa e quindi il servizio non funziona. Ma oggi [ieri, ndr] è andata molto meglio rispetto ai giorni precedenti, quindi spero che in finale andrà ancora meglio.

D: Qual è stato il momento chiave che ti ha riportato in partita dopo il primo set?

Halep: Dopo il primo ho cambiato un po’ di cose a livello tattico, ma soprattutto ho cercato di calmarmi. Il primo set era stato velocissimo e non avevo giocato nel modo giusto. Volevo semplicemente lottare e credevo fortemente di avere la possibilità di farlo, anche se lei stava giocando molto bene.

Infine, a Simona è stata rivolta una domanda “extra” su quale fosse il suo giocatore preferito da ragazza. La risposta: Justin Henin. Perché? Era alta esattamente quanto lei.

IL TABELLONE DEL WTA 1000 DI TORONTO

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement