Wimbledon day 9: è scontro aperto tra Francia e Svizzera

Wimbledon

Wimbledon day 9: è scontro aperto tra Francia e Svizzera

Cilic, Simon, Gasquet, Pospisil: ecco i 4 giocatori che la selezione naturale di Wimbledon ha portato a sfidare i quattro maggiormente accreditati per la vittoria finale. Per Federer, Djokovic, Murray e Wawrinka solo 3 incontri persi su 25 giocati, contro gli avversari odierni

Pubblicato

il

 
 

[1] Novak Djokovic vs [9] Marin Cilic

Head-to-head: Djokovic leads 12-0
2008 Dubai Hard (O) R32 Djokovic 64 63
2008 US Open Hard (O) R32 Djokovic 67(7) 75 64 76(0)
2009 Dubai Hard (O) QF Djokovic 63 64
2009 Beijing Hard (O) FR Djokovic 62 76(4)
2010 Davis Cup (WG-QF) Hard (I) R4 Djokovic 63 63 62
2011 Montreal-1000 Hard (O) R16 Djokovic 75 62
2012 Cincinnati-1000 Hard (O) QF Djokovic 63 62
2014 Indian Wells-1000 Hard (O) R16 Djokovic 16 62 63
2014 Roland Garros Clay (O) R32 Djokovic 63 62 67(2) 64
2014 Wimbledon Grass (O) QF Djokovic 61 36 67(4) 62 62
2014 ATP World Tour Finals Hard (I) RR Djokovic 61 61
2015 Monte Carlo-1000 Clay (O) QF Djokovic 60 63

12-0 e già il resoconto degli head to head sembra parlare per con Novak Djokovic nettamente favorito. E’ certamente così, ma anche Anderson non avrebbe dovuto impensierirlo, invece sappiamo tutti quanto il serbo abbia rischiato. Cilic è il giocatore con cui Djokovic ha vinto più partite senza essere sconfitto (seguono Monfils con lo score di 11-0 e Seppi, 10-0). Interessante constatare come i precedenti loro incontri negli Slam, non si siano mai conclusi in tre set. Raggiungendo le semifinali, Novak otterrebbe la cinquantesima vittoria sui prati dell’All England Club e raggiungerebbe la semifinale Slam numero 27, piazzandosi al quarto posto di questa speciale classifica, preceduto da Federer (37), Connors (31), Lendl (28). D’altro canto il croato Marin Cilic non ha mai vinto contro il numero uno in carica e di certo oggi ci riproverà. In realtà, con i top ten in generale Marin non se la passa molto meglio, considerando che ha una striscia di 5 sconfitte consecutive e che non batte un giocatore classificato tra i primi dieci del mondo dalla vittoria su Federer agli Us Open 2014. L’allievo di Goran Ivanisevic tenterà di prendersi la rivincita in relazione al quarto di finale giocato e perso con il serbo, sui prati di Wimbledon.

 

[2] Roger Federer vs [12] Gilles Simon

Head-to-head: Federer leads 5-2
2008 AMS Toronto Hard (O) R32 Simon 26 75 64
2008 Tennis Masters Cup Hard (I) RR Simon 46 64 63
2011 Australian Open Hard (O) R64 Federer 62 63 46 46 63
2011 Miami-1000 Hard (O) QF Federer 3-0 ret. (neck pain)
2013 Rome-1000 Clay (O) R16 Federer 61 62
2013 Roland Garros Clay (O) R16 Federer 61 46 26 62 63
2014 Shanghai-1000 Hard (O) FR Federer 76(6) 76(2)

Con il match di oggi, Roger Federer e Gilles Simon potranno raccontare di essersi incontrati su tutte le superfici. Questa è la loro ottava sfida, la terza in uno Slam, con i due precedenti, in Australia e Francia, conclusisi entrambi al quinto set. Quarto di finale numero 13 per lo svizzero, che vincendo si porterebbe ad una sola lunghezza dalle 11 semifinali di Jimmy Connors sui prati verdi dell’All England Club. In caso di vittoria Roger raggiungerebbe i 18 Slam e le 8 vittorie a Wimbledon, avvicinando Rafa Nadal per numero di vittorie nello stesso torneo dello Slam. Gilles Simon, sopra i 30 anche lui, non ha mai raggiunto una semifinale Slam e di certo oggi il compito non sarà dei più semplici; il suo miglior risultato in un torneo dello Slam, eguagliato dal quarto appena raggiunto, risale al 2009 quando fu sconfitto ai quarti in Australia da Nadal. Non che l’erba sia la sua superficie ideale, tenendo conto che il francese, con le 4 vittorie consecutive ottenute in quasto Wimbledon ha stabilito il suo record personale su questa superficie (non una gran cifra quindi). La testa di serie numero 12 è inoltre 0-8 negli ultimi 8 precedenti contro un giocatore classificato tra i primi due del mondo.

[3] Andy Murray vs Vasek Pospisil

Head-to-head: Murray leads 3-0
2014 Vienna Hard (I) R16 Murray 64 64
2015 Rotterdam Hard (I) R16 Murray 63 75
2015 Indian Wells-1000 Hard (O) R64 Murray 61 63

Forse l’incontro più scontato tra i quattro, con Murray che si trova a dover affrontare l’unico degli 8 giocatori rimasti, senza una testa di serie. 3-0 i precedenti, per lo scozzese, e mai un set per il canadese, il che farà già capire quanto sarà dura per Vasek, che ha sfruttato il buco lasciato nel tabellone da Nadal. Per Murray è l’ottavo quarto di finale consecutivo, nel suo giardino di casa e lo scozzese potrebbe toccare quota 6 semifinali a Wimbledon (17 in totale) in caso di vittoria su Pospisil. Vasek invece, compiendo l’impresa impossibile, diventerebbe il terzo canadese a raggiungere il penultimo atto dei Championships, dopo Powell nel 1980 e Raonic nel 2014. Quello di oggi è, per lui, il sesto tentativo di battere un top 3, cosa finora mai riuscitagli.

[4] Stan Wawrinka vs [21] Richard Gasquet

Head-to-head: tied 1-1
2006 AMS Paris Carpet (I) R32 Gasquet 75 61
2013 Roland Garros Clay (O) R16 Wawrinka 67(5) 46 64 75 86

Ed eccoci alla sfida, senza dubbio, esteticamente più interessante, una battaglia tra rovesci ad una mano, differenti ma entrambi sublimi a loro modo. Lo svizzero, vincendo, sarebbe il secondo atleta rossocrociato a raggiungere la semifinale a Wimbledon, alla sua undicesima apparizione e trionfando ai Championships diventerebbe il quinto uomo dell’Era Open ad ottenere la famosa accoppiata Wimbledon-Roland Garros. Wawrinka è inoltre, il ventiquattresimo giocatore dell’Era Open a poter vantare tutti e 4 i quarti di finale, in maniera multipla, nei tornei dello Slam. Richard Gasquet, dopo la vittoria tribolata su Nick Kyrgios, punta alla semifinale per la seconda volta dopo il 2007 (memorabile il quarti di finale che fece impazzire Andy Roddick). In questi anni però, il francese non ha avuto gran fortuna se si considerano gli incontri giocati contro i top 10, avendone perso 15 sugli ultimi 16. L’allievo di Sergi Brugera tenterà di tener alta la bandiera francese, così come il suo connazionale Simon. La sfida Francia-Svizzera oggi è più accesa che mai

Continua a leggere
Commenti

Flash

Wimbledon, Fritz non ha dubbi sui problemi di Nadal ma dice: “Non potevo giocare come contro un infortunato”

“A fine partita volevo piangere” confida l’americano. “È la sconfitta più dura della mia vita”. Garin rende onore a Kyrgios: “È stato solido, gli va riconosciuto”

Pubblicato

il

Taylor Fritz - Wimbledon Credit: AELTC/Simon Brut

La fortuna può essere un’arma a doppio taglio. Lo sa bene Taylor Fritz che per la terza volta in carriera si è trovato di fronte alla versione sofferente di uno tra Nadal e Djokovic. Affrontare i due tennisti al momento più forti del mondo quando questi sono infortunati o comunque non al meglio delle loro condizioni può essere sicuramente considerato un bel colpo di fortuna. Tuttavia, quanto succede dall’altra parte della rete o del seggiolone dell’arbitro durante i cambi campo può influenzare negativamente il proprio gioco ed un’eventuale sconfitta può essere ancora più bruciante.

Il giocatore americano aveva provato sensazioni simili quando, durante l’Australian Open del 2021, non riuscì a completare la rimonta su Djokovic nonostante quest’ultimo si fosse fatto male agli addominali nel corso del match. La sconfitta di ieri con Nadal, però, è ancora più difficile da accettare per Taylor: “Dopo la fine della partita, avrei voluto piangere. Non mi ero mai sentito così. Questo è sufficiente per dire che questa è la sconfitta più dolorosa della mia carriera”.

Il motivo di tanto dispiacere non sta, però, nel dubitare dei problemi fisici dello spagnolo: “Non credo che abbia simulato un infortunio o qualcosa del genere. La velocità del suo servizio è scesa di 10-15 miglia orarie. Non lo avrebbe fatto se non ce ne fosse stato motivo. Sono sicuro che abbia giocato cercando di superare molto dolore. Capita spesso di avere piccoli infortuni durante un torneo e tutti cerchiamo di giocare nonostante questo genere di cose”.

 

Tuttavia, la qualità e l’intensità del gioco di Nadal non si è abbassata quanto Fritz si aspettava dopo il medical time out richiesto dal 22 volte campione Slam: “Quando la situazione sembrava molto difficile per lui nel secondo set, me ne sono accorto e ho iniziato ad essere meno aggressivo. Per un po’ è sembrato che non riuscisse a muoversi bene su alcuni colpi e il suo servizio ha perso velocità. Ma verso la fine del set abbiamo giocato diversi scambi lunghi in cui lo facevo muovere da una parte all’altra e ciononostante ha recuperato alcune palle imprendibili per molti giocatori normali. Così sono tornato a giocare come prima: ho pensato che non potevo trattarlo come se fosse stato infortunato. I recuperi che facevano sembravano normali, l’unica cosa diversa era la velocità del servizio”.

Uno dei rimpianti dell’americano è quindi frutto del modo in cui ha giocato la fine del secondo set che, se vinto, avrebbe anche potuto portare al ritiro di Nadal: “Mi era sembrato che la situazione mi permettesse di giocare più in sicurezza, ma poi ho smesso perché mi sono accorto che per vincere dovevo giocare in modo normale”. Il rammarico più grande è però quello di non aver messo sufficiente pressione sull’avversario quando quest’ultimo si è trovato – per tre volte – a dover servire per restare nel match: “Quei game sono state le occasioni più grandi che ho avuto. Dovevo fare di più, dovevo almeno portarlo sul 30 pari, farlo pensare che se avesse perso il punto, sarebbe stato match point per me. Invece, non l’ho fatto sudare abbastanza in quei giochi, non gli ho messo pressione”.

Taylor però non si rimprovera molto per come ha affrontato il match nel suo complesso: “Penso di essere stato abbastanza aggressivo, nel modo giusto rispetto a come mi sentivo. Credo che se avessi provato a spingere di più, avrei fatto molti errori. Anche nel tie-break decisivo non mi sembra di aver fatto troppe cose sbagliate, ad essere onesto. Se potessi rigiocarlo, probabilmente cercherei di essere più aggressivo, ma è facile parlare dopo aver perso”. Un elemento del suo gioco che, però, a suo dire non ha funzionato è la risposta: “E’ stata piuttosto deludente. Ho persino risposto peggio quando ha iniziato a servire più lentamente. Quando serviva attorno alle 120 miglia all’ora (193km/h) nel primo set potevo fare uno swing più corto e usare la sua velocità per controbattere in modo più potente. Dopo dovevo generare più potenza e quindi fare uno swing più lungo ed è stato più difficile”.

I rimpianti di Garin, invece, sono decisamente più contenuti. Nel match contro Kyrgios, il cileno era avanti di un break nel primo set e conduceva 5-3 nel tie-break del terzo, ma l’australiano è stato semplicemente superiore nei momenti decisivi dell’incontro: “Penso che abbiamo giocato ad un livello molto alto. Nel terzo set ci sono andato molto vicino, ma ha servito in modo irreale in quei momento. La differenza l’ha fatta sfruttando tutte le opportunità che ha avuto. In ogni caso, sono contento del modo in cui ho giocato e del torneo che ho fatto: ho imparato molto da questo Wimbledon”. Garin non ha potuto nemmeno contare su momenti di distrazione di Nick che è apparso concentrato come poche altre volte gli è successo in carriera (in realtà, già con Nakashima aveva lasciato negli spogliatoi i suoi momenti di ordinaria follia): “Ha giocato in maniera solida per tutta la partita, non ha fatto nulla di strano e questo gli va riconosciuto. Ha meritato di vincere”.

Continua a leggere

Flash

Wimbledon, Pennetta e Schiavone ancora in corsa per la finale del torneo Leggende

Ieri vittoria su Hantuchova/Robson. Dopo il successo al Roland Garros, le azzurre sperano nella doppietta

Pubblicato

il

Francesca Schiavone e Flavia Pennetta - Wimbledon 2022, torneo delle Leggende (foto Elisa Alcoba Twitter @elissetennis)

L’erba non è mai stata la loro superficie preferita, ma Pennetta e Schiavone vogliono divertirsi ancora e magari vincere di nuovo. Dopo aver trionfato nel doppio Legends al Roland Garros, Flavia e Francesca stanno partecipando anche all’omologo torneo organizzato sui campi dell’All England Club e, nonostante la sconfitta nella partita d’esordio del girone di qualificazione, non hanno alcuna intenzione di darsi per vinte. Ieri hanno infatti superato con un doppio 7-5 la coppia composta dalla slovacca Hantuchova – dal fisico ancora statuario – e dalla britannica Robson – solo 28enne ma ritiratasi a maggio dopo essere stata tormentata dai problemi all’anca (tre operazioni in tutto). La qualificazione alla finale è quindi ancora possibile.

Nel match vinto le due leggende italiane hanno dato spettacolo sul campo 18: nel secondo set Flavia ha chiuso un game al servizio con due ace commentando con un “nemmeno quando giocavo”, mentre Francesca ha lasciato spesso di sasso le avversarie con i suoi passanti di rovescio. Le azzurre avranno oggi una giornata di riposo e torneranno in campo domani per affrontare il duo australiano Dellacqua/Molik. Entrambe, nel corso delle loro carriere di doppiste, hanno avuto come compagna Francesca Schiavone. Dellacqua ha disputato con la milanese la finale del Roland Garros 2008, perdendola, mentre Molik ha vinto in coppia con l’italiana il torneo di Doha nel 2005.

A Francesca e Flavia, però, potrebbe non bastare un successo in questa partita. Devono infatti sperare che oggi Jankovic/Radwanska non vincano proprio con le giocatrici aussie (ore 12 italiane sul campo 2). La coppia serbo-polacca è la stessa che ha sconfitto nel primo match le campionesse di casa nostra.

Nell’altro girone si sta assistendo invece al dominio di una sorta di dream team: stiamo parlando del tandem Clijsters/Hingis, una coppia da 9 titoli Slam in singolare e altri 15 in doppio (di cui 13 vinti da Martina). Le due hanno lasciato alle avversarie solo sette game in due partite, in cui hanno affrontato Groenefeld/Sprem e Dechy/Schett. Solo la coppia composta da Shvedova e King può ancora impensierirle.

Continua a leggere

Flash

Wimbledon, quote 7 luglio: per i bookies si va verso la finale Jabeur-Halep

Le sorprese di Maria e Rybakina valgono in media rispettivamente 6 e 3,25

Pubblicato

il

Simona Halep - Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @Wimbledon)

Giornata di semifinali femminili a Wimbledon, con in campo la terza testa di serie Ons Jabeur e la sorpresa Tatjana Maria, seguite dallo scontro fra l’ex numero uno al mondo Simona Halep ed Elena Rybakina. A parte la Halep (che l’ha raggiunta in tutti i Major, vincendo i Championships tre anni fa e l’anno prima a Parigi), per tutte si tratta della prima semifinale Slam in carriera.  

La tennista rumena e la Jabeur sono le due grandi favorite del torneo: su Snai troviamo Halep a 2,15 e la tunisina a 2,25, con Rybakina a 6,50 e Maria addirittura a 40. 

Match che si preannuncia divertente quello fra Ons Jabeur e Tatiana Maria, grandi amiche fuori dal campo che si affrontano per la quarta volta. Addirittura otto anni fa il primo scontro, a Flushing Meadows nelle qualificazioni, vinto dalla tunisina in rimonta dopo aver subito un bagel nel primo set; affermazione in due set della tedesca sul cemento indoor di Linz nel 2017, seguita un anno dopo da una vittoria di Ons, sempre in due set, nelle qualificazioni di Pechino. 

 

Jabeur ha perso il primo set del torneo contro Marie Bouzkova, partita forte e poi spentasi lentamente, annichilita dalla classe e dal vasto repertorio della tennista nordafricana, uscita vincitrice con un doppio 6-1. Nei turni precedenti aveva sofferto solo contro Elise Mertens, a cui ha dovuto annullare cinque set point nel primo parziale. Dieci vittorie di fila per Ons su erba, superficie che esalta le sue caratteristiche e dove, non a caso, ha vinto due dei tre trofei in carriera (Birmingham un anno fa e Berlino un paio di settimane fa), e stagione finora eccelsa per lei, considerando anche il primo titolo 1000 vinto a Madrid e le finali di Roma e Charleston. 

Maria è tornata quest’anno ad alzare un trofeo, il secondo della sua carriera, sul rosso di Bogotà ad aprile, dopo quasi quattro anni e due figli. L’altro suo titolo risaliva infatti al 2018 sull’erba di Maiorca, a testimonianza di una certa confidenza con i prati. A 34 anni è arrivato per Tatjana il torneo della vita, iniziato battendo in tre set Astra Sharma e Sorana Cirstea, proseguito eliminando in due set una fallosissima Maria Sakkari e poi rimontando Jelena Ostapenko (annullando anche due match point) e la connazionale Jule Niemeier. 

Ovviamente favoritissima Jabeur (1,12 in media), anche considerando che si affrontano la numero 2 al mondo e la numero 103. Su Betaland è dato a 5,80 l’ennesimo upset di Maria, a 3,35 che la partita vada al terzo set. 

Tre i precedenti fra Simona Halep ed Elena Rybakina, con solo il primo vinto dalla kazaka (di passaporto, ma nata e residente a Mosca), grazie al ritiro di Simona nel primo set a Wuhan 2019. Successi molto sudati poi per la rumena a Dubai due anni fa (al tie break del terzo set in rimonta) e all’ultimo Us Open, in tre set, annullando ben cinque palle set nel primo parziale. 

Rybakina ha rimontato nei quarti Alja Tomljanovic, contro cui ha perso il primo set del torneo, durante il quale ha servito benissimo (è la tennista con più ace). Stagione che era iniziata bene per lei, con la finale raggiunta ad Adelaide e persa da Ashleigh Barty, ma proseguita con più bassi che alti, con miglior risultato i quarti a Indian Wells. 

Halep ha travolto, come aveva fatto in precedenza con Paula Badosa, un’irriconoscibile Amanda Anisimova, che solo sul finale ha avuto un sussulto, purtroppo per lei inutile e tardivo. Cinque successi per due set a zero per la nativa di Costanza, che da inizio torneo ha faticato solo nel primo set contro Kristen Flipkens. Sono addirittura 12 le vittorie consecutive a Wimbledon, contando anche l’edizione 2019 vinta trionfalmente in finale su Serena Williams. Il cambio di allenatore ha giovato all’ex numero uno al mondo, che da quando è seguita da Patrick Mouratoglou ha ritrovato entusiasmo e gioco. 

Per i quotisti di Betclic vale 1,34 la sesta finale Slam di Halep, quota 1,87 per una sua ennesima vittoria per 2 a 0. Pagherebbe invece 3,38 un successo di Rybakina. 

      BETALAND BETCLIC GOLDBET 
S. HALEP  E. RYBAKINA 1,34 – 3,15 1,34 – 3,38  1,34 – 3,20  
O. JABEUR T. MARIA 1,13 – 5,80  1,13 – 6,35  1,12 – 6  

***Le quote sono aggiornate alle 19 di mercoledì 6 luglio e sono soggette a variazione 

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement