Roland Garros: Zverev, percorso netto sino alla finale. Tra lui e lo Slam c’è solo Flavio Cobolli

Essere diventato il favorito non ha gravato sulle prestazioni di Zverev, autoritario in ogni sua uscita. Manca un solo ostacolo per scrollarsi dal fatidico fardello...

Di Pietro Sanò
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Alexander Zverev - Roland Garros 2026 (x @rolandgarros)

“Run boy, run”. Corre all’impazzata Sascha Zverev, verso un sogno – diventato ossessione – chiamato Grand Slam. La sorprendente uscita di scena di Jannik Sinner e l’eliminazione di Novak Djokovic – avvenuta poco meno di 24 ore dopo, per mano di Fonseca -, hanno spostato i riflettori sul tedesco, oramai “celebre” per essere il miglior tennista di quest’epoca a non aver vinto uno slam.

Il peso del passato

Una nomea che col tempo è divenuta un fardello per il numero 3 del mondo, il quale ha già avuto una triplice chance di conquistare un trofeo slam, da custodire con maniacale cura una volta riposto in bacheca. Ma nessuna delle occasioni è stata capitalizzata da Sascha, battuto in extremis da Thiem nello US Open 2020 – dopo aver comandato per due set a zero -, e sconfitto da Carlitos Alcaraz a Parigi nel 2024, anche in quest’occasione in cinque set. La terza finale Major, nella quale ha affrontato Jannik Sinner, è stata la più frustante per il ragazzone di Amburgo, martellato per tre parziali dal dilagante azzurro. L’atto decisivo di Melbourne, aberrante sotto il profilo psicologico, influenzò le performance di Zverev nei mesi successivi, durante i quali raccolse risultanti scadenti in relazione ai suoi standard.

Quarta chance, la più ghiotta

497 giorni dopo, Sascha, torna ad avere la sua occasione. Gli astri sembrano essersi allineati a Parigi. Prima il forfait di Alcaraz, poi le eliminazioni dei papabili vincitori. Strada spinata per il 29enne… ma mica tanto. In verità, il tabellone di Zverev ha presentato delle grosse insidie – sulla carta -, soltanto che il campione Olimpico, conscio dei propri mezzi e dell’assenza della Nemesi Sinner, ha rispolverato come d’incanto la miglior versione di sé, vincendo e convincendo contro tutti gli avversari incontrati nella spedizione parigina. Da Bonzi a Mensik, passando per gli spigolosissimi ostacoli De Jong e Jodar – liquidati senza remore. Due set persi in tutto il torneo, e 14 ore e 43 minuti spesi da Zverev sui campi del Roland Garros per riguadagnare una chance nell’atto decisivo, dove troverà Flavio Cobolli.

Percorso esemplare. Cobolli ultimo ostacolo

L’ulteriore pressione – proveniente dalle particolari circostanze del torneo – sommata alla dose che già Sascha ha in corpo durante gli Slam, si credeva potesse essere controproducente per l’ex finalista dell’Open di Francia, diventato il pretendente numero 1 al titolo dopo l’uscita dell’extraterrestre di San Candido e di un tale Nole Djokovic. Ma il signor Zverev, forte dei suoi 25 titoli ATP (di cui 7 Masters 1000) ha proseguito il suo cammino spedito, e a testa alta. Senza mai dare segni d’incertezza. Un solo scoglio ancora da superare, come già accennavamo prima. Flavio Cobolli. L’azzurro, protagonista di un Roland Garros fuori dall’ordinario, ha avuto l’accesso alla finalissima senza necessità di metter piede in campo, a causa del virus che ha costretto al forfait Matteo Arnaldi, negandoci la gioia di un derby Slam in semifinale. Un’ingiustizia per il sanremese, presentatosi in conferenza stampa assieme al connazionale ed amico Flavio: “Difficile essere qui, non avrei voluto farlo. Ma ieri notte non sono stato bene, dopo cena ho sentito qualcosa allo stomaco. Ho iniziato a vomitare, a non sentirmi bene, ma non riuscivo a dormire bene“, ha dichiarato Matteo, stremato fisicamente dal virus che lo ha colpito.

Mentre Cobolli, che risparmierà energia in virtù della semifinale non disputata, ha sottolineato: “Ora andrò in campo, per tenere la benzina alta, ho bisogno di carburare ancora. Proverò delle cose, sentire il feeling con la palla. Non ci sarà la tensione della partita ma proverò a rendere tale questo allenamento, il più professionale possibile per riuscire a rimanere nel torneo“. Cobolli e Zverev si sfideranno per la quinta volta in carriera, ma sarà la terza partita nel giro di pochi mesi: “Mi ha sempre confidato che vorrebbe vincere un torneo Slam più di qualsiasi altra cosa – ha detto Flavio a proposito di Sascha – ma non devo pensarci stavolta, devo passarci sopra. Se pensassi a queste cose non riuscirei a rendere al meglio. Devo staccare“.

L’esperienza di Zverev. Contro la grinta, la personalità di Flavio, neo top 10 della classifica mondiale. L’appuntamento con la storia è fissato per domenica.

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