Wimbledon, donne: Jankovic vintage, Kvitova perde il regno! Muguruza vince il thriller, Bacsinszky annulla Lisicki

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Wimbledon, donne: Jankovic vintage, Kvitova perde il regno! Muguruza vince il thriller, Bacsinszky annulla Lisicki

Petra Kvitova si fa rimontare dall’ex numero uno Jelena Jankovic, e abbandona il torneo che l’ha vista trionfare due volte. Tiebreak infinito vinto dalla Muguruza nel primo set, poi vittoria al parziale decisivo; Bacsinszky asfalta la finalista 2013. La Niculescu supera in due set Kristina Pliskova, Aga rimonta da 0-4 nel secondo. Passano Keys e Govortsova

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[28] J. Jankovic [2] P. Kvitova 3-6 7-5 6-4 (Alberto Prestileo)

Dopo due ore nette di partita, Jelena Jankovic estromette la scorsa vincitrice di Wimbledon Petra Kitova in tre set, 3-6 7-5 6-4 in rimonta. Una rimonta arrivata in maniera più che rocambolesca perché nel secondo set, quando la ceca si è trovata avanti 4-3 e servizio, a tutti, sottoscritto compreso, la partita era francamente parsa finita. Ed invece la serba è stata brava a crederci, a non mollare mentalmente il match e a sfruttare la crisi di Petra, incapace da quel momento in poi di servire con costanza.

Il primo set comincia in salita per Kvitova: la ceca infatti concede subito una palla break, la prima di tutto il suo torneo. Annullata con buona facilità, la campionessa uscente dei Championships mette il pilota automatico, rischiando sempre molto poco nei suoi turni di battuta e creando più di qualche difficoltà alla Jankovic. La serba è però brava a tenere in parità il set fino al quarto gioco, quando Petra riesce a strapparle il servizio, chiudendo poi il parziale nel nono game. Nel secondo set succede invece di tutto. La ceca gioca un inizio di set meraviglioso, non concedendo alcunché a Jankovic, incapace di controbbatere alle offensive della numero 2 del mondo. Avanti di un break praticamente fin da subito, quest’ultima gestisce bene i game fino a metà set quando, per incanto, Kvitova perde fiducia, estraniandosi completamente dalla partita. Jelena a questo punto si rianima e attacca maggiormente l’avversaria, ormai autrice di tanti, troppi errori. Ecco che arriva così il break che rimette in equilibrio la partita. A questo punto però, l’andamento del match cambia totalmente. La 30enne serba è in fiducia e comincia a giocare un tennis di altissimo livello, mettendo sempre più in difficoltà la ceca. Si arriva così al game decisivo, il dodicesimo. Kvitova serve per andare al tiebreak del secondo set ma Jankovic è brava a conquistarsi tre set point non consecutivi. Al terzo, la bella Jelena riesce a chiudere il secondo parziale, costringendo la bicampionessa di Wimbledon al primo terzo set del suo torneo. All’inizio dell’ultimo parziale, è chiaro anche sul centrale dell’All England Club che l’inerzia della partita è cambiata. Jankovic mantiene alto il proprio livello di gioco, mostrandosi molto sicura anche sui suoi turni di battuta. Al contrario, Kvitova cala vistosamente la percentuale di prime di servizio, arrivata ad appena il 50%. Malgrado però metta una prima su due, la ceca riesce a tenere tutti i suoi turni di battuta abbastanza comodamente, dovendo cancellare appena una palla break in quattro turni. L’ultimo le è però fatale: Kvitova serve sul punteggio di 5-4 in favore della serba e, tra la pressione ed uno stato mentale non proprio esaltante, concede un match point. Jankovic è brava a non forzare, confidando sull’errore dell’avversaria. Ed è proprio questo che estromette l’ultima vincitrice di Wimbledon: un rovescio malamente affossato in rete fa crollare di gioia Jankovic, che in rimonta batte 3-6 7-5 6-4 Petra Kvitova in due ore di gioco. Una partita letteralmente buttata dalla ceca, incredibilmente crollata mentalmente a metà del secondo set quando sembrava avesse già praticamente chiuso la pratica. E invece, ad affrontare la Radwanska agli ottavi di finale ci va Jelena Jankovic, che torna alla seconda settimana dei Championships dopo cinque anni.

 

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Commento da Londra, AGF

Forse prese singolarmente le sconfitte di Lisicki e Kvitova non si possono definire delle sorprese assolute, considerato il valore delle avversarie. Magari per ragioni diverse, ma di sicuro Bacsinszky e Jankovic non sono proprio delle passeggiate.
Però le probabilità di avere le due eliminazioni insieme erano davvero minime, visto che entrambe non uscivano nella prima settimana di Wimbledon dal 2009 (Petra) e dal 2008 (Sabine). C’è poi da considerare che l’erba è la superficie in cui le attaccanti dovrebbero avere un consistente vantaggio rispetto a chi gioca più in contenimento o in contrattacco. Invece è accaduto il contrario.

Purtroppo non ho potuto vedere la partita di Lisicki, ma ho invece seguito il match di Kvitova. Il primo set dal monitor i due ultimi dal vivo.
Dopo i primi due turni facilissimi, Kvitova è caduta subito al primo scoglio. A mio avviso la cosa è ancora più grave sul piano psicologico perché la sensazione che ho avuto è che per mandarla in crisi sia bastato il primo, piccolo passaggio a vuoto del torneo: mi riferisco al break subito nel secondo set che ha rimesso le cose in parità, dopo che sembrava vicina ad una tranquilla vittoria in due set.

Vista dal vivo si è notato chiaramente che quando la partita si è complicata e Petra ha cominciato a sbagliare, ha anche quasi immediatamente alzato il piede dall’acceleratore: la velocità media dei colpi da fondo campo è diminuita e così Jankovic ha preso fiducia.

E’ stato come un travaso di energie: Petra calava nella convinzione, nell’intensità e nella spinta ai colpi e Jankovic, al contrario, cresceva. Anche la percentuale di prime delle due giocatrici ha seguito un processo simile.

In conferenza stampa Kvitova ha riconosciuto che quando hai di fronte una giocatrice del valore e del rango di Jelena non è mai facile affrontarla, perchè lei è abituata alle grandi partite. Aggiungo anche che Jankovic era nella situazione ideale: nulla da perdere, visto che non le si chiedeva certo di vincere per forza contro la campionessa in carica. Molto sportivamente Kvitova ha detto di stare benissimo fisicamente, che il raffreddore di Easbourne è del tutto superato e che in campo ci sono anche le avversarie: e quando sono forti può capitare di perdere.

Ancora due osservazioni su Kvitova.
La prima è che la Kvitova di oggi secondo me ha ancora sofferto della pressione della campionessa in carica, come nel 2012: troppo titubante nel praticare il suo tennis, che è basato sulla ricerca del vincente veloce. Se si limita a tenere i colpi in campo nel timore di sbagliare diventa una giocatrice normale, se non mediocre, visto che poi in termini di mobilità difensiva in moltissime la sopravanzano.

La seconda osservazione è relativa al servizio. Servendo alle velocità medie di oggi non penso che Petra avrebbe in ogni caso fatto strada.
Rispetto alle due edizioni in cui ha vinto, le mancavano dieci chilometri all’ora di punta sulla prima di servizio. Nei set conclusivi la media delle prime palle tese verso la T (che è la traiettoria che produce le velocità massime) è stata attorno ai 103 -105 miglia all’ora.
A quella velocità serviva spesso la seconda Anna-Lena Friedsam contro Belinda Bencic nel match dell’altro giorno. Certo, Friedsam serve davvero forte (e penso che si parlerà di lei nelle prossime stagioni), ma per una tennista con il gioco di Kvitova non è possibile avere una prima di servizio che corrisponde alla seconda di altre giocatrici.
Sotto questo aspetto sembra di essere tornati al 2013, quando il servizio era calato drasticamente rispetto alle sue annate migliori.

Mentre scrivo sto seguendo la conferenza stampa di Jelena Jankovic: qualche mese fa sembrava mezza rotta (con continui problemi alla schiena e poi anche al piede): oggi parla e non riesce a smettere di ridere: sprizza felicità in modo incontenibile e racconta dei prossimi turni del torneo come se avesse 20 anni.
E’ sempre bello vedere una grande giocatrice che recupera fisicamente e guarda al futuro pensando alle partite da affrontare e non alle possibilità di ritiro.

[20] G. Muguruza-Blanco b. [10] A. Kerber 7-6(12) 1-6 6-2 (Cesare Novazzi)

Altro match e altra sorpresa del torneo. Garbine Muguruza, tds numero 20, gioca una partita abbonata alle linee ed estromette Angelique Kerber, tds numero 10. E dire che la tedesca aveva iniziato il match trovando buona solidità, ma la spagnola, dopo aver salvato tre palle del 4 a 0, imbastisce un gioco decisamente aggressivo da fondo, con anticipi e colpi potenti. Il dodicesimo gioco è da delirio. Le giocatrici si contendono il game punto a punto: Kerber trova i giusti appoggi e cerca di variare la traiettoria della palla, ma la spagnola annulla cinque set point grazie al servizio ed al rovescio lungolinea e raggiunge il tie break coraggiosamente con il diritto. Aumenta ancora l’intensità con Kerber che dopo vari scambi, con discese a rete e pallonetti, si porta sull’ 1 a 0. La tedesca sembra in controllo, ma Muguruza ha la pelle dura e pareggia i conti. Ancora punto dopo punto, la spagnola scende a rete per prendersi il primo parziale dopo un’ora e 23 minuti. Nel secondo parziale invece si consuma soltanto il preludio di questa battaglia perché nel set decisivo la spagnola rilascia tutte le energie conservate, con la numero uno tedesca che non riesce ad arginare il furore agonistico di Muguruza che chiude con l’ennesimo diritto sulla riga di fondo. Affronterà Wozniacki negli ottavi di finale.

[15] T. Bacsinszky b. [18] S. Lisicki 6-3 6-2 (Ciro Battifarano)

Battuta d’arresto al terzo turno per Sabine Lisicki. Qui a Wimbledon la tedesca, ad eccezione dell’eliminazione al primo turno alla sua prima partecipazione, aveva sempre raggiunto almeno i quarti di finale, disputando la finale nel 2013. Troppo fallosa e discontinua quest’oggi in campo contro Timea Bacsinszky che ha intelligentemente atteso gli errori di un’avversaria non in giornata. Che Sabine non sia solita entrare subito in partita non è una novità, ma i due break concessi in apertura di partita (con una percentuale di prime palle inferiore al 45% fino a quel momento) non sono cosa facile da recuperare contro un’avversaria ben centrata come Bacsinszky. Avanti 4-0 la svizzera inizia a commettere qualche errore e restituisce un primo break; quando va a servire per il set, Lisicki centra delle risposte aggressive e si procura due palle break che rimetterebbero in pari il conto dei break, ma Timea non trema e con la giusta profondità le annulla e va a prendersi il primo parziale. Sabine continua a giocare a sprazzi anche nel secondo set e, alternando accelerazioni pregevoli ad errori grossolani soprattutto in avanzamento, cede il servizio nel terzo gioco. La tedesca ha sùbito l’occasione per rientrare in partita ma la spreca e, con Bacsinszky in fiducia che varia il gioco per toglierle ritmo, si ritrova in un niente sotto 5-1 e 0-40: sull’orlo del baratro Sabine sfodera il meglio del suo repertorio e con un paio di ace e accelerazioni di dritto e di rovescio in uscita dal servizio annulla i tre match point e prova a prolungare la partita. La svizzera nel gioco successivo, però, non le lascia alcuno spazio e chiude l’incontro, confermando l’ottimo 2015 che la vede tra le prime dieci della race e che l’ha vista spingersi fino in semifinale al Roland Garros.

[13] A. Radwanska b. C. Dellacqua 6-1 6-4 (Milena Ferrante)

La Radwanska approda al terzo turno con alle spalle una stagione piuttosto deludente, in particolar modo negli slam. Sull’erba però ha storicamente quasi sempre mietuto vittime illustri, regalandosi una finale con la Williams nel 2012. Finalista nel torneo di preparazione a Eastbourne sconfitta dalla Bencic, la polacca dovrebbe avere oggi vita facile.  Alla prova dei fatti, l’australiana Dellacqua risulta in verità poco più che una sparring partner. Sin dall’inizio Radwanska impone il suo ritmo in attacco, grazie anche a un servizio che distribuisce in modo fluido su entrambi gli angoli. La polacca delizia con il suo dritto lungolinea anticipato e il suo tennis ricamato portandosi sul 5-1 con un delicatissimo dropshot che si materializza dal nulla e chiudendo il primo set 6-1. Grazie a un passaggio a vuoto della Radwanska, Dellacqua imbastisce una reazione portandosi 3-0 e 4-1 nel secondo set, ma è un fuoco di paglia. La polacca riprende slancio con un tennis poco appariscente quanto naturale. Chiude con l’ennesima delizia, una volèe smorzata di rovescio depositata con grande angolazione. Negli ottavi potrebbe incrociare la racchetta con la numero due del seeding, Petra Kvitova, in un match che si preannuncia più che avvincente.

[21] M. Keys b. T. Maria 6-4 6-4 (Diego Serra)

 Vince Madison Keys e centra per la prima volta in carriera gli ottavi di finale di Wimbledon, decisa la numero 21 del mondo a bissare la semifinale australiana di quest’anno. Vince contro la tedesca Tatjana Maria un match a senso unico ma in qualche modo anche fortunato, nel secondo set, sul 3 a 2 per Madison, la tedesca si procura tre palle break che spreca, anche grazie al nastro amico dell’americana. Primo set e subito break al primo game della Keys alla terza palla break. E da subito la sensazione che Tatjana Maria debba giocare a un ritmo troppo alto per le proprie possibilità. Su battuta Keys non c’è gioco, e la statunitense è oggi la detentrice del maggior numero di ace nel torneo femminile. Si chiude per 6 a 4. Secondo set e nuovo break della Keys nel primo game e poi come detto la grande occasione sul 3 a 2 di Tatjana Maria di tornare in partita, con tre palle break: per due volte il nastro dice no. Partita chiusa quindi sul 6 a 4 al primo match point. Servizio Keys e solita farraginosa risposta tedesca. Madison Keys punta decisa la parte bassa del tabellone, sicura protagonista. Per Lindsay Davenport, sua allenatrice, un veloce ripasso sull’approccio alla rete non guasterebbe.

M. Niculescu b. Kr. Pliskova 6-3 7-5 (Tommaso Voto)

La rumena Niculescu elimina la ceca Pliskova, n.134 del ranking, ed approda per la prima volta in carriera alla seconda settimana di Wimbledon.
Monica è una giocatrice “anomala” per il circuito Wta, perché ha colpi quasi anacronistici per il “power tennis” degli ultimi anni. Il suo gioco è fatto di variazioni, di tagli e di un uso costante del back, anche di dritto. Questo schema tattico ha destabilizzato Kristyna, che ha spesso perso la misura dei suoi colpi.
Il primo set ha  visto la rumena riuscire a gestire facilmente la situazione, anche perché è stata brava a capitalizzare immediatamente le occasioni avute per portarsi avanti nel punteggio. Ottenuto il break all’ottavo gioco Monica chiude i conti sul 6-3 (al quarto tentativo). Pliskova, demoralizzata, parte male anche nel secondo set, in cui subisce il break in apertura di parziale. La ceca è, però, attenta a non perdere la calma e torna prepotentemente in carreggiata nel quarto gioco, in cui strappa per la prima volta la battuta alla n.48 del ranking mondiale.
Ora il match è più equilibrato, anzi è proprio Kristyna a procurarsi le prime possibilità di set point nel lunghissimo decimo gioco (durato svariati minuti e ben 19 punti), ma la pressione la tradisce e Monica riesce a salvarsi. Persa questa grande occasione la ceca si scompone e subisce immediatamente il break che manda la rumena a servire per la conquista degli ottavi di finale. Niculescu chiude 7-5 e vince meritatamente questo match, in cui ha fatto prevalere la sua maggiore duttilità tattica e forza mentale.

M. Rybarikova vs. O. Govortsova 7-6(4) 6-3  (Raffaello Esposito)

Terzo turno sul campo 18, raramente coperto dai media, fra la slovacca Magdalena Rybaricova opposta alla bielorussa  Olga Govortsova, rispettivamente numero 65 e 122 del rank WTA.  Rybarycova conquista presto un break di vantaggio e sale quattro due in virtù di un gioco più regolare e di schemi più semplici. L’ottavo game però le è fatale. Sale 40-0 ma si fa riprendere e brekkare giocando in modo inspiegabilmente timido. Il colpo psicologico è forte e la bielorussa coglie l’attimo per portarsi avanti nel punteggio e nel comando del gioco. I servizi vengono difesi e si arriva al sei pari. Olga picchia a tutta da subito, conquista un doppio vantaggio sul cinque due e non si volta più indietro portando a casa il parziale col punteggio di sette punti a quattro. L’inerzia resta dalla parte della Govortsova, che strappa il servizio in apertura di secondo parziale e amministra fino alla conclusione.

Risultati:

[20] G. Muguruza-Blanco b. [10] A. Kerber 7-6(12) 1-6 6-2

M. Niculescu b. Kr. Pliskova 6-3 7-5

[21] M. Keys b. T. Maria 6-1 6-4

[13] A. Radwanska b. C. DellAcqua 6-4 6-4

[15] T. Bacsinszky b. [18] S. Lisicki 6-3 6-2

[28] J. Jankovic [2] P. Kvitova 3-6 7-5 6-4

O. Govortsova b. M. Rybarikova 7-6(4) 6-3

 

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Wimbledon si adegua agli altri Major: da quest’anno il doppio maschile al meglio dei tre set

La decisione presa dagli organizzatori dopo la finale di oltre quattro ore dello scorso anno. “Speriamo anche che più giocatori sianno incoraggiati a iscriversi al doppio”

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Centre Court - Wimbledon 2022 (foto Twitter @Wimbledon)

I tempi cambiano, e con loro usi e costumi. Il torneo di Wimbledon, il tempio del tennis, si è sempre contraddistinto per la dogmatica rigidità delle sue tradizioni. Fu uno shock culturale l’introduzione del tetto sul campo centrale, inaugurato il 17 maggio 2009; lo fu ancora di più l’edizione mancata del 2020 a causa del Covid-19.

Adesso un’altra novità si abbatte sul torneo più antico della storia: da quest’anno infatti i match di doppio si giocheranno al meglio dei tre set. In quest’ottica i Championships si accodano agli altri tre grandi Major che adottano questa politica ormai da tempo. “Abbiamo preso questa decisione dopo una vasta serie di consultazioni, il cambiamento porterà il torneo di Wimbledon in linea con gli altri Slamsi legge in un comunicato dell’All England Club. In questo modo ci saranno anche maggiori certezze nella programmazione degli incontri. Speriamo anche che in questo modo più giocatori possano essere incoraggiati a iscriversi al doppio”.

Tra i fautori di questa svolta l’australiano Nick Kyrgios, che lo scorso anno dovette abbandonare le velleità di doppio per concentrarsi esclusivamente sul singolare dove arrivò fino alla finale poi persa contro Djokovic. Giova ricordare che la finale dello scorso anno di doppio tra gli australiani Matthew Ebden e Max Purcell e i croati Nikola Mektic e Mate Pavic durò oltre quattro ore; anche da lì la decisione degli organizzatori di cambiare.

 

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Wimbledon: Debbie Jevans sarà la nuova presidente dell’All England Club

Ian Hewitt lascerà il ruolo al termine dell’edizione 2023, confermate le voci che davano Jevans come successore

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Se durante il picco della pandemia nel 2020, il torneo di Wimbledon non se la passava affatto male anche e soprattutto grazie al risarcimento milionario proveniente dall’assicurazione, possiamo affermare con cognizione di causa che la scorsa stagione è stata una delle più burrascose per gli organizzatori del torneo di tennis più longevo al mondo. Tra il ban ai tennisti russi e bielorussi (questione di rilevanza internazionale) e i problemi con la comunità locale nell’annessione del Golf Club (questione di rilevanza locale) il presidente dell’All England Club, Ian Hewitt, era stato messo fortemente in discussione, e già ad ottobre 2022 circolavano voci su chi potesse prenderne il posto. Voci che adesso si tramutano in fatti: tramite un comunicato dell’All England Lawn Tennis & Croquet Club infatti, è arrivata la notizia dell’elezione di Deborah Jevans come vice-presidente, la quale prenderà poi il posto di presidente del torneo di Wimbledon al termine dell’edizione 2023, succedendo al 75enne Hewitt.

Come già scritto in precedenza, sottolineiamo che quello di presidente è un ruolo non retribuito, nonostante l’impegno che richieda e la quantità di denaro che il diretto interessato si ritrova a gestire; tutto a causa di una costituzione datata 1868 che può scegliere il presidente del club solamente tra una cerchia ristrettissima di membri.

Come si legge nel comunicato, Jevans ha 62 anni ed è membro a pieno titolo dell’All Englad Club (il ‘circolo’ che organizza il torneo di Wimbledon) dal 1996, entrando nel Comitato del Club nel 2004. “Ex tennista professionista, ha ricoperto diverse posizioni dirigenziali di alto livello nel mondo dello sport. Ruoli significativi che includono: direttrice del tennis femminile presso la ITF; direttrice dello Sport del Comitato Organizzatore Olimpico dei Giochi Olimpici e Paralimpici del 2012; CEO dell’Inghilterra Rugby 2015; vicepresidente di Sport England; nonché amministratrice della Invictus Games Foundation e dell’EFL Trust.” Mentre da tennista ha avuto una discreta carriera sia in singolare che in doppio, dove come massimo traguardo c’è un quarto di finale a Wimbledon nel doppio misto del 1978 (in coppia col suo futuro marito), e un quarto turo di singolare sempre sui prati londinese l’anno successi, sconfitta da Virginia Wade.

Ian Hewitt, presidente dell’All England Lawn Tennis & Croquet Club, ha commentato: “Debbie ha una preziosa combinazione di abilità ed esperienza maturata nel corso di una lunga carriera nello sport, sia come ex tennista professionista che attraverso una serie di ruoli di leadership all’interno di organizzazioni sportive di alto profilo, sia con i suoi molti anni di servizio nel Comitato del Club. Questo la prepara bene per il ruolo e non vedo l’ora di cedere il ruolo di presidente dopo il torneo 2023, e auguro a Debbie tutto il successo nel raggiungimento dei nostri traguardi”.

 

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evidenza

E se Wimbledon 2023 cancellasse il ban a Medvedev, Rublev, russi e bielorussi? L’All England Club ne discute

I cinque tornei ATP inglesi che rischiano la cancellazione in caso di mancata revoca del ban. Il caso United Cup

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Centre Court and No.1 Court under the closed roofs at The Championships 2021. The All England Lawn Tennis Club, Wimbledon. Day 1 Monday 28/06/2021. Credit: AELTC/Bob Martin

Sembra arricchirsi di un nuovo capitolo lo scontro tra la LTA (Lawn Tennis Association: è la federtennis inglese) e le due associazioni dei giocatori (ATP e WTA), dopo che l’ATP ha annunciato una sanzione di un milione di dollari nei confronti della LTA per il ban dei tennisti russi e bielorussi dai cinque tornei LTA: Queen’s, Eastbourne, Surbiton, Nottingham, Ilkley. La sanzione emanata dall’ATP segue quanto fatto lo scorso luglio dalla WTA, che ha multato per 750 mila dollari la LTA (che organizza i tre tornei femminili di Eastbourne, Nottingham e Birmingham.) e 250 mila sterline l’All England Club (sede di Wimbledon).

Secondo quanto riportato dal quotidiano The Telegraph, sono in corso valutazioni nel Regno Unito e la situazione starebbe per cambiare. L’All England Club, infatti, starebbe prendendo in considerazione l’annullamento del divieto imposto ai tennisti russi e bielorussi di giocare a Wimbledon. La posizione ufficiale dell’AELTC (All England Lawn Tennis Club) alla data odierna però non è al momento variata. Infatti, ad oggi non è stata presa alcuna decisione in merito a chi effettivamente potrà partecipare allo Slam londinese la prossima estate. Tuttavia, secondo le indiscrezioni raccolte dal quotidiano britannico, sembra essersi diffusa, all’interno del club, l’idea di porre fine a questa battaglia.

Secondo alcuni membri dell’AELTC, la posizione attuale potrebbe divenire non sostenibile l’anno prossimo, visti i crescenti timori di ulteriori ritorsioni da parte dell’establishment del tennis. Infatti, l’ATP Tour è stato chiaro. Oltre alla multa, è arrivata la minaccia di cancellare la membership della LTA, se il divieto dei giocatori russi e bielorussi dovesse essere ripetuto nel 2023, di fatto scomunicando la federazione che patrocina i tornei di tennis professionistici in Gran Bretagna.

 

Questo porterebbe alla cancellazione dei tornei organizzati sul suolo britannico e ad una conseguente rimodulazione del calendario ATP. Ricordiamo, infatti, che tra giugno e luglio il tour fa tappa per quattro settimane nel Regno Unito per la breve stagione su erba. Oltre alla due settimane dedicate a Wimbledon, il circuito ATP prevede altri due tornei in terra britannica: l’ATP 500 del Queen’s e l’ATP 250 di Eastbourne.

Un’eventuale cancellazione di questi tornei vedrebbe diverse federazioni già disponibili per colmare i vuoti nel calendario, come già accaduto negli anni precedenti. Certamente la FIT seguirà con interesse lo sviluppo di queste situazioni. Lo scorso anno infatti fu pronta a subentrare ai tornei cinesi cancellati per via del Covid. Si poterono effettuare i tornei di Firenze e Napoli a seguito di quelle cancellazioni. Oltretutto i tornei inglesi in discussione si svolgono tutti nei mesi di giugno e luglio, mesi ideali per giocare a tennis nel Bel Paese.

Se il medesimo divieto fosse imposto alla WTA, a rischio ci sarebbero il WTA 500 di Eastbourne e i WTA 250 di Nottingham e Birmingham.

La situazione rimane in continuo fermento: attraverso un suo comunicato la LTA ha dichiarato che sono in corso valutazioni su un possibile appello. Ha anche accusato i due circuiti ATP e WTA di scarsa empatia verso la questione ucraina, aggiungendo di essere “profondamente delusa” per una sanzione che li costringerebbe a ridurre il loro programma di tornei professionistici nel prossimo anno. Infatti, la LTA ha già annunciato che l’impatto di queste sanzioni porterebbe anche all’annullamento di alcuni eventi di livello Challenger che la federazione aveva intenzione di ospitare nel primo trimestre 2023.

Questa ultima è una posizione che sembra in sintonia con le idee forti del proprio governo, ribadite dal segretario per la cultura Michelle Donelan: “Per noi è chiaro il fatto che lo sport non può essere utilizzato per legittimare questa invasione mortale” – ha affermato Donelan in una nota. “Agli atleti che rappresentano Russia e Bielorussia dovrebbe essere vietato gareggiare in altri Paesi. Nonostante la condanna diffusa a livello internazionale, il mondo del tennis è determinato ad emarginarci per questo. Con un impatto sugli investimenti per la crescita del tennis a livello nazionale. Ritengo la mossa di ATP e WTA errata. Li esorto a riflettere attentamente sul messaggio che stanno inviando, e di riconsiderare la situazione.”

La situazione diventa ancora più intricata se si pensa all’atteggiamento seguito dalle due associazioni in merito alla United Cup. Nella competizione mista a squadre promossa da ATP e WTA, infatti, non ci saranno al via atleti russi e bielorussi. Ricordiamo che le squadre partecipanti alla competizione sono state scelte in base al ranking dei migliori tennisti ATP e WTA, a cui si aggiungono le squadre selezionate grazie al miglior ranking combinato del loro numero 1 maschile e della loro numero 1 femminile. Tuttavia, la compilazione dei vari ranking di ammissione non ha tenuto conto degli atleti e delle atlete russe e bielorusse, che difatti non prenderanno parte al torneo. Una situazione che evidenzia una palese difformità di trattamento del neonato torneo a squadre, rispetto ad un torneo individuale come Wimbledon. Evidentemente ATP e WTA considerano diverso il trattamento da riservare ad atleti russi e bielorussi a seconda che l’evento tennistico sia individuale oppure per squadre composte da giocatori della stessa nazionalità.

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