Wimbledon, day 7: attesa per il derby di casa Wiliams e la rivincita Gasquet-Kyrgios

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Wimbledon, day 7: attesa per il derby di casa Wiliams e la rivincita Gasquet-Kyrgios

Al via la seconda settimana dei Championships. Grande attesa per il derby delle sorelle Williams e il confronto delle giovani Vandeweghe e Diyas con le ormai “veterane” Safarova e Sharapova. Nel torneo maschile, un’attenzione particolare alla rivincita tra Gasquet e Kyrgios e le performance dei big Djokovic, Federer, Murray e Wawrinka

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DA LONDRA – Tempus fugit e, tra il caldo asfissiante dei primi giorni, la sconfitta inaspettata di Nadal e Petra Kvitova, i rulli compressori Roger Federer e Novak Djokovic e il brivido vissuto da Serena contro la Watson, siamo già giunti alla seconda settimana dei Championships. Che cosa ci riserva dunque questo lunedì londinese? Innanzitutto il big match, nonché derby familiare tra le due sorelle più celebri del tennis, Serena e Venus Williams. E poi è l’ora delle giovani promesse che cercano conferma tra le grandi, come Zarina Diyas e Coco Vandeweghe. Per non parlare del comeback ad alti livelli di Jelena Jankovic (anche se è già stata protagonista della finale di Indian Wells 2015) e della possibilità di tornare in Top 3 per Caroline Wozniacki.

Per quanto riguarda gli uomini, lunedì sarà la volta della grande rivincita tra Richard Gasquet e Nick Kyrgios. Il francese ha superato l’australiano quest’anno in finale al torneo di Estoril mentre Nick aveva estromesso Richard proprio qui a Wimbledon nel 2014 per poi realizzare il grande exploit su Nadal. Altra novità tra gli uomini è la performance della wild card a stelle e strisce Denis Kudla che, dopo aver sconfitto la stellina Alexander Zverev e scampato il pericolo di incappare eventualmente in Nishikori, ha saputo approfittare dell’occasione ghiotta sconfiggendo pure Santiago Giraldo al 5°. Per finire, lunedì sarà ancora la volta dei big Novak Djokovic, Roger Federer, Andy Murray, Stan Wawrinka e Tomas Berdych.

Il torneo femminile

 

S. Williams – V. Williams 14-11
Serena, dopo le vittorie in Australia e al Roland Garros, è a caccia del Gande Slam. Se trionfasse anche a Wimbledon, sarebbe per lei il 21° major e il 6° trofeo a Church Road. Ma sarebbe il 6° titolo londinese anche per Venus. Infatti entrambe vantano in bacheca 5 sigilli all’All England Club. Nei 25 confronti tra les sisters, 14 sono stati vinti da Serena, di cui 7 in prove dello slam. A Wimbledon, i match vinti da Serena sono 3 a fronte dei 2 di Venus. La cadetta delle Williams è in vantaggio 8 a 3 nelle finali e 4 a 2 nelle semifinali, mentre Venus per 5-2 negli altri match. L’ultimo confronto tra le due è avvenuto l’anno scorso in semifinale a Montreal, vinto da Venus che poi si è aggiudicata il torneo. Negli slam invece non incrociano le racchette dalla finale di Wimbledon 2009, conquistata da Serena. Sarà proprio Venus, attuale n. 19 Wta, ad impedire alla sorella cadetta di fare un ulteriore passo verso la leggenda? Vedremo. Venus sta producendo in campo un ottimo tennis ma la sorella sembra davvero insormontabile. Lo ha dimostrato per l’ennesima volta venerdì contro Heather Watson a cui mancavano solo due punti per estromettere la n. 1 del mondo dal torneo.

Maria Sharapova – Zarina Diyas 1-0
Una delle sorprese del torneo femminile è la performance della “stellina” 21enne Zarina Diyas, n. 34 Wta, allenata dall’italiano Stefano Baraldo. La kazaka dovrà vedersela con la campionessa di Wimbledon 2004 nonché ex n. 1 del mondo Maria Sharapova. Insomma, la campionessa e star planetaria opposta ad una delle nuove promesse del tennis. Maria ha avuto la meglio su Zarina nell’unico loro confronto ma la Diyas sta dimostrando di essere estremamente pericolosa, avendo estromesso dal torneo la nostra Flavia Pennetta al terzo set e Andrea Petkovic. Sharapova approda ai Championships dalla sconfitta al Roland Garros nel 3° turno per mano di Lucie Safarova. Finora non ha avuto problemi nei primi 3 turni anche se non dovrà sottovalutare la grinta della giovane kazaka.

Agnieszka Radwanska – Jelena Jankovic 5-2
Altra sorpresa eclatante nella competizione femminile è la sconfitta della campionessa uscente Petra Kvitova per mano di Jelena Jankovic. La serba dovrà vedersela con la finalista  di Wimbledon 2012 Agnieszka Radwanska, in un match tra ex Top 2. La polacca è alla ricerca di un risultato prestigioso da quasi un anno (l’ultimo torneo vinto è quello di Montreal 2014). Tuttavia, quest’anno, sull’erba di Eastbourne Aga sembra aver ritrovato lo smalto dei tempi migliori essendo giunta in finale, poi sconfitta dall’una delle nuove protagoniste del circuito, Belinda Bencic. Jelena, ex n. 1 del mondo, si è resa protagonista dell’eliminazione della campionessa in carica Petra Kvitova e, da alcuni mesi, sembra aver ritrovato lo smalto dei tempi migliori, dimostrato soprattutto raggiungendo la finale ad Indian Wells, torneo in cui aveva già trionfato nel 2010. Ma attenzione, la polacca è avanti 5-2 nei confronti diretti e le due non si sono mai incontrate sull’erba che, se ad Agnieszka è particolarmente congeniale, non sembra essere altrettanto per Jelena, nonostante l’ottimo risultato di sabato.

Garbiñe Muguruza – Caroline Wozniacki 2-1
Se Caroline Wozniacki riuscirà ad uscire vittoriosa dal match contro Garbiñe Muguruza, diventerà n. 3 del mondo. Se, però, durante la settimana viene sconfitta e la Safarova conquista il torneo, sarà la ceca ad occupare la 3a posizione del ranking da lunedì 13 luglio. La danese non ha lasciato diritto di replica alla nostra Camila Giorgi superandola con un perentorio doppio 6-2. Ma attenzione alla spagnola che, nei loro confronti diretti, conduce per 2-1 e ha dato prova di essere particolarmente centrata grazie alla vittoria sulla n. 10 del mondo Angelique Kerber.

Lucie Safarova – Coco Vandeweghe 0-0
Un’altra sorpresa arriva dall’americana Coco Vandeweghe che affronterà la finalista di Porte d’Auteuil Lucie Safarova. Coco fa parte dei 5 tennisti a stelle e strisce approdati alla seconda settimana dei Championships insieme a Madison Keys, le sorelle Williams e Denis Kudla. La n. 47 del mondo ha sconfitto Karolina Pliskova, attuale n. 11 del ranking. La Safarova, semifinalista a Wimbledon l’anno scorso, ha avuto invece un avvio di torneo alquanto periglioso rischiando di cadere già al primo turno contro un’altra americana, Alison Riske. Per Coco e Lucie si tratta del primo confronto diretto.

Gli altri Head-to-Heads
Monica Niculescu – Timea Bacsinszky 4-1 (3-0 nel Wta Tour)
M. Keys – O. Govortsova 1-0 (primo match in un main draw)
Victoria Azarenka – Belinda Bencic 0-0

Il torneo maschile

Richard Gasquet – Nick Kyrgios 2-1
Grande attesa per la rivincita tra Richard Gasquet e Nick Kyrgios. Il tennista di Béziers si è aggiudicato quest’anno il torneo dell’Estoril in finale su Nick ma l’australiano aveva reso l’erba particolarmente amara a Richard l’anno scorso estromettendolo proprio qui a Church Road. Il tennista Aussie sta disputando finora un torneo convincente, essendosi regalato nel turno precedente lo scalpo di Milos Raonic, che l’aveva superato ai quarti nel 2014. E Gasquet? Riuscirà finalmente a realizzare la performance che tutti aspettano da lui in un major? Il 20enne “bombardiere” di Camberra sarà un’ottima prova del nove per lui, e vedremo se saprà essere sufficientemente aggressivo poiché, dal canto suo, lo spumeggiante Nick metterà in campo tutta la sua intraprendenza.

Roger Federer – Roberto Bautista-Agut 2-0
Il campionissimo svizzero è a caccia del suo 8 Wimbledon e del 18° trionfo slam. Se trionfasse a Church Road, diventerebbe così il primo uomo nella storia del tennis a vincere i Championships 8 volte. Se dovesse vincere con Bautista-Agut raggiungerebbe il suo 13° quarto di finale a Wimbledon, secondo solo a Jimmy Connors che ne ha disputati 14. Non solo. Per lo svizzero sarebbe il 45° quarto di finale nei tornei major. Roger detiene già  il record del giocatore nell’era Open con più quarti di finale disputati negli slam, seguito ancora da Connors.

S. Wawrinka – D. Goffin 2-0
Il fresco campione del Roland Garros conduce 2-0 nei precedenti contro il belga. Certo, Stan parte nettamente favorito, ma attenzione a David che sta dimostrando in questo Wimbledon di produrre un tennis solido, preciso ed estremamente aggressivo. Entrambi non hanno ancora perso un set dall’inizio del torneo.

M. Cilic – D. Kudla 0-0
Cilic ha vinto tutti gli ultimi 25 match che lo hanno visto opposto a un tennista americano. Mentre, dal canto suo, la wild card Denis Kudla, 22 anni e n. 105 del mondo, se ruscisse a superare il croato, sarebbe il tennista con la classifica più bassa a battere Marin da Madrid 2013, in cui l’attuale n. 9 del mondo perse da Pablo Andujar, allora n. 113. Kudla, insieme alle 4 tenniste americane in gara lunedì, fa parte dei 5 statunitensi presenti ai Championships negli ottavi.

Gli altri Head-to-Heads

Victor Troicki – V. Pospisil 0-0
G. Simon – T. Berdych 6-4
A. Murray – I. Karlovic 5-0
N. Djokovic – K. Anderson 4-1

 

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Kyrgios dopo Wimbledon: “Se avessi vinto avrei perso motivazioni. Provo più rispetto per Djokovic, Nadal e Federer”

“Solo dopo una settimana mi sono reso conto di quello che ho combinato”. Nick Kyrgios torna a parlare dopo la sconfitta con Djokovic: “Devi essere un animale a livello mentale per vincere Slam”

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Nick Kyrgios – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @atptour)

Dopo la finale persa a Wimbledon contro Novak Djokovic, Nick Kyrgios si prepara al ritorno in campo. L’australiano esordirà all’ATP 250 di Atlanta questa notte intorno alle 2.30 italiane. Affronterà Peter Gojowczyk, in un torneo di cui è la settima testa di serie e nel quale ha già trionfato nel 2016.

Il tabellone completo dell’ATP di Atlanta

Kyrgios è intervenuto in una diretta sull’account Instagram del Citi Open, l’ATP 500 di Washington che partirà la prossima settimana e che l’anno scorso vide trionfare Jannik Sinner. Sono stati diversi i temi affrontati dall’attuale numero 47 del mondo Kyrgios (che con i 1200 punti di Wimbledon ora sarebbe a ridosso della top15), dal tempo necessario per capire la portata dell’impresa da lui compiuta al crescente rispetto verso i tre alieni di questo sport: Novak Djokovic, Rafael Nadal e Roger Federer.

 

“È stato molto strano: soltanto dopo una settimana mi sono reso conto di quello che ho combinato. Ho perso una finale di Wimbledon. Da una parte è ovviamente triste, ma è comunque stato un cammino fantastico“. Immancabile un accenno ai giorni senza tennis, trascorsi alle Bahamas: “Ero in un piccolo alloggio alle Bahamas e ho passato davvero un’ottima settimana. Mi sono allenato, ma sono comunque stati giorni piuttosto frenetici dopo la finale”.

Sicuramente Kyrgios si porterà via da Wimbledon tante belle sensazioni, ma anche la consapevolezza di quanto difficile sia arrivare così lontano in tornei tanto importanti. Da questa esperienza, inoltre, l’australiano ha dichiarato di avere più rispetto verso i big3, proprio perché ha capito quanto sforzo sia necessario per ottenere certi risultati.

“Devi semplicemente essere un animale a livello mentale per vincere uno Slam. Provo certamente più rispetto ora verso Djokovic, Nadal e Federer. Giocare contro uno di loro in finale è stato bello, anche se sembrava che Novak non avesse giocato a tennis nelle due settimane precedenti: non l’ho mai visto in difficoltà.

In ogni caso, mi porto dietro molta fiducia. Ad inizio anno mi ha aiutato molto la finale di doppio con Thanasi a livello mentale (insieme a Kokkinakis Kyrgios ha vinto il titolo di doppio all’Australian Open, ndr), anche se di trattava di una finale di doppio. Da quando gioco a tennis, più o meno dall’età di sette anni, mi hanno detto che vincere un Major è tutto in questo sport. Probabilmente se avessi vinto avrei perso motivazione. Ogni tennista sogna di vincere Wimbledon, anche se io, guardando indietro nella mia carriera, non avrei mai pensato che sarei riuscito a giocare una finale Slam. Pensavo che ormai il treno fosse passato. Se avessi vinto il titolo, non avrei davvero saputo che cos’altro avrei dovuto dimostrare come tennista. È stato eccitante, sono andato così vicino al trofeo“.

Clicca qui per leggere la classifica ATP aggiornata al 25 luglio 2022!

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Wimbledon ha bisogno di più momenti “Arthur Ashe”, dentro e fuori dal campo

Nick Kyrgios e Ons Jabeur sono una boccata d’aria fresca nelle finali dei singolari maschile e femminile

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Arthur Ashe col trofeo di Wimbledon il 5 Luglio 1975, dopo la vittoria su Jimmy Connors

Traduzione dell’articolo di Kurt Streeter, NY Times, 11 luglio 2022

WIMBLEDON, Inghilterra – Per la prima volta in quasi mezzo secolo, un fine settimana a Wimbledon è sembrato diverso.

Nick Kyrgios e Ons Jabeur sono stati una boccata d’aria fresca nelle finali del singolare maschile e femminile. Jabeur, tunisina, è diventata la prima giocatrice nordafricana a raggiungere una finale in singolare. Kyrgios, australiano di origini malesi e con una spavalderia ben documentata, che lo contraddistingue e lo fa apparire come qualcosa di completamente diverso dai suoi colleghi, giocava la sua prima finale di un Grande Slam. Jabeur e Kyrgios hanno perso il match, ma non è questo il punto.

 

Era dal 1975, quando Arthur Ashe ed Evonne Goolagong arrivarono in finale, che i due incontri non erano così diversi. Il tennis si evolve in modo discontinuo, e non è mai stato così vero come a Wimbledon.

Osservando il pubblico del campo centrale nelle ultime due settimane, si è capito quanto sia difficile cambiare, soprattutto quando si tratta di tornei.

Sugli spalti, un’omogeneità fin troppo familiare. A parte qualche tocco di colore qua e là, un mare di bianco. Per me, un uomo di colore che ha giocato a questo sport nei circuiti minori e che auspica il rinnovamento del sistema tradizionale, vedere la mancanza di colori è sempre un pugno allo stomaco, soprattutto a Wimbledon, in una città come Londra.

Dopo la finale femminile di sabato, mi sono fermato accanto a un pilastro vicino a una delle uscite del campo centrale. Sono passate centinaia di persone. Poi alcune migliaia. Ho contato circa una dozzina di persone di colore. Questo grande evento si svolge in una delle metropoli più multietniche del mondo, aperta a persone provenienti da ogni parte del mondo. Non si direbbe guardando gli spettatori. C’erano alcuni volti asiatici, oppure alcuni musulmani in hijab. La comunità sikh è molto numerosa a Londra. Ho visto solo uno dei tradizionali turbanti sikh tra gli spalti.

Quando ho preso in disparte alcuni tifosi di colore e ho chiesto loro se si sentissero consapevoli della loro rarità tra il pubblico presente, la risposta è sempre stata rapida come una volée di dritto di Jabeur o un servizio di Kyrgios. “Come potrei non sentirmi una rarità?“, ha detto James Smith, residente a Londra. “Ho visto un ragazzo in un settore appena sopra di me. Ci siamo sorrisi a vicenda. Non lo conosco, ma c’era un legame. Sapevamo di essere pochi e lontani”.

I tifosi lo vedono.

E anche i giocatori.

“Me ne accorgo sicuramente”, ha detto Coco Gauff, la teen star americana, quando abbiamo parlato la scorsa settimana. Ha detto di essere così concentrata quando gioca quasi da non si accorgersi della folla. Ma dopo, quando guarda le sue foto a Wimbledon, le immagini la spaventano. “Non ci sono molte persone di colore tra la folla”.

Gauff ha confrontato Wimbledon con gli U.S. Open, che hanno un’atmosfera più “terrena”, sembra un po’ il più grande torneo di parchi pubblici del mondo e la folla è molto più variegata.

“È decisamente strano qui, perché Londra dovrebbe essere un grande melting pot”, ha aggiunto Gauff, riflettendo per un po’ e chiedendosi perché.

Andare a Wimbledon, proprio come andare ai grandi eventi sportivi in tutto il Nord America e oltre, richiede un impegno notevole. Il collaudato e tradizionale Wimbledon porta questo presupposto al limite. Non è possibile acquistare i biglietti online. Per molti posti c’è un sistema di lotteria. Alcuni fan si mettono in fila in un parco vicino e si accampano per tutta la notte pur di partecipare. Il prezzo non è esattamente a buon mercato.

Dicono che è aperto a tutti, ma il sistema di prenotazione di biglietti è progettato con così tanti ostacoli che è quasi come se fosse destinato a escludere le persone di un certo tipo“, ha detto Densel Frith, un imprenditore edile di colore che vive a Londra.

Mi ha detto di aver pagato circa 100 sterline per il suo biglietto, circa 120 dollari. Sono un sacco di soldi per un ragazzo che si è descritto come un colletto blu. “Non tornerò domani“, ha aggiunto. “Chi può permettersi una cosa del genere? Le persone della nostra comunità non possono permetterselo. Non è possibile. Non se ne parla. Proprio non se ne parla”.

C’è qualcosa di più dell’accesso e del costo, qualcosa di più profondo. Il prestigio e la tradizione di Wimbledon sono allo stesso tempo i suoi punti di forza e il suo tallone d’Achille. Il luogo è meraviglioso – il tennis in un giardino all’inglese non è un’iperbole – ma anche soffocante, tedioso e statico.

“Pensate a cosa rappresenta Wimbledon per molti di noi”, ha detto Lorraine Sebata, 38 anni, cresciuta in Zimbabwe e ora residente a Londra.

“Per noi rappresenta il sistema”, ha aggiunto. “Il sistema coloniale, la gerarchia” che è ancora alla base della società inglese. Basta guardare il palco reale per rendersene conto, è bianco proprio come il dresscode del torneo, risalente all’epoca vittoriana. 

Sebata si è descritta come una fan appassionata. Ama il tennis dai tempi di Pete Sampras, anche se lei non lo gioca. La sua amica Dianah Kazazi, un’assistente sociale arrivata in Inghilterra dall’Uganda e dai Paesi Bassi, ha la stessa passione per il tennis. Mentre parlavamo, si guardavano intorno – su e giù per un corridoio appena fuori dal maestoso campo centrale foderato di edera – e non riuscivano a trovare nessuno che sembrasse avere le radici africane che condividevano. Hanno detto di avere molti amici di colore che amano il tennis, ma non sentono di poter far parte di Wimbledon, situato in un lussuoso sobborgo che sembra esclusivo e così lontano dalla quotidianità.

“C’è un establishment e una storia dietro questo torneo che mantiene tutto legato proprio status quo”, ha detto Kazazi. “Come tifoso, devi uscire dagli schemi per superare questa situazione”. Ha proseguito: “È la storia che ci attrae come tifosi, ma quella storia dice qualcosa alle persone che non si sentono a proprio agio a venire”. Per molte persone di colore in Inghilterra, il tennis semplicemente non è visto come “qualcosa per noi”.

Ho capito. So esattamente da dove venivano questi tifosi. Ho sentito il loro sgomento, la loro amarezza e il dubbio riguardo alla possibilità di un cambiamento. Onestamente, mi ha fatto male.

Forse è utile sapere cosa significa Wimbledon per me.

Mi viene la pelle d’oca ogni volta che entro nei cancelli di Church Road, una strada verdeggiante a due corsie. Il 5 luglio 1975, quando Arthur Ashe sconfisse Jimmy Connors, diventando il primo uomo di colore a vincere il titolo di Wimbledon in singolare e l’unico uomo di colore a vincere un titolo in un torneo del Grande Slam, tranne Yannick Noah agli Open di Francia nel 1983, ero un bambino di 9 anni la cui passione sportiva erano i Seattle SuperSonics.

Vedere Ashe con il suo gioco aggraziato e la sua intelligenza acuta, i suoi capelli afro e la sua pelle che assomigliava alla mia, mi convinse a fare del tennis il mio sport.

Wimbledon non ha modificato la traiettoria della mia vita, ma ne ha cambiato la direzione.

Sono diventato un giocatore junior e di college di livello nazionale. Ho trascorso poco più di un anno nei circuiti minori del gioco professionistico, raggiungendo il numero 448 della classifica ATP. Ai miei tempi i giocatori non bianchi erano rari come ai tempi di Arthur.

Oggi, come abbiamo visto questo fine settimana, c’è una nuova generazione di talenti sull’erba. Serena e Venus Williams sono la loro stella polare. Eppure c’è ancora molto da fare. Non solo in campo, ma anche per avvicinare i tifosi al gioco e portarli sugli spalti di un monumento del tennis come Wimbledon. Un lavoro che richiederà sicuramente molto tempo.

Traduzione di Alice Nagni

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Flash

Quei tifosi inglesi irritati dai posti vuoti al Centre Court di Wimbledon

Durante i Championships avete notato qualche posto vuoto di troppo, specie nei pressi del Royal Box? Ecco le testimonianze dei tifosi che li avrebbero voluti

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Centre Court - Wimbledon 2022 (foto Twitter @Wimbledon)
Centre Court - Wimbledon 2022 (foto Twitter @Wimbledon)

Traduzione dell’articolo di Charlie Parker, The Times, 30 giugno 2022

Gli spettatori che non sono riusciti a prendere i biglietti per vedere Emma Raducanu, Andy Murray e Serena Williams si lamentano delle serie di posti vuoti nelle sezioni principali del Centre Court.

Sebbene quello per il Centrale di Wimbledon sia normalmente il biglietto più richiesto della città, entrare quest’anno dovrebbe essere più facile di quanto non sia stato negli ultimi decenni. Il numero complessivo di spettatori è diminuito in modo significativo e con le partite che si svolgono fino a tarda sera, ci dovrebbero essere maggiori possibilità di ottenere biglietti dell’ultimo minuto per il Centre Court e il Campo n.1.

 

Tuttavia, molti dei posti vuoti intorno al Royal Box per le partite dei due giorni di apertura sono riservati agli ospiti aziendali e ai membri dell’All England Club e della Lawn Tennis Association. Alcuni possessori di questi biglietti sembravano però preferire rimanere nelle suite riservate agli ospiti dopo le vittorie di Novak Djokovic nelle partite di apertura piuttosto che tornare a vedere le partite successive.

Sue Barker, la presentatrice di tennis della BBC, ha fatto notare che “ci sono molti posti vuoti” all’inizio della partita di Raducanu.

Nia Jones, una netballer internazionale gallese, ha twittato lunedì durante la partita di apertura di Murray sul Centre Court: “Confessate. Chi si è accaparrato il biglietto per Wimbledon e non ci è nemmeno andato? Totalmente esaurito online, ma ci sono più posti vuoti per la partita di Murray al Centre Court che per una partita di netball durante il Covid”.

I tentativi dell’All England Club di limitare il numero di posti vuoti rivendendo i biglietti di quegli spettatori che se ne vanno sono stati inizialmente ostacolati da difficoltà tecniche, ha detto uno steward. Alcune persone hanno anche dimenticato di scansionare i biglietti per la rivendita, poiché quest’anno molti sono sullo smartphone anziché essere in formato cartaceo.

Ieri, poco prima dell’inizio della partita di secondo turno di Murray, gli spettatori in fila per la rivendita dei biglietti hanno detto di essere “stufi” dopo aver aspettato in coda per più di due ore.

Max Smith, 24 anni, ha dichiarato: “Lascia l’amaro in bocca vedere tutti quei posti vuoti riservati alle aziende. Al diavolo questa gente: dovrebbero piuttosto andare in un ristorante elegante. Wimbledon ha bisogno di fare di più per far sembrare che il torneo non sia tanto elitario”.

Ha aggiunto che dopo aver fatto la fila “per due ore” sentiva che Wimbledon era più interessato alla “propria reputazione d’élite” che a riempire i posti.

Killy Cavendish, 63 anni, un appassionato di tennis che vive nella zona e va al torneo da anni, ha dichiarato: “Sono stufo. Non mi piace vedere posti vuoti quando le persone sono bloccate fuori in coda. La cosa principale che voglio vedere è la possibilità di acquistare alcuni biglietti per il Centre Court”.

Poiché l’All England Club cerca di vendere il maggior numero possibile di posti, i biglietti restituiti per i campi principali vengono ancora offerti la mattina prima dell’inizio delle partite. Ieri c’era un piccolo numero di posti disponibili sul Centre Court per veder giocare Djokovic, Raducanu e Murray.

Wimbledon incoraggia anche gli spettatori a venire dopo il lavoro vendendo abbonamenti più economici per coloro che arrivano alle 17:00. Questi abbonamenti danno ai titolari l’opportunità di acquistare quei biglietti per i campi principali che sono stati riconsegnati al momento della partenza dal proprietario originale.

La famosa coda di Wimbledon per l’acquisto di biglietti giornalieri per i campi secondari è notevolmente più breve rispetto agli anni precedenti. Lunedì c’erano 36.603 spettatori rispetto ai 42.517 del giorno di apertura nel 2019. È stato il numero più basso dal 2007 per il primo lunedì in un anno senza restrizioni Covid.

Traduzione di Massimo Volpati

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