Martina Hingis, tre vite tennistiche

Flash

Martina Hingis, tre vite tennistiche

Martina Hingis torna a vincere un titolo a Wimbledon 18 anni dopo la vittoria nel singolare del ’97 su Jana Novotna. Breve excursus sulle tre vite agonistiche di una tra le tenniste dal gioco più brillante degli ultimi 20 anni

Pubblicato

il

Martina Hingis, Miami 2014 (foto Art Seitz)

Esattamente 18 anni dopo la sua vittoria nel singolare di Wimbledon, Martina Hingis ieri è tornata sul gradino più alto di Church Road nel torneo di doppio femminile, vinto in tre lottatissimi set contro le tds n.2 Makarova-Vesnina, (“Wimbledon doppio femminile: miracolo Hingis/Mirza, rimontate Makarova/Vesnisna”). Era il 1997 infatti quando una ragazzina svizzera di origini slovacche, non ancora  diciassettenne, vinse il titolo singolare di Wimbledon superando in finale  la navigata ceca Jana Novotna 2-6 6-3 6-3. Quello fu l’anno magico di Martina, capace di completare tre quarti di Slam mancando solo la finale del Roland Garros contro la croata Iva Majoli.

Già alla fine di Marzo di quell’anno (31 Marzo), diventa la n.1 del mondo più giovane della storia, a soli 16 anni 6 mesi e un giorno. A questi successi nei Major vanno aggiunte le due affermazioni all’Austalian Open del 1998 e 1999, infilando così un filotto di tre titoli consecutivi nello Slam australiano iniziata nel 1997. Questi successi le sono valsi, nel 2013, l’ingresso nell’ International Hall of Fame (“Martina Hingis e Ion Tiriac nella Hall of Fame”).

Dopo il precoce ritiro nel 2002 a causa di continui problemi alle caviglie e ai piedi, la Hingis è tornata alle competizioni nel 2006, riuscendo a vincere il titolo degli Internazionali d’Italia a Roma in finale su Dinara Safina e a rientrare tra le Top Ten, chiudendo al stagione al n.7 del ranking WTA. Nel 2007 arriva il secondo ritiro dopo che a Wimbledon risulta positiva a un test antidoping sull’uso di cocaina, accusa da lei sempre respinta (“Non ho mai assunto volontariamente sostanze stupefacenti”), pur avendo deciso di non ricorrere contro la squalifica per due anni  a quel punto inevitabilmente imposta dalla ITF.

 

Nel 2013 rientra per la terza volta nel circuito, per concentrarsi nei tornei di doppio, affiancandosi a diverse tenniste fra cui anche la nostra Flavia Pennetta, con la quale raggiunge la finale degli US Open 2014: la svizzera e l’azzurra vengono sconfitte da Ekaterina Makarova ed Elena Vesnina (“Pennetta – Hingis, che peccato!”), le stesse che erano state sconfitte dalla Hingis e da Sabine Lisicki nella finale di Miami 2014. Quest’anno sono arrivati i successi in coppia con Sania Mirza nei tornei americani di Marzo di Indian Wells e Miami e il successo di ieri a Wimbledon, di fatto il quarto dopo il sopra citato successo in singolare del 1997 e quelli di doppio del 1996 e del 1998.

Insomma, una terza vita tennistica certamente brillante, seppur limitata a un palcoscenico secondario come il doppio di oggi, da molti definito ininfluente vista la scarsissima propensione delle giocatrici migliori a parteciparvi (impietosa la definizione a riguardo di Rino Tommasi: “Il doppio è ormai un malato terminale”).

Tutti però a questo punto si aspettano la partecipazione della Hingis alle Olimpiadi di Rio del prossimo anno, magari in coppia nel doppio misto con un certo Roger Federer…

 

Continua a leggere
Commenti

Flash

Australian Open, il programma di giovedì 27 gennaio: per la prima volta semifinali femminili sotto le luci

Per la prima volta le semifinali femminili si giocheranno sotto i riflettori a Melbourne. Doppio Kyrgios/Kokkinakis sulla Rod Laver Arena

Pubblicato

il

Rod Laver Arena by night - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)

A partire da quest’anno, gli organizzatori dell’Australian Open hanno deciso di modificare il programma spostando le semifinali femminili dalla sessione pomeridiana del giovedì a quella serale. Ciò è stato reso possibile dallo spostamento della prima semifinale maschile dalla serata di giovedì al pomeriggio di venerdì, ponendo fine all’anomalia tutta “australiana” che vedeva il vincitore della prima semifinale avere un giorno di riposo in più prima della finale rispetto al suo avversario.

A partire dalle 19.30 locali (le 9.30 in Italia) scenderanno in campo prima Ashleigh Barty opposta a Madison Keys e a seguire sarà la volta di Danielle Collins che affronterà Iga Swiatek o Kaia Kanepi.

Nel corso del pomeriggio la Rod Laver Arena ospiterà anche la semifinale del doppio maschile che vedrà Nick Kyrgios e Thanasi Kokkinakis giocare contro Marcell Granollers e Horacio Zeballos. Tennis Australia ha confermato che chiunque avrà un biglietto di ground potrà entrare nell’arena principale per seguire il match di doppio.

 

Di seguito gli orari completi (NOTA: basta scorrere il file per vedere tutti i match con l’orario locale, ricordando che Melbourne è 10 ore avanti rispetto all’Italia, quindi “11:00 AM” significa le 01 della notte italiana, “7:00 PM” significa 09 di mattina e così via):

Continua a leggere

Australian Open

Il punto di Ubaldo: “Berrettini, il nostro gladiatore”

Il direttore Scanagatta commenta la qualificazione di Matteo in semifinale dopo l’epica vittoria in cinque set su Monfils

Pubblicato

il

Continua a leggere

Australian Open

Australian Open, Monfils amaro: “Nei momenti decisivi Berrettini fa sempre la cosa giusta, io mai”

Le considerazioni del numero uno di Francia sconfitto dall’azzurro: “Ho giocato contro un Top 10 più giovane di me e più esperto a questi livelli”

Pubblicato

il

Gael Monfils - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)

Dopo la sconfitta con Berrettini nei quarti di finale dell’Australian Open, Gael Monfils si è presentato in conferenza stampa per spiegare i motivi della sconfitta in cinque set contro l’azzurro. Piuttosto amare le considerazioni del numero uno di Francia, che comunque torna dalla trasferta australiana con un titolo ATP 250 vinto ad Adelaide, un quarto Slam e un’ascesa di quattro posizioni nel ranking ATP (sarà numero 16 da lunedì prossimo).

D. Ti è andata male. Sembrava che l’inerzia fosse dalla tua parte dopo aver vinto il terzo e il quarto set, ma cosa è cambiato all’inizio del quinto?

Monfils: “Questa è esattamente la domanda che mi faccio anche io. Immagino che io non sia stato sufficientemente bravo a mantenere l’inerzia dalla mia parte. Spero che nei pochi anni di carriera che mi rimangono possa fare meglio se mi ricapita una situazione del genere”.

 

D.: Che bilancio fai di questa parte di stagione in Australia?

Monfils: “Mi porto a casa un sacco di cose positive. Anche se ancora una volta ho perso da un giocatore tra i primi 10 del mondo. In qualche modo non perdo la fiducia in me stesso. Credo ancora di poter fare qualcosa di grande. In realtà sono vent’anni che non riesco a ottenere un grande risultato in uno Slam, ma chi lo sa? Magari quest’anno succede che scatta il click giusto”.

D.: Dopo i primi due set persi, come hai fatto a ribaltare la situazione?

Monfils: “Ci credo sempre. Il problema è che qualche volta le aspettative intorno a me sono esagerate. Ogni tanto ci si dimentica che giocavo contro un top 10 che è più giovane di me ed è più esperto a questi livelli, perché mi ha già battuto in una situazione simile e ha già fatto una finale Slam a differenza mia. Lui ha giocato bene, ha gestito bene la situazione, ha fatto una grande partita. Però penso di essere anche io un buon giocatore. Magari non migliore di lui, ma un buon giocatore. Ha avuto bisogno di sudare per battermi”.

D. Che cosa fa Matteo per essere così tosto da battere negli Slam? L’anno scorso ha perso solo da Djokovic a questo livello…

Monfils: “Serve alla grande, ha un grande diritto. E nei momenti importanti è parecchio solido. Ha un rovescio lungo linea che certe volte usa bene. Ma soprattutto, nei momenti importanti gioca molto bene e punta sul suo piano A che funziona sempre”.

D. Il successo ad Adelaide e il quarto di finale qui non ti rendono ottimista per il prosieguo della stagione?

Monfils: “Sto lavorando duro. Penso che sto giocando bene. Sono stato fortunato a vincere un 250, ma vorrei qualcosa di più. Giocare bene nei 1000, andare in una semifinale in uno Slam. Siamo solo all’inizio della stagione, vado a casa con energia positiva”.

D.: Hai parlato di un click che deve scattare. Cosa intendi?

Monfils: “Intendo dire che nei momenti decisivi bisogna avere la capacità di fare la scelta giusta. Penso che in tutta la mia carriera nei momenti davvero decisivi questa capacità non l’ho mai avuta ed è per questo che non ho fatto grandi cose negli Slam. Lo accetto e continuo a credere che prima di ritirarmi io possa riuscirci”.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement