Gli organizzatori degli US Open annunciano un montepremi da record per l'edizione 2015

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Gli organizzatori degli US Open annunciano un montepremi da record per l’edizione 2015

I giocatori impegnati nell’ultimo Slam stagionale si divideranno un montepremi da 42,3 milioni di $, circa 38,5 milioni di €

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La US Tennis Association ha annunciato ieri un aumento del 10% rispetto all’anno passato del montepremi dei prossimi US Open. Il montepremi totale raggiunge così la cifra record di 42,3 milioni di $, con i vincitori dei singolari maschili e femminili che si porteranno a casa un assegno da 3,3 milioni di $ ciascuno (i vincitori degli Australian Open prendono 2,5 milioni di $, quelli del Roland Garros 2 milioni di $, quelli di Wimbledon 2,9 milioni di $). I finalisti potranno consolarsi con 1,6 milioni di $, mentre l’accesso al main draw del singolare garantirà ai giocatori 39,500 $ (circa 36,000 €) in caso di sconfitta al primo turno.

L’aumento del montepremi 2015 rappresenta un incremento del 67% negli ultimi tre anni, ma come dichiarato dalla presidente della USTA Katrina Adams, non finisce qui: “Continuiamo il nostro impegno per far sì che gli US Open offrano il miglior montepremi nel mondo dello sport. Come abbiamo annunciato, il nostro obiettivo è arrivare a 50 milioni di $ nel 2017“.

I giocatori potranno inoltre ricevere un ulteriore bonus grazie ai tornei di preparazione al quarto Slam stagionale, denominati US Open Series, che portano il montepremi potenziale a 44,6 milioni di $.

 

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Roland Garros – Giorgi: “Sono grata di giocare a questi livelli”

Camila Giorgi soddisfatta della vittoria su Putintseva, soprattutto per il gioco che sta esprimendo dopo il lungo stop (“Ritrovarmi a giocare a questi livelli, per me è incredibile”)

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Camila Giorgi - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Dal nostro inviato a Parigi

È una Camila Giorgi sorridente e anche un po’ più loquace del solito, nella prima parte della conferenza, quella che si presenta davanti ai giornalisti dopo la bella vittoria contro Yulia Putintseva. “Sono molto contenta di come ho giocato oggi, sono stata molto solida” esordisce, rispondendo alla domanda in inglese.

Le viene fatto notare come in entrambi i match giocati qui al Roland Garros si sia trovata sotto all’inizio nel punteggio (contro Zhang era stata sotto di un set), prima di cambiare l’inerzia del match . “È vero, sono sempre partita piano. Forse è dovuto al fatto che sono stata ferma tanto e ho bisogno di giocare qualche game per trovare il ritmo.”

 

Le chiediamo poi del fatto che, rispetto al solito, in questa partita si sia incitata molto, abbia costantemente cercato di caricarsi. ”Sì, effettivamente, forse perché gioco sulla terra e devi esser lì ogni punto, devi remare” risponde con sorriso, anche se poi quando il direttore torna sull’argomento, aggiunge un’altra spiegazione. “Sono stata ferma tanto tempo e ritrovarmi a giocare a questi livelli, per me è incredibile, è per questo che mi incito, sono grata di giocare a questi livelli.”

Quando poi si passa a parlare del prossimo match, quello che la vedrà affrontare Sabalenka, n. 7 del mondo e del seeding, la risposta alla domanda se l’esito dipenderà più da lei o dalla sua quotata avversaria è quella classica, sintetica, della 30enne di Macerata: “Sinceramente, penserò a me stessa. L’importante è che io giochi a questi livelli.”

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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Roland Garros, Sonego dopo la vittoria su Sousa: “Ho giocato una delle migliori partite della carriera”

Molto soddisfatto Lorenzo Sonego del terzo turno raggiunto al Roland Garros. “Voglio godermi il momento, se gioco bene posso battere Ruud”

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Lorenzo Sonego - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Un po’ di fortuna e tanta voglia di ricominciare a vincere. Questi sono gli ingredienti che hanno portato Lorenzo Sonego al terzo turno del Roland Garros. Fortuna perché il torinese non doveva essere testa di serie, ma lo è diventato grazie al forfait dell’ultimo minuto di Bautista Agut. Ciò gli ha permesso di evitare giocatori meglio piazzati di lui in classifica nei primi due turni. La fortuna però non può bastare, soprattutto se ci si trova in un momento in cui i risultati stentano ad arrivare. C’è bisogno anche di una grande forza mentale per accantonare le sensazioni negative. È quanto ha fatto Sonego che si è presentato a Parigi venendo da 10 sconfitte nelle ultime 13 partite giocate, di cui tre consecutive negli ultimi tre match prima del Roland Garros (a Roma con Shapovalov i segnali positivi, però, non erano mancati). Lorenzo ha saputo sfruttare il tabellone vincendo prima con Gojowczyk e poi oggi con Joao Sousa: era una partita tutt’altro che scontata, anche perché il portoghese era reduce dalla finale di Ginevra, persa proprio contro il prossimo avversario dell’italiano, Ruud.

Si spiega così l’urlo di liberazione e di gioia di Lorenzo subito dopo aver realizzato il match point. A quell’urlo sono seguite poi le parole in conferenza stampa attraverso cui Sonego ha fatto capire quanto sia importante per lui questa vittoria, anche visto il livello di gioco messo in campo: “E’ stata una partita molto dura. Nel primo parziale ho annullato quattro set point. Ho giocato davvero un buon match con ottima mentalità e intensità. Sono molto contento per come sono riuscito a vincere il primo set”.

La partita credo che sia stata di grande livello, sicuramente una delle migliori giocate nella mia carriera” ha detto Sonego del match giocato con Sousa, confermando quanto dichiarato al giornalista Stefano Semeraro dal suo coach Gipo Arbino, secondo cui questa versione di Lorenzo Sonego è quella migliore mai vista. “Sono soddisfatto dell’atteggiamento tenuto in queste due partite, senza cali di concentrazione. Oggi lui era molto tosto, non ha mai mollato, non è mai calato, sono riuscito a sfruttare le mie occasioni essendo aggressivo e andandomi a prendere le mie occasioni.”

 

A proposito della serie di risultati negativi, Lorenzo ha spiegato cosa sta facendo la differenza rispetto alle settimane precedenti: “Questo è un Grande Slam, c’è bisogno di essere concentrati in ogni momento. E poi mi piace l’atmosfera che si respira qui a Parigi, mi piace giocare qui. La terra è la mia superficie preferita: voglio sempre fare il massimo e ora finalmente ho giocato il mio miglior tennis”.

L’“effetto testa di serie” è però finito. Al prossimo turno dall’altra parte della rete ci sarà un avversario a dir poco ostico: il numero 8 del mondo Casper Ruud, che oggi ha superato agevolmente Ruusuvuori. Per questo in sala stampa era presente anche un giornalista norvegese che gli ha chiesto cosa si aspetta dal prossimo turno: “Non ho mai vinto contro Casper (tre i precedenti vinti dal norvegese, ndr), lo conosco molto bene: è in top 10 da un anno e sulla terra è davvero difficile da battere. Ma ora voglio godermi la vittoria di oggi e so che se darò il mio meglio, potrò vincere la partita”.

Il diritto a sventaglio è il suo colpo migliore – ha poi continuato Lorenzo con la stampa italiana – ha migliorato anche il servizio, che ora è molto fastidioso. Bisogna prendere campo prima di lui, non lasciargli troppo tempo per pensare perché la sua palla è pesante, e bisogna anche stare attenti al lungolinea di rovescio perché lo fa spesso per cambiare la diagonale. Fisicamente lui è fortissimo, poi, quindi è pronto a stare in campo molto a lungo”. Cosa dovrà fare per giocarsela? E’ lo stesso Sonego a rispondere: “servire bene ed essere più aggressivo di oggi per rimanere con i piedi sulla linea di fondo campo”.

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Roland Garros: ennesimo monologo di Swiatek, anche Riske raccoglie solo due games

La n. 1 del mondo annichilisce l’americana con un 6-0 6-2 e accede senza fatica al terzo turno, incontrerà la montenegrina Kovinic

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Iga Swiatek - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Davvero duro commentare un match dell’attuale Swiatek. Con la polacca in campo non si sviluppa mai un vera partita, i suoi punti filano via in fotocopia, è un monologo di Gassman, un assolo infinito di Hendrix. Difficile anche annotare qualche scambio particolare, chessò lottato o spettacolare: o chiude lei entro il terzo colpo o sbaglia l’altra sotto pressione.

È andata così anche con Alison Riske, oggi n. 43 ma nel 2020 salita anche al 18 del ranking. Alla statunitense l’esperienza dei 31 anni non è servita granché, Iga ha preso la cloche in mano dal primo game e ha condotto l’aereo sulla pista giusto un’ora più tardi, inanellando così la trentesima – sì, avete letto bene, trentesima – vittoria di fila. È iniziato tutto in febbraio col trionfo a Doha, poi il Double Sunshine, Stoccarda e Roma, cui si aggiungono due match vinti in Billie Jean King. L’ultima a battere la ventenne di Varsavia è stata Ostapenko a Dubai, tre mesi fa e comunque al tie break del terzo! Risultato, 7061 punti nel ranking WTA, 2000 in più della seconda, quella Krejcikova campione a Parigi l’anno scorso ma già fuori dal torneo.

Nel Roland Garros 2021 Swiatek aveva perso con Sakkari ai quarti, ma la greca era in stato di grazia e la n. 1 non ancora la schiacciasassi odierna. Ora che delle prime dieci teste di serie solo Badosa, Sabalenka sono approdate al terzo turno, la vittoria finale della polacca è solo forse più una questione di quanti giochi lascerà alle avversarie che altro.

 

Intanto rifila a Riske lo stesso trattamento riservato a Tsurenko, solo invertendo i set. La ragazza di Pittsburgh ha il suo meglio alle spalle, quest’anno finale ad Adelaide e poi solo ottavi a Miami, ma veniva dalla vittoria al primo su Yastremska, di certo in crisi d’identità eppure sempre tosta da domare: forse qualche aspettativa di match era verosimile, in realtà non c’è stata gara.

IL MATCH

[1] I. Swiatek b. A. Riske 6-0 6-2

In un Suzanne Lenglen moderatamente pieno e tiepido, terzo head to head tra Swiatek e Riske – parziale di 2-0 per la dominatrice del circuito, ca va sans dire. Parte subito aggressiva Iga, un gratuito di carburazione, tre vincenti e un ace. Riske soffre immediatamente al servizio, al secondo colpo è già lì che bascula da destra a sinistra, da sinistra a destra. I forzati arrivano in sequenza, l’americana ci mette del suo con un dritto lungo, palla break per Swiatek che i giudici di linea non hanno ancora preso posizione in campo. Dritto della polacca, 2-0 e copione del match già scritto. Nel game successivo Swiatek sfrutta la fenomenale capacità di impostare lo scambio già col primo colpo dopo il servizio, uno schema “maschile” che esibisce due volte volando in un fiat 3-0.

Le poche prime e i troppi gratuiti tolgono a Riske qualsiasi chanche di fare partita: ad aggravare il divario con l’avversaria, i movimenti inadatti alla terra e le scarse qualità in difesa. Non basta fare il tergicristallo per evitare il diluvio sotto la spinta di Iga.

Siamo a quattordici minuti di match e il tabellone racconta di un 4-0 crudele a favore della polacca.

A differenza di Riske, Swiatek inanella parecchie prime con cui fa punto diretto o chiude facile sul colpo successivo. Il servizio di Iga non è esplosivo come altre nel circuito, sennonché risulta precisissimo e le seconde in kick sono difficili da ammaestrare. Vista la ferocia del punteggio, la polacca pecca di eccessiva sicurezza e per sufficienza sbaglia una palla sopra la rete, è cosa rara per lei, non succederà più.

Un paio di attimi più tardi, con un dritto al volo Iga si procura due set point: alla Riske sfugge un sorriso prima di servire, come a dire, che posso fare? In realtà poco o nulla, se non limitare i gratuiti, viceversa un suo dritto atterra lungo e il primo parziale regala un 6-0 alla Swiatek: quindicesimo bagel in stagione su 92 set giocati, così, per gradire.

Una scorsa veloce ai numeri, per pura passione statistica. Saltano all’occhio quel 75% di punti vinti in risposta da Swiatek e quel 24/7 a suo favore nel computo dei punti totali fatti.

Si riparte con l’unica curiosità di vedere se verrà sgretolato il record di Steffi Graf contro Zvereva, sempre a Parigi nel 1988 : 6-0 6-0 in 32 minuti.

La musica non cambia, Swiatek gioca con tale scioltezza che sull’1-0 si distrae e al cambio di campo si siede di panchina. Ora Iga si sta accontentando di spingere senza quasi più cercare il vincente, sicura che al quarto, massimo quinto colpo Riske, sfiatata, sbaglierà. L’americana da parte sua cerca solo di tenere botta, evidente come non abbia il gioco – pure piuttosto sgraziato nelle movenze – per impensierire la rivale. Altri due breakpoint sul suo servizio e ancora basta il primo già che Alison, sbattuta in corridoio da un rovescio di Swiatek, manda fuori l’ennesimo rovescio: mezz’ora e 6-0 2-0, lo spettro di Zvereva ancora incombe.

Nei quattro giochi successivi però qualcosa cambia, aumenta la percentuale di prime di Riske e diminuisce quella di punti vinti in risposta da Swiatek. Vista la scarsa competitività dell’avversaria, la polacca ha fretta di doccia e massaggi, ma aumentano i suoi gratuiti e la Riske comincia a intascare almeno due punti a game, sciccheria per lei impensabile solo cinque minuti prima.

Al quarto gioco l’evento: Riske annulla il millesimo break point e con una buona prima si procura palla game; altra buona prima, risposta in rete di Swiatek e la trentunenne della Pennsylvania raccoglie l’ovazione del Lenglen per il primo gioco della giornata. Possiamo dire che Alison se l’è meritato tutto, ammirevole la sua voglia di stare in campo pur nella certezza di uscirne sconfitta.

Sul 4-2 Swiatek riprende a martellare, con rabbia quasi. Analizzandone i movimenti, sbalordiscono l’elasticità delle gambe e la velocità con cui si coordina, a tratti ricorda l’atletismo di Alcaraz, del quale peraltro imita anche la tendenza a colpire la palla quando ancora sale e la posizione molto dentro al campo, tanto dentro al campo che potrebbe prenderle tutte al volo.

Per un attimo abbiamo pensato che ci fosse una partita anziché un allenamento defatigante, Iga però rimette tutto in ordine con un gioco a zero: 5-2.

L’ultimo game è paradossalmente il più combattuto: due prime di Riske e 30-30. Non forzato dell’americana e primo match point per Swiatek, annullato con un ace di seconda dall’avversaria. Iga al solito fa e disfa, con due errori e due vincenti riporta il punteggio in parità. Ma un primo rovescio fuori di Riske, poi un altro in rete su una risposta profonda di Swiatek chiudono, verrebbe da dire ineluttabilmente, il match: 6-0 6-2, sforata l’ora, 61 minuti totali per la precisione, almeno un punto d’orgoglio per l’americana aver evitato il doppio bagel.

Nell’intervista post gara Santoro ha poco materiale narrativo, dunque stuzzica Iga sulla visita a Versailles di ieri. La giovane polacca sfoggia una certa brillantezza, confessando di essere stata incantata dalla perfetta simmetria della reggia reale. Lei ama la matematica e le piace quando tutto è in ordine: oltre che pressoché imbattibile scopriamo una Iga anche autocritica e, in un circuito femminile cosi stressante e stressato, un po’ di leggerezza proprio non guasta.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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