ATP Cincinnati: Federer e Murray in semifinale, Djokovic non fa sconti a Stan

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ATP Cincinnati: Federer e Murray in semifinale, Djokovic non fa sconti a Stan

La giornata dei quarti di finale a Cincinnati si apre con la rivincita della finale di Parigi ma il livello di pathos è molto diverso perchè il match vero e proprio dura di fatto pochi games. Djokovic si impone in poco più di un’ora lasciando appena 5 giochi a Stan Wawrinka. Alex Dolgopolov fa letteralmente impazzire Berdych con i suoi cambi di ritmo e raggiunge la semifinale dopo essere partito dalle qualificazioni. Andy Murray si complica la vita ma alla fine vince al terzo set nei confronti di Richard Gasquet dopo più di 2 ore di gioco. In semifinale lo attende Roger Federer che vince un match accademia con Lopez in poco più di un’ora

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[1] N. Djokovic b. [5] S. Wawrinka 6-4 6-1 (Marco Lauria)

Stats

È il primo Novembre del 2004, un diciassettenne serbo no. 242 del ranking supera le qualificazioni nel Challenger di Aquisgrana e affronta al primo turno il no. 159 Stanislas Wawrinka. Le luci dei riflettori sono ancora lontane per entrambi, l’elvetico raccoglie la miseria di 5 game, Nole conquista il suo secondo titolo Challenger e raggiunge il best ranking entrando tra i primi duecento del mondo. Non potevano immaginare all’epoca che le loro bacheche avrebbero conservato qualcosa come 11 Slam, e che si sarebbero affrontati ancora ventidue volte, con il serbo in vantaggio 18-4 negli Head-to-Head, ma un curioso due pari nelle finali. L’ultima, la più prestigiosa, quella che avrebbe permesso a Novak Djokovic di completare il Career Grand Slam. Avrebbe, appunto, ed è per questo che il remake della finale di Parigi, a meno di tre mesi da quel 7 giugno, è senza dubbio il “Match of the Day”. Ironia della sorte vuole che i due si incontrino ancora una volta nell’unico Master 1000 che il cyborg serbo non ha ancora agguantato. Quattro finali e nessun set, il ritiro nel 2011 contro Andy Murray e il bagel incassato da Roger Federer l’anno successivo. Nole ha ripetuto ai microfoni di non amare la parola vendetta, ma se ce n’è una che detesta questa è “sconfitta”.

 

La solidità dei servizi la fa da padrona nei primi game della partita. Il primo campanello d’allarme suona per lo svizzero durante il terzo gioco, ma sul quaranta pari si apre meravigliosamente il campo col rovescio lungo linea, poi chiude trovando un angolo strettissimo col dritto in top. Nole denota qualche problema di avvicinamento alla palla, ma è perfetto al servizio e ciò gli permette di aggirare l’ostacolo. A funzionare, e meravigliosamente bene, è poi il rovescio dell’elvetico, col quale si libera dalle diagonali accelerando come mai aveva fatto vedere questa settimana, ma sul quattro pari l’inatteso passaggio a vuoto di Wawrinka regala al serbo l’opportunità di servire per il set. Lo svizzero prova a vendere cara la pelle, ma il rendimento al servizio di Djokovic è robusto e con un ace sporco porta incassa il primo parziale.

Il secondo set tronca sin dal primo gioco le ambizioni dell’elvetico. Djokovic rimonta, breakka un disordinato Wawrinka, poi soffre, ma conferma il vantaggio salendo 2-0. L’inerzia del match, dal nono gioco del primo set, si è capovolta ed è il serbo a muovere Stan e ritrovare l’abituale profondità dei colpi. L’hawk-eye chiesto e perso dall’elvetico su un tentativo di inside-in cancella ogni velleità di ritornare a galla, il doppio break è un macigno pesantissimo contro un avversario che serve l’80% di prime in campo. Sul 4-0 Wawrinka concede un assaggio del suo talento distribuendo ogni genere di vincente, ma il match ha davvero poco da raccontare. L’atto finale è l’ennesimo break, il terzo. Un’ora e tre minuti bastano al numero 1 del mondo per approdare in semifinale.

[3] R. Federer b. F. Lopez 6-3 6-4 (Marco Lauria)
federer-lopez
 

Ottavo quarto di finale superato sui nove giocati nell’intero anno solare, diciannovesimo match vinto sul duro dei ventuno disputati. Roger Federer continua a viaggiare ad alta quota e a giocare un tennis incredibilmente offensivo e straordinariamente efficace. L’ultima vittima in ordine di tempo è il malcapitato Feliciano Lopez, il giustiziere di Nadal che ha evitato l’ennesimo capitolo dell’infinita saga del Fedal.

Era preventivabile che i due decidessero di scambiare molto poco. Apre Federer col classicone “servizio e dritto” e Feliciano risponde prendendo per primo la rete e chiudendo la volè di rovescio.Il punteggio segue il servizio sino al 3-2, quando lo spagnolo cala di rendimento con la prima di servizio e stecca due volte concedendo a Federer il break e il seguente mini-parziale di tre giochi a zero. Lopez abbozza un tentativo di reazione e porta a casa il game successivo, ma lo svizzero è semplicemente ingiocabile e ipoteca il primo set in 26 minuti.

Federer riprende dove aveva lasciato, imprimendo un ritmo impressionante al quale il malcapitato Feliciano pare non avere accesso. A tenere a galla lo spagnolo è il servizio, che gioca sovente ad uscire seguendo con la consueta eleganza a rete, ma quando lo scambio supera i tre colpi Federer riesce con regolarità a portare a casa il punto. L’elvetico supera brillantemente il primo passaggio a vuoto del match, quando sotto 0-40 insiste sul dritto di Lopez e sbroglia una situazione intricata, poi in risposta approfitta delle imprecisioni di Feliciano e sul 15-40 intercetta il passante voleando di dritto, ottenendo il secondo break del match e salendo 4-2. Lo spagnolo scorato dall’andamento della partita si consola con un numero “alla Federer”, poi sulla demi-volè in risposta dello svizzero sorride palesando con un primo piano qualche perplessità. La chiusura arriva pochi secondi dopo l’ora di gioco con una volèe di dritto di allungo che spegne la sua corsa nel rettangolo blu e sbriciola le ambizioni di Feliciano.

[3] A. Murray b. [12] R. Gasquet 4-6 6-1 6-4 (Emanuela Palmieri)

murray gasquet stats

Nell’eterna sfida fra Gran Bretagna e Francia, oggi è stato ancora una volta il concreto ed efficace tennis britannico di Murray ad imporsi sul talento e sull’estro transalpino, anche se, bisogna dirlo, Gasquet non ha affatto sfigurato.

Il match comincia con entrambi i giocatori che appaiono molto centrati e determinati a non concedere nulla all’avversario tenendo tanto saldamente in mano i propri turni di battuta da non concedere, fino all’ottavo game, nemmeno l’ombra di una palla break. Poi, in un ottavo, lunghissimo game, durato più di 12 minuti, qualcosa sembra cominciare ad incrinarsi nella solidità al servizio mostrata finora da Gasquet (che, ricordiamolo, nell’intero torneo ha perso la battuta una sola volta) e Murray cerca di approfittarne subito riuscendo repentinamente ad alzare di molto il proprio livello di gioco e a mettere in campo un tennis aggressivo che gli permette di strappare a Gasquet ben tre palle break. Ma il francese si difende con le unghie e con i denti e riesce a salvarsi. E la triplice occasione di break appena sprecata sembra togliere concentrazione a Murray che gioca un nono game bruttissimo lasciandosi breakkare da Gasquet senza che il francese sia costretto neanche a sudare più di tanto per aggiudicarsi il game. E così Gasquet va a servire per il set sul 5-4 e non fallisce tenendo brillantemente il servizio a zero e portandosi a casa il primo set.

All’inizio del secondo set, poi, vediamo subito un Murray deciso a recuperare lo svantaggio che mette così tanta pressione a Gasquet da costringerlo a concedere il break già al secondo game; un vantaggio, però, che lo scozzese rischia di perdere già al game successivo in cui Gasquet riesce a mettere Murray in difficoltà costringendolo a fronteggiare due palle break, ma lo scozzese non perde la calma e così, in pochi minuti, si trova già in vantaggio di 3-0. A questo punto Gasquet appare talmente frastornato  da concedere ancora un ulteriore break al quarto game e permettendo così a Murray di vincere agevolmente il secondo set col punteggio di 6-1.

Il terzo set, infine, vede una partenza sprint di Gasquet che mette in campo, fin dal primo punto, un gioco molto aggressivo, ma lo scozzese ormai ha inserito il pilota automatico sulla modalità “vittoria match” e dunque non si fa intimidire dalla tattica d’attacco del francese tanto che riesce prontamente ad approfittare di un momento di distrazione di Gasquet per piazzare il break già al terzo game. Ma questa partita Gasquet ha intenzione di vincerla tanto quanto Murray per cui non si arrende e continua ad attaccare ottenendo così il controbreak al game successivo. Murray, poi, ci prova subito a riprendersi il vantaggio, riuscendo anche a strappare al francese due palle break, che però Gasquet è molto bravo a salvare e così il punteggio resta in equilibrio ancora per qualche game, fino a quando, al nono game, Gasquet non regge più alla pressione e si lascia breakkare da Murray permettendo allo scozzese di andare a servire per il match, sul 5-4, match che Murray, non senza fatica, porta a casa guadagnandosi così un posto in semifinale.

[Q] A. Dolgopolov b.[6] T. Berdych 6-4 6-2 (Roberto Dell’Olivo)

Stats dolgopolov-berdych

La prima volta di Dolgopolov contro Berdych, dopo quattro sconfitte, vale per l’ucraino l’accesso, per la prima volta in carriera, in semifinale a Cincinnati, un torneo dove, nelle sue apparizioni precedenti, Sasha non aveva vinto nemmeno una partita e che quest’anno l’ha visto al via addirittura dal tabellone delle qualificazioni. Un talento impressionante quello dell’ucraino, ma fatto anche di molti alti e bassi, passando dal numero 13 Atp  del 2012 al 66 del 2015. Oggi ha prevalso il suo talento; Dolgopolov  ha effettuato alla perfezione i suoi cambi di ritmo, di effetto e di angolazione, facendo impazzire il numero sei al mondo. Berdych era arrivato ai quarti lasciando per strada soltanto sei game tra Bellucci e Robredo. Ma uno dei colpi più incisivi del suo repertorio, ovvero la battuta, sta di fatto diventando un problema negli ultimi tempi. Sembra quasi che il ceco abbia cambiato qualcosa al movimento, con conseguente perdita di sicurezza ed efficacia.

Il primo game del match è già lo specchio del match, con Berdych a commettere due doppi falli e con il suo avversario a condurre subito le danze, anche con palle corte deliziose. Il break a favore di Dolgopolov arriverà solo un po’ più tardi, sul 2-2. Oggi l’ucraino ha risposto alla grande, concedendo inoltre davvero pochissimo nei propri turni al servizio. In quaranta minuti finisce così il primo set 6-4 e la musica non cambierà nel secondo. Il primo break ancora sul 2-2, con match che va a senso unico fino al 6-2 finale. L’ucraino non sembra aver intenzione di fermarsi, ma troverà ora Djokovic, con cui ha perso le quattro sfide precedenti, esattamente come prima del match odierno con Berdych. Una semifinale a sorpresa, ma sulla carta molto spettacolare.

Risultati:

[1] N. Djokovic b. [5] S. Wawrinka 6-4 6-1
[3] A. Murray b. [12] R. Gasquet 4-6 6-1 6-4
[2] R. Federer vs F. Lopez 6-3 6-4
[Q] A. Dolgopolov b.[6] T. Berdych 6-4 6-2

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Svelato il calendario dei tornei in Australia: nove eventi in programma più la ATP Cup

Tennis Australia ha inviato il calendario dei tornei pre-Australian Open ai giocatori che potrebbero partecipare

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La stagione 2021 tennistica non è ancora finita, ma gli occhi di tutti sono già puntati verso l’Australian Open 2022, che con il suo obbligo vaccinale sta già facendo discutere tutto il mondo del tennis. La seconda tappa a livello ufficiale è il calendario dei tornei previsti prima dello Slam australiano, inviato oggi tramite un memorandum a tutti i tennisti uomini e donne che potrebbero recarsi in Australia grazie alla loro classifica. Adelaide parte ospitando due tornei in contemporanea con l’ATP Cup, una partenza col botto per il circuito femminile che esordirà con un torneo di categoria 500 in programma dal 2 al 9 gennaio.

Il WTA 500 di Adelaide prenderà il posto in calendario del WTA 500 di Abu Dhabi, vinto lo scorso anno da Aryna Sabalenka. Non è da meno l’inizio del calendario ATP, che dal 1 al 9 gennaio vedrà sfidarsi sedici squadre nazionali da tutto il mondo nella Ken Rosewall Arena di Sydney per l’ATP Cup, ormai appuntamento fisso di prestigio dell’inizio di stagione. Ad Adelaide anche un torneo ATP 250, nello slot di calendario l’anno scorso occupato dall’Antalya Open e da Delray Beach. Calendario ricco anche a Melbourne, che dal 4 al 9 gennaio ospiterà ben due tornei WTA di categoria 250 e un ATP 250.

Spazio anche a tornei di categoria minore tra il 3 e il 9 gennaio, con l’ATP80 e ITF60k di Bendigo e Traralgon, entrambi a Victoria. A chiudere la prima settimana di tornei ci sarà il Victoria Wheelchair Open, dedicato al circuito del tennis wheelchair. Sydney sarà impegnata nella seconda settimana, con un altro WTA500 dal 10 al 15 gennaio al Sydney Olympic Park Centre. Nella stessa sede ci sarà un altro ATP250, erede insieme all’altro ATP250 sempre in programma dal 10 al 15 gennaio ad Adelaide dei due tornei vinti lo scorso anno da Jannik Sinner e Daniel Evans.

 

Il Memorial Drive di Adelaide vedrà in scena anche un altro WTA250, a completare quindi il programma pre-Australian Open con ben cinque tornei riservati alle donne. Victoria ospiterà gli ultimi due tornei del programma, il Melbourne Wheelchair Open allo Hume Tennis Center di Victoria e un torneo Juniors di categoria J1 a Traralgon, entrambi dal 15 al 19 gennaio. Nessuna sorpresa invece per la terza e quarta settimana dello swing australiano, con l’Australian Open maschile e femminile in calendario dal 17 al 30 gennaio. Definite anche le date dell’Australian Open Junior, dal 19 al 29 gennaio, e dell’AO Wheelchair Championship, dal 23 al 27 gennaio.

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Nitto ATP Finals: Zverev è impeccabile, Medvedev mai in partita. Secondo titolo di Maestro per Sascha

Il tedesco è ingiocabile al servizio e la sua potenza imbriglia il gioco del russo. Il primo campione delle Finals di Torino è lui

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[3] A. Zverev b. [2] D. Medvedev 6-4 6-4

Prima della finale di oggi, la prima delle Nitto ATP Finals giocata a Torino, era accaduto 10 volte su 18 che in caso di rivincita in finale tra due giocatori che si erano già affrontati nel girone, il perdente della prima sfida avesse poi ribaltato il risultato nell’atto conclusivo. Bene, ora possiamo aggiornare a 11 su 19.

Alexander Zverev gioca il miglior match del torneo solo poche ore dopo aver eliminato Novak Djokovic in semifinale, annichilendo Daniil Medvedev in appena 75 minuti con un 6-4 6-4 che non rende nemmeno giustizia alla sua superiorità in campo. Medvedev aveva vinto le ultime cinque sfide consecutive con il tedesco di cui due negli ultimi giorni: la semifinale di Parigi Bercy e come detto il match di Round Robin vinto al tie-break decisivo martedì pomeriggio.

 

Per Sascha si tratta inoltre del sesto titolo della sua stagione, il più prestigioso, ed è anche il secondo alle ATP Finals dopo quello vinto a Londra nel 2018. La vittoria di oggi è anche la n.59 di un 2021 chiuso in modo trionfale (Zverev non giocherà le Finals di Coppa Davis).

In entrambi i set il break è arrivato piuttosto presto, nel terzo game del primo e nel gioco di apertura del secondo. Da lì in avanti è cominciata una performance sontuosa del tedesco al servizio che chiuderà il match senza concedere alcuna palla break con 8 ace, un solo doppio fallo e l’83% di punti con la prima messa in campo quasi 3 volte su 4 (74%). Molto bene anche nelle scelte di discesa a rete con Medvedev lontanissimo dal campo in risposta (15 punti su 21).

Con simili numeri è già stato miracoloso il fatto che Medvedev abbia raccolto otto giochi complessivi, considerando che anche da fondo campo il russo è apparso molto lontano da una delle sue versioni migliori chiudendo addirittura con un saldo negativo tra vincenti ed errori (14/16), un autentico inedito per il Medvedev visto questa settimana.

Un Medvedev apparso quasi più apatico del solito in campo, incapace di invertire la tendenza di un match apparso da subito in salita. Forse non si aspettava nemmeno che Zverev fosse così fresco 17 ore dopo la battaglia con Djokovic nella seconda semifinale. Eppure quello più stanco dei due sembrava proprio il russo che ieri pomeriggio aveva passeggiato contro Casper Ruud.

Per Zverev si ripete dunque quanto era accaduto a Ivan Lendl nel 1982: ottenere il secondo titolo di Maestro senza ancora aver mai vinto un torneo del Grande Slam. Gli farà piacere sapere che poi Ivan ne ha vinti ben otto e a lui il tempo certamente non manca.

Il tabellone completo

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ATP Finals, è di Zverev la battaglia con Djokovic: sarà finale contro Medvedev

Il tedesco la spunta in quasi due ore e mezza di gioco e centra la sua seconda finale alle ATP Finals. Bello l’abbraccio a fine partita col serbo

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Alexander Zverev (sinistra) e Novak Djokovic (destra) - Nitto ATP Finals Torino 2021 (foto Twitter @atptour)

[3] A. Zverev b. [1] N. Djokovic 7-6 4-6 6-3

Ci si aspettava una battaglia, battaglia è stata. E a vincerla è Alexander Zverev, che elimina il numero uno del mondo Novak Djokovic in tre set e si qualifica per la finale delle ATP Finals, la seconda della sua carriera dopo quella vinta nel 2018 proprio contro il serbo. Il 24enne tedesco ottiene nel sabato sera del PalaAlpitour di Torino la sua quarta vittoria contro il numero uno del mondo, tornando a batterlo dopo il successo in rimonta di quest’estate alle Olimpiadi di Tokyo. È stata una partita equilibrata e molto combattuta, ma il tedesco complessivamente è stato il giocatore migliore: a fine gara sono 35 i suoi vincenti, contro i 27 del serbo, e 24 i suoi errori gratuiti, contro i 29 di Nole.  Zverev è stato bravo a rintuzzare le variazioni di gioco di Djokovic e lo ha battuto spesso anche negli scambi che si sono allungati oltre i nove colpi (il conteggio totale di questo tipo di scambi a fine gara è di 20-10 a favore del vincitore).

Sascha si giocherà il primo titolo sul suolo di Torino contro Daniil Medvedev e di certo arriverà alla finalissima meno riposato del russo, considerando che il campione dello US Open ha giocato nel pomeriggio (vincendo facilmente contro Ruud) e che la semifinale contro Djokovic è durata la bellezza di 2 ore e 28 minuti. Nole, dal canto suo, saluta Torino con un pizzico di amarezza (brutto il passaggio a vuoto che gli è costato il break nel terzo set) e rimanda ulteriormente l’appuntamento con il sesto trionfo alle ATP Finals, un appuntamento che aspetta dal 2015.

 

PRIMO SET: SUPER ZVEREV – Nel primo set regna l’equilibrio, i primi giochi sfilano via con i turni di servizio rispettati senza scossoni: si arriva al 5-4 senza che alcuno dei due giocatori permetta all’avversario di arrivare a 40 in risposta. Questo è dovuto soprattutto all’ottimo rendimento di entrambi al servizio: Nole vanta in questa fase l’81% di prime di servizio “unreturned” e Sascha il 77%, a conferma anche del fatto che la velocità della superficie torinese rende più agevole il compito di chi serve. La situazione inizia a movimentarsi nel decimo gioco, con Zverev al servizio: uno scambio lungo e di altissimo livello si conclude con uno schema palla corta-lob vincente di Djokovic, che chiama l’aiuto del pubblico. Poi Nole piazza la zampata: accelerazione di rovescio lungolinea vincente e prima palla break dell’incontro sul 30-40. Ma Sascha tira una sassata esterna con la prima palla, si salva e fa 5-5. Nel game successivo i ruoli si invertono: è Zverev che arriva a due palle break (15-40). Nole annulla la prima con un’ottima prima slice a uscire, e sulla seconda si inventa una gran cosa: segue a rete la prima palla centrando una gran demi-volée di rovescio. Una prodezza che gli permette di salire successivamente sul 6-5 garantendosi il tie-break. Tie-break che arriva, perchè nel dodicesimo gioco Sascha combina due pasticci con il diritto a punto già mezzo vinto ma poi si aggrappa a San Servizio e sale 6-6. Nel gioco decisivo, Djokovic commette un sanguinoso doppio fallo e Zverev va 3-2, ma restituisce il mini-break con un evitabilissimo errore di diritto. Il 24enne però torna subito avanti leggendo bene una palla corta del serbo aiutato anche dal nastro, che gli sistema la palla sul diritto per chiudere il punto (5-3). Sul 5-4 c’è uno scambio massacrante: Nole tenta di avvolgere l’avversario nella sua ragnatela, ma il tedesco si inventa un rovescio da applausi dal centro del campo (6-4). Ed è buono il primo set point, con la prima vincente: è 7-6 Zverev dopo un’ora esatta di gioco. Ed è un verdetto che può dirsi meritato, se si considera che la bilancia dei vincenti pende nettamente dalla parte del tedesco (14-8), il quale vince il 67% di punti sulla seconda contro il 38% di Nole.

SECONDO SET: LA ZAMPATA DI NOVAK – Segnali di cedimento di Djoko nel secondo gioco del secondo set, ma Zverev, avanti 15-30 in risposta, spreca una ghiotta opportunità mettendo fuori un (per lui) non impossibile passante di diritto in recupero (1-1). Salvo che in quella circostanza, non ci sono grandi scossoni e si arriva al 4-4. Sul servizio tedesco, Nole si fa avanti e sale 15-30 con uno smash, poi prende ancora il centro del campo affondando col diritto e chiudendo con un altro smash: palla break sul 30-40. Ma Zverev la annulla con un ace al centro. Djoko però spara un vincente con il rovescio incrociato, che impatta la linea (inutile il falco chiamato da Zverev): la seconda occasione è quella buona perché il serbo tira fuori una risposta da campione alla prima di servizio del tedesco (5-4). Il numero uno del mondo va a servire per il secondo set (dopo aver piantato un urlaccio al suo box affinché gli venisse portato un collirio al cambio di campo) e, con l’aiutino di Zverev che va fuori giri col rovescio, ha due set point a disposizione: ma concede due errori e il tedesco si arrampica sul 40-40. Qui però l’asso di Belgrado scaglia un ace al centro, ma Zverev non sta a guardare, entra dentro il campo e chiude col diritto. Al momento giusto arriva un’altra prima vincente ma sul quarto set point Zverev risponde alla grande col diritto. Sascha cerca un vincente col rovescio lungo linea ma la palla gli esce, e il quinto set point è quello buono con l’ace al centro di Nole, il sesto del suo match. Al termine di altro set equilibrato è chirurgico il serbo, che al momento giusto si aiuta con il servizio e non concede palle break in questo parziale: dopo un’ora e 49 minuti si va al terzo set.

TERZO SET: ZVEREV NON TREMA – Il turning point è nel quarto game, quando Djokovic si trova a dover fronteggiare due palle break dopo aver affossato malamente un diritto (15-40). Sulla prima, il rovescio di Zverev è lungo; ma sulla seconda il serbo casca sul terreno che dovrebbe essere a lui favorevole, sbagliando in lunghezza un rovescio in manovra durante uno scambio dal fondo che si era allungato. Zverev sale 3-1 e servizio e conferma il break aiutandosi con la prima palla (4-1). Nole sale 4-2 tenendo il servizio a zero, ma è nei turni di battuta di Alexander che ora si gioca la partita: è noto come Sascha in simili circostanze a volte ceda mentalmente e in effetti il tedescone concede palla del contro-break regalando col diritto. Però Nole gli dà una mano, forzando in modo inopportuno col diritto: la palla è lunga. Zverev tira un sospiro di sollievo anche nel punto seguente, quando, chiamato a rete dal serbo, vede il suo passante di rovescio sfilare fuori (non era facilissimo, per la verità). Infine, con una prima vincente Sascha si assicura la possibilità di servire per il match (5-2). Djokovic tiene il servizio in un gioco facile e interlocutorio (5-3) e si arriva al momento della verità: Zverev stavolta non trema, serve bene, comanda il gioco e arriva a tre match point quando un recupero di Djokovic sfila lungo. E porta a casa il match alla sua maniera, con un ace centrale. Il braccio di ferro lo vince Sascha, il bell’abbraccio a rete è una degna conclusione.


LE PAROLE A CALDO – A caldo, ai microfoni di Diego Nargiso, Zverev ha voluto fare un tributo a Djokovic: “A volte ci si dimentica tutto quello che Novak ha raggiunto. Abbiamo giocato cinque volte quest’anno e voglio dargli un tributo. E’ un giocatore pazzesco, il migliore di tutti i tempi, nessuno merita rispetto più di lui. La finale con Medvedev? Sarà una grande partita e spero che il pubblico sia dalla mia parte! Io sono il campione olimpico, lui ha vinto lo US Open, cercheremo di dare vita al miglior show possibile”.

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