Coppa Davis, semifinali: Murray porta la Gran Bretagna in finale, Goffin e Darcis rimontano l'Argentina. Finale in Belgio a novembre

Coppa Davis

Coppa Davis, semifinali: Murray porta la Gran Bretagna in finale, Goffin e Darcis rimontano l’Argentina. Finale in Belgio a novembre

Nella semifinale di Coppa Davis di Glasgow il nr.1 britannico travolte Bernard Tomic in 3 set e porta la Gran Bretagna in finale dopo 37 anni. Finale che sarà in Belgio, dove oggi a Bruxelles Goffin ha battuto nettamente Schwartzman e Darcis ha superato in 4 set Delbonis coronando la rimonta locale contro l’Argentina

Pubblicato

il

 
 

COPPA DAVIS, Semifinali
Gran Bretagna-Australia 3-1 (Raffaello Esposito)

A. Murray b B. Tomic 7-5 6-3 6-2

Bernard Tomic possiede il tennis per battere chiunque, ma non se lo gioca solo un’ora a match.
Andy Murray è un lottatore, un Davis man, uno che non muore mai e perde raramente con qualcuno che non sia Nole o Roger. In più ha alle spalle una nazione che ha inventato il gioco ma non vince la Davis dal 1936 e non va in finale dal 1978. Come dite che finirà? Ai posteri l’ardua sentenza ma sotto sotto tutto è pronto per la festa. Nei due precedenti, entrambi sul duro, Bernard ha raccattato nove games in quattro set perdendo sempre netto e il capitano Masur oggi avrebbe bisogno di un miracolo per sperare ancora, ovvero un Tomic concentrato al massimo per almeno quattro ore. C’è il grande Pat Cash all’Arena e secondo lui l’unica speranza aussie sta nella possibile fatica accumulata da Andy ieri nell’esaltante sfida del doppio.

 

Così non sembra essere all’inizio del match. Andy entra convinto in partita, palleggia profondo mettendo subito in difficoltà l’avversario e gli strappa  il servizio nel quarto gioco. Al grido di “Let’s go Andy / let’s go” ritmato dalle tribune l0 scozzese va sul 4-1 e poi sul 5-3. Quando si presenta a servire per il set Murray va sul 30-15 ma il punto successivo gira il game. Tomic colpisce un rovescio profondo che viene chiamato out e chiede falco. La palla è dentro di mezzo millimetro, si ripete e l’australiano va sul 30 pari e poi sul 30-40 con una stecca di Andy il quale annulla e va a set point. E’ Bernard adesso ad annullare con un passante di rovescio e a conquistarsi un’occasione con una gran risposta lungo linea di dritto. Andy mette poi largo un facile rovescio ed è tutto da rifare. Murray è passato ieri da una situazione simile, non si scompone e chiude comunque il set con un secondo break nel dodicesimo gioco. Va subito sullo 0-40, Tomic è bravo e coraggioso nell’annullare le prime due opportunità ma alla terza capitola. Il punteggio è 7-5 ma poteva essere più netto.

Sulle ali dello scampato pericolo è ancora Andy a scattare meglio nel secondo set, strappa il servizio a Tomic ancora nel quarto game e con quattro aces e un servizio vincente nei suoi successivi due turni di battuta va facile sul 5-3. Stavolta non c’è thrilling ed è due set a zero Gran Bretagna.

All’inizio del terzo set siamo già  ai titoli di coda perché l’australiano non sembra avere armi tecniche contro Andy né tantomeno risorse da lottatore e cede subito subendo un break a zero nel terzo gioco. Murray non si distrae più, domina anche gli scambi che perde e sta servendo benissimo dalla fine del primo set. Tomic non ha una singola occasione e cede ancora la battuta facendosi rimontare da 40-15 nel settimo game, che Murray alla fine vince recuperando con un lob sulla riga un attacco a tutto braccio dell’avversario. Ora è proprio finita, lo scozzese tiene l’ultimo servizio a 15 e alza le braccia al cielo.

La Gran Bretagna ha dimostrato una volta di più di saper resistere alle pressioni e di meritare pienamente la finale. Dopo Wimbledon 2013 quindi Murray è ancora sulle tracce di Fred Perry, ultimo inglese ad alzare la coppa.

 

Belgio-Argentina 3-2 (Diego Serra)

D. Goffin b. D. Schwartzman 6-3 6-2 6-1

Tutto si potrà dire al termine di questa semifinale di Coppa Davis meno che David Goffin non abbia fatto il proprio dovere per il suo Belgio. Ha portato il primo punto venerdì e oggi ha rimediato al Forrest National alla sconfitta di Darcis nel secondo incontro, e del doppio ieri. Partita senza storia contro Diego Schwartzman, numero 68 dell’ATP, troppa la differenza in campo per il sostituto di Leonardo Mayer.

Primo set equilibrato, con anzi le prime palle break a disposizione dell’argentino. Risponde bene col servizio Goffin che poi strappa un break all’avversario nell’ottavo game, con chiusura per 6 a 3 su servizio.

Nel set successivo break di Goffin nel primo game e poi successivamente nel quinto, con Schwartzman davvero in difficoltà col ritmo del numero 15 del mondo. Quattro set point a disposizione del belga per chiudere il set e si finisce per 6 a 2.

Terzo set senza storia, Schwartzman senza energie che perde il servizio nel primo, nel quinto e settimo conclusivo game, con l’argentino che praticamente non gioca sulla battuta di Goffin. Ora come da sorteggio dovrebbero essere Darcis e Delbonis a decidere la seconda finalista di Coppa Davis.

Darcis-Delbonis 6-4 2-6 7-5 7-6(3)

Alla fine ce l’ha fatta Steve Darcis a regalare la finale di Coppa Davis 2015 al Belgio. In un week end storico per i colori della sua Nazione, ma sicuramente non semplicissimo per lui. Sconfitto nel secondo singolare di venerdì e poi ieri in doppio. E chissà cosa deve aver pensato Darcis quando nel decimo game del quarto set, col servizio a disposizione, ha fallito due match point per poi essere brekkato. Bravo davvero a mantenere nervi e testa ben saldi e giocarsi poi un ottimo tiebreak vincente, contro un Delbonis esausto.

Ma andiamo con ordine. In campo due tennisti distanziati in classifica ATP solo da una posizione, 64 a 65. Primo set dove si gioca poco sui servizi, ma determinante è il settimo game, con break di Darcis e set messo in ghiaccio. Secondo set con lo stesso andamento, ma stavolta nel sesto game, e servizio belga, è Delbonis ad avere tre palle break, di cui l’ultima sfruttata. Si disunisce Darcis che finisce col perdere anche l’ottavo game, con break, e l’argentino chiude per 6 a 2. Match di nuovo in parità.

Di nuovo tanto equilibrio nel terzo set, con i giocatori davvero in difficoltà nella ribattuta e si arriva all’undicesimo game, perso a zero da Delbonis, con il servizio a disposizione. Bravo Darcis ad approfittare del momento di sbandamento del rivale. Il pubblico applaude e batte i piedi. Si chiude per 7 a 5 col servizio Darcis, tenuto a zero.
Nel quarto set i due tennisti si scambiano il servizio nel terzo e quarto game, ma è di nuovo Delbonis a perdere il servizio nel quinto game, aprendo a Darcis il decimo incredibile game. Due i match point non sfruttati con il servizio dal belga, bravo Delbonis a isolarsi e a rispondere. Si va al tiebreak. Tre mini break a uno per Darcis, ma anche due match point che di nuovo il belga non porta a casa, di cui uno con il servizio a disposizione. L’agonia per il pubblico del Forest National sembra non finire. Il terzo match point regala però al Belgio la finale. Si chiude 7 a 3. Ora in finale la Gran Bretagna, Belgio forse sfavorito ma se Goffin gioca come sa e Darcis non smette di credere nelle favole, tutto può succedere.

Continua a leggere
Commenti

Coppa Davis

Santopadre: “Matteo si rialza sempre! Andiamo a Malaga tra le favorite ma nessuna squadra è debole”

Il coach di Berrettini racconta al direttore la settimana bolognese di Coppa Davis e le prospettive per la fase finale di Malaga

Pubblicato

il

Continua a leggere

Coppa Davis

Coppa Davis in crisi? No, il pubblico negli stadi cresce rispetto agli anni scorsi

La nuova versione della Coppa Davis ha attirato molte critiche per la nuova formula, ma stando a quanto comunicato dall’ITF l’affluenza nelle quattro sedi di gara dice che al pubblico piace sempre

Pubblicato

il

Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

La rivoluzione della Coppa Davis andata in scena negli ultimi anni ha proposto una competizione sicuramente molto diversa rispetto a quella che eravamo abituati a conoscere. E ovviamente non sono mancate le critiche, sia per la formula a gironi, sia per la diminuzione dei match (da cinque a tre per ogni incontro), sia per il fatto che spesso i match finiscono a tarda ora (l’ultimo a lamentarsene è stato Andy Murray). La ITF, al fianco del partner Kosmos, ha respinto tutte le critiche – vedi anche l’intervista rilasciata al direttore Ubaldo Scanagatta dal presidente David Haggerty – e sta cercando tuttora di far evolvere in senso positivo la competizione. Ad esempio, quest’anno la fase a gironi è stata anticipata da novembre a settembre, in modo da staccarla da quella a eliminazione diretta, per rendere meno impegnativo il calendario dei giocatori coinvolti.

Da notare c’è che stando ai dati diramati oggi dalla ITF e da Kosmos, la Coppa Davis non ha perso il suo fascino da massima competizione mondiale del tennis per nazioni, e nemmeno il pubblico all’interno dei palazzetti di gara (nella scorsa settimana si è giocato a Casalecchio di Reno, Glasgow, Valencia e Amburgo). Infatti, viene comunicato che un totale di 113.268 persone hanno acquistato un biglietto per la fase appena chiusa, con 26.445 persone presenti nella sola domenica di gare. Un dato che grossomodo equivale a quello fatto registrare nel 2021, per la fase finale che si è giocata tra Torino e Madrid. Insomma, considerando che si deve giocare la fase più calda della competizione (a Malaga dal 21 al 27 novembre), l’affluenza di quest’anno finirà per essere maggiore rispetto a quella della passata edizione.

“I numeri di oggi sono molto simili a quelli visti nelle intere edizioni del 2019 e del 2021 – ha affermato Enric Rojas, il Ceo di Kosmos -. Ci aspettiamo tra le 50mila e le 60mila persone a Malaga. Il miglioramento in termini di affluenza, percentuale di riempimento degli stadi e fan engagement sarà, a nostro giudizio, enorme”. Per ora a Malaga sono stati venduti 20mila biglietti circa e verosimilmente, ora che si sanno le squadre protagoniste, tra cui c’è anche l’Italia, inizia il periodo più caldo per le vendite dei biglietti.

 

Continua a leggere

Coppa Davis

Canè: “Vincere la Davis quest’anno? Io ci credo. Mi chiedono ancora del match con Wilander”

L’ex tennista azzurro oggi commentatore tecnico: “Il tennis italiano è a posto per dieci anni”

Pubblicato

il

Paolo Canè (Instagram @paolocaneofficial)
Paolo Canè (Instagram @paolocaneofficial)

Il turbo rovescio, le urla di Galeazzi e quella vittoria in Davis su Wilander. Paolo Canè è rimasto nella memoria di molti appassionati di tennis per quell’epica vittoria del 1990, ma è stato un giocatore divertente e completo in grado di togliersi le sue soddisfazioni ed arrivare al n.26 ATP. Oggi è rimasto a stretto contatto col mondo del tennis e la sua voce accompagna le immagini dei tornei dello Slam in quanto commentatore di Eurosport. Canè è stato intervistato negli scorsi giorni da Repubblica Bologna, durante la settimana di Coppa Davis, e ha espresso il suo parere sulle chances della squadra capitanata da Filippo Volandri. “Questi ragaz zi se sono al completo già quest’anno possono vincere la Coppa – sono state le parole di Canè -. E comunque al di là di come finisce stavolta, per dieci anni il nostro tennis è a posto, questa è una generazione da favola. Non ci sono solo Berrettini e Sinner: Musetti è uno spettacolo, il suo tennis incanta, Fognini ancora oggi ha un talento unico, Bolelli avete visto come ha giocato contro la Croazia. Quei due si integrano alla perfezione, il genio di Fognini, le sue fiammate, e la solidità e la potenza di Bolelli”.


Canè rievoca il famoso match con Wilander: “Giocammo su due giorni, interrompemmo la sera che eravamo due set pari, non ci si vedeva più. Eravamo 2-2, era il punto decisivo. Chiesi a Panatta, che era il capitano, di cenare da solo, volevo restare concentrato, avevo in testa quel pensiero lì e basta, volevo batterlo, dicevo, Mats è stato numero uno, ha vinto tantissimo, stavolta deve toccare a me”. E spiega anche come interpreti la sua esperienza da seconda voce tv: “Mi piace molto, è un’esperienza che mi completa, ho capito che non bisogna parlare sempre, commentare ogni punto, perché si diventa noiosi. Su una partita di 5 set poi la gente si stufa. Bisogna spiegare, coi tempi giusti”.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement