ATP Ranking: Nadal come Federer, riuscirà a risalire?

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ATP Ranking: Nadal come Federer, riuscirà a risalire?

Rafa Nadal, nel 2015, quasi mai è riuscito a giocare il suo miglior tennis. Sembra un tennista diverso da quello che fino a poco tempo fa dominava il circuito e che era il re incontrastato della terra battuta. Cosa gli è successo? Quali sono i motivi della sua involuzione? Riuscirà a risalire in classifica e tornare grande? Vediamo cosa ci dicono i numeri

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Nella settimana appena trascorsa, senza tornei ATP, e con la sola Coppa Davis in programma, non si sono registrati cambiamenti significativi nella classifica mondiale. Abbiamo deciso, quindi, di approfittare di questi sette giorni di “pausa” per soffermarci sulla situazione attuale di Rafa Nadal. Sì, avete capito bene, proprio lui. Il tennista, capace di vincere 14 tornei dello Slam, di cui 9 Roland Garros, 27 Masters 1000, la medaglia d’oro alle Olimpiadi del 2008 e 4 Coppe Davis, che sta attraversando probabilmente il momento più difficile della sua carriera.

Costretto a saltare gran parte della scorsa stagione, a causa dell’infortunio al polso destro, il 2015 per Nadal doveva essere l’anno del riscatto, soprattutto a livello di continuità. Se è vero che nel 2014 aveva raggiunto comunque picchi molto alti, il trionfo al Roland Garros contro Novak Djokovic ne è stato un esempio evidente, ciò che gli è spesso mancata è stata la costanza di rendimento nei tornei sul veloce. Basti pensare alle sorprendenti eliminazioni ad Halle contro Dustin Brown e a Wimbledon per mano di Nick Kyrgios. Nonostante, però, tutte le buone intenzioni e nonostante abbia sempre dichiarato di aver risolto i problemi fisici che hanno attanagliato gran parte della sua carriera, questa stagione, iniziata male con l’eliminazione al primo turno di Doha per mano di Michael Barrer, si sta rivelando totalmente negativa. Ovviamente non è ancora finita, ci sono ancora due Masters 1000, ma sembra comunque molto difficile che il maiorchino possa competere con i migliori. Nel 2015 Nadal ha vinto solo tre tornei, di cui due ATP 250 (Buenos Aires e Stoccarda) e un ATP 500 (Amburgo) e negli Slam non si è mai spinto oltre i quarti di finale. Un dato che indubbiamente sorprende è rappresentato dalle vittorie contro giocatori classificati nella prime 10 posizioni della classifica. In questa stagione il nove volte trionfatore del Roland Garros ha battuto solo due top 10: David Ferrer, a Montecarlo, e Tomas Berdych, a Madrid.

Volendo fare un confronto, il 2015 di Nadal ricorda incredibilmente il 2013 di Roger Federer. Nel suo “annus orribilis” lo svizzero si aggiudicò un solo titolo ATP (Halle), nei tornei dello Slam il suo miglior risultato fu la semifinale all’Australian Open, poi raggiunse i quarti di finale al Roland Garros, il secondo turno a Wimbledon e il quarto turno agli US Open. Nel ranking mondiale Federer abbandonò la top 4 l’8 luglio 2013 per farvi ritorno soltanto il 31 marzo 2014. Nell’arco di questi nove mesi il suo andamento in classifica fu emblematico: prima numero 5, poi numero 6, poi numero 8, poi di nuovo numero 5. Pian piano però iniziò la risalita. Il 31 marzo 2014 raggiunse la posizione numero 4, dal 7 luglio fino al 6 ottobre fu numero 3, dal 13 ottobre ad oggi occupa la posizione numero 2.

 

Al momento Nadal è numero 7. Sono trascorse, però, 18 settimane dalla sua ultima volta nella top 4 del ranking mondiale, l’ultima volta da numero 2 risale al 6 ottobre 2014, mentre da numero 1 al 23 giugno 2014.

Questa tabella mostra l’andamento di Nadal nel ranking ATP nelle ultime settimane

nadal ranking

Questa settimana, eccezion fatta per Bernard Tomic (20), che guadagna tre posizioni, non si registrano altri cambiamenti nelle zone alte del ranking mondiale. Fuori dalla top 25, Jack Sock (28) e Fabio Fognini (29) si scambiano la posizione. Avanzano Philipp Kohlschreiber (33), Alexander Dolgopolov (34), Martin Klizan (35) e Leonardo Mayer (36). Perdono terreno Borna Coric (38), Joao Sousa (53) e Andreas Haider-Maurer (61). Raggiungono la loro miglior classifica: Ruben Bemelmans (85), Daniel Munoz-De la Nava (87), Marco Cecchinato (90), Inigo Cervantes (102) e John-Patrick Smith (109).

ATP TOP 25

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ATP RACE TO LONDON

Settimana senza variazioni anche per quanto riguarda la Race. Sono già qualificati per le ATP World Tour Finals di Londra: Novak Djokovic, Andy Murray, Roger Federer e Stan Wawrinka. Al momento l’ultimo posto valevole per la partecipazione al torneo dei Maestri è occupato da David Ferrer.

Race

ITALIAN RANKING

Per quanto riguarda la classifica degli italiani, il numero 1 azzurro Andreas Seppi conferma la 25° posizione. Stabile anche Simone Bolelli (63). Sale di una posizione Paolo Lorenzi (88), ne guadagna invece cinque Marco Cecchinato (90). Bene Thomas Fabbiano (175), che fa registrare un +11.

italiani

TEEN RANKING

La classifica prende in considerazione i tennisti che non hanno ancora compiuto i 20 anni. Il numero 1 è il croato Borna Coric. Al secondo posto si piazza l’australiano Thanasi Kokkinakis.

ATP Nome Nazionalità Data di nascita
38 Borna Coric CRO 14-11-1996
70 Thanasi Kokkinakis AUS 10-04-1996
73 Hyeon Chung KOR 19-05-1996
79 Alexander Zverev GER 20-04-1997
127 Elias Ymer SWE 10-04-1996
143 Jared Donaldson USA 09-10-1996
145 Yoshihito Nishioka JPN 27-09-1995
164 Karen Khachanov RUS 21-05-1996
178 Andrey Rublev RUS 20-10-1997
218 Quentin Halys FRA 26-10-1996
248 Duckhee Lee KOR 29-05-1998
251 Frances Tiafoe USA 20-01-1998
272 Omar Jasika AUS 18-05-1997
297 Nicolas Jarry CHI 11-10-1995
305 Christian Garin CHI 30-05-1996

NATION RANKING

La classifica per nazioni somma il ranking dei primi tre giocatori di ogni Paese. Conduce la Spagna con Rafael Nadal (7), David Ferrer (8) e Feliciano Lopez (16). Al secondo posto si piazza la Francia con Gilles Simon (10), Richard Gasquet (11) e Jo-Wilfried Tsonga (17). La Svizzera di Roger Federer e Stan Wawrinka è 15°.

1 Spagna 31
2 Francia 38
3 Croazia 70
4 Stati Uniti 82
5 Australia 116
6 Italia 117
7 Serbia 119
8 Repubblica Ceca 127
9 Argentina 144
10 Germania 183
11 Austria 193
12 Ucraina 207
13 Russia 242
14 Giappone 243
15 Svizzera 280

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ATP Sofia, Sinner fa 11 in Bulgaria e accede alla semifinale: altri punti importanti per la Race

Avvio e conclusione di match non impeccabili per Jannik Sinner che però surclassa Vukic nella parte centrale dell’incontro. C’è Holger Rune tra lui e la finale

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Jannik Sinner - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

[1] J. Sinner b. A. Vukic 6-2 6-3

Dopo la decima vittoria consecutiva in Bulgaria, arriva anche l’undecima. Jannik Sinner ha infatti eliminato in due set l’australiano Vukic nei quarti di finale dell’ATP 250 di Sofia, di cui l’azzurro ha in bacheca già due titoli. Il numero uno italiano ha iniziato e finito il match con qualche errore di troppo, ma è stato ingiocabile per l’avversario nella porzione centrale dell’incontro in cui ha infilato sette game consecutivi (dal 2-2 del primo set al 6-2 3-0). Nella semifinale della parte alta del Sofia Open, domani Jannik sfiderà Ivashka (sarebbe una riedizione dell’ottavo di finale giocato allo US Open a inizio mese) o Rune (sarebbe il primo incontro tra i due Next Gen) con l’obiettivo di guadagnare altri punti preziosi in ottica Race verso Torino: con la vittoria odierna, intanto, ha superato Carreno Busta portandosi in 12esima posizione.

IL MATCH – Nel game di apertura sembra andare tutto liscio per il numero 10 del mondo, ma le cose gli si complicano a causa degli eccessivi errori sia col servizio (3 doppi falli) che col rovescio: si va quindi ai vantaggi da cui ne vengono fuori quattro palle break per Vukic. A livello di scambi però l’australiano è un po’ fiacco e non regge il livello dell’italiano e ciò gli impedisce di sfruttare a dovere le sue chance. Jannik riesce a tirarsi fuori dal guado proprio grazie al servizio. La grande lotta prosegue e poco dopo è l’azzurro, grazie ad uno splendido passante di rovescio, a guadagnarsi la prima palla break, vanificata con un errore.

 

È comunque il presupposto necessario per tornare alla carica nel turno di risposta successivo: sul 3-2 in suo favore, Sinner prende la matita dal suo astuccio e disegna il campo con precisione giottesca. Lo fa per due punti consecutivi che gli valgono il break, confermato poi con un game da tre ace. Il 2001 di San Candido non si accontenta di essersi assicurato la possibilità di servire per il set e sul 5-2 brekka ancora trovando un paio di risposte di dritto con cui prende subito le redini dello scambio. Dopo 40 minuti il primo set è suo.

Jannik è evidentemente a suo agio in campo e prosegue sulla strada intrapresa dal 2-2 del primo set. Vukic è in balia dell’azzurro che è devastante in qualsiasi aspetto del gioco, colpi al volo compresi. Non si registrano più errori da parte di Sinner che così brekka a zero in apertura. I giochi vinti consecutivamente dal numero 10 del mondo diventano poi sette, prima che l’australiano riesca a fermare l’emorragia sfruttando il primo unforced nel set di Jannik. Il gioco dell’italiano non è più scoppiettante come fino a pochi minuti prima e Vukic prova ad approfittarne in un game piuttosto fortunato per lui: prima una traiettoria mal valutata da Sinner e poi un colpo rimasto in campo per millimetri (oltre a un doppio fallo di Jannik) lo portano ad avere due palle break. Sulla seconda, l’azzurro strappa con il dritto permettendo all’avversario di rientrare nel match.

In realtà è solo un’illusione per Vukic che non riesce a cogliere l’attimo. Sinner, invece, ritrova concentrazione e senza rischiare troppo si riguadagna il break di vantaggio. Il numero uno italiano può quindi servire per il match ma i patemi non sono finiti: l’australiano, cresciuto di rendimento con il dritto, sfrutta anche qualche incertezza di Jannik (tra cui un doppio fallo e uno smash fuori misura) per annullare due match point e avere una palla break. Alla terza occasione, però, Vukic non trova il campo in risposta: Sinner chiude sul 6-2 6-3 in un’ora e venti minuti e raggiunge la seconda semifinale dell’anno (la tredicesima in carriera) dopo quella di Umago.

E IL QUARTO SEMIFINALISTA È… – Sarà Holger Rune l’avversario di Jannik sabato pomeriggio. Il diciannovenne danese si è imposto su Ilya Ivashka per 6-2 5-7 6-4 in due ore e venti minuti conquistandosi così anche il pass per le Intesa Sanpaolo Next Gen Finals. Sprazzi di ottimo tennis da parte di Holger, ma anche qualche momento di appannamento, come nel dodicesimo game del secondo set, con la smorzata sullo 0-15, dopo l’errore di rovescio, con cui apre la strada al break irrecuperabile. E almeno uno dei quattro vantaggi esterni che si era ben conquistato qualche gioco prima, sull’1-1, avrebbe potuto essere gestito meglio. Ma è infine stato cinico ad approfittare di un game praticamente senza prima battuta (e anche senza una seconda) di Ivashka, andando poi a chiudere al servizio al secondo match point.

IL TABELLONE DELL’ATP 250 DI SOFIA

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Lorenzo Musetti: “Mai servito così bene. Coppa Davis? L’Italia tra le top 3”

“Mai successo di fare così tanti ace, forse è frutto del cambio di maturità che sto facendo”, così il 20enne Musetti in vista della semifinale a Sofia

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Lorenzo Musetti - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

Sulla carta non era un match facile visto l’ottimo stato di forma di Jan-Lennard Struff, ed infatti si è rivelata una giornata piuttosto complicata quella di Lorenzo Musetti. Il numero 30 del mondo ha fatto appello a tutta la sua classe e per una volta anche al suo servizio, per avere la meglio 7-6(3) 6-1 nei quarti di finale del torneo di Sofia. “Oggi è stata una grande prova perché Jan stava giocando bene, molto offensivo, un gioco che a me dà fastidio” ha spiegato Lorenzo al termine del match. “Sin dal primo game mi ha messo molta pressione e io ho fatto due doppi falli perché lui era molto offensivo e stava molto dentro il campo però sono stato bravo ad avere una grossa energia, specialmente fisica, agonistica. Poi credo di aver servito mai così bene nella vita”.

“Non mi era mai successo di fare così tanti ace [9] ma forse è frutto del lavoro che ho fatto, del cambio di maturità che sto facendo, quindi sono veramente felice”. L’atteggiamento inizia ad essere sempre più quello di un tennista professionista, poco incline a lasciarsi andare alle distrazioni passeggere che ogni match può riservare. E la sfida di domani contro lo svizzero Marc-Andrea Huesler (26 anni, n.95) non sarà da meno, visto che anche lui predilige un gioco aggressivo. “L’ho visto, è uno che viene spesso a rete anche se non ha una buonissima mobilità essendo molto alto, però ha dei buonissimi fondamentali e io sono pronto per andare avanti”.

Gli eventi tennistici italiani non sono mai stati fitti come quest’anno e tra gli appuntamenti imminenti che il 20enne di Carrara non può assolutamente perdersi è l’UniCredit Firenze Open, in programma dall’8 al 16 ottobre. “Sicuramente da quando è stato annunciato l’evento di Firenze tutti i miei amici sono pronti e carichi anche a mollare l’Università per venire a vedermi e supportarmi, quindi avrò sicuramente la fortuna di avere il tifo dalla mia parte. ma sto facendo sicuramente del mio meglio anche per averlo qua a Sofia. Pensiamo a domani e come affrontare il match al meglio”.

 

A novembre poi sarà il momento di tornare a vestire la maglia della Nazionale italiana per la Coppa Davis, con la quale Musetti ha fatto tanto bene a Bologna. I prossimi avversari saranno gli statunitensi, una delle squadre sulla carta più temibili. Ma quali sono le favorite per Lorenzo? “Il nostro nome lo metto nelle prime tre, poi anche la spagna al completo. Senza Nadal cambierà un pochino ma ci saranno Carreño Busta o Bautista Agut che vengono da belle partite, più Fokina che è molto in forma e ovviamente Carlos. Ma l’America può dire la sua con Fritz e Tiafoe, ora Opelka si è operato, quindi Isner. Poi conta tanto anche il doppio quindi gli Stati Uniti li metto tra i favoriti”.

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ATP Sofia: Musetti e il suo tennis champagne tramortiscono uno Struff decisamente in forma

Lorenzo ha dichiarato, nell’intervista a caldo: “Penso di aver giocato uno dei miei migliori match su questa superficie”. In semifinale ad attenderlo ci sarà lo svizzero Huesler

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Lorenzo Musetti - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

[4] L. Musetti b. [Q] J-L. Struff 7-6(3) 6-1

Lorenzo il Magnifico, è stato l’appellativo con cui è passato alla storia Lorenzo de “Medici, il massimo esponente della famiglia nobiliare di banchieri fiorentini che per più di tre secoli detenne il potere nell’intero territorio toscano e non solo. Questa espressione è stata riportata in auge, in tempi recenti nell’alone sportivo, per definire le gesta del calciatore azzurro Lorenzo Insigne. Ebbene, certamente, lo stesso aggettivo trionfale può affiancarsi degnamente ad un altro Lore, uno che dipinge e infiamma con una racchetta in mano. Anche lui toscano come il grande discendente della Dinastia medicea, un ventenne di Carrara che continua ad incantare: oggi infatti nell’ultimo quarto del tabellone del Sofia Open 2022, dopo alcune complessità iniziali, Lorenzo Musetti ha gozzovigliato sui resti di un Jan-Lennard Struff in grandissimo spolvero in questa settimana, il tedesco veniva da quattro vittorie consecutive – è partito dalle quali – e nell’ultima partita contro Humbert aveva perso un solo quindici con la prima senza concedere alcun break point. Inoltre il n. 133 ATP arrivava anche da tre successi in Coppa Davis, dunque la striscia nella sua totalità era di 7 affermazioni in fila, che avevano trascinato la Germania alla fase finale. Ma nulla ha potuto contro il n. 30, che prima l’ha cucinato a fuoco lento per poi travolgerlo attraverso una versione di sé, ostriche, caviale e champagne: 7-6(3) 6-1 in 1h17‘.

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IL MATCH – Partita che al contrario di quello che potrebbe far pensare la differenza in classifica, nasconde parecchie insidie per l’azzurro. Il tedesco è certamente un giocatore che vale molto di più del suo attuale ranking di n. 133, – disceso principalmente a causa di un’infortunio all’alluce destro, occorso durante il torneo di Miami, e che lo ha tenuto fuori fino alla stagione su erba: è rientrato a Stoccarda – sicuramente una piazza tra la cinquantesima e la sessantesima posizione sarebbe maggiormente congeniale al suo reale valore. Le qualità del 32enne di Warstein si conoscono perfettamente, un tennista molto potente dotato di grandi accelerazioni in grado di lasciare di sasso gli avversari. Queste debordanti fiammate, specialmente di dritto, sono in ottima compagnia dato che ad affiancarle c’è un servizio dall’assoluta efficacia e penetrazione. Quando il n. 4 di Germania può contare sul proprio fondamentale d’inizio gioco in versione deluxe, è veramente dura provare a contrastarlo. L’unica possibilità è muoverlo in continuazione, in modo tale da allungare lo scambio a tal punto da riuscire così ad evidenziare le enormi difficoltà, che l’ex n. 29 ATP incontra negli spostamenti laterali.

In sostanza Jan-Lennard, se può colpire le sue fiondate da fermo è un avversario ostico per tutti e che nessuno vorrebbe mai incrociare, soprattutto sulle superfici rapide; mentre invece se lo si porta a dover fare il tergicristallo diventa un tennista assolutamente prevedibile e alquanto falloso. Infatti, considerando la sua mole – 1,93 per 92 Kg – il proprio stile di gioco non può che essere nettamente offensivo e propositivo, verticalizza con costanza e non disdegna – tutt’altro – le discese a rete. Non a caso è un abile volleatore, oltre che un amante del servizio e volée.

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L’inizio vede entrambi i protagonisti commettere due doppi falli a testa, ma quelli italici rivestono un peso specifico nell’economia del punteggio, di gran lunga superiore. Struff, infatti, si porta rapidamente sul 3-0 partendo con una resa magistrale della sua prima di servizio, 8 punti vinti su 11. Se il classe ’90 dovesse mantenere questi standard alla battuta per tutta la durata del match, ci sarebbe ben poco da fare per Musetti; il 20enne di Carrara nel frattempo dà il suo contributo trovando una sola prima – su sei quindici totali – nel proprio turno di servizio d’apertura. Aprendo e chiudendo con il doppio errore del suo fondamentale d’inizio gioco, Lorenzo regala il vantaggio all’avversario. Muso in avvio fa anche enorme fatica a mandare profondi i suoi colpi a rimbalzo, ciò che invece vista la sua posizione ben distante dalla linea di fondo dovrebbe essere imprescindibile per far sì che lo scambio nei turni di risposta abbia quantomeno l’opportunità di prendere forma.

IL TABELLONE DELL’ATP 250 DI SOFIA

Eppure nonostante queste primordiali problematiche, il n. 30 del mondo è andato vicinissimo ad essere lui il giocatore in campo a prendere il largo nei primi scampoli dell’incontro: grazie al doppio fallo tedesco, ed inseguito al proprio strabiliante passante incrociato di dritto, il classe 2002 toscano si era issato immediatamente sullo 0-30. Ma poi il cannone di Warstein aveva riaggiustato il mirino, non lasciando alcuno scampo all’italiano. Dunque qualche avvisaglia della giornata positiva del n. 3 d’Italia, la si era già potuta intravedere, ma la situazione si è schiarita del tutto nel quarto game – il contro-break giunto in questo frangente si rivelerà il vero turning point della sfida, con le certezze teutoniche vacillate subendo la rimonta dal 40-15. Non appena infatti la percentuale di prime di Struff è scesa leggermente, il campione junior dell’Australian Open 2019 ha iniziato a montare sopra l’avversario, finalmente dimostrandosi incisivo in ribattuta. Con una palla, adesso, scaraventata negli ultimi centimetri di campo dall’allievo di Simone Tartarini, ad aprire lo scambio, o il palleggio s’intensifica talmente tanto da portare il tedesco ad incorrere nell’errore; oppure proprio per far fede al suo tennis fondato sull’uno-due, il 32enne della Mannshaft forza frettolosamente andando così a sbagliare.

Per cui, entrambe le circostanze verificabili avvantaggiano il “nostro”, che infatti ribalta totalmente l’inerzia attraverso un filotto di tre game consecutivi. Ora, è tutto cambiato, Musetti è padrone del campo: varia a piacimento il gioco, tagliando opportunamente con il back da sinistra per poi creare il vuoto mediante lo sventaglio di dritto, innalzando così all’improvviso il ritmo dello scambio. Basti pensare che l’azzurro, dopo il break concesso, porti a casa due dei successivi tre turni di servizio a zero in una prestazione in battuta che nel corso dell’incontro avrà un accrescimento della propria efficienza inversamente proporzionale a quello dell’avversario: chiuderà con addirittura 9 aces, ma a fare la reale differenza sarà la resa della seconda -. Lore avrebbe anche la chance di salire 4-3 e servizio, strappando per la seconda volta in fila la battuta a Jan-Lennard, ma in qualche modo l’ex Top 30 mondiale si salva e mantiene intatto l’equilibrio. Pur dando, a più riprese, la sensazione di essere nettamente dominante sul rettangolo di gioco con il proprio tennis a tutto campo, il tennista italiano non riesce a graffiare definitivamente infliggendo la zampata decisiva.

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Perciò, seguendo l’ordine dei servizi dopo una prima parte di set invece alquanto ingarbugliata, si giunge al dirimente tie-break. Anche il decidig game ripercorre pedissequamente le orme del parziale regolare: Struff prima manda a segno una prima vincente, punti diretti che contrariamente sono scarseggiati durante la seconda parte della frazione, e poi rompe subito l’en passe con una eccezionale profondità in ribattuta che toglie il tempo al carrarino. Tuttavia da lì, non ce ne più per nessuno: uno straripante Musetti vince 7 dei successivi 8 punti incamerando il set inziale per 7-6(3) in seguito a 50 minuti di una sfida decisamente gustosa.

Il tie-break a senso unico, o quasi, messo in cascina dall’azzurro grazie ad una crescita sensibile del proprio livello di rendimento, dove ha messo in mostra tutto il proprio infinito bagaglio tecnico: dal fantasmagorico rovescio in demi-volée inside-out dal centro, passando per infide risposte bloccate che mandano fuori giri ed in confusione uno meccanico come l’ex n. 29 del ranking, fino ad arrivare ai soliti passanti monomani dal lato sinistro da togliere il fiato ma anche alle prodezze al volo o di tocco smorzato; non fa che conferire ulteriore fiducia e consapevolezza dei propri mezzi al 20enne italico per il secondo appuntamento odierno.

Un manuale di cosa sia la bellezza, che si rivela avere il profumo di una bottiglia di champagne appena stappata, nel corso di un secondo set da cineteca: Muso è semplicemente ingiocabile, gli riesce qualsiasi cosa, che poi non è nulla di sorprendente per quelle che sono le doti del suo braccio. Ciò nonostante, non ci si può non far accecare dalle perle che è in grado di produrre, specialmente in un parziale in cui aggiunge, sempre, un ulteriore step all’imperiosa performance odierna di game in game. Struff evita almeno di abbandonare amaramente il campo, e recarsi negli spogliatoi a testa china, con un bagel. Ma nulla più, il 6-1 in 27 minuti è un manifesto totale di cosa è capace il ragazzo da Carrara, ah a proposito ci ha fatto vedere alcuni winners lungo riga che non possono che farci ulteriormente ben sperare per il prossimo futuro.

IL TABELLONE DELL’ATP 250 DI SOFIA

LE PAROLE A CALDO DI MUSETTI –E’ stato duro, lui ha servito molto bene nel primo set. Ero sotto di un break, stava giocando molto bene ed era aggressivo. Allora ho deciso di cambiare qualcosa, la chiave è stata la variazione in risposta, ma anche l’idea di giocare più aggressivo sul suo servizio. Penso di aver giocato uno dei miei migliori incontri su questa superficie“. Poi viene sottolineato dall’intervistatore, come adesso il pubblico bulgaro dopo il match di ottavi vinto da Lorenzo a discapito del giocatore di casa Lazarov, si sia schierato dalla sua parte: “Si ho apprezzato, il primo turno non è stato facile. Alexandar è un bravo ragazzo. Sono tutto sommato un pò triste per lui, perché infatti glielo detto che se continuerà a lavorare duro potrà raggiungere questo livello, perché lui è un tennista di talento. Io lavoro per vincere il titolo, domani sarà dura ma io mi sento pronto per giocare. Mi auguro una finale tutta italiana, però non si sa mai“.

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M-A. Huesler b. K. Majchrzak (4)6-7 7-6(6) 6-3

L’incontro con protagonista Musetti, è iniziato con tre quarti d’ora di ritardo. Questo perché sul Campo Centrale del ‘250’ di scena nella capitale bulgara, il primo match programmato per la giornata odierna è andato decisamente per le lunghe – quello che avrebbe delineato col senno di poi l’avversario di Muso nel penultimo atto del torneo. Un antipasto dello spettacolo balistico che poi ci avrebbe regalato il 20enne toscano, che tuttavia non ha per nulla annoiato i presenti a Sofia. Anzi, la sfida tra il mancino svizzero Marc-Andrea Huesler (n. 95 ATP) e il polacco Kamil Majhrzak (n. 119 ATP) ha regalato tutto quello che un appassionato potrebbe desiderare: pathos, emozioni, suspense, equilibrio, match point annullati e belle giocate come conseguenza di stili opposti messi a confronto.

Insomma, veramente un grande spettacolo per un duello non di cartello. Si diceva di modi d’intendere il tennis quasi all’opposto, e in effetti è proprio così. Da un lato, un tennista estremamente offensivo che fa del serve&volley una delle armi principali del suo gioco, a cui abbina la possibilità di utilizzo di una battuta mancina che garantisce diversi angoli, ed in generale un’efficacia – specialmente nella curva da sinistra – più produttiva rispetto al classico fondamentale d’inizio gioco destrimano. Questo identikit, è facile dedurlo, corrisponde al 26enne di Zurigo, che a dimostrazione delle sue abilità al volo, lo scorso anno fu co-autore del successo casalingo al fianco di uno dei prospetti più candidi del movimento rossocrociato, Dominic Stricker, sulla terra d’altura di Gstaad.

IL TABELLONE DELL’ATP 250 DI SOFIA

Dall’altra parte invece, un solido scambiatore dalla linea di fondo, molto completo in ambedue i fondamentali a rimbalzo, e che è stato capace nel febbraio 2022, quindi circa sette mesi fa, d’issarsi sino al best ranking di n. 75 del mondo; oltre che in grado di spingersi sino al 3°T dello US Open 2019. Per cui, un destrimano contro un mancino in un confronto tra coetanei, entrambi classe ’96, fra un attaccante ed un regolare giocatore di attesa: vi erano tutti gli ingredienti necessari per assistere ad un duello alquanto interessante. Va comunque sottolineato, che al di là dell’età anagrafica, i due protagonisti hanno un comun denominatore nel servizio, è vero che si è appena incensato quello di Marc ma anche quello di Kamil non scherza in quanto a precisione. Infatti, dentro un andamento dai diversi risvolti, il match è stato condizionato per la stragrande maggioranza da battute implacabili. La bellezza di 37 aces complessivamente scagliati, con anche una medesima trasformazione dei punti avviati con la prima di servizio attorno all’80%: i numeri di una contesa che ha visto i primi due set decidersi al tie-break.

Tuttavia le opportunità di break non sono state un totale miraggio come potrebbero lasciar intendere le statistiche di cui sopra: nel parziale inaugurale sono stati addirittura 14 i break point offerti da chi serviva, solo che di queste chance ne sono state sfruttate una ciascuno. Huesler ha breakkato nel primo game del match, potendo far pensare a tutt’altro tipo di scontro rispetto a quello che poi effettivamente si è sviluppato, prima di ricambiare il favore nel sesto gioco. Al jeu decisif, poi, lo strappo decisivo lo ha messo a segno il polacco sul 3-2 in suo favore, chiudendo qualche minuto dopo per 7 punti a 4. Diametralmente opposta la seconda frazione in termini di possibilità offerte alla risposta, con soltanto due palle per allungare – ancora una volta materializzatesi nel game d’apertura, questa volta con Majchrzak ad avere l’occasione di prendere la testa – non concretizzate. E continuando a seguire uno specchio al contrario, di quello che è stato il primo set, il nuovo tie-break viene deciso sul filo del rasoio: il n. 119 ATP vola sul 6-4, ma incredibilmente manca due match point consecutivi. Non vincerà più un punto nel resto del game decisivo il nativo di Piotrkòw Trybunalski, consegnandosi per 8 a 6.

Dopo quasi due ore di gioco, primo parziale durato 57 minuti e secondo poco meno di 49, il set finale va via in meno di mezz’ora: un autentico dominio di Marc-Andrea, che da quasi morto sportivamente parlando, risorge dalle proprie ceneri bazzicando sul povero frastornato, dai match ball sfumati, n. 2 di Polonia breakkando nel terzo e nel nono gioco – l’ultimo – e addirittura sfiorando un terzo break (quando invece ce ne erano stai altrettanti nell’intera durata dei primi due parziali) sul 3-3. 26 aces, il ricco bottino di Huesler che lancia in semifinale il nuovo capofila della Svizzera tennistica, qualche giorno dopo l’addio del suo Imperatore: segnando così l’inizio di una nuova era, attraverso un comportamento esattamente all’opposto dell’idolo di tutti. Non mancandoli, ma annullandoli due match point – si fa per scherzare -.

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