WTA Pechino: Pennetta ancora in rodaggio, Errani supera Garcia

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WTA Pechino: Pennetta ancora in rodaggio, Errani supera Garcia

Flavia Pennetta supera il secondo turno del WTA Premier di Pechino eliminando in rimonta Teliana Pereira, ad attenderla agli ottavi Anastasia Pavlyuchenkova. Sara Errani si prende la rivincita dopo l’eliminazione di Wuhan e batte in tre set la francese Caroline Garcia. Per la prima volta in un Premier Mandatory, tre italiane sono agli ottavi

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[3] F. Pennetta b. T. Pereira 3-6 6-0 6-4

Stat Pennetta-Pereira

Secondo turno dell’Open China per Flavia Pennetta, che, dopo una prima partita non particolarmente brillante vinta contro la wild card beniamina di casa Han, affronta Teliana Pereira (ecco il suo Hot Shot di giornata), giocatrice brasiliana che ha riportato un titolo nel suo paese dopo 27 anni da quello targato Neige Dias. C’è grande attesa per la tennista azzurra, gli occhi sono puntati tutti su di lei e questa può essere stata la causa di un esordio non eccezionale, ma Flavia, ormai lo sappiamo, combatte sempre e non si lascia abbattere così facilmente. Infatti, questa volta non si fa schiacciare dalla nikefobia e appena possibile strappa il servizio all’avversaria, che ricambia subito dopo il favore ed è di nuovo parità, 2-2. Nel game successivo Flavia gioca una serie di accelerazioni di dritto e trasforma la seconda palla break, portandosi in vantaggio sul 3-2. Tra il pubblico si percepiscono dei rumori che infastidiscono le giocatrici, la stessa Pennetta lo fa presente all’arbitro e poco dopo arriva la possibilità del controbreak Pereira, che ruba il servizio all’italiana. Una Pennetta che non riesce ancora ad imporsi sulla brasiliana, che ha buona fisicità e non regala nessuna palla. Infatti la brindisina resta troppo arretrata e sbaglia molto le accelerazioni di rovescio, il suo colpo migliore. Nel game successivo Flavia si guadagna una palla break con un recupero di palla corta e voleé di dritto. Il tutto viene poi vanificato da un dritto oltre la riga laterale e si arriva ai vantaggi. Alla fine la spunta Pereira, che si rivela un’avversaria piuttosto rognosa. Siamo 4-3. L’ottavo game vede una Pereira sempre più aggressiva che fa spostare da una parte all’altra del campo la nostra beniamina, che pare disorientata e ancora infastidita per i rumori sugli spalti a tal punto da perdere il turno di battuta per la terza volta nel match. 5-3, Teliana Pereira alla battuta per il set. La brasiliana non si fa scappare questa ghiotta occasione e, al secondo set point, induce Flavia a mettere l’ennesimo dritto a rete. La campionessa degli US Open commette troppi errori che rinvigoriscono la sua avversaria. Ora è la numero sette del mondo a rincorrere la numero 52.

 

Nel secondo set Flavia rientra nei binari e con nonchalance si porta sul 4-0, con una Pereira decisamente nervosa alla quale lascia solo cinque punti fino ad ora. I due game successivi sono un soffio e la numero sette del ranking chiude 6-0 il secondo set. Si va al terzo. Sull’1-1 la tennista verdeoro si procura una palla break, saltando in acrobazia per evitare un dritto a volo di Flavia che, se l’avesse colpita, sarebbe stato punto Pennetta. Palla break annullata e, dopo un’estenuante lotta ai vantaggi (il gioco più lungo dell’incontro, durato 11 minuti e 11 secondi), la campionessa di Flushing Meadows porta a casa un game fondamentale, quello del 2-1. Il quinto game viene conquistato da Flavia con una prodezza: rovescio lungolinea fuori dal campo e allunga le distanze, portandosi sul 4-1. A questo punto colpo di scena: la Pereira rientra in partita e miracolosamente recupera il gap di svantaggio. Ma non finisce qui. Infatti Flavia tira fuori tutta la sua esperienza: tiene il servizio e breakka Pereira, lasciandola a secco di punti. Game, set and match Pennetta. Pugnetto sul cuore e via verso gli ottavi di finale, conquistando altri 120 punti. Ad attendere la vincitrice dello Slam americano ci sarà Anastasia Pavlyuchenkova.

S. Errani b. C. Garcia 6-4 3-6 6-1

Stat Errani-Garcia

Dopo la splendida vittoria contro la numero 4 del ranking mondiale, Sara Errani scende nuovamente in campo a Pechino per sfidare un’avversaria che ha battuto in Fed Cup proprio quest’anno, Caroline Garcia. Il primo parziale di gioco si apre con una battaglia di break e controbreak fino al sesto game in cui l’Errani riesce ad imporsi, passando in vantaggio 4-2. Ma la favola svanisce subito: bastano due game per riportare il match in parità. La Garcia gioca dritti molto potenti, costringendo Sarita a scattare come una molla da una parte all’altra del campo e a difendersi come solo lei sa fare. Dopo una difesa che ammortizza tutti i colpi della francese e una voleé di fino, Sara Errani strappa il servizio alla Garcia e, subito dopo, nel suo turno di battuta, chiude il set lasciando Caroline a 15.

Il secondo set comincia tutto a favore della Errani, che tra palle corte di gran pregio, recuperi impossibili e splendide voleé, manda in tilt la numero due francese ed è 3-0. Nel game successivo la numero 20 del ranking sembra essersi addormentata e la Garcia coglie l’occasione, conquistando il primo game del set. Nel quinto gioco Sara recupera una palla corta, ma subito dopo sciupa tutto, commettendo due errori gratuiti, aiutando così l’avversaria a restare nel match. 3-2 Errani e servizio. L’azzurra smarrisce la rotta, sbaglia i colpi fondamentali, una voleé facile e il match torna in parità, 3-3. Caroline mantiene il suo turno di battuta, aggredendo l’italiana ed è sorpasso per la Garcia. Sara, visibilmente in difficoltà, chiama in campo mister Lozano. Ma questo non è sufficiente per aiutare la romagnola, che viene breakkata e subito dopo viene presa a pallate dalla tennista francese, perdendo il set 6-3. Il terzo parziale di gioco vede una Sara Errani rigenerata: parte subito con due game di vantaggio e, dopo aver perso il suo secondo turno di battuta, si porta 4-1, servizio Garcia. La francese va in crisi, sbaglia moltissimo, tanti dritti a rete e voilà: Sarita si ritrova 5-1 e serve per il match. A questo punto dell’incontro la bolognese non regala più niente. Con un tocco di fino realizza una mirabile palla corta. Ormai la Garcia è già negli spogliatoi, sbaglia i due colpi successivi ed è match Errani, che attende agli ottavi la vincente tra Petkovic e Stosur.

Gli altri match:

Prosegue la corsa nel China Open anche Caroline Wozniacki, numero 8 del seeding, che batte da ospite la cinese Qiang Wang con il punteggio di 7-5 6-0. Mattek-Sands supera la spagnola Lara Arruabarrena in tre set e se la vedrà giovedì con la nostra Roberta Vinci. Bene anche la numero 10 del mondo, Angelique Kerber, in corsa per le WTA Finals di Singapore, che elimina comodamente Dominika Cibulkova. Mentre la testa di serie numero 12 del main draw, Timea Bacsinszky, guadagna gli ottavi in cui incontrerà la Suarez Navarro. Ci si aspettava una partita più avvincente quella tra Andrea Petkovic e Samantha Stosur, che si è arresa in due set in solo un’ora e venti di gioco. Match molto interessante, invece, quello disputato tra la numero 14 e la numero 15 del ranking mondiale. Ana Ivanovic riesce ad imporsi su Venus Williams in due set con il punteggio di 7-6 6-2. Un primo set non male per la maggiore delle sorelle Williams, che riesce a tenere testa alla serba per gran parte del set, portandolo al tiebreak, in cui, però, viene asfaltata da una Ivanovic in gran forma, che non le lascia speranze nel secondo set. Battendo per la terza volta in carriera Venus Williams, Ana conquista gli ottavi che la vedranno protagonista in un match contro Kuznetsova.

Fino ad ora un torneo molto soddisfacente per le nostre azzurre. Infatti, per la prima volta in un Premier Mandatory tre italiane sono arrivate agli ottavi di finale. Ci teniamo a sottolineare che i tornei Wta Premier, suddivisi in Premier Mandatory, Premier 5 e Premier, sono una nuova categoria istituita recentemente (nel 2009) al posto dei Tier I e Tier II.

Le nostre beniamine si sono scontrate diverse volte con le loro prossime avversarie: Sara Errani e Andrea Petkovic si sono incontrate 4 volte, 2 match pari, l’ultimo quello del terzo turno al Roland Garros 2015, vinto da Sara 2-0 (6-3 6-3); anche Roberta Vinci e Mattek-Sands sono a quota 4 sfide, in testa l’italiana per 3-1. L’ultimo match risale al secondo turno del Premier 5 di Cincinnati 2013, vinto dalla tarantina 2-1 (6-4 5-7 6-3); infine Flavia Pennetta e Anastasia Pavlyuchenkova sono a quota 2 incontri, entrambi vinti dall’azzurra. L’ultima partita si è disputata durante il secondo turno a Cincinnati, in cui Flavia ha superato la russa con il punteggio di 2-6 6-3 6-3. Allora non ci resta che goderci lo spettacolo e sperare di riscrivere la storia di questo torneo, magari con tre italiane ai quarti di finale.

Risultati:

[Q] B. Mattek-Sands b. [Q] L. Arruabarrena 0-6 6-2 6-0
[8] C. Wozniacki b. [WC] Q. Wang 7-5 6-0
[3] F. Pennetta b. T. Pereira 3-6 6-0 6-4
[6] A. Ivanovic b. V. Williams 7-6(3) 6-2
[10] A. Kerber b. D. Cibulkova 6-1 6-4
S. Errani b. C. Garcia 6-4 3-6 6-1
[13] A. Petkovic b. S. Stosur 6-2 7-5
[12] T. Bacsinszky b. [Q] M. Duque-Marino 7-5 6-2

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WTA Toronto: Giorgi alza il livello, niente da fare per Mertens

Prestazione ancora convincente di Camila, senza perdere set, e tenendo sempre in pugno la belga

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10 agosto 2021, Camila Giorgi batte a Montreal Elise Mertens, nona testa di serie del 1000 del Canada, e dà inizio alla settimana migliore della sua carriera. Esattamente un anno dopo, in seguito alla vittoria sulla n.9 del seeding Raducanu all’esordio, l’azzurra batte Mertens nuovamente, stavolta a Toronto, con il punteggio di 6-3 7-5, centrando il terzo turno nel torneo in cui ha una bella cambiale da 1000 punti in scadenza. Dall’inizio la n.29 del mondo è apparsa in controllo, più vogliosa di spingere e di attaccare, soprattutto solida al servizio, non lasciando scampo alla belga, che ha giocato un buon secondo set, al suo livello quasi, ma sempre con una marcia in meno rispetto a Camila. Di cui va evidenziato l’ottimo 61% con di conversione con la seconda (più della prima, 58%), dato che per una come lei che serve sempre con percentuali di prime non altissime può, come è stato oggi, fare la differenza, essendo un servizio ben lavorato. Inoltre, tra Toronto e Montreal per la n.2 d’Italia si tratta dell’ottava vittoria di fila, evidente che farebbe bene una bella casetta piccolina in Canada.

Il match – inizio promettente di Giorgi, decisamente migliore anche al servizio rispetto a ieri, più prime e più regolarità, mentre mantiene il livello alto in risposta, con il rovescio che fa scintille. Non carbura invece Mertens, che nel secondo game regala il break con un doppio fallo. Prosegue a giocare su una nuvoletta l’azzurra, vincendo il quarto game di fila e operando il doppio break, con un ritmo insostenibile per la belga, che alla lunga non può tenere troppo la difesa. C’è un piccolo calo nel game successivo però di Camila, che restituisce un break di deconcentrazione. I due game che seguono sono sulla falsariga dei precedenti, con break e contro-break l’uno di fila all’altro, ancora dipendenti dalle lune di Giorgi sicuramente, che rischia un po’ troppo, ma dovuti anche a un certo miglioramento da parte di Mertens, più precisa al servizio e decisa da fondo, rispondendo addirittura meglio alla prima che alla seconda. Non basta però questo a recuperare anche l’altro break, e così Camila chiude al nono parziale il primo set, senza neanche strafare ma sfruttando uno dei peggiori game del set dell’avversaria, con soli errori.

Continua benissimo la partita Camila, con il break che arriva all’inizio del secondo set, ancora sfruttando il lato del rovescio, pur attaccando non tanto la rete, ma forzando bene da fondo, rischiando non eccessivamente. Peccato che compia un brutto passaggio a vuoto nel game successivo, sbagliando e perdendo il sostegno della prima, permettendo un immediato contro-break a Mertens, cinica e in ritmo in questo parziale. Dopo un set equilibrato, in cui nessuna delle due brilla particolarmente più dell’altra, nell’undicesimo game è Giorgi a mettere la freccia conquistando un importante break, figlio di un ennesimo scoppiettante game in risposta, la vera chiave del suo match. Alla fine non trema, e chiude 7-5 un set duro, in cui ha dovuto più faticare, ma tra le due è sempre apparsa la più in palla, la più convinta e determinata ad andare avanti in questa difesa del titolo. Attende al terzo turno (salvo clamorose sorprese) Jessica Pegula, n.7 del seeding e anche lei battuta nella strada verso il titolo lo scorso anno, ma in semifinale. Se Camila gioca così in risposta, e riesce ad alzare un po’ la percentuale di prime, unendo il tutto alla sua capacità di attaccare la rete ed essere propositiva, una replica non è impossibile.

 

Il tabellone completo del WTA 1000 Toronto

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Serena Williams, la fine di un’era e il desiderio della famiglia. Da quella sconfitta con Vinci la lenta discesa

Il recente annuncio su Vogue della campionessa Serena Williams ha scosso il mondo del tennis, e tutto iniziò in quello US Open 2015

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Serena Williams - Wimbledon 2022, Credit AELTC Jon Super

Un’icona, una leggenda, un nome che basta a scatenare caterve di ricordi e record, di braccia al cielo e sorrisi. Un volto, un cognome che sanno di rivalsa e di rivincita, di chi nella vita dal punto più basso è arrivato a danzare con le stelle. In poche parole, Serena Williams, LA tennista del terzo millennio finora, perché la WTA si è sempre identificata in lei, finché il fisico lo ha permesso. Elencare tutti i titoli è un lavoro d’archivio che non potrebbe bastare a ritrarre la grandezza di una donna, prima che una sportiva, che ha sfruttato il suo talento e la sua notorietà per sensibilizzare anche sui problemi razziali, di genere. Eppure, arriva un momento in cui semplicemente non si può più tenere il livello sempre mostrato, in cui ci si guarda indietro e pensando al futuro si capisce che è forse arrivata l’ora di calare il sipario. E così, l’altro giorno, dopo la vittoria contro Parrizas-Dias al primo turno del WTA 1000 di Toronto, su Vogue (magazine di moda dove anche Sharapova, l’unica che può dirsi rivale di Serena, annunciò il suo ritiro) Serena Williams ha detto stop.

Più di 1000 vittorie, 23 Slam, record di settimane consecutive al n.1 (e tanto altro ancora): l’americana ha deciso di lasciarsi alle spalle il tennis dopo il “suo” US Open, per dedicarsi a “quell’altra vita”, che gli sportivi spesso sognano, quella di una famiglia, da vivere a tempo pieno. Su Vogue (come riportato da Gianluca Sartori qualche giorno fa), in conclusione del lungo servizio, Serena lancia due messaggi importanti, sia sull’importanza di suo marito e sua figlia, sia sulla problematica femminista ancora una volta, anche in questo momento di addio (la parola “ritiro” è troppo dura, Serena non la usa mai). Perché abbandonare il campo, l’adrenalina è una cosa, ma pensare che una Donna del genere potrà mai smettere di impegnarsi per i più deboli come fa da una vita intera… è pura follia.

Ma, per quanto la notizia possa scuotere e agitare, sarebbe fuori luogo stupirsene come se fosse inaspettata. Sono anni che Serena non gioca con costanza, in cui non è più quella di una volta, addirittura non vince uno Slam dall’Australian Open del 2017. Eppure, il reale giorno in cui il suo strapotere finì, in cui anche lei tornò a riscoprirsi umana, è ancora più lontano nel tempo: 11 settembre 2015, New York, Flushing Meadows, Arhtur Ashe Stadium, semifinale dello US Open, una delle ore più fulgide del tennis italiano. Serena Williams, a due partite dal Grande Slam, affronta Roberta Vinci, in una partita dall’esito scontato… ma il vento del destino quel giorno spirò diversamente, regalò la vittoria della vita all’azzurra, e fu il primo segnale che le fondamenta di un impero stavano iniziando a cedere, che quelle stelle pian piano si facevano sempre più tenui. Da allora, infatti, Serena ha vinto solo altri due Slam, ha perso il primato, e ha iniziato pian piano il suo declino.

 

Tutto per mano di una pugliese, una ragazza che voleva solo vivere un sogno, e oggi, quasi 7 anni dopo, ricorda quei momenti sulla Gazzetta dello Sport, nel servizio di Paolo Bartezzaghi. “Ero pronta a tornare“, dice Vinci, “il giorno prima della semifinale avevo già chiamato l’agenzia di viaggio per il volo. Serena era numero 1 e giocava a casa sua; è stato un ribaltone incredibile, dopo aver perso il primo set. Non ho mai mollato. Mi ero detta che non avrei dovuto accontentarmi e che mi sarei dovuta godere la prima semifinale in uno Slam, vivendola in modo positivo“. Ai tempi non sembrava così, ma oggi è chiaro che Roberta inflisse un colpo duro da digerire a una delle carriere più ricche della storia dello sport, dando l’inizio ad una lenta fine: “Non ne abbiamo mai parlato, non c’è stata occasione, ma quella sconfitta l’ha segnata tanto. Per un periodo non giocò più, non se l’aspettava. Per una come lei, un conto è perdere con Sharapova o Azarenka, un conto con la Vinci“.

E da quella sconfitta, che la riportò tra i comuni mortali proprio per aver perso contro una giocatrice di un livello decisamente più basso, ad oggi, ne è passata di acqua sotto i ponti. Serena ha 40 anni, è una madre, l’attuale n.1 al mondo sarebbe nata dopo due anni quando lei vinse il suo primo Slam, tante delle giocatrici che l’hanno accompagnata ai suoi successi (venendo spesso sconfitte) si sono ritirate, e probabilmente sua sorella Venus sarà la prossima. Ma una cosa non è cambiata, e mai cambierà: l’amore, il rispetto, l’ammirazione che tutto il mondo, tennistico e non, ha e porterà con sé verso una giocatrice unica, una lottatrice che ha reso il fango diamanti, consapevoli della fortuna di aver potuto assistere direttamente alle imprese di Serena Williams da Saginaw, Michigan.

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WTA Toronto, Raducanu: “Giorgi è una grande avversaria. Serena Williams? Ha cambiato il tennis”

La canadese non appare preoccupata dopo la sconfitta contro l’azzurra

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Raducanu Indian Wells 2022

Emma Raducanu è nata in Canada da padre romeno originario di Bucarest e madre cinese proveniente da Shenyang. Si può dire che Toronto sia per lei un torneo di casa, anche se poi alla fine in Canada non ci è cresciuta dato che all’età di appena due anni la famiglia si trasferì a Londra. Tornando alla cronaca recente quella contro Camila Giorgi è stata una sconfitta tutto sommato digeribile per lei: “Sì, penso che sia stata davvero una bella partita, a dire il vero. Penso che il livello fosse piuttosto alto. Soprattutto nel primo set. E Camila è una grande avversaria. Ha vinto questo torneo l’anno scorso. Ho solo bisogno di migliorare nell’affrontare giocatrici che giocano velocemente come lei“. Insomma, la giovane inglese non pare preoccupata, anche se il suo 2022 è stato avaro di soddisfazioni.

La notizia delle ultime ore nel mondo del tennis è il ritiro di Serena Williams, e allora è lecito chiedere ad Emma le sue impressioni su questa grande Regina del tennis femminile: “La sua carriera è incredibile. Ha ottenuto così tanto. E vederla in giro in questo swing americano è davvero stimolante. Come se continuasse a giocare perché ovviamente ama il gioco. E penso che la longevità di una carriera sia qualcosa che molte giocatrici e io in particolare aspiriamo a raggiungere“. L’eredità di una tennista che ha forgiato il nuovo millennio è qualcosa di difficile da quantificare con numeri e parole: “Penso che abbia decisamente cambiato il gioco. A dominare così tanto, penso che sia stata, beh, non c’è stata davvero qualcuna che abbia dominato come lei nel tennis femminile. Quindi penso che abbia cambiato molto il gioco in questo senso“. Le viene quindi chiesto se ha mai avuto la possibilità di parlare con lei di tennis o altro. “No. Ci siamo detto “ciao” un paio di volte. In realtà mi stavo riscaldando accanto a lei questa mattina e poi ha iniziato a piovere“.

Per una tennista professionista non è facile stare fermi in un posto; tra viaggi, allenamenti, partite, si fa una vita da nomade. Però l’occasione di poter visitare la propria città natale è troppo invitante per lasciarsela sfuggire: “Non sono ancora riuscita a visitarla. Sono stata al club tutto il giorno, quindi probabilmente avrò una possibilità oggi e forse domani“. In chiusura una battuta sull’ospedale che le ha dato i natali e sul dottore che l’avrebbe fatta nascere:Non ne sono sicura. Voglio dire, mi piacerebbe incontrarlo. Ma non ne ho ancora avuto la possibilità. E non so davvero il suo nome. Forse i miei genitori lo conoscono”.

 

QUI IL TABELLONE AGGIORNATO DEL WTA 1000 DI TORONTO

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