Quel pasticciaccio brutto della Race to Singapore

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Quel pasticciaccio brutto della Race to Singapore

ASCOLTA IL PODCAST DI UBALDO SCANAGATTA SUGLI ERRORI DELLA WTA. L’incredibile mese da dimenticare della WTA, che è riuscita a non farsi comprendere da nessuno, comprese le proprie associate. Tanto rumore per nulla ma sconcertante il susseguirsi di notizie e smentite da parte del massimo organo di governo del tennis femminile

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La corsa per le qualificazioni alle WTA Finals di Singapore si è trasformata in una sorta di intrigo internazionale. Tornei che prima assegnavano punti e poi no, wild card assegnate e ritirate, giocatrici solennemente proclamate finaliste e poi retrocesse al ruolo di “probabili”, regolamenti interpretati fantasiosamente. Forse Serena Williams ha avuto la vista lunga decidendo di non coprire con la propria notorietà il più grande papocchio della storia recente del tennis. Ma, almeno noi, andiamo con ordine.

A sole 120 ore dal primo servizio che verrà tirato al Singapore Indoo Stadium sono ufficialmente solo 5 (su 8) le giocatrici sicure di prendere parte alla kermesse: Halep, Muguruza, Sharapova, Kvitova e Radwanska. Per le altre tre si è aperto un contenzioso quanto mai kafkiano, con giocatrici date per qualificate e poi no e altre rientrate in corsa.  In lizza sono rimaste Kerber, Safarova, Pennetta, Suàrez Navarro e Pliskova, ma la loro situazione di classifica è stata ulteriormente complicata dalla WTA per alcune distrazioni, per alcune errate comunicazioni poi smentite e negate e per un regolamento di 496 pagine che, è più fonte di confusione che di chiarezza.

 

Cominciamo dalla prima sorpresa: non è vero che alle Finals si classificano le prime 8 della Race. Sorpresi? Fate male perché è uno dei punti in cui il regolamento parla chiaro (pag. 165) : “The top seven (7) players using their 16 best Tour Year singles results, counting for the WTA rankings, shall qualify for the Tournament”. Per non confondersi quel “7” lo hanno scritto anche a chiare lettere: seven.
E l’ottava? Chiarissimo anche qui:  “At its sole discretion and taking into account extraordinary circumstances, the WTA may select the 8th player for participation in the singles draw“. Lasciamo da parte le “extraordinary circumstances“, sappiate che se finora hanno partecipato le prime 8 della race è solo perché “if the WTA does not exercise its option to select the 8th player, the 8th spot in the draw will be awarded to the player who is in the 8th position”. 

Quindi, qualificate matematicamente ci sono soltanto le prime 7.

Chi ha avuto la cortesia e pazienza di leggerci sa che la via crucis della Race to Singapore l’abbiamo seguita con molto interesse. Non soltanto per il gusto enigmistico di “unire i puntini” ma soprattutto perché fino ad un paio di settimane fa avevamo in lizza tre giocatrici: Pennetta, Vinci ed Errani. Come è ormai noto è rimasta in corsa soltanto la vincitrice dello US Open, impegnata questa settimana a Mosca, insieme a Safarova, Suarez Navarro e Pliskova. Senza la Kerber, che si è ritirata per un infortunio alla spalla.

Come si contano i punti della Race? Le giocatrici possono utilizzare le loro migliori 16 prestazioni (“using their 16 best Tour Year singles results”)  nei tornei che danno punti (“counting for the WTA rankings”).

Quali sono i tornei che danno punti? Tutti quelli previsti dal calendario della WTA. Almeno fino alla fine di settembre. Perché qui arriva il primo colpo di scena. Ad inizio ottobre la WTA comunica che i punti conquistati nel torneo del Granducato del Lussemburgo non saranno conteggiati nella corsa per le Finali di Singapore.  La WTA si è accorta di una strana coincidenza: la finale a Lussemburgo è in programma domenica 25 ottobre, stesso giorno – forse stessa ora – dell’inizio del torneo di Singapore. Il torneo di Lussemburgo ovviamente fa parte del calendario della WTA sin dal dicembre del 2014. La stessa sorte non tocca ai punti conquistati a Mosca perché la finale è in programma sabato 24 (non tragga in inganno il sito della KremlinCup che indica la fine del torneo per il giorno 25: trattandosi di un evento combined, il 25 è in programma la finale del torneo maschile). Che problema c’è? Le giocatrici possono iscriversi al torneo di Mosca se vogliono. Invece no, perché le entry list dei tornei vengono stilate sei settimane prima ed il regolamento è chiaro: le giocatrici iscritte in un torneo non possono ritirarsi ed iscriversi ad un altro torneo in programma la stessa settimana a meno di cataclismi. Né è ipotizzabile la modifica della data  della finale per svariati motivi: sponsor, biglietti venduti per citarne qualcuno. Ti sei iscritta al torneo del Lussemburgo? Peggio per te.

Come questa svista sia stata possibile con una programmazione che ha un orizzonte biennale non sappiamo. E stendiamo un velo sulla decisione di mettere in due settimane consecutive un “Premier” e un International seguiti dalle Finals. Non che l’ATP non combinasse pasticci del genere tant’è che solo dallo scorso anno ha ripristinato l’intervallo di una settimana il Master 1000 di Bercy – peraltro obbligatorio per i primi 8 – e le Finali di Londra. La WTA per il momento ha la programmazione 2016 identica a quella del 2015 (Finals nella settimana del 24 ottobre, successiva alla settimana in cui si gioca a Mosca e Lussemburgo, ma non hanno ancora indicato se le Finals inizieranno di di domenica o lunedì; magari gli organizzatori del torneo del Lussemburgo si cauteleranno).

Il pasticcio raggiunge vette grottesche nel capitolo IX.A.3 del regolamento.  Relativamente al “seeding ” Finals, si dice che il sorteggio viene effettuato in base al Ranking WTA il lunedì del torneo (Players or teams will be seeded based on the WTA Rankings current the Monday the week of the Tournament). Peccato che il torneo inizi la domenica, cioè il giorno prima. E a dirla tutta il lunedì il torneo del Granducato avrebbe già chiuso battenti ed avrebbe la sua vincitrice.

In preda a dei demoni, qualche giorno dopo l’annuncio che il torneo del Lussemburgo non era valido ai fini della Race, la WTA decide di cambiare idea. Sul suo account ufficiale twitter, dopo una precisa domanda di un follower risponde che sia Mosca che Lussemburgo contavano per la race:

ERRORE WTA LUX

Non affannatevi a cercarlo perché il tweet viene cancellato poco dopo. Qualche ora dopo Kevin Fischer il responsabile delle pubbliche relazioni della WTA pubblica un proprio tweet: contrordine compagni, Lussemburgo non conta nella Race To Singapore.

KEVIN FISCHER

Questa versione non cambierà più, con buona pace di Timea Bacsinszky, iscritta al torneo del Granducato, nona nella Race a soli 20 punti da Flavia Pennetta e del tutto impossibilitata a giocarsi le sue carte.

Nella giornata di lunedì 19 Ottobre si consuma un altro pasticcio. La WTA sul sito delle Finals si congratulvava con Angelique Kerber per aver raggiunto la qualificazione.

PP WTA KERBER

Anche noi di Ubitennis avevamo dato Kerber per qualificata. Nella peggiore ipotesi per lei, quella che vede  Carla Suàrez Navarro vincere il torneo superando semifinale Lucie Safarova ed in finale Flavia, avevamo calcolato la seguente race:

  1. Pennetta 3,457 punti
  2. Safarova 3,405 punti
  3. Kerber e Suàrez Navarro 3,400

La sezione IX.A.1.c del regolamento WTA sulla qualificazione alle Finals dice a pag 166 che se due o più giocatrici hanno lo stesso ranking, per decidere chi sia avanti si applicano le norme della sezione III.A.10. Tale sezione riguarda i criteri generali per stilare le entry list in caso di giocatrici appaiate  in classifica. Ed in particolare dice che se le giocatrici sono appaiate, cioè hanno gli stessi punti, rimane avanti chi aveva il ranking più elevato nella settimana precedente. La sezione incappa in una prima contraddizione. Sostiene infatti che in caso di ulteriore parità, si verifica chi ha giocato meno tornei nelle ultime 52 settimane. Rimane un mistero come possano essere ulteriormente in parità. Comunque, dal momento che nel ranking del 19 ottobre Kerber è numero 7 e Suàrez Navarro numero 14, per noi Kerber era davanti a Suàrez Navarro e quindi ottava.

Intanto Angelique, che già nella finale di Tianjin era sembrata in difficoltà fisiche, forse tranquillizzata dall’ufficialità della notizia, comunicava il proprio ritiro da Mosca per arrivare più fresca e riposata a Singapore. Ma a quanto pare a Singapore ci arriverà incavolata nera (diciamo ci arriverà perché a nostro avviso, e speriamo di non portarle sfortuna, è altamente improbabile, per usare un eufemismo, che non si qualifichi). La WTA ha infatti cambiato di nuovo opinione, ha cancellato la pagina di congratulazioni ad Angelique e ha riportato a cinque il numero delle atlete qualificate. Fantastico.

Ma perché aveva sbagliato ancora la WTA (e noi con loro)? L’errore deriva dal fatto che Angelique può al peggio arrivare ottava dopo Pennetta e Safarova. Ottava, non settima. E visto che si qualificano le prime sette sull’ottava grava la (remota) ipotesi della wild card. Il punto è che nessuno ha mai considerato la possibilità che la wc potesse essere assegnata a qualcuno di diverso da Flavia Pennetta e visto che Flavia non ne avrebbe bisogno ecco che la tedesca sarebbe qualificata. Ma  in linea teoria le famose (e misteriose) “extraordinary circumstancessi potrebbero applicare anche per un’altra atleta, ad esempio Venus Williams.

Ed invece qualcuno, non considerando il problema della qualificazione matematica per 7 e continuando a ragionare quasi sicuramente sulle 8, ha motivato la rettifica della WTA dando Carla Suàrez Navarro vincitrice dello spareggio a quota 3,400 punti.

Da dove poteva nascere questo ulteriore errore (che la WTA si guarda bene dallo smentire)? Abbiamo provato a ricostruire tale interpretazione e la risposta potrebbe essere nel wording della sezione IX.A.1.c del regolamento WTA sulla qualificazione alle Finalische riportiamo testualmente: 

If two (2) or more singles players have the same ranking, the tiebreak procedure set forth in Section III.A.10 shall apply. If two (2)or more teams have the same number of ranking points, the tiebreak procedure set  forth in Section III.C.3.c. shall apply.

Leggendo tale norma abbiamo notato che mentre per il singolare viene detto due giocatrici che abbiano lo stesso ranking, per il doppio si parla di ranking points (che è anche ovvio per il doppio perché la coppia in sé non ha un ranking ma soltanto una posizione nella race, mentre il ranking viene attribuito alla singola giocatrice in base alle prestazioni in doppio). Ora si potrebbe trattare di una semplice svista (e a questo punto il livello di fiducia nella WTA non è tanto) per cui è saltata la parola “points” sul singolare; oppure trattasi di voluta differenza e quindi bisogna andare a discernere prioritariamente quando le giocatrici hanno lo stesso ranking. In tal caso bisogna andare a leggere il regolamento WTA sul ranking alla sezione XIV.5.a  nella quale si dice che in caso due giocatrici abbiano pari numero di ranking points, la posizione  viene definita limitando in prima battuta il conteggio ai punti derivanti da Grande Slam Premier Mandatory, Premier 5 e Finals, in seconda battuta restringendo solo a Grande Slam e Finals, in caso di ulteriore parità al minor numero di tornei disputati ed infine vedere il maggior numero di punti per singolo torneo. Se e solo se anche alla fine di queste 4 verifiche ci fosse un’ulteriore parità, si verificherebbe il caso di uguale ranking! Premesso che probabilmente, verificate queste condizioni di “spareggio”, due giocatrici lo stesso ranking non potranno mai averlo, soltanto per questo il rinvio a questa sezione sembrerebbe forzato. Ci lascia perplessi inoltre il fatto che la sezione relativa alle Final non faccia alcun rinvio specifico a questa sezione né faccia alcun espresso riferimento alla ranking position. E solo per tornare a Kerber e Suàrez Navarro, la spagnola – avendo più punti nei tornei dello Slam, Premier Mandatory e Premier 5 – precederebbe la tedesca nel ranking e quindi, non essendoci uguale ranking, non è necessaria alcuna altra verifica.

Il regolamento è complesso e contorto, se a questo ci aggiungiamo gli errori nei calcoli: noi facciamo dei calcoli artigianali ma ci auguriamo che la WTA abbia un software ad hoc per fare stilare le classifiche.

Per il 23 ottobre intanto è in programma la cerimonia di sorteggio del tabellone dove al momento ci potrebbero essere ancora delle X e dove parteciperanno al massimo 5 giocatrici. E magari una Kerber a mano armata.

(a cura di Ciro Battifarano, Claudio Gilardelli, Marco Lauria, Roberto Salerno)

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Flash

WTA Strasburgo: Kerber eroica supera Juvan in tre set

83 vincenti a testa per una finale memorabile: 14° titolo della carriera per Angelique Kerber

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[2] A. Kerber b. K. Juvan 7-6(5) 6-7(0) 7-6(5)

Match d’intensità straordinaria durato tre ore e 16 minuti di grande spettacolo. Angelique Kerber batte dopo tre tiebreak Kaja Juvan, e vince il WTA 250 di Strasburgo col punteggi di 7-6(5) 6-7(0) 7-6(5); per la tedesca si tratta del 14° titolo della carriera, terzo sulla terra rossa ma il primo outdoor su questa superficie (gli altri erano arrivati a Stoccarda). Forse restare in campo così tanto – 3 ore e 16 minuti – alla vigilia dell’inizio del Roland Garros non è la preparazione migliore per una tennista di 34 anni, ma dal punto di vista della fiducia tennistica non poteva esserci epilogo migliore. La 21enne slovena esce battuta ma non sconfitta nella prima finale della carriera: se Kerber ha giocato un gran match infatti è anche merito suo che ha lottato su ogni scambio, non curante delle vario occasioni perse qua e là durante il match dai mille voli. Solo un paio di numeri per dare l’idea dell’intensità dell’incontro: alla fine il conteggio dei vincenti sarà 83 a testa, con i gratuiti 38 per Juvan e 42 per Kerber.

Il tabellone completo del WTA 250 di Strasburgo

 

Nell’atto conclusivo dell’Internationaux de Strasbourg, c’è un primo set subito avvincente dove la tedesca n.22 del mondo recupera due volte il break di svantaggio a Juvan e, dopo aver annullato un set point al servizio sul 5-4, riesce a chiudere al tiebreak per 7-5. Anche nel secondo parziale è la slovena a passare prepotentemente in vantaggio: la n.81 Juvan sale nuovamente sopra 4-1 addirittura col servizio, ma alla fine le due tenniste si ritrovano di nuovo sul 6 pari. Kerber arriva al tiebreak stremata; non tenta neanche un passo quando l’avversaria la punge con la smorzata e non trova la lucidità per indirizzare gli smash quando è lei a controllare lo scambio. La tedesca subisce un duro parziale di 9 punti a 0 che rimettono il match in equilibrio dopo due ore e 4 minuti di grande spettacolo.

Il set decisivo, giocato ad armi pari, continua a restare incerto e la sensazione che si giunga di nuovo al tiebreak si trasforma (più o meno) presto in realtà. I primi colpi di classe di Kerber si vedono grazie ad un pallonetto di rovescio vincete a seguito di una palla corta che la manda sopra 4 punti a 2; dopo il cambio campo, l’ultimo di un match estenuante, è il dritto della tedesca a diventare l’arma principale. Con un paio di soluzioni incredibili (il passante stretto sul match point è strepitoso), la 34enne Kerber può alzare le braccia al cielo e trovare persino la forza di saltare dalla gioia. Per lei come detto si tratta del 14° titolo della carriera e grande iniezione di fiducia per il Roland Garros dove esordirà contro la polacca Magdalena Fręch.

Il tabellone completo del WTA 250 di Strasburgo

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ATP

ATP Ginevra: ancora Ruud, il fantasmino riappare sul più bello. Sousa da applausi

Una partita durissima, con Ruud che subisce la rimonta e rientra a un passo dal baratro, contro uno splendido Joao Sousa

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Casper Ruud - Roma 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

[2] C.Ruud b. J.Sousa 7-6(3) 4-6 7-6(1)

Ancora una volta Casper Ruud, per il secondo anno consecutivo è lui il campione del Geneva Open, ultimo ATP 250(insieme a quello di Lione dove ha trionfato Cameron Norrie) prima del Roland Garros. Una partita intensa, mai scontata, con tanti momenti di bel tennis, quella che ha visto il numero 8 del mondo prevalere su Joao Sousa. Svariati meriti vanno certamente al portoghese, che non ha mai mollato e ha espresso un tennis duro e sempre aggressivo, recitando per gran parte dell’incontro la parte della testa di serie e non dello sfavorito. Alla fine la caratura dell’avversario, e la miglior gestione di certi momenti del fantasmino, hanno fatto crollare l’ex n.28 al mondo al momento di servire per il match, negandogli la seconda vittoria in carriera sul rosso dopo quella all’Estoril nel 2018. Per il norvegese si tratta invece dell’ottavo titolo in carriera(tutti 250), e del settimo sulla terra, presentandosi dunque a Parigi come un ostacolo per tutti, visto l’ottimo periodo di forma, specie mentale, dimostrato in queste tre ore di maratona sui campi svizzeri.

Il tabellone completo dell’ATP 250 di Ginevra

 

Il match – in partenza Ruud è super efficace alla battuta (addirittura due ace nel primo game) e si fa valere anche con il dritto. Sousa vorrebbe accorciare gli scambi ma è il norvegese il primo a riuscirci : con due ottimi vincenti di diritto mette pressione all’avversario e va a break nel terzo game, finalizzato con un errore di Sousa, che comunque riesce a rimanere in scia, ma deve sperare anche in qualche regalo(sempre raro) dell’avversario. Il portoghese gioca bene, molto preciso e pesante da fondo, ma dall’altra parte il norvegese sta scavando la differenza servendo in modo straripante, e rendendo quel piccolissimo passaggio a vuoto di Sousa fatale. Arriva poi però effettivamente una mano dal n.8 al mondo, che con tre errori di fila va sotto 0-40: ancora una volta ecco il servizio in aiuto con tre prime vincenti consecutive, e che sfrutta anche per aprire il campo successivamente e portare a casa il game. Battuta che diventa poi preziosa alleata di Sousa nel nono game, che sfrutta per annullare ben tre set point con grande calma e freddezza, pizzicando più che può il rovescio dell’avversario. Proprio sul più bello c’è un calo di tensione inaspettato di Ruud nel decimo gioco, causato anche da un improvviso aumento della spinta e della precisione del portoghese, che riesce a strappare il break sfruttando un leggero ritardo negli spostamenti del fantasmino, per poi assicurarsi in scioltezza il tie-break. Alla fine, seppur impiegando un po’ più del previsto, il semifinalista di Roma porta casa il primo set al tie-break per 7 punti a 3, ritrovando un po’ di spinta e approfittando anche di un Sousa che dopo l’accelerata dei game finali del parziale torna alla normalità e non riesce neanche a trovare più stessa pesantezza con il servizio o con il dritto.

I primi tre game del secondo parziale ne vedono due ai vantaggi, ma senza palle break, con qualche spunto: Sousa cerca ancora di di più il rovescio di Ruud, che continua a servire bene, ma sembra soffrire un po’ di più l’iniziativa dell’avversario. Era fin troppo evidente il calo del norvegese, specie in spinta, e si concretizza con il break nel quinto game, dove accorcia tanto e non trova incisività, concedendo a Sousa di aggredire e procurarsi la chance di break, concretizzata con l’ennesimo errore di un Ruud nervoso e falloso da fondo, bene solo al servizio, che però da solo non basta. Arriva nell’ottavo gioco il primo squillo del set per il norvegese, che finalmente alza un po’ il ritmo e mette pressione, conquistandosi(causando un paio di errori a Sousa) una palla break, annullata in avanzamento e con stop volley dal portoghese, che tiene un gran game molto aggressivo e propositivo. E alla fine il break nel quinto game si rivela decisivo, dato che Joao Sousa va a chiudere il set con il punteggio di 6-4, meritatamente, giocando non solo in difesa ma anche molto in pressing per tutto l’arco del parziale, mettendo in difficoltà un gran difensore come Ruud, che nonostante abbia cercato di variare nei colpi e anche con qualche buon servizio è colpevole di troppi banali errori.

Tre game a ritmo un po’ più blando per iniziare il set decisivo, con scambi più corti e Sousa che perde spesso controllo dei colpi, concedendo a Ruud una certa tranquillità da fondo, dove sembra aver ritrovato il suo dritto. Ancora una volta nel quinto game si rompe l’equilibrio, sempre a favore di Sousa: Ruud continua ad essere troppo leggero, quasi contratto e il portoghese lo aggredisce su entrambi i lati, sottolineando il calo anche del dritto, che infatti sarà il colpo che andando lungo regalerà il break. Nel nono game c’è qualche sprazzo del Ruud che ci aspettavamo, che alterna buon servizio e costruzione da fondo, per quanto appaia quasi timido quando deve anche solo attaccare, come se non ci creda più lui per primo. Ma sul più bello trema il braccio a Sousa, che aveva perso 3 punti al servizio nell’intero set decisivo, e alla fine subisce il break al momento di servire per il match, accorciando troppo e permettendo al norvegese di accelerare con il dritto e farlo andare a destra e sinistra, approfittando anche di un non forzato sulla palla break.

Annulla due match point nel dodicesimo game Sousa, con grande coraggio e qualità, servendo un ace e giocando uno scambio ai limiti del respiro, subendo un rientro spaventoso di Ruud sul lato del dritto, tornato ad essere atomico. E infatti si conferma il livello ritrovato del fantasmino nel tie-break, il primo a decidere una finale ATP in questo 2022: 7 punti a 1 per il norvegese sarà il punteggio finale, con il portoghese che subisce una serie di dritti vincenti e di gran servizi, il vero leit-motiv di questo pomeriggio per Casper. Comunque esce a testa altissima Joao Sousa, nonostante un tie-break finale che lascia l’amaro in bocca, insieme ai rimpianti per aver tremato sul più bello, ma non è il primo a bruciarsi le ali proprio sotto al sole. Ruud si conferma un osso durissimo, troppo spesso sottovalutato. Un rappresentante puro di un detto che andrebbe affisso in ogni scuola tennis: “La partita è persa solo quando smettiamo di provare“. E oggi, più che mai, è stato così.

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ATP

ATP Lione: quarto titolo in carriera per Cameron Norrie, battuto Molcan

Il britannico si aggiudica in tre set la sfida con Molcan. Per entrambi ora testa a Parigi

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Cameron Norrie - Roma 2022 (foto Twitter @the_LTA)

[1] C. Norrie b. A. Molcan 6-3 6-7(3) 6-1

Dopo aver fallito l’assalto al titolo nel 2021 fermato in finale da Stefanos Tsitsipas, Lione diventa finalmente terra di conquista per Cameron Norrie. Il britannico si aggiudica in tre set la sfida tra mancini e porta a casa il trofeo dell’Open Parc Auvergne-Rhone-Alpes Lyon 2022.  

Per Norrie si tratta del quarto titolo, il primo su terra rossa, alla finale numero dieci in carriera. Per il britannico è il secondo del 2022 dopo Delray Beach, che si aggiunge ai titoli di Los Cabos 2021 e soprattutto Indian Wells. Terza finale e terza sconfitta per Alex Molcan che si ferma di nuovo all’ultimo atto come accaduto a Belgrado 2021, torneo dove da qualificato si spinse fino in finale prima di arrendersi a Djokovic e a Marrakech lo scorso aprile. Per Molcan rimane la gioia dell’ingresso in Top40, con il suo best ranking al numero 38.

 

Il tabellone completo dell’ATP 250 di Lione

IL MATCH – Inizio di partita troppo brutto per essere vero da parte dello slovacco. Tanti errori e pronti via Norrie è già avanti di un break. Lo slovacco nel game successivo avrebbe subito l’opportunità di rientrare ma Norrie sembra più in palla. Lo slovacco prova a variare il gioco puntando sul serve and volley, ma sulla prima sortita a rete il passante dritto di Norrie vale la palla break, sul secondo tentativo commette un brutto errore e Norrie si issa facilmente sul 4-1 approfittando anche di un Molcan poco efficace con la seconda.

Quando la partita sembrava totalmente nelle mani di Norrie, sotto 4-1 30-0 Molcan tira fuori il carattere con due vincenti al termine di due scambi dominati che fanno suonare il campanello d’allarme a Norrie. Lo slovacco è costretto a fermarsi per un medical time out visto il ginocchio sinistro sanguinante inseguito ad una scivolata. Al rientro è subito palla break ottenuta per un errore di Norrie dopo una lunga battaglia sulla diagonale di rovescio. E ancora su quella diagonale il rovescio di Molcan punisce il britannico recuperando uno dei due break di svantaggio.

Dopo il breve sussulto Molcan ritorna ad essere falloso, un dritto lungo di misura si trasforma nella palla set per Norrie, con l’aiuto del servizio ne salva una ma poi al termine di uno scambio combattuto ancora sulla diagonale di rovescio, il tentativo di approccio a rete dello slovacco si rivela infruttuoso con Norrie che porta a casa il primo parziale per 6-3.

L’inizio del secondo parziale segue il copione del primo con il break in apertura stavolta appannaggio di un Molcan molto più aggressivo che mette subito in difficoltà un falloso Norrie. Ma al contrario di quanto fatto dal britannico nel primo set, Molcan restituisce subito il favore giocando un bruttissimo game con annesso il primo doppio fallo del match. Più solido al servizio e regolare Norrie mentre va avanti a fiammate Molcan, che gioca più aggressivo andando a caccia del vincente, non sempre con l’esito sperato. Errori che fanno perdere le staffe allo slovacco che getta la racchetta a terra dopo aver fallito un dritto a campo aperto con Norrie in evidente difficoltà nello scambio.

Molcan avrebbe anche l’opportunità di portarsi a servire per il set ma Norrie abbandona lo status attendista e gioca in maniera aggressiva chiudendo a rete prima di tirar fuori ancora un paio di jolly dal proprio servizio. Norrie sfrutta l’abbrivio e conquista due match point ma lo slovacco non ha nessuna intenzione di cedere e prima approfitta di un errore di Norrie e poi a suon di vincenti porta il match sul 5-5.

Si va al tie-break decisivo con la sensazione che sia la precisione di Molcan a decidere l’andamento dello scambio. Norrie parte subito con un doppio fallo e complici alcuni errori si ritrova subito ad inseguire 4-1. Il britannico tenta un accenno di rimonta ma per Molcan è una formalità portar a casa il secondo parziale per 7-3.

Prima il toilet break di Norrie poi un problema che non rende possibile innaffiare il terreno del Centrale di Lione posticipa l’inizio del set decisivo. Il britannico si presenta molto più aggressivo tentando nuovamente l’approccio a rete e proprio la conquista del campo da parte del campo e successiva palla corta valgono il primo break del terzo parziale. La maggior esperienza di Norrie scende in campo il britannico riesce a convertire ogni palla break che gli capiti sottomano mentre Molcan manca di concretezza e un recupero lungo di Molcan si traduce nel 6-1 finale.

Per entrambi adesso la prossima fermata sarà Bois de Boulogne, per Molcan ci sarà l’esordio contro l’argentino Federico Coria mentre Norrie attenderà il francese Guinard.

Il tabellone completo dell’ATP 250 di Lione

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