Denis Kudla vince il contest "Young Guns" by Technifibre (VIDEO)

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Denis Kudla vince il contest “Young Guns” by Technifibre (VIDEO)

Lo statunitense Denis Kudla si aggiudica il premio “Young Guns” sponsorizzato da Technifibre, portandosi a casa un assegno da 50.000 dollari

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Lo scorso 20 Maggio, Technifibre ha lanciato il concorso Young Guns. Quattro giovani tennisti hanno gareggiato, giudicati sulle loro performance sul campo e il loro atteggiamento sui social network (la loro abilità a rientrare in conversazioni e trending topic online), per aggiudicarsi una sponsorizzazione di 50.000 dollari. Una base importante su cui costruire i loro obiettivi e il loro sogno: raggiungere la Top100.

 

L’americano Denis Kudla ha vinto il contest, superando il francese Jules Maria, il canadese Filip Peliwo e il giapponese Hiroki Moriya, distinguendosi sia in campo che fuori. In campo, per aver raggiunto il suo miglior piazzamento nel ranking ATP al numero 65, in Ottobre. Sui social media, Denis ha triplicato il bacino dei suoi followers su Twitter, sfondando il muro dei 10.000.

Kudla ha ricevuto quindi l’assegno di 50.000 dollari dello “Young Guns Contest”, e a consegnarlo sono stati Thierry Maissant, CEO di Technifibre, e Chris Kermode, presidente dell’ATP. “Sono molto orgoglioso di questo risultato. Il supporto dei miei fans sia sugli spalti che online mi ha permesso di raggiungere questi obiettivi. Grazie in particolare a Technifibre per questa incredibile opportunità, che mi permetterà di proseguire la mia carriera con una bella parentesi di tranquillità”.

La prima edizione del contest Young Guns è stata un successo”, ha spiegato Geoffroy Bourbon, Vice Presidente del settore Sponsor e Vendite dell’ATP. “I quattro partecipanti sono stati molto attivi, Denis ha giocato una stagione eccellente e raggiunto il quarto turno a Wimbledon, oltre alle semifinali ad Atlanta. E tramite i social network ha condiviso la sua vita quotidiana e i suoi risultati con la comunità di internet”.

Denis Kudla ha iniziato la sua collaborazione con Technifibre a sedici anni, nel 2008, quando era già all’interno dei top 100 juniores. Ha immediatamente messo l’anima nel progetto di Technifibre, utilizzando la racchetta TFIGHT 305, con la quale ha raggiunto una finale agli US Open junires e a top 5 della classifica giovanile. Da allora, la sua brillante carriera in ambito Future e Challenger gli ha permesso di raggiungere la top 100 ATP. Guillaume Ducruet, Marketing Manager di Technifibre, si è innamorato del suo spirito da combattente: “Crede molto in sé stesso e ha una personalità molto aperta. Denis ha dimostrato che con forza di volontà, fiducia e duro lavoro si può raggiungere qualsiasi sogno o obiettivo…”.

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Australian Open

Marijana Kovacevic, da lei il sollievo muscolare di Djokovic?

Volto nuovo nel box del serbo in questo Australian Open: una fisioterapista che tra i suoi pazienti ha avuto anche Cristiano Ronaldo e la nazionale ghanese

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Novak Djokovic - Australian Open 2023 (foto: twitter @ausopen)

La scalata di Novak Djokovic al decimo Australian Open ha paradossalmente visto il campione serbo affrontare qualche difficoltà in più nei primi turni, dovute soprattutto alle incerte condizioni fisiche. In particolare, il tendine del ginocchio gli ha creato preoccupazione in merito addirittura alla possibilità di non portare a termine il torneo. Le condizioni dell’asso serbo sono progressivamente migliorate e sul campo non ha mai mostrato alcun imbarazzo a partire dal match di terzo turno con Grigor Dimitrov, per arrivare fino alla finale con Tsitsipas nel pieno delle sue possibilità atletiche.

Nelle ultime fasi del torneo Novak è stato raggiunto da Marijana Kovacevic, dottoressa fisioterapista anch’essa di Belgrado. Per lei, Djokovic ha avuto parole di ringraziamento e di elogio: “Non entro in dettagli particolari” – ha detto il campione – “ma sono molto grato a Marijana. Mi sono affidato a quanti più esperti possibile qui a Melbourne. Lei è volata fin qua per aiutarmi, e ho sentito i benefici del suo intervento”.

Tra gli altri, Kovacevic ha avuto in cura niente di meno che Cristiano Ronaldo nel 2016, per l’infortunio durante gli Europei, ma anche giocatori come Alexis Sanchez e Robin Van Persie. L’ex calciatore israeliano Yossi Benaioun, ai tempi della sua militanza nel Liverpool (2007-2010) fu curato dalla dottoressa Kovacevic, e ricorda come la cura si sostanziasse in “massaggi con una sostanza che lei indicava come fluido proveniente da placenta umana. Nessuna iniezione, nessun rischio di doping”.

 

Lo stesso Benayoun ricorda di come poté nel 2009 accorciare un infortunio con tempi di recupero fissati in cinque settimane a soli quindici giorni, riuscendo a essere subito protagonista in campo. Sul sito Ghana Guardian si parla di come abbia collaborato con la nazionale di calcio del Ghana ai tempi della presidenza della Federazione Ghana Calcio di Nwesi Nyantaky, dal 2005 al 2018. Inoltre, ha fatto parte della spedizione della nazionale della Serbia ai mondiali del 2010.

Danilo Gori

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Alcune cose su Djokovic che potrebbero esservi sfuggite

Curiosità note e meno note sul fresco vincitore dell’Australian Open: Novak Djokovic

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Novak Djokovic si apre come un libro in tantissime lingue, imperversa nelle conferenze stampa e quindi sappiamo tutto sul nuovo (si fa per dire) numero 1 del mondo. Qui segnaliamo alcune curiosità, alcune conusciute, altre meno; amenità ma anche cose serie, sul vincitore dell’ultimo Australian Open.

1. Il cambio di alimentazione: Novak, dopo essersi reso conto di non riuscire a rendere come avrebbe voluto sul campo, ha deciso di evitare i prodotti contenenti glutine. Il cambio di alimentazione gli permise di reagire al meglio al problema e lo portò alla svolta del 2011, che lo vide vincere tre Slam e perdere solo in semifinale da Federer a Parigi. Con la moglie Jelena – come da noi riportato nell’aprile del 2016 – ha trasferito la sua passione per la cucina come supporto primario ad una vita sana nel ristorante “Eqvita”, situato nel Principato di Monaco.

2. L’infanzia difficile, Djokovic bambino ha conosciuto la guerra: ha dovuto fare la coda per ricevere del cibo, e ha giocato su campi martoriati dai bombardamenti. “Cose come queste ti fanno crescere più forte” ha dichiarato in merito.

 

3. Il recordman di Melbourne gradisce molto poco le altitudini; all’aereo preferisce il pavimento di casa! Per fortuna del tennis ha reagito alla ritrosia ai grandi spostamenti in maniera differente rispetto al calciatore olandese Dennis Bergkamp, che ha preferito sempre organizzarsi via terra.

4. Rimanendo sul terreno calcistico, Nole ama lo sport più bello del mondo (almeno così lo definiscono i suoi appassionati); simpatizza per il Milan ed è amico di Zlatan Ibrahimovic, totem rossonero e icona sportiva mondiale. I due hanno in comune un rapporto speciale con il nostro paese, e lo svedese lo ha supportato pubblicamente ai tempi della scelta di non vaccinarsi.

5. Appare in una scena tagliata del film “Mercenari 2”, in cui combatte dei nemici con una racchetta. In questo caso però meglio di lui ha fatto il sessantanovenne ex collega Vijay Amritraj, che nel 1983 è apparso in diverse scene del film di 007 “Octopussy”; in una in particolare si difende con una racchetta, ma di legno, e appassiona gli astanti del mercato indiano di Udaipur con i suoi movimenti elegantissimi.

6. A diciotto anni, fresco di qualificazione allo Slam francese e di un primo turno passato in tre set con Robby Ginepri, Nole è costretto al ritiro sul punteggio di un set pari contro il numero otto del seeding Guillermo Coria. Inoltre, l’anno successivo sviene durante il torneo di Umag. Da allora ha preso la decisione di iniziare una terapia per tenere sotto controllo il problema: pare sia allergico all’argilla, così almeno riporta su Twitter “Histoporte”.

Se fosse vero, sembra quindi che la ragione dei soli due successi sul rosso di Parigi non sia minimamente da imputare alla presenza di Rafa Nadal ogni anno, ma alla fastidiosa reazione allergica alla superficie lenta per antonomasia. A questo punto bisognerebbe verificare una analoga sensibilità di Rafa, solo due miseri successi, ai prati, all’ambrosia e in generale alla flora che attecchisce nei dintorni di Church Road. Altro che Roger o Novak…

Danilo Gori

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ATP

Challenger: Goffin vince a Ottignies, Barrere a Quimper, Coria a Concepcion

Il belga torna al successo nel Challenger di casa mentre gli italiani deludono e Benoit Paire sembra sempre più avvitato nella sua spirale di negatività

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David Goffin, United Cup 2023 - Credit: Tennis Australia/Trevor Collens

Al Challenger 125 di Ottignies (Belgio, cemento indoor) finale di rango tra la prima testa di serie, il belga David Goffin (n.41 ATP) e lo svedese Mikael Ymer (n.69 ATP) che hanno giocato davanti ad un foltissimo pubblico, davvero inusuale a questi livelli. Ha vinto il primo in maniera fin troppo netta per 6-4 6-1 e per lui è l’ottavo successo Challenger, circuito in cui non vinceva dal lontano 2014, avendo nel frattempo frequentato ben altri palcoscenici. Il 32enne ex n.7 ATP continua così, dopo un paio di anni di buio, la sua rincorsa ai bei tempi andati. Tempi che difficilmente torneranno ma comunque vederlo giocare è sempre un piacere e poi può sempre capitare che tiri fuori dal cilindro un bel coniglio come successe lo scorso luglio sui prati di Wimbledon con quegli inaspettati quarti di finale. Per lo svedese nuovo best alla posizione n.60 ATP.

Nell’altro Challenger 125 che si giocava a Quimper (Bretagna, cemento indoor) finale tra due francesi, forse non i più attesi: Gregoire Barrere e Arthur Fils. Il vecchio contro il nuovo, volendo fare una sommaria sintesi giornalistica. Ed è il vecchio a prevalere in maniera molto netta col punteggio di 6-1 6-4. Il 28enne Barrere (n.83 ATP e seconda testa di serie del torneo) conferma così di essere in chiara ripresa dopo che il 2022 non gli aveva regalato molte gioie, se non in autunno con le due vittorie di Orleans e Brest. Un po’ di delusione invece per Arthur Fils, di 10 anni più giovane, che sembrava navigare col vento in poppa sulle ali della recentissima vittoria al Challenger di Oeiras 2 che l’aveva proiettato in top 200. Per il vincitore è il sesto successo Challenger e il nuovo best ranking alla posizione n.76 ATP, ottavo miglior giocatore francese. Nuovo best anche per Fils che sale al n.164. Comunque, nonostante la partita abbia regalato poche emozioni, è stata la miglior finale possibile, persi prematuramente per strada gli italiani, ed eliminato a sorpresa Luca Van Assche che, dopo aver battuto il nostro Nardi, è inciampato nel connazionale Geoffrey Blancaneaux. Tra quelli che si sono persi per strada una citazione la merita di diritto Benoit Paire, il disperso per antonomasia, che all’esordio ha raggranellato solo cinque giochi contro l’ucraino Illya Marchenko e sembra ben avviato al quarto anno consecutivo di saldo negativo vittorie/sconfitte.

Si giocava anche in Cile a Concepcion (Challenger 100, terra battuta outdoor) dove in finale sono arrivati Federico Coria (n.76 ATP) e il kazako Timofey Skatov (n.144 ATP). E nemmeno in questo caso l’ultimo atto ha dispensato grandi emozioni. Facile infatti la vittoria dell’argentino che porta a casa il titolo 6-4 6-3 in poco meno di due ore di gioco. E non c’è bisogno che vi spieghi perché sono servite quasi due ore per definire un punteggio in fin dei conti piuttosto netto. Il combinato disposto giocatore argentino più terra battuta ha imposto la sua legge anche questa volta. Per l’ormai 30enne Coria è il quinto Challenger in bacheca mentre il kazako si consola con il nuovo best ranking al n.129 ATP, secondo miglior giocatore del suo paese dopo Alexander Bublik.

 

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