Coppa Davis: Andy Murray oscura Fred Perry, l'insalatiera vola in... Scozia

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Coppa Davis: Andy Murray oscura Fred Perry, l’insalatiera vola in… Scozia

David Goffin si è battuto come un leone in tutti i tre set (6-3 7-5 6-3)… ma Andy Murray ha fatto la differenza con gambe, servizio e passanti decisivi. Dopo 79 anni la gran Bretagna torna a sorridere. Murray eguaglia McEnroe e Wilander chiudendo l’anno di Davis senza sconfitte in singolare

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Gran Bretagna vs Belgio 3-1

[GBR] A. Murray b. [BEL] D. Goffin 6-3 7-5 6-3

 

Ci svegliamo con un cielo plumbeo su Gent, dopo una notte di tempesta. Sul tram che ci porta all’arena ci sediamo accanto ad una mamma di origini mediorientali, con il capo coperto dal tradizionale chador. Il figlio piccolo nel seggiolino di fronte scherza con una coetanea bionda, dai tratti chiaramente fiamminghi: una tenera scena di coesistenza tra culture diverse in Belgio dopo la tensione dei giorni scorsi. E poi salgono i tifosi british. Ci colpisce la percentuale di donne. Due di loro notano con un certo sdegno l’enorme manifesto pubblicitario di Tommy Hilfiger con Nadal in mutande. Il fuoriclasse spagnolo quando si parla di tennis te lo ritrovi sempre anche quando non c’entrerebbe niente. Alla stazione di Sint Pieters salgono anche i belgi e la linea 1 finisce per essere murata come sempre. Scattiamo per non rimanere imbottigliati nella folla, scordandoci che all’entrata la stampa ha un accesso privilegiato. Peccato che sia bloccato da un tavolo. Su alcuni dettagli l’organizzazione di questo evento non è certo stata impeccabile.

Ci aspettiamo di vedere il tennis in prima pagina sui principali siti d’informazione britannici, con la celebrazione dei fratelli Murray e di Andy in particolare, autore di una prova maiuscola in doppio. E invece no. A occupare i titoli delle sezioni sportive oltremanica c’è il pugile di origini irlandesi Tyson – nome evocativo per questa disciplina – Fury che a Dusseldorf davanti a 50mila persone ha conquistato il titolo dei pesi massimi contro la leggenda ucraina Wladimir Klitschko. Ma siamo sicuri che a breve gli occhi degli appassionati di sport britannici si sposteranno di nuovo sulle Fiandre. I giornali belgi credono invece in un altro miracolo dopo la rimonta da sotto 2-1 sull’Argentina in semifinale. Il francofono “7 Dimanche” – unico quotidiano locale che riusciamo a recuperare in una Gent in cui pure l’edicola è chiusa – cita il capitano Johan Van Herck “Pas Top, mai en Coupe Davis tout peut se passer” (non è la situazione migliore ma tutto è possibile). Sempre sullo stesso quotidiano Olivier Rochus sostiene che “David (Goffin) ha le chiavi per preoccupare Andy Murray”. Convinto lui.

Se in pochi danno delle chance a Goffin di impedire a Murray di vincere il suo terzo match in questa finale di Davis – come Pete Sampras 20 anni fa – e di sollevare l’insalatiera un motivo c’è. Il belga, n.16 del ranking ATP, nei due precedenti con lo scozzese non ha mai rimediato un set. Poche settimane fa negli ottavi di finale del Masters 1000, Goffin ha subito da Murray una severissima ripassata per 6-1 6-0. I due non si sono mai incontrati sulla terra. Il 25enne di Liegi lo ha ribadito in conferenza stampa ed evidentemente crede che questo fattore possa ribaltare la situazione.

Una volta calati gli ormai immancabili teloni si alzano decisamente i decibel della Flanders Expo. Gli altri componenti del team lasciano spazio ai due protagonisti di giornata: Andy Murray e David Goffin. L’atmosfera si scalda ulteriormente quando lo speaker annuncia il nome del n.1 belga. La marea rossa vuole trascinare il proprio beniamino all’impresa. Sulla panchina britannica notiamo l’assenza di James Ward, indiziato per giocare l’eventuale quinto match.

Murray comincia al servizio. Goffin lo vuole intimorire e sfodera subito nel primo scambio un bel vincente incrociato di dritto. Il pubblico belga non è troppo disciplinato e Murray è costretto a interrompere il lancio di palla un paio di volte. Lo scozzese riesce comunque a tenere il servizio. Nel gioco successivo Goffin concede già una palla break con una seconda a 133 km/h su cui si avventa Murray di rovescio. Ma il piccolo belga è bravo nel punto seguente a tirare fuori dal cilindro un vincente dritto al 31esimo colpo e poi a salvare il turno di battuta. Sul 2 pari è il nativo di Dunblane a rischiare di perdere il turno di servizio, giocando un po’ corto di dritto. Goffin però sulla palla break non approfitta di una seconda e Murray riesce a portare a casa la pelle ai vantaggi con un vincente seguito da pugnetto di auto-incoraggiamento. Goffin continua a mettere poche prime  in campo – alla fine saranno solo il 51%- e così il due volte campione slam si procura tre palle break consecutive. Goffin annulla la prima ma non può nulla sul tracciante di dritto di Murray che sale sul 4 a 2. Il tennista vallone è ancora in difficoltà nel settimo gioco dove va sotto 15-40. Goffin però con coraggio cancella 3 set point e addossa su Murray la responsabilità di conquistare il parziale sul proprio servizio. Ma lo scozzese non ha problemi a prendersela e chiude per 6-2 con un dritto incrociato vincente dopo 48 minuti di gioco.

Le già flebili speranze di Goffin si riducono ad un lumicino dato che Murray quando ha vinto il primo set ha poi vinto tutti gli ultimi 61 match disputati.  Ma il n.1 belga non conosce forse questa statistica e si fa più propositivo, procurandosi una palla break nel secondo gioco. La medaglia d’oro olimpica di Londra 2012 – che riceve un “time violation” sul 40-30 – si aggrappa a due prime potenti. Sul 1 a 1 Goffin ha ancora un complicato turno di battuta che riesce a mettere solo in cascina dopo 17 punti giocati e 2 palle break concesse. Da segnalare in questo gioco un pazzesco passante in avanzamento di Murray su una già precisa stop volley di Goffin nel 15esimo punto. Nonostante tutto, l’equilibrio nel parziale non si rompe. Murray tiene 3 turni di battuta a 0 ma anche Goffin ora è più solido. Nel cambio di capo sul 4-3 in suo favore il belga applaude il caloroso pubblico di casa che di conseguenza si galvanizza. In quello successivo si alza forte il coro “David, David!”. Goffin non si può certo lamentare del supporto. La svolta arriva sul 5 pari. Il belga stecca un paio di colpi e un concentrato Murray non si fa pregare e piazza il secondo break della partita: boato dei tifosi ospiti. Un orgoglioso Goffin riesce a salire 0-30 nel dodicesimo gioco ma alla fine Murray termina il set per 7-5 inventandosi un meraviglioso recupero di dritto.

Van Herck cerca di scuotere il suo giocatore in panchina ma la missione del minuto David sembra sempre più impossibile. E già nel game d’apertura deve fronteggiare una palla break. Esce però dall’intricata situazione con un brillante rovescio lungolinea. Avanti 1 a 0 e servizio Murray, Goffin si getta in avanti prendendosi 2 possibilità di vincere il turno di risposta. I campione britannico sfoga la sua rabbia imprecando e riceve un warning per oscenità. Il belga spreca la prima palla break ma sulla seconda Murray sotterra il dritto in rete. Gofffin conquista dunque il suo primo break dopo 2 ore e 16 di gioco. Il belga ora insiste con successo sulla diagonale del dritto. La sua gioia e quella dei suoi fans dura poco tuttavia perché lo scozzese recupera subito lo svantaggio e si riporta sul 2 pari – nonostante qualche polemica del belga sul 30 pari del quarto gioco per un overrule del giudice di sedia Maria. Risuona il suo feroce “Come on!” nel catino della Expo Flanders. Pare esserci comunque sicuramente più partita sulla terra di Gent. Lo dimostra il fatto che Goffin ha un altra palla break sul 3 a 2 in suo favore. Ma è solo un illusione perché nel gioco successivo Goffin si trova sotto 0-40 dopo un paio di seconde troppo morbide e un rovescio sbagliato inopinatamente. Murray colpisce una delle sue solite risposte aggressive e realizza un break apparentemente definitivo che lo porta sul 5-3. E non solo apparentemente perché Murray chiude l’incontro subito dopo al secondo match point con uno dei suoi marchi di fabbrica, il lob di rovescio, in due ore e 54 minuti.

La Coppa Davis va alla Gran Bretagna – o, per meglio dire, alla Scozia visto chi ha portato tutti i punti qui a Gent – a 79 anni di distanza dalle gesta del mitico Fred Perry.  Andy Murray, one-man show di questa giornata trionfale, si getta a terra con le mani sul viso a coprire le lacrime. Tutti i compagni di squadra lo raggiungono. Quando si rialza ha una union jack a coprirgli la schiena. “Non mi sono mai sentito così bene!” afferma durante l’intervista in campo. Una dichiarazione significativa per un giocatore che è già stato capace di vincere da favorito del pubblico, con tutte le pressioni che ne conseguono, Wimbledon nel 2013 – anche in quel caso soppiantando dal libro dei record Fred Perry – e la medaglia d’oro olimpica a Londra l’anno prima. La Coppa Davis però ha sempre il suo fascino. E, nonostante questa finale in tono minore, è difficile negarlo.

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Niente Coppa Davis per Nadal: a novembre esibizioni in Sudamerica tra polemiche e una causa milionaria in arrivo

Argentina (con Del Potro), Cile, Messico e Colombia aspettano Rafa. Intanto un’azienda chiede un risarcimento da 10 milioni per essere stata messa da parte nell’organizzazione del tour

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Rafael Nadal (ESP) in action against Botic Van De Zandschulp (NED) in the fourth round of the Gentlemen's Singles on Centre Court at The Championships 2022. Held at The All England Lawn Tennis Club, Wimbledon. Day 8 Monday 04/07/2022. Credit: AELTC/Simon Bruty

Il 2022 di Rafa Nadal continua a essere ricco di accadimenti: dopo i due trionfi Slam, i problemi fisici e l’attesa paternità, ora potrebbe arrivare anche un affaire giudiziario. Lui e una società rappresentata a livello legale dalla madre saranno probabilmente citati in giudizio in una causa da 10 milioni di dollari. Il pomo della discordia è in questo caso il tour di esibizioni che il campione spagnolo affronterà a fine novembre in Sudamerica. E le notizie fuoriuscite su questa serie di incontri, con date annesse, hanno anche un significato meramente tennistico: ammesso che la Spagna si qualifichi alle finali di Coppa Davis, la squadra capitanata da Bruguera non potrà comunque contare sulla sua stella più luminosa.

Stando alla stampa argentina, il 23 novembre Nadal sarà al Parque Roca di Buenos Aires, dove affronterà l’idolo di casa Juan Martin del Potro nell’ultima passerella d’addio al tennis del giocatore di Tandil. L’indomani, o al massimo il 25, Rafa si dovrebbe spostare in Cile per regalare al pubblico la gioia di vedere il proprio portacolori Tabilo sfidare un 22 volte campione Slam. Se non si dovessero creare conflitti con le ATP Finals di Torino (dal 13 al 20 novembre), proprio nei giorni delle esibizioni, invece, sarà in corso a Malaga la fase finale della Davis. Per quanto Nadal abbia già realizzato imprese ai limiti del possibile nel corso della sua carriera, viene difficile pensare che possa anche essere ubiquo.

D’altro canto, non è nemmeno così scontata la presenza della squadra spagnola visto che prima – a settembre – dovrà superare un girone di ferro condiviso con Serbia e Canada, oltre che con la Corea del Sud. E anche in questa occasione, la Spagna con tutta probabilità dovrà fare a meno di Rafa, impegnato la settimana precedente a New York (US Open) e quella successiva a Londra (Laver Cup). L’Italia del capitano Volandri guarderà interessata, stando però attenta a non sottovalutare il suo di girone.

 

Questo il risvolto “di campo” della vicenda che però è alquanto bollente soprattutto per il suo lato economico-giudiziario. Il tour di esibizioni dovrebbe infatti fruttare a Rafa ben 10 milioni di dollari. “Dovrebbe” perché nell’organizzazione delle partite non tutto è andato liscio. Il manager di Nadal, Carlos Costa, ha infatti ricevuto pesanti accuse da Lisandro Borges dell’azienda argentina “World Padel Center LCC”. Borges ha spiegato al canale televisivo argentino “Todo Noticias” che Costa ha chiuso un accordo con Marcelo Figoli per il pagamento da 10 milioni, mentre sarebbe stato ancora in corso di validità un contratto di esclusiva tra l’azienda di Borges e la società che detiene i diritti d’immagine di Nadal (Aspermir, la cui rappresentante legale è la madre di Rafa) per la programmazione e la vendita delle quattro partite. Il manager spagnolo avrebbe risposto che l’iniziale richiesta di proroga del contratto non si sarebbe poi mai tradotta nella sua firma.

Carlos Costa è un farabutto e gliel’ho detto, ma per lui non conta niente. Crede di poter fare quello che vuole perché ha alle spalle Rafael Nadal. Fare causa a quello che secondo me è il miglior atleta della storia ed anche un bravissimo ragazzo perché il suo manager è un mascalzone, non mi diverte, ma la verità è che quando qualcuno ti crea tanti problemi quanto quest’uomo (Costa, ndr) ha causato a noi, non ci sono altre strade”. Così Borges non ha fatto trasparire tutta la sua frustrazione per il danno d’immagine subito dopo essersi speso per organizzare in prima persona l’esibizione argentina e con la collaborazione dei fratelli Lapentti (Nicolas è un ex top 10) quella messicana. L’imprenditore ha infatti raccontato di aver coinvolto anche il governo argentino e di aver predisposto una serie di attività, iniziando anche l’opera di promozione.

Borges, prima di intraprendere la strada legale, ha cercato una mediazione scrivendo una lettera sia alla società Aspermir che allo stesso Nadal. La risposta attesa nei cinque giorni successivi non è arrivata e così il processo sembra ormai inevitabile.

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David Ferrer è il nuovo direttore della Coppa Davis

L’ex numero 3 al mondo prende il posto di Albert Costa, in carica dal 2019: ha vinto il trofeo tre volte da giocatore. “Entusiasta per questo nuovo ruolo”

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Madrid,Davis Cup USA-ESP

La competizione a squadre più famosa della storia del tennis continua a parlare in spagnolo: è notizia di stamattina, infatti, che il nuovo direttore del torneo è David Ferrer. Ad annunciarlo è la stessa compagnia Kosmos, fondata nel 2017 dal calciatore Gerard Pique, che da tre anni ha rivoluzionato il format della competizione, attirando su di sé anche numerose critiche.

Il 40enne di Alicante, uno dei tennisti più amati della sua generazione, aveva annunciato il suo ritiro dalle competizioni al termine del torneo di Madrid nel 2019, ponendo la parola fine ad una carriera che lo aveva visto  spingersi fino alla posizione 3 del ranking ATP, frutto dei 27 titoli conquistati a partire dal 2000, anno del suo esordio tra i pro. Proprio qualche mese fa, raccontandosi ad Ubitennis, aveva descritto il suo speciale rapporto con la Coppa Davis, da lui ricordata come “la vittoria che mi ha fatto provare più orgoglio di tutte”, la sua predilezione per Federer (“ha fatto sembrare il tennis uno sport semplice”) e la “gratitudine per aver potuto giocare nello stesso periodo dei migliori tre della storia”.

Ferrer e la Coppa Davis, la magica insalatiera da lui sollevata in ben tre occasioni (2008, 2009 e 2011), per un totale di 20 match disputati: nelle ultime due vittorie spagnole era proprio Albert Costa a guidare la nazionale iberica, dopo il suo successo come giocatore nel 2000. E adesso i due si passano il testimone alla guida del torneo che così tanto ha dato loro: “Sono davvero entusiasta per questo mio nuovo ruolo”, le prime parole di Ferrer. “Questa è una competizione unica, che da giocatore vorresti sempre vincere per quello che rappresenta: giochi per il tuo Paese, in una squadra, in un’atmosfera incredibile!”. A Ferru vanno i migliori auguri per questa sua nuova avventura!

 

Clicca qui per leggere la classifica ATP aggiornata al 25 luglio 2022!

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Presentata la Coppa Davis a Bologna, Binaghi: “Vogliamo vincere il trofeo entro quattro-cinque anni”

Il presidente FIT presenta il girone della Coppa Davis a Bologna con il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Parte oggi la vendita dei biglietti

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Filippo Volandri e Angelo Binaghi - Bologna 2022 (Twitter - @federtennis)
Filippo Volandri e Angelo Binaghi - Bologna 2022 (Twitter - @federtennis)

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Si avvicina il tempo dei gironi di Coppa Davis 2022, che saranno disputati alla Unipol Arena di Bologna dal 13 al 18 settembre. Nel girone dell’Italia, paese ospitante e qualificatosi tramite la vittoria con la Slovacchia ai playoff, ci saranno Argentina, Croazia e Svezia. Proprio il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha presentato oggi in una conferenza stampa congiunta con il presidente FIT Angelo Binaghi l’appuntamento tennistico di settembre. “Ringrazio la Federazione Italiana Tennis e il Dipartimento per lo Sport, ma anche la sottosegretaria Vezzali, con cui abbiamo già collaborato più volte e costruito un sodalizio che per la Regione sta dando risultati straordinari. […] In questo contesto, ospitare la Davis Cup è un sogno che si realizza. Io sono del ’67, faccio parte quindi di quella generazione cresciuta con l’Italia in Coppa Davis e grazie a quei quattro ragazzi e al capitano che è seduto qui in prima fila (Nicola Pietrangeli n.d.r.) abbiamo conosciuto il tennis. Ricordo che, in quelle stagioni, uno dei nostri condomini dove abitavamo inaugurò per la prima volta la costruzione di campi da tennis, che creavano inevitabilmente un movimento sportivo più robusto del passato. Poi, è pur vero che dopo quelle stagioni straordinarie oggi siamo a un punto che non si è mai visto nella storia nazionale del tennis, avendo toccato addirittura 10 atleti nella top 100 maschile. Ieri l’altro ero a Montechiarugolo, per la conferenza stampa di quello che sarà il torneo Challenger 125 nel parmense – con Francesca Schiavone, testimonial del torneo e che sta vincendo la partita più importante della sua vita – mentre domenica Musetti trionfava al Challenger 125 di Forlì. Insomma, il tennis e il padel rappresentano attualmente un’opportunità straordinaria per il nostro Paese.“.

Gli fa eco il presidente Binaghi, che non nasconde la sua speranza di portare a casa la Coppa Davis. Speranze fondate, perchè l’Italia se riuscirà ad avere tutti i suoi migliori è sicuramente tra le favorite del torneo, specialmente dopo la defezione della Russia. “E’ il momento giusto anche perché noi vogliamo vincere. Non chiediamo al nostro capitano di vincere per forza quest’anno la Coppa Davis ma, come è giusto fare in ogni azienda che si rispetti, abbiamo un programma di medio termine, 4-5 anni. Abbiamo iniziato lo scorso anno un ciclo che deve portarci alla vittoria, a riconquistare la Coppa Davis. Partiamo da Bologna e credo che ci siano tutti i requisiti per dover puntare a questo successo, sia per quanto riguarda l’organizzazione federale sia soprattutto per il valore dei nostri giocatori, nonostante in questo periodo abbiano avuto una serie di infortuni. Pensiamo che Bologna e l’Emilia Romagna abbiano insieme a noi un’occasione straordinaria. Quindi credo che quella dell’Emilia Romagna sia la scelta migliore per consentire alla nostra Nazionale di poter essere vista e supportata dal maggior numero di appassionati possibile. Qui a Bologna non giocherà un romano come Matteo Berrettini o un altoatesino come Jannik Sinner: giocherà la Nazionale, che è di tutti, e deve essere facilmente fruibile dal maggior numero possibile di appassionati del nostro sport”.

 

Oggi, alle ore 18, prende il via sul sito tickets.italy.daviscupfinals.com e su quello di Ticket One (www.ticketone.it) la vendita al pubblico dei biglietti per i sei match del girone di Bologna, con i tesserati FIT che potranno usufruire di uno sconto del 20% sia sui tagliandi individuali che sugli abbonamenti. Inoltre, saranno disponibili pacchetti di corporate hospitality (per informazioni scrivere a hospitality.daviscup@federtennis.it) e pacchetti turistici, realizzati in collaborazione con Bologna Welcome, che consentiranno di coniugare la passione per il tennis con il godimento delle bellezze turistiche della città di Bologna e dell’Emilia-Romagna.

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