[9] L. Noskova b. [10] K. Muchova 6-2 5-7 6-3
Linda Noskova è la campionessa di Wimbledon 2026 a soli 21 anni. Ha conquistato i Championships al termine di una partita che ha dovuto vincere due volte: dopo avere avuto tre match point per chiudere l’incontro sul 6-2, 6-2, e altri match point nei game successivi, ha subito il ritorno di Muchova, che è riuscita a ribaltare il secondo set e forzare la decisione al terzo. Ma nel parziale decisivo un solo break al secondo gioco è stato sufficiente per decidere il titolo.
Nel giro di soli quattro anni Noskova diventa la terza giocatrice della Repubblica Ceca capace di vincere Wimbledon, dopo Vondrousova (2023) e Krejcikova (2024).
Primo set
Sul Centre Court si comincia alle 16.00 ora locale, con 29 gradi e un vento leggero ma percepibile.
Noskova vince il sorteggio e decide di servire. Primi due game di registrazione dei colpi, senza scossoni: 1-1. Nel terzo invece emerge tutta la qualità al servizio di Noskova, che mette a referto il primo ace grazie a uno slice a uscire imprendibile: 2-1 senza break.
Quarto game. Due dritti fuori misura mettono nei guai Muchova: 15-40 e prime palle break del match. Ace sulla prima, ma sulla seconda Linda risponde profondo, prende il controllo dello scambio e lo chiude con un rovescio lungolinea vincente. 3-1 Noskova e servizio. Sul turno di servizio di Noskova si gioca poco, perchè molto spesso basta la battuta: se non per ottenere il punto diretto, comunque per ipotecarlo. Poi però sul 40-15 Linda smarrisce la prima di servizio; e arriva anche un doppio fallo che aiuta Karolina a risalire sulla parità. Equilibrio effimero: grazie a un servizio vincente e a un dropshot Linda consolida il vantaggio: 4-1 Noskova.
Sesto game. Muchova ha bisogno di scuotersi: la sua avversaria è già entrata a regime, mentre lei sembra ancora in rodaggio. Prova a cambiare qualcosa prendendosi il primo punto del servizio a rete. Poi un uno-due (servizio dritto) e un dropshot le permettono di salire sul 2-4. Noskova però continua a tenere i turni di servizio senza grandi difficoltà. L’unico punto che concede nel settimo game al servizio è un doppio fallo. 5-2 Noskova.
Ottavo game. Karolina serve per restare nel set, ma la partenza è in salita: due errori di dritto e un rovescio aggressivo di Linda la portano sullo 0-40. Tre palle break che sono anche set point. Due ottime prime e una risposta lunga di Noskova riequilibrano il game. Ma poi Linda spara un dritto incrociato vincente in risposta e si conquista il quarto set point: salvato da un ace. Il quinto set point è quello buono: Muchova scende a rete, ma è scavalcata da un lob perfetto, che atterra a venti centimetri dalla linea di fondo. 6-2 Noskova in 32 minuti.
Noskova nei propri turni di servizio è stata intoccabile (zero palle break) e partendo da questa base certa si è potuta permettere di affrontare con grande aggressività i turni di risposta, ottenendo due break. Dato statistico da non sottovalutare: dai quarti di finale in poi, Linda ha giocato cinque set, perdendo solo una volta la battuta (secondo set contro Kostyuk).
Secondo set
Al rientro dal toilet break di Karolina si ricomincia con Noskova al servizio; niente sembra cambiato: Linda tiene il servizio a zero. Secondo game con Karolina alla battuta e, come nel primo set, di nuovo problemi sullo 0-30. Però poi Linda commette un gratuito di rovescio e manda lunghe due risposte che consentono a Muchova di pareggiare sull’ 1-1. E nel terzo game questa volte sono le risposte aggressive di Karolina che le permettono finalmente di conquistare le prime due palle break dell’incontro sul 15-40. Entrambe annullate da due prime di Noskova non controllate in risposta. Neanche la terza palla break è convertita (dritto incrociato fuori misura di Karolina). E alla fine Noskova si salva: 2-1 per lei, ancora senza avere subìto break.
Quarto game. Finalmente un turno di battuta facile per Muchova: serve davvero bene e tiene la battuta a zero in poco più di un minuto: 2-2. Ma Linda dopo le difficoltà nel turno precedente, è tornata sicurissima al servizio. Sul 40-15 si permette anche uno schema di grande sensibilità: palla corta+pallonetto e, sul recupero di Karolina, rovescio slice imprendibile. 3-2 Noskova.
Sesto game. Un paio di errori gratuiti nello scambio costano carissimi a Muchova: sul 15-40 Noskova risponde aggressivo e Karolina manda in rete il colpo in uscita dal servizio. Break Noskova: 4-2 e servizio. Linda è imperturbabile: senza la minima tensione governa il proprio turno di battuta e lo vince addirittura a zero, chiudendolo con un ace. Siamo 6-2, 5-2 tutto per Noskova.
Ottavo game. Muchova è già spalle al muro: serve per rimanere nel match. Sul 30-30 la aiuta un rovescio fuori misura di Noskova, ma poi è Karolina a sbagliare il colpo a due mani. Si andrà ai vantaggi. Un dritto in rete in uscita dal servizio di Muchova porta al primo match point: annullato da un rovescio in rete di Linda. Dritto fotocopia del precedente di Muchova (colpo in rete in uscita dal servizio) e secondo match point: ancora rovescio sbagliato di Noskova e ancora parità. Corpo a corpo a rete, concluso da una volèe lunga di Karolina: terzo match point. Salvato grazie a un drop-shot di dritto, dopo che il nastro aveva accomodato la palla a Karolina. Muchova avrebbe bisogno di qualche prima in più, ma alla fine riesce a vincere i due successivi scambi giocati sempre partendo con la seconda. Almeno per il momento, la conclusione della partita è rinviata.
Nono game. Noskova serve per il titolo. Parte bene (30-0) ma poi manda larghe due accelerazioni, e sul 30-30 Muchova trova un vincente di dritto incrociato: palla break. Annullata grazie a una prima potente e schiaffo al volo: parità. Ma Karolina spinge in risposta e si procura la seconda palla break. Stesso schema e stesso risultato: la prima di Noskova risolve il problema. E così si arriva anche al quarto match point, il primo sul servizio di Linda. Dopo una prestazione emotivamente impeccabile arriva il primo segnale di comprensibile tensione: doppio fallo. Noskova salva la terza palla break con un ace, e si ripete sulla quarta palla break: altro ace. Quinta palla break e nuovo ace. Su tutti i vantaggi esterni Noskova sta servendo meglio di Serena Williams. Sesta palla break: non arriva un ace, ma un servizio al corpo vincente. Alla fine alla ennesima palla break, Karolina riesce a rispondere e Linda manda largo il suo colpo aggressivo. Break recuperato. 5-4 Noskova. Dopo avere conquistato in risposta il game-fiume del set, Muchova ha ora la possibilità di pareggiare i conti. Ma deve riuscire a tenere il proprio turno di servizio.
Decimo game (servizio Muchova) Noskova non cambia impostazione: continua a rispondere aggressivamente, riesce più volte a entrare nello scambio e si procura un quinto match point sul 30-40. Annullato da un servizio/dritto di Muchova. Karolina continua a premere da fondo, vince i due punti successivi e finalmente colma lo svantaggio: cinque game per parte. Undicesimo game (servizio Noskova). Linda parte bene, sale 30-0, ma poi si perde: un paio di errori evitabili, ma soprattutto un imperdonabile dritto lungo in avanzamento (colpito a un passo dalla rete) causano il secondo break consecutivo. 6-5 Muchova e servizio.
Dodicesimo game. Muchova serve per il set. Noskova sembra scossa, sbaglia risposte non impossibili e si arriva sul 40-15: due set point per Karolina. Il primo è quello buono, grazie a un dritto incrociato imprendibile. Secondo set per Muchova, in 71 minuti di gioco. Noskova avrebbe potuto chiudere addirittura 6-2, 6-2 (tre match point in risposta), e invece dopo non avere convertito cinque set point si ritrova in totale parità. Il titolo dei Champioships si assegnerà al terzo set.
Terzo set
Noskova riprende al servizio dopo avere usufruito del toilet break. Ora ogni game è una lotta, e i vantaggi la regola: Linda deve fronteggiare due palle break, ma riesce a evitare di perdere la battuta per la terza volta consecutiva. Secondo game: “ovviamente” con una palla break per Linda. Che però a differenza di Karolina, riesce a convertire: 2-0 e servizio Noskova. Terzo game e ancora una volta si va ai vantaggi. Muchova si procura una nuova palla break grazie a un fantastico passante di rovescio in allungo. Ma Linda serve bene e si torna alla parità, e poi riesce a consolidare sul 3-0. Terzo set con tre game tutti molto equilibrati, ma alla fine tutti finiti dalla parte di Noskova.
Quarto game. Muchova sta optando per una serie di prime meno potenti ma molto precise, e alla fine la scelta paga: anche lei muove lo score sul 3-1. Nel game successivo Karolina si inventa un paio di prodezze tecniche (tra cui anche un tweener), ma alla fine gli scambi li vince Linda. 4-1 Noskova.
Sesto game. Siamo tornati a game più lineari, in cui il servizio fa la differenza. E tutto sommato non è una buona notizia per Muchova. Perchè se è vero che in questo modo sale senza problemi sul 2-4, è anche vero che nel settimo game Noskova si porta 5-2 addirittura tenendo la battuta a zero.
Settimo game. Siamo nella stessa situazione del secondo set: Karolina serve per rimanere nella partita. Noskova però sembra che stia già pensando al game successivo nel quale avrà la battuta a disposizione per conquistare finalmente il titolo. Intanto però Muchova si è riavvicinata sul 3-5.
Ottavo game. Come nel secondo set, sul 5-3 Noskova serve per il titolo. Dal 15-15 vince un grande scambio e poi serve un ace. 40-15: altri due match point. E questa volta un servizio vincente sigilla il punteggio sul 6-2, 5-7, 6-3 per Noskova. Linda vince il suo primo Major alla prima finale disputata, mentre Karolina, dopo la sconfitta con Swiatek al Roland Garros, perde ancora una finale Slam molto lottata e conclusa al terzo set.
Da sottolineare che, malgrado l’importanza della posta in palio, entrambe hanno concluso la partita con saldo vincenti/errori non forzati ampiamente positivo: Muchova +8 (35/27), Noskova ugualmente a +8 (44/36).
Muchova piuttosto provata nelle prime dichiarazioni: “Complimenti alla mia “ex amica” Linda. No, scherzo.” E poi si commuove nel momento in cui ringrazia il suo team e i suoi cari. Commossa anche Noskova: “E’ stata molto dura, faccio i complimenti a Karolina, spero sia ancora mia amica. E ringrazio i tifosi cechi presenti”. E poi: “Ringrazio il mio team, mio padre, il mio coach che convive con una persona non sempre facile come me”. “Infine un pensiero a mia mamma, che non può essere qui” (é mancata due anni fa per un tumore).
Dopo il successo di Andreeva al Roland Garros, un’altra giocatrice delle giovane generazione vince il terzo Slam stagionale. Per trovare due Slam vinti consecutivamente da giocatrici di 21 anni o più giovani occorre risalire al 2003, con l’alternanza di titoli fra Serena Williams e Justine Henin.
