I grandi articoli del passato: la maledetta finale del 1979

Focus

I grandi articoli del passato: la maledetta finale del 1979

Per festeggiare l’anno che finisce abbiamo chiesto ad alcuni collaboratori vecchi e nuovi una strenna natalizia: l’articolo a cui sono più affezionati. Stefano Tarantino è risalito a cinque anni fa, quando in occasione della finale di Fed Cup ricordava il 1979 e il compianto Umberto Bitti Bergamo, uno degli ultimi “signori” del nostro tennis.

Pubblicato

il

Qui l’articolo originale

Le nostre ragazze nel prossimo week end proveranno a conquistare per la terza volta nelle ultime cinque edizioni la FED CUP. Saranno impegnate in trasferta a San Diego, dove le americane proveranno a metterci in difficoltà su una superficie veloce. Non è la prima volta che ci giochiamo una finale in America. Nel 1979 i nostri fantastici quattro (Panatta, Barazzutti, Bertolucci e Zugarelli) giocarono a San Francisco un match a dir poco impari con il “Dream Team” americano, rappresentato per l’occasione da McEnroe (n. 3 delle classifiche in quel momento), Gerulaitis (n.4) ed il doppio delle meraviglie Lutz e Stan Smith (per intenderci quello delle scarpe).

Prima di ripercorrere però quell’infausto scontro penso sia d’obbligo ricordare colui che a quella finale ci aveva condotto come capitano non giocatore e cioè Umberto Bitti Bergamo. Buon tennista da giovane, uomo colto (parlava sette lingue tra cui l’arabo), un bella presenza, una persona equilibrata ed affabile, insomma il capitano per eccellenza. Il destino (crudele più che mai) lo privò il 12 Ottobre del ’79 di portare a termine la sua impresa, un’impresa che in quell’anno aveva condotto con scelte coraggiose e sempre indovinate a testimonianza che probabilmente per quel ruolo Umberto vi era nato. Umberto Bitti Bergamo era nato a Venezia nel ’30 e pur giocando discretamente a tennis non era mai riuscito ad emergere in quanto per sua sfortuna coetaneo dei vari Pietrangeli, Sirola, Gardini, Merlo e così via. Aveva formato un’ottima coppia di doppio con Sergio Tacchini, ma davanti a quei mostri sacri di Nicola ed Orlando si era trovato la strada sbarrata. Si era laureato in legge ed era poi divenuto manager di una importante azienda di import export genovese.
Ma come c’era arrivato Bitti Bergamo alla panchina della nazionale di tennis? Nel ’77 l’Italia era stata sconfitta dall’Australia nella finale di Davis a Sidney ed il ritorno in Italia era stato foriero di non poche polemiche. I nostri giocatori mal sopportavano i modi di Pietrangeli, secondo loro troppo bravo nel prendersi i meriti delle vittorie e molto abile nello scaricare le responsabilità delle sconfitte. L’equilibrio si era ormai rotto e gli azzurri chiesero all’allora presidente della FIT Galgani di la testa di Nicola. Naturalmente sui quotidiani di allora si giudicò incomprensibile la scelta, individuando soprattutto Panatta come il responsabile di quel defenestramento. A quel punto c’era da scegliere chi in quel momento era il più indicato a ricoprire quel ruolo (e soprattutto avesse il coraggio di prendersi la patata bollente).
La scelta cadde alla fine su Bitti Bergamo,proprio grazie a quei suo modi di fare eleganti, a quella signorilità mostrata sempre ma quasi come se fosse per caso, insomma un personaggio totalmente diverso dal suo precedessore. Inoltre Panatta & Co. ne apprezzavano la pacatezza e la compostezza negli atteggiamenti, sicuri che la sua presenza avrebbe loro giovato.

 

L’inizio fu disastroso. Il 13 luglio del ’78 i nostri si recano in Ungheria, sulla carta un match ampiamente alla portata. Invece ne uscimmo bastonati per 4-1, con Panatta che fornì due prestazioni disastrose in singolare (clamorosa la sconfitta con Szoke, un mediocre giocatore che la stampa fece passare per un cameriere ma che nella realtà gestiva un albergo) e che in coppia con Bertolucci perse per la prima volta in Davis sulla terra battuta. Insomma c’erano tutti gli estremi per attaccare a man bassa gli azzuri e così fu. Ma il grande Bitti non si scoraggiò e con i suoi modi da padre di famiglia riuscì pian piano a raccogliere i cocci della sconfitta e a creare di nuovo quell’armonia nel gruppo che fu la base per la cavalcata trionfale del ’79 (almeno sino alla finale). Non solo,il nostro capitano si rese anche protagonista di alcuni episodi che ne dimostrarono l’abilità e l’attaccamento ai suoi uomini. Ma andiamo con ordine.
A marzo arriva la Danimarca, facile 5-0 in casa.
A giugno l’ostacolo è più arduo, si va in Polonia. I polacchi schierano l’ostico Fibak e lo sconosciuto Drzymalsky. Panatta le prende da Fibak, Barazzutti ci porta sull’1-1. A quel punto è decisivo il doppio. Bertolucci accusa dei fastidi muscolari, ma il nostro capitano non si perde d’animo ed affianca ad Adriano Barazzutti. Coppia che più inedita non si può, anche per le caratteristiche dei due. Durante quel match si assiste a delle scene da torneo amatoriale, con Panatta che a volte prima di servire grida a Corrado di spostarsi ora un po’ più a destra ora un po’ più a sinistra. Alla fine però la strana coppia chiude in quattro sets (il terzo addirittura vinto per 14-12, allora non c’era il tie break in Davis). Sul 2-1 tocca a Barazzutti che incontra Fibak. Le linee sul campo sono disegnate con il gesso e i giudici quando possono danno una mano ai polacchi. Su una palla contestata, il mite Bitti Bergamo diventa una belva. Infatti, alzatosi dalla sedia per andare a verificare di persona il colpo, si vede allontanare da Fibak che gli confessa candidamente di aver cancellato la palla con il piede. I due per poco non vengono alle mani. Comunque “Barazza” è in gran forma e vince in cinque sets. A luglio ospitiamo l’Ungheria e vendichiamo così la sconfitta dell’anno prima con un perentorio 4-1. Nel match tra Barazzutti e Tarocszy, Bitti Bergamo ne fa un’altra delle sue. Corrado sta rimontando nel quarto set da 1-5, ad un tratto c’è una palla contestata. Si dovrebbe ripetere il punto, ma il nostro capitano è talmente abile che dopo un conciliabolo di dieci minuti con il giudice arbitro viene dato il quindici a Barazzutti. Tarocszy si innervosisce a tal punto che perde set e partita. A settembre è il turno della Garn Bretagna, con la bestia nera dei nostri Buster Mottram ed il marito di Chris Evert, John Lloyd. Panatta è di nuovo fuori forma e prende una sonora lezione da Mottram, Barazzutti pareggia i conti ed il doppio è come al solito decisivo. Altra grande scelta di Bitti Bergamo. Schiera in campo Barazzutti e Zugarelli, tra lo stupore generale. La mossa è rischiosissima, lo stesso Galeazzi quando apre il collegamento dal Foro Italico si mostra sorpreso. Ma quella mossa è naturalmente indovinata, i nostri danno tre sets a zero ai fratelli Lloyd ed il gioco è fatto. Siamo così alla semifinale con la Cecoslovacchia, il primo singolare vede opposto il supponente ed antipatico Smid a Barazzutti. Corrado battaglia da par suo e si trova al quinto sul 5-2. Qui si scatena il diluvio ed il gioco è sospeso. Al ritorno in campo Smid rischia il tutto per tutto e compie una rimonta prodigiosa vincendo 7-5. Guido Oddo inviperito (dalla tribuna del Foro Italico) per il tramite di Galeazzi (che è sul campo) domanda a Bitti Bergamo come avesse potuto Barazzutti perdere quel match, il nostro capitano perde la solita calma e difendendo a spada tratta il suo giocatore dà la colpa a Giove Pluvio (testuali parole). Insomma questo era Bitti Bergamo, un attaccamento infinito ai suoi uomini, all’Italia, al suo ruolo. Ruolo per il quale ci sembra giusto ricordare che per sua scelta non percepiva neanche una lira. Dichiarò ad una rivista che il vedere Panatta dare 6-0 6-0 a Lendl (proprio in quel match con la Cecoslovacchia, alla fine vinto per 4-1) lo ripagava di qualsiasi cosa, il suo lavoro era un altro, l’essere capitano della Davis era semplicemente un divertimento.

Il 12 Ottobre del 1979 Bitti Bergamo stava tornando a casa da Firenze, dove aveva incontrato Galgani per discutere della finale negli Usa. Sulla A11 un pazzo con un TIR sotto una pioggia incessante decise di improvviso di fare un inversione a U, Umberto fu travolto e trovò la morte. Il TG1 del sabato si aprì con un servizio sull’accaduto, mentre in studio a Milano c’erano un Galeazzi sbigottito ed un Pietrangeli che piangeva a dirotto. Se ne era andato un grande, uno di quelli di cui oggi il nostro movimento avrebbe bisogno per ripartire.
Detto di Umberto, la finale di quell’anno fu giocata a San Francisco con il morale sotto i tacchi da parte dei nostri. Inoltre la sorte aveva ormai chiaramente deciso che tutto dovesse andare storto e così nel primo singolare tra Barazzutti e Gerulaitis, Corrado sul 6-2 3-2 per il suo avversario mise male il piede per terra e si bloccò. Fu costretto al ritiro e ad ingessarsi la caviglia. Panatta poco potè contro l’allora emergente Mcenroe e finì sconfitto in tre sets. Il doppio fu invece più combattutto. Panatta e Bertolucci giocarono per onorare Bitti Bergamo (sostituito in quell’occasione da Vittorio Crotta) ma di fronte avevano dei veri fenomeni. Eppure la nostra coppia si trovò un break avanti nel primo sets, perso poi 6-4 e contesero all’inverosimile il secondo. Ma anche qui la sorte ci fu avversa. Sull’ 11-10 per gli americani, 40 pari, Bertolucci batte, i nostri si fermano convinti che la palla abbia toccato il nastro e gli americani fanno tranquillamente il punto. Proteste (naturalmente inutili), Paolo serve per salvare il set point, Panatta ancora infuriato sotterra in rete la più semplice delle voleè. La partita si chiude praticamente lì, Lutz e Smith chiudono il terzo set 6-2.
Quella finale è ancora oggi ricordata nelle statistiche come quella nella quale la squadra sconfitta non riuscì a vincere neppure un set. Ma con quello che era successo era purtroppo il minimo.

A San Diego siamo convinti che sarà un’altra storia.

Continua a leggere
Commenti

Flash

WTA Toronto: Serena cede a Bencic e si congeda dal Canada, Andreescu agli ottavi

Belinda Bencic liquida Serena Williams in due set e sancisce la fine della sua carriera su suolo canadese

Pubblicato

il

Bianca Andreescu - Toronto 2022 (foto Twitter @NBOtoronto)

La prima partita disputata da Serena Williams dopo l’annuncio del suo ritiro non poteva che essere uno show di grande impatto emotivo. Il centrale del Sobeys Tennis Center di Toronto con il pubblico delle grandi occasioni, e l’attenzione mediatica in Canada tutta concentrata sulla città dell’Ontario, nonostante a Montreal fosse in corso il Masters 1000 maschile con l’idolo di casa Felix Auger-Aliassime ancora in gara.

Tuttavia la “vicenda agonistica” (come era solito chiamarla il compianto Gianni Clerici) non è stata all’altezza dell’enfasi e dell’anticipazione riservata all’evento: davvero troppa la differenza tra le due giocatrici, soprattutto dal punto di vista atletico. La capacità di movimento di Serena non è ancora tale (e forse non lo sarà mai più) da permetterle di competere con una tennista del calibro di Belinda Bencic, che comunque ha svolto il suo compito alla perfezione senza lasciarsi distrarre dal sostegno del pubblico per la grande campionessa americana.

In un’ora e 17 minuti la svizzera ha chiuso la pratica ed ha anche chiuso la carriera in Canada di Serena Williams che ha lasciato il campo in lacrime con un mazzo di fiori, le maglie dei Toronto Maple Leafs (hockey) e dei Toronto Raptors (basket) per se stessa e per sua figlia Olympia, e ovviamente l’ennesima standing ovation della sua carriera, la prima di tantissime che riceverà nel suo “tour d’addio” fino allo US Open.

 

Mi sono sempre divertita moltissimo qui [a Toronto], dentro e fuori dal campo – ha detto Serena Williams prima di uscire dal campo ai microfoni di Sportsnet, la televisione canadese che trasmette l’evento in Canada – Tornerò come semplice turista a visitare la città. È stato tutto molto bello, ho giocato partite incredibili su questo campo, con splendide vittorie e un match altrettanto incredibile contro di te [Bencic n.d.r] alcuni anni fa. È stato un piacere giocare per voi oggi, e grazie per il sostegno.”

In conclusione di giornata, l’incontro finale della sessione serale sul Centrale ha visto l’ultima canadese rimasta in gara, Bianca Andreescu, sudare per oltre due ore e 10 minuti per avere la meglio della francese Alize Cornet. Dopo essere stata avanti 6-4, 3-1, Andreescu ha patito il ritorno dell’avversariache ha infilato quattro giochi consecutivi e poi ha chiuso il set 6-4.

Nel terzo set la canadese ha comunque mantenuto il comando del match e del punteggio chiudendo per 6-3 e prenotando l’appuntamento negli ottavi con la giovane promessa cinese Qinwen Zheng, che ha beneficiato del ritiro di Ons Jabeur.

Il tabellone completo del WTA di Toronto

Continua a leggere

ATP

ATP Montreal: Auger Aliassime profeta in patria, Tsitsipas subito fuori

Esordio vittorioso per Felix Auger-Aliassime su Yoshihito Nishioka nel torneo di casa. Subito fuori Stefanos Tsitsipas per mano di Jack Draper

Pubblicato

il

Felix Auger-Aliassime - Montreal 2022 (foto Twitter @OBNmontreal)

All’Omnium Banque Nationale di Montreal mercoledì sera era “la” sera nella quale essere presenti al tennis. In uno degli eventi della stagione estiva per la città del Quebec, l’idolo di casa Felix Auger-Aliassime ha fatto l’esordio nel torneo affrontando il giapponese Yoshihito Nishioka, fresco finalista al CitiOpen di Washington la settimana scorsa.

Il ritardo accumulato dal programma diurno a causa delle oltre tre ore del match tra Paul e Alcaraz ha fatto sì che gli spettatori della sessione serale abbiano dovuto aspettare oltre un’ora nei ground prima di prendere posto sul Centrale (o Stadium IGA che dir si voglia) per la partita clou della serata, per la gioia delle concessioni commerciali del torneo che senza dubbio hanno fatto affari d’oro vendendo cibo e bevande ai quasi 12.000 spettatori in attesa.

Sulla carta l’esordio non era dei più semplici: come detto Nishioka era reduce da un’ottima prestazione nel torneo precedente, era in vantaggio per 3-1 nei confronti diretti contro Auger-Aliassime, e proprio il loro primo incontro in assoluto ha una valenza simbolica molto forte per il giovane canadese. Quel precedente risale al luglio 2015 in occasione del Challenger di Granby, il primo torneo professionistico in assoluto giocato da Auger-Aliassime. Ricevuta una wild card per le qualificazioni, l’allora quattordicenne Felix procedette poi ad arrivare nei quarti di finale dove perse in tre set proprio contro Nishioka in un match giocato nella prima serata di venerdì e trasmesso in diretta televisiva in tutto il Quebec.

 

Sette anni dopo, e in una situazione di esperienza e classifica completamente diversa, Auger-Aliassime ha iniziato il suo incontro inevitabilmente teso e messo alla prova dal ritmo da fondocampo imposto dal giapponese. Gli scambi erano tesi e rapidi, l’ideale per intrattenere il pubblico da tutto esaurito sullo Stadium IGA. Il primo ad andare in vantaggio era proprio Nishioka, che al quinto gioco otteneva il break alla quinta occasione, salvo poi però non essere in grado di consolidare la leadership restituendo immediatamente il controbreak.

Il primo set si è così deciso al tie-break, nel quale Auger-Aliassime è andato a tre set point sul 6-3, non riuscendo però a concretizzare la chance avuta sulla propria battuta a causa di uno smash tirato in maniera troppo cauta che ha consentito a Nishioka di recuperare. Il secondo set point, però, due punti più tardi, ha visto il più grosso boato registrato su questo campo dalla famosa notte del 2017 nella quale il 18enne Shapovalov sconfisse Rafael Nadal: un rovescio incrociato in corsa che ha infilato Nishioka a rete e ha lasciato quasi tutti i 12.000 dell’arena in piedi per una standing ovation.

Nel secondo set il nipponico è stato bravo a rintuzzare l’esuberanza di Auger-Aliassime in un game di 20 punti con cinque palle break, ma l’inerzia della partita era definitivamente girata. Il canadese ha preso il vantaggio poco dopo sul 4-2, ha mancato alcune occasioni per il doppio break, ma se pur dopo ben due ore e sei minuti di gioco, la vittoria è alla fine arrivata sancendo il passaggio al terzo turno dove sfiderà Cameron Norrie, contro il quale ha perduto la settimana scorsa a Los Cabos.

In chiusura di serata, quando ormai l’orologio aveva già passato da tempo la mezzanotte, è arrivata l’ultima sorpresa di questa lunghissima giornata: anche la testa di serie n. 3 del torneo, Stefanos Tsitsipas, è stata eliminata dal giovane qualificato britannico Jack Draper. Una vittoria in due tie-break per il classe 2001 di Londra, che ha così registrato il suo primo successo su un Top 5 raggiungendo il suo primo ottavo di finale in un Masters 1000 dove incontrerà il francese Gael Monfils.

Il tabellone completo dell’ATP di Montreal

Continua a leggere

Flash

WTA Toronto: Gauff vince lo scontro tra neo finaliste Slam con Rybakina, Pliskova domina Anisimova

Karolina si prende la rivincita dopo la sconfitta subita a San José pochi giorni fa. Le difese di Cori prevalgono sulle staffilate di Elena

Pubblicato

il

Cori Gauff - Berlino 2022 (Twitter - @wtatour)
Cori Gauff - Berlino 2022 (Twitter - @wtatour)

Il National Bank Open di Toronto entra nel vivo con la quinta giornata di gare, oggi mercoledì 10 agosto era la volta dei match di secondo turno valevoli per un posto negli ottavi di finale del “1000” canadese.

Gli organizzatori del torneo hanno deciso di non mutare l’ora d’inizio del programma, inizialmente prevista per le 12:00 – ora locale – ma poi modificata dopo la giornata di lunedì funestata dalla pioggia con la decisione di anticipare di un’ora l’avvio della sessione diurna. Dunque il menù tennistico odierno, del Canadian Open al femminile, ha visto aprire i battenti alle 17:00 italiane considerando le sei ore di fuso orario che ci sono rispetto al Bel Paese.

[14] K. Pliskova b. A. Anisimova 6-1 6-1

 

Sul Court 1, terzo campo per importanza, hanno dato il via alla mattinata nordamericana la tds n. 14 Karolina Pliskova e la statunitense Amanda Anisimova. La 20enne del New Jersey dista in classifica dall’esperta ceca ben 8 posizioni, essendo attualmente situata al n. 22 del ranking. Lo scontro sembra stia diventando una “classica” del tennis femminile contemporaneo, dato che quello in terra canadese è stato il sesto confronto diretto tra le due giocatrici nonché il quinto nelle ultime due stagioni. Il ricordo dell’ultima volta che si sono date battaglia sul campo è freschissimo, è accaduto esattamente una settimana fa: agli ottavi del cinquecento californiano di San José, la giocatrice di origini russe si è imposta in rimonta per 6-1 al terzo.

UNA PLISKOVA INCONTENIBILE – Anche oggi il medesimo punteggio del set conclusivo, nel loro più recente duello, si è manifestato a più riprese ma con al differenza che in questo caso a goderne è stata Karolina. La due volte finalista Slam ha infatti fatto sua la partita con un netto doppio 6-1 in neanche un’ora di gioco, accedendo così al round successivo e vendicandosi della sconfitta subita pochi giorni fa. Un successo che rimarca la distanza nel computo totale degli H2H, ora la finalista uscente del torneo guida 5-1. A rompere l’equilibrio del match, segnandolo in modo irreversibile, è stato il parziale della ceca di 8 game consecutivi, che dal 1-1 del set inaugurale hanno condotto la 30enne di Louny sino al 4-0 “pesante” del secondo. Pur non potendo usufruire di una percentuale di rilievo con la prima palla di servizio, Plsikova si è mostrata molto abile nel saperla rendere efficacie con 7 ace e il 71% di punti vinti. Anche la seconda non è stata da meno: un ottimo 65% di realizzazione, che è stato di grande aiuto nel far sì che la n. 14 WTA superasse indenne le uniche due palle break concesse nell’incontro.

[10] C. Gauff b. E. Rybakina 6-4 (8)6-7 7-6(3)

DUE ASTRI NASCENTI PRONTI A DARE INIZIO AD UNA SAGA – La National Bank Granstand è stata invece inaugurata dall’interessante incrocio tra due delle maggiori novità presentate dai primi sei mesi di stagione. Due nuove stelle, che hanno dimostrato di essere competitive per i massimi livelli raggiungendo la prima finale Slam della carriera. La prima, n. 11 del ranking, ha solamente diciotto anni ma è oramai sulla bocca di tutti da diverse stagioni con l’appellativo di predestinata; dall’altro canto se batti una certa Venus Williams sui prati londinesi di uno “sconosciuto” Centre Court quando le tue coetanee sono unicamente assillate dal complesso passaggio dall’infanzia all’età adolescenziale, è fisiologico che si scateni su di te a più non posso l’attenzione dei media. Nel mese di giugno ha ottenuto la qualificazione all’ultimo atto del Major rosso, dando anche un dispiacere al tennis italiano con l’estromissione in semifinale di Trevisan, arrendendosi soltanto dinanzi allo strapotere polacco – al tempo ancora in versione rullo compressore.

L’altra, in questo momento posizionata alla 27esima piazza della classifica – ma avrebbe dovuto essere molto più su – è una 23enne kazaka scartata dalla madre patria Russia e quindi costretta a cercare fortuna e sostegno dalle parti di Nur Sultan. Un ripiego non così disdicevole, tenendo presente l’enorme possibilità economica della federazione kazaka, ma certamente molto più all’oscuro dalla notorietà del grande tennis di quanto non lo fosse la giovincella d’oltreoceano già delineata futura campionessa Slam. Si pensava di lei, che fosse sicuramente una giocatrice di buon livello: moderna, grandi servizi, staffilate piatte da fondo che fanno male. Però obbiettivamente quasi nessuno avrebbe scommesso, neppure un penny, che la bella Elena si sarebbe addirittura spinta fino al trionfo nell’evento di tennis più importante da quando l’uomo ha memoria. Una cavalcata così sorprendente, che persino la protagonista dell’impresa è stata sopraffatta dalla comprensibile emozione di chi è totalmente spaesata – e non a proprio agio in quel tipo di situazione – nell’ambiente in cui si trova. Stiamo ovviamente parlando della finalista del Roland Garros Cori Gauff e della campionessa in carica di Wimbledon Elena Rybakina.

L’incontro andato in scena è stato al cardiopalma, quasi tre ore di struggente contesa la kazaka è abituata alle lotte prolungate. Le due protagoniste era come se volessero dimostrare, che il loro approdo all’atto conclusivo di un torneo del Grande Slam non sia stato un acuto senza possibilità di nuova verifica, inoltre avevano la necessità di far vedere di possedere qualcosa in più rispetto all’avversaria, autrice dello stesso percorso. E’ probabilmente quel lumicino in più a favore di Coco, che non ha ancora raggiunto il grande traguardo, può aver delineato la minima differenza che ha deciso la sfida. Dal canto suo Rybakina ha lottato fino alla fine, ma si è dovuta arrendere per 6-4 (8)6-7 7-6(3).

Dopo aver perso il primo set, nonostante avesse avuto lei a disposizione le prime palle break della partita nel quarto game, in cui ha pagato lo strappo dell’americana sul 3-3, la nativa di Mosca si è trovata ad un passo dalla resa definitiva nel tie-break del secondo. La n. 27 WTA, ha visto infatti la tds n. 10 involarsi sul 6-3 nel gioco decisivo, ma è stata freddissima Elena ha scovare dentro di sé la forza necessaria per cancellare tre match point consecutivi – i primi due in risposta – più un quarto ancora in ribattuta nel quindicesimo punto del deciding game, per poi sfruttare il secondo set point e rimandare il verdetto al terzo. La frazione finale è stata condizionata pesantemente dall’instabilità dei servizi: girandola di strappi e cuciture, dal terzo gioco ce ne sono stati ben 6 nei successivi 7 turni di battuta. Inevitabile perciò che l’esito venisse redatto nuovamente al jeu décisif, se il set regolare era stato teatro di break a ripetizione, il game finale ha fatto anche peggio: 3 mini-break a testa, più un settimo in favore di Gauff che ha chiuso il match. Cori è riuscita ad avere la meglio nonostante 13 doppi falli commessi e un insufficiente 46% di trasformazione con la seconda. Sul piano tattico la strabiliante abilità difensiva della classe 2004 di Atlanta, si è dimostrata alla lunga superiore alle bordate offensive della kazaka da fondocampo.

IL TABELLONE DEL WTA 1000 DI TORONTO

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement