AO, italiani: vincono Seppi e Vinci, niente da fare per Errani, Lorenzi e Giorgi

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AO, italiani: vincono Seppi e Vinci, niente da fare per Errani, Lorenzi e Giorgi

Roberta Vinci sarà l’unica italiana al secondo turno dell’Australian Open. Camila Giorgi lotta ma deve arrendersi all’esperienza di Serena Williams mentre Sara Errani crolla nel terzo setcontro Margarita Gasparyan. Spreca molto Lorenzi contro Dimitrov, solita lotta di Andreas Seppi

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[28] A. Seppi b. T. Gabashvili 3-6 7-6(4) 6-4 7-6(10) (Gabriele Ferrara)

Stats Seppi

Accede al secondo turno Andreas Seppi che, dopo un brutto avvio (come spesso gli accade), riesce ad avere la meglio sul gioco muscolare di Gabashvili in quattro set.

 

Come nel match disputatosi agli scorsi Us Open, si inizia con Seppi che cede il primo set per 6-3, con il tennista di Caldaro che sbaglia molti dritti sia in risposta sia durante lo scambio, mentre Gabashvili tira vincenti da tutte le posizioni (sopratutto con il dritto), centrando il break nel terzo e nel nono gioco. La palla dell’azzurro sembra non far male al numero 50 del mondo, che riesce quasi sempre a sfondare con le sue accelerazioni. Dopo essersi salvato un paio di volte in avvio di secondo set, Andreas non sfrutta un passaggio a vuoto del russo nel nono game, mancando così due break point, con l’italiano che continua a non trovare soluzioni per contrastare i colpi potenti di Gabashvili. L’azzurro, nonostante la bassa percentuale di prime palle in campo, in questo set riesce però ad ottenere più punti gratuiti con il servizio, issandosi così al tiebreak senza patemi. Qui l’azzurro riesce ad avere la meglio per 7-4, riuscendo finalmente  ad imporsi con continuità nel braccio di ferro da fondocampo. Nel terzo set si prosegue senza squilli fino al decimo game, quando Seppi si procura tre set point grazie a un doppio fallo del russo ( molto nervoso con l’arbitro), che consegna poi il parziale all’italiano con il terzo errore non forzato di dritto del game. Andreas adesso sembra soffrire di meno la potenza dei colpi del nativo di Tblisi, che perde il servizio anche all’inizio del quarto set con un brutto errore di rovescio, con Seppi che si porta così sul 3 a 0 (con il russo che dopo aver perso il secondo game si fa medicare la parte superiore dell’alluce destro). Si prosegue senza sussulti fino al 5-3, quando l’azzurro spreca un match point sul proprio servizio, facendosi poi strappare il servizio dal rivale. Si arriva nuovamente al “jeu decisif”, con l’italiano che, grazie all’ennesimo doppio fallo dell’avversario, chiude il tiebreak per 12-10 al quinto match point complessivo, dopo aver anche annullato due set point al russo ( sfortunato sul primo Gabashvili con un dritto finito out di poco), accedendo così al secondo turno dopo 3 ore e 40 minuti di partita.

Non una gran prestazione da parte del tennista di Caldaro, che però è riuscito a rimanere aggrappato al secondo set disputando un ottimo tiebreak, giocando poi in maniera piuttosto consistente (anche se un po’ passivamente in alcune fasi) nella seconda parte del match, approfittando anche dell’incostanza dell’avversario, che ha alternato tanti colpi vincenti a numerosi errori gratuiti. Adesso al secondo turno Seppi affronterà Denis Kudla (numero 69 del mondo), vincitore lo scorso novembre del premio “Young Guns”, contest sponsorizzato dall’azienda Technifibre.

Queste le parole di Andreas al termine dell’incontro: Qualche anno fa non so se avrei vinto questa partita, è stato un bene chiuderla in 4 set per risparmiare energie. Non so nemmeno chi ho al secondo turno. Kudla? Ha giocato bene a Wimbledon, è uno dal tennis dritto e lineare, sarà di nuovo un match con tanti scambi lunghi. Sullo scandalo scommesse non ho un’opinione, non ho tempo per pensare a queste cose, sto concentrato sul torneo”.

[1] S. Williams b. C. Giorgi 6-4 7-5 (da Melbourne, Ubaldo Scanagatta)

Stats Giorgi-Williams

Due di meno gli ace, sette contro nove, ma ha naturalmente fatto più doppi falli, 12 contro 2, e il n.12, quello che le è costato il break sul 5 pari del secondo set, naturalmente è stato il più importante. E se Serena ha servito anche a 201 km orari, 10 km più veloce del servizio più veloce di Camila (201 contro 191), però la velocità media sia sulle prime sia sulle seconde è stata sorprendentemente simile: 176 km orari Serena, 175 Camila, 153 Serena e 157 Camila. La differenza sta, al di là dei 12 punti immediatamente vincenti e perdenti nel conto complessivo ace e doppi falli, che per giocare la seconda a 153 km orari Serena ci mette un po’ di lift e non corre quindi il rischio del doppio fallo, mentre Camila, che oltretutto è più bassa di 7/8 centimetri (anche se attenua il gap saltando), tira una seconda piatta e quindi inevitabilmente più fallosa. Come spesso le capita Camila ha giocato anche scambi spettacolari, applauditi quindi a scena aperta.
Brad Gilbert commentava la sua partita su Twitter dicendo: “Camila gioca sempre uguale, primo punto, ultimo punto, breakpoint, lei tira e tira…”. Al che un follower di Gilbert, che ricorderete autore del libro “Winning ugly”, traducibile con “Vinci di brutto” anche adottando qualche strategia non proprio ricca di fairplay, gli ha risposto: “Certo se la allenassi tu…farebbe un salto di qualità”.
Tutto sommato la partita è stata abbastanza equilibrata, anche nel numero degli errori gratuiti, e il punteggio, 6-4 7-5 sembrerebbe sottolinearlo, però, a ben vedere, chi era sul campo si rendeva conto che Serena ha ceduto una sola volta il servizio quando era già avanti di due break, cioè sul 4-1, ma poi non solo non ha mai concesso altre palle break ma ha tenuto sempre agevolmente il proprio servizio, nel secondo set cedendo soltanto 4 punti in 6 turni di servizio.
Insomma, quando batteva lei faceva quello che voleva. Più o meno. Mentre Camila, che aveva subito due break nel primo set, ha salvato 4 pallebreak nel primo game del secondo set – 4 doppi falli in quel game, un miracolo che l’abbia vinto! – un’altra sul 4 pari, prima di cedere il servizio sul 5 pari.
Insomma come mi ha detto in esclusiva Patrick Mouratoglou, il coach di Serena – ascoltate l’audio –noi sappiamo che se le diamo palle diverse Camila sbaglia prima di Serena. Farà qualche bel punto, ma alla fine su 100 volte vince 100 volte Serena…”, mentre stava dicendo 100 si è quasi corretto, per dire “quasi sempre”, ma insomma loro sapevano che prima o poi Camila avrebbe sbagliato. E Camila avrebbe detto: “Ho sbagliato i punti importanti”.

M. Gasparyan b. [17] S. Errani 1-6 7-5 6-1 (da Melbourne, Luca Baldissera)

stats errani

Esordio Slam 2016 sul campo 6 di Melbourne Park per Sara Errani, opposta alla russa Margarita Gasparyan, in una giornata torrida, che fa registrare una temperatura ben oltre i 35 gradi già alle 11 del mattino. La cornice di pubblico è buona, con tanto di gruppo in maglia azzurra che intona cori di incitamento per sostenere l’italiana. Un minimo contratta in avvio, Sara concede subito tre palle break consecutive, poi una quarta, ma l’avversaria non riesce ad affondare consentendo all’azzurra di portarsi sull’1-0. Nel secondo game è la Errani che si conquista il 15-40, e alla prima occasione brekka la russa, che tira spesso a chiudere il suo splendido rovescio a una mano ma incorre in numerosi errori. Ancora due palle break non consecutive nel gioco successivo, annullate grazie ad altretanti gratuiti da fondo di Margarita, ed è 3-0 per Sara. Per ora, l’italiana tiene di esperienza, accellerando con attenzione nei momenti giusti, la russa continua a sbagliare, va ancora sotto 15-40, si salva con due begli attacchi, subisce un gran dritto inside-in di Sara ma annulla nuovamente lo svantaggio, poi affonda in rete un rovescio colpito malissimo e infine cede per la seconda volta la battuta sparando il proverbiale dritto “sulle siepi”.

4-0 Errani, match bruttino ma in un primo turno così è il risultato che conta. In particolare, Sara sembra davvero centrata con il dritto, che chiude efficacemente e ripetutamente dall’angolo sinistro, arrivando al 5-0 senza problemi. La Gasparyan, che è bella da veder giocare ma – quantomeno oggi – è discontinua a dire poco, finalmente mette in campo quattro buone accelerazioni e tiene a zero il suo primo turno di battuta, sbloccando il punteggio. Da parte sua, la Errani mostra una ottima continuità al servizio, che rimane carente in potenza ma grazie a profondità e rotazioni non consente facili risposte aggressive alla russa, e arriva così un meritato 6-1.

Mentre Margarita tiene il servizio nel primo game del secondo set, personalmente rivolgo un sentitissimo ringraziamento agli organizzatori di questi Australian Open, per aver dotato di copertura le tribune di numerosi campi secondari tra cui questo. L’afa è soffocante perfino all’ombra sugli spalti, il campo dev’essere un autentico forno. Delle due, quella che sembra soffrire di più le difficili condizioni ambientali è decisamente la Gasparyan, che praticamente in ogni occasione in cui prova a spingere perde il controllo della traiettoria, ed è spesso in ritardo negli spostamenti laterali. Si arriva al 2-2 senza particolari sussulti, per Sara è sufficiente tenere un buon palleggio solido, Margarita alterna vincenti (pochi) ed errori (una marea), ma riesce a portarsi avanti 3-2 anche con un po’ di fortuna. Sto pensando che sarebbe ora di piazzare un allungo decisivo per l’italiana, perchè fa sempre più caldo, si è alzato un vento fastidioso, e la potenzialità per diventare pericolosa anche all’improvviso la Gasparyan ce l’ha senz’altro. Manco a farlo apposta, ecco il 15-40 e due delicate palle break concesse da Errani, che per fortuna si salva bene e impatta, siamo 3-3.

Nel game successivo, dopo due parità, arriva la palla break per Sara, Margherita tira un rovescio a metà rete, e l’italiana passa avanti 4-3. Perso per perso, la russa lascia andare un paio di botte sulle righe, trova il 15-40 e due possibilità di rientrare, le spreca, se ne conquista una terza (gratuito Errani, uno dei pochi), e impatta sul 4 pari. Gran punto chiuso a rete da Gasparyan per tenere nel game successivo, siamo sotto 4-5 e bisogna stare davvero attenti adesso. Cosa che con esperienza e personalità la Errani fa, 5 pari. La russa va al servizio contro sole, che ora – è mezzogiorno e 35 in questo momento – picchia fortissimo, quasi dallo zenit, mettendoci pure il riverbero del cemento il calore in campo deve essere durissimo da sopportare per le ragazze. Nonostante questo, il livello tecnico è salito, Margherita mette dentro un paio di vincenti molto buoni, e va 6-5 assicurandosi almeno il tie-break. Dal punto di vista di Sara è un peccato che questo set sia diventato una lotta, ma onestamente la russa, più volte in bilico sul proverbiale cornicione, è stata brava a non mollare. E come spesso avviene in questi casi, poco dopo un errore dell’italiana manda la Gasparyan a set-point, subito trasformato: 7-5 per lei, si va al terzo, è l’una meno 10, non sarà facile purtroppo. Durante la pausa di fine set Margherita si allontana dal campo, Sara si passa il ghiaccio sul collo e sulle spalle.

Sara Errani alla risposta nel solleone del campo 5 di melbourne Park

Sara Errani alla risposta nel solleone del campo 5 di Melbourne Park

Brava Errani a superare la delusione all’inizio del parziale decisivo, aggredendo da subito l’avversaria, e trovando il break alla prima occasione, ma altrettanto fa Gasparyan, per poi tenere la battuta a 30 con ottimi servizi e chiudendo bene a rete, 2-1 per lei, Sara sembra davvero seccata, e ne ha certamente motivo. I ragazzi in maglia azzurra sono silenziosi, mentre al contrario dalla tribuna partono i “davai!” ad accompagnare diversi vincenti di ottima fattura della russa, che brekka e va 3-1 apparendo sempre più convinta. Il rovescio le viaggia che è un piacere, così come il servizio: l’italiana è decisamente nei guai, trova un’occasione per il contro-break, sprecata, poi un’altra (ottimo dropshot), ma a suon di lungolinea di rovescio vincenti Margarita si porta 4-1, e sinceramente se lo merita anche. Almeno il cielo si è velato smorzando un minimo il solleone, siamo a due ore abbondanti di match, Sara chiama la fisioterapista in campo e scuote la testa, il problema sembra essere ai muscoli della parte bassa della schiena. In ogni caso, la partita è ormai diventata rognosissima, sarà dura uscirne. Trattamento in campo per l’italiana, che si fa massaggiare, nel frattempo anche la russa si fa dare una bustina di sali minerali da sciogliere nella bottiglietta d’acqua.

Errani va al servizio nel sesto game, Gasparyan pizzica tre righe, brekka a zero, e va a servire per il match sul 5-1. Temo che si sia arrivati alla fine, l’italiana ha la testa bassa, Margarita continua a tirare forte, va subito 40-0, tre match point, e il primo è quello buono: gran vittoria per lei, altrettanto grande la delusione per Sara, sperando almeno che il problema fisico non sia nulla di grave.

[13] R. Vinci b. T. Paszek 6-4 6-2 (Giovanni Vianello)

vinci Paszek

Un match che ha rischiato di complicarsi solo nel primo set per Roberta Vinci, t.d.s. 13 e n. 15 del mondo, contro Tamira Paszek, n.126 del mondo. Nella prima frazione, Roberta è andata immediatamente sotto di un break, sbagliando in particolare una voleè facile a campo aperto; fortunatamente nel game successivo la nostra compatriota ha saputo immediatamente operare il contro-break, così il punteggio ha raggiunto l’1-1. Il gioco ha poi seguito i servizi fino al 5-4, con la Vinci che è andata sotto 0-40 sul proprio servizio sul 4-4 ma ha saputo salvarsi. A questo punto si è fatta valere la maggiore esperienza della Vinci, che ha saputo sfruttare il momento di pressione dell’avversaria che serviva per difendere il set. La tarantina ha infatti operato un break a 15, aggiudicandosi così il primo set. Nel secondo parziale cammino in discesa per la nostra connazionale, che questa volta ha saputo portarsi avanti presto di un break grazie anche ad una Paszek via via più lenta sul campo. La seconda frazione si è conclusa con un secondo break della Vinci, in un game in cui si è visto un mirabile rovescio lungolinea della Vinci in controbalzo. Prestazione non priva di lacune quella della tarantina,ma comunque sufficiente per un’avversaria non di alto livello. Positivo l’aver salvato energie in vista del prossimo (speriamo prossimi) turno.
La Vinci, ampiamente in corsa per un posto tra le top 10, attende la statunitense Irina Falconi (74 Wta), che ha battuto la connazionale Anna Tatishvili 6-4 3-6 8-6.

[27] G. Dimitrov b. P. Lorenzi 6-3 7-6(8) 6-3 (Raoul Ruberti)

Stats Dimitrov-Lorenzi

Ancora un’eliminazione al primo turno di uno Slam per Paolo Lorenzi, ma è un’ottima prova di tennis e di coraggio. Il fresco campione del challenger di Canberra oppone una tenace resistenza a un Dimitrov a corrente alternata, per due set poco propositivo in risposta e incline alla steccata. L’intelligente palleggio di Lorenzi, a tratti molto aggressivo, gli consente di portare a casa tutti gli scambi lunghi fino ai quattro tiratissimi set point del secondo set, dove purtroppo il bulgaro trova un momento di continuità con i vincenti e annulla.

Col passare dei minuti e il sostegno del pubblico Dimitrov si scioglie, iniziando a mostrare il suo più vasto repertorio di effetti e traiettorie, mentre il trentaquattrenne di Siena inizia ad accusare la stanchezza. I dieci punti su undici in apertura di terzo set non bastano a Lorenzi e l’occasione per il doppio break di vantaggio sfuma. Da lì in poi la sua prima di servizio, fondamentale durante la prima ora di gioco, inizia ad incidere di meno e Dimitrov prosegue a suon di dritti, rovesci e palle corte da highlights la sua difesa del terzo turno della scorsa edizione. Qualche piccola falla e un risultato severo in termini di set non devono però lasciar passare inosservata una dimostrazione di tattica davvero buona da parte di Lorenzi, che quando necessario ha alzato la traiettoria dei colpi per ricaricare le batterie ma non ha negato agli spettatori più di un punto da applausi.

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Adesso è ufficiale: obbligo vaccinale per partecipare all’Australian Open 2022

A dichiararlo è stato Daniel Andrews governatore dello stato del Victoria. Tsitsipas, Rublev e Thiem si vaccineranno, mentre è in dubbio la presenza di Djokovic

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Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Tanto tuonò che piovve. Lo stato australiano del Victoria non concederà deroghe o permetterà accordi speciali ad atleti non vaccinati per consentire loro di competere in eventi importanti. Lo ha dichiarato il premier dello stato Daniel Andrews, mettendo così in serio dubbio la difesa del titolo dell’Australian Open da parte di Novak Djokovic (che nei giorni scorsi si era espresso così tema dichiarando che non rivelerà il suo status vaccinale e che non ha ancora deciso se volare a Melbourne o meno) e di conseguenza la possibilità di riprovare a competere per il Grande Slam.

“Sulla questione della vaccinazione, abbiamo deciso di adottare la linea dura e coerente dello stato”, ha detto a un briefing con i media. “(Al virus) non importa quale sia la tua classifica tennistica o quanti Slam hai vinto. È completamente irrilevante. Devi essere vaccinato per proteggerti e per proteggere gli altri”.

Tennis Australia, che organizza il Grande Slam, ha rifiutato di commentare.

 

Lo stato del Victoria, che nelle prossime settimane dovrebbe uscire da un blocco di quasi tre mesi, ha dunque equiparato gli atleti professionisti agli altri milioni di “lavoratori autorizzati. Lo sport professionale non è un mondo a parte e quindi come tutti gli altri devono essere autorizzati e devono essere vaccinati con doppia dose”, ha affermato in conclusione Andrews.

Una notizia che non può cogliere di sorpresa nessuno, tennisti e addetti ai lavori in primis, tant’è che nei giorni scorsi stelle del circuito come Andrey Rublev, Dominic Thiem e Stefanos Tsitsipas hanno dichiarato che procederanno a ricevere l’inoculazione durante la off-season per non mancare l’appuntamento Down Under. Allo stesso tempo, però, qualche opacità legislativa era rimasta, tant’è che nei giorni scorsi Djokovic aveva dichiarato: “Se ho capito bene, il governo e Tennis Australia prenderanno le decisioni definitive tra due settimane. Quest’anno ci sono state tante restrizioni e so che Tennis Australia sta tentando di migliorare le condizioni di tutti i giocatori, vaccinati e non”.

Questa regola invece non lascia spazio a troppi dubbi interpretativi, e rappresenta una prima volta che potrebbe lasciare il proprio segno sulla storia del tennis, visto che attualmente (ancorché in via ufficiosa) si stima una percentuale di vaccinati del 50% circa fra i tennisti, anche se l’ATP e la WTA hanno riportato cifre superiori, rispettivamente del 65% e 60% circa.

In questo momento, pertanto, è possibile che l’Australian Open 2022 si disputi con un parco giocatori a dir poco rimaneggiato.   

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Obbligo vaccinale per l’Australian Open? Parte il dibattito

Lo Stato di Victoria obbliga i lavoratori a vaccinarsi. Per ora gli sportivi provenienti da fuori dello Stato ne sono esclusi, ma con ogni probabilità non lo saranno a lungo: cosa faranno i tennisti scettici nei confronti del vaccino come Djokovic, Tsitsipas e Sabalenka?

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Novak Djokovic - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

La strada verso il ventunesimo Slam per Novak Djokovic potrebbe trovare il suo primo ostacolo ancor prima che l’Australian Open inizi, e a porglielo davanti non sembra essere un collega tennista ma bensì il governo dello Stato di Victoria. Dal primo ottobre infatti è entrato in vigore un decreto che obbliga i lavoratori a dimostrare di aver ricevuto almeno una dose di vaccinazione contro il COVID-19 entro quindici giorni o verranno banditi dai luoghi di lavoro, in base alle nuove regole applicate dal governo statale. Quest’obbligo sul vaccino, come riporta il quotidiano australiano The Age, “è ritenuto uno dei più severi al mondo ed è stato accolto con favore da gruppi imprenditoriali ma messo in discussione da alcuni esperti di salute” e andrà a toccare ben oltre un milione di lavoratori, inclusi preti, personal trainer, giudici, e atleti che risiedono nello Stato. Inoltre si legge che “i lavoratori agricoli che sono nella lista hanno criticato la decisione, avvertendo che potrebbe portare a carenze di cibo e costringere gli agricoltori a lasciare il settore”. Ma cosa c’entra tutto questo col tennis e in particolare con un torneo previsto dal 17 al 30 gennaio 2022?

C’entra perché, seppur al momento gli atleti provenienti da fuori del Victoria siano esenti da questo mandato, ci sono voci consistenti su un ulteriore mandato ad hoc per gli sportivi che dunque potrebbe aver effetto sull’estate australiana e su tutti gli eventi che essa porta con sé. A seguire la vicenda con vivo interesse c’è ovviamente il direttore dell’Australian Open e CEO di Tennis Australia Craig Tiley, il quale, stando a quanto riportano i media locali, sta portando avanti negoziazioni confidenziali con il governo per trovare una soluzione che accontenti entrambe le parti. Il timore principale di Tiley è che un obbligo vaccinale possa portare all’esclusione di un numero troppo elevato di top player, ma a questa campana il governo dello Stato di Victoria non sembra voler dare molto ascolto.

Il Brisbane Times ha infatti riportato queste parole del Premier locale, Daniel Andrews: “Al virus non importa che lavoro una persona faccia. Che tu sia un membro del Parlamento o un giudice della Corte Suprema, se non ti vaccini correrai sempre lo stesso rischio di contrarre il virus e diffonderlo”. Riferendosi poi ai tennisti, ha dichiarato: “I titoli dello Slam non ti proteggono dal coronavirus”. Sembra dunque probabile che non ci saranno marce indietro sul tema, e che l’obbligo vaccinale per recarsi a Melbourne sia solo una questione di tempo.

 

Né il circuito maschile ATP né quello femminile WTA hanno esplicitamente espresso sostegno all’obbligatorietà vaccinale, ma entrambi gli organi incoraggiano fortemente i giocatori a farsi vaccinare. Il mese scorso l’ATP ha stimato che il 50% dei suoi giocatori fosse vaccinato, mentre la stima della WTA è di circa il 60%; alcuni report di giornalisti comunque rivedono al ribasso queste cifre portandole attorno al 30%. Quel che è certo è che parecchi tennisti, soprattutto negli ultimi tempi, hanno espresso il loro scetticismo sui vaccini, e tra tutti spiccano le parole del numero uno Djokovic, del numero tre Tsitsipas, e della neo-contagiata Sabalenka. Fortemente a favore invece c’è Victoria Azarenka, la quale durante lo US Open si auspicava al più presto un dialogo franco e aperto sul tema per risolvere il problema il prima possibile, e questa sembra proprio l’occasione giusta per intavolare la discussione. Di Slam ce ne sono quattro all’anno e per parecchi giocatori anche solo disputare il primo turno di uno di essi rappresenta una delle principali entrate economiche; fino a che punto dunque si è disposti a rinunciarci?

Al momento però l’obbligo vaccinale nel sud-est dell’Australia non si estende a questa categoria di lavoratori. Un portavoce del governo ha affermato che il governo nazionale e il Commonwealth stabiliranno regole per i viaggiatori vaccinati e non vaccinati, ma le regole per i partecipanti agli Australian Open sono ancora in fase di decisione. “Altri requisiti di vaccinazione per l’Australian Open e altri eventi saranno presi in considerazione da [l’unità di sanità pubblica del Victoria] come richiesto”, ha affermato il portavoce. Dunque nulla è stato deciso e c’è persino chi parla di quarantena per coloro che decideranno di presentarsi a Melbourne senza vaccino. Se non altro l’esperienza di quest’anno e dell’estenuante periodo passato in hotel per molti tennisti potrà esser un memento per prendere la decisione giusta prima di salire in aereo a dicembre.

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Australian Open, qualificazioni a Natale fra Dubai e Abu Dhabi? Per ora niente obbligo vaccinale

Secondo il Daily Mail, ai giocatori sicuri dell’accesso al tabellone principale verrà richiesto di volare a Melbourne già a dicembre

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Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Con la pandemia ancora di là dal concludersi, Tennis Australia starebbe già finalizzando la pianificazione dell’Australian Open 2022 al fine di minimizzare il numero di giocatori che si recheranno a Melbourne: come nel 2021, le qualificazioni si dovrebbero infatti svolgere in Medio Oriente, come riporta il Daily Mail. Secondo il quotidiano britannico si giocherebbe negli Emirati Arabi Uniti, con gli uomini che giocherebbero ad Abu Dhabi (a gennaio erano volati a Doha, in Qatar) e le donne di nuovo a Dubai.

Le date saranno piuttosto diverse però. L’Happy Slam dovrebbe infatti tornare alla consueta collocazione nella seconda metà di gennaio (dal 17 al 30, per essere precisi, mentre la scorsa edizione si è giocata fra l’8 e il 21 febbraio), e questo significa che le qualificazioni saranno anticipate di conseguenza: il tabellone cadetto dovrebbe infatti svolgersi la settimana prima di Natale, con l’ultimo e decisivo turno in programma il 24. Dei voli charter provvederanno poi a portare i superstiti delle quali in Australia fra il 23 ed il 26, sempre di dicembre.

NATALE IN AUSTRALIA: NIENTE OBBLIGO VACCINALE?

Lo stacco fra la fine delle qualificazioni e l’inizio del torneo sarà quindi di tre settimane abbondanti. La ragione di questa separazione temporale è che ogni partecipante al torneo (qualificati e giocatori ammessi al main draw) dovrà trascorrere del tempo in una bolla che precederà l’inizio dei tornei di preparazione allo Slam, che dovrebbero tornare alla consueta suddivisione fra le principali città Down Under (Brisbane, Hobart, Adelaide, Sydney e Perth per l’ATP e il WTA Tour).

 

Questo significa che tutti i sopracitati dovranno volare in Australia durante le festività, probabilmente prima di Natale; questa volta, però, saranno in grado di allenarsi anche durante la quarantena, seppur in un ambiente rigidamente controllato – ricordiamo che la scorsa edizione è stata contrassegnata da una lunga serie di infortuni addominali che ha coinvolto anche Novak Djokovic e Matteo Berrettini.

Il Daily Mail ha confermato tuttavia che ci sarà una differenza sostanziale in termini di libertà fra vaccinati e non; anche se non sono arrivate specificazioni, sembra che la quarantena per chi ha (o avrà) ricevuto la doppia dose sarà decisamente più morbida. Sarebbero quindi smentite le voci su un obbligo vaccinale per chi vorrà giocare il torneo.

Queste decisioni arriva mentre Melbourne batte il record di Buenos Aires per il lockdown più duraturo: oggi sono 236 giorni dalle chiusure della capitale del Victoria che teoricamente dovrebbe riaprire i battenti il 26 ottobre, quando il 70% della popolazione locale dovrebbe aver ricevuto la doppia dose del vaccino.

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