AO, donne: fuori Halep, Venus Williams e Garcia. Bene Ivanovic e Muguruza, rullo Azarenka, rischia la Kerber

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AO, donne: fuori Halep, Venus Williams e Garcia. Bene Ivanovic e Muguruza, rullo Azarenka, rischia la Kerber

Venus Williams perde male contro Konta mentre la Kerber annulla un match point alla Doi e si salva al terzo. Facile per Muguruza, Ivanovic e Keys. Strycova elimina in due set Caroline Garcia, Azarenka vince 12-0. Fuori anche Simona Halep

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[14] V. Azarenka b. A. Van Uytvanck 6-0 6-0 (Giovanni Vianello)

Si è dimostrata senza pietà nei confronti della sua avversaria Vika Azarenka, n.14 del seed e 16 del mondo, contro la belga Alison Van Uytvanck, n. 43 del ranking. Superiore in tutto la bielorussa, principalmente sotto il punto di vista atletico, ma anche nella potenza dei colpi e persino nelle percentuali di resa del servizio, nonostante la notevole altezza della belga. In perenne difficoltà quest’ultima, che ha vinto un solo punto con la seconda ed ha sofferto moltissimo negli spostamenti laterali. La Azarenka è stata aggressiva dal primo all’ultimo punto, probabilmente a causa dell’ora tarda a cui è stata costretta per la sua partita, ora tarda che potrebbe averla spinta ad accelerare i ritmi.

 

S. Zhang b. [2] S. Halep 6-4 6-3 (Carlo Soldati)

Simona Halep e Shuai Zhang si sfidano per la seconda volta dopo Indian Weels 2012 dove vinse la romena molto nettamente. Halep è numero 2 del ranking Wta, Zhang 133 perciò i favori del pronostico sono tutti dalla parte della seconda favorita del seeding, ma incredibilmente Shuai Zhang si rende autrice della più clamorosa eliminazione del torneo femminile. Zhang parte subito forte issandosi sul 4 a 0 aprendosi gli angoli e costringendo la romena a giocare in movimento impedendole di avere in mano il pallino del gioco. Il quarto gioco appunto è fondamentale per l’economia del set in quanto Zhang sbaglia due dritti e mette in corsa la Halep che riuscirà a entrare finalmente nel match. Ma oggi è decisamente la giornata della cinese che con coraggio dopo aver perso un set point sul suo servizio sul 5 a 3, riesce a breakkare la romena vincendo il primo parziale per 6 giochi a 4. Ora la Halep prova a restare aggrappata al secondo set facendo vedere di essere lei la numero 2 del mondo ed issandosi subito sul 3 a 1 con un break, ma la Zhang non demorde sorprendentemente ricomincia a macinare punti spingendo con entrambi i fondamentali costringendo all’errore una spaesata Halep. Non concederà più nulla alla sua nervosa avversaria conquistando i successivi 5 giochi. Punteggio finale 6-4 6-3 per Shuai Zhang.

[7] A. Kerber b. M. Doi 6-7(4) 7-6(6) 6-3 (Roberto Pepe)

La testa di serie n. 7 Angelique Kerber, classe 1988, salva match point e batte la giovane giapponese dal nome impronunciabile Misaki Doi, classe 1991 e n. 64 del ranking wta. I valori delle giocatrici sono diversi, la tedesca in Australia vanta due 4i turni, nel 2013 e 2014, due semifinali e due quarti negli altri slam, ed è in vantaggio per 3-0 nei confronti dell’avverasaria.

I primi game del match confermano tali valori, infatti la Kerber si porta rapidamente sul 4-0 e si guadagna una palla break per portarsi sul 5-0. La giapponesina non ci sta a lasciare le calde terre australiane, si ispira ai suoi avi samurai e recupera i break subiti. Si va sul 6-5 a suo favore. Con un atto d’orgoglio, affidandosi al servizio, la Kerber si issa sul 6-6. Il tie break è altalenante, ma sul 3-2, servizio Doi, i giudici di linea non vedono una palla fuori della giapponsina, la Kerber perde calma e parziale: 6-7 (4.)

Il secondo set segue la logica del 1o con la tedesca che si porta al set point sul 5-2 in suo favore servizio Doi. Nulla da fare, ritornano le katane, ed è nuovamente tie break. Il punteggio è serrato e si arriva, dopo la spaccata in caduta della Doi sul 5-6 servizio Kerber, a match point per la giapponesina che arriva ad un passo dal successo. Buon servizio della Kerber sul lato sinistro e la palla esce di un niente, un attimo di distrazione e si arriva sul 8-6 per la tedesca. Tutto da rifare: 1 set pari.

La Kerber al terzo set, nonostante i fastidi alla schiena e nonostante la Doi continui ad esprimere un tennis convincente (sembra un Marcelo Rios con la gonnella), riesce a far valere la sua maggior esperienza e strappa il sevizio all’avversaria sul 3-2. Sul 4-3 salva ben 3 palle break e vince il set ed il match per 6-3 con nuovo break a zero sulla brava e delusa Doi. La tedesca incontrerà Alexandra Dulgheru (ROU), vincente su Storm Sanders (AUS) per 6-4 6-2.

J. Konta b. [8] V. Williams 6-4 6-2 (Daniele Maialetti)

Quando Venus Williams ha letto di essere stata sorteggiata contro Johanna Konta probabilmente non sarà rimasta molto contenta, vuoi per il loro unico precedente, che aveva visto trionfare l’americana al terzo set dopo una lunga battaglia sul cemento di Wuhan solo qualche mese fa, vuoi per il fatto che la britannica con la sua pesantezza di palla è una delle giocatrici più scomode da incontrare tra le non teste di serie.

La sensazione che sarà una giornata molto dura per l’americana viene confermata in pieno sin dall’ inizio della partita, che vede partire subito forte la Konta, che va avanti 3-1 per poi ottenere un doppio break di vantaggio nel settimo gioco; a quel punto la Williams non ci sta e conquista due giochi di fila, prima togliendo il servizio per la prima volta nel match all’avversaria e poi mantenendo il proprio. La britannica però non trema e conclude il set per 6-4. Il secondo parziale si apre subito con la Konta sempre più aggressiva, tanto da portarsi sul 5-0 e servizio per concludere la partita: qui la statunitense 7 volte campionessa di una prova dello Slam trova l’orgoglio per rendere la resa meno amara, conquista due giochi di fila e si porta sotto 5-2. Nel game successivo la Konta serve per il match, annulla due palle break ed al primo match point chiude la partita, batte per la quarta volta una top ten e passa al secondo turno.
Venus, testa di serie numero 8 del torneo saluta Melbourne, che le ha regalato il 69° slam di presenza nella carriera a sole due partecipazioni da Amy Frazier che ne detiene il record assoluto.

[20] A. Ivanovic b. [WC] T. Patterson 6-2 6-3 (Giovanni Vianello)

Si preannunciava un esordio agevole nel torneo per Ana Ivanovic, n.23 del ranking e t.d.s. 20, contro la wild card locale Tammi Patterson, n.459 del mondo, e cosi è stato. Troppa la differenza di palla col diritto tra le due, nonché l’efficacia del servizio, visto il notevole divario di statura tra le giocatrici. L’australiana ha messo in difficoltà la serba solamente quando è riuscita a spostare lo scambio sulla diagonale del rovescio, colpo meno sicuro della Ivanovic, tuttavia ogni volta che si è reso necessario la vincitrice del Roland Garros 2008 ha saputo risolvere lo scambio, soprattutto spostandosi sul dritto.

A. Cornet b. B. Jovanovski 6-1 6-0 (Federico Carducci)

Alize Cornet accede al secondo turno degli Australian Open e lo fa con autorità, spazzando via la serba Bojana Jovanovski in 48 minuti con un punteggio che lascia poco spazio alle discussioni. La partita è il riflesso dell’inizio di stagione delle due giocatrici: Cornet sulle ali dell’entusiasmo dopo il titolo ad Hobart, Jovanovski in grandissima difficoltà con questa che è la terza sconfitta al primo turno in altrettanti tornei giocati. Sono i numeri a dare il senso dello strapotere odierno della francese: 14 vincenti contro 8, 12 errori contro 24, 1 doppio fallo a fronte dei 3 della serba, 2 aces contro 1 e 57 punti contro 25. Davvero difficile raccontare una partita che partita non è stata se non nei primissimi game, quando in entrambe le giocatrici ha prevalso la tensione, e dove la Cornet è stata più brava a non sbagliare. Superata l’impasse iniziale la 25 transalpina ha messo in mostra un bel gioco, delle ottime trame sopratutto con il dritto e si è concessa il lusso di provare qualche ricamo. Adesso per lei si prospetta lo scontro con la vincente del match tra la Zhang e la Halep, con la numero 2 del mondo che, in caso di successo, dovrà prepararsi ad una sfida non facile.

 

B. Strycova b. [32] C. Garcia 6-2 6-4 (Diego Serra)

Barbora Strycova, numero 48 della WTA, vince e passa il turno contro Caroline Garcia. La giovane tennista francese imbatte in una giornata no, soprattutto col proprio turno di battuta. Primo set che procede regolare con poche possibilità per chi risponde fino al quinto game, dove la Strycova approfitta della prima palla break per portare a casa il game. Si disunisce la Garcia che riperde il servizio nel settimo game e si chiude per 6 a 2. Secondo set più equilibrato ma Caroline Garcia perde già il servizio nel terzo game, dopo che nel game precedente non aveva sfruttato le prime due palle break del set. Da quel momento la Strycova è inattaccabile al servizio ed anzi nel nono game ha già un match point su battuta della Garcia, che però la francese riesce a ribattere. Chiude comunque Barbora Strycova con la battuta nel game successivo. Ora per lei l’americana Vania King.

 

[15] M. Keys b. Z. Diyas 7-6(5) 6-1 (Domenico Giugliano)

Pronostico rispettato nel primo incontro della seconda giornata sulla Margaret Court Arena. Madison Keys batte la kazaka Zarina Diyas dopo un complicatissimo primo set. Le due giocatrici aprono il match tenendo il servizio fino al 4-3 Diyas. Nel gioco successivo la numero 57 del mondo strappa il servizio alla Keys ma non sfrutta l’occasione per chiudere il parziale. Si va al tie break, molto equilibrato e vinto dalla Keys per 7 punti a 5. La partita termina qui. La Diyas, reduce da due sole vittorie negli ultimi 6 mesi, crolla, sbagliando tantissimi colpi e non reggendo la pressione da fondo campo della statunitense. La Keys chiude facilmente per 6 giochi ad 1 ed accede al secondo turno dove affronterà Yaroslava Shvedova, e non dovrà ripetere i troppi errori commessi nel primo set.

[3] G. Muguruza b. A. Kontaveit 6-0 6-4 (Aris Alpi)

Esordio comodo per la spagnola dalle grandi speranze Garbine Muguruza: contro la No.85 del mondo, la estone Anett Kontaveit, non fa in tempo nemmeno a sudare che si ritrova avanti di un set per 6-0. La Kontaveit non gioca, è decisamente fallosa, la Muguruza dal canto suo ha una gran voglia di colpire la palla e non risparmia anche qualche scatto a rete completato con volèe di diritto vincenti. Tuttavia, il match rimane poco più che un allenamento per la spagnola, che però non evita di mostrarci le lacune evidenziate nel 2015: “servizietti” non all’altezza e una difesa non non ancora come ci si aspetterebbe. Mentalmente non è Azarenka o Halep, ma se si mette in testa definitivamente il potenziale che possiede, può impensierire la testa della classifica quando vuole.

(in aggiornamento)

Risultati:

[3] G. Muguruza b. A. Kontaveit 6-0 6-4
J. Konta b. [8] V. Williams 6-4 6-2
[14] V. Azarenka vs A. Van Uytvanck
[15] M. Keys b. Z. Diyas 7-6(5) 6-1
[Q] A. Sevastova b. J. Wolfe 6-0 4-2 rit.
[Q] S. Zhang b. [2] S. Halep 6-4 6-3
[9] K. Pliskova b. [WC] K. Birrell 6-4 6-4
[20] A. Ivanovic b. T. Patterson 6-2 6-3
[19] J. Jankovic b. P. Hercog 6-3 6-3
[7] A. Kerber vs M. Doi 6-7(4) 7-6(8) 6-3
[21] E. Makarova b. [WC] M. Inglis 6-3 6-0
[30] S. Lisicki b. P. Cetkovska 6-4 6-4
K. Flipkens b. M. Lucic-Baroni 5-7 6-2 7-5
B. Strycova b. [32] C. Garcia 6-2 6-4
A. Cornet b. Jovanovski 6-1 6-0
A. Beck b. [WC] P. Hon 6-0 6-3
A. Dulgheru b. [WC] S. Sanders 6-4 6-2
[Q] N. Osaka b. D. Vekic 6-3 6-2
S. Zheng b. C. Witthoeft 6-1 6-2
L. Siegemund b. K. Bertens 6-4 7-5
[11] T. Bacsinszky b. K. Siniakova 6-3 7-5
D. Allertova b. B. Mattek-Sands 6-4 6-7(5) 6-3
V. King b. M. Barthel 3-6 7-5 6-4
M. Brengle b. C. Vandeweghe 6-3 6-4
[18] E. Svitolina b. V. Duval 6-2 6-3
D. Kovinic b. [WC] S. Crawford 6-2 6-4
J. Goerges b. A. Mitu 6-3 6-4
J. Larsson b. [29] I.C. Begu  6-3 6-2
T. Maria b. O. Govortsova 6-4 6-3
V. Lepchenko b. [31] L. Tsurenko 6-7(5) 6-2 6-3
Y. Shvedova b. T. Pironkova 6-4 6-4
L. Arruabarrena b. [Q] M. Zanevska 6-7(4) 6-3 6-3

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Australian Open: i giocatori vaccinati potrebbero essere esentati dalla quarantena

Una lettera inviata alle giocatrici WTA confermerebbe che la quarantena in Australia sarà richiesta solo ai non vaccinati. Le qualificazioni si giocheranno a Melbourne

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Melbourne Park - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Buone notizie per i giocatori e i membri del loro staff che dovranno recarsi in Australia il prossimo gennaio per disputare l’Australian Open. Secondo una lettera confidenziale inviata dalla WTA alle giocatrici, il cui contenuto è comunque trapelato ben presto alla stampa specializzata, le informazioni che sono circolate nei giorni scorsi secondo cui agli atleti non vaccinati non sarebbe permesso di entrare in Australia non sono veritiere.

Il Governo dello Stato di Victoria, dove si trova Melbourne, non ha ancora approvato il piano messo a punto da Tennis Australia e dalle associazioni dei giocatori, ma secondo quando comunicato alle atlete tutti coloro che saranno completamente vaccinati (quindi due dosi, assunte da almeno 14 giorni) potranno entrare in Australia a partire dal 1° dicembre previo un test negativo effettuato 72 ore prima della partenza. Ci sarà un test all’arrivo entro 24 ore dallo sbarco in Australia, ma a parte questa incombenza non ci saranno altre restrizioni: nessuna quarantena, nessuna limitazione ai movimenti, insomma una trasferta normale.

Per coloro che invece non sono vaccinati, le condizioni previste al momento sono le seguenti: la data d’arrivo possibile sarà sempre quella del 1° dicembre, ma sarà previsto l’obbligo di due settimane di quarantena in un albergo deciso dal governo; rimarrà l’obbligo di avere un test negativo entro 72 ore dalla partenza, e durante la quarantena i soggetti saranno sottoposti a frequenti test. Nessuna concessione a possibilità di allenarsi come era successo lo scorso anno per coloro che non avevano avuto contatti stretti con soggetti positivi: chi non sarà vaccinato dovrà passare 14 giorni chiuso in una camera d’albergo senza poter giocare a tennis.

La lettera conferma la presenza di voli charter che saranno organizzati da vari aeroporti di partenza per facilitare l’arrivo degli atleti in Australia, ma non sarà obbligatorio utilizzarli. L’Australia ha infatti deciso di riaprire progressivamente i confini a partire dal mese di novembre (per il momento solamente per cittadini e residenti) e le compagnie aeree stanno adeguando la loro offerta per consentire a chi vuole recarsi nel nuovissimo continente di poterlo raggiungere.

Ovviamente la situazione è ben lungi dall’essere definita: si tratta della proposta su cui si sta lavorando al momento, ma che comunque non ha ancora ottenuto il nulla osta da parte delle autorità competenti. Mancano anche informazioni su quel che riguarda il trattamento dei cosiddetti “close contacts”, ovvero coloro che sono stati a contatto di un individuo poi risultato positivo, siano questi vaccinati o meno.

Quello che sembra confermato, e che contraddice comunicazioni che erano state date in precedenza, è che le qualificazioni dell’Australian Open 2022 si disputeranno a Melbourne Park, e non in Medio Oriente come precedentemente dato a intendere. Ciò significa che l’Australia si prepara ad accogliere una quantità di giocatori, allenatori e staff molto superiore a quella che ha effettuato il viaggio verso Melbourne lo scorso febbraio, e che molto probabilmente viene dato per scontato che la maggior parte di queste persone sarà vaccinata. In caso contrario, infatti, sarebbe necessario mettere a loro disposizione un numero molto elevato di camere d’albergo per la quarantena, in un periodo in cui ci sono ancora decine di migliaia di australiani che attendono da oltre un anno di poter rientrare in patria dalle loro famiglie.

Se si danno per valide queste indicazioni, quindi, si può dedurre che la vaccinazione non sarà un prerequisito per arrivare in Australia, ma fornirà un vantaggio enorme a chi vorrà giocarsi le proprie chance di far bene al primo Slam stagionale, o anche soltanto poter vivere una vita normale durante il soggiorno australiano. È necessario infatti ricordare che, oltre alla quarantena iniziale in albergo senza la possibilità di allenarsi sul campo o in palestra, la non-vaccinazione metterebbe gli individui in condizione di non poter fare praticamente nulla in Australia, dal momento che per qualunque attività pubblica (ristoranti, bar, cinema, etc…) è necessario il pass vaccinale, ed è fortemente improbabile che questo requisito venga abolito prima della metà del prossimo anno.

Il trattamento dei tennisti verrebbe quindi equiparato a quello degli australiani che tornano in patria: da qualche settimana infatti prima il New South Wales (lo stato di Sydney) e poi il Victoria hanno iniziato a consentire agli australiani vaccinati di evitare la quarantena in albergo, mantenendo comunque la necessità per tutti coloro che non sono vaccinati. Certo i tennisti sarebbero esonerati dalle quote di arrivi attualmente stabilite, e sarebbe possibile l’ingresso in Australia anche ai non australiani, cosa invece non permessa per tutti i comuni mortali non collegati all’Australian Open, ma il trattamento una volta giunti nella terra dei canguri dovrebbe essere similare a quello riservato ai cittadini.

Sicuramente ci saranno parecchi aggiornamenti sulla questione nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, ma è auspicabile che si arrivi a definire i dettagli piuttosto rapidamente perché non manca molto a dicembre ed è necessario dare ai tennisti la possibilità di pianificare la loro preparazione ed eventualmente la loro vaccinazione con sufficiente preavviso.

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Adesso è ufficiale: obbligo vaccinale per partecipare all’Australian Open 2022

A dichiararlo è stato Daniel Andrews governatore dello stato del Victoria. Tsitsipas, Rublev e Thiem si vaccineranno, mentre è in dubbio la presenza di Djokovic

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Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Tanto tuonò che piovve. Lo stato australiano del Victoria non concederà deroghe o permetterà accordi speciali ad atleti non vaccinati per consentire loro di competere in eventi importanti. Lo ha dichiarato il premier dello stato Daniel Andrews, mettendo così in serio dubbio la difesa del titolo dell’Australian Open da parte di Novak Djokovic (che nei giorni scorsi si era espresso così tema dichiarando che non rivelerà il suo status vaccinale e che non ha ancora deciso se volare a Melbourne o meno) e di conseguenza la possibilità di riprovare a competere per il Grande Slam.

“Sulla questione della vaccinazione, abbiamo deciso di adottare la linea dura e coerente dello stato”, ha detto a un briefing con i media. “(Al virus) non importa quale sia la tua classifica tennistica o quanti Slam hai vinto. È completamente irrilevante. Devi essere vaccinato per proteggerti e per proteggere gli altri”.

Tennis Australia, che organizza il Grande Slam, ha rifiutato di commentare.

 

Lo stato del Victoria, che nelle prossime settimane dovrebbe uscire da un blocco di quasi tre mesi, ha dunque equiparato gli atleti professionisti agli altri milioni di “lavoratori autorizzati. Lo sport professionale non è un mondo a parte e quindi come tutti gli altri devono essere autorizzati e devono essere vaccinati con doppia dose”, ha affermato in conclusione Andrews.

Una notizia che non può cogliere di sorpresa nessuno, tennisti e addetti ai lavori in primis, tant’è che nei giorni scorsi stelle del circuito come Andrey Rublev, Dominic Thiem e Stefanos Tsitsipas hanno dichiarato che procederanno a ricevere l’inoculazione durante la off-season per non mancare l’appuntamento Down Under. Allo stesso tempo, però, qualche opacità legislativa era rimasta, tant’è che nei giorni scorsi Djokovic aveva dichiarato: “Se ho capito bene, il governo e Tennis Australia prenderanno le decisioni definitive tra due settimane. Quest’anno ci sono state tante restrizioni e so che Tennis Australia sta tentando di migliorare le condizioni di tutti i giocatori, vaccinati e non”.

Questa regola invece non lascia spazio a troppi dubbi interpretativi, e rappresenta una prima volta che potrebbe lasciare il proprio segno sulla storia del tennis, visto che attualmente (ancorché in via ufficiosa) si stima una percentuale di vaccinati del 50% circa fra i tennisti, anche se l’ATP e la WTA hanno riportato cifre superiori, rispettivamente del 65% e 60% circa.

In questo momento, pertanto, è possibile che l’Australian Open 2022 si disputi con un parco giocatori a dir poco rimaneggiato.   

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Obbligo vaccinale per l’Australian Open? Parte il dibattito

Lo Stato di Victoria obbliga i lavoratori a vaccinarsi. Per ora gli sportivi provenienti da fuori dello Stato ne sono esclusi, ma con ogni probabilità non lo saranno a lungo: cosa faranno i tennisti scettici nei confronti del vaccino come Djokovic, Tsitsipas e Sabalenka?

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Novak Djokovic - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

La strada verso il ventunesimo Slam per Novak Djokovic potrebbe trovare il suo primo ostacolo ancor prima che l’Australian Open inizi, e a porglielo davanti non sembra essere un collega tennista ma bensì il governo dello Stato di Victoria. Dal primo ottobre infatti è entrato in vigore un decreto che obbliga i lavoratori a dimostrare di aver ricevuto almeno una dose di vaccinazione contro il COVID-19 entro quindici giorni o verranno banditi dai luoghi di lavoro, in base alle nuove regole applicate dal governo statale. Quest’obbligo sul vaccino, come riporta il quotidiano australiano The Age, “è ritenuto uno dei più severi al mondo ed è stato accolto con favore da gruppi imprenditoriali ma messo in discussione da alcuni esperti di salute” e andrà a toccare ben oltre un milione di lavoratori, inclusi preti, personal trainer, giudici, e atleti che risiedono nello Stato. Inoltre si legge che “i lavoratori agricoli che sono nella lista hanno criticato la decisione, avvertendo che potrebbe portare a carenze di cibo e costringere gli agricoltori a lasciare il settore”. Ma cosa c’entra tutto questo col tennis e in particolare con un torneo previsto dal 17 al 30 gennaio 2022?

C’entra perché, seppur al momento gli atleti provenienti da fuori del Victoria siano esenti da questo mandato, ci sono voci consistenti su un ulteriore mandato ad hoc per gli sportivi che dunque potrebbe aver effetto sull’estate australiana e su tutti gli eventi che essa porta con sé. A seguire la vicenda con vivo interesse c’è ovviamente il direttore dell’Australian Open e CEO di Tennis Australia Craig Tiley, il quale, stando a quanto riportano i media locali, sta portando avanti negoziazioni confidenziali con il governo per trovare una soluzione che accontenti entrambe le parti. Il timore principale di Tiley è che un obbligo vaccinale possa portare all’esclusione di un numero troppo elevato di top player, ma a questa campana il governo dello Stato di Victoria non sembra voler dare molto ascolto.

Il Brisbane Times ha infatti riportato queste parole del Premier locale, Daniel Andrews: “Al virus non importa che lavoro una persona faccia. Che tu sia un membro del Parlamento o un giudice della Corte Suprema, se non ti vaccini correrai sempre lo stesso rischio di contrarre il virus e diffonderlo”. Riferendosi poi ai tennisti, ha dichiarato: “I titoli dello Slam non ti proteggono dal coronavirus”. Sembra dunque probabile che non ci saranno marce indietro sul tema, e che l’obbligo vaccinale per recarsi a Melbourne sia solo una questione di tempo.

 

Né il circuito maschile ATP né quello femminile WTA hanno esplicitamente espresso sostegno all’obbligatorietà vaccinale, ma entrambi gli organi incoraggiano fortemente i giocatori a farsi vaccinare. Il mese scorso l’ATP ha stimato che il 50% dei suoi giocatori fosse vaccinato, mentre la stima della WTA è di circa il 60%; alcuni report di giornalisti comunque rivedono al ribasso queste cifre portandole attorno al 30%. Quel che è certo è che parecchi tennisti, soprattutto negli ultimi tempi, hanno espresso il loro scetticismo sui vaccini, e tra tutti spiccano le parole del numero uno Djokovic, del numero tre Tsitsipas, e della neo-contagiata Sabalenka. Fortemente a favore invece c’è Victoria Azarenka, la quale durante lo US Open si auspicava al più presto un dialogo franco e aperto sul tema per risolvere il problema il prima possibile, e questa sembra proprio l’occasione giusta per intavolare la discussione. Di Slam ce ne sono quattro all’anno e per parecchi giocatori anche solo disputare il primo turno di uno di essi rappresenta una delle principali entrate economiche; fino a che punto dunque si è disposti a rinunciarci?

Al momento però l’obbligo vaccinale nel sud-est dell’Australia non si estende a questa categoria di lavoratori. Un portavoce del governo ha affermato che il governo nazionale e il Commonwealth stabiliranno regole per i viaggiatori vaccinati e non vaccinati, ma le regole per i partecipanti agli Australian Open sono ancora in fase di decisione. “Altri requisiti di vaccinazione per l’Australian Open e altri eventi saranno presi in considerazione da [l’unità di sanità pubblica del Victoria] come richiesto”, ha affermato il portavoce. Dunque nulla è stato deciso e c’è persino chi parla di quarantena per coloro che decideranno di presentarsi a Melbourne senza vaccino. Se non altro l’esperienza di quest’anno e dell’estenuante periodo passato in hotel per molti tennisti potrà esser un memento per prendere la decisione giusta prima di salire in aereo a dicembre.

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