AO interviste, Sharapova: "Sono qui a 28 anni, ma penso di avere ancora tanti anni di carriera"

Interviste

AO interviste, Sharapova: “Sono qui a 28 anni, ma penso di avere ancora tanti anni di carriera”

Australian Open interviste, secondo turno. M. Sharapova b. A. Sasnovich 6-2 6-1. L’intervista del dopo partita a Maria Sharapova

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Sei contenta complessivamente di come hai giocato oggi in condizioni diverse, con il tetto?
Sì, l’anno scorso penso di non aver giocato un incontro indoor fino a quando chiusero il tetto nella finale, quindi è un bene aver giocato in un ambiente diverso. In più contro qualcuno che non avevo mai affrontato prima, che è piuttosto raro, ho avuto la sensazione che il suo gioco fosse un po’ imprevedibile. Ho dovuto fare degli aggiustamenti. Lei ha giocato un paio di bei colpi, commesso un paio di errori, alcune grandi prime di servizio e alcune più corte. Oggi è stata per me una questione di adattamento.

Nel finale di primo set hai avuto qualche difficoltà col servizio. È stato un problema di tempismo? Come lo correggi immediatamente?
Sì, il mio lancio di palla ha smesso di funzionare un poco, ma penso di aver servito bene nel resto del match, quindi va bene. Ho migliorato le mie risposte oggi rispetto al primo incontro.

I giocatori spesso parlano di fiducia che arriva dalle vittorie e dagli incontri giocati. Quando ti capita una situazione in cui non hai ancora giocato, hai mancato il primo torneo dell’anno e arrivi un poco fredda, da dove ricavi quella fiducia?
Penso dall’aver chiuso la scorsa stagione con un buon passo. Considerando che non avevo giocato molto da Wimbledon. Gli incontri che ho giocato erano di buona intensità però, fisici. Ne sono venuta fuori. Penso che mi abbia dato… specialmente a Praga, persino alla fine, come team non abbiamo vinto ma sono state grandi vittorie personali per me. Giocare contro Kvitova di fronte a quindicimila fan cechi che gridano, ho sentito che c’era molto in ballo e che dovevo affrontarlo da sola, contro qualcuno da cui ero stata sconfitta soltanto un paio di settimane prima. È stata una grande vittoria. Quindi penso che prenderla e portarla con me nella stagione… non ho avuto davvero una pausa così lunga.

 

Hai giocato un buon numero di smorzate oggi. Come giudichi la tua padronanza di questo colpo che hai appena aggiunto al tuo arsenale?
“Padronanza” e “arsenale” in una frase, hai un gran vocabolario! Sì, è un colpo che ho aggiunto al mio gioco e mi ha aiutato, specialmente contro avversarie che rimangono molto lontane dalla rete. Quando gioco aggressiva e do profondità ai miei colpi, è un bene avere questa variante da aggiungere, per avanzare. Oggi ne ho giocate un paio buone, e un paio davvero pessime. Direi un risultato abbastanza mediocre.

È un colpo che ti farebbe piacere utilizzare ancora nel torneo, o è più che altro un esperimento?
Non è il mio piano A, di certo. È qualcosa che voglio aggiungere per migliorarmi, è una di quelle cose che si cercano di migliorare. Qualcosa con cui anche lavorando per due anni con un nuovo allenatore, poco a poco, non è visibile nel giro di una settimana. C’è bisogno di tempo per entrare in fiducia con le cose su cui lavori.

Riguardo l’infortunio di Brisbane, hai smesso di provare dolore?
Sì, mi sento abbastanza bene. Oggi ho avuto la sensazione di avere più fiducia nella mia mano destra, è qualcosa che, specialmente quando si parla dell’area del polso e della mano, rimane sempre lì nella tua testa. Mi sono sentita bene e in fiducia oggi.

Da quando sei entrata tra i professionisti l’età media delle giocatrici si è alzata drasticamente. D’altro canto l’età del ritiro dei tennisti non è così alta come quella di altri sport, come i quarterback del football americano. Cosa pensi abbia contribuito all’alzarsi dell’età media? Pensi che avremo l’occasione di vedere giocatori di 38, 39, 40 anni negli Slam?
Non lo so. Posso parlare solo dalla prospettiva della mia età. Quando ero una adolescente non pensavo che avrei giocato molto prossima ai trent’anni, e invece eccomi qui a 28 a sentirmi molti altri anni davanti. Penso che le nostre prospettive cambino, il gioco si evolve e cambia il tuo atteggiamento. Ma come donna, pensi anche ad altre cose, quindi è difficile paragonare uomini e donne. A un certo punto vuoi una famiglia e dei bambini. Alcune ritornano nel tour dopo, altre no. È un fattore da considerare. Ma non riesco a vedermi giocare come quarterback a trentotto anni. (Ride.) No, proprio non ci riesco. Mi sono appena paragonata a un quaterback, è una cosa buona? O no? (Ride.) Proprio non riesco a immaginarmi a giocare a trentotto anni.

Hai parlato spesso dell’importanza delle tue origini russe. C’è stato un coinvolgimento pazzesco con le Olimpiadi ultimamente. Parlaci delle Olimpiadi se ti va. Cosa significherebbe per te vincere una medaglia d’oro ed essere lì sul podio?
Penso di andare per quello, certo, si pensa sempre al premio migliore che si può ottenere ad un evento. Ma l’esperienza di essere un’atleta olimpica è così soddisfacente… posso parlare solamente di quella di Londra, ma sono stata così sommersa dall’esperienza di essere attorno ad altri atleti, essere così rispettata, avere l’occasione di entrare nel villaggio olimpico prima della cerimonia di apertura e passare un paio d’ore lì vedendo atleti di ogni sport. Alcuni si stavano allenando nel giardino, alcuni pugili colpivano l’aria per esercitarsi. È qualcosa di così speciale da vedere, ci si sente un gruppo unito. Questi atleti magari non si sono mai incontrati prima di persona, ma tutti ci siamo rispettati e compresi a vicenda, perché sappiamo cosa deve attraversare un atleta, i sacrifici, il duro lavoro e la competizione.

 

Traduzione di Raoul Ruberti

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Roland Garros, Trevisan: “Non sento pressione. Il lavoro dell’anno scorso sta pagando”

8° successo consecutivo per Martina Trevisan: “Tutte queste partite ti mettono fiducia e calma nei momenti di difficoltà”. Sul legame col torneo: “Mai giocato con un pubblico come questo”

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Martina Trevisan - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

L’unica italiana impegnata oggi in singolare, Martina Trevisan, ha centrato l’ottava vittoria consecutiva battendo 6-3 6-4 Darai Saville e raggiunto per la seconda volta in carriera gli ottavi di finale al Roland Garros. Nella conferenza post-partita ha prima risposto ad un paio di domande in inglese, e poi si è dedicata alla stampa italiana.

Hai avuto molto supporto oggi in campo, più di quanto ti aspettassi?
MARTINA TREVISAN: Non proprio, non proprio. Normalmente non era così, ma oggi ce n’erano tanti e mi sono davvero divertita grazie al tra il pubblico di oggi. Mi hanno aiutato tanto mentre giocavo perché sentivo che ripetevano ‘Martina, Martina’, e mi dava tante energie.

Ho sentito la conferenza stampa di Saville e lei ha detto che all’inizio era un po’ sconvolta dal modo in cui la folla ti spingeva.
MARTINA TREVISAN: Sì, me l’ha detto anche durante la doccia negli spogliatoi. In realtà non so come spiegarmi questo legame col pubblico francese, ma mi piace tanto. Oggi è stato molto speciale. Non ho mai giocato con un pubblico come questo. Forse durante l’anno ho guadagnato la loro fiducia, quindi forse partita dopo partita mi seguono ed è per questo.

 

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

Come gestisci la pressione.
MARTINA TREVISAN: Non mi sento sotto pressione in questo momento, mi sto solo godendo il momento, sto solo giocando bene. Cerco di essere molto solida durante la mia partita. Quindi non sento alcuna pressione, mi godo solo il momento e nient’altro.

Che emozioni ci sono rispetto a quelle del 2020? Ora avrai più consapevolezza.
MARTINA TREVISAN: Sì, ho più consapevolezza, soprattutto più che in questo momento di per sé, in tutto l’anno del 2020 era tutto molto nuovo, mi sembra anche molto più grande rispetto ad adesso e mi sono goduta anche poco quello che ho fatto. L’anno passato è stato secondo me molto importante perché ho fatto tante esperienze sia a livello positivo che negativo, perché l’inizio dello scorso anno non è stato dei migliori, però ecco, credo di aver comunque continuato a lavorare e crederci. Questo è il risultato anche dell’anno scorso.

Ottima prestazione contro Saville, con che atteggiamento sei scesa in campo?
MARTINA TREVISAN: Ce l’eravamo preparata bene e sapevamo come affrontare il suo gioco consistente. La chiave è stata, quando possibile, andare avanti. Infatti c’è stato anche un momento in cui ci sono andata più volte e non ho fatto punto ma mi sono detto che era la cosa giusta da fare

Hai servito benissimo nei momenti in cui era necessario. Hai cambiato qualcosa. Il cambio in cosa è consistito? Nel lancio palla, impugnatura, rapidità di movimento?
MARTINA TREVISAN: Più sul movimento iniziale, prima era un po’ più corto e di conseguenza andavo molto su con la spalla e quindi arrivavo subito in un momento di tensione, ora sono più fluida e il movimento è più lungo. Ho lavorato con Danilo e ho fatto video-analisi.

Cosa ci dici di Sasnovich tua prossima avversaria, che ha battuto Kerber?
MARTINA TREVISAN: Anche lei una giocatrice molto consistente che gioca bene sia di dritto che di rovescio, usa molto bene il cambio di ritmo con una palla carica, si muove bene e quindi sarà una partita dura.

Sei a otto vittorie di fila, emotivamente quanto sei carica?
MARTINA TREVISAN: Tutte queste partite mi mettono fiducia e calma nei momenti di difficoltà; invece di viverli in maniera non positiva, non mi arrabbio. Anche perché prima della partita mi sono detto che avevo bisogno di energie e ho cercato di non perderle nei momenti di difficoltà, perché poi mi sarebbero serviti in quei momenti lì. Più che essere in fiducia credo di star vivendo bene i momenti di difficoltà.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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Roland Garros, Swiatek non si nasconde “Sono pronta alle conseguenze di una sconfitta”

La n. uno del mondo Iga Swiatek continua la sua striscia di vittorie, e non ha paura delle prossime partite “Metto più pressione nelle avversarie”

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Iga Swiatek - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

La striscia di vittorie consecutive di Iga Swiatek non sembra in procinto di fermarsi, e la stessa tennista polacca che si presenta in conferenza stampa dopo il suo netto 6-0 6-2 ad Alison Riske è perfettamente consapevole delle sue possibilità. “Il solo fatto di vincere tutte queste partite mi ha dato molto fiducia ma sapevo anche che poteva buttarmi giù se non mi ci adattavo bene. Sì, sento di star usando la mia nuova posizione per mettere di più pressione sui miei avversari. Sono molto felice di poter “utilizzare” la mia striscia in questo modo. Sì sento che ho sempre più fiducia.“. A livello tecnico però la numero uno del mondo non sente che è cambiato troppo da prima di questo periodo di forma incredibile e adesso che sembra in grado di non perdere più. “Penso che tutto il lavoro che abbiamo fatto, anche la scorsa stagione, alla fine ha fatto clic in qualche modo. Sai, l’ultima stagione è stato un anno per me in cui ho davvero guadagnato così tanta esperienza. Quest’anno sento di starla usando nel modo corretto. […] Quindi penso che sia, sai, il lavoro fisico che ho svolto ma anche quello fatto con il mio psicologo, penso sia il lavoro anche di tutta la squadra. Sono contenta che tutto si stia mettendo insieme adesso.“.

Sempre sulla sua incredibile striscia di vittorie si soffermano le domande della conferenza stampa, anche normale visto che su un match che la polacca ha dominato in maniera netta non c’è moltissimo da dire. In questo caso però è più una riflessione sul contraccolpo psicologico che potrebbe avere un eventuale sconfitta, Swiatek però non ha paura. “No, sono pronta per questo, onestamente. Beh, lo dico fin dall’inizio che di sicuro arriverà il momento in cui perderò una partita, ed è normale, lo sai. Ho perso partite nel tennis per molto tempo. Di sicuro le cose che stiamo facendo bene ora sono piuttosto straordinarie, ma nel tennis solo una persona può vincere. (se perderò) Non ho problemi. Di sicuro non è divertente perdere, ma io penso che non sarebbe diverso da qualsiasi altra sconfitta, sai, nella mia carriera“.

Non manca la domanda su Rafa Nadal, idolo dichiarato di Swiatek e sostanzialmente oggetto di domanda in tutte le sue conferenze stampa, in questo caso per quanto riguarda l’influenza sul suo gioco e comportamento in campo. “Beh, lanciavo via spesso la racchetta da bambina. Sfortunatamente Rafa non era un’influenza così grande allora. Ma ho smesso quando io avevo tipo 15 anni […] certo, Rafa, è una grande fonte di ispirazione, ma non è come se stessi scrivendo su un taccuino esattamente come sta giocando e poi provo a fare lo stesso, perché, beh, prima di tutto, è un uomo. È piuttosto difficile per noi ragazze giocare come uomini, perché hanno più potenza, di sicuro. Però ho sempre voluto giocare in topspin, quindi penso che mi abbia influenzato in quel modo.“.

 

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Roland Garros: Leolia Jeanjean, i sogni che a volte ritornano

Dai contratti pubblicitari a 12 anni all’università negli USA. Ora l’exploit al Roland Garros: forse è arrivato il momento per inseguire il suo sogno di bambina

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Leolie Jeanjean - Roland Garros 2022 (foto Twitter @FFTennis)

Soprattutto in questo periodo di orrori quotidiani che invadono i notiziari giornalieri, c’è la tendenza di rivolgersi allo sport per trovare le cosiddette “feel good stories”, quelle storie che danno speranza e possono restituire un po’ di ottimismo. Quest’anno al Roland Garros è stata la 26enne francese Leolia Jeanjean (il cui cognome ha scatenato i social media contribuendo a creare qualche esilarante clip), che dopo essere stata una bambina prodigio tra i 12 e i 15 anni, si era allontanata dal tennis a causa di una sequenza di infortuni che l’avevano portata a cercare altre strade.

Arrivata prepotentemente sulla scena nazionale francese nel 2007 all’età di 12 anni, si era segnalata come il miglior prospetto del Paese tanto da essere trasferita al CNE (il Centro Nazionale di Allenamento) del Roland Garros e addirittura seguita da un coach personale. Da lì a poco erano arrivati contratti pubblicitari con Nike e Babolat, ma erano anche cominciati gli infortuni, compresa una tripla lussazione della rotula sinistra che l’ha poi costretta a subire un’operazione chirurgica nel 2011. Il ritorno veniva ritardato da altri guai fisici, tra cui una peritonite, ma la mancanza di risultati e la perdita del sostegno economico dei suoi sponsor e anche della Federazione Francese la consigliavano di tornare sui libri e di accantonare per il momento i suoi sogni di gloria nel mondo del tennis.

Dopo una pausa per frequentare l’università negli Stati Uniti, dove alla Lynn University e alla University of Arkansas ha conseguito una laurea in sociologia e giustizia criminale, oltre a un master in finanza e investimenti, nel 2020 ha deciso di riprendere la carriera professionistica partendo dagli ITF, il gradino più basso del circuito, raggiungendo la finale a Porto e a Croissy-Beaubourg e trionfando a metà aprile a Calvi, in Corsica. Entrata in tabellone al Roland Garros grazie a una wild card come n. 227 della classifica, ha raggiunto il terzo turno sconfiggendo la testa di serie n. 8 Karolina Pliskova (6-2, 6-2) proiettandosi intorno al 150° posto alla fine del torneo.

 

Non mi so spiegare quello che è successo – ha detto Jeanjean alla stampa francese – non credo di essermene ancora resa conto. Pensavo avrei perso al primo o al secondo turno, invece eccomi qua”.

Al primo turno aveva sconfitto la spagnola Parrizas Diaz (6-4, 6-3) e ora affronterà nei sedicesimi di finale la rumena Irina Camelia Begu, graziata giovedì pomeriggio durante la sua partita per aver ricevuto solamente un warning dopo che una sua racchetta lanciata a terra con stizza era andata a colpire un bambino sugli spalti.

Il suo allenatore attuale è Thomas Delgado (nessuna parentela con Jamie Delgado che ha allenato Murray e Shapovalov), fondatore dell’accademia “SmashIt Tennis” alle porte di Parigi. “Certamente non è una stupida – dice Delgado della sua allieva – il 90% di cose che le dico le conosce già, mi limito ad aggiungere qualche consiglio pratico. Ha una intelligenza tattica mostruosa, sa utilizzare tutti i colpi che ha al momento giusto, e ne ha davvero tanti”. Ha ricevuto anche i complimenti di Gilles Cervara, allenatore del n. 2 mondiale Daniil Medvedev: “Quello che sta facendo merita di essere sottolineato, anche se non la conosco personalmente. È la dimostrazione della forza mentale dell’essere umano e degli sportivi. È fonte di ispirazione per le altre persone”.

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