AO interviste, Federer: "Ogni coach mi ha reso un tennista migliore" (ITA)

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AO interviste, Federer: “Ogni coach mi ha reso un tennista migliore” (ITA)

Australian Open interviste, quarti di finale. R. Federer b. T. Berdych 7-6 6-2 6-4. L’intervista del dopo partita a Roger Federer

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Una performance solida quella di stasera. Come la valuteresti?
Penso di aver giocato bene nel complesso. Sai, solo avrei sperato di non perdere il servizio qui e lì. Allo stesso tempo Tomas pressava e cercava proprio questo. È un tennista molto potente, sa come farlo e sono quindi contento di aver reagito immediatamente nel primo e nel terzo set. Il primo set in effetti è stato duro. È stato quello più lungo ed anche quello più importante. È stato senz’altro la chiave dell’intero match perché credo che forse abbia tolto un po’ di energie a Tomas. Non so. E di certo se non fisicamente è stato duro mentalmente. Secondo me è sempre difficile perdere il primo set in un match al meglio dei 5 set, e al tie-break.

Sei stato incredibilmente efficiente a rete. Credi di poter avere lo stesso successo a rete con Nishikori o Djokovic?
Beh sia, se guardi alle statistiche sembra tutto facile. Voglio dire, da qualche anno va davvero bene a rete. È da dove tutto è partito quando sono arrivato nel tour, so come funzione e credo che ci sia ancora molto margine di miglioramento. Ogni tennista tenta poi di gestire la situazione a suo modo. La domanda è ‘Ti spingi a rete perché sei costretto da una palla bassa o lo fai alle tue condizioni?’. Secondo me Novak e Kei sono due dei migliori tennisti in risposta e sono bravi in difesa perché hanno un braccio sinistro molto forte per via della presa a due mani, così come Murray.

Hai parlato del tuo amico e coach in modo molto carino in campo. Parlaci di come i tuoi allenatori, pensando anche a Peter, siano stati importanti per te.
È una lunga storia, dovresti stare qui un po’ per sentirla. Non so quanto vorresti sentire. Ho sempre detto di avere la sensazione di aver avuto dei grandi allenatori. E cioè il giusto allenatore al momento giusto. Sono felice di non aver mai preso la decisione sbagliata da quando sono diventato professionista e sono arrivato nel tour. Ovviamente anche la tecnica, per dove sono arrivato oggi è molto importante. I tempi del National Tennis Centre, quando avevo 14, 16 anni, non sono stati facili sotto molti aspetti: la lingua. Ero il più giovane, lì c’erano alcuni miei amici, ho cercato di affrontare quel periodo, per lungo tempo non sono riuscito a mantenere la concentrazione, non ci riuscivo.
Credo sia stato un periodo edificante. Il fatto di tornare a casa solo nei weekend per me è stato davvero duro; ci volevano due ore di treno perché era dall’altra parte della Svizzera. Una volta nel tour, ovviamente sono stato più a lungo con Severin. Credo che lui abbia portato molto al mio gioco. Analizzava benissimo i miei avversari. È stato incredibilmente d’aiuto e c’era sempre. È per questo che sono felice di aver vinto non solo tutti gli Slam con lui ma anche la Coppa Davis un anno e mezzo fa. È stato fantastico per entrambi. Ogni coach mi ha reso un tennista migliore e di questo non posso che essere grato.

 

Non so se hai sentito le risposte di Bernard Tomic ad alcune tue frasi. A molti sembra come un ragazzino che cerca di aggredire verbalmente. Magari non aggredisce verbalmente, ma è irrispettoso. Pensi lo sia stato?
Ho detto tante cose a Brisbane. Credo ne sia uscita solo una piccola parte. Mi sembra estrapolata da un contesto. E quando si alimentano certe cose, magari un tennista reagisce perché si sente frustrato e va oltre. Mi piace vedere chiunque avere successo e fare dei passi avanti. Prima nella top100, poi nella top10, diventare n.1 del mondo. Se qualcuno ci riesce sono contento per lui. Onestamente, quando sono uscito dalla sala stampa, ho pensato di essere stato un po’ duro, ma anche sincero, perché ho anche detto delle cose carine su di lui. Poi ho cercato il suo ranking e non sapevo davvero che fosse così alto. Pensavo fosse intorno alla 50esima o 60esima posizione, invece è un top20. Certo, colpa mia. Ma non controllo il ranking ogni giorno. Venivo dalla off season e non ne avevo idea. Ripeto, colpa mia. Ma continuo a pensare che ci sia una grande differenza tra l’essere un top10 per una settimana, per un anno o per molti anni, e stare lì non è certo facile. Ci vuole molta dedizione, molto lavoro duro. Tanti ragazzi ne hanno le potenzialità, non solo lui.

Su alcuni grandi punti che hai vinto ti abbiamo sentito esultare in inglese e in francese. Forse anche una terza lingua. C’è un mistero su come vengono fuori?
Non lo so, raramente uso il francese, a meno che non mi trovo in Francia. Al contrario uso spesso l’inglese e il tedesco, le lingue con cui sono cresciuto. Di base l’inglese è la mia prima lingua, la parlo ogni giorno. Quindi mi viene naturale. Oppure il tedesco ovviamente. Non lo so cosa dico quando urlo. Viene fuori e penso ‘Oh, era in inglese e non in tedesco’.

C’è stato qualche allez oggi.
No. Quello lo conservo per il Roland Garros (ride).

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Marchesini e il successo del WTA Parma: “Le ragazze sono andate via soddisfatte, per noi è il premio migliore” [ESCLUSIVA]

Intervista a Marcello Marchesini, presidente di MEF Tennis Events, che fissa l’appuntamento a Gran Canaria… con un occhio a Tenerife

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Marcello Marchesini con le figlie Elena e Federica - Foto Credit: Daniele Combi

Chiunque abbia frequentato un circolo tennis durante un torneo, soprattutto se importante, sa come ci sia un sacco di gente che si affretta in ogni dove, sempre alla ricerca di qualcosa o qualcuno. Al TC Parma in queste due settimane l’unico a non affrettare il passo era Marcello Marchesini, presidente di MEF Tennis Events, che officiava da gran cerimoniere con l’incedere tranquillo di chi ha visto molte cose e tutte le controlla. L’abbiamo intercettato nei viali del magnifico centro sportivo parmigiano e ne abbiamo approfittato per scambiare con lui quattro chiacchiere, sempre di estremo interesse. 

Come si legge dal loro sito, MEF Tennis Events è una società che si occupa di organizzazione, marketing e comunicazione nel settore del tennis professionistico internazionale. Dal 2007 organizza in Italia tornei del circuito ATP, WTA e ITF, tra i quali spicca quest’anno l’Emilia-Romagna Open, evento 250 sia maschile che femminile, che lo scorso anno aveva visto in Italia il ritorno di Venus e Serena Wiliams.

Marcello, innanzitutto complimenti per questi due splendidi tornei. Com’è andata la doppietta parmigiana WTA250/Challenger125 (ancora in corso di svolgimento)?
Direi che è stata un’ottima esperienza, ma non era la prima volta che organizzavamo un WTA 250 o che collaboravamo con questo circolo, quindi possiamo dire che eravamo già abbastanza rodati (ride, ndr).

 

Vero, lo scorso anno siete anche stati premiati per il WTA 250 di Tenerife cui è andato il riconoscimento come miglior torneo dell’anno nella sua categoria.
Esatto, e fu una grandissima soddisfazione, un gradito riconoscimento per il nostro grande impegno. Ma eravamo reduci dal WTA 250 di maggio proprio qui a Parma, quindi non era la prima volta che uscivamo dai confini Challenger. 

È più complesso organizzare un WTA 250 rispetto ai Challenger in cui ormai siete i massimi esperti italiani e non solo?
Oggettivamente per organizzare un torneo WTA è richiesto uno standard più elevato, cui del resto le ragazze sono abituate. Occorre quindi un po’ più di attenzione rispetto a quella, sempre comunque alta, che mettiamo in tutte le nostre iniziative. In ogni caso anche in questa edizione le ragazze sono andate via molto soddisfatte e questo per noi è il premio migliore.

Ormai siamo a fine stagione. Proviamo a fare un primo consuntivo.
Sì, per noi è l’ultimo impegno della stagione. In realtà era previsto anche un WTA 125 a Tenerife ma dopo l’upgrade del torneo di Parma che è diventato appunto un WTA 250 abbiamo pensato di annullare Tenerife, almeno per quest’anno. 

C’è stato qualche problema con le autorità locali?
Assolutamente no, però c’è il fatto che in Spagna non abbiamo sponsor privati, o perlomeno si fa molta fatica ad inserirsi in una realtà che solo ora cominciamo a conoscere, e quindi serve in toto l’appoggio delle istituzioni che quest’anno purtroppo dovevano onorare due impegni per loro molto importanti. È stato infatti appena inaugurato il nuovo volo New York-Tenerife e poi sono impegnati nella costruzione di un autodromo per Formula 1 e Moto GP. Ma a noi l’esperienza dello scorso anno è piaciuta molto e quindi pensiamo che si tratti solo di un rinvio all’anno prossimo. E i rapporti con le istituzioni rimangono ottimi, come dimostra il fatto che il nostro primo impegno nel 2023 sarà proprio a Gran Canaria dove l’ATP spinge per fare due Challenger consecutivi. Vedremo.

Insomma hai trovato il modo per svernare al caldo.
Così almeno risparmiamo sulle spese di riscaldamento (ride, ndr).

A proposito di questo, come faranno adesso i circoli a gestire la stagione invernale? Te lo chiedo come proprietario del circolo di Todi.
A Todi per il momento non monteremo la tensostruttura. Aspetteremo di vedere se ci saranno degli aiuti statali, altrimenti le cose si faranno molto difficili. Tanto per farti un esempio nel luglio 2021 nel nostro piccolo circolo avemmo una bolletta di 600 euro, nel luglio 2022 il costo è più che triplicato. Se tanto mi dà tanto da novembre in poi sarà un bel problema. In mancanza di aiuti cercheremo di far lavorare i campi in sintetico e ci adatteremo, sperando in un inverno mite. 

Chiuso l’inciso, dopo Gran Canaria avremo come al solito Perugia e Todi? 
Certo, e poi stiamo lavorando molto su Parma, per cui abbiamo in mente un progetto molto importante. È un circolo in cui ci troviamo benissimo e che ci ha accolti in maniera meravigliosa. Il TC Parma merita eventi di questo livello e noi faremo di tutto per confermarci.

Parlavo con Riccardo Bonadio (29 anni, n.183) e mi diceva che a suo parere questo è il più bel circolo che abbia mai visto in Italia, e lui sicuramente ne ha visti parecchi.
Certo, ma non è solo bello, la qualità dei campi e la disponibilità dei dirigenti del club fanno la differenza, per noi, per i giocatori e per il pubblico.

A proposito com’è stata l’affluenza del pubblico?
Direi buona, con punte straordinarie come per la finale femminile di sabato (vinta dall’egiziana Sherif sulla greca Sakkari, ndr) che ha fatto registrare il tutto esaurito.

Lasciamo Marcello ai suoi impegni e noi torniamo sul centrale a goderci un altro po’ di tennis, in attesa che MEF ci regali qualche ulteriore sorpresa. 

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ATP

Giancarlo Antognoni, un campione del mondo che ama più il tennis del padel [VIDEO]

Lo storico n.10 viola va in controtendenza rispetto a tanti ex calciatori, Maldini, Totti, Albertini, Costacurta, Barzagli pazzi per il padel

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Giancarlo Antognoni alla presentazione dell'Unicredit Firenze Open 2022

Dopo il sindaco di Firenze Nardella, il direttore Ubaldo Scanagatta ha intervistato anche l’ex calciatore della Fiorentina Giancarlo Antognoni, il quale ha parlato della sua passione per il tennis e delle similitudini tra questo sport e il calcio. Infine non poteva mancare un commento sulla squadra viola.

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0:20 – “In questo momento gioco sicuramente meglio a tennis che a padel. Preferisco giocare a tennis che a padel, è come giocare a calcio nel campo normale o a calcetto nel campo più piccolo, le similitudini sono uguali”

 

EDITORIALE ATP Firenze: Berrettini, Musetti e Sonego ci sono, Sinner purtroppo no

1:00 – “Berrettini e Sinner sono tutti e due bravissimi sia a livello internazionale che nazionale. Musetti anche l’ho visto giocare ed è molto forte; ci sono tanti ragazzi interessanti e dimostrazione che la federazione ha investito e ha buoni coach”

2:30 – “Il tennis è uno sport abbastanza vicino al calcio anche se si gioca da soli a volte, però anche quando giochi in una squadra di calcio pensa molto a sé stesso, per sé stesso. E quindi il tennis bene o male, visto che giochi da solo, è più di testa che di abilità e quindi si assomigliano molto”

4:00 – “Penso che sia difficile che Batistuta possa entrare in Fiorentina visto che c’ero stato un anno fa io. Quindi non credo che la proprietà sia molto propensa a prendere Batistuta, ma se dovesse venire sarei molto contento per lui. Per quanto riguarda la mia posizione sulla Fiorentina, quest’anno sicuramente qualcosa di sbagliato è stato fatto e oggi ne paghi le conseguenze. L’allenatore secondo me è bravo, propositivo – l’anno scorso ha fatto benissimo – quest’anno si ritrova una squadra sempre competitiva però non riesce ad ottenere i risultati che si è prefissa. Se non si fa gol in questo gioco è difficile vincere le partite”

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ATP

ATP Firenze: U.S. Polo Assn. fa il suo ingresso nel mondo del tennis [VIDEO]

Lorenzo Nencini, CEO di INCOM, azienda licenziataria del brand U.S. Polo Assn., spiega i motivi della scelta. “Siamo accomunati dal fair play che contraddistingue le partite di polo e il gioco del tennis”

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EDITORIALE ATP Firenze: Berrettini, Musetti e Sonego ci sono, Sinner purtroppo no

LEGGI ANCHE Il sindaco Dario Nardella: “Sono pronto a fare da guida turistica a Berrettini e agli altri tennisti per far loro scoprire Firenze” [VIDEO]

 

Video-intervista al Lorenzo Nencini, CEO di INCOM, l’azienda che gestisce in licenza il comparto apparel del brand U.S. Polo Assn. Da gennaio 2008 produce e distribuisce in Europa l’abbigliamento uomo, donna, bambino, intimo e beachwear con il marchio U.S. Polo Assn.

0:50 – “Il tennis e U.S. Polo Assn. sono accomunati da tante cose, ma su tutte il fair play che contraddistingue le partite di polo e allo stesso tempo il gioco del tennis. Io sono un appassionato, amatoriale tennista, ed è un motivo in più per portare il brand nel mondo del tennis, che oggi grazie a tutti questi campioni italiani gode di grandissima visibilità in Italia e non solo. Quindi siamo molto contenti di accostare il nostro brand a questo sport e alla città di Firenze”

2:00 – “Il brand è globale; abbiamo la licenza del brand U.S. Polo Assn. per l’abbigliamento per l’Europa, e la sede dell’azienda è in Toscana a Montecatini, un motivo in più che ci entusiasma. Giochiamo in casa. Siamo uno sponsor tecnico e vestiamo tutto lo staff e l’organizzazione dell’evento

3:00 – “Sponsorizzare altro tennis? Perché no! Speriamo innanzitutto che il torneo a Firenze non sia una tantum ma che sia una prima di una lunga serie”

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