"I don't ask stupid questions like that": le migliori dichiarazioni stampa di questi Australian Open

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“I don’t ask stupid questions like that”: le migliori dichiarazioni stampa di questi Australian Open

Pokemon, banane, amicizia nell’ATP Tour, intrighi con Flavia Pennetta: ce n’è per tutti i gusti, e con Federer, Djokovic, Serena Williams, Roberta Vinci e tutti gli altri.Non volete perdervi questa raccolta delle migliori dichiarazioni stampa delle due settimane trascorse in questi Australian Open

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– Una Wozniacki serafica fa un pizzico di sana autocritica dopo l’uscita al primo turno:

Giornalista: Che è successo oggi?
Caroline Wozniacki: Direi che è un bell’inizio stagione di merda.

– Pensavate che le urla dal campo non scalfissero i tennisti? Daria Gavrilova le ascolta e ne fa pure tesoro!

 

Giornalista: Primo Grande Slam da vera Aussie. Come era il supporto sulla Margaret Court Arena?
Daria Gavrilova: Fantastico! Era pazzesco. Praticamente ad un certo punto qualcuno mi ha urlato: “Breakka ora!” e io ho poi fatto il break in quel game. Ero tipo: “Oh, grazie.”

– Maria Sharapova, eroina di molte ragazze, incoraggia la sua avversaria Nao Hibino a diventare l’ispirazione di se stessa:

Giornalista: Oggi la tua avversaria ha detto che sei stata la sua ragione per iniziare a giocare a tennis. Sei il suo idolo. Ha ancora tre poster tuoi in camera.
Maria Sharapova: Allora deve levarli (sorride). È ora che ci metta i suoi.

– Shuai Zhang ha confessato di essere stata ad un passo dal ritiro… prima della sua vittoria contro Simona Halep! Ora, con l’amuleto dei genitori ad accompagnarla, si profila un’altra carriera:

Giornalista: Quanto è stato importante per te avere i tuoi genitori qui? Erano emozionati dopo la tua vittoria.
Shuai Zhang:  Mio padre non mi era mai venuto a vedere prima. Questa era la sua prima volta che viaggia con me, ed anche mia madre. È un momento importante. Ho pensato: “Forse questo è il mio ultimo Australian Open, così ho voluto che venissero a vedere il mio probabile ultimo match a Melbourne.” Volevo che vedessero cosa faccio da ormai venti anni. Questa è la mia vita da sempre e loro non l’hanno mai vista. Volevo fargli provare quello che faccio. Sono stata fortunata che i miei genitori siano venuti ed ho vinto.
Giornalista: Credi sia per questo che hai giocato così bene?
Shuai Zhang: Credo che i miei genitori si siano divertiti e che io mi ritirerò più in là. (ride)

– Naomi Osaka è nata a Osaka da padre haitiano e madre giapponese, ma è cresciuta negli Stati Uniti. Ha ancora qualche difficoltà a capire la sua lingua nazionale, per questo ha letteralmente supplicato perché la sua conferenza stampa fosse tutta in inglese, a dispetto dei reporter asiatici venuti a farle domande.

Moderatore: Inizieremo con l’inglese, e poi con le interviste in giapponese.
Naomi Osaka: …solo l’inglese no?

– La diciottenne ha poi precisato alla stampa i motivi della sua paura per la madrelingua: sostanzialmente il rap non è il suo genere.

Naomi Osaka: Sto cercando di studiare il giapponese ma divento molto nervosa quando lo sento. È velocissimo, a volte sembra che stiano rappando, così io mi sento tipo: “O Dio, non ho sentito la prima parte della domanda”. Poi finisco per sembrare un’idiota, e non voglio sembrare un’idiota.

– Victoria Azarenka si apre con la stampa confessando uno dei suoi traumi infantili. Ecco spiegato il perché della cattiveria con la quale ha inflitto un secco 6-0 6-0 ad Alyson Van Uytvank:

Giornalista: Ricordi di aver mai perso in questa maniera quando eri più giovane?
Victoria Azarenka: Perdere così? Sì, certo, è capitato. Anzi me lo ricordo molto bene. Avrò avuto, diciamo, 10 anni, o 11. Non mi è capitato a livello di professionismo, ma avevo 11 anni. Cercavo di entrare nei campionati nazionali under 18, ma ovviamente ero troppo giovane e non ce l’ho fatta. Ma qualcuno si ritirò e mi diedero il suo posto. Io ero a scuola che scrivevo il mio tema. Mio padre venne da me e mi disse: “Hey, devi andare”. Io dissi: “Dove, papà?”. E lui: “Hai un posto. Puoi andare a giocare”. Ed io: “Davvero?”. E lui: “Sì!”. Così io mi sono eccitata, sono scesa in campo, mi hanno battuta 6-0 6-0, ho pianto fino ad addormentarmi, ed è stata un’esperienza orribile.”

– Maria Sakkari, la giovane promessa uscita da questi Australian Open, ha spiegato cosa la ha portata a giocare a tennis. Non c’è dubbio, sono i segnali di una predestinata:

Maria Sakkari: Facevo danza classica ma mi hanno cacciata perché non ero così brava, poi mi hanno cacciato da karate perché continuavo a ridere tutto il tempo – ha detto scoppiando a ridere – e poi mi sono detta: “Non ho scelta, devo giocare a tennis perché mi stanno cacciando da tutte le parti!”.

– Roberta Vinci è in un ottimo stato di forma, anche in conferenza stampa, come suo solito. La sua è una perla che non può essere riassunta, per questo qua potete ascoltare tutte le sue dichiarazioni, ma se proprio volessimo scegliere una frase, sceglieremmo questa:

Giornalista: Ti vedo fisicamente che stai sempre meglio, come è possibile?
Roberta Vinci: Io penso che sto giocando bene perché sono serena, sono tranquilla, sono…
…ora a parte gli scherzi “Sono serena” sembra una battuta (ride), scusate ma nel senso…
…non scrivete “Sono serena”, perché sennò faccio una figura di merda mondiale!! (ride)

– Dopo aver ascoltato la conferenza stampa di Fabio Fognini post sconfitta con Gilles Muller, anche io ho deciso di adottare la sua stessa tattica quando vado a dare un esame all’università:

Fabio Fognini: (al giornalista) C’ho la pazienza al limite, quindi fammi domande intelligenti perché sennò prendo la porta e me ne vado!

– Serena Williams, dopo la terza domanda su Roberta Vinci nella stessa conferenza stampa, decide di rispondere alle pretese del giornalista con la sua arma migliore, il sarcasmo:

Giornalista: Se non mi fulmini con lo sguardo, un’altra domanda su Vinci, l’ultima, promesso. Verdasco ieri sera ha detto che si è riguardato il suo match che ha perso con Nadal sette anni fa almeno 10 volte. Continua a guardarlo. Roberta dice di aver rivisto il vostro match tipo cinque volte. Tu l’hai mai più rivisto o non vuoi rivederlo?
Serena Williams: Sì, lo guardo ogni giorno. Ogni notte per prepararmi.

– Maria Sharapova ci ha spiegato quale è stata la sapienza tecnico-tattica che l’ha spinta ad aggiungere la palla corta al suo gioco.

Giornalista: Un bel po’ di palle corte da parte tua oggi. Quanto valuti la tua maestria di questo colpo dopo averlo aggiunto recentemente al tuo arsenale?
Maria Sharapova: È una cosa che ho aggiunto. È una cosa che ho dovuto aggiungere in verità, perché mi stava infastidendo molto perdere sempre con il mio hitting partner. Lui si metteva ogni volta molto dietro la linea di fondo ed io pensavo: “Non riesco a sopportare che mi batta così spesso”. Ho dovuto mischiare le carte in tavola. Ecco più o meno quando ho iniziato a farla.

– Torniamo a Naomi Osaka, la spiritosa giappo-americana, che dopo la vittoria su Svitolina ha risposto alle domande sui suoi obbiettivi futuri con una citazione forbita.

Naomi Osaka: Essere la migliore di tutti, come nessuna è stata mai. (Nel momento in cui si è accorta che il giornalista non è riuscito a cogliere la frase) Oh scusi, è una citazione dai Pokemon. La sigla dei Pokemon. Ma comunque sì, essere la migliore ed andare avanti più che posso.

– Indovina indovinello, chi porta il paradenti come lo porta Milos Raonic?

Giornalista: Una domanda molto profonda: chi è il tuo atleta preferito che usa un paradenti? Io ho la risposta che fa per te. Giocatore di basket.
Milos Raonic: No, direi probabilmente Mike Tyson, credo che anche i giocatori di boxe lo portino no?
Giornalista: E invece uno che non sia un giocatore di boxe?
Milos Raonic: Vuoi che ti dia la risposta che vuoi sentirti dire o la vera risposta?
Giornalista: È un giocatore in attività.
Milos Raonic: In attività? George St. Pierre. Non so se lo consideri in attività.
Giornalista: …no!
Milos Raonic: È un nuovo anno. Non sono pronto per altre 52 settimane di questi giochetti.
Giornalista: Steph Curry

– Lleyton Hewitt dà addio al tennis giocato dopo la sconfitta con David Ferrer. La sua conferenza stampa è un trionfo di tenerezza: Lleyton con accanto i suoi figli!

Giornalista: Tu avevi 15 anni quando hai fatto il tuo debutto qui. Quando toccherà a tuo figlio Cruz?
Lleyton Hewitt: Speriamo 14. Speriamo che mi batta. No, vedremo. Fortunatamente potrà giocare questo evento se vorrà.

https://youtu.be/eqT5pUwGrEo?t=5m37s

 

– Giornalista-malizioso approfitta della domanda sul cibo al cambio campo per chiedere a Maria Sharapova se mangi banane. Maria rinnega il frutto. L’account Twitter ufficioso della banana di Maria pare sia molto contrariato della dichiarazione.

Giornalista: Mangiare in campo, quale è il processo decisionale?
Maria Sharapova: Molto semplice. Ho una barretta energetica e un gel che prendo ogni 20 o 30 minuti, poi un drink tipico da sport. Ho mantenuto più o meno le stesse cose per tutta la carriera.
Giornalista: …banane?
Maria Sharapova: Non mangio più banane. Perché è così divertente?

– Roger Federer e il calore amichevole dell’ATP Tour:

Giornalista: Abbiamo visto un video di te e Grigor che passavate del tempo insieme mentre aspettavate il vostro turno, durante il match di Sharapova. È una cosa che fai spesso, prima di entrare in campo?
Roger Federer: Se ci troviamo nello stesso posto, succede. Non stavamo passando del tempo insieme soltanto perché si trattava di Grigor. Non sapevo nemmeno che si trovasse lì dietro.

– Nick Kyrgios sintetizza dopo la sconfitta con Berdych un po’ tutto il 2015 e forse anche il 2016 dell’ATP Tour:

Giornalista: Come mai pensi di aver deluso così tanta gente? Tutti perdono ogni tanto.
Nick Kyrgios: Djokovic non perde. (Sorride.)

– Una considerazione molto stimolante di Victoria Azarenka su come reagire alla pressione:

Giornalista: Muguruza ed Halep hanno detto che c’è molta pressione negli Slam. Come si riesce a gestirla?
Victoria Azarenka: Io la amo.
Giornalista: In realtà intendevo per le giovani giocatrici.
Victoria Azarenka: Io la amo. Non so, la pressione per me, credo sia parte delle mie origini. Avevo una sola possibilità di arrivare dove sono ora, perciò avevo molta più pressione di quella che ho ora. Quindi io l’abbraccio. La pressione mi motiva.
Giornalista: Ma quando eri giovane non eri mai nervosa negli Slam le prime volte?
Victoria Azarenka: Tutti siamo nervosi. Non venitemi a dire che una persona che sia un atleta non diventa nervoso prima delle partite. Lo è. È tutta una questione di cosa vuoi fare con i tuoi nervi. Li usi a tuo vantaggio e per caricarti e darti forza con l’adrenalina oppure ti chiudi in te stesso e non fai nulla?

– La dichiarazione del torneo è di Bernard Tomic che, piccato da un commento di Federer rilasciato al torneo di Brisbane (“Sta giocando bene, ma la top10 è un’altra storia. Sono molti anni che sentiamo che la top 10 è l’obbiettivo e poi la manca di molto” aveva detto Roger), ha così voluto rispondere:

Giornalista: Federer ha fatto quei commenti su di te che non sei riuscito ad entrare in top 10 nell’ultimo paio di anni. Questo ti motiva o ti dà fastidio?
Bernard Tomic: Sì, beh, lui ha le sue previsioni. Io credo che lui alla stessa maniera sia molto lontano da Djokovic, se a lui va di dire così. Se lui crede che io sia così lontano dalla top 10, anche io credo che lui non sia per niente vicino al tennis di Novak ora come ora.

giphy (1)

 

– Adoriamo l’ironia di Gilles Simon, stavolta il francese ci parla della sua relazione complicata con i Fab 3:

Giornalista: In termini di paragone nei big match, come paragoni la difficoltà contro Djokovic rispetto a Federer e a Nadal?
Gilles Simon: Beh, è un argomento duro, quando ne parli, già comincio a deprimermi.

– Belinda Bencic era spaventata da Maria Sharapova prima di scenderci in campo, ma non per i motivi che pensate voi.

Giornalista: Questa era la prima volti che incontravi Maria. Cosa ti ha sorpreso di più del suo gioco?
Belinda Bencic: Che le sue grida non sono poi così rumorose (ride)

– Djokovic torna sulla dichiarazione di Simon che aveva enfatizzato che il tifo dello spogliatoio maschile sarebbe stato a senso unico, e non per il serbo.

Giornalista: Gilles diceva qualcosa a proposito dello spogliatoio che preferirebbe che tu non sia nel tabellone, in un’accezione positiva.
Novak Djokovic: Quale spogliatoio? (ride) Sì, l’ho letto, ma non ha specificato quale spogliatoio.
Giornalista: Lo diceva perché tu sei il migliore al mondo, e i giocatori preferirebbero che tu non ci fossi nel tabellone, perché sei uno che domina. Capisci il senso?
Novak Djokovic: Ancora una volta, non so di quale spogliatoio stia parlando. Nello spogliatoio femminile sono abbastanza popolare. Questo lo so (ride).

– Il salto alla Superman di Gael Monfils? C’è sempre qualcosa di più pazzo, garantito dai collegi:

Giornalista: Qual è la cosa più pazza che hai visto fare a Gael?
Viktoria Azarenka: Sono cose fuori dal campo. (ride)
Milos Raonic: Quella che farà la prossima volta. (sorride)

– Johanna Konta e una noche loca per festeggiare il suo primo quarto di finale Slam raggiunto:

Giornalista: Ti concederai una qualche uscita stasera?
Johanna Konta: Sì, sì, fai conto che sto per uscire stasera. È in cima alla lista delle priorità (ride). Vado dritta dritta a letto. Ecco dove vado. Non vedo l’ora.

– Bernard Tomic è visibilmente emozionato per l’avvicinarsi delle Olimpiadi, una competizione molto fascinosa e prestigiosa che qualunque tennista vorrebbe giocare. Non vede l’ora, insomma.

Giornalista: E Rio è nel tuo futuro per il 2016?
Bernard Tomic: Ah, le Olimpiadi? Me ne sono dimenticato. Sì, assolutamente. Non so in che mese si tengono.
Giornalista: Agosto.
Bernard Tomic: Adesso, cioè, non ci sono punti in palio. Devi giocare tutta la settimana. Amerei giocare le Olimpiadi. È un evento importante. Ma forse, per la posizione in cui sto, non so. Perché non ci sono punti in palio. Mi piacerebbe giocarle, ma la strada è ancora lunga. Tutto può succedere. Se sto in forma e sono pronto, perché non giocarle?

– Le partite si giocano per vedere chi perde e chi no. Grazie per averci illuminato, Maria.

Giornalista: Credi che Serena possa essere battuta nel proseguo del torneo?
Maria Sharapova: Non sono sicura. Non lo so. È per questo che giocheranno le partite, per vedere se accade o meno.

– Momento patriottico, Serena Williams ci dice qual è il cibo che preferisce: ovviamente il nostro! Ma siamo sicuri che abbia l’esatta concezione di come mangiamo noi italiani?

Giornalisti: Parlando di cibo, qual è il tuo preferito? Cinese, Indiano, Italiano?
Serena Williams: Dio, devo dire che quando sto a Roma, faccio come i romani e mangio pasta a colazione, pranzo e cena. Ma solo a Roma o in Italia. Italia, la qualità lì è seconda a nulla.

– Johanna Konta in versione… Jason Bourne.

Giornalista: Hai la doppia cittadinanza?
Johanna Konta:
Giornalista: Sia australiana che britannica?
Johanna Konta: In verità ho la tripla cittadinanza. Ho anche un passaporto ungherese. Aggiungetelo al mix, ragazzi. Insomma, diciamo che sono la versione femminile di Jason Bourne. (ride)

– Roger Federer è sempre molto pacato nelle sue dichiarazioni. Occhio però a non farlo arrabbiare, soprattutto se ha appena perso una semifinale contro Djokovic:

Giornalista: Pensi che Djokovic continuerà ad essere dominante in futuro come te, o più di te, visto che non ci sono avversari?
Roger Federer: Devi fare attenzione a come poni una domanda. Non vuoi essere scortese con gli altri giocatori, perché sei tu che dovrai trovarti faccia a faccia con loro. Non sono io a doverlo fare. Io non faccio domande stupide come questa.

https://youtu.be/u4LnRjmLvy4

– Serena Williams è stata molto contenta per il trionfo di Angelique Kerber. Vabbé, non poi così tanto contenta.

Giornalista: Sei sembrata felice almeno quanto lei!
Serena Williams: Veramente? Devo darmi alla recitazione allora! (ride)

https://twitter.com/sluggahjells/status/693398412641828864

– Non poteva che essere Ubaldo Scanagatta il protagonista di questo siparietto con la neo-campionessa Angelique Kerber. E di mezzo c’è anche Flavia Pennetta. Dovete ascoltare.

Giornalista: Hai parlato prima di quando eri numero 92 del mondo e hai battuto Pennetta agli US Open 2011 per arrivare in semifinale.
Angelique Kerber: Tu stai sempre a domandare di Pennetta! (ride) Sempre! (ride) Ma va bene.


Giornalista: Lo sapevi che…
Angelique Kerber: …Pennetta? (scoppia a ridere assieme a tutta la sala stampa)

– Chiudiamo la nostra scorpacciata con un dolcetto, ce lo serve Novak Djokovic:

Giornalista: Quanto è affamato un lupo (come te) per Parigi?
Novak Djokovic: Molto affamato. Ma un lupo deve mangiare molti pasti differenti prima di arrivare a Parigi. Parigi è un dessert.

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Il 2023 delle possibili prime volte: dalla semi Slam di Sinner, ai sette top 50 a caccia di un titolo

Dal primo quarto Slam di Musetti, al taboo finali per Krajinovic, passando per la prima vittoria in un major di Cerundolo. La nuova stagione si apre con diversi atleti pronti a ritoccare i propri record personali

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Jannik Sinner – Vienna Erste Bank Open 2022 (© e|motion/Bildagentur Zolles KG/Photographer)

Con le vittorie di Lajovic e Van Assche nei Challenger di Maspalomas e Maia è calato definitivamente il sipario sulla stagione tennistica, dopo che il circuito maggiore aveva chiuso i battenti con il trionfo di Djokovic alle Nitto ATP Finals di Torino. Per i tennisti adesso è tempo di ricaricare le batterie e affinare la preparazione (magari giocando qualche ricca esibizione) per ripartire tra meno di un mese in Australia e India. E quale miglior momento se non l’off-season per valutare quali possano essere i nuovi traguardi da raggiungere nel corso della nuova stagione?

Il 2023, infatti, si aprirà con diversi atleti a caccia di risultati e titoli che possano rilanciarli dopo una stagione interlocutoria, o consacrarli dopo gli exploit dell’anno in corso. Nella stagione appena conclusa non sono mancate le sorprese con ben 12 tennisti che hanno conquistato il primo titolo della loro carriera. Ma sono in molti ancora a caccia del primo trofeo da mettere in bacheca, o di risultati a livello Slam che possano dare una svolta a ranking e carriera.

Inizio di stagione che vedrà come appuntamento clou l’Australian Open. Sin dalla trasferta “Down Under” c’è già chi è certo di tagliare un traguardo storico a livello personale: Constant Lestienne. Il francese, infatti, farà il suo esordio in un main draw di uno Slam all’età di trent’anni. Lestienne, autore di un ottimo finale di stagione, è l’unico tennista dell’attuale top 100 a non aver raggiunto questo traguardo.

 

Detto del francese Lestienne, occorre rimarcare come vi siano molti tennisti ancora a caccia del primo sorriso a livello Slam. Sorprende pensare che in Australia vi potrebbe essere una testa di serie che non ha mai vinto un match nel tabellone principale di uno Slam. Stiamo parlando di Francisco Cerundolo, attuale numero 30 del ranking ATP, che a livello Slam vanta un bilancio di 0 vittorie e 4 sconfitte. Quest’anno Cerundolo farà il suo esordio nell’Happy Slam, dove vanta come migliore risultato un secondo turno nelle qualificazioni nel 2021. Che sia l’occasione giusta per l’argentino di cancellare questo zero dal suo curriculum?

L’argentino in questa classifica si trova in ottima compagnia. Con lo ‘zero’ alla voce successi vi è anche lo svizzero Marc Andrea Huesler (che vanta due sconfitte raccolte lo scorso anno tra Wimbledon e New York). Huesler  può comunque consolarsi del fatto di aver già un titolo in bacheca, conquistato a Sofia ai danni di Holger Rune. Completano la lista dei top 100 a caccia di una prima volta, l’altro argentino Etcheverry, i Next Gen Lehecka, Tseng – protagonisti a Milano del torneo dedicato ai migliori giovani – e lo statunitense Ben Shelton, autore di una prepotente cavalcata a livello Challenger e capace di sconfiggere Ruud a Cincinnati.

Cerundolo è l’unico top 50 senza una vittoria Slam ma l’argentino può vantare un titolo ATP nel suo palmares conquistato quest’anno a Bastad nel derby con il connazionale Baez. Tuttavia, sono ben 7 i top 50 che inizieranno la stagione con l’obiettivo di vincere un trofeo ATP. Colui che si trova più in alto in classifica è Alejandro Davidovich Fokina, numero 31 del ranking che ha disputato la sua unica finale a Montecarlo, inchinandosi solo al greco Tsitsipas. Scorrendo il ranking seguono l’olandese volante Botic Van de Zandschulp, che nella sua unica finale raggiunta ha dovuto fare i conti con dei problemi respiratori che lo hanno messo fuori causa dopo 7 game. A seguire vi sono Ruusuvuori, arresosi a Pune contro l’esperto Joao Sousa, e Rinderknech, che ad Adelaide ha ceduto il passo al padrone di casa Kokkinakis.

Se i tennisti sopra citati hanno avuto una sola occasione, Brooskby ne ha perse 3 (Newport, Dallas e Atlanta) così come lo slovacco Molcan (Belgrado, Marrakech e Lione). Anche se colui che ha la serie negativa più lunga sta poco fuori la top50. Stiamo parlando di Filip Krajinovic, numero 54 del mondo, che alla voce finale perse vede a fianco il numero cinque‘. Discorso a parte merita Jack Draper. Il Next gen britannico è l’unico top 50 a non aver mai giocato una finale a livello ATP, ma vista la giovane età e il percorso di crescita non mancherà molto al raggiungimento di tali traguardi.

Tra coloro che potranno raggiungere tante prime volte in questa stagione vi è l’argentino Pedro Cachin, numero 56 del ranking ATP. Il classe ’95 è il tennista con il ranking più alto a non aver mai raggiunto nemmeno una semifinale a livello ATP e anche quello col miglior ranking a non aver mai giocato un Masters 1000. Con pochi punti da difendere nei primi mesi dell’anno, i 1000 nordamericani di inizio stagione potrebbero essere per lui l’occasione per festeggiare questo traguardo.

Tornando a parlare di tornei Slam, Ruusuvuori, Baez e Rinderknech sono i tre top 50 che cercheranno di raggiungere per la prima volta il terzo turno in un Major. A caccia, invece, del primo approdo alla seconda settimana di uno Slam vi sono il giapponese Nishioka, l’imprevedibile Bublik, Jack Draper e Alex Molcan.

Hanno raggiunto almeno una volta i quarti di finale a livello Slam i primi 22 del mondo. Colui che è meglio posizionato in classifica a non aver raggiunto questo obiettivo è Lorenzo Musetti, seguito da altri due top 30 quali Daniel Evans e Miomir Kecmanovic.

Se ci si sposta al livello superiore, sono ben 2 degli attuali top10 a non aver mai raggiunto una semifinale di uno Slam: il numero 8 al mondo Andrey Rublev e il numero 9 Taylor Fritz. Se ci si sposta alla top15 vanno considerati anche Rune e Sinner. Per il classe 2003 danese bisogna tuttavia considerare solo il 2022 come stagione vera nel circuito, riuscendo già a raggiungere un quarto al Roland Garros e trionfare nel 1000 di Bercy. Per Sinner, invece, tanta solidità con i quarti raggiunti in tutti e 4 gli Slam. Fisico permettendo, si chiede al tennista altoatesino lo step necessario per spostare in avanti l’asticella.

Si arriva al capitolo finale Slam: oltre a Rublev e Fritz, altri due top10 non hanno mai giocato per il titolo più ambito: Hurkacz e Auger-Aliassime. I numeri sono già impietosi se si guarda a chi ha in bacheca un torneo del Grande Slam. Nella top15 di fine anno solo in 4 possono vantare un Major nel loro palmares: Alcaraz, Nadal, Djokovic e Medvedev, in rigoroso ordine di classifica.

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Flash

Berrettini: “Alcaraz merita il n. 1, ma se può diventarlo Ruud possiamo riuscirci anche noi”

“Serve continuità, ma ho il tennis per tornare in top 10”. Impegnato nell’esibizione saudita, Matteo Berrettini ha le idee chiare sulla prossima stagione

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Matteo Berrettini – Diriyah Tennis Cup 2022 (foto via Twitter @DiriyahCup)

La stagione da dimenticare (o da ricordare?) di Matteo Berrettini si è conclusa con il discusso doppio di Coppa Davis. Ora è tempo di preparazione per il 2023 – che peraltro inizierà ufficialmente nel 2022 con l’esordio nella United Cup – e il primo appuntamento fuori stagione per Matteo è stato alla Diriyah Tennis Cup. Trentacinque minuti indolori (speriamo anche letteralmente, visti i guai fisici del nostro) di fronte a Stan Wawrinka che lo ha eliminato in tre tiebrekkoni al primo turno dell’esibizione saudita, dove l’azzurro è in gara anche nel doppio (venerdì pomeriggio in campo assieme a Rublev, contro Thiem/Zverev).

Proprio a proposito dei problemi che lo hanno perseguitato, Matteo inizia la sua conversazione con Reem Abulleil per ArabNews. “Mentalmente, è stata dura. Ero al best ranking, stavo giocando bene ed è arrivato l’infortunio” spiega riferendosi al problema alla mano destra che ha richiesto l’intervento chirurgico. “Mi sono detto, userò questa pausa per migliorare, magari fare qualcosa che non riuscirei quando sono nel Tour. Ha funzionato perché al rientro mi sentivo pronto. Poi, ovviamente, dopo il Covid a Wimbledon tutto è andato un po’ peggiorando, ma sono alti e bassi e, spero, il prossimo anno ci saranno più alti”.

Gli stop forzati hanno chiaramente contribuito a generare stress, con un quasi obbligo di vincere quando riusciva a giocare. “Sentivo che in ogni torneo dovevo giocare bene e guadagnare punti altrimenti la mia classifica sarebbe precipitata ancora di più e non è facile gestire questo genere di pressione. Restare in salute significa quindi anche essere meno stressato ed è uno degli obiettivi. Ovviamente vorrei tornare in top 10 perché il tennis c’è, devo solo essere più continuo”.

 

Che il tennis ci sia non pare in discussione, come dimostrano la permanenza tra i migliori dieci del mondo per due anni e mezzo e i risultati Slam – una finale, una semi e tre quarti negli ultimi cinque Major disputati.

Se è presto per parlare di ricambio generazionale, nel senso che da anni se ne parla ma poi vincono (quasi) sempre Djokovic e Nadal, al vertice del ranking c’è una novità importante, il diciannovenne Carlos Alcaraz. “È incredibile se pensi a tutto quello che ha fatto in così poco tempo” osserva Matteo che lo ha battuto in Australia, perdendoci poi a Rio. “Ho capito che era un giocatore fantastico, ma ciò che ha fatto rimane impressionante per la sua età, per la fisicità che già possiede, per la gestione mentale di tutto quello che gli sta capitando. È stato un anno strano con Novak che non ha giocato metà degli Slam, ma Carlos merita il numero 1 e penso che ciò abbia cambiato un po’ le cose, del tipo forse possiamo farcela anche noi. Prima i numeri 1 erano Novak e Rafa, poi c’è riuscito Daniil [Medvedev] ed è stato impressionante, ma ora anche Casper [Ruud] ha avuto la possibilità dopo lo US Open”.

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ATP

Il tennis domina su Google: Djokovic, Nadal e Serena Williams i tre sportivi più ricercati nel 2022

I tre tennisti dominano la categoria “atleti” di Google Trends per il 2022. In Italia Sinner, Berrettini e Djokovic tra i più ricercati

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Novak Djokovic - ATP Finals, Torino 2022 (Credits Photo Giampiero Sposito:FIT)

Si avvicina il 31 dicembre e come di consueto è tempo di classifiche che sintetizzino i fatti salienti di questo 2022, che è giunto ormai agli sgoccioli.

Una delle classifiche che si attende con più curiosità alla fine di ogni anno solare è quella redatta da Google. Sulla base dei dati raccolti dal motore di ricerca, Google fornisce un elenco delle parole più in tendenza, sia per ogni paese che complessivamente a livello globale.

Se la guerra in Ucraina e la morte della Regina Elisabetta hanno monopolizzato l’attenzione degli utenti per quanto riguarda le notizie più ricercate, alla voce atleti a farla da padrone è il mondo del tennis.

 

Quattro tennisti tra i primi 10 atleti più ricercati, rende l’idea di come l’attenzione verso il nostro sport sia in costante crescita. Occorre sottolineare come le prime tre posizioni della classifica siano completamente appannaggio di tennisti. Coloro che hanno monopolizzato le ricerche su Google sono, infatti, Novak Djokovic, Rafael Nadal e Serena Williams. A completare il trionfo del mondo del tennis troviamo al decimo posto il nuovo leader della classifica ATP, Carlos Alcaraz.

Non sorprende che data la grandezza dei personaggi, noti non solo agli appassionati di tennis, e la particolarità di questo loro 2022 li abbia portati sulla bocca, o meglio sulle tastiere di tutti. I tre, infatti, per diversi aspetti in questo 2022 hanno tenuto i loro fan alla ricerca di notizie ed aggiornamenti.

Il caso più controverso è stato sicuramente quello di Novak Djokovic. Il serbo ha monopolizzato l’attenzione degli appassionati di tennis e non solo per la nota vicenda australiana di inizio anno. Nole, infatti, contrario a sottoporsi al vaccino contro il Covid-19, è prima atterrato sul suo australiano per poi essere espulso qualche giorno dopo. Nel mezzo si è assistito ad un processo, con annullamento del visto e ban per l’ingresso nel paese. Situazione che per la gioia di Djokovic è ormai alle spalle, con Nole che è certo di tornare in Australia per iniziare la stagione.

Ciò che ha segnato la stagione per Serena Williams, è l’annuncio del ritiro avvenuto alla vigilia dello US Open sulle pagine di Vogue. Rafa invece ha vinto le prime due prove dello Slam nel 2022 restando in corsa per la prima posizione mondiale fino all’ultima settimana di tennis; nonché è stato co-protagonista del un lungo e commovente addio in Laver Cup del grande amico e rivale Roger Federer.

Se ci spostiamo alle ricerche effettuate in Italia, l’Australian Open si posiziona al numero 4 come parola dell’anno dietro solo a Ucraina, Regina Elisabetta e Russia Ucraina. Le vicende dei nostri portacolori, invece, hanno monopolizzato le ricerche dei fan italiani. Jannik Sinner si posiziona al numero 4 nella categoria personaggi dietro a Vladimir Putin, Drusilla e il cantante Blanco. Nella stessa classifica seguono al numero 5 il calciatore Vlahovic che precede altre due tennisti: Novak Djokovic e Matteo Berrettini.

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