"I don't ask stupid questions like that": le migliori dichiarazioni stampa di questi Australian Open

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“I don’t ask stupid questions like that”: le migliori dichiarazioni stampa di questi Australian Open

Pokemon, banane, amicizia nell’ATP Tour, intrighi con Flavia Pennetta: ce n’è per tutti i gusti, e con Federer, Djokovic, Serena Williams, Roberta Vinci e tutti gli altri.Non volete perdervi questa raccolta delle migliori dichiarazioni stampa delle due settimane trascorse in questi Australian Open

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– Una Wozniacki serafica fa un pizzico di sana autocritica dopo l’uscita al primo turno:

Giornalista: Che è successo oggi?
Caroline Wozniacki: Direi che è un bell’inizio stagione di merda.

– Pensavate che le urla dal campo non scalfissero i tennisti? Daria Gavrilova le ascolta e ne fa pure tesoro!

 

Giornalista: Primo Grande Slam da vera Aussie. Come era il supporto sulla Margaret Court Arena?
Daria Gavrilova: Fantastico! Era pazzesco. Praticamente ad un certo punto qualcuno mi ha urlato: “Breakka ora!” e io ho poi fatto il break in quel game. Ero tipo: “Oh, grazie.”

– Maria Sharapova, eroina di molte ragazze, incoraggia la sua avversaria Nao Hibino a diventare l’ispirazione di se stessa:

Giornalista: Oggi la tua avversaria ha detto che sei stata la sua ragione per iniziare a giocare a tennis. Sei il suo idolo. Ha ancora tre poster tuoi in camera.
Maria Sharapova: Allora deve levarli (sorride). È ora che ci metta i suoi.

– Shuai Zhang ha confessato di essere stata ad un passo dal ritiro… prima della sua vittoria contro Simona Halep! Ora, con l’amuleto dei genitori ad accompagnarla, si profila un’altra carriera:

Giornalista: Quanto è stato importante per te avere i tuoi genitori qui? Erano emozionati dopo la tua vittoria.
Shuai Zhang:  Mio padre non mi era mai venuto a vedere prima. Questa era la sua prima volta che viaggia con me, ed anche mia madre. È un momento importante. Ho pensato: “Forse questo è il mio ultimo Australian Open, così ho voluto che venissero a vedere il mio probabile ultimo match a Melbourne.” Volevo che vedessero cosa faccio da ormai venti anni. Questa è la mia vita da sempre e loro non l’hanno mai vista. Volevo fargli provare quello che faccio. Sono stata fortunata che i miei genitori siano venuti ed ho vinto.
Giornalista: Credi sia per questo che hai giocato così bene?
Shuai Zhang: Credo che i miei genitori si siano divertiti e che io mi ritirerò più in là. (ride)

– Naomi Osaka è nata a Osaka da padre haitiano e madre giapponese, ma è cresciuta negli Stati Uniti. Ha ancora qualche difficoltà a capire la sua lingua nazionale, per questo ha letteralmente supplicato perché la sua conferenza stampa fosse tutta in inglese, a dispetto dei reporter asiatici venuti a farle domande.

Moderatore: Inizieremo con l’inglese, e poi con le interviste in giapponese.
Naomi Osaka: …solo l’inglese no?

– La diciottenne ha poi precisato alla stampa i motivi della sua paura per la madrelingua: sostanzialmente il rap non è il suo genere.

Naomi Osaka: Sto cercando di studiare il giapponese ma divento molto nervosa quando lo sento. È velocissimo, a volte sembra che stiano rappando, così io mi sento tipo: “O Dio, non ho sentito la prima parte della domanda”. Poi finisco per sembrare un’idiota, e non voglio sembrare un’idiota.

– Victoria Azarenka si apre con la stampa confessando uno dei suoi traumi infantili. Ecco spiegato il perché della cattiveria con la quale ha inflitto un secco 6-0 6-0 ad Alyson Van Uytvank:

Giornalista: Ricordi di aver mai perso in questa maniera quando eri più giovane?
Victoria Azarenka: Perdere così? Sì, certo, è capitato. Anzi me lo ricordo molto bene. Avrò avuto, diciamo, 10 anni, o 11. Non mi è capitato a livello di professionismo, ma avevo 11 anni. Cercavo di entrare nei campionati nazionali under 18, ma ovviamente ero troppo giovane e non ce l’ho fatta. Ma qualcuno si ritirò e mi diedero il suo posto. Io ero a scuola che scrivevo il mio tema. Mio padre venne da me e mi disse: “Hey, devi andare”. Io dissi: “Dove, papà?”. E lui: “Hai un posto. Puoi andare a giocare”. Ed io: “Davvero?”. E lui: “Sì!”. Così io mi sono eccitata, sono scesa in campo, mi hanno battuta 6-0 6-0, ho pianto fino ad addormentarmi, ed è stata un’esperienza orribile.”

– Maria Sakkari, la giovane promessa uscita da questi Australian Open, ha spiegato cosa la ha portata a giocare a tennis. Non c’è dubbio, sono i segnali di una predestinata:

Maria Sakkari: Facevo danza classica ma mi hanno cacciata perché non ero così brava, poi mi hanno cacciato da karate perché continuavo a ridere tutto il tempo – ha detto scoppiando a ridere – e poi mi sono detta: “Non ho scelta, devo giocare a tennis perché mi stanno cacciando da tutte le parti!”.

– Roberta Vinci è in un ottimo stato di forma, anche in conferenza stampa, come suo solito. La sua è una perla che non può essere riassunta, per questo qua potete ascoltare tutte le sue dichiarazioni, ma se proprio volessimo scegliere una frase, sceglieremmo questa:

Giornalista: Ti vedo fisicamente che stai sempre meglio, come è possibile?
Roberta Vinci: Io penso che sto giocando bene perché sono serena, sono tranquilla, sono…
…ora a parte gli scherzi “Sono serena” sembra una battuta (ride), scusate ma nel senso…
…non scrivete “Sono serena”, perché sennò faccio una figura di merda mondiale!! (ride)

– Dopo aver ascoltato la conferenza stampa di Fabio Fognini post sconfitta con Gilles Muller, anche io ho deciso di adottare la sua stessa tattica quando vado a dare un esame all’università:

Fabio Fognini: (al giornalista) C’ho la pazienza al limite, quindi fammi domande intelligenti perché sennò prendo la porta e me ne vado!

– Serena Williams, dopo la terza domanda su Roberta Vinci nella stessa conferenza stampa, decide di rispondere alle pretese del giornalista con la sua arma migliore, il sarcasmo:

Giornalista: Se non mi fulmini con lo sguardo, un’altra domanda su Vinci, l’ultima, promesso. Verdasco ieri sera ha detto che si è riguardato il suo match che ha perso con Nadal sette anni fa almeno 10 volte. Continua a guardarlo. Roberta dice di aver rivisto il vostro match tipo cinque volte. Tu l’hai mai più rivisto o non vuoi rivederlo?
Serena Williams: Sì, lo guardo ogni giorno. Ogni notte per prepararmi.

– Maria Sharapova ci ha spiegato quale è stata la sapienza tecnico-tattica che l’ha spinta ad aggiungere la palla corta al suo gioco.

Giornalista: Un bel po’ di palle corte da parte tua oggi. Quanto valuti la tua maestria di questo colpo dopo averlo aggiunto recentemente al tuo arsenale?
Maria Sharapova: È una cosa che ho aggiunto. È una cosa che ho dovuto aggiungere in verità, perché mi stava infastidendo molto perdere sempre con il mio hitting partner. Lui si metteva ogni volta molto dietro la linea di fondo ed io pensavo: “Non riesco a sopportare che mi batta così spesso”. Ho dovuto mischiare le carte in tavola. Ecco più o meno quando ho iniziato a farla.

– Torniamo a Naomi Osaka, la spiritosa giappo-americana, che dopo la vittoria su Svitolina ha risposto alle domande sui suoi obbiettivi futuri con una citazione forbita.

Naomi Osaka: Essere la migliore di tutti, come nessuna è stata mai. (Nel momento in cui si è accorta che il giornalista non è riuscito a cogliere la frase) Oh scusi, è una citazione dai Pokemon. La sigla dei Pokemon. Ma comunque sì, essere la migliore ed andare avanti più che posso.

– Indovina indovinello, chi porta il paradenti come lo porta Milos Raonic?

Giornalista: Una domanda molto profonda: chi è il tuo atleta preferito che usa un paradenti? Io ho la risposta che fa per te. Giocatore di basket.
Milos Raonic: No, direi probabilmente Mike Tyson, credo che anche i giocatori di boxe lo portino no?
Giornalista: E invece uno che non sia un giocatore di boxe?
Milos Raonic: Vuoi che ti dia la risposta che vuoi sentirti dire o la vera risposta?
Giornalista: È un giocatore in attività.
Milos Raonic: In attività? George St. Pierre. Non so se lo consideri in attività.
Giornalista: …no!
Milos Raonic: È un nuovo anno. Non sono pronto per altre 52 settimane di questi giochetti.
Giornalista: Steph Curry

– Lleyton Hewitt dà addio al tennis giocato dopo la sconfitta con David Ferrer. La sua conferenza stampa è un trionfo di tenerezza: Lleyton con accanto i suoi figli!

Giornalista: Tu avevi 15 anni quando hai fatto il tuo debutto qui. Quando toccherà a tuo figlio Cruz?
Lleyton Hewitt: Speriamo 14. Speriamo che mi batta. No, vedremo. Fortunatamente potrà giocare questo evento se vorrà.

https://youtu.be/eqT5pUwGrEo?t=5m37s

 

– Giornalista-malizioso approfitta della domanda sul cibo al cambio campo per chiedere a Maria Sharapova se mangi banane. Maria rinnega il frutto. L’account Twitter ufficioso della banana di Maria pare sia molto contrariato della dichiarazione.

Giornalista: Mangiare in campo, quale è il processo decisionale?
Maria Sharapova: Molto semplice. Ho una barretta energetica e un gel che prendo ogni 20 o 30 minuti, poi un drink tipico da sport. Ho mantenuto più o meno le stesse cose per tutta la carriera.
Giornalista: …banane?
Maria Sharapova: Non mangio più banane. Perché è così divertente?

– Roger Federer e il calore amichevole dell’ATP Tour:

Giornalista: Abbiamo visto un video di te e Grigor che passavate del tempo insieme mentre aspettavate il vostro turno, durante il match di Sharapova. È una cosa che fai spesso, prima di entrare in campo?
Roger Federer: Se ci troviamo nello stesso posto, succede. Non stavamo passando del tempo insieme soltanto perché si trattava di Grigor. Non sapevo nemmeno che si trovasse lì dietro.

– Nick Kyrgios sintetizza dopo la sconfitta con Berdych un po’ tutto il 2015 e forse anche il 2016 dell’ATP Tour:

Giornalista: Come mai pensi di aver deluso così tanta gente? Tutti perdono ogni tanto.
Nick Kyrgios: Djokovic non perde. (Sorride.)

– Una considerazione molto stimolante di Victoria Azarenka su come reagire alla pressione:

Giornalista: Muguruza ed Halep hanno detto che c’è molta pressione negli Slam. Come si riesce a gestirla?
Victoria Azarenka: Io la amo.
Giornalista: In realtà intendevo per le giovani giocatrici.
Victoria Azarenka: Io la amo. Non so, la pressione per me, credo sia parte delle mie origini. Avevo una sola possibilità di arrivare dove sono ora, perciò avevo molta più pressione di quella che ho ora. Quindi io l’abbraccio. La pressione mi motiva.
Giornalista: Ma quando eri giovane non eri mai nervosa negli Slam le prime volte?
Victoria Azarenka: Tutti siamo nervosi. Non venitemi a dire che una persona che sia un atleta non diventa nervoso prima delle partite. Lo è. È tutta una questione di cosa vuoi fare con i tuoi nervi. Li usi a tuo vantaggio e per caricarti e darti forza con l’adrenalina oppure ti chiudi in te stesso e non fai nulla?

– La dichiarazione del torneo è di Bernard Tomic che, piccato da un commento di Federer rilasciato al torneo di Brisbane (“Sta giocando bene, ma la top10 è un’altra storia. Sono molti anni che sentiamo che la top 10 è l’obbiettivo e poi la manca di molto” aveva detto Roger), ha così voluto rispondere:

Giornalista: Federer ha fatto quei commenti su di te che non sei riuscito ad entrare in top 10 nell’ultimo paio di anni. Questo ti motiva o ti dà fastidio?
Bernard Tomic: Sì, beh, lui ha le sue previsioni. Io credo che lui alla stessa maniera sia molto lontano da Djokovic, se a lui va di dire così. Se lui crede che io sia così lontano dalla top 10, anche io credo che lui non sia per niente vicino al tennis di Novak ora come ora.

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– Adoriamo l’ironia di Gilles Simon, stavolta il francese ci parla della sua relazione complicata con i Fab 3:

Giornalista: In termini di paragone nei big match, come paragoni la difficoltà contro Djokovic rispetto a Federer e a Nadal?
Gilles Simon: Beh, è un argomento duro, quando ne parli, già comincio a deprimermi.

– Belinda Bencic era spaventata da Maria Sharapova prima di scenderci in campo, ma non per i motivi che pensate voi.

Giornalista: Questa era la prima volti che incontravi Maria. Cosa ti ha sorpreso di più del suo gioco?
Belinda Bencic: Che le sue grida non sono poi così rumorose (ride)

– Djokovic torna sulla dichiarazione di Simon che aveva enfatizzato che il tifo dello spogliatoio maschile sarebbe stato a senso unico, e non per il serbo.

Giornalista: Gilles diceva qualcosa a proposito dello spogliatoio che preferirebbe che tu non sia nel tabellone, in un’accezione positiva.
Novak Djokovic: Quale spogliatoio? (ride) Sì, l’ho letto, ma non ha specificato quale spogliatoio.
Giornalista: Lo diceva perché tu sei il migliore al mondo, e i giocatori preferirebbero che tu non ci fossi nel tabellone, perché sei uno che domina. Capisci il senso?
Novak Djokovic: Ancora una volta, non so di quale spogliatoio stia parlando. Nello spogliatoio femminile sono abbastanza popolare. Questo lo so (ride).

– Il salto alla Superman di Gael Monfils? C’è sempre qualcosa di più pazzo, garantito dai collegi:

Giornalista: Qual è la cosa più pazza che hai visto fare a Gael?
Viktoria Azarenka: Sono cose fuori dal campo. (ride)
Milos Raonic: Quella che farà la prossima volta. (sorride)

– Johanna Konta e una noche loca per festeggiare il suo primo quarto di finale Slam raggiunto:

Giornalista: Ti concederai una qualche uscita stasera?
Johanna Konta: Sì, sì, fai conto che sto per uscire stasera. È in cima alla lista delle priorità (ride). Vado dritta dritta a letto. Ecco dove vado. Non vedo l’ora.

– Bernard Tomic è visibilmente emozionato per l’avvicinarsi delle Olimpiadi, una competizione molto fascinosa e prestigiosa che qualunque tennista vorrebbe giocare. Non vede l’ora, insomma.

Giornalista: E Rio è nel tuo futuro per il 2016?
Bernard Tomic: Ah, le Olimpiadi? Me ne sono dimenticato. Sì, assolutamente. Non so in che mese si tengono.
Giornalista: Agosto.
Bernard Tomic: Adesso, cioè, non ci sono punti in palio. Devi giocare tutta la settimana. Amerei giocare le Olimpiadi. È un evento importante. Ma forse, per la posizione in cui sto, non so. Perché non ci sono punti in palio. Mi piacerebbe giocarle, ma la strada è ancora lunga. Tutto può succedere. Se sto in forma e sono pronto, perché non giocarle?

– Le partite si giocano per vedere chi perde e chi no. Grazie per averci illuminato, Maria.

Giornalista: Credi che Serena possa essere battuta nel proseguo del torneo?
Maria Sharapova: Non sono sicura. Non lo so. È per questo che giocheranno le partite, per vedere se accade o meno.

– Momento patriottico, Serena Williams ci dice qual è il cibo che preferisce: ovviamente il nostro! Ma siamo sicuri che abbia l’esatta concezione di come mangiamo noi italiani?

Giornalisti: Parlando di cibo, qual è il tuo preferito? Cinese, Indiano, Italiano?
Serena Williams: Dio, devo dire che quando sto a Roma, faccio come i romani e mangio pasta a colazione, pranzo e cena. Ma solo a Roma o in Italia. Italia, la qualità lì è seconda a nulla.

– Johanna Konta in versione… Jason Bourne.

Giornalista: Hai la doppia cittadinanza?
Johanna Konta:
Giornalista: Sia australiana che britannica?
Johanna Konta: In verità ho la tripla cittadinanza. Ho anche un passaporto ungherese. Aggiungetelo al mix, ragazzi. Insomma, diciamo che sono la versione femminile di Jason Bourne. (ride)

– Roger Federer è sempre molto pacato nelle sue dichiarazioni. Occhio però a non farlo arrabbiare, soprattutto se ha appena perso una semifinale contro Djokovic:

Giornalista: Pensi che Djokovic continuerà ad essere dominante in futuro come te, o più di te, visto che non ci sono avversari?
Roger Federer: Devi fare attenzione a come poni una domanda. Non vuoi essere scortese con gli altri giocatori, perché sei tu che dovrai trovarti faccia a faccia con loro. Non sono io a doverlo fare. Io non faccio domande stupide come questa.

https://youtu.be/u4LnRjmLvy4

– Serena Williams è stata molto contenta per il trionfo di Angelique Kerber. Vabbé, non poi così tanto contenta.

Giornalista: Sei sembrata felice almeno quanto lei!
Serena Williams: Veramente? Devo darmi alla recitazione allora! (ride)

https://twitter.com/sluggahjells/status/693398412641828864

– Non poteva che essere Ubaldo Scanagatta il protagonista di questo siparietto con la neo-campionessa Angelique Kerber. E di mezzo c’è anche Flavia Pennetta. Dovete ascoltare.

Giornalista: Hai parlato prima di quando eri numero 92 del mondo e hai battuto Pennetta agli US Open 2011 per arrivare in semifinale.
Angelique Kerber: Tu stai sempre a domandare di Pennetta! (ride) Sempre! (ride) Ma va bene.


Giornalista: Lo sapevi che…
Angelique Kerber: …Pennetta? (scoppia a ridere assieme a tutta la sala stampa)

– Chiudiamo la nostra scorpacciata con un dolcetto, ce lo serve Novak Djokovic:

Giornalista: Quanto è affamato un lupo (come te) per Parigi?
Novak Djokovic: Molto affamato. Ma un lupo deve mangiare molti pasti differenti prima di arrivare a Parigi. Parigi è un dessert.

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Roland Garros: primi ottavi parigini per Pegula, ritiro Badosa per un infortunio al polpaccio. 17esima seconda settimana nei Major per Keys

Avanti Kasatkina prossima avversaria di Camila Giorgi. Fuori per ritiro la spagnola Badosa, a casa anche Cornet per problemi fisici. Agli ottavi si affronteranno Keys e Kudermetova, rispettivamente al quarto e al secondo ottavo di finale nello Slam francese

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Paula Badosa - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Continua l’ecatombe delle teste di serie nel tabellone femminile del Roland Garros 2022, delle 32 presentatesi ai nastri di partenza del torneo ne sono rimaste in gara solamente 11. Ma ciò che sorprende maggiormente non è tanto il numero in sé, seppur assolutamente rilevante, bensì la qualità delle regine che depongono la corona. Sabato, infatti, con l’allineamento del torneo agli ottavi di finale sono uscite di scena anche le forze numero 3 e 7 del seeding: Badosa e Sabalenka. Dopo l’eliminazione della bielorussa per mano di una scintillante Camila Giorgi, il ritiro a partita in corso della spagnola – che non riuscirà dunque ad eguagliare i quarti raggiunti la scorsa edizione – ha sancito che nel quarto round dello Slam parigino saranno presenti solamente due delle prime 11 teste di serie.

PEGULA LA PIU ALTA CLASSIFICATA NEL RANKING, RIMASTA IN CORSA, PER FRONTEGGIARE SWIATEK – Questo perché, oltre all’inarrestabile marcia della n. 1 Swiatek, – anche se nel suo terzo turno ha faticato più del previsto con la montenegrina Kovinic – Jessica Pegula (tds n. 11) ha superato la slovena e tds n. 24 Tamara Zidansek, (nel secondo incontro sul Campo 14, dopo il successo in quattro set di Rublev su Garin) che nel turno precedente ha potuto usufruire del walkover dell’egiziana Sherif, con lo score di 6-1 7-6(2) in quasi un’ora e mezza di gioco (1h29 per l’esattezza). La 28enne di Buffalo conferma, con l’ennesima ottima prestazione, la sua stagione positiva sulla terra battuta, che ha visto la statunitense centrare il traguardo più importante della sua carriera con l’ultimo atto conquistato nell’altura madrilena – che ha rappresentato per lei, la prima finale in un WTA 1000. La n. 11 del mondo si è qualificata per la prima volta al quarto turno del Major di Porte d’Auteuil, portandosi a casa un incontro dai risvolti diametralmente opposti nei due set. Il primo parziale è stato a senso unico in favore della figlia dell’imprenditore Terry Pegula, – proprietario delle franchigie dei Buffalo Bills della National Football League e dei Buffalo Sabres della National Hockey League, con un patrimonio stimato di circa 5 miliardi – che ha lasciato per strada un solo game, indirizzando inesorabilmente la frazione con uno sprint alla partenza da cinque giochi consecutivi. Il set sarebbe potuto essere ancora più rotondo, ma nel sesto game un calo di concentrazione di Jessica ha contribuito a mandare in frantumi tre set point permettendo così alla semifinalista dello scorso Open di Francia di evitare il bagel e di sbloccarsi in una sfida che fino ad allora l’aveva vista totalmente in balia dell’avversaria.

L’esito del parziale, però, non poteva essere messo in discussione viste le enormi difficoltà palesate dalla 24enne di Postumia e difatti Tamara nel game che segue si fa strappare il servizio per la quarta volta in altrettanti turni di battuta. Decretando così un 6-1 in mezz’ora, spaccata come un orologio svizzero, senza la minima discussione. Alla ripresa della contesa, il copione sembrava essere il medesimo del set inaugurale dopo il 3-0 di Pegula ad aprire le danze in men che non si dica. Invece, sul 3-1 la tennista newyorkese si distrae nuovamente come gli era già capitato quando aveva avuto la chance d’infliggere il bagel alla sua più giovane contendente. A questo punto il set prosegue sul sottile filo dell’equilibrio, con una sola palla break (per Zidansek) nei successivi 8 game. Si arriva così al tiebreak e anche nel jeu décisif, la n. 10 del seeding getta alle ortiche un vantaggio di 3-0 perdendo il servizio due volte di fila. Dopodiché però si scuote e vince i successivi quattro punti, ponendo fine al match. Tra le statistiche più rilevanti, da evidenziare il computo tra i vincenti e gli errori non forzati, nettamente favorevole all’americana (25/18 contro 16/31) con un +7 per lei ed un pesante -16 per la numero 25 del ranking. Un altro dato significativo è il rendimento del servizio, con il 63% di punti vinti con la prima per la tennista nordamericana e solo il 56% per la slovena, ma la vera differenza si è riscontrata sulla seconda: un perentorio 68% di trasformazione (17/25) a fronte di un misero 31%.

 

KUDERMETOVA APPROFITTA DEL PROBLEMA FISICO DI BADOSA – E’ invece durato soltanto un’ora e due minuti il terzo incontro di giornata sul Suzanne Lenglen tra la n. 4 delle classifiche, nonché n. 3 del tabellone Paula Badosa e la russa Veronika Kudermetova. Il primo set vinto 6-3 dalla tennista senza bandiera, a discapito di quello che potrebbe far pensare il punteggio c’è stata lotta vera con l’iberica che era partita meglio issandosi sul 2-0 e addirittura avendo a disposizione due break point per il 3-0 “pesante” in un game da 15 punti. La n. 29 WTA, salvatasi dallo spettro del 4-0, ha assestato una striscia, durissima da digerire per la spagnola, di 5 giochi a 1 con la quale ha messo le mani sul primo parziale. Sostanzialmente il match si è concluso qui, poiché dopo aver subito il break sull’1-1 del secondo set la campionessa dell’edizione ottombrina d’Indian Wells ha dovuto alzare bandiera bianca per via di un infortunio al polpaccio destro. Ricordiamo che con questo successo la 25enne di Kazan, si porta sul 4-2 nel bilancio degli scontri diretti. La russa infatti ha trionfato nei primi tre confronti diretti con l’ex n. 2 del mondo nativa di Manhattan; nel 2019 in California a livello di semifinale e replicando un anno dopo ad Abu Dhabi e in un altro penultimo atto sulla terra verde di Charleston. Poi però Badosa ha accorciato le distanze vincendo gli ultimi due H2H; (prima di oggi) prendendosi prima la rivincita nei quarti di finale del primo appuntamento del Sunshine Double del 2021 – dove Paula ha ottenuto il risultato più prestigioso della sua attività da professionista – e successivamente superandola nettamente qualche settimana fa in casa in quel di Madrid.

KEYS IN RIMONTA PER LA QUARTA VOLTA AGLI OTTAVI DI PARIGI – Ultimo terzo turno femminile di questa 126esima edizione del secondo Slam dell’anno, la sfida conclusiva del Day 7 sul Simonne Mathieu tra la tds n. 22 Madison Keys e la numero 16 Elena Rybakina. Scontro inedito tra le due giocatrici, che curiosamente hanno una classifica WTA che corrisponde al loro seed in questo torneo. Da una parte l’ex finalista dello Us Open 2017, che con il successo all’esordio su Kalinskaya ha posto fine ad una serie di cinque sconfitte consecutive contro Top 100 ed ha centrato la sua prima vittoria stagionale sul rosso. Dall’altra la kazaka, che proprio a Parigi lo scorso anno raggiunse il suo primo ottavo di finale in un torneo del Grande Slam e battendo Serena Williams divenne soltanto la terza tennista del suo Paese a qualificarsi per i quarti del Roland Garros. La 22enne di Mosca, naturalizzata kazaka, si è arresa per 3-6 6-1 7-6(3) in 2h11 e con il ko odierno ha purtroppo per lei confermato una certa tendenza negativa, che l’ha vista perdere 11 delle ultime 15 partite contro Top 50, di cui 7 delle ultime 8 sfide. L’ex n. 7 del mondo si è vista scippare il primo set, grazie al break maturato nell’ottavo gioco, nel quale si sono materializzate le prime opportunità in risposta del match. Al momento di chiudere il parziale in favore della n. 16 del tabellone, abbiamo assistito al game più combattuto del set, (15 punti giocati) dopo un’intera frazione nel segno dell’equilibrio e dei servizi, dove Elena ha dovuto fronteggiare tre palle del contro-break.

Annullate tutte e tre le occasioni, è riuscita a vincere il parziale al terzo set point. A questo punto parte la rimonta di Keys che annichilisce l’asiatica 6-1, ma poteva anche essere 6-0 – set ball cancellato da Rybakina nel sesto game – e trascina il duello alla frazione finale. Un terzo set bellissimo, molto emozionante con nessuna delle due protagoniste che vuole scoprirsi troppo per non commettere l’errore fatale. Una sola palla break sul 4-4 per l’ex n. 12 del mondo, che convertita l’avrebbe portata servire per il match. Non colta la chance, si giunge al tiebreak; l’esito finale più giusto di un match ricco di pathos. Al super tiebreak conclusivo s’impone Madison per 10 punti a 3, un dominio frutto del 6-0 di apertura del gioco decisivo che ha reso sostanzialmente vano l’equilibrio perdurato nel set. Con questa affermazione per la 17esima volta nella carriera Keys si guadagna la seconda settimana nei Major, in un bilancio complessivo dal 2015 che a questo punto degli Slam recita 17-5. A Parigi è riuscita a sfondare il muro del terzo turno in tre occasioni – esclusa quella odierna; le ultime nel 2018 quando giunse in semifinale e un anno più tardi quando invece si fermò nei quarti. A livello di numeri, meglio l’americana per prime scagliate in campo (74% contro 45%), speculare invece la percentuale sull’efficacia della prima palla: 76. Ma l’ex top ten a stelle e strisce ha delineato come fattore realmente differenziale della sfida; la capacità di fare la partita: 44 winners e 38 non forzati per lei a fronte di un -7 della n. 1 del Kazakistan (20/27).

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

Q. Zheng b. A. Cornet 6-0 3-0 rit. (Pellegrino Dell’Anno)

Qinwen Zheng non si ferma: dopo la sorprendente vittoria con Simona Halep (di mezzo anche l’attacco di panico della rumena), avanza al quarto turno superando la padrona di casa Alizè Cornet, costretta però al ritiro a inizio del secondo set. Il risultato finale è di 6-0 3-0, prima del forfait della francese, che aveva fatto sperare il pubblico dopo la bella vittoria al secondo turno contro Ostapenko, n.13 del seeding. I problemi della n.40 al mondo erano chiari già nel primo, non avendo vinto neanche un punto sulla prima della cinese, da parte sua brava tatticamente a usare ben 10 volte la smorzata per stancare la sua avversaria, che purtroppo nulla ha potuto contro i problemi fisici. E allora strada spianata ai giovani, verrebbe da dire: Zheng, classe 2002, all’esordio nello Slam rosso centra il quarto turno, prenotando soprattutto il posto dell’avversaria di Iga Swiatekla cannibale n.1 al mondo. Miracoli suoi e un po’ di fortuna finora per la n.77 al mondo, che se vorrà avere una flebile speranza contro la polacca dovrà attingere a piene mani da entrambi questi calderoni.

[20] D. Kasatkina b. S. Rogers 6-3 6-2

Non serve il ritiro dell’avversario invece a Daria Kasatkina, che prosegue l’ottimo momento di forma battendo senza neanche troppo sforzo 6-3 6-2 Shelby Rogers, giocatrice certo meno adatta alla superficie della russa. L’ex n.10 al mondo(qui già tra le migliori 8 quattro anni fa) fa la differenza sul servizio e sulla solidità. 72% di punti vinti con la prima e solo due palle break concesse a fronte di 11 (5 concretizzate), e soprattutto solo 7 errori non forzati, una miseria. Certo pochi i suoi 15 vincenti rispetto ai 28 dell’americana, che ha anche però regalato ben 41 punti, gettando lì la partita in pratica. Dunque vince e convince Daria Kasatkina, che al prossimo turno affronterà Camila Giorgi vittoriosa su Aryna Sabalenka, in una partita molto aperta, dove la russa, se aggiungerà un po’ di vincenti e qualche variazione alla solidità odierna, potrebbe anche essere leggermente favorita.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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ITF Grado, Cocciaretto in semifinale: “Sono venuta qui con l’obiettivo di migliorarmi” [ESCLUSIVA]

Semifinale raggiunta in Friuli con l’obiettivo Top100: “Devo ripartire da zero. Obiettivo fare più partite possibili”. In campo anche Errani

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Elisabetta Cocciaretto a Grado
Elisabetta Cocciaretto - Guadalajara 2021 (Foto Facebook Abierto Zapopan 2021)

L’attenzione degli appassionati di tennis è tutta concentrata su Parigi, dove il gotha del tennis femminile sta dando spettacolo, con molti colpi di scena, diverse teste di serie cadute e nomi nuovi che si stanno facendo luce. Tuttavia, per coloro che non sono rientrate tra le 128 elette del main draw dello slam parigino, il circuito ITF ha offerto una vasta possibilità di scelta con ben 12 tornei in contemporanea. I più importanti sono i due W60 in corso di svolgimento ad Orlando in Florida e il torneo italiano di Grado.

E proprio nel comune dell’Alto Adriatico, situato tra Trieste e Venezia brillano i colori italiani, con ben due nostre rappresentanti che hanno raggiunte le semifinali. Sara Errani, testa di serie numero 5 del tabellone, che ha sconfitta l’austriaca Haas ed Elisabetta Cocciaretto, testa di serie numero 4, che ha sconfitto la svizzera Waltert.

Al termine della sfida contro la numero 211 al mondo durata quasi due ore giocata in condizioni abbastanza complicate, Cocciaretto è stata intervistata dal nostro Massimo Gaiba: “C’era abbastanza vento, lei comunque è una giocatrice forte, serve bene, risponde bene, ha una palla abbastanza pesante quindi diciamo che ho avuto molti alti e bassi, però sono contento di aver vinto e di giocare un’altra partita”.

 

Cocciaretto, che ha abbandonato prematuramente Parigi dopo la sconfitta nel secondo turno di qualificazione contro la russa Selekhmeteva, ha scelto di giocare a Grado per trovare la giusta condizione: “Io sono venuta qui con l’obiettivo di migliorarmi, di fare più partite possibili e giocarne un’altra mi da l’opportunità di migliorare e giocare ancora, cosa che mi serve molto quest’anno”.

L’ultimo successo permetterà all’italiana, al momento numero 157 delle classifiche mondiali, di riprendere la cavalcata verso la top 100, fortemente penalizzata da una tendinopatia al ginocchio sinistro: “Sono stata ferma sette mesi, mi sono operata quindi devo ripartire da zero, per questo l’obiettivo è di fare più partite possibili.

Nella strada verso la finale Cocciaretto affronterà la slovena Jakupovic, numero 311 WTA ma con un best ranking al numero 69 datato novembre 2018. Nell’altra semifinale Errani affronterà la testa di serie numero 1 del torneo Ylena In-Albon.

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ATP

C’è Holger Rune in Danimarca (e questa sera anche a Parigi)

Il giovane danese, che stasera giocherà il terzo turno del Roland Garros contro Gaston, sarà in futuro il grande rivale di Alcaraz? Nell’attesa, una digressione sul tennis danese

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Holger Rune - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Secondo Shakespeare c’è del marcio in Danimarca, o almeno c’era quando scrisse “Amleto”.

A oltre 400 anni di distanza da quei giorni possiamo dire che nel presente e soprattutto nel futuro del regno di Danimarca c’è anche il tennis grazie a un ragazzo di 19 anni che fisicamente assomiglia così tanto al protagonista di Titanic, che se non avessimo visto più volte il film saremmo inclini a credere che Jack Crawford sia riemerso incolume dai fondali dell’Atlantico.

Ci riferiamo a Holger Vitus Nodskov Rune, numero 40 della classifica mondiale che questa sera scenderà in campo a Parigi per affrontare al terzo turno Hugo Gaston.

 

Sarà Rune il giocatore in grado di lanciare il guanto della sfida a Carlos Alcaraz e a dare vita nei prossimi lustri – magari in compagnia di Jannik Sinner e Lorenzo Musetti – a una saga all’altezza di quella a cui hanno dato vita Federer, Nadal, Djokovic e Murray negli ultimi 15 anni?

Ce lo auguriamo per il bene del tennis, ma per il momento a suo proposito ci sentiamo solo di dire che ci sembra un buon giocatore, dotato di notevole temperamento, che studia per diventare un campione.

E dove studia il giovane Holger? Studia nella piccola, civilissima nazione citata in apertura di articolo e abitata da sei milioni di anime, che nei secoli scorsi ha dato i natali a illustri letterati e filosofi, ma che è sempre stata parca di tennisti. 

Caroline Wozniacki – numero 1 del tennis femminile tra il 2010 e il 2012 – rappresenta la classica eccezione alla regola.

Ma cosa risponderebbe Rune a un novello Farinata degli Uberti che gli chiedesse: “chi fuor li maggiori tuoi?” o, per dirla in prosa, “chi furono i tuoi predecessori?”

Nonostante Rune non ce lo abbia chiesto ci prendiamo la libertà di rispondere in sua vece.

Holger Rune è il giocatore danese arrivato più in alto nella classifica del singolare da quando l’ATP la introdusse nel 1973.

Scorrendo a ritroso l’album di famiglia del tennis danese, subito dietro di lui ci imbattiamo in un nome che non ci suona nuovo, ovvero quello di Kenneth Carlsen (ma forse ci confondiamo con il Diavolo, al secolo Kent Carlsson) che nel giugno del 1993 sull’onda degli ottavi di finale raggiunti in Australia toccò la posizione numero 41.

Carlsen è il solo danese insieme a Rune –  a maggio vincitore a Monaco del suo primo torneo –  ad avere vinto tornei ATP e quello che sino ad oggi ne ha conquistati di più: 3.

Oltre a Rune e Carlsen gli unici tennisti danesi ad essere riusciti ad entrare tra le prime 100 posizioni mondiali in singolare sono stati Kristian Pless (65), Frederik Fetterlein (75) e un giocatore di cui parleremo in chiusura di articolo.

La Danimarca vanta però un giocatore che nella specialità del doppio nel 2012 vinse il torneo di Wimbledon, ovvero Frederick Nielsen.

Al trionfo di Frederick non poté assistere suo zio Kurt poiché era  morto l’anno precedente. E chissà quante emozioni e quanti ricordi avrebbero attraversato quel giorno il cuore di Kurt Nielsen nel vedere il nipote giocare sullo stesso campo in cui aveva disputato e perduto la finale del singolare nel 1953 e nel 1955, prima contro Vic Seixas e poi contro Tony Trabert.

Kurt Nielsen alla luce dei risultati è il tennista più forte che la Danimarca abbia mai avuto. Per restare ai quattro major, oltre alle finali di Wimbledon già citate, Nielsen arrivò una volta ai quarti dello US Open e 5 volte agli ottavi del Roland Garros.

Non disputò mai l’Australian Open e non volle mai unirsi al circuito dei professionisti.

Quasi altrettanto forte fu il mancino Jan Leschly che nel 1967 fu sconfitto da Clark Graebner nella semifinale dello US Open .

Avevamo promesso di citare in chiusura di articolo il nome del quinto danese capace di raggiungere la top 100 nell’era Open.

Fedeli alla promessa  sveliamo il suo nome: Torben Ulrich, che insieme al fratello Jorgen nei ricordi del nostro Direttore costituiva una coppia di hippy ante litteram.

Ulrich fu un campione di longevità tennistica; nel 1968 a 40 anni arrivò sino agli ottavi di finale degli US Open e a 45 suonati al numero 96 della classifica ATP.

Non è però questa la ragione per la quale lo abbiamo tenuto a guisa di dulcis in fundo, bensì perché è il padre di Lars Ulrich; Lars Ulrich è il fondatore e batterista di uno dei più importanti gruppi della scena rock mondiale degli ultimi 40 anni,  i “Metallica” e concittadino di Holger Rune: entrambi sono infatti nativi di Gentofte. 

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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