Challenger Bergamo, qualificazioni: eliminati tutti gli italiani, delusione da Sonego e Caruso

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Challenger Bergamo, qualificazioni: eliminati tutti gli italiani, delusione da Sonego e Caruso

I nostri lottano ma non basta, nessun italiano riesce ad approdare al turno decisivo per l’accesso al main draw dell’ATP Challenger di Bergamo che domani vedrà il turno decisivo delle quali e i primi match del tabellone principale

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Al palazzetto di Alzano e al centro sportivo “italcementi” di Bergamo (donata alla città nel 1964 dalla famiglia Pesenti) sono andate in scena le partite del secondo turno di qualificazioni del torneo Challenger di Bergamo: erano presenti 5 italiani, tutti sopraffatti dai loro avversari.

Il primo a scendere in campo è stato Roberto Marcora, che affrontava l’ostico bielorusso Zhyrmont, attuale numero 290 del mondo: nel primo set il break al terzo gioco spianava la strada al bielorusso che chiudeva 6-4 senza lasciare palle break a Marcora che più volte si lamentava della velocità della superficie. In effetti al servizio Zhyrmont era letteralmente ingiocabile. Il secondo set scorreva via veloce senza che i due tennisti perdessero mai la battuta con Marcora bravissimo ad annullare 4 palle brack al suo avversario con due ace e due servizi vincenti. Si arrivava così al tie-break dove l’italiano, allenato da Uros Vico, faceva valere la sua esperienza e si portava a casa la seconda partita. Tra il secondo ed il terzo set Marcora chiedeva il medical time out per un problema alla coscia e alla fine cedeva 6-3 non senza qualche rimpianto.

 Nel frattempo era sceso in campo Lorenzo Sonego protagonista il giorno precedente di un’ottima prestazione: purtroppo oggi il servizio del torinese attuale 373 del mondo non voleva funzionare e il suo avversario Jan Satral ne ha approfittato.

 

Solito lottatore Flavio Cipolla che dopo la maratona di ieri contro l’idolo casalingo Falgheri aveva un incontro per nulla facile contro il sempre sottovalutato Nils Langer: primo set al tie break terminato 12-10 per il tedesco, 227 della classifica ATP, e secondo set ancora combattutissimo chiuso 6-4 dal teutonico; Cipolla generoso ma ancora lontano dalla sua condizione ideale.

Anche Matteo Trevisan era sfavorito contro il francese Barrere ed anche lui ha lottato senza sfigurare ma purtroppo è uscito sconfitto da un incontro che sembrava alla sua portata, soprattutto quando nel primo set è andato a servire sul 5-4 in suo favore per poi subire il break e giocare (male) il tie break perso  7-3. Nel secondo set break decisivo del francese al terzo gioco e su una superficie tanto veloce non ci sono state più possibiltà per il nostro Trevisan.

La maggiore delusione a nostro parere è venuta da Salvatore Caruso, opposto all’austriaco Neuchrist: vinto il primo set 6-4 approfittando giustamente del break in apertura, “Salvo” sembrava diretto verso una vittoria tranquilla quando un doppio fallo nel sesto gioco della seconda frazione ha aperto una “falla” nella testa del siciliano. Da lì l’incontro ha preso una piega diversa, l’autostima dell’austriaco è salita e quella del nostro Caruso invece è scesa. Bravo il siciliano a recuperare il break ma quando è andato a servire per il 5-5 si è spenta la luce e qualche errore di troppo (oltre ad un doppio fallo sul 40-30…) hanno dato il set all’austriaco, 159 delle ultime classifiche mondiali. Il terzo set è stato uno scempio, perso 0-6 da Caruso, complice anche un infortunio a metà set (si vedeva Salvo toccarsi la schiena ripetutamente). Il 23enne di Avola è piaciuto a molti, perché è un ragazzo umile ma determinato, sempre sorridente e disponibile e siamo sicuri che da queste sconfitte saprà trarre i migliori insegnamenti: ora è 252 del mondo ma si può pensare che proseguendo su questa strada arriverà presto a conquistare il main draw degli slam che è il suo vero obiettivo.

Negli altri incontri particolare impressione ha destato il redivivo Andreas Beck che è sembrato in grande condizione e quindi si propone come un possibile outsider qualora dovesse riuscire a superare le quali.

Risultati:
A. Beck b. C. Garin 6-1 6-1
D. Zhyrmont b. [6] R. Marcora 6-4 6-7(5) 6-3
[4] N. Langer b. F. Cipolla 7-6(10) 6-4
M. Neuchrist b. [7] S. Caruso 4-6 6-4 6-0
J. Hernych b. N. Metkic 7-5 6-1
[3] J. Satral b. L. Sonego 6-2 6-2
M. Marterer b [WC] V. Galovic 5-7 6-2 6-4
G. Barrere b. M. Trevisan 7-6(3) 6-4

 

Alessandro Zijno

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Australian Open

Australian Open: Tsitsipas in controllo. Kyrgios-show, Auger-Aliassime al quinto

Il greco supera Ymer senza strafare, Nick serve alla grande anche in tweener. Felix esce alla distanza su Ruusuvuori, fuori Humbert con Gasquet

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Stefanos Tsitsipas - Australian Open 2022 (Instagram - @australianopen)
Stefanos Tsitsipas - Australian Open 2022 (Instagram - @australianopen)

Terzo incontro dell’anno e anche terzo dopo l’intervento al gomito per Stefanos Tsitsipas che supera per 6-2 6-4 6-3 Mikael Ymer, n. 86 ATP. Stefanos ha dato l’impressione di non spingere sempre al massimo, ma si è sempre dimostrato pronto quando gli si presentava l’opportunità; dopotutto, la differenza tra i due in termini di livello di crociera e di concretezza sui punti che contano è quella suggerito dalla classifica.

Partenza con Tsitsipas che mette la testa avanti già al terzo game e allunga fino al 5-1; dritto greco difficilmente gestibile da Ymer che ci mette anche qualche errore di suo. Un paio di scambi di break nella prima metà della seconda partita, poi Stefanos piazza quello decisivo sul 4 pari, in un gioco in cui Mikael era partito bene, ma poi si è inguaiato con il quarto doppio fallo seguito da un errore davvero gratuito in uno scambio in cercava solo di tenere la palla alta e profonda. Un unforced che replicherà sul 30-40, dopo che il n. 4 del mondo, sentito l’odore del sangue, ha attuato il suo schema preferito: manovra con lo sventaglio, affondo con l’inside-in e chiusura a rete. Durante il cambio campo, Ymer, testa sotto l’asciugamano, si percuote violentemente il volto e piazza un paio di bei punti nel successivo game di risposta, ma Tsitsipas si affida al servizio per uscire dalla situazione e, infine aiutato dal puntuale errore grossolano dell’avversario al sicuro il parziale. Sempre efficace a rete, Stefanos accelera sull’1 pari, anche se poi Ymer non scompare definitivamente dal campo, collezionando anzi ben nove opportunità di rientrare nell’arco di due game, mentre il dritto di Tsitsipas concede qualcosa di troppo. Quando anche l’ultima delle occasioni rimane tale, Mikael si fa definitivamente da parte. Di sicuro non è al massimo, ma è ancora troppo presto per una valutazione sull’effettivo stato di forma e di salute del ventitreenne di Atene che, al prossimo turno, dovrà vedersela con l’argentino Sebastian Baez, vincitore al quinto su Ramos-Viñolas.

Spostandoci sugli altri incontri, ottima nella sua spensierata facilità la vittoria di Nick Kyrgios sul qualificato inglese Liam Broady. Percentuali al servizio altissime con anche 26 ace per Nick – o, per dirla con le sue parole a Jim Courier dopo il match. “I served f***ing well today. Forte di un servizio in serata di grazia, rimaneva volentieri nello scambio a palleggiare sornione per poi piazzare l’accelerazione vincente. Al suo primo incontro dopo la Laver Cup di settembre e la recentissima positività al Covid, Kyrgios si è divertito su una John Cain Arena (“non so cosa abbia fatto a questo pubblico, ma stasera siete uno zoo” commenterà alla fine). D’altronde, se al primo game dopo un ace a 220 km/h sfoderi un servizio in tweener, incassando pure la risposta sbagliata, dai un segnale piuttosto netto di come hai intenzione di impostare lo show. Uno show in cui Broady non ha disdegnato il ruolo di spalla, condividendo genuini sorrisi negli inevitabili siparietti del classe 1995 di Canberra. Celebrazione della vittoria alla Cristiano Ronaldo, un giorno per godersi il rientro, poi dovrà vedersela con Daniil Medvedev, che ha battuto nelle due precedenti sfide del 2019.

Si ritrova sotto 2 set a 1 uno incassando pure un bagel nel secondo, ma il numero 9 del seeding Felix Auger-Aliassime recupera e chiude 6-4 al quinto contro Emil Ruusuvuori, troppo falloso e poco efficace nel parziale decisivo. Break fatale sul 2 pari, con FAA in chiara superiorità atletica. Al secondo turno c’è Alejandro Davidovich Fokina, vincitore in tre set su Bolt.

Si impongono al quinto anche Maxime Cressy su John Isner e Arthur Rinderknech su Alexei Popyrin. Da segnalare le vittorie in quattro set di Richard Gasquet ai danni di Ugo Humbert e dell’interessante wild card di Sydney Christopher O’Connell contro Hugo Gaston.

Qui il tabellone aggiornato dell’Australian Open 2022

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Australian Open

Australian Open, Musetti: “Con De Minaur troppi alti e bassi, non mi spiego perchè”

L’azzurro sottolinea in conferenza stampa: “Il problema è mentale, non tecnico. Il futuro? Da qui alla terra rossa giocherò solo sul veloce”

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Lorenzo Musetti - ATP Sofia 2021 (ph. Ivan Mrankov)

Lorenzo Musetti saluta l’Australian Open 2022 al primo turno, dopo la sconfitta in quattro set rimediata contro il beniamino di casa Alex De Minaur (qui la cronaca del match). Dopo la partita, il tennista azzurro si è sottoposto alle domande dei media collegati in conferenza stampa.

Quali sono state le difficoltà? Come mai tanti alti e bassi? (domanda di Ubaldo Scanagatta)

“Non dipende dall’avversario, ma da me. Anche io non me lo spiego. Ne abbiamo parlato con il mio team. Avevo percepito questo problema anche ad Adelaide: ero riuscito a ribaltare la partita contro Daniel, che stava giocando bene, avevo la partita in mano ma me la sono fatta sfuggire, come nel secondo set oggi. Credo di aver colpito bene la palla ma anche io mi accorgo che ci sono troppi alti e bassi che purtroppo a questo livello non ti vengono concessi, soprattutto da un De Minaur che concede molto poco sempre e soprattutto quando gioca in Australia. Sapevo sarebbe stata una partita difficile. L’avevo impostata bene, perché quando ero connesso ed energetico lui faceva fatica. C’è rammarico, anche io sono dispiaciuto per non riuscire a tenere questo ritmo per più tempo. Questo è il miglioramento più grosso che devo fare, parte dall’allenamento e parte già da domani”.

 

Rispetto a un tempo, cerchi di anticipare di più, di non essere ricacciato fuori dal campo. Il processo di crescita passa da qui? (domanda di Ubaldo Scanagatta)

“Sì. Questo è qualcosa che non centra tanto con il discorso di prima, è più un discorso tecnico. Ad esempio in risposta, devo dire che ho quasi sempre fatto bene. Tante volte mi sono ritrovato a far fatica a rispondere, specie su superfici rapide, come contro Daniel ad Adelaide. Oggi invece mi sono trovato bene; non posso dire che la risposta sia stata un problema. I miglioramenti ci sono stati, anche fisicamente stavo bene, non ho avuto problemi alla spalla. Ora devo imparare cosa mi è mancato: serve avere la costanza di tenere il livello alto”.

Dopo il primo set ti sei irrigidito per la tensione? (domanda di Lorenzo Ercoli de Il Tennis Italiano)

“No. Ovviamente mi ero reso conto che stavo giocando bene e che avevo vinto un gran primo set contro un avversario che aveva iniziato molto bene, brekkandomi per merito suo e non per errori miei. Sono stato bravo io a ribaltare la situazione e il set poi aveva preso una bella piega. Per quel che è successo poi non parlerei di tensione, ma di difficoltà a tenere il focus centrato per tutti i punti. Sono calato di intensità e di energia. Quando succede si vede subito da servizio e diritto. E il rovescio è il colpo che mi riesce meglio, ma anche quello in quei momenti diventa un colpo interlocutorio e non più incisivo. A un giocatore come De Minaur, poi, per fargli un punto devi sparargli nelle gambe… Però questi cali di tensione succedono troppo spesso”.

La decisione finale sulla racchetta in quanto tempo è arrivata, dopo le Next Gen Finals? (domanda di Lorenzo Ercoli de Il Tennis Italiano – durante il torneo tenutosi a Milano Lorenzo aveva alternato due telai diversi, ndr).

“Ho avuto modo di aggiustare alcuni dettagli rispetto a quella che usavo a Milano. Ora è più simile a quella che usavo prima. Mi ci trovo bene, non è sicuramente colpa della racchetta se perdo partite del genere, è colpa di Lorenzo e basta”.

Quali sono gli obiettivi della stagione? Hai scelto di giocare indoor, ma hai dei punti da difendere, è una decisione improntata al lungo termine? (domanda di Lorenzo Ercoli de Il Tennis Italiano)

“All’inizio l’idea era quella di giocare in Sudamerica, nel mio habitat naturale che è la terra rossa. Ripensandoci, abbiamo deciso che cercare di migliorare sul rapido è un investimento da fare. Ad Acapulco, a Miami e in altri tornei ho dimostrato di poter giocare bene anche sul veloce, quindi è questione di fare esperienza. Dopo questo torneo andiamo a Pune, poi vedremo per Rotterdam, dipende se entro in tabellone o meno, poi sicuramente Doha e Dubai, poi la Coppa Davis, dopodiché Indian Wells e Miami prima della terra. Si tratta di un investimento che abbiamo deciso di fare; se perdo punti, pazienza”.

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Dove potrà giocare Novak Djokovic nel 2022?

Indian Wells e Miami richiedono obbligatoriamente il vaccino, ma ci sono altri tornei dove le regole sono diverse. Agli Internazionali di Roma, per esempio

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Novak Djokovic - Wimbledon 2021 (via Twitter, @Wimbledon)

Dopo la débâcle australiana, quale sarà il futuro prossimo di Novak Djokovic? Intanto nella giornata di ieri sono arrivate notizie non confortanti per lui dalla Francia per quanto riguarda un’eventuale partecipazione al Roland Garros. Nonostante la ministra francese dello sport Roxana Maracineanu la settimana scorsa avesse dichiarato che ci sarebbero stati protocolli speciali (come le bolle) per gli atleti non vaccinati nei prossimi eventi sportivi, negli ultimi giorni invece è stato adottato il pass vaccinale, che verrà applicato anche alle grandi competizioni, tra cui il Roland Garros. Comunque, la decisione definitiva è ancora al vaglio dal Consiglio Costituzionale francese. Ricordiamo che attualmente in Francia vige il pass sanitario, il quale può essere ottenuto anche dai non vaccinati se dimostrano di essere guariti dal Covid da più di undici giorni e meno di sei mesi. Ma che ne sarà dei tornei che si svolgeranno prima del Major francese?

Secondo quanto viene riportato da La Gazzetta dello Sport, Nole dovrebbe poter partecipare ai seguenti tornei:

  • Dubai, a febbraio, per il quale serve un tampone negativo e non c’è obbligo di quarantena
  • Montecarlo, per il quale è necessario il vaccino o la guarigione dal Covid-19 entro i sei mesi
  • Madrid, stesso discorso del Principato
  • Roma, per il medesimo principio. Sergio Palmieri, direttore dell’ATP di Roma, per quanto riguarda Djokovic, ha dichiarato che “dipende innanzitutto da lui. Se si iscrive, noi dobbiamo stare alle regole. Se arrivano giocatori in regola, non abbiamo nessun motivo per non accettarli”.
  • Infine, Nole potrà scendere in campo anche nel suo giardino, al Serbia Open di Belgrado, per il quale sono necessari, di nuovo, o il vaccino o la guarigione negli ultimi sei mesi.

Semaforo rosso invece nei Masters 1000 americani. Per gareggiare a Indian Wells e Miami il ciclo vaccinale completo è obbligatorio, ed è probabile che rimanga tale anche per lo swing estivo che comprende Cincinnati e lo US Open.

 

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