Coppa Davis: superlativo Rosol, Zverev e Germania KO. Isner elimina l'Australia, Coric il Belgio

Coppa Davis

Coppa Davis: superlativo Rosol, Zverev e Germania KO. Isner elimina l’Australia, Coric il Belgio

Il ritiro di Thomas Berdych non basta a fermare la Repubblica Ceca. Ad Hannover Lucas Rosol lascia la miseria di sei game ad Alexander Zverev e chiude i conti. Nei quarti la rivincita della semifinale del 2014 contro la Francia

Pubblicato

il

 
 

Coppa Davis, ottavi di finale

GERMANIA – REPUBBLICA CECA 2-3 (Tommaso Voto)

P. Kohlschreiber b.  T. Berdych 6-3 7-5 RIT

 

Ad Hannover, davanti ad un pubblico caloroso e partecipativo,  Kohlschreiber approfitta del ritiro del ceco Berdych e porta la sfida tra la Germania e la Repubblica Ceca in parità. Sarà l’ultimo singolare a decretare chi tra le due nazionali affronterà la Francia nei quarti di Davis Cup.
Il tedesco ha sicuramente meritato, anche perché era avanti due set a zero (prima del ritiro di Berdych), ma la partita è stata comunque influenzata dal problema alla coscia del ceco. Ora veniamo alla cronaca del match, che è stato comunque ben giocato da Philipp, che ha resistito alla reazione emotiva del n.7 del mondo, che soprattutto nel primo parziale, poteva controbrekkare, ma ha sempre mancato il colpo del ko.
Dopo qualche minuto di studio, Tomas subisce il break nel quinto gioco, in cui Philipp riesce a rispondere ed a controllare lo scambio da fondo. Il ceco chiama un medical time out immediato, in cui si fa controllare il muscolo della coscia destra, che viene opportunamente trattato dal fisioterapista. L’intervento medico aiuta Berdych che avrebbe subito l’occasione di riportarsi in parità  ma il tedesco é attento a neutralizzare la minaccia. Kohlschreiber esce indenne anche dall’ottavo gioco, in cui Tomas ha due chance di controbreak, ma commette qualche errore di troppo da fondo. Il pubblico inizia a credere nella possibilità reale di portare la sfida all’ultimo match, Kohlschreiber si aggiudica il primo set con il punteggio di 6-3, ma é consapevole che la strada per la vittoria finale é ancora lunga, anche perché il ceco ha dimostrato di saper trovare risorse inaspettate durante le difficoltà.

Il secondo parziale é  poco entusiasmante, ma al terzo set point Berdych capitola e poi decide che non è più in grado di continuare e alza bandiera bianca.

 

L. Rosol b. A. Zverev 6-2 6-3 6-1 (Vanni Gibertini)

È uno di quei giorni. Quei giorni nei quali a Lukas Rosol riesce di giocare come un top-15, nei quali la palla lascia la racchetta pulita, veloce, imprendibile. Nel match più importante del weekend, e della storia recente della carriera di Rosol, il ceco porta a casa il punto decisivo con una straordinaria prestazione, regolando in 1 ora e 38 minuti un Alexander Zverev che ha attraversato tutti gli stadi del dolore: diniego, rabbia, depressione, accettazione. Una racchetta rotta, urla, pugnetti ed una preoccupante quantità di “challenge” andati a vuoto (se Zverev continua così, Federer avrà pane per i suoi denti in futuro da questo punto di vista) non sono bastati a controbilanciare la giornata di grazia di Rosol e soprattutto i 36 errori gratuiti (contro i solamente 11 vincenti) che hanno presto sepolto le sue velleità di vittoria.

Il match è stato segnato dalla striscia di sette giochi consecutivi che Rosol ha messo a segno tra la fine del primo parziale e l’inizio del secondo: dal 2-2 si è passati al 6-2, 3-0 per il ceco, che non è mai stato in svantaggio nel punteggio se non per pochi minuti all’inizio del terzo set. La striscia è stata scavata da una strategia di gioco accorta ed efficace, condita da servizi sempre molto incisivi, principalmente a traiettoria esterna, per aprire il campo alle conclusioni offensive. Durante gli scambi Rosol ha insistito soprattutto sulla diagonale rovescia, creando angoli molto acuti per buttare sempre più fuori dal campo il giovane tedesco, troppo distante dalla linea di fondo per poter dettare le sue trame offensive. Sull’1-4 nel secondo parziale, Zverev abbozza un tentativo di serve and volley, respinto con perdite da Rosol, annulla una palla dell’1-5, che avrebbe reso la sconfitta ancora più pesante di quanto non sia stata, ma si tratta solo di ritardare l’inevitabile. Un primo set point per Rosol arriva sul 5-2, ma se ne va per un diritto lungo; tuttavia nel gioco seguente il ceco è implacabile, continua con il suo stillicidio di servizi esterni e di millimetriche palle corte, mascherate in maniera superba, ed in 1 ora e 11 minuti il punteggio è di 2 set a zero per la Repubblica Ceca.

In apertura di terzo parziale Zverev va subito sotto 0-40, ma cinque punti consecutivi (tra cui 3 errori non forzati di Rosol) gli regalano il primo vantaggio nel match. Vantaggio che rimarrà anche unico, perché nonostante parecchi game ai vantaggi (tutti su servizio Zverev), il tedesco non trova mai lo spunto decisivo per muovere il punteggio, e finisce per soccombere all’avversario sempre più in fiducia. Game simbolo del match quello sull’1-3, quando dal 40-30 Zverev commette tre errori gratuiti che più gratuiti non si può e concede un altro break che ha il sapore della resa.

La Repubblica Ceca esce quindi vincitrice da questa pericolosa trasferta di Hannover ed avanza ai quarti di finale in programma il prossimo luglio che li vedrà affrontare in casa la Francia.

 

BELGIO-CROAZIA 2-3 (Valerio Vignoli)

D. Goffin b. M.Cilic 6-4 6-4 3-6 7-5

David Goffin, nonostante qualche ingenuità di troppo, supera dopo 4 set e oltre 3 pre di gioco nel primo scontro diretto in carriera un Marin Cilic in condizione fisica non ottimale, rimandando l’esito del tie al quinto incontro

Partenza sprint per il 25enne belga che, grazie ad una splendida risposta lungolinea di rovescio, ottiene subito il break. Goffin non riesce però a consolidare il vantaggio, perdendo a 30 il proprio turno di servizio su un rovescio incrociato in corridoio. Per sua fortuna Cilic, come già successo nel singolare contro Coppejans, comincia il match con il freno a mano tirato e si fa breakkare nuovamente nel terzo gioco. Goffin prende il largo e, dopo aver sofferto nel settimo gioco, concedendo al nativo di Medjugorje una palla break, si procura un set point in risposta sul 5 a 3. Il tennista vallone non sfrutta quest’occasione ma si rifa prontamente nel game successivo, chiudendo il parziale per 6-4.

Nemmeno lo svantaggio di un set riesce a scuotere Cilic dal suo torpore. Il croato sembra ancora molto scarico e, stranamente, continua a soffrire sul proprio servizio. L’inevitabile break ai suoi danni arriva sul 1 pari dopo un orribile dritto scagliato abbondantemente fuori dal campo. Il vincitore degli US Open 2014 fatica ancora alla battuta, affrontando altre 3 palle break nel quinto gioco, ma riesce a non affondare nel punteggio. Dall’altra parte della rete c’è però un Goffin estremamente determinato che con un preciso dritto inside-out mette in cassaforte anche il secondo set con lo stesso punteggio del precedente.

Il terzo si apre con Cilic ancora alle spalle al muro sul proprio servizio, sotto 0-40. Il 27enne croato però rimane con coraggio e costanza aggrappato al match in uno dei giochi più lunghi. Goffin ha un paio di chance di break anche sul 1 pari ma pecca di cinismo e tiene in partita l’avversario. Non contento di aver salvato un moribondo Cilic, il piccolo belga, sotto 3 a 2, con ben 3 doppi falli regala letteralmente un turno di battuta durato 14 punti. Il n.12 del ranking ATP, con ben pochi meriti se non quello di continuare a crederci, scappa e vince il parziale per 6-3, rimettendo in discussione un incontro che sembrava destinato a terminare in tempi brevi.

Il quarto set si trasforma in un vero e proprio thriller. Cilic è sicuramente molto più stanco ma Goffin non riesce ad uccidere la partita. Nel cambio di campo sul 4 a 3 per Goffin il pubblico della Country Hall du Sart-Tilman e il capitano belga Joahn Van Herck incitano il loro pupillo a compiere l’allungo decisivo. Goffin reagisce all’incoraggiamento mettendo a segno il break che lo manda a servire per il match. Con un piede dentro la fossa Cilic però tira fuori la forza della disperazione e prolunga un incontro che comincia ad assumere contorni drammatici per Goffin. Ma il croato non ha le forze per portare a termine un’epica rimonta e, sotto 6 a 5, con un doppio fallo cede le armi ad un Goffin che può finalmente tirare un sospiro di sollievo.

 

B. Coric b. K. Coppejans 7-6(5) 6-2 6-2

La Croazia espugna Liegi ed elimina i vice-campioni del 2015 grazie alla netta affermazione in tre set della sua giovane stella Borna Coric sul belga Kimmer Coppejans. Coric ha dimostrato personalità e solidità contro un avversario chiaramente più debole ma che ha dato fondo a tutte le sue energie. Cilic e compagni nei quarti di finale sono attesi da una trasferta impegnativa ma non impossibile contro gli Stati Uniti.

Primo set molto equilibrato nel gioco e nel punteggio. Coric sembra ovviamente avere qualcosa in più in termini di colpi e consistenza ma non sfonda e, anzi, ogni tanto subisce i contrattacchi di un Coppejans per nulla intimorito nell’affrontare una situazione alla quale non è certo abituato, lui che di solito frequenta i tornei Challenger. Il teen-ager di Zagabria ha una palla break nel secondo gioco ma da lì in poi il parziale segue i turni di servizio. Si approda dunque al tiebreak dove Coric si trasforma un muro di gomma, involandosi sul 3 a 0. Ma Coppejans risale la china riportandosi per 4 a 4. Sul 5 pari il 22enne fiammingo forza però un dritto a sventaglio che finisce fuori e, nel punto successivo, sbaglia ancora con lo stesso colpo, cedendo così il tiebreak al suo avversario.

Per Coppejans, n.122 del ranking ATP, era cruciale vincere il primo set, partendo da sfavorito. Il belga infatti nel secondo accusa prevedibilmente il colpo, subendo il break prima nel terzo gioco e poi nel quinto, complice anche un Coric molto più consistente. L’astro nascente del tennis croato chiude agevolmente il parziale per 6-2 con un perfetto serve & volley, quasi a dimostrare il suo passaporto tecnico balcanico.

Coppejans ormai è in rottura prolungata. Coric, che aveva perso un paio di volte contro il belga a livello giovanile, non ha pietà del proprio avversario e gli toglie il servizio altre due volte: prima nel terzo e poi nel settimo gioco, andando a servire per il match. Il soldato Borna completa la missione con un ace dopo poco più di due ore di gioco e sfoga la sua soddisfazione con un urlo liberatorio.

 

AUSTRALIA – USA 1-3 (da Melbourne, il nostro inviato Robbie Cappuccio)

J. Isner b. B. Tomic 6-4 6-4 5-7 7-6(4)

Avrebbe potuto essere la resurrezione per l’Australia, con la possibilità di portare gli Stati Uniti all’incontro decisivo (e con Hewitt forse di nuovo in campo a salvar la patria), invece Isner sfodera una prestazione senza macchia e il un servizio formidabile contro un Tomic svogliato (“he was playing possum” – “sembrava un po’ il bell’addormentato durante il riscaldamento” dice Isner in conferenza stampa) che ha mostrato intensità solo in un paio di giochi. Isner è stato sempre in controllo sul suo servizio e ha colto ogni opportunità sulle palle piatte morbide di Tomic, il quale – prima sul campo, poi in conferenza stampa – accusa Kyrgios di aver finto la malattia e dice che se il 20enne di Canberra giocherà a Indian Wells, perderà il suo rispetto.

Una bella domenica di sole a Melbourne e condizioni ideali per una partita di tennis con una temperatura di circa30°C; gli spalti del campo centrale al Kooyong Lawn Tennis club sono gremiti, nella speranza di una rimonta degli australiani, che sono sotto 1-2 dopo il doppio di ieri. La posta in gioco è alta e la folla ha risposto splendidamente riempiendo tutti i posti a Kooyong. I Fanatics cantano a squarciagola ispirando il resto degli spettatori. Pochi minuti dopo le 11:00 inizia l’incontro, con Isner che cerca di ottenere il punto decisivo contro Tomic per dare agli USA la vittoria.

Inizia Tomic, servendo bene, seguito da Isner che serve ancora meglio. Tomic è un giocatore da fondocampo, ma invence è Isner a vincere gli scambi di media lunghezza, approfittando del rovescio slice molto lento e non efficace di Tomic per poi attaccarlo con il dritto a uscire e chiudendo con una volè. Sul 2-2 Tomic è sul 40-15, ma poi si trova ad afffrontare una balla break, che l’americano converte con il solito attacco sul rovescio di Tomic rovescio e una facile volé di diritto. Si tratta in pratica di un set point. Isner continua a servire brillantemente con il 72% di prime, ace (10 per lui nel primo set) che viaggiano a 247 chilometri all’ora e kick serve sulla seconda di servizio, lasciando solo 2 punti a Tomic sul suo servizio nel primo set. La palla di Tomic è generalmente piatta e morbida, dando Isner molte opportunità di muoversi sul dritto e mettere pressione sull’australiano. Sul 5-4, Isner sale 40-0 e converte il primo set point, per un 6-4 finale in meno di mezz’ora.

Il secondo set scorre in maniera simile, con Tomic sempre più fermo sulle gambe che manda vari rovesci larghi. Il famigerato 7° gioco è la chiave del set: Isner ha appena cambiato la sua racchetta, e passa Tomic con un gran passante dritto lungo la linea, e un attacco vincente che lo porta a 0-30 e poi 15-40. I primi 2 break point sono salvati da un servizio di Tomic e un errore non forza di diritto di Isner. Tomic è molto rigido sulle sue gambe e viene sorpreso da una risposta sui piedi. Un doppio fallo poi dà all’americano un terzo break point, che viene salvato, ma è solo una questione di tempo e Tomic nuovamente fermo sulle gambe invia un rovescio facile facile in rete. Gli USA conducono 4-3 e 2 minuti dopo 5-3 grazie ad un ace su seconda di servizio (sempre un kick serve) di Isner, che poi prende il set 6-4 con un errore banale di Tomic sotto rete, degno più di una mia partita di tennis amatoriale, che del World Group di Coppa Davis. Finora un totale di cinque punti per Tomic sul servizio di Isnerin due set.

Nulla cambia sostanzialmente nel terzo set, nonostante i Fanatics che cantano “Eye of the Tiger” (ve lo ricordate Rocky III?) ad ogni punto conquistato dall’australiano. Tomic non mette alcuna pressione ad Isner sulla risposta al servizio. Il suo linguaggio del corpo suggerisce che avrebbe preferito essere da qualsiasi altra parte piuttosto che su un campo da tennis, e durante un cambio di campo sbotta con Hewitt “E’ la seconda volta che [Kyrgios] fa finta, sta là seduto a Canberra. Col ca##o che è malato“. Non vedo l’ora di leggere la risposta di Nick su Twitter. L’incidente viene ovvviamente discusso durante la conferenza stampa con la Tomic che conferma la sua posizione, soprattutto dopo aver parlato con Kyrgios al telefono subito dopo la partita “Mi ha detto che è ancora malato, ma starà meglio domani e giocherà a Indian Wells. Se gioca Indian Wells perderà un sacco del mio rispetto […] è la stessa situazione che è successa l’anno scorso […] ” Hewitt invece non ha dubbi “abbiamo avuto un fitness check giovedì mattina e non era in forma, non in grado di giocare”.

Tomic riesce in qualche modo a tenere il servizio e portarsi sul 6-5. Poi improvvisamente si trova avanti 40-30: non solo è la sua prima palla break, ma anche un set point. Isner salva con il servizio seguito da un drittone vincente. Finalmente si può vedere intensità negli occhi di Tomic. L’australiano ottiene un altro paio di set point, salvati – indovinate un po’ – da ace. O c’è qualcosa di sbagliato nel rilevatore di velocita o Isner ha servito a 253 km / h (16 ace solo in questo set). Tuttavia, un passante lungo linea di rovescio dà l’australiano il set point numero 5 che viene finalmente trasformato grazie ad un dritto in rete di Isner. 7-5 Tomic e la partita è inaspettatamente riaperta. Tomic ha fatto più punti sul servizio di Isner in questo gioco che in tutti i giochi precedenti messi insieme.

Tomic ora mostra fiducia in se stesso e tiene il servizio a zero per due volte consecutive, ma Isner continua a servire straordinariamente bene e spinge dalla linea di fondo nei (pochi) casi in cui Tomic riesce a rispondere. La tensione aumenta e il centrale esplode ad ogni punto di Tomic. Siamo sul 4-4 con 41 aces di Isner finora e il 74% di prime. Isner però non è così in palla come prima, quando risponde ad un servizio di Tomic che è spesso lento (darà la colpa al dolore al polso), ma molto tagliato, che scivola via sull’erba (un totale di 15 ace per lui in questo incontro). Siamo alla stessa situazione del set precedente, con Isner che serve per rimanere nel set. Questa volta però sfodera 3 ace consecutivi e poi tiene il servizio portanto Tomic ad un drammatico tie-break che potrebbe significare l’incontro.

Tomic inizia con un ace, seguito da un dritto incrociato vincente e conquista un mini-break: 2-0. Sul 3-1 Isner fa il contro-break. E’ il momento decisivo: l’americano consolida con l’ace n. 48 e un servizio vincente. Nell’unico vero scambio del tie-break un rimbalzo balordo sull’erba fa perdere il ritmo a Tomic che commette un errore non forzato e dà Stati Uniti d’America il mini-break 4-5. Isner poi serve un ace, ma la macchina del net fischia … una replica del precedente servizio, che Tomic può solo toccare ma non controllare, manda gli USA 6-4: match point. E indovina un pò? Isner chiude con un ace (n.49), per un punteggio finale di 6-4, 6-4, 5-7, 7-6 in 2:15 e 3-1 per gli USA.

Isner è stato assolutamente impressionante sul servizio con 49 ace, 76% di prime, ma la chiave è stata la percentuale di punti vinti sulla seconda di servizio: 68% per Isner, solo il 56% per Tomic, che non è mai stato in grado di mettere pressione sull’americano in risposta, a parte il 12° gioco del terzo set, ed ha mostrato una mancanza di energia, mobilità e spirito combattivo per almeno 2 set e mezzo. Ora non ci resta che aspettare gli strascichi della polemica sollevata da Tomic.

Continua a leggere
Commenti

Coppa Davis

Coppa Davis, i convocati delle 16 partecipanti: Djokovic c’è, Alcaraz guida la Spagna in assenza di Nadal. Torna Zverev

Il tedesco è pronto a rientrare dopo l’infortunio subito al Roland Garros. Tra i campioni Slam presenti anche Marin Cilic (nel girone con l’Italia) e Andy Murray

Pubblicato

il

Novak Djokovic - Finali Coppa Davis 2021 Madrid (Photo by Diego Souto / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Tra poco meno di un mese inizierà la fase a gironi della Davis Cup by Rakuten Finals 2022, in programma da martedì 13 a domenica 18 settembre. Le sedi saranno quattro, una per girone: la Unipol Arena di Bologna (Girone A), il Pabellón Municipal Fuente de San Luis di Valencia (Girone B), la Am Rothenbaum di Amburgo (Girone C) e la Emirates Arena di Glasgow (Girone D).

In ogni gruppo avanzeranno le prime due classificate, che approderanno alla Final 8 in programma a Malaga a fine stagione, dal 22 al 27 novembre. L’Italia ha già reso noti i 5 azzurri che saranno a Bologna e così hanno fatto le altre 15 federazioni. Vediamo nel dettaglio la situazione girone per girone.

Girone A: Italia, Croazia, Argentina, Svezia

Il Gruppo A è quello dell’Italia che, oltre ai cinque ragazzi scelti da Filippo Volandri, vede presenti anche la pericolosa Croazia di Marin Cilic (e degli ex numero 1 di doppio Mektic/Pavic), l’Argentina di Diego Schwartzman e la più abbordabile Svezia dei fratelli Ymer. Di seguito l’elenco dei convocati per ogni squadra:

 
  • Italia: Jannik Sinner, Matteo Berrettini, Lorenzo Musetti, Fabio Fognini, Simone Bolelli. Capitano: Filippo Volandri
  • Croazia: Marin Cilic, Borna Coric, Borna Gojo, Mate Pavic, Nikola Mektic. Capitano: Vedran Martic
  • Argentina: Diego Schwartzman, Francisco Cerundolo, Sebastian Baez, Horacio Zeballos, Maximo Gonzalez. Capitano: Guillermo Coria
  • Svezia: Mikael Ymer, Elias Ymer, Jonathan Mridha, Karl Friberg, Andre Goransson. Capitano: Johan Hedsberg

Girone B: Spagna, Canada, Serbia, Corea del Sud

Il Gruppo B doveva essere il girone di ferro, ma le assenze di Felix Auger-Aliassime e Denis Shapovalov peseranno tantissimo sul destino del Canada, le cui speranze di qualificazione sono ridotte al lumicino. Spagna favorita per il primo posto anche senza Nadal, trascinata da Carlos Alcaraz e Carreno Busta fresco vincitore del Masters 1000 di Montreal. Attenzione comunque alla Serbia di Novak Djokovic. Di seguito l’elenco dei convocati per ogni squadra:

  • Spagna: Carlos Alcaraz, Pablo Carreno Busta, Roberto Bautista Agut, Alejandro Davidovich Fokina, Marcel Granollers. Capitano: Sergi Bruguera
  • Serbia: Novak Djokovic, Miomir Kecmanovic, Filip Krajinovic, Laslo Djere, Dusan Lajovic. Capitano: Viktor Troicki
  • Canada: Vasek Pospisil, Alexis Galarneau, Liam Draxl, Gabriel Diallo, Cleeve Harper. Capitano: Frank Dancevic
  • Corea del Sud: Kwon Soon-woo, Hong Seong-chan, Nam Ji-sung, Song Min-kyu. Capitano: Park Seung-Kyu

Girone C: Germania, Francia, Belgio, Australia

Una piacevole e attesa notizia arriva dalla federazione tedesca, che potrà contare su Alexander Zverev. Il numero 2 del mondo non gioca una partita ufficiale dalla semifinale del Roland Garros contro Rafael Nadal, in cui è stato costretto al ritiro. La sua presenza per il prossimo US Open, in programma tra due settimane, è a forte rischio, ma certamente difenderà i colori della sua Nazionale a settembre. Il Gruppo C comprende anche Francia, Belgio e Australia, costretta a fare a meno di Nick Kyrgios.

  • Germania: Alexander Zverev, Oscar Otte, Jan-Lennard Struff, Tim Puetz, Kevin Krawietz. Capitano: Michael Kohlmann
  • Francia: Benjamin Bonzi, Adrian Mannarino, Arthur Rinderknech, Nicolas Mahut. Capitano: Sebastian Grosjean
  • Belgio: David Goffin, Zizou Bergs, Michael Geerts, Sander Gille, Joran Vliegen. Capitano: Johan van Herck
  • Australia: Alex de Minaur, Thanasi Kokkinakis, Matthew Ebden, Max Purcell. Capitano: Lleyton Hewitt

Girone D: Gran Bretagna, Stati Uniti, Kazakistan, Paesi Bassi

Molto intrigante anche il Gruppo D, probabilmente il più equilibrato. Non poteva mancare Andy Murray a Glasgow a lottare per la sua Gran Bretagna, mentre sarà Taylor Fritz a guidare gli Stati Uniti orfani dei suoi big server Reilly Opelka e John Isner. Da non sottovalutare il Kazakistan del funambolico Alexander Bublik e i Paesi Bassi di Van de Zandschulp e Van Rijthoven.

  • Gran Bretagna: Cameron Norrie, Daniel Evans, Andy Murray, Joe Salisbury. Capitano: Leon Smith
  • Stati Uniti: Taylor Fritz, Frances Tiafoe, Tommy Paul, Jack Sock, Rajeev Ram. Capitano: Mardy Fish
  • Kazakistan: Alexander Bublik, Dmitry Popko, Mikhail Kukushkin, Aleksandr Nedovyesov, Andrey Golubev. Capitano: Yuriy Schukin
  • Paesi Bassi: Botic van de Zandschulp, Tallon Griekspoor, Tim van Rijthoven, Wesley Koolhof, Matwe Middelkoop. Capitano: Paul Haarhuis

Continua a leggere

Coppa Davis

Coppa Davis, convocazioni: i cinque azzurri scelti da Volandri

Matteo Berrettini e Jannik Sinner guidano l’Italia per il girone di Bologna. Fognini, Bolelli e Musetti completano il roster

Pubblicato

il

Matteo Berrettini e Jannik Sinner (foto Twitter @federtennis)

In vista della fase a gironi delle Davis Cup by Rakuten Finals 2022, che si svolgerà
dal 13 al 18 settembre prossimi sul veloce indoor della Unipol Arena di Casalecchio di Reno a Bologna,
il capitano della Nazionale italiana, Filippo Volandri, ha convocato i seguenti giocatori:

  • Matteo Berrettini
  • Simone Bolelli
  • Fabio Fognini
  • Lorenzo Musetti
  • Jannik Sinner

La Davis Cup by Rakuten torna dopo 46 anni nella città di Bologna ospitando uno dei quattro gironi della
fase finale e vedrà protagoniste quattro squadre: oltre all’Italia, Argentina, Croazia e Svezia. Il ritorno
della più antica competizione sportiva mondiale per squadre nazionali nel capoluogo regionale coincide
con un anniversario storico: ricorre infatti quest’anno il centenario dalla prima partecipazione della
Nazionale italiana alla Coppa Davis.

Filippo Volandri, capitano della Nazionale italiana di Coppa Davis:
“Quello di Bologna è un girone molto duro, probabilmente uno dei più equilibrati, ma allo stesso tempo
molto stimolante. Ritrovare la Croazia, contro cui abbiamo perso lo scorso anno a Torino, sarà un motivo
ulteriore di rivincita e faremo tesoro dell’esperienza del 2021. Sono sicuro che la squadra si farà trovare
pronta e darà il massimo per centrare la qualificazione ai quarti e volare così a Malaga per la fase
decisiva. Giugno e luglio hanno visto i nostri tennisti conquistare bellissimi successi in singolare con
Matteo, Lorenzo e Jannik e abbiamo anche una coppia di doppio competitiva e affiatata come quella
composta da Fabio e Simone, che di recente hanno vinto il torneo a Umago e giocato la finale a Bastad:
non a caso sono in corsa per la qualificazione alle Nitto ATP Finals di Torino in doppio. C’è un grande
entusiasmo per il nostro sport, come testimoniano lo spazio sempre più ampio sui media,
i dati
dell’audience televisiva e, soprattutto, il fatto che si sente parlare sempre più di tennis e non soltanto di
calcio. È ovvio che questo ti dà delle responsabilità in più però per me queste rappresentano un
privilegio: gestire una squadra importante e forte come la nostra mi rende molto fiducioso, anche per
l’attaccamento che i ragazzi dimostrano quando vestono la maglia azzurra: in Coppa Davis la coesione
del gruppo è un elemento fondamentale che può anche essere decisivo”.

 

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

Gli incontri della fase a gironi si giocheranno in quattro differenti città: oltre a Bologna, le sedi sono
Amburgo, Glasgow e Valencia. Le 16 squadre partecipanti sono state suddivise in quattro gironi da
quattro, con le prime due classificate che accederanno alla fase finale. La formula prevede per ogni
incontro la disputa di due singolari e di un doppio, tutti al meglio dei due set su tre.
Fase a gironi:
Gruppo A (Bologna): Croazia, Italia, Argentina, Svezia
Gruppo B (Valencia): Spagna, Canada, Serbia, Corea del Sud
Gruppo C (Amburgo): Francia, Germania, Belgio, Australia
Gruppo D (Glasgow): Usa, Gran Bretagna, Kazakhstan, Olanda

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Lorenzo Musetti al microscopio

Tutti i match della fase a gironi saranno visibili su SuperTennix, la piattaforma di streaming on line della
Federazione Italiana Tennis.
Questo il calendario del Gruppo A, con gli incontri che prenderanno il via alle ore 15:
13 settembre: Argentina-Svezia
14 settembre: Italia-Croazia
15 settembre: Croazia-Svezia
16 settembre: Italia-Argentina
17 settembre: Croazia-Argentina
18 settembre: Italia-Svezia
È possibile acquistare online i biglietti per i sei match del girone di Bologna collegandosi al sito web
tickets.italy.daviscupfinals.com e su quello di Ticket One (www.ticketone.it).

UFFICIO STAMPA FIT

Continua a leggere

Coppa Davis

Niente Coppa Davis per Nadal: a novembre esibizioni in Sudamerica tra polemiche e una causa milionaria in arrivo

Argentina (con Del Potro), Cile, Messico e Colombia aspettano Rafa. Intanto un’azienda chiede un risarcimento da 10 milioni per essere stata messa da parte nell’organizzazione del tour

Pubblicato

il

Rafael Nadal (ESP) in action against Botic Van De Zandschulp (NED) in the fourth round of the Gentlemen's Singles on Centre Court at The Championships 2022. Held at The All England Lawn Tennis Club, Wimbledon. Day 8 Monday 04/07/2022. Credit: AELTC/Simon Bruty

Il 2022 di Rafa Nadal continua a essere ricco di accadimenti: dopo i due trionfi Slam, i problemi fisici e l’attesa paternità, ora potrebbe arrivare anche un affaire giudiziario. Lui e una società rappresentata a livello legale dalla madre saranno probabilmente citati in giudizio in una causa da 10 milioni di dollari. Il pomo della discordia è in questo caso il tour di esibizioni che il campione spagnolo affronterà a fine novembre in Sudamerica. E le notizie fuoriuscite su questa serie di incontri, con date annesse, hanno anche un significato meramente tennistico: ammesso che la Spagna si qualifichi alle finali di Coppa Davis, la squadra capitanata da Bruguera non potrà comunque contare sulla sua stella più luminosa.

Stando alla stampa argentina, il 23 novembre Nadal sarà al Parque Roca di Buenos Aires, dove affronterà l’idolo di casa Juan Martin del Potro nell’ultima passerella d’addio al tennis del giocatore di Tandil. L’indomani, o al massimo il 25, Rafa si dovrebbe spostare in Cile per regalare al pubblico la gioia di vedere il proprio portacolori Tabilo sfidare un 22 volte campione Slam. Se non si dovessero creare conflitti con le ATP Finals di Torino (dal 13 al 20 novembre), proprio nei giorni delle esibizioni, invece, sarà in corso a Malaga la fase finale della Davis. Per quanto Nadal abbia già realizzato imprese ai limiti del possibile nel corso della sua carriera, viene difficile pensare che possa anche essere ubiquo.

D’altro canto, non è nemmeno così scontata la presenza della squadra spagnola visto che prima – a settembre – dovrà superare un girone di ferro condiviso con Serbia e Canada, oltre che con la Corea del Sud. E anche in questa occasione, la Spagna con tutta probabilità dovrà fare a meno di Rafa, impegnato la settimana precedente a New York (US Open) e quella successiva a Londra (Laver Cup). L’Italia del capitano Volandri guarderà interessata, stando però attenta a non sottovalutare il suo di girone.

 

Questo il risvolto “di campo” della vicenda che però è alquanto bollente soprattutto per il suo lato economico-giudiziario. Il tour di esibizioni dovrebbe infatti fruttare a Rafa ben 10 milioni di dollari. “Dovrebbe” perché nell’organizzazione delle partite non tutto è andato liscio. Il manager di Nadal, Carlos Costa, ha infatti ricevuto pesanti accuse da Lisandro Borges dell’azienda argentina “World Padel Center LCC”. Borges ha spiegato al canale televisivo argentino “Todo Noticias” che Costa ha chiuso un accordo con Marcelo Figoli per il pagamento da 10 milioni, mentre sarebbe stato ancora in corso di validità un contratto di esclusiva tra l’azienda di Borges e la società che detiene i diritti d’immagine di Nadal (Aspermir, la cui rappresentante legale è la madre di Rafa) per la programmazione e la vendita delle quattro partite. Il manager spagnolo avrebbe risposto che l’iniziale richiesta di proroga del contratto non si sarebbe poi mai tradotta nella sua firma.

Carlos Costa è un farabutto e gliel’ho detto, ma per lui non conta niente. Crede di poter fare quello che vuole perché ha alle spalle Rafael Nadal. Fare causa a quello che secondo me è il miglior atleta della storia ed anche un bravissimo ragazzo perché il suo manager è un mascalzone, non mi diverte, ma la verità è che quando qualcuno ti crea tanti problemi quanto quest’uomo (Costa, ndr) ha causato a noi, non ci sono altre strade”. Così Borges non ha fatto trasparire tutta la sua frustrazione per il danno d’immagine subito dopo essersi speso per organizzare in prima persona l’esibizione argentina e con la collaborazione dei fratelli Lapentti (Nicolas è un ex top 10) quella messicana. L’imprenditore ha infatti raccontato di aver coinvolto anche il governo argentino e di aver predisposto una serie di attività, iniziando anche l’opera di promozione.

Borges, prima di intraprendere la strada legale, ha cercato una mediazione scrivendo una lettera sia alla società Aspermir che allo stesso Nadal. La risposta attesa nei cinque giorni successivi non è arrivata e così il processo sembra ormai inevitabile.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement